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Il dolcemale della vita

Lettere scritte dall'autore  Andrea.Diamante

Ultimamente pensavo all’amore, a come per molti sia un po’ quel “dolcemale” della vita: è il motore delle nostre giornate ma spesso fa male, logora. L’amore, per me che ancora non ne conosco tutte le sfaccettature, è come un uragano: può scombussolarci la vita, tirando fuori il meglio ma anche il peggio di ognuno di noi. E quando l’amore arriva, spesso arriva male: ci sfiora dolcemente fino a diventare l’unica cosa a cui riusciamo a pensare. E l’amore, per me, è arrivato male. Avete presente quei “classici” ragazzi che a 20 anni aspettano di dare il primo bacio all’amore della loro vita? Ecco, nemmeno io. Eppure ne ho conosciuto uno. E il suo modo di fare mi ha completamente stregata. Lui, Nicola, è due anni più grande di me e ci siamo conosciuti al mare, siamo subito entrati in sintonia e anche i nostri genitori sono entrati in ottimi rapporti, così che dopo qualche anno i suoi hanno cominciato ad invitarci a casa loro qualche giorno durante l’inverno e lo stesso i miei. Non è stato quello che definirei esattamente un colpo di fulmine, o meglio, il colpo di fulmine credo sia stato con la sua mente, la sua intelligenza. Non avevo mai conosciuto un ragazzo così brillante, di idee così romantiche e con un’intelligenza e un’ambizione da vendere. Con me dice di riuscire a parlare di tutto, di condividere quello che non aveva condiviso mai con nessun altro. Dice che siamo persone un po’ speciali e che prima di incontrare me non era mai riuscito a trovare una persona che lo capisse in tutto e per tutto e che spera di trovare una ragazza che sia almeno in minima parte simile a noi, se non del tutto. Secondo lui siamo destinati ad essere un po’ infelici in amore perché vogliamo troppo e perché le persone così anche quando si incontrano non riescono a stare insieme. Ci stuzzichiamo, scherziamo, facciamo progetti di cosa faremo in amore, sia dal punto di vista delle romanticherie sia del sesso: sappiamo tutto l’uno dell’altro, ma sembra sempre che ci riferiamo a “terzi” quando parliamo. Nicola è molto freddo, un pezzo di ghiaccio, e quando le persone lo abbracciano io vedo che si irrigidisce e mi ha anche spiegato che non lo fa a posta, è la sua natura. A me dispiace, perché io invece ho bisogno del contatto fisico anche con i miei amici, ho bisogno di sentire che l’altra persona c’è. Comunque, per farla breve, a volte ci sono stati dei momenti dolci fra noi. È addirittura arrivato a dirmi “quanto sei bella” e “dai dammi un bacino”, frasi per lui di una rarità allucinante. Siamo stati insieme nel lettino abbracciati, a volte parlavamo mentre altre volte semplicemente stavamo in silenzio, ed era l’unico momento in cui riuscivamo a stabilire un contatto: a luci spente. Io gli ho parlato spesso, forse troppo, di una storia molto travagliata con un ragazzo del mio paese e che per me si è conclusa definitivamente solo da un paio di mesi, quando ho realizzato che da un rapporto con un ragazzo voglio molto di più, quel di più che sono riuscita a trovare semplicemente parlando con Nicola. Anzi, credo che proprio parlare con lui abbia contribuito a farmi aprire gli occhi. Mi sono sentita veramente male quando ho realizzato che provavo qualcosa di più di una stretta amicizia per lui piuttosto che per quello che era il mio ragazzo, mi sono sentita sporca.
Credo lui abbia capito che ho un certo interesse nei suoi confronti, ma non penso abbia realizzato quanto sono grandi e dolci i miei sentimenti. A volte soffro perché non mi guarda come mi guardano gli altri ragazzi, lui è diverso, va oltre. So che è un bene, ma egoisticamente talvolta mi infastidisce un po’. Probabilmente non saremo mai “più che semplici amici” e lui non capirà mai fino in fondo, ma c’è qualcosa che mi rende serena e felice quando ne parlo. Chiacchieramo in continuazione, anche tutta la notte, e nessuno dei riesce a smettere. Ho l’impressione che resterei semplicemente a parlare con lui per tutta la vita, so che è una cosa stupida, infantile, una cotta di ragazzini, ma forse è giusto così, no? È giusto che tutti siano convinti che la loro cotta da ragazzini è diversa da quella di tutti gli altri, che durerà. Non lo so, è un modo diverso di amare: è bello quando ne parlo, quando ci parlo, quando ci penso.. Finché non realizzo che esiste solo nella mia testa e che forse lui non lo ha nemmeno capito. Cosa fare in questi casi? Io non lo so.

