Il suicidio
di
beppino
Riferimento alla lettera:
Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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@ andrea
ciao, no è piuttosto recente ….non importa. Quel che mi da fastidio un po’ è il vedere arrivare il Natale con mesi di anticipo nei negozi…da piccola mi piaceva molto a dire il vero. Anche il Presepe. Buona giornata 🙂
Emi hai ragione dietro al sucicidio cè la riflessione….ma di certo non è unatto che rientra nella consuetudine di vita. nOn credo sia esatto che per ogni cosa che succeda si decida di togliere la vita.Non credo che bisogna considerarlo un gesto eroico o naturale. Togliersi la vita è innaturale, la violenza è innaturale, uccidere è innaturale. TUTTO è INNATURALRE in questa società di merda in cui viviamo….in particolare in Italia, dove tutto è permesso e tutto è possibile. E ormai per strada abbiamo paura anche delle nostre ombre
Nel suicidio le elaborazioni intellettuali o degli intellettuali,sono soltanto possibili analisi del problema..non centrano niente..io piangevo mentre mi addormentavo, perchè avrei voluto vivere,ma in quel momento mi appariva come l’unica soluzione..da non confondere con un’atto vile nei confronti della vita,ma di una vera malattia che ti impedisce di combattere!non mi va di ritornare a quel periodo..ma i sociologhi li leggerei soltanto per arricchire la mia cultura!!Si è semplicemente soli con se stessi!!
ciao MARTINIKA, devo dire che mi trovo nella tua stessa situazione!!
se vuoi, ti lascio il mio indirizzo mail così parliamo in privato?
francescanonso@libero.it
un saluto, francesca
Animula
La differenza è proprio questa, conservare quel lato che avevamo da piccoli insieme a quello che abbiamo costruito crescendo, ma senza confonderli. Servono entrambi, bisogna saperli mettere in equilibrio tra loro e con il resto.
Anna: “nOn credo sia esatto che per ogni cosa che succeda si decida di togliere la vita”
E chi l’ha mai detto?
No….questa volta non cadrò nel tranello della polemica con chi legge fischi e capisce fiaschi.
E poi polemizzare cosa? Un tripudio di banalità (la società di merda, l’Italia lazzarona…..)?
Elena, anch’io avrei voluto vivere quando sono approdata al suicidio come soluzione finale. Avrei voluto vivere, sapevo di averne le potenzialità, sapevo di averne il diritto ma non riuscivo a vedere altro che impossibilità e distruzione.
era tanto che non tornavo da queste parti…questo forum io lo porterò sempre nel cuore e voi sarete sempre persone speciali per me!
Cercate di farvi coraggio…ci sono momenti brutti e momenti così e così!Evitate di litigare fra voi…rproprio non serve!
Io, fino a quando sarò in grado di intendere e di volere, ogni tanto vi leggerò sempre e spero che arrivino persone positive da questi paraggi!
Noto con piacere che ci doveva essere ancora ci sta!
Io sono sempre felice di leggerti!
E non so nemmeno cosa augurarti…spero che rimani sempre così polemica e saccente!Per me sei una gran bella personcina!
un grande saluto anche a tutti gli altri!
sguakk
E’ possibile pensare al suicidio a diciotto anni? Purtroppo si..non riesco più a reagire, riesco solo a piangere. Ho scoperto un amore più grande di qualunque cosa, un amore che mi ha dato la forza di superare una violenza subita quasi un anno fa. Un amore nel quale avevo trovato la forza che mi era sempre mancata, capace di farmi sentire anche più bella..quell’ amore che ora si allontana piano e io sto male, prendo le forbici e tento di tagliarmi le vene, poi mi siedo in terra, ranniccchio le gambe e piango..da sola piango x tutta questa sofferenza che non riesco a spiegarmi, per tutto il dolore che ho sempre paura di arrecare proprio alle persone che amo di più!
Il proprio suicidio può suscitare fascinazione, sembrare un corridoio verso la quiete, un modo per chiudere la porta e non pensarci più.
Ma vorrei dire che il suicidio altrui è invece qualcosa che non ha in sé nulla di attraente, nulla di calmante, nulla che abbia a che fare con qualcosa che possa (o mai potrà) finire. Sette anni fa il mio ragazzo ha pensato di togliersi la vita. Mi hanno telefonato al lavoro, si era impiccato. Stavamo insieme da dieci anni, qualche volta faceva discorsi del tipo che leggo qui nei vostri messaggi, diceva di essere stanco, che gli faceva schifo tutto. Ma erano momenti, non avrei pensato che un giorno mi sarebbe arrivata quella telefonata. Lui aveva 29 anni, e io al telefono continuavo a chiedere “adesso come sta, come sta?”. A distanza di anni penso che forse lui starà bene. Ma io, i nostri amici, i suoi genitori abbiamo tutti pagato un prezzo altissimo per quella sua scelta. Inviterei tutti a riflettere sul fatto che – purtroppo, se volete – la nostra vita può essere poco importante per noi, ma indispensabile per chi ci vuole bene.
Come no…… La nosrra vita é indispensabile per chi vuole bene e sopravvive al suicidio. Allora spiegami perché quella domanda “come stai come stai” non é stata posta durante quei momenti di schifo e stanchezza presi, evidentemente, sottogamba. Forse sono rigida, non lo nego, ma questi momenti di saggio rammarico mi sembrano un patetico tentativo di coprire sensi di colpa. Chi arriva al suicidio spesso lancia centomila messaggi. Messaggi che, però, hanno la sfortuna di durare lo spazio di un “momento”. E intanto una vita passa e se ne va….e rimangono i saggi….a farsi consolare!