Il suicidio
di
beppino
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Ciao Sonia, sarei curiosa di leggere il tuo libro come si intitola? ciao a tutti
ciao Elena,
in realtà il titolo è quello che forse sottovaluto troppo. ma è difficile da scegliere….avevo diverse idee, ma niente mi sembra adeguato…pensavo a qualcosa che facesse comunque riferimento a quello che c’è scritto…non lo so…hai suggerimenti????
forse qualcosa che richiami all’idea di suicidio è troppo deprimente e troppo forte, farebbe scattare qualcosa dentro le persone di troppo negativo da indurle a non leggerlo.
in effetti la tua domanda mi mette in crisi, per questo ti ringrazio di avermela fatta!!!
ci penserò e ti farò sapere…
TANCAMALA..non ci credo,ciao Gabbiamno di Uras,ti ho inviato la mia amicizia su fb per starti vicino..in effetti ho ricevuto un po’ di email infettissime,e non ne capivo il motivo.UIn abbraccio.e un caro saluto a voi tutti. DAGO44
DAGO e ELENA: ciao 🙂
SONIA: ciao 🙂 sono d’accordissimo con @fare quello che piace, fare qualcosa che lasci spazio alla propria fantasia e che ci diverta in qualche modo. per questo io ho intenzione ad es di riprendere a suonare come facevo un tempo. e di continuare a scrivere anche se quello che scrivo forse non piacerà mai a nessuno.
dissento però, scusami, con:
@Sono anche io convinta che sia anche inutile rivolgersi allo psicoterapeuta. Alla fine è una persona come tutte le altre e non può convincerci che la vita è bella e che va vissuta. E’ una cosa che si deve sentire senza farsi il lavaggio del cervello.
Non con il fatto che tu non voglia andare dallo psicologo dissento, ovviamente, è una libera scelta e ciascuno sente il suo modo per affrontare il malessere. Però gli psicologi non fanno lavaggi del cervello e non convincono che la vita è bella. Semmai ti aiutano a capire perché la vedi brutta ecc.
Mi dispiace che nel lavoro di insegnante non riesci a trovare soddisfazioni. In realtà se c’è un lavoro socialemente utile è quello, caspita! però mi rendo conto che si possa avere la sensazione che non sia così, per varie frustrazioni, anche del sistema.
Io ho fatto brevemente l’insegnante, come supplente, e ho avuto delle belle esperienze, però è anche vero che le ho avute dove avevo maggiore libertà. Dove per esempio insieme ai ragazzi potevo fare italiano in modo più creativo, anche usando per esempio l’improvvisazione teatrale. E mi era capitato anche un laboratorio di scrittura creativa. La mia primissima esperienza però fu in una classe dove c’erano davvero tantissimi problemi, diversi e tutti concentrati nella stessa piccola realtà.
Ciò naturalmente non significa che non si cercasse di dare attenzione al singolo e al gruppo, anche alle varie esigenze, però era oggettivamente una classe difficile, difficile anche per i ragazzi stessi.
ELE: @non riesco a ragionare su cose magari semplici.
normale sotto stress e in fase acuta.
@Vorrei soltanto che “qualcuno” mi tenesse la mano, dicendomi che passerà
La mano fisicamente non posso tenertela, e mi dispiace, però ti penso molto. Vedrai che piano piano imparerai (o imparerai nuovamente e meglio ancora) a prenderti cura di te. E le sensazioni buone faranno scolorire quelle brutte.
So, come ti dicevo, che avere pazienza (non una pazienza di resa, ma una pazienza verso il miglioramento) quando si sta male è molto difficile, perché il senso di angoscia, inadeguatezza ecc di cui parli sono molto pesanti da gestire. Sembrano riempire tutto ed impedire tutto e sei, mi pare di capire, costantemente autogiudicante con grande severità. Però, come si diceva, questi sono appunto i sintomi del malessere. E’ il malessere che ti rende così iperattiva da questo punto di vista, emotivo e mentale. Forza, ELE, vedrai che la situazione migliorerà. Ora ti stai facendo ansia anche per… l’ansia. E’ normale che sia così. Ma appunto hai cercato aiuto x stare meglio con te stessa,sentirti al volante
Ciao a tutti,
è la prima volta che intervengo ad un blog, e lo faccio proprio perché il tema sul quale vi state confrontando mi tocca molto da vicino.
