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Il diritto e il dovere di essere genitore

di Itto Ogami

Views: 4 - Views e voti dal 14 agosto 2026.

Come valuti questa lettera?

E’ opinione comune che la madre rivesta un ruolo chiave nella maternità. A volte mi chiedo se ciò sia basato esclusivamente sul fatto biologico che la madre sia il “carrier” del nascituro, l’hangar in cui viene assemblata la vita… L’inviolabilità di questo spazio da parte dell’uomo è palpabile, egli non è chiamato ad esprimersi in merito a questa meravigliosa opera della natura. L’uomo sembra chiamato alla inseminazione, mentre il resto dell’opera sembra sotto la direzione esclusiva della donna.

Iniziamo dall’atto sessuale, ipotizzando che sia stato meramente eseguito con il fine del piacere, e non della procreazione. In caso la donna rimanga incinta, si scatenano una serie di circostanze che sembrano cogliere “impreparati” i due attori. La meraviglia del nostro sistema naturale è che privilegia la vita ad ogni costo, quindi durante l’attrazione dell’atto la coppia sembra “dimenticarsi” del piccolo problema connesso, cioè la riproduzione… salvo poi svegliarsi con il mal di testa qualche giorno dopo. Ecco che appaiono espressioni del tipo “siamo rimasti fregati” o “e adesso che facciamo?”. Ma non era chiaro fin da principio che poteva accadere?

Poi, come da copione, la paura dell’ignoto e della responsabilità genera una forte pressione sulla coppia, sviluppando tensioni e contrasti. E qui il mondo si divide, la legge si divide, il diritto e il dovere non si riescono mai a cogliere nella loro pienezza. Se la coppia è concorde nell’avere questo bambino, i problemi sembrano assorbirsi nel loro stesso coraggio. Entrambi si sostengono in questo “passo” verso l’ignoto.

Se invece la coppia è in disaccordo, allora iniziano i guai.  Analizziamo i casi:

A) lei vuole avere il bambino e lui no:

Dal lato del DOVERE, il mondo PUNTA il suo dito: “Che razza di uomo! Vigliacco! Lasciare una povera ragazza da sola con questo problema”.  La cosa piu’ curiosa è che questo tipo di parole avevano senso 70 anni fa, in cui : 1) la donna era vergine e averla messa incinta significava lasciarla “non piu’ vergine” per altri uomini, quindi era considerato un fatto grave a livello sociale. 2) l’aborto non era alla portata di tutti 3) la donna non era emancipata e lasciarla da sola significava metterla seriamente nei guai.  Oggi invece la donna è emancipata, può rivolgersi in moltissime strutture per l’operazione, ha in genere alle spalle una famiglia che non la giudicherà male per aver avuto un uomo, inoltre in molti casi non era vergine, per cui “dopo l’aborto” la situazione (riguardo al corpo) in generale ritorna allo stato precedente. Si aggiunga a ciò che gli uomini non pretendono piu’ la donna vergine, quindi la sua “reputazione” non è compromessa.

Dal lato del DIRITTO, vorrei capire quale possibilità di scelta ha l’uomo; per esempio, ha diritto a non avere il figlio? Secondo la tanto sbandierata (dalle femministe) parità dei diritti, uomo e donna sono uguali in tutto e per tutto. Quindi pongo una semplice domanda: se quest’uomo non vuole avere il figlio, dato che lo sperma è suo, egli ha diritto di chiedere alla donna di abortire anche se questa vuole avere il figlio? Perché se entrambi hanno gli stessi diritti, il diritto della madre di avere il figlio NON può PREVARICARE sul diritto del padre di NON averlo. E se così fosse, in che modo il padre potrebbe chiedere l’applicazione di questo diritto in caso la madre non voglia? Ci vorrebbe una PUBBLICA AUTORITA’ che arresti la madre e la costringa all’aborto forzato? Ma se questo è contro “la libertà” personale della donna, perché il seme maschile (di proprietà dell’uomo) può invece essere “sequestrato” dalla donna? Non è infatti da intendersi come “dono” in quanto il padre non voleva essere padre, il sesso era fatto, come indicato all’inizio “per puro piacere senza fine procreativo”.

