È giusto soffrire per un amore non corrisposto?
E’ giusto soffrire per amore pur non essendo corrisposto?
“Ti voglio bene ma sei solo un amico”. La frase che rimbomba nella mia testa da qualche giorno. Non sono uno che si fa e tra l’altro ho sempre pensato che essendo di due caratteri completamente diversi non eravamo neanche fatti l’uno per l’altro. Ma il suo comportamento, la sua dolcezza, il suo “TUTTO” di lei mi ha fatto innamorare. La penso sempre… Mi manca tantissimo. Tutto è iniziato da lei, dai suoi messaggi, dalle sue visite a volte quasi a sorpresa dove lavoro io. Si incavolava se non mi facevo sentire, tanto che era lei la prima a non farsi sentire per vedere se prendevo io l’iniziativa.. e lei che mi diceva “sono furba io”. I messaggi del buongiorno, della buonanotte. In poco più di due settimane mi ritrovo più di un centinaio di sms suoi. Senza contare gli inviti a casa sua… che se fosse stato per lei mi avrebbe invitato tutte le sere. E quando gli dicevo di no.. ecco subito a dire in modo scherzoso “che delusione eh…”. Io non sono uno che si fa castelli mentali tanto per, ma il suo comportamento, la sua attenzione verso i miei riguardi mi ha comunque fatto immaginare che le piacevo. La conferma è arrivata una sera a casa sua, parlando per due ore.. lei ha capito che comunque mi piace e me l’ha detto. Io ho detto.. se mi cerchi, mi scrivi, mi dici che mi vuoi bene, mi dai tutte queste attenzioni.. non penso di essere considerato un amico. Lei ha tanti amici, ma non li sente cosi assiduamente come sente me. Altro che sms del buongiorno e della buonanotte. E lei mi ha confermato che comunque vede un qualcosa in più dell’amicizia verso i miei confronti. Me ne sono andato contento e felice, salutandola con un bel bacio (sulla guancia ancora.. non sono uno che osa troppo, almeno all’inizio) e con un bel abbraccio.
Il giorno dopo… “io ti voglio bene.. ma ti vedo come amico”.. poi susseguono altri sms come “te la sei presa? mai dire mai nella vita.. ora ti vedo come amico in futuro chissà”. Ma quel mai dire mai… quel “in futuro chissà” per me sono frasi buttate lì così. “Se mi trovo il fidanzato non è che farai il geloso?”. Ma se fino al giorno prima mi avevi fatto capire che sentivi più di una amicizia nei mie confronti.
E ora sto male.. si interessa di me.. anche se negli ultimi due giorni un po’ meno.
Cosa devo fare? Le ho detto che sarei pronto a tagliare qualsiasi ponte pur di non stare male più per lei. E lei sembra dispiaciuta.
Accetto qualche vostro consiglio, tenendo presente che non posso decidere io per gli altri. NOn posso farmi piacere da altre persone ma devo accettare anche le loro scelte. Mi sento disilluso.. e tanto anche. Grazie per ogni eventuale consiglio. Antonio
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Categorie: - Amore
89 commenti
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Ho letto la tua storia,purtroppo dare consigli a chi non conosci è un’arma a doppio taglio.
E’ bello perchè il commento,il consiglio è disinteressato.
Non vi è cattiveria,nè invidia…è naturale.
E’ meno piacevole però perchè puoi osare a dire qualcosa di sbagliato non conoscendo bene la situazione.
Ma io ci proverò comunque,in ogni caso ti avrò tenuto compagnia e fatto capire che qualcuno che legge di te c’è,è brutto quando si scrive su di un forum e le risposte non arrivano.
Io,logorroica come sempre…ora torniamo a te.
Io penso che lei sia stata poco corretta.
Penso che lo sia stata perchè le è piaciuto vedere il suo gioco quanto durasse,come se,anche involontariamente,non voglio accusarla di cattiveria,lei si fosse voluta mettere alla prova e vedere quanto fosse in grado e in quanto tempo,di far innamorare qualcuno.
E’ stata assidua e constante nei suoi comportamenti per far sì che questo avvenisse,e nel moment in cui si è resa conto che ci era riuscita,ha fatto un passo indietro.
Non so precisamente perchè ci siano persone che si comportano così,probabilmente un interesse nei tui confronti lo nutre,altrimenti lo farebbe anche con gli altri amici che sente,ma non è cosi forte da falle iniziare qualcosa con te.
Penso che più che altro le piaccia sapere che c’è qualcuno che le vuole bene e che c’è lì,per lei…
Ecco perchè le dispiace se non doveste sentirvi più,perchè vuole che tu sia lì,e allora nè ti lascia andare e ti permette di dimenticarti di lei,nè ti tiene come dovrebbe davvero.
Non vuole stare con te,ma vuole avere la possibilità di riprenderti quando ne ha bisogno.
Ecco perchè dice che ora non vuole stare con te,ma non esclude che possa avvenire un giorno,proprio perchè vuole lasciarsi sempre una porta aperta.
La lusingano le tue attenzioni e la tua eventuale gelosia e magari racconta anche qualcosa di non vero per sentirsi importante,per provocare la tua attenzione.
Ascolta,so che è difficile,ma lasciala perdere per un pò,delle volte,il più delle volte,è necessario sapere che quella persona non c’è più per capire cosa vogliamo davvero.
Se ti cercherà,e vorrà stare con te,davvero..senza giochetti inutili,alzerà il mondo per te e ti dimostrerà i suoi sentimenti.
Se non lo farà,tu starai male ma avrai la possibilità di liberarti di questo tormento.
Spero le cose migliorino,spero tu stia bene,fatti forza.
Ti abbraccio,Paola.
secondo me lei gioca e si diverte (facendo pero soffrire te) a “fartela odorare”
solamente.
mandala a quel paese!
Caro Antony, è capitata anche a me la stessa cosa (ovviamente con un ragazzo). Mi ha dato tante attenzioni, è arrivato a dirmi che sarei una buona compagna, che con me si sentiva speciale, ma ha poi aggiunto che ha per la testa un’altra persona e da qualche mese a momenti è sparito. Ero sempre io quella a cercarlo, invitarlo ad uscire, volerlo vicino. Adesso aspetto che sia lui a farsi vivo, ho sempre terrore di disturbarlo. E lo fa, più o meno una volta alla settimana e io mi limito a rispondere (cosi sa che non ce l’ho con lui).
Spesso quello che percepiamo noi è differente da quello che sentono gli altri. Sicuramente lei ti vuole bene, ma (non per essere cattiva) se vuoi un consiglio il “mai dire mai” raramente accade (ad una persona o piaci subito oppure dice cosi per non ferirti). Non sciupare il rapporto di amicizia. Io con fatica sto cercando di ritornare nella sua vita, ma purtroppo sono loro che devono decidere.
Un bacio
Clara
Risposta semplicissima, dettata dall’esperienza: è una stronza che si diverte a gratificare il proprio ego vedendo che le piaci, ma dei tuoi sentimenti se ne fotte altamente.
Non cercarla più. Fai l’evasivo, l’indifferente… rimorchia una e fatti vedere da lei mentre te la limoni.
