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Il suicidio

di beppino

Riferimento alla lettera: Buongiorno, anche io penso che il suicidio sia una cosa buona, in un certo senso. Da tre anni, ci sto pensando, e ho già fatto quattro tentativi. Per me, la morte rassomiglia a un riposo, perché come lo dice un autore francese, "vivere, è soffrire". Io di fronte alle difficoltà...
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14.953 commenti

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  • 6861
    Eme -

    Ciao Athos, ciao Kewin.
    Vivo all’interno di un’eco.
    Da sempre.
    Ogni emozione, sentimento, reazione e comportamento è espansa, allargata, detonata.
    Tutta la mia esistenza è un eccesso nel bene e nel male, nell’azione e nella pigrizia.
    Ciò che cerco è un eccesso che compensi il mio, che riequilibri la bilancia, che mi tolga di dosso quella sensazione di diversità in cui sguazza felice la mia paura di vivere.
    Ho un uomo che mi fa compagnia ma non riesco a chiamarlo, a vederlo come un compagno.

    “Forse, alla fine di tutta questa sofferenza, ci aspetta una vita come l’abbiamo sempre sognata, piena di felicità che ti fa scoppiare il cuore, dove i luoghi e le persone amate ritornano perfette e le nostre paure, accuratamente ridimensionate, esistono solo per darci la misura di quanto sia bello vincerle ed essere accolti.
    Dove i profumi non svaniscono, dove non c’è violenza mentale e dove il gatto non deve uccidere il topo per mangiare.”.

    …….Hai scritto una bellissima poesia, Athos.

  • 6862
    kevin -

    Ciao
    Athos, come va?
    Dave come va?

    Eme, hai mai pensato, di staccare per un breve periodo e di trascorrere, un pò di tempo lontano da dove vivi?
    Penso che tu sia una persona parecchio sensibile, ciò è testimoniato dalle tue numerosissime sensazioni, a volte contrastanti.
    Tali sensazioni, sopratutto se in conflitto tra esse, ti angosciano, ti tengono la mente occupata ad elugubrare.
    Non mi stupisco, che tu non risca a vedere il tuo compagno come tale, se non al di fuori della parola stessa.
    Per quel che posso permettermi di dire, dal momento in cui, sarai meno presa da queste sensazioni, riuscirai ad essere più ricettiva.
    Una domanda: il tuo compagno conosce anche questo lato della tua persona?

    Ciao

  • 6863
    Athos -

    Grazie Eme,

    La mia “poesia” è solo la mia speranza. Ti andrebbe di scambiare l’email? Ma solo se ti va.

  • 6864
    Patty -

    Voglio sapere ”Beppino” che ha scritto la prima lettera sul suicidio che fine ha fatto…ho bisogno di parlare con lui perchè sono nella sua stessa situazione…per favore rispondetemi..

  • 6865
    kevin -

    Ciao.
    Mi dispiace, ma che io sappia non scrive più da tempo in questo forum, dopo che rivelà il suo disagio, verso quel presunto problema.
    Penso, di conseguenza che abbia risolto, spero e quindi non si è fatto più sentire.

    Ciao

  • 6866
    Patty -

    Capisco…ho provato a mandargli una mail ma mi ritorna indietro dicendomi che l’indirizzo è scaduto…spero non gli sia successo nulla…o forse ha scritto una mail sbagliata: josephdavid@hotmail.fr solo voi potete dirmelo se è possibile!

  • 6867
    kevin -

    Ciao

    Mi dispiace, ma non so darti ulteriori informazioni, per quanto riguarda la mail.

    Se ti va, prova a scrivere qua.

    Ciao

  • 6868
    viola73 -

    Per Athos se ripassa di qui…. “Cara Eme, Attenzione, quasi quasi potresti farmi ricredere sull’universo femminile. Infatti mi sembri troppo intelligente per essere una donna…ed ecco una prova di ciò che dico. Le donne sono notevolmente inferiori all’uomo in senso generale, quanto a capacità logiche e cognitive…”
    ma per favore…le donne meno intelligenti? al limite essendo biologicamnete meno forti hanno nei secoli sviluppato altre capacità… ma generalizzare sarebbe comunque un’idiozia…caro Athos esistono le persone maggiormente dotate di acume e quelle meno dotate, ma come tu dovresti aver capito essendo così “cerebrodotato”, appartengono sia all’universo femminile che a quello maschile… ti diro’ poi che secondo la mia personale esperienza di maschietti con scarse capacità logiche e cognitive ne ho conosciuti un bel po’!!