B) lui vuole il figlio e lei no.

Dal lato del DIRITTO egli avrebbe diritto a poter dire la sua in merito alla maternità, invece il mondo sembra orientato a dire : “è il corpo della donna, quindi la donna decide cosa fare del proprio corpo”: cioè se la donna vuole abortire, TUTTI DEVONO STARE ZITTI.

Dal lato del DOVERE, è curioso che al contrario, il padre avrebbe avuto il DOVERE di mantenere il figlio se la madre lo metteva al mondo, però non ha alcuna facoltà di scelta se la madre NON LO VUOLE.

Data questa incredibile DISPARITA’ di trattamento di uomo e donna, che quindi hanno diversi diritti e doveri, vorrei tracciare una linea di base di “correttezza” tra le parti ed eventualmente confrontarla con le leggi attuali.

A mio avviso il corpo della donna è inviolabile. Cioè se l’uomo ci va a letto, egli accetta la responsabilità che la natura faccia il suo corso, cioè che la donna rimanga incinta. In linea teorica poteva usare un preservativo oppure farsi una vasectomia. Se l’uomo “DONA” lo sperma alla donna, non potrà poi VANTARE richiesta di restituzione dello stesso.

Diverso è il discorso per quanto concerne i diritti e i doveri della PATERNITA’. Se il corpo della madre è inviolabile, nel momento stesso in cui lei decide di avere il figlio CONTRO la volontà dell’uomo, L’UOMO DOVREBBE ESSERE ESENTATO da qualsiasi responsabilità inerente il nascituro. Non dovrebbe nemmeno risultare il suo nome come padre naturale. Infatti egli non è padre, non ha mai inteso esserlo e ha il diritto di NON esserlo. Quindi l’uomo NON POTRA’ VIOLARE il corpo della donna facendole fare un aborto, ma altresì EGLI NON AVRA’ RESPONSABILITA’ per il figlio.

Nel caso opposto, se la donna NON VUOLE il figlio, e il padre lo vuole, la donna DEVE PAGARE un indennizzo al padre, in quanto sta calpestando il suo diritto. Anche la donna SAPEVA che poteva rimanere incinta, anche lei poteva farsi una operazione per non rimanere incinta o usare altri metodi anticoncenzionali. Quindi la donna è RESPONSABILE parimenti all’uomo, e quindi risarcisce la controparte della “perdita” del figlio. I costi dell’aborto invece sono al 50%.

Le leggi attuali invece mettono tutto nelle mani della donna, lasciando all’uomo solamente i DOVERI, ma non i diritti, per questo dovrebbero essere considerate anticostituzionali.

Data di pubblicazione: 10 Marzo 2017

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Categorie: - Famiglia

102 commenti

  • 1
    Nicola -

    Questa annosa diatriba su chi appartengono i figli e chi ne ha maggiore responsabilita’ e autorita’, puo’ essere risolta con una semplice considerazione:
    I FIGLI SONO DELLA SOCIETA’ E LA SOCIETA’ SE NE DEVE FARE CARICO!
    La devono smettere di caricare ogni onere sui singoli individui mentre dovrebbero predisporre strutture sociali, assistenziali e sanitarie per sostenere i singoli genitori che si trovano a doversi sobbarcare responsabilita’ piu’ grandi di loro, o che prescindono dalle loro libere intenzioni.
    I provvedimenti possono essere diversi, si parte dal collocamento obbligatorio per le mamme e/o papa’, case popolari, asili, sostegno al reddito, strutture sociali e assistenziali per l’affidamento di minori.
    Basta.. basta.. basta.. col responsabilizzare gli sconsiderati di turno!
    Lo stato deve tornare a svolgere il ruolo per cui e’ preposto, sostenere i suoi componenti e non metterli l’uno contro l’altro seguendo la legge del piu’ forte.