Dopodiché, mandala a ramengo con una risata in faccia, dicendole: “Ora sono appagato con X; tu non mi servi più.”
Così vanno trattate, certe “signorine”.
“rimorchia una e fatti vedere da lei mentre te la limoni.”
cioè, comportati da stronzo anche tu, fregandotene altamente dei sentimenti che puoi suscitare nella poveretta rimorchiata, limonata, e usata, aggiungo io…
spero che antony abbia il buon senso di non seguire questo suggerimento…
@Rossana:
Se la lei rimorchiata non viene ingannata ma è consapevole di farsi semplicemente una pomiciata (e una sco.... in altri luoghi meno visibili, va da sé), non vedo dove stia il comportamento da stronzo.
Si tratta di concedersi una sana botta di sesso, facendosi vedere dalla stronza. Le cagne vanno fuori di testa, quando incominci a trattarle come se non esistessero e dedichi ad altre l’attenzione che prima dedicavi a loro. Garantito dalla mia esperienza: da quando applico questa mentalità trombo come un riccio e ne ho sempre 4-5 che mi vengono dietro, senza essere Raul Bova. Questione di carattere e di non farsi mettere i piedi in testa.
Morale: tratta coi guanti chi ti ama; tratta a palate di sterco in faccia chi ti non ti rispetta.
Grazie per le risposte.
Innanzi tutto un ringraziamento a Paola (disperata91), mi è piaciuta la tua introduzione e questo mi fa capire che di certo sei una ragazza profonda e sensibile.
Io non voglio essere ruota di scorta di nessuno. Se mi vuole mi deve accettare così, non scendo ad alcun compromesso. Non voglio essere ricordato e ripreso solo quando ne ha bisogno lei. Adesso, per esempio, sono due giorni che non si fa sentire. Strano perchè da quando ci conosciamo che tutti i giorni mi mandava il buongiorno, la buonanotte… e i messaggi intermedi. Ora che forse ha capito di aver esagerato non si fa più sentire, o forse aspetta me. Ma sto resistendo e continuerò a non farmi più sentire.
Altro dubbio atroce che mi rimbomba in testa: visto che si è lasciata neanche un mkese fa col suo ex non vorrei essere un animale da compagnia per non farla stare da sola coi suoi pensieri. Lei me lo ha sempre negato ma sinceramente ci sto pensando eccome.
Due giorni senza sentirla, ieri stavo malino, oggi un po’ meglio forse perchè comunque sono stato occupato tutta la giornata. Io continuo a non prendere l’iniziativa di sentirla. Vediamo chi dura di più… diventa quasi un gioco (per sdrammatizzare un po’).
I messaggi sul limonamento ecc ecc non li prendo in considerazione. Il mio anche se fuori non sembra è un problema che mi ci fa pensare molto.. e sia che non sono il tipo cosi estroverso di prendere la prima che capita per limonarsela e sia perchè credo che siano cose che non servono a nulla. Mi passerà lo so, i rifiuti (se cosi vogliamo chiamarlo) o i calci nel sedere fanno male a tutti. Si spera di riprendere la strada di prima il più presto possibile. Grazie comunque dei consigli, potete scrivermi quando volete. 🙂
Ciao caro,
sono da poco su questo forum e quindi non so ancora di preciso se ci siano possibilità di inviare messaggi privati,per non perdere la possibilità di restare in contatto,ti scrivo qui…
Ti ringrazio per la mail,ti consiglio di tenere duro ancora un pò,si spera le cose si sistemino,lo spero davvero,è triste una situazione del genere.
Anche tu sembri un ragazzo profondo,e ti assicuro che questa profondità d’animo verrà colta nel modo giusto prima o poi,ne sono certa.
Ovviamente concordo con te quanto ad alcuni commenti lasciati qui,non badare a chi ti consiglia di usare la solita tattica del chiodo schiaccia chiodo.
Oltre ad essere molto triste è anche inutile.
Se a qualcuno ci tieni,ci tieni davvero,puoi provare a stare con quante persone vuoi,lei resterà sempre lì.
Ora l’unica cosa da fare è avviare il processo di ricostruzione di sè,è purtroppo un processo non molto semplice e anche doloroso,ma successivamente gioverai sicuramente della tua nuova forza.
Hai bisogno di stare un pò da solo,per poi dedicarti nuovamente a qualcuno.Ora prenderesti in giro solo te stesso,e ovviamente l’altra persona che c’entra meno ancora.
Lasciali agli illusi questi giochetti inutili e patetici.
Ti abbraccio ancora una volta e ti auguro tanta felicità che sia con o senza lei.
Spero di risentirti presto,bacio.
Non c’è la possibilità dei messaggi privati purtroppo. Ma se vuoi scrivimi una mail a sunrise85@hotmail.it è una mail che uso così per così… scrivimi li che ti do il mio indirizzo email che utilizzo. Ciao spero di rilegerti presto 🙂
Aléxandros,
mi fa piacere che tu ne abbia sempre 4 o 5 che ti vengono dietro, anche se ritengo che, viste le condizioni di base, non si tratti spesso di ragazze di grande pregio interiore…
se siete “soddisfatti” così, perchè chiedere di meglio o di più?
Dopo ben 5 giorni di silenzio assoluto da parte mia e sua.. si e’ fatta risentire con i soliti messaggini come se nulla fosse. Per me porta chiusa, non ci cado piu’. Non passo per lo scemo.. e quel pochissimo che le rispondo (mai per sms ma su msn per sempio) le rispondo in modo freddo… quasi da persona str*** (io non sono cosi.. ma sta volta mi riesce benissimo). E non ci sto neanche tanto male.. stranamente. Si renderà conto di aver perso qualcosa? Forse si o forse sicuramente no.. ma a me poco importa.
In questi casi dare dei consigli è molto difficile però esporti un’ esperianza personale credo che possa aiutarti a farti un’ idea, la mia esperianza è molto simile alla tua, per un mese circa ho frequentato una ragazza in amicizia poi visto che le cose andavano bene e vedevo il suo interesse nei miei confronti gli ho detto cge provavo qualcosa di più che amicizia ma lei mi ha risposto con le solite frasi di circostanza:ancora è presto, vediamo in futuro…ho in mente ancora il mio ex etc.etc. non mi sono dato pervinto e ho continuato a vederla, quando per una corsa quando per una cena o serata con gli amici sempre però rispettando la sua idea sperando che cambiasse idea ma aimè dopo qualche mese ho notato che non era più la persona solare ed allegra di una volta, il motivo me lo ha detto a malavoglia: usciva con un ragazzo che la faceva star male, non ti nascondo di esserci rimasto male ma d’ altra parte ho capito una cosa e cioè che è giusto quello che dici te: non posso farmi piacere ad una persona che mi vede solo come amico , è inutile contorcersi il cervello pensando che con me starebbe bene.
com’ è finita? ho smesso di inviargli sms e di chiamarla, oramai sono 2 settimane che non ci sentiamo, all’ inizio è dura lo ammetto ma credo che tra un uomo ed una donna c’è amicizia solo nel caso in cui uno dei due non cambia il sentimento in amore e credo anche se uno/a ti dice di vederti solo come amico difficilmente cambierà idea.
non siamo tutti uguali, a situazione invertita avrei diminuito la frequentazione, il mio sarà anche un discorso da egoista ma credimi che se vuoi evitare di star male l’ unica soluzione possibile è quella di non vederla più.
saluti e buona fortuna
quoto tribenet.