Sono infatti entrato da poco anch’io nel fantastico club di quelli che guardano al suicidio come un possibile sollievo.
In pochissimi mesi ho perso tutto ciò che dava un senso alla mia vita: la moglie (che mi ha rottamato per un altro), i figli (una, più piccola, ha seguito la madre e vivono lontane, l’altro, più grande, fa una vita sua e volutamente distante dalla mia), il lavoro (ce l’avevo bello e gratificante ma le multinazionali non perdonano chi rende di meno per sopraggiunta crisi personale, e quindi mi è toccato comprarmi un negozio e campare con quello), gli amici (quasi tutti legati a doppio filo al lavoro o alla mia ex famiglia ed evidentemente non così ‘veri’ e disinteressati).
I miei anziani genitori hanno a loro volta, e sempre da pochi mesi!, grossi problemi (mio padre ne ha per poco, mia madre si distrugge nell’accudirlo) ed abitano comunque a 400 km di distanza.
‘Tutto qui’.
Se è vero che la vita ha un senso che vale solo quando si hanno progetti, e se i progetti non possono che coincidere con le persone che contano per noi, è quasi un sillogismo che nel rimanere soli si arrivi alla convinzione (perché ormai ci credo fino in fondo) che … può bastare così.
In fondo, 53 anni sono stati anche troppi per capire ‘il bene prezioso della vita’ nel cosiddetto ‘wonderful world’.
Al tempo stesso, resto convinto che per uscire dall’abisso basterebbe una persona sulla quale contare: non per scaricarle addosso tutti i pesi e le angosce, ma, al contrario, per riversare su di lei e condividere la voglia di rinascere e di ricominciare a gustarsi la vita. Con in più una nuova ‘saggezza’ derivante proprio dal buio attraversato.
Solo che è così difficile, specie se hai i contatti azzerati e il tempo libero ridotto al minimo anche per pensare di dedicarsi al volontariato (cosa che ho fatto in passato e in cui credo davvero).
Di qui, ancora più rabbia allora: perché basterebbe ‘poco’ ma quel ‘poco’ appare irraggiungibile (e probabilmente lo è davvero).
Morale: sperare non costa nulla, ma è decisivo che qualcosa avvenga prima che la scorta di resistenza alla vita si esaurisca. Altrimenti, quando la disperazione prenderà il sopravvento, resterà solo la soluzione estrema …
Ciao
L’ unione fa la forza.
La mia email e’ scorpione2005@gmail.com
Se qualcuno/a risiede nelle vicinanze di Genova magari ci si potrebbe anche incontrare e discutere. Mi sono gia’ incontrato con una per esempio ed e’ finita bene. Ora Lei non si vuole piu’ suicidare!
Magari poi finisce che quelli/e che incontro non si vogliono piu’ suicidare e chi si suicida sono solo io! Mah
Per adesso mi sono iscritto alla societa’ SOCREM cremazione umanda di Genova. Anzi vorrei che le mie ceneri fossero disperse ma per fare questo devo nominare in vita una persona che accetti l’onere di prendere sta urna cineraria delle dimensioni di 23x18x23 del peso di 3 o 4 kg , vada in mare o su un monte e le disperga!