  • 2
    Pace per tutti -

    E’ vero, cìè disequilibrio fra diritti e doveri in questo caso, e mi sembra che il suggerimento di Nicola possa rimettere equilibrio fra diritti e doveri.

  • 3
    rossana -

    Itto,
    tendevo a non leggere questa lettera perché ho già tanta tensione e tante problematiche nel mio tran-tran quotidiano che non mi andava proprio la prospettiva di dover magari oppormi ai tuoi concetti in merito alla genitorialità.

    e… invece… sorpresa delle sorprese: sono d’accordo al 100% su quanto hai esposto con grande chiarezza. ognuno dei due sessi deve poter godere di PARI libertà ed essere gravato di PARI responsabilità. le attuali leggi, profondamente ingiuste a sfavore dell’uomo, sono ferme come minimo all’inizio del ‘900!

  • 4
    rossana -

    Nicola,
    il tuo commento non fa una grinza ma lo stato è sempre più evanescente. attualmente in Italia non esiste nemmeno un numero sufficiente di asili nido, e i pochi funzionanti hanno rette da sconsigliarne l’uso nella maggior parte dei casi.

    un tempo la condizione dei normali sudditi era privilegio di re o di nazioni predominanti. oggi, le decisioni che riguardano la maggioranza dei cittadini del mondo intero sono indotte da un’esigua manciata di finanzieri internazionali, forse meno crudeli ma di certo non più umani della precedente oligarchia.

    tutto va bene! siamo tutti ricchi e felici! cosa mai si potrebbe volere di meglio o di più?

    anche chi è privo di qualsiasi minima scelta o potere non è più etichettato come servo della gleba. la legge della giungla ancora regna sovrana ma si è talmente anestetizzati da non provare nemmeno più la volontà di coalizzarsi e tentare di ribellarsi…

  • 5
    Vic -

    In effetti la nascita di un
    figlio ha anche un’utilità sociale.
    Per questo per esempio è giusto che la donna
    prima del parto e subito dopo venga
    retribuita
    e altrettanto in politiche familiari, come fanno
    tutti gli altri paesi dell’unione meglio di noi.
    In Italia le nascite sono in diminuzione e il problema c’è.
    Ci sono voluti secoli di storia per costruire ciò
    che abbiamo fatto ed è importante conservarlo
    anche per le future generazioni.
    E non tutti i popoli ci sono riusciti, alcuni
    hanno distrutto vuoi colpa loro o di altri,
    il patrimonio culturale ed economico
    costruito in intere generazioni
    e trasformato il loro paese in un deserto.
    Dobbiamo vigilare affinchè non accada anche a noi
    quello che è successo a loro e non solo per noi,
    ma per i figli e i figli dei nostri figli.

  • 6
    Suzanne -

    Le leggi relative a questo argomento sono da intendersi a tutela del nascituro, tant’è vero che vengono riconosciuti i diritti del padre anche qualora la madre non voglia l’attribuizione di paternità. La legge garantisce quindi la massima tutela del bambino, intesa soprattutto in termini di mantenimento e accudimento da parte dei genitori.
    Per quanto concerne il risarcimento danni qualora la donna interrompa la gravidanza, non è una richiesta legittima laddove la gravidanza sia frutto di un errore e non di un atto voluto e condiviso.
    Infine, è assolutamente impensabile che terzi possano avere potere decisionale sul corpo di una persona, che deve sempre essere libera di disporne liberamente. Per una donna dotata di intelletto, una gravidanza indesiderata risulta sempre un avvenimento molto doloroso.

  • 7
    giucas -

    Bisognerebbe condannare all’ergastolo le donne che abortiscono senza fini terapeutici, e tutto sarebbe risolto.