Taglia.
ciao a tutti ho letto i commenti e mi hanno aiutata molto anche a me… diciamo che mi sono trovata anche io in alcune cose in questa circostanza.. però io sono stata molto male ora sono passati 15 mesi da quando ho smesso di frequentarmi con questo ragazzo che mi ha fatta tanto soffrire..! però ci siamo incontrati a ballare e mi ha baciata… comunque pensiamo a te. penso che non devi calcolarla il miglior disprezzo è la non curanza fregatene lo so è difficile ma pensa che tu sei più forte e che nessuno è così importante da farti perdere la dignità. l’orgoglio si può mettere da parte ma la dignità non si perde x nessuno ricorda ..! un bacio!
ho smesso di sentire un ragazzo con cui stavo instaurando un bel feeling ma con riferimento al quale dubitavo circa la sua situazione sentimentale (mi ha detto di non avere ragazze lui dice)dicendogli io mi affeziono troppo é meglio cosi se non ci sentiamo piu
Una settimana dopo cioé oggi mi manda un sms sul cell e dice ma una sana amicizia…io seriamente ho risposto che ci vuole tempo ovvio per me…e lui mi ha risposto va bene tutto il tempo che vorrai…
VOI COME INTERPRETERESTE IL TUTTO?
HELP MEEE
Falla visitare da uno bravo…. ma bravo veramente !!!!!!
Si soffre per un amore non corrisposto perchè “si vuole soffrire”. Se improvvisamente quell’amore vi “corrispondesse”, il fascino scomparirebbe.
I labirinti dell’animo umano sono insondabili, e in questo caso alla base dell’assurdità di rincorrere chi non ci vuole c’è una mancanza di autostima, che spinge a cercare di conquistare quello che sembra essere di valore solo perchè è difficile da avere. In genere il valore che si presume esista in questi reticenti personaggi è solo frutto della fantasia del “pretendente”, che finisce, se va bene, a mortificarsi per niente e se trovano uno stronzo/a a uscirne umiliato. Oppure è la ricerca di un amore idealizzato che sconfigga la banalità dell’amore disvelato, come diceva una bella frase tratta dal fil “Luci e ombre”: “C’è un solo amore che regge, quello non corisposto. Ti resta per sempre nel cuore”.
E’ quindi più facile e emozionante fantasticare su quello che poteva essere piuttosto che su quanto poi si è dimostrato essere, considerato che tutti gli amori si scontrano con la banalità del quotidiano. Ecco perchè piace sempre l’emozione, l’adrenalina dell’incertezza, anche al prezzo della sofferenza. E’ la sfida della conquista della vetta. Si gode e si soffre durante la scalata,e l’appagamento di averla raggiunta non vale come lo sforzo di conquistarla.
L’innamorato/a respinto ama rimanere tale e si crogiola in questo vittimismo, che comunque gli/le dà un ruolo. Bisogna crescere ragazzi, perchè, sarà banale, ma chi non ci vuole non ci merita, e la banalità tanto vituperata è l’indice della più semplice evidente verità. Meditate
Auguri.
Odisseo,
concordo su tutto quanto hai scritto (fra l’altro molto bene sia per le capacità espressive che per i riferimenti che hai portato a supporto), che denota una notevole preparazione e/o esperienza in materia.
aggiungerei soltanto che, in alcuni casi, amare è vitale per poter continuare ad avere un’esistenza interiore minimamente accettabile. in tali casi, anche questo “lasciarsi andare”, che di primo acchito sembra negativo, può avere una sua valenza individuale in positivo.
cordialità.
Grazie Rossana, ho gradito i tuoi apprezzamenti, perchè sono due anni che sto cercando di comprendere alcuni “inspiegabili” comportamenti della donna che amo e stimo da oltre vent’anni, avendo scoperto che, durante una (relativamente) giovanile storia d’amore si è comportata in una maniera nella quale non l’ho “riconosciuta”, quasi fosse un lato oscuro del suo “Io”. Storia nella quale è giunta anche ad umiliarsi, dal mio punto di vista, pur di conquistare uno sfuggente, quanto insulso individuo, del quale si era innamorata e concessa per la prima volta.Una storia durata oltre cinque anni, durante i quali lei poteva incontrarlo solo per un paio di mesi all’anno, restando regolarmente delusa nelle aspettative,accettando la presenza di altre donne che nel frattempo il tipo frequentava, e facendosi sfruttare anche economicamente da un individuo di bassissimo livello, fisico, morale e soprattutto culturale che, per motivi sconosciuti, aveva su questa bellissima ragazza, un ascendente che neppure lei ha saputo spiegare a sè stessa, con strascichi anche durate la relazione con me, anche se solo di natura platonica, in quanto chiedeva o riceveva notizie del destino di questo individuo da amici comuni.
Ti assicuro che pur ritenendomi un uomo sufficientemente edotto in materia femminile, mi sono sorpreso che anche una donna bella, intelligente, colta e sensibile come la mia, (e lo era anche a 25 anni, bella poi…) può restare invischiata in una storia senza senso con una specie di buzzurro senza arte nè parte, che però “tocca” particolari tasti subconsci dell’animo femminile. Insomma, nonostante le infinite dimostrazioni di disinteresse del personaggio, si faceva bastare alcune piccolissime attenzioni -o che lei riteneva tali- per “sognare” e fantasticare, come dicevo nel mia precedente post.Lui era un povero co...... (che la vita ha poi confermato) con la sola dote di saper fare il “piacione”, probabilmente, e senza mai concedersi veramente. Questa “insicurezza”, che offriva a lei, lo rendeva interessante e “prezioso” agli occhi della spasimante.
Un mistero per la maggior parte degli uomini, sul perchè una donna si cacci in questi amori non corrisposti, crogiolandosi nella certa delusione e frustrazione che ne deriva.
Su “Repubblica” di ieri ho letto un articolo sulle pagine centrali (un’altra tessera del puzzle), che tratta proprio questi problemi: perchè si “cercano” partner non affidabili. Bè, questo neuroscienziato sostiene,(ed è plausibile) che scattino gli stessi meccanismi dei giocatori d’azzardo. Vale a dire che l’adrenalina della “vincita” una volta ogni tanto, è talmente inebriante che diventa una specie di droga autoprodotta. Infatti se la “vincita” fosse certa ogni volta non produrrebbe nessuna “euforia”. E’ chiara la metafora?
E’ plausibile, anche perchè il giocatore d’azzardo gioca per “perdere”, per provare solo le poche volte che vince quel…”piacere”.
Il mistero è perchè accada molto di più alle donne che a noi maschi.Che ne pensi?