  • 6869
    Eme -

    Ciao Athos: la mia e-mail è emerain@libero.it. La tua speranza mi ricorda le parole di Tricarico “L’ultima illusione non è svanita…Io libero per sempre….”!

    Ciao Kewin. A volte ti viene posta la domanda “come stai?” che implica implicitamente la risposta “bene”. Se ti azzardi a dire “male” scatta il fastidio perché questa risposta fuori copione mette in pericolo l’ipocrita e rapida scaletta di svolgimento dei rapporti sociali.
    Eri convinto di aver svolto il tuo ruolo buonista ponendo la domanda ed ecco che un imbecille ti mette in difficoltà.
    L’imbecille sta male e lo dice.
    Ora che fai? Se tiri via rischi di passare per l’indifferente che in realtà sei ma non vuoi ammettere di essere e rischi di compromettere la maschera buonista con cui ti aggiri per il mondo.
    Se approfondisci rischi di ciucciarti le disgrazie altrui per un tempo indeterminato e di creare un rischioso precedente in virtù del quale ogni volta in cui l’imbecille starà male piomberà da te “che sei così disponibile”.
    Colpo di genio: con un mesto, triste sorriso di apparente solidarietà blocchi il fiume di parole dell’imbecille con un “sapessi quanto ti capisco…..è che….ehm…..anche io…..”.
    Gli imbecilli che propinano risposte fuori copione possono essere di due tipi:
    1) L’indifferente: l’imbecille sconcertato taglia corto e se ne va. Tiri un sospiro di sollievo. Missione compiuta. Oltre a zittirlo se n’è andato senza che tu lo allontanassi o scappassi. La coscienza è a posto.
    2) L’allocco: l’imbecille si stoppa e si concentra su di te. Il problema si dimezza, basta trovare una “disgrazia” che giustifichi lo scappare velocemente a gambe levate. Scegli rapidamente tra sanità, economia, burocrazia degli enti e con un contrito “ora capirai…..devo proprio scappare…..” poni fine alla tristissima scenetta. Ma mentre stai scappando alzi un sopraciglio e con un sorrisetto beffardo pensi: “bene a sapersi…quello/a è un allocco. Me ne devo ricordare di ‘sto co......……può tornarmi utile….”

  • 6870
    Eme -

    Non mi dilungo sulla sorte del povero imbecille di genere “allocco “ che verrà chiamato in causa ogni volta che il buonista avrà un problema e troverà la soluzione nel buttarglielo addosso con un “non so davvero come ringraziarti……non hai idea di quanto sia importante che tu abbia fatto questo per me. Non so a chi altri avei potuto rivolgermi…..”…..”non so cosa farei senza di te…..”!
    Già…..!
    E poi porte sbattute sul grugno, spintoni, violenza morale e, a volte, fisica……
    E’ una sorte che conosco bene…..è la mia sorte. Da sempre e per sempre. Finchè morte non interverrà. Amen.
    Dirai: non tutte le persone sono così. Probabilmente, certamente hai ragione. Ma è’ stato così con la maggior parte delle persone che ho incontrato. Ed ora ho paura del ripetersi degli eventi. Una normalissima, giustificata, plausibile ed incontestabile paura paralizzante!!!
    Una lunga premessa per motivare la risposta ad una tua domanda….potrei andare ovunque ma ovunque troverei il medesimo riscontro al mio disagio. Perché nasce da me, ma non dipende da me bensì da come interagisco con un esterno in grado di aumentare in modo esponenziale il mio malessere interno.
    Nasci con un disagio. Gli altri sono potenzialmente o realmente in grado di trasformarlo in un male di vivere, in paura invalidante, in un senso di ubiquità in situazioni opposte che destabilizza e disorienta.
    Il mio compagno: di lui apprezzo il non abusare delle mie paure.
    Hai presente la frase del Re Leone: “guarda oltre ciò che vedi”? Andrebbe integrata con la frase “ascolta oltre ciò che senti”.
    Lui non è un ascoltatore. E’ un uditore….come quelli che trovi nei concerti di chitarra.
    Mi lascia parlare per ore e ore e poi, tronfio del suo essere stato capace di lasciarmi sfogare e chiuso nell’inossidabile convinzione che lo sfogo sia sufficiente a risolvere il disagio, si manifesta in un “cosa mangiamo stasera?” che non serve ad un c.... ma almeno non fa male……è questo che apprezzo. La sua non violenza.

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