  • 8
    Pace per tutti -

    Suzanne,

    ci sono donne he l’intelletto non sanno dove stia. Ho scritto donne e non persone visto che si parla di gravidanza. Ci sono donne che usano l’aborto come mezzo contraccettivo a posteriori. La parte della 194 che dovrebbe portare ad una maternità responsabile va rinforzata. Per le gravidanze portate a termine , c’è facoltà della donna di partorire in anonimato rinunciando al figlio, mentre per l’uomo non c’è pari facoltà, Se richiesto c’è l’obbligo di mantenere. Quindi più diritti per la donna e meno per l’uomo.

  • 9
    Itto Ogami -

    Suzanne:

    C: “Le leggi relative a questo argomento sono da intendersi a tutela del nascituro, tant’è vero che vengono riconosciuti i diritti del padre anche qualora la madre non voglia l’attribuizione di paternità.”

    R: Quindi perché se la madre NON vuole il bambino ha diritto ad abortire ? Dove sono le “leggi a tutela del nascituro” ? Perché la donna non VIENE OBBLIGATA a sfornare?

    C: “La legge garantisce quindi la massima tutela del bambino, intesa soprattutto in termini di mantenimento e accudimento da parte dei genitori.”

    R: Ma se si è in tempo previsto dalla legge per fare l’aborto, e il padre non ha mai voluto fare il padre, perché il sesso era solo per piacere, non stiamo parlando di BAMBINO, ma di ovulo fecondato. Lo stato dice che non è ancora una “persona” con diritto di tutela. Quindi se il padre non lo vuole, perché la madre può decidere di attendere fino a quando questo ovulo fecondato diventa “persona” e quindi imporre al padre di PAGARE IL MANTENIMENTO e fare L’ACCUDIMENTO ? In pratica il padre VIENE FORZATO a fare da PADRE, senza rispetto per la sua libertà.

    C: “”Per quanto concerne il risarcimento danni qualora la donna interrompa la gravidanza, non è una richiesta legittima laddove la gravidanza sia frutto di un errore e non di un atto voluto e condiviso.”

    R: Ma allora perché la donna ha il diritto di tenere il bambino e costringere il padre al pagamento degli alimenti? Due pesi e due misure per madre e padre ?

    C: “Infine, è assolutamente impensabile che terzi possano avere potere decisionale sul corpo di una persona, che deve sempre essere libera di disporne liberamente.”

    R: quindi perché il padre è obbligato dal giudice a pagare gli alimenti, imponendo al corpo di quest’uomo di compiere sforzi per il mantenimento del bambino, e non gli viene permesso di disporre del proprio corpo liberamente, ad esempio andando a farsi una birretta con gli amici e sbattendosene della donna incinta?

  • 10
    Sofia -

    Io non dirò la mia su questo argomento visto che ci sono passata e ho vissuto l’inferno… Quindi non voglio dire nulla..

    Una domanda mi sorge però… Perché itto ti fai tutte ste domande… Sti ragionamenti…ste lettere…sembra sempre che tu viva in prima persona le cose…perché nel tuo cervello frullano di continuo tutte queste cose che non ti riguardano?

  • 11
    suzanne -

    Pace, mi pare di aver specificato proprio per questo motivo, in quanto conosco anch’io donne, già di età avanzata, che nella loro vita hanno abortito ripetutamente. Per me sarebbe un trauma incancellabile, e ritengo vada utilizzato come metodo estremo in particolari situazioni della vita.
    L’unico diritto che riconoscerei al donatore di seme è quello di non riconoscere il figlio, ma in questo caso si aprirebbero una serie di possibilità etiche non molto incoraggianti. Ad esempio, il padre potrebbe dichiarare di volersi assumere le responsabilità e poi, a gravidanza inoltrata darsela a gambe levate. A questo punto sarebbe giusto per la futura mamma? Accetterei quindi una dichiarazione scritta di non riconoscimento del figlio entro il terzo mese di gravidanza, affinché la donna sia ancora nella condizione di poter scegliere.
    Infine, è ovvio che ci siano più tutele sul corpo della donna; provate a farvi crescere per nove mesi un alieno nella pancia e poi ne riparliamo.