Ciao
Odisseo,
quanti anni aveva la donna di cui racconti all’epoca di quel suo primo innamoramento? in quali anni si colloca la storia? cosa sai del suo rapporto con il padre?
ogni caso è a sè stante ma si possono ugualmente fare alcune supposizioni a carattere generale se si conoscono almeno i particolari più significativi…
Gentile Rossana, sto veramente apprezzando la pertinenza con cui ti relazioni in questo forum, e naturalmente mi ha lusingato, come ti ho già detto, il fatto che tu abbia apprezzato forma e contenuto dei miei interventi. Infatti cerco di essere il più chiaro possibile, con me stesso in primis, e soprattutto con chi mi legge, perchè ho voglia e necessità di comprendere certi fenomeni dell’animo umano, e femminile in particolare, che non pensavo potessero esistere. Quando ho saputo che una donna che stimo,come mia moglie, che era equilibrata e sobria anche a 20anni (data dell’inizio di questa paradossale storia sentimentale agli inizi degli anni ’80), che sapeva difendersi molto bene data la sua avvenenza,dai tanti marpioni che ha incontrato(una volta fu capace di sbattere in faccia un bicchiere d’acqua ad uno di questi, più volgare del solito) ma restare irretita da uno peggiore, forse solo più furbo (la prima cotta, dice lei e il primo rapporto sessuale) e non meno volgare degli altri, e diventarne “dipendente” per anni, nonostante la conclamata insipienza del medesimo, gli avvertimenti degli amici, e le continue dimostrazioni di vigliacco opportunismo dello stesso, sono rimasto basito: mi sembrava di vedere un’altra persona.
Dici bene quando parli del padre, me ne ha fatto cenno anche un amico psicologo quando ho parlato della vicenda. Questo padre è stato un mito per lei, era ironico, divertente e quindi molto amato. Intanto il “tipo” aveva la stessa data di nascita del genitore, e lei crede e credeva negli oroscopi (io no), poi era vagamente anarchico,un ragazzaccio lo ha definito, sicuramente appariva simpatico e piacione, ma faceva i fattacci suoi,era anche leggermente delinquente e poi, con gli anni, lo è diventato completamente.Lei ne era affascinata, e mano a mano che lei scendeva a compromessi,sentendosi mortificata e delusa e anche umiliata, pur di “averlo”, perdeva in autostima. Questo tuttavia non le è bastato a riconsiderare negli anni il personaggio, anzi ha mantenuto in sè le poche cose che questo egoista e narcisista sembrava averle concesso. La mia sensazione è che lei si sia dovuta rassegnare a non poterlo avere,e mai convicersi che questo individuo non valeva niente, ma che era la sua fantasia a “lavorarci” intorno.
Le ho detto che al cuore non si comanda, ma soprattutto non si comandano gli istinti,(giusto?) e che se io sarò stato o sono l’amore della sua vita, l’altro, per la masochistica dedizione che gli ha dimostrato, mai ricambiata, rimane l’unica passione della sua vita.
Ripeto, ho letto tanto sull’argomento e ho trovato altre storie come la mia,scoprendo che una donna può accettare quasi tutto da un uomo se è la “passione” a guidarla. Quest’ultima potrà non servire a progettare una vita, ma sembra l’unica emozione che una donna cerca veramente, e per questa è disposta anche a perdere la dignità.
Un uomo fa fatica a capire il perchè,specie quando “ama”, ma avrei voluto essere io al posto di quel balordo certe volte.
ciao Odisseo,
grazie per la risposta, sensata e dettagliata.
vent’anni sono parecchi per supporre l’immaturità dell’adolescenza e gli anni ’80 escludono lo sbandamento sessuale collettivo che si è verificato nella seconda parte degli anni ’60 e all’inizio degli anni ’70. la figura del padre ha sempre un’importanza per la maturazione psico-sessuale di una donna. abbastanza significativo il fatto che il tizio avesse la stessa data di nascita del padre. questo può far pensare ad un autoinfluenzarsi più o meno conscio della donna ma non è questo che avrei voluto sapere, bensì se il padre desse o meno attenzioni alla bambina e poi alla donna.
veniamo ai dati asseriti e quindi abbastanza certi:
1) ragazza molto bella, e molto corteggiata, che sapeva ben difendersi da attenzioni indesiderate = ragazza che può essersi sentita stimolata proprio da chi non pendeva dalle sue labbra. il narcisismo al femminile può indurre ad incapponirsi su chi in buona sostanza sfugge al proprio fascino, per di più collaudato.
2) di solito questi “piacioni” o “bei tenebrosi” tendono ad evitare di parlare di sè, restano chiusi a riccio sulla loro interiorità. questo atteggiamento consente molto più di altri d’immaginare tutto quello che meglio si desidera, che non esiste affatto, ma che non viene mai intaccato da parole che lo possono sgretolare. si finisce per amare qualcosa che non c’è ma che non viene mai davvero negato.
3) se la donna è stata poco amata in famiglia, può voler dimostrare quanto è buona e degna d’amore da parte di chi, come i genitori, non le dimostra vere attenzioni. insiste nella coazione a ripetere del suo atteggiamento di bambina, nell’intento di vincere prima o poi la partita, piegando l’oggetto del suo amore ad accoglierla come merita. cosa che ovviamente non si realizza mai ma che induce la malcapitata a una sfida perdente senza fine.
4) l’educazione abbastanza repressiva che ancora s’impartisce alle donne può far sì che essa veda nella trasgressione altrui, priva di sensi di colpa, la possibilità di lasciarsi andare più di quanto non potrebbe fare con una persona “seria” e “affidabile” come lei. questo è un afrodisiaco speciale, che lega parecchio, soprattutto se sensualmente trova un ottimo riscontro nel partner.
nel caso specifico, poi, si trattava di prima cotta e primo amplesso: due aspetti da non sottovalutare affatto, in quanto, avendo atteso anni e rifiutato parecchi pretendenti prima di concedersi, dev’essere stato durissimo per questa donna, intelligente, accettare di essersi sbagliata. quante unioni vanno avanti ugualmente, nella tristezza e nella delusione, perchè uno dei due fatica ad ammettere di essersi sbagliato nella scelta! inoltre, per lei, può essersi trattato di un momento evolutivo, connotato da bisogni poi superati nel tempo. provando s’impara!
non so se ti ho aiutato a capire un po’ di più. sono atteggiamenti non soltanto connotati al femminile: possono succedere anche negli uomini.
non ci pensare più, si tratta di passato!
Grazie Rossana per la tua convicente risposta. Mi ritrovo, e la mia lei con me, avendomene accennato come giustificazione a certe apparenti incoerenze del suo comportamento, nelle spiegazioni che tu hai fornito, e che francamente è difficile riscontrare altrove, anche da specialisti in campo psicoanalitico. Mi complimento.
Ho omesso di dirti che lei perse il padre quando aveva solo 15 anni, ed era, come accennato, un genitore amato, simpatico e affettuoso.Quindi il punto 3 non credo rientrasse nel condizionamento che l’ha portata ad avere una specie di plagio dal personaggio di cui si era invaghita.
Credo che il tipo avesse (o lei riteneva che avesse) la caratteristica della simpatia “piaciona”, come ho avuto modo di dire, ma su questa ci speculava, e lo considerava anche intelligente, e il fatto che non fosse attraente fisicamente era irrilevante per lei, ma la cosa non mi sorprende: le donne sono meno attente alla bellezza fisica rispetto ai maschi. Al di la delle illusioni che lei si era fatta, lui in realtà si è rivelato un fallito per come gli sono andate le cose nella vita, dove non ha trovato mamme o trepidanti aspiranti fidanzate che lo assecondavano nel suo essere “viziato”.
