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Guerra in Ucraina e nel Donbass

Lettere scritte dall'autore  Oscar Saccares

Buongiorno Direttore. Seguo costantemente il suo speciale sulla guerra in Ucraina. Le vorrei chiedere se, attraverso anche il suo inviato Luca Steinmann, può darci maggiori informazioni e dettagli sulla guerra del Donbass, scoppiata nel 2014, che pare sia stato un fattore scatenante di questo conflitto.

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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11 commenti

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  1. 1
    white knight -

    Sì signor Saccares, le posso svelare questo segreto: la guerra in Donbass del 2014 e l’attuale conflitto in Ucraina sono (anche se non si direbbe) la stessa cosa.

  2. 2
    marc -

    Vero white knight.
    Che bella questa democrazia italiana dove si dice solo quello che è più conveniente per l’Occidente…
    Chissà quali conseguenze potrà portare una democrazia così mafiosamente malata!!

  3. 3
    rossana -

    Marc,
    essendo l’Italia un Paese da sempre palesemente orientato dalla presenza del Papa, mi sembra che, in questa circostanza di guerra, la sua voce a favore della pace, non potendo essere ridicolizzata o polemizzata, sia finita per la prima volta con l’essere oscurata, sia dalla televisione che dai più importanti quotidiani.

    Pur non essendo una convinta credente, ritengo significativo per altri versi che la consacrazione a livello mondiale della Russia e dell’Ucraina alla Madonna sia passata la scorsa settimana quasi sotto silenzio.

    Come si fa ad avere ancora fiducia nella comunicazione sia del governo che dei vari partiti?

  4. 4
    marc -

    Rossana, causa lavoro guardo poco/niente la televisione, ma quando l’accendo alla prima palese propaganda filo-occidentale che arriva quasi immediatamente la spengo.
    Senza parlare della pagina principale di “microsoft” Edge dove si fà una propaganda pro-Ucraina ridicola e assurda chiaramente falsa in alcuni casi e ovviamente opposta a quella della Tass. Ma tornando in Italia, Rossana forse tu che segui sicuramente la televisione più di me, è stato mai invitato qualcuno che spiega che forse questa guerra è dovuta da ciò che è successo nel Donbass oltre ad altri motivi?
    In quasi otto anni con i metodi più barbari gli ucraini hanno svolto azioni punitive su larga scala, attacchi terroristici e continui bombardamenti di artiglieria – sono stati oggetto di un vero genocidio in cui sono morti 14.000 civili “compresi i bambini”. Perchè l’Occidente non si è indignato per questo? Ipocrisia Occidentale? Certo.

  5. 5
    rossana -

    Marc,
    secondo me, in Italia sia sul Covid che sulla guerra in Ucraina tende a prevalere il pensiero unico. Giusto o sbagliato che sia.

    Quanto espresso in controtendenza/minoranza, dall’uomo della strada come dal più rispettabile degli studiosi in materia, viene pesantemente osteggiato e quasi sempre ridicolizzato.

    In questi ultimi due anni lo schema di comunicazione favorito dal governo è stato rotto dai social media che, non avendo lo stesso potere dello stato, si sono impegnati a contrastarlo ingigantendo la reazione ad esso anche tramite un gran numero di notizie false. Fake che hanno finito con l’ottenere l’effetto contrario, invalidando la linea di pensiero di base, più contenuta e più corretta.

    Con l’invasione dell’Ucraina, subentrando in tutte e quattro le parti in causa una vera e propria propaganda di guerra, per il cittadino qualunque diventa quasi impossibile farsi un’idea sui fatti, scartando a priori le opposte interpretazioni (due-tre contro uno) di eventi e obiettivi.

  6. 6
    rossana -

    Segue per Marc

    A mio avviso, gli esseri umani, come gli stati e le potenze che ne sono espressione sociale, si muovono soprattutto per interessi economici e, in seconda battuta, per imporre o difendere i principi che animano le diverse culture e i diversi temperamenti.

    Chi impone, sentendosi forte, non ha paura. Vedi gli USA. Chi si percepisce debole o indebolito, cerca, con diverse tecniche di autodifesa, di evitare di essere sopraffatto.

    In Ucraina da almeno una decina d’anni è in corso innanzitutto un contrasto fra culture. Massicciamente aiutata dagli USA, tende a un sistema di capitalismo liberale, in contrasto con la sua precedente storia di capitalismo di stato, mentre la Russia non ha di certo gradito un accumulo di forze militari ostili lungo i suoi confini.