  • 12
    Itto Ogami -

    Buongiorno Sofia,

    come mai “non mi riguardano” ?
    Se una donna viene malmenata riguarda anche le altre donne? Perchè esiste la giornata internazionale della donna ?

    Quindi se le donne SONO TUTTE PARTECIPANTI ai problemi delle donne, allora gli uomini SONO TUTTI PARTECIPANTI ai problemi degli altri uomini.

    Se grazie a qualcosa che scrivo io un tizio ad Ancona riesce a non farsi prendere per il naso da una donna, allora io sono contento.

    Se grazie a quello che scrivo io gli uomini modificheranno le leggi a loro favore, sarà assolutamente contento.

    Io partecipo attivamente a tutto quello che riguarda gli uomini, categoria di cui faccio parte, e quindi mi sento autorizzato a scrivere e a dire la mia opinione su tutto.

  • 13
    Itto Ogami -

    Interessante. Ci sono “piu’ tutele nel corpo della donna”.

    Quindi UOMINI udite udite !

    VOI NON AVETE GLI STESSI DIRITTI DELLE DONNE.

    * *

    Avete capito? Dato che loro hanno la maternità, allora possono avere il “trattamento speciale”. Trattamento che va ben oltre ANCHE l’interesse del bambino, infatti POSSONO ABORTIRE SE VOGLIONO! In quanto il bambino (così lo chiamano quando si tratta di accampare DIRITTI dal padre) diventa l’alieno (quando si tratta di sottostare ai DOVERI della riproduzione).

    E per quale motivo invece l’uomo non può avere il trattamento speciale sulle “sue proprie particolarità” ?
    Ad esempio, perché i bordelli sono stati chiusi (da una donna peraltro !!!!) ? Andrebbero riaperti subito, è un diritto speciale degli uomini, che hanno MOLTO bisogno di sesso. E se un uomo va a zo...... non è tradimento, in quanto lui non può obbligare la moglie a fare sesso, ma dato che lui HA IL DIRITTO SPECIALE DA UOMO di fare sesso, allora gli deve essere consentito cercarsi donne fuori casa.

    Se la donna ha diritti speciali per la gravidanza, l’uomo ha diritti speciali per la riproduzione.
    PAR CONDICIO.

  • 14
    Pace per tutti -

    suzanne

    sulla prima parte siamo in sintonia perfettaa

    Sulla seconda proponi un criterio di soluzione che andrebbe approfondito.

    E c’è un altro caso dove i diritti sono sbilanciati, La madre può fare il parto in anonimato, Il padre che vorrebbe tenersi il figlio lo perde e non può crescerlo perché adottato da sconosciuti.

  • 15
    Sofia -

    Va bene itto..cmq sei troppo contorno difficile e complicato…ti fai troppe domande…troppi schemi ragionamenti mentali…troppi perché….

    Cavoli tuoi.!

  • 16
    Suzanne -

    Itto, perdonami, ma come si fa ad argomentare a suon di slogan e divagazioni fuori tema? Capisco sia di moda, soprattutto nei talk show televisivi, però a me irrita parecchio. Soprattutto, non manipolare quello che scrivo. Ho semplicemente rivendicato il potere che ciascuno di noi deve esercitare sul proprio corpo, uomo o donna che sia. Ne consegue, per deduzione logica, che la donna in caso di gravidanza e non oltre il terzo mese, sia ovviamente la sola a poter esercitare scelte sul proprio corpo. “L’alieno nella pancia” era una battuta, ovviamente.
    Ah, comunque mai affermato di essere contraria ai bordelli, qualora ci lavorino persone non sfruttate.
    Pace, nemmeno la legge più perfetta potrà sostituire del tutto il buon senso e il libero arbitrio. I casi ipotizzabili sono infiniti, ciascuno meriterebbe un discorso a sé. In linea molto generica, ritengo che ciascuno debba poter decidere se essere genitore o meno; io personalmente non saprei che farmene di un uomo obbligato dalla legge ad essere padre. É innegabile però che un certo squilibrio esisterà sempre, poiché insito nella diversa componente biologica. La natura in questo caso ci ha reso diversi.
    Sull’ultimo punto non sono bene informata, ma suppongo ci possano essere “gabole” anche qui; ad esempio far adottare il figlio dai nonni paterni. Comunque non mi esprimo senza avere conoscenze più specifiche.