Quello che non sono riuscito a comprendere, è perchè una donna così sensibile, intelligente, oggi anche colta e piena di fascino, abbia conservato un ricordo quasi nostalgico di un personaggio che l’ha “utilizzata” per anni ed anni, prendendola in giro sin dall’inizio, mentendole continuamente, tradendola regolarmente, sia nelle sue aspirazioni che fisicamente, e io percepire che quasi, ancora oggi, lei cerca un modo per giustificare l’insipienza e, se mi permetti, la vigliaccheria di questo individuo.
Mi dico, ma se ti sei accorta che quest’uomo di te non importava niente, se tutte le sue manifestazioni erano solo strumentali, che per lui al massimo eri un piano B se non C, che senso ha conservarne le foto, le poche sgrammaticate lettere con le quali, magari, le chiedeva dei soldi? Dove sta la soddisfazione nell’essere stati sfruttati e umiliati nel sentimento sincero che lei offriva a questo individuo? Onestamente non riesco a capirlo, non dovrebbe muoversi un pò di…dignità? di amor proprio? E’ più forte della mia possibiltà di comprensione. E’ come se, quando ricordava quei momenti, fosse un’altra persona rispetto alla donna che amo e che conosco. A volte ho pensato di essere una specie di “alternativa” ad un amore, una passione, che non si è potuta concretizzare, e non è una bella sensazione. Essere amati nonostante “tutto”, come nel caso di quel soggetto, mi sembra una forma d’amore quasi trascendentale, che neppure tanti anni di matrimonio e di affetto riescono a superare.
Essere amati solo perchè… si esiste. C’è di più? Mi sembra di no, e devo dirti che provo una certa invidia per questa forma di dedizione assoluta che mi pare la mia lei abbia dato a quell’uomo, facendolo sentire invicibile e desiderato qualunque mediocrità facesse.
Mi sbaglio?
Ciao
Ciao Odisseo, e’ cosi’ importante cio’ che e’ stato neanche ieri ma decenni fa? Perche’ ti metti in competizione su un piano di maggiore o minore amore incondizionato con un fantasma che lei ha archiviato? A che serve a te indapgarpere ? Cosa stai cercando? Cio’ per riportare la cosa sul piano chebesendo passati decenni tu vedi la cosa in una dimensione piu presente di quanto novvon sia dando anche delle tue enze. N
Odisseo,
hai ragione nel ritenere che non possa esserci amore più grande di quello che più si avvicina all’amore materno quando questo esiste nella sua pienezza (cioè dedizione assoluta ed accettazione totale). capisco molto bene il tarlo che ti rode, che però, a mio avviso, non avrebbe ragione d’esserci.
lei non è più quella di allora anche se conserva ancora quel ricordo, forse anche soltanto come una parte dei suoi vissuti, o una parte di lei ora superata. certo è che il suo attaccamento di allora pare non aver subito il logorio del tempo o la delusione degli scarsi risultati economici e/o professionali raggiunti da questo individuo, poco affidabile e non particolarmente gradevole.
per cercare di aiutarti ad “uscirne” ti pongo altre domande:
1) quando hai incontrato questa donna l’hai trovata emotivamente sicura di sè o fragile. non sempre l’intelligenza, la bellezza e il fascino servono a farci sentire sicuri in amore…
2) nel vostro rapporto, se tu dovessi attribuire a te e a lei dei ruoli genitore-figlio, chi di voi due riveste meglio l’abito del genitore?
3) non è possibile che lei usi questa “bandiera” per bilanciare in qualche modo le tue esperienze amorose precedenti al vostro incontro?
tieni presente, fin d’ora, che il modo d’amare totale e assoluto (quello materno escluso) è spesso indice d’immaturità: in seguito, si guarda sì al fisico, all’emotivo e al sensuale ma anche ad altri aspetti più prosaici per valutare nella realtà la possibilità d’equilibrio in un rapporto di coppia.
solo all’inizio delle esperienze emotivo-relazionali, sia in amore che in amicizia, è di solito possibile un trasporto che non tiene conto quasi di niente, se non dell’affinità che si rivela fra due persone. e non per niente le amicizie stabilite nell’infanzia e nell’adolescenza sono spesso a prova di qualsiasi evento possa nella vita provare a scalfirle… si basavano su qualcosa d’essenziale, che purtroppo difficilmente potrebbe essere il solo nucleo d’attrazione per un rapporto più adulto.
Scusa Odisseo, ho avuto problemi con una bizzarra tastiera…
dicevo: e’ cosi’ importante cio’ che e’ stato neanche ieri ma decenni fa? Perche’ ti metti in competizione su un piano di maggiore o minore amore incondizionato con un fantasma che lei ha archiviato? A che serve a te indagare ? Cosa stai cercando? Cio’ per riportare la cosa sul piano che essendo passati decenni tu vedi la cosa in una dimensione piu presente di quanto non sia, e dando anche le TUE valenze al loro rapporto mettendolo in relazione con il vostro, e la tua idea di tua moglie. Mentre però tu conosci tua moglie per la persona che è stata ed è con te, e il vostro rapporto è centrale, non una storia vissuta da lei in un altro momento della sua vita.
Non critico il fatto che tu sia rimasto disorientato dallo scoprire degli aspetti di lei che ti hanno stupito o incuriosito, fermo restando che di solito chi non si macera o interroga troppo sullestorie passate del partner sta molto meglio di chi invece lo fa. Conosco persone che non parlano del loro passato, che considerano appunto passato, e non vogliono sapere quello del partner, che considerano appunto passato… ho il dubbio che se la vivano meglio di chi scoperchia vecchi bauli, polverosi.
Perché un conto è assicurarsi, parlando con il partner, che non vi siano pendenze che potrebbero causare presenti ingerenze o dubbi, un altro è fare talmente propria la biografia del partner da finire con il considerarla propria ma anche dandovi le proprie valenze.
Se tua moglie sta con te e ama te per lei quello è passato, punto. Per questo ti chiedo che significato ha per te, perché infine il suo passato sembra averne molto più per te che per lei.
Capire perchè una donna (o comunque una persona) possa avere vissuto un’esperienza come la sua da un lato ti fa anche onore, nel senso che molte persone guardando con grande superficialità, dal di fuori, dinamiche come quella che lei, pare, ha vissuto, giudicandole per luoghi comuni e frasi fatte. Il punto è però che mi pare che per lei la questione sia ampiamente superata, quindi non è che stai cercando di capire tua moglie per farla uscire da un tunnel, ma forse in un tunnel ci stai un po’ tu allorché “invidi” un amore che pur tu considerandolo assurdo trovi in parte più incondizionato di quello che dà a te. Cioè: mi ama perché sta bene con me, lui non ha dovuto neanche farla stare bene per essere amato, anzi, la faceva pure stare male.