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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3 commenti

  1. 1
    Nathan -

    I sentimenti idealizzati sono irraggiungibili, perché non devono misurarsi con la quotidianità, con i limiti e le piccolezze che ci sono in ogni persona. Se cercherai di trasformare un’amicizia in amore rischi di perderli entrambi. Ed un maschio intetessato di solito lo fa capire in maniera piuttosto esplicita. Salvo che non ritenga ci siamo ragioni per le quali la cosa non funzionerebbe. Potresti provare a chiedergli se ha qualche amico da presentarti che sei diventata single e vedere che risponde..

    Auguri

  2. 2
    Lana -

    Nathan ha perfettamente ragione. Siete anime elette dal punto di vista cerebrale, ma non siete fatte per una relazione vera, fatta di quotidianitá, fisicitá. Se lui non matura e non scende dalle nuvole la vedo difficile instaurare un rapporto. Mi sembra il tipico caso dell amicizia che non riesce a trasformarsi in amore. A questo punto gioca a carte scoperte con lui: digli quello che provi e vedi come reagisce. Non hai nulla da perdere anche perché mi sembra che rimanere anche solo amici sta diventando sempre piu pesante.

  3. 3
    sognatore83 -

    Qualche tempo fa leggevo di un antica leggenda orientale che afferma che ciascuno di noi ha legato al dito un invisibile filo rosso al cui altro capo ci sarebbe la persona con cui siamo destinati a passare la nostra vita. Questa persona potrebbe trovarsi anche all’altro capo del mondo e, prima o poi, non si sa quando, la incontreremo. Allora mi son chiesto: perché se siamo già destinati a vivere in totale armonia e simbiosi con “qualcuno”, questo “qualcuno” non lo incontriamo subito, non so, alla nascita o magari quando psicologicamente siamo pronti ad accoglierlo nella nostra vita? Inconsapevolmente, mi son risposto da solo!
    E’ incontrando altre persone, sfiorando o sfondando le vite altrui, avendo delle esperienze, inconsciamente, ci si prepara psicologicamente ad accogliere questo “qualcuno” ma, se continuiamo a far fare tutto alla nostra mente, fossilizzandoci su qualcosa, ecco allora che questo “qualcuno” sarà sempre più lontano da raggiungere.
    Penso che tutti siamo destinati ad essere felici, ad ottenere tutto ciò di cui abbiamo bisogno e, anche se sembrano frasi fatte, o magari utopiche, a vivere il resto dei propri giorni accanto alla persona che desideriamo! Basta crederci e non arrenderci!
    In merito alla tua storia, da quanto ho letto, mi è sembrato di capire che il vostro rapporto è basato prettamente sull’intesa intellettuale, cosa tanto belle, tanto rara e altrettanto logorante quando di mezzo ci si mette un sentimento altrettanto nobile come il tuo.
    Forse ho visto troppi film, e altrettanti me ne faccio, ma mentre leggevo mi son immaginato una scena in cui lui ti chiedeva di dargli un bacino e tu lo fulminavi con un bacio ma dovresti valutare attentamente se perdere un’amicizia come questa ti possa giovare!
    Ti faccio i miei più sinceri auguri.

    PS.: ti ricordo che sei alquanto scaltra e intelligente, oltre che una donna, ed è risaputo che siete bravissime a creare le situazioni giuste! Non aver paura! Buttati ma valuta oggettivamente 😉

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