  • 17
    Itto Ogami -

    Suzanne,

    quale manipolazione delle tue parole ?

    Io leggo quello che scrivi, faccio copia e incolla e poi commento. Forse c’è qualche contraddizione. Ad esempio quando dici che le leggi sono a favore del bambino. NON E’ VERO. Sono a favore della madre, fino al terzo mese, perché lei può abortire se le pare ! Ma il problema sta tutto in questo arbitrio. IL PADRE NON CE L’HA. Lui è sempre comunque FREGATO. Non si capisce per quale motivo ….

    E credimi ci sono donne che SANNO BENE cosa farsene di uomini che non vogliono i loro figli…. ad esempio farsi pagare tonnellate di soldi.

  • 18
    Pace per tutti -

    Suzanne,
    il bimbo non ha riferimenti precisi, forse la data di nascita, e la coda per avere un neonato è già lunga. Il padre biologico, anche con gabole è escluso o svantaggiato, a meno che non crei precedenza per legge.
    Premetto che è una battuta, na mi immagino Itto che sbandiera con il simbolo del maschio, cerchio con freccia obliqua in alto, mentre scrive di questi argomenti :-).

  • 19
    maria grazia -

    Itto, i bordelli erano stati chiusi non per il gusto di privare i maschi dei piaceri del sesso ma perchè in essi venivano violati i più elementari diritti dell’ essere umano ( le donne che vi lavoravano in questo caso ) in quanto all’ interno di queste case le donne dedite alla prostituzione venivano tenute praticamente in stato di schiavitù e private di una loro libertà e dignità sociale. Peraltro i maschi in realtà non sono stati depauperati “di nulla”; la prostituzione esiste in abbondanza anche oggi ( anzi adesso c’è pure fin troppa offerta rispetto alla domanda ) ma le donne che liberamente decidono di praticarla la svolgono nella tranquillità e nella riservatezza dei loro appartamenti o al sicuro degli hotel, senza speculatori e “padroni” di sorta tra le balle e sopratutto celando al pubblico ciò che svolgono per tutelare la propria dignità e il proprio diritto a cambiare vita o anche a trovare un compagno fisso, se dovessero eventualmente stufarsi di quel genere di mestiere e di professione. Come è giusto che sia.
    Per quanto riguarda Suzanne, lei accusa chiunque non la pensa come lei di distorcere ciò che scrive. Ormai questo si è capito.. in questo caso però ha anche detto anche cose esatte: quello della madre sul proprio figlio è un diritto automatico che la donna acquisisce per ragioni “biologiche”, essendo il corpo femminile maggiormente coinvolto dall’ evento della gravidanza in termini fisici, rispetto a quello dell’ uomo. E’ chiaro quindi che ciò comporta tutta una serie di implicazioni ( a livello umano e legislativo ) che pongono il maschio in una posizione “secondaria” in questo caso. Ammetterlo non significa negare all’ uomo il suo diritto alla paternità ( quando davvero desiderato e sentito e non imposto per legge ) ma significa semplicemente riconoscere una realtà di fatto..

  • 20
    maria grazia -

    ..E’ interessante notare che di solito i maschilisti ideologici ci tengono ad evidenziare le differenze che emergono tra i due sessi in termini fisici, emotivi, ecc.. ( nell’ intento ovviamente di svalorizzare la donna agli occhi di chi legge ) ma tralasciano sempre di sottolineare quanto la gestante della gravidanza sia indiscutibilmente coinvolta in misura nettamente maggiore rispetto al partner procreatore proprio in virtù di quegli aspetti “organici” tanto cari alle argomentazioni dei misogini.
    Inoltre vorrei capire perchè per l’ uomo il sesso sarebbe un diritto inalienabile e per la donna no. In altre parole, perchè il tradimento dell’ uomo ( perchè anche nel caso ci si rivolga a professioniste sempre di tradimento si tratta ) causa “inadempienza della partner” sarebbe giustificabile, mentre lo stesso non si potrebbe dire nel caso inverso?
    Ringrazio chiunque voglia chiarirmi questo punto.