Personalmente ti posso dire che per quanto esista il masochismo ecc ecc a volte nella vita può capitare anche a chi non ne soffre di sentirsi manipolati, anche senza rendersene conto, da una persona o persino da una situazione, per un lasso di tempo. Di viverla in un certo modo.
Che non è per forza che si è amata di più la persona da cui si sono sopportate più cose. Si può averla amata anche molto o per nulla, ma il fatto di aver sopportato più cose o di essere stati più male per la negatività di una situazione di per sè non è prova di un maggiore amore.
nè prova che si sarebbe stati o si sarebbe schiavi di certe dinamiche neanche proveniente dalla stessa medesima persona per tutta la vita o in altri momenti della vita.
Nè prova, appunto, che si è stati più attratti da chi si comportava peggio, o che si sia rimasti affascinati dal fatto che fosse uno stronzo o un buzzurro…
tutto può essere, per carità, ma ti dico onestamente che se fossi in te indagherei meno sulle ragioni del passato e mi godrei piuttoto il presente. O anche il tuo, vostro, passato prossimo (ma neppure così recente poi, mi pare) che vi ha visti avere un rapporto tra voi, e darvi cose vostre reciprocamente.
Io onestamente gradirei poco se una persona con cui sto, e che amo, mi parlasse in continuazione del mio passato, o continuamente indagasse nel mio passato. Ma non nel senso che avrei qualcosa da nascondere, ma sai è anche vero che ciascuno ha un certo rapporto con i propri ricordi, che nel momento in cui vengono espressi, magari per la curiosità dell’altro, possono essere anche fraintesi o reinterpretati nella loro valenza, la valenza che possono avere avuto, perché, sotto determinati aspetti, in un senso o nell’altro, e soprattutto quella che hanno nel presente.
Il fatto che io possa ricordare con affetto il mio primo amore, se mi viene chiesto, non significa che io ci pensi tutto il giorno, o che ci pensi proprio, che io abbia rimpianti, o che abbia amato il mio primo amore più di quanto ami il mio amore del presente. Il fatto che io, a precisa domanda, mi riveda a 17 anni non significa che io abbia oggi 17 anni, il fatto che io non rinneghi delle scelte o le guardi oggi con indulgenza non significa che le rifarei oggi, ecc.
E nel momento in cui io porto fuori da me un ricordo perché mi viene fatta una domanda più che la mia emotività connessa entra in gioco, in chi mi ha fatto la domanda e mi ascolta, la sua. Anche in relazione a con quale tipo di emotività e cercando quale conferma o secondo quale timore, mi abbia fatto quella domanda.
Per questo ti chiedo cosa stai cercando tu mentre cerchi di capire le ragioni e le valenze di lei.
Non è lei che ti parla tutto il tempo di lui, non è lei, mi pare, che pensa che lui sia così importante, tu dai, mi pare, estrema importanza a quei fatti e a quelle ragioni che cerchi.
In questo senso lei mi pare molto più risolta rispetto al suo passato di quanto lo sia tu rispetto al suo passato. Ipotizzo.
Però, Odisseo, questo è un tuo viaggio nel suo passato, non il suo viaggio nel suo passato, perché lei il suo lo ha già fatto e probabilmente traendo le sue conclusioni e rielaborazioni. Fai più fatica tu, forse, a rielaborare un passato che in realtà non ti appartiene e non ti riguarda. Ma questa non mi sembra una cosa spiazzante, quanto piuttosto una liberazione per te. Perché non hai alcun bisogno di controllare qualcosa che è già stato e che in ogni caso non ti toglie nulla di ciò che hai e vivi.
Facendo così xò tieni tu vivo -in te!-un passato che ti rileggi scomodo x te?
Buongiorno Rossana e Luna, e grazie per le vostre intelligenti considerazioni, che leggo sempre con grande attenzione.
Cercherò di replicare in ordine cronologico, facendo una premessa che potrà apparire banale ma che banale non è. Il motivo fondamentale di certi miei dubbi nasce dalla constatazione, mai sufficientemente valutata, di quanto siano diametralmente distanti le dinamiche sentimentali profonde dei due generi. Quello che un uomo dà per scontato riguardo una manifestazione d’amore può non esserlo per una donna, e viceversa, naturalmente.
Se mi sono posto certe domande, dopo oltre due decenni di vita assieme alla mia compagna, è perchè, di fronte ad una “crisi” matrimoniale dovuta soprattutto ad una mancanza di “comunicazione” che ha dato luogo alla classica caduta di desiderio,(mesi senza cercarci) ho scoperto che quel primo “amore non ricambiato”, di cui ho ampiamente parlato nei miei post, non faceva scemare in lei alcun desiderio del medesimo, nonostante, ripeto, le continue dimostrazioni di non corresponsione, condite da chiarissime manifestazioni di egoismo, opportunismo e se vogliamo anche volgarità,che potete immaginare senza che debba entrare nei particolari.
L’amore con mia moglie è sbocciato con il classico colpo di fulmine, tanto che dopo soli due mesi abbiamo cominciato a vivere insieme per sposarci due anni dopo. Era come se ci conoscessimo da sempre, 27 anni lei 35 io. Ci siamo detti tutto del passato senza che ci venisse imposto, e “quella storia” mi fu descritta come una specie di cotta vacanziera ancorchè legata al primo rapporto sessuale di lei.
Forse lo è stata per lui, ma non per lei evidentemente. Quando ho cercato di indagare sul perchè, un paio di anni fa, ci fossimo così allontanati, nonostante l’affetto e la stima reciproca, ho scoperto, non sto a dirvi come, che quella storia invece se l’è trascinata dentro per 6 anni e più, durante i quali lei tentava inutilmente di farlo “capitolare”, offrendosi a qualunque prezzo, malgrado la presenza di altre donne più o meno ufficiali, di disinteresse da parte di lui e di tutte quelle manifestazioni che possono deludere una donna che ti fa capire chiaramente di essere innamorata di te. Anche la sporadica frequentazione di altri due ragazzi, durante questa strenua e straziante ricerca di “amore” da parte di questo sfuggevole personaggio, non bastavano a farle dimenticare quest’ultimo, anzi, il desiderio la portava a scrivere versi e componimenti di struggente intensità, che nessuno dei pochi che lei ha frequentato ha avuto la soddisfazione di ricevere, me compreso, ovviamente. E nonostante gli amici più vicini le facessero notare l’insipienza dell’individuo, quasi come una sfida verso questi insisteva ancor di più, umiliandosi pur di “sperare”, ma senza rendersi conto di quanto si “impoverisse” in autostima e amor proprio. Era (ed è) bellissima ma si sentiva brutta e non degna di essere amata, considerando chi le si avvicinava con interesse vero, di “scarso valore” >>>
tanto si era abituata a dover “elemosinare” certe attenzioni, ritenendo questi pretendenti poco “attraenti” o virili solo perchè…disponibili.
Alla fine ha dovuto suo malgrado “rassegnarsi”, vuoi perchè doveva combattere con le rivali che si affacciavano all’orizzonte mentre lei, vivendo e lavorando relativamente lontana da lui, aspettava pazientemente una svolta, ma soprattutto perchè l’inconsistenza reale del poliedrico quanto cialtrone “tombeur de femme”, cominciava a dare i risultati che un’ unica “femmina” non ti perdona: la vita.
