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Non da le gocce a nostro figlio, posso chiedere l’affidamento?

Lettere scritte dall'autore  

Caro direttore,
Ti pongo una domanda alla quale vorrei una risposta ben precisa.
Mia moglie un giorno per aver discusso con la madre, va a piangere nella casa al mare, dicendomi: ho lasciato chicco a tua madre, vado a fare un colloquio di lavoro, mi hanno chiamato all’improvviso, corro ti faccio sapere. Premetto che nostro figlio prende gocce per l’epilessia in tre orari ben precisi durante l’arco della giornata. Questo farmaco non lo aveva lasciato a mia madre, noi cercavamo di chiamarla ma non rispondeva, non avendo le gocce dietro era preoccupata anche per il piccolo, aveva le chiavi di casa nostra ma non aveva la possibilità di andarci perché troppo lontana. Per il bimbo è riuscita a dargli le gocce dopo aver rintracciato mia zia, la quale automunita ha potuto accompagnarla.
In seguito chiamammo l’agenzia dove mia moglie doveva fare il colloquio, ma scoprimmo che questo colloquio, non era mai esistito. Fatto sta che mia moglie rientra verso le 13: 30 minuto più minuto meno, ma al piccolo andavano somministrate alle 11: 30, dicendo che si era addormentata sul letto.
In base a questo episodio posso richiedere l’affidamento di mio figlio?

L'autore ha scritto 5 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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4 commenti

  1. 1
    milli73 -

    se succedeva a te?
    e tua moglie chiedeva l’affidamento?
    capivo se era un episodio ricorrente a altri… ma così….
    non credo possa giovare al bimbo fare la guerra a tua moglie..

  2. 2
    NIKO 4 -

    Non è fare la guerra, ma è solo mancanza di responsabilità verso un figlio che stà male. Se fosse accaduto a me, e mio figlio si fosse sentito male, non saprei cosa avrei fatto, ma fortunatamente, nel caso di mia moflie, non è accaduto nulla. Sono preoccupato per mio figlio, perchè ho portato mia moglie dalla psicologa su sua richiesta, per problemi di comunicazione con la mamma, la quale anche lei ha avuto un rifiuto verso il bimbo. La psicologa trovo in mia moglie un conflitto, mamma bambino e gli diede un libro da leggere, il quale non è mai stato terminato. Ora in procinto di separazione ha smesso di andare dalla psicologa, ed io non potro mai sapere se, e quali problemi ha mia moglie con mio figlio. Ogni volta che lo chiamo lo sento piangere, o fare capricci, addirittura una volta ha pianto dalle 19:00 alle 21:00 io mi trovavo a lavoro, a sessanta chilometri da casa, ho dovuto staccare due ore prima per poter riuscire a calmare nostro figlio. La mai preoccupazione maggiore è se è in grado di occuparsi di nostro figlio, per quest vorrei l’affidamento non per fare una guerra, o tantomeno sapere quali sono i suoi problemi psichici, ma la psicologa non può darmi a me una risposta in quanto coperta dal segreto professionale. Ciao a prsto.

  3. 3
    milli73 -

    ho capito..
    bè allora la situazione è più complessa, ti chiedo scusa.
    quanti anni ha il tuo bimbo?
    in questo caso però,la psicologa è coperta dal segreto professionale,
    anche se ci va di mezzo un minore?
    dovresti far presente al giudice dei minori la situazione, se tua moglie ha questo conflitto con vostro figlio, e se è ricorrente il fatto che si dimentichi di dargli le medicine, o comunque sostieni ci sia una mancanza da parte sua per problemi psicologici, che la psicologa può per altro confermare, se c’è un intervento del giudice, sono delle motivazioni importanti.
    posso dirti da genitore di fare ciò che pensi sia meglio per tuo figlio, potrebbe essere meglio ora anche per tua moglie , in un secondo momento appena starà meglio ,potrà rioccuparsi del bambino, se sarà possibile.
    in bocca al lupo

  4. 4
    toroseduto -

    Manca qualcosa in questa storia,non si mettono bene a fuoco i problemi.Qualcosa di simile, l’ho vissuto indirettamente,la coppia che venne ad abitare di fronte a me.Lei soffriva di una leggera forma di epilessia,dovuta a un cattivo funzionamento del pancreas, che non produceva il glucosio, e doveva prendere subito acqua e zucchero e anche qualche medicinale. Dava la colpa a sua madre di questo suo problema, e qualche volta che veniva a trovarla, finiva sempre con una litigata. Il problema si fece più grosso quando lei era incinta del primo figlio, rifiutava qualsiasi medicinale, per non danneggiare il bambino. Feci amicizia col marito, era un gran bravo ragazzo, e avvolgeva la moglie in una spirale d’amore.
    Una volta, tornando un po prima dal lavoro, la trovai seduta per terra e in condizioni di totale assenza, corsi a prendere l’acqua e zucchero, riuscii a farle bere un po, dopo tre bicchieri caduti, nel frattempo arrivò il marito e anche altre persone, lei intanto si era ripresa e si vergognava degli sguardi puntati su di lei, io dissi che forse era opportuno che ognuno rientrasse in casa propria.In seguito il marito mi raccontò che odiava la madre, in quanto era stata in cura per l’epilessia per 20 anni, fino a quando si scoprì che si trattava di una disfunzione del pancreas. Cosa ancora da sottolineare è il fatto che hanno avuto due figli, tutti e due con lo stesso problema della mamma. Durante le due gravidanze, sua suocera, una persona piena di dolcezza, non la lasciava mai sola. Il marito ha destato la mia ammirazione in più di una occasione,ha accettato di buon grado tutto quello che il cielo gli ha mandato, era lui in prima persona a contattare i medici, e io e mia moglie, ci siamo alternati coi bambini, quando venivano ricoverati.
    Cosa si può dire di questa storia? Che la provvidenza, gli ha fatto
    incontrare la persona giusta, e con caparbietà ha portato con coraggio
    una situazione difficile alla soluzione.Oggi la figlia, guarita, è una psicologa. Ciao

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