  • 21
    Itto Ogami -

    Io credo che sia davanti agli occhi di tutti che dopo la chiusura dei bordelli, le donne sono diventate ancora piu’ schiave, tanto è vero che TUTTI i giorni si leggono fatti di cronaca relativi a prostitute picchiate, uccise, seviziate dai loro magnaccia, che non sono “singoli” uomini, ma organizzazioni criminali che sono dedite anche alla tratta delle ragazze come vere e proprie schiave.
    Quindi dire che oggi le donne sono davvero libere è una fesseria galattica.
    La signora Merlin avrebbe dovuto studiare regolamentazioni serie per i bordelli e non certamente distruggerli favorendo la criminalità organizzata. Grazie signora, hai fatto davvero un ottimo lavoro. Tenete conto che io sono a favore della legge contro il favoreggiamento della prostituzione, che è stata introdotto proprio per “tentare” di scoraggiare i potenziali clienti delle donne prostitute schiave. Ma questo non risolve il problema. Farà solo andare sotto processo 1 cliente e manterrà inalterato il sistema. Tanto è vero che per strada (a milano addirittura in città sotto le case) ci sono prostitute NON libere. Ogni giorno molte associazioni combattono contro la schivitu’ delle prostitute e alcune riescono ad uscirne denunciando gli aguzzini. Altro che libertà! Sono delle poverette, spaventate e picchiate, rovinate da persone senza alcuno scrupolo. A molte donne dell’est ad esempio viene offerto lavoro, loro credono di andare a lavorare in aziende serie e si ritrovano per strada. E’ una schifo infinito. Diverso è il discorso di “bordelli” regolamentati, in cui donne consenzienti possono decidere di fare questo lavoro per loro scelta e volontà, dove c’è la legalità, il controllo medico, e si pagano anche le tasse, come ogni paese civilizzato. E dove i costi non sono proibitivi…

  • 22
    Itto Ogami -

    Secondo Maria Grazia la diversità biologica della donna nella gestazione modifica i diritti e i doveri connessi.

    Per questo motivo ho scritto circa la maggiore necessità di sesso da parte dell’uomo, il quale se va a donne ad esempio durante la gravidanza viene considerato un traditore con gli effetti di legge connessi (ad esempio separazione con addebito). Ma se si analizzano le peculiarità biologiche e da queste si vuole derivarne i diritti, allora non si capisce perché l’uomo NON POSSA ANDARE a zo....... La mia è una domanda, non già perché mi interessa che l’uomo vada a puttane, ma perché a mio avviso la differenza biologica NON DEVE DETERMINARE alcuna differenza. Altrimenti NON esiste la parità dei diritti e dei doveri.
    Come già anticipato, le donne possono stare a casa dal lavoro durante la gravidanza, ricevono lo stipendio ugualmente (pagato anche dagli uomini con una trattenuta INPS). Inoltre il padre biologico volente o nolente deve pagare. Questo è stato fatto per COMPENSARE il maggiore svantaggio derivante dalla gestazione. Ma questo ed eventuali ALTRE TUTELE, sono da mettersi per PROTEZIONE della donna. Ma NULLA hanno a che vedere con i diritti paritetici della coppia ad esempio nella scelta di avere il bambino.

    LO RIPETO: la madre ha diritto di fare l’aborto entro 3 mesi, al padre questo diritto è NEGATO, lui non può decidere nulla. Se lui non vuole avere il bambino e la madre vuole, il bambino nasce e il padre DEVE MANTENERLO. QUESTO E’ UN FATTO GRAVISSIMO, che NULLA ha a che vedere con eventuali agevolazioni per la GESTAZIONE.