La piacioneria che tanto affascinava la parte materna delle sue spasimanti non conviceva chi lo vedeva senza la maschera, ecco quindi una serie di fallimenti, licenziamenti con successivo ricorso alle droghe e entrata in commercio con le medesime, sino al ricovero presso le patrie galere. Insomma tutta la sua istrionesca capacità di imbonitore e ciarlatano che tanto conquistava il cuore delle mamme, zie e ingenue fanciulle, si è rivelata l’identità di un perdente, anche e grazie ai vizi che tutte queste donne gli hanno dato. Ma la mia lei, ho scoperto, non ha MAI smesso di chiedere o di avere notizie(gossip dice lei)di questo ormai accertato “clochard”,quasi la conquista di questo derelitto in pectore fosse una specie di missione non completata, quasi fosse un fratellino da salvare (missione e fratellino sono parole sue) dovendosi rassegnare all’evidenza, come ho detto, di questo “fallimento”. Ecco perchè il mio timore, anche alla luce della “crisi” e crollo del desiderio di cui accennavo, mi fa pensare di essere stato un bella alternativa,anche onesta e forse quella giusta per un matrimonio, un rapporto adulto, l’allevamento dei figli e la ricerca di una certa sicurezza economica, ma niente a che vedere con quella “passione” senza limiti che OGNI uomo innamorato vorrebbe avere dalla donna che ama. Credo che non sia poco, nè insignificante per qualificare un rapporto d’amore che contenga tutti gli ingredienti per essere…GRANDE, ma che non ho sentito in quei termini, essendo io stesso MOLTO passionale.
Cara Rossana, per rispondere alle tue domande:
-Sì quando la incontrai lei era una ragazza piuttosto insicura del proprio “aspetto e sessualità, ma sapeva muoversi nella vita con una certa sicurezza. Oggi è una donna di successo grazie al valore che le ho dato amandola (parole sue).
– Ruoli genitore/figlio? Io sono molto virile come aspetto e atteggiamento, e certo lei si è rifugiata spesso in questa sicurezza, sia fisica che “caratteriale”.Ma è capitato anche me durante un periodo di crisi professionale.
– Non credo ci sia stato un voler contrapporre alcunchè alle mie storie precedenti, anche perchè la mie “chiusure” sono sempre state “totali”. Nè rimpianti nè nostalgie. Inoltre io ho scoperto per caso i suoi “strascichi”, lei mi parlava di “pochi mesi”, invece di anni prima e dopo me, nè mai ha ammesso realmente di essere stata trattata come uno straccio per pavimenti.
Luna. Tutto vero, ma diglielo al mio cuore
sì, Odisseo, hai ragione: uomo e donna sono continenti lontani, con diverse sensibilità e culture!
comunque, sia per l’uomo che per la donna, temo che l’amore non pienamente realizzato oppure “consumato” in modo insoddisfacente resti per sempre confinato nel proprio sogno, che non viene intaccato dal logorio della realtà. in quel rapporto si continua ad amare cosa si immagina possa esserci nel “giardino segreto” della persona in questione, che nella maggior parte dei casi nemmeno esiste…
nel caso di tua moglie, la questione può essersi radicata in modo anomalo per il fatto che si è trattato per lei del primo rapporto completo, con cui viene confermata l’identità sessuale, che non ha potuto nel suo caso essere cristallizzata in modo certo. forse anche per questo bisogno inconscio ha continuato per anni ad inseguire la sua preda, al fine conquistarla infine completamente. il fatto, poi, che si sentisse “indegna d’amore” può avere complicato di brutto tutta l’esperienza negativa. forse è diventata una sfida, con se stessa più che non con l’uomo sfuggente!
deve trattarsi di una donna passionale, e di conseguenza più intuitiva che razionale, almeno in amore. anche il rapporto con te, come probabilmente quello con l’uomo di cui stiamo parlando, è iniziato con un colpo di fulmine. per esperienza so bene quanto questo tipo d’innamoramenti risponda a bisogni interiori che esigono di essere soddisfatti, quasi fossero i soli, nel preciso momento, a permettere la sopravvivenza della nostra parte più profonda. quindi, se i bisogni fossero rimasti gli stessi del passato, tua moglie MAI si sarebbe innamorata di te. se l’ha fatto, è stato perchè i suoi bisogni erano mutati, passando da esigenze di felicità adolescenziali alla connotazione matura di un desiderio di stabilità.
il problema risiede unicamente nella differenza fra sogno e realtà. tu sei la realtà, con tutti i pesi che questa comporta. lui è rimasto sogno, che appartiene comunque al passato. come già ebbi modo di scriverti, lasciale i suoi ricordi e non essere geloso di qualcosa che di fatto non esiste più. è come nel film “Rebecca, la prima moglie”: lui è morto alla realtà, sopravvive soltanto nel sogno!
in passato si è sentita madre; ora, con te, si sente forse figlia, anche se questi non sono ruoli fissi: esiste spesso un’alternanza in un rapporto maturo ma il dato di fondo resta, in ogni rapporto, e saperlo identificare aiuta sempre a comprendere un po’ di più il sentimento che lega una coppia, che ha origine dall’attaccamento madre-figli oppure dalle sfumature che le successive relazioni affettive possono avere con il genitore di sesso opposto. non siamo noi a diventare del tutto cosa vorremmo essere: sono moltissimi i condizionamenti che ci determinano, in tutti gli aspetti della vita ma soprattutto in quello amoroso…
ama tua moglie per quello che è ora e goditi appieno il ritorno che da lei ne puoi avere. sarebbe un delitto permettere a ombre di intromettersi in un rapporto d’amore!
Odisseo, ho sorriso con affetto per @tutto vero, ma diglielo al mio cuore@
perché comprendo che le domande che ti fai ti facciano male. E comprendo perché te le fai, visto che spieghi molto bene il tuo punto di vista, ma al contempo continuo a pensare quanto bene staresti senza fartele. E non perché metteresti la testa sotto la sabbia. Spero che tu riesca a risolvere questa cosa che ti fa male, perché appunto c’è la tua emotività di mezzo nella rilettura di frasi a cui lei magari dà una peso, in una rielaborazione, completamente diverso.
D’altra parte sull’intersecarsi emotivo del passato e del presente James Joyce ha scritto un bellissimo racconto, in Gente di Dublino, se non erro. Ma ha scritto anche un bellissimo racconto, sempre lì, su una donna prigioniera di una situazione che non riesce infine, pur incontrando chi la ama, a fare una scelta diversa. Tua moglie ha fatto una scelta diversa. E tu la vedi come un’alternativa, io invece (anche se ovviamente non conosco tua moglie) penso che lei forse era semplicemente sintonizzata in altro modo anche con se stessa, aperta a vivere un amore, un amore su tutto un altro piano, a volersi pù bene e voler bene in un modo più sano, e quindi ha iniziato (e proseguito) una nuova vita con te non come alternativa a, ma semplicemente perché ha amato te, proprio te, e amato sè, proprio sè, e vi siete felicemente incontrati con la stessa lunghezza d’onda, comunque, al momento giusto.