Marco da Genova
Caro Roberto,
sei messo piuttosto male! io non saprei resistere nella tua condizione. devi avere una bella forza dentro per sopravvivere a queste cose che ti sono successe. Io a volte mi chiedo se è il caso di sposarmi e metter su famiglia quando sento queste cose…cmq per ora il problema non me lo pongo visto che sono ancora nubile. beh io non so cosa dirti, non riesco a dare consigli a chi sta peggio di me. mi sembra ridicolo. ma ti auguro di superare questo periodo e di ripartire alla grande, magari ecco trovando nuova forza in un nuovo amore.
non si smette mai di innamorarsi, e l’amore può essere la svolta quando tutto sembra essere cupo e deprimente.
intanto saluto tutti e ringrazio per i tanti interventi che mi tengono su e mi danno l’idea che tutti siamo sulla stessa barca…
Un saluto a tutti voi, è un casino di tempo che non scrivo ma ho continuato a seguire tutti i vostri post.
Ho rinunciato da tempo di cercare di far capire alle molte persone che scrivono le solite banalità (vedi: la vita è bella, è un dono ecc.ecc.ecc.),cosa ci può essere dentro una persona che decide di farla finita.
Ho rinunciato da tempo di ripetere che non è vero che a tutto c’è una soluzione. Ho rinunciato da tempo a sperare e, come alcuni di voi, sono giunto alla conclusione che, chi non si è mai sentito parte di questo mondo, non ci riuscirà mai e non saranno sedute di terapia o chili di farmaci (che personalmente prendo da anni)a risolvere questo “problema” perchè non è un problema, semplicemente la mia è solo la consapevolezza di essere una sorta di alieno nato per sbaglio in questo mondo e con il quale non trova niente da spartire.
E’ come ritrovarsi in un immenso salone dove tutti parlano una lingua a me incompresibile e tutti i miei tentativi di comunicare si sono rivelati forieri di incomprensioni, di fraintendimenti e di malintesi.
Ho impiegato una vita a cercare di imparare questa lingua, per sentirmi parte di questa società ma non ci sono mai riuscito.
Tancamala, se sei veramente tu S., è un piacere rileggerti.
Dago, un saluto a te
e un saluto a tutti, perdonate i miei sproloqui ma d’altronde da un disadattato depresso cosa ci si può aspettare?
Per Roberto.
Caro uomo,mi rivolgo cosi perche e’ cosi,sei caro senzaltro a qualcuno,anche Hitler era amato,per cio tutti siamo cari sulla terra,e uomo,perche alla tua eta si tirava fuori la spada una volta per difendere casa,pane,figli,si aveva paura,ma era il tempo di aver coragio.Ma allora,perche non ce lhai?Penso che se guardi un po piu lontano,esci dall italieta,allora trovi matti tutti quella gente che vive anche se non ha da mangiare e da vestirsi,cuando vengono violentati in tutti i modi possibili che l’uomo puo fare?guarda intorno e di a te stesso che la cosa pegiore non ti e acaduta ancora,e spero msi,e comincia a pensare,a pensare e a pensare quanto sei fortunato che camini da solo,ti grati da solo,mangi da solo.Vorrei vivere con una crosta di pane all giorno,ma non posso,e tu fai cosi…..dai,su,pensaci.A…io guardo i cartoni dei ani 80-90 (ho 57 ani)per perdermi e sogniare di non esere io a sofrire.
un abracio
Per Sonia: grazie delle tue parole. Ma non ti vorrei indurre a rinunciare a priori al matrimonio, che è anzi un’esperienza fondamentale. Certo, capire se quella persona sarà dalla tua parte e ci potrai contare ‘nella buona e nella cattiva sorte’ per sempre, è impossibile …
Ci vuole fiducia, impegno continuo … e tanta fortuna. Ma qualcuno è andata bene.
Per Tara: scusami, ma non mi servono le tue solite considerazioni del tipo ‘nel mondo c’è che sta peggio di te’.
Perché mai ciò dovrebbe consolarmi? Al massimo, è un’ulteriore conferma che la vita, per molti, non è questo granché …
E di certo non mi rifugerò nei cartoni animati come fai tu: quella sì che è mancanza di coraggio, alla nostra età.
Comunque grazie per avermi ricordato che devo essere felice perché dopotutto … sono ancora in grado di grattarmi da solo!
Evviva!!!!