    Le donne hanno diritto sicuramente alla tutela per la delicata fase biologica detta maternità, ma NON SI CAPISCE per quale motivo questa fase ALTERI IL RAPPORTO DI PARITA’ DEI LORO DIRITTI sul nascituro.

    Chi ha capito non cadrà nel tranello e nel fumo creato per nascondere la sola realtà delle cose, cioè che in Italia uomini e donne NON SONO PARI nei loro diritti e doveri.

  • 23
    Solnze -

    Itto,
    Per me la legge dovrebbe tutelare in primis il nascituro e l’aborto andrebbe VIETATO. Avete voluto, tu uomobe tu donna, sco....? Bene, ora vi assumete la responsabilità di metterlo al mondo, poi magari lo si può dare in adozione (se la madre ne ha il coraggio).

  • 24
    Itto Ogami -

    solnze,

    io sono per la responsabilizzazione delle persone.
    questo parte già dalla trombata (io non sono a favore del puttanesimo), per poi arrivare alla maternità e paternità responsabili (uguali diritti e doveri).

    io non me la sento di dettare legge in generale, imponendo a ciascuno di tenere il futuro bambino (per lo stato non lo è fino a 3 mesi).
    io però sono perché tutti siano responsabili in egual misura.

    se i genitori non sono entrambi d’accordo alla nascita il bambino non dovrebbe nascere proprio.

    se un uomo non voleva essere padre ha diritto di non esserlo e ha anche diritto di non vedere circolare per strada un individuo con meta’ del suo patrimonio genetico.

    con tutti gli uomini che ci sono, la madre può farsi ingravidare da un altro consenziente… e tra parentesi… perché la madre non ha chiesto prima a quest’uomo se desiderava davvero il figlio ? un bel contrattino… per esempio il matrimonio… risolve tutto. mai fare sesso prima di aver capito chi hai di fronte.

    se al contrario i genitori sono entrambi d’accordo, allora dopo se ne devono prendere la responsabilità in eterno, senza possibilità di fuga.

  • 25
    maria grazia -

    Solnze, ma ti rendi conto delle fesserie che hai scritto? Quindi se si rompe il profilattico accidentalmente e lo sperma ( sempre accidentalmente ) penetra nell’ ovulo della donna, questa poveretta deve partorire anche contro la sua volontà ? ( e magari anche contro la volontà del suo partner ). I figli vanno messi al mondo SOLO SE DESIDERATI. Altrimenti – se si resta incinte ACCIDENTALMENTE – è meglio abortirli, perchè sarebbero solo degli infelici.

    Itto, che oggi ci siano tante prostitute terrorizzate e schiavizzate questo è fuori di dubbio. Ma qui si parlava di lavoratrici del sesso che scelgono questa professione LIBERAMENTE e in piena consapevolezza. E queste ultime non accetterebbero mai di essere rinchiuse in una casa di tolleranza con tanto di “marchio” affibbiato su di loro che riporta la dicitura “puttana” agli occhi della società. Fossero pure posti decenti dove le donne che vi prestano servizio sarebbero trattate con dignità. Ma sta sicuro che nessun bordello al mondo ( per quanto “elegante” e legalizzato ) potrà mai rispondere a questi parametri e nessuna donna che vi staziona potrà mai essere rispettata davvero nella sua libertà e dignità ( libertà anche di rifiutare determinati clienti se non le vanno, tanto per dire ). Chi VUOLE prostituirsi deve farlo a casa sua se non vuole rotture di palle di nessun tipo. Punto e basta. Sono riuscita a farmi capire stavolta?..
    Poi finiamola con questa storia che TUTTE le ragazze dell’ est attirate qui in occidente con la promessa di un lavoro serio non sospettano neanche lontanamente cosa in realtà verranno a fare. Molte di loro lo sanno benissimo prima ancora di partire, ma – allettate all’ idea di cospicui e rapidi guadagni – accettano comunque..