    È sbagliato aggredire un Paese sovrano ma è anche semplicistico giudicare unicamente sull’eccesso di oggi, magari nemmeno del tutto voluto, senza tenere conto di una visione molto più ampia, di cui non si conoscono affatto i dettagli.

  7. 7
    marc -

    Anche il mio amico dice che in Italia si alimenta un pensiero unico evidentemente di parte, lacunoso e non obbiettivo. Essere democratici significa questo? Significa censurare uomini di alto livello conoscitivo come Orsini che hanno una visione più realistica di questo conflitto in particolar modo delle “cause” che lo hanno scatenato? Ripeto anche se a me è tutto chiaro l’unica cosa che non capisco è l’informazione italiana? Ma che cosa è questa nuova invenzione occidentale del pensiero unico. Qualcuno sà spiegarmelo? Poi riguardo agli USA che dire… dove c’è una guerra ci sono direttamente o indirettamente sempre loro.

  8. 8
    rossana -

    Marc,
    secondo me, la sintesi “pensiero unico” deriva da partiti talmente privi di visioni a lungo termine e talmente incapaci di mantenere quanto promesso nelle campagne elettorali da aver allontanato circa il 40% degli italiani dalla vita sociale e dalle urne.

    Tali partiti, incapaci di formare un vero governo, si sono sciolti (come le ideologie) in un esecutivo fluido, che mira essenzialmente alla stabilità, sia delle loro poltrone che del Paese, pesantemente indebitato.

    Ne consegue che i dibattiti alla Camera e al Senato sono sempre meno frequenti e sempre più spesso messi a tacere con voti di fiducia. Ovvio che la comunicazione al paese sia raccolta nell’unica visione artefatta che tiene insieme il governo e che non può più trovare grande opposizione.

    Completa il quadro la sovvenzione di stato ai quotidiani più diffusi e accreditati. Paradossalmente un esiguo filo dissonante si trova ora più che mai a destra, in particolare nei media gestiti dalle aziende di Berlusconi.

  9. 9
    rossana -

    Esempio tratto da un articolo di Vanna Mazza, pubblicato su “Il Corriere della Sera”

    “Studioso della Grecia antica e noto per le sue opere su Socrate, Platone e la filosofia del teatro, Paul Woodruff ha pubblicato nel 2011 ‘Il dilemma di Aiace’ in cui riflette sul concetto di giustizia partendo dalla rivalità tra Odisseo e Aiace e dall’umiliazione di quest’ultimo.

    Dopo la morte di Achille, i comandanti greci fanno decidere a una giuria di soldati a chi andranno le armi del defunto eroe: la scelta ricade su Odisseo, che porta i greci alla vittoria con lo stratagemma del cavallo di tro.., anziché su Aiace, che pure è da tanti ritenuto il più valoroso; Aiace, ferito nell’onore, impazzisce (…) e cerca di uccidere i comandanti dell’esercito greco, ma siccome è pazzo uccide e tortura un branco di pecore e montoni.

    (…) come Aiace, la Russia vuole rispetto, vuole ripristinare il suo onore di fronte alle altre Nazioni, e farà qualunque cosa per ottenerlo, incluso l’uso massiccio della violenza.”

  10. 10
    rossana -

    Il punto di vista della Cina

    “Ho letto che Xi Jinping dispone di un repertorio sterminato di citazioni che usa a piacimento, compresi Dante e Petrarca. Anche Hemingway. Alla cultura ci teneva perfino da giovane, quando l’avevano mandato in un villaggio a svolgere lavori manuali, come prescriveva la regola del Partito Comunista Cinese di Mao Zedong. Lui, Xi Jinping, si era presentato con un valigione che tutti pensavano fosse pieno zeppo di roba da mangiare, invece era pieno di libri. 

    Perfino di recente, durante una conversazione con Joe Biden, il quale ha chiesto alla Cina una mediazione nella guerra in Ucraina, Xi Jinping avrebbe risposto con un antico motto: spetta a chi ha legato il sonaglio al collo della tigre il compito di toglierlo. Un po’ come dire che prendere in mano le castagne spetta a chi le ha messe sul fuoco.” (Ivan Levrini)

    Ma chi è stato a legare il sonaglio al collo della tigre? E perché deve farne le spese anche chi si è sempre tenuto lontano dalle bestie feroci?

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