Il fatto del colpo di fulmine, in fondo, parla anche di un riconoscimento istintuale, non di una scelta razionale. Dico sempre che io credo al colpo di fulmine, avendo peraltro provato e vissuto, ciò che dico è che il colpo di fulmine non è un qualcosa che ci racconta tutto di chi abbiamo davanti, nè può dirci come sarà il futuro. Ci racconta un’emozione fortissima e una fortissima affinità. Nel vostro caso avete costruito giorno per giorno un futuro che si è fatto via via nuovo presente, e poi anche ricordo, positivo ricordo.
Vi siete conosciuti via via e piaciuti ancora, via via. Insomma, non mi pare che ciò che vi ha colpito l’uno nell’altra al momento del colpo di fulmine sia stato spazzato via dalla reciproca conoscenza. Anche perché cio’ che di tua moglie oggi sai e magari prima non sapevi appartiene al passato di tua moglie, prima di te, non è contingente a voi due, qualcosa che riguarda voi e che non sapevi.
Io ti dico la mia, ma ovviamente sai tu, e sa tua moglie per sè.
Ho capito la questione che ti poni sulla passione, però non mi stupisce che tua moglie non ti abbia raccontato volentieri di essere stata trattata e di essersi sentita trattata come uno straccio per pavimenti.
E credo che in questo abbia avuto anche una sua istintiva saggezza…
non nel senso che tu lo avresti fatto, trattarla come uno straccio se tu avessi saputo che qualcuno lo aveva fatto prima di te, ma, a parte che trovo saggio che non l’abbia fatto, perlomeno all’inizio, perché avrebbe (sinceramente, in generale) potuto incontrare anche
un nuovo manipolatore. Forse mi riesce difficile spiegarti questo concetto, però io capisco se tua moglie, nel momento in cui si voleva lasciare indietro quanto era successo (non attraverso te, ma attraverso di sè, prima di tutto) e stava rielaborando quanto le era accaduto e di cui era stata comunque agente a sua volta, istintivamente comunque non abbia voluto identificarsi con la pesantezza della storia del passato, che tra l’altro era stata un qualcosa che, come dici tu stesso, le aveva portato l’autostima sotto i tacchi.
Che abbia, in realtà, tolto potere (consapevolmente o no) a quella persona, che abbia realizzato un distacco da quella persona (consapevolmente o no) anche non parlando di lui e non descrivendo se stessa come così legata a lui o alla precedente storia.
Posso dirti (anche se, ripeto, non conosco lei e quindi ipotizzo in base ad una mia personale rilettura) che in realtà trovo positivo il fatto che non te ne abbia parlato. Perché di solito chi è manipolato in una certo tipo di situazione parla moltissimo del proprio manipolatore anche perché la lettura di sè e la lettura del mondo, dei suoi rapporti con il mondo ecc subisce ancora un filtro molto forte che viene dal manipolatore e da certe dinamiche.
Questo te lo dico da persona che, pur non in una storia come la sua, ha provato un’esperienza di un certo tipo, pur non essendo una donna che ama troppo, di base, nè una con la sindrome della crocerossina, nè una affascinata dai balordi (tutt’altro), nè una che pensa che la passione sia vivere con le dita nella presa della corrente, perché l’adrenalina di una storia contorta, il rapporto di dipendenza che comunque anche il manipolatore vuole da te, non è passione…
Se tu mi dici che lui, tra l’altro, era un affabulatore prima che un bastardo (cioè, che non si presentò come un bastardo, se ho capito bene, ma rivelò di essere un bastardo) ciò rientra molto di più nella questione della manipolazione che nel fatto che lei sia andata a cercarsi un bastardo. Odisseo, questo lo dico perché è chiaro che una persona poi in teoria (a anche in pratica) dovrebbe mollare il colpo quando scopre chi ha davanti, tuttavia le ragioni per cui si innescano certi meccanismi, anche di adattamento, di abbassamento di autostima in un circolo vizioso, di insicurezza e dipendenza, di empatia sbarellata ecc ecc sono molto più complesse (anche se decodificabili) del semplice masochismo o sindrome della crocerossina. Infatti non a caso tua moglie in seguito non è andata a cercarsi uno così. Il fatto che tu l’abbia amata e rispettata molto non avrebbe fatto “miracoli” se lei non fosse stata sulla lunghezza d’onda giusta. Avrebbe probabilmente evitato te per andarsi a cercare un altro “carnefice”. Ti consiglio di leggere se vuoi Molestie Morali della Hirigoyen. (comunque conosco anche uomini a cui è successo, non è una questione legata solo al femminile).
Molti anni fa una cara amica mi disse “è curioso, tu hai le caratteristiche fisiche del tipico maschio virile, ma una sensibilità femminile”. Non ci avevo mai pensato, per me essere com’ero, e come sono, era evidentemente naturale, ma riflettei sul fatto che riuscivo a fare discorsi seri, interessanti e costruttivi più con le ragazze che non con gli amici. Questo non mi ha impedito di essere il classico ragazzaccio degli anni 70/80, ma con una caratteristica di cui vado fiero: non ho mai speculato nelle relazioni sentimentali, forse non ho soddisfatto le speranze di qualcuna che aveva fatto progetti su di me, ma mai dico mai ho sfuttato chi ritenevo essere più debole di me, come nel caso di una donna innamorata che non puoi ricambiare. Non so se questo appartenga a quella sensibilità femminile di cui quella mia amica parlava, penso piuttosto che sia, o dovrebbe essere, “naturale” per un uomo che si ritenga tale non “approfittare” da vigliacco.
Rossana e Luna,accolgo con piacere tutte le vostre acute, intelligenti e sensibili considerazioni, che trovo perfettamente corrispondenti alla realtà. Io amo molto mia moglie e sono ricambiato, ma, non so se per bisogno atavico, una forma di regressione, una gelosia retroattiva o chissà cos’altro, ho l’infame sensazione che quel certo tipo di canina dedizione io non l’abbia avuta. Forse ho avuto molto di più, anzi certamente molto di più, ma è come se io di lei avessi visitato tutte le “stanze” del suo animo meno una: quella che ha riservato a quell’individuo.
Questa mattina ho sentito per radio l’intervista ad un intellettuale che io ritengo sublime: Moni Ovadia. Nella sconfinata sapienza che esprimeva, ha fatto cenno a quante culture sono state umiliate, anche in maniera cruenta, a fronte della presunata superiorità di altre. E’ superfluo ricordare che Ovadia sia un ebreo (laico) per capire a cosa si riferisse. Ma tra le tante, una cosa mi ha illuminato e fatto capire perchè, ancora oggi, molte donne si trascinano un “complesso di inferiorità” più o meno esplicito nei confronti del “maschile”.
Ovadia sosteneva che nella cultura ebraica la donna non nasce come sottoprodotto dell’uomo, come nella nostra cultura cattolica (la famosa costola )ma come interlocutore di questo: una differenza fondamentale direi, che ha dato esiti sui quali spesso non riflettiamo.
Se ci pensiamo, non ci vuole molto -senza scomodate teologia e filosofia- per comprendere perchè ancora oggi una “subalternità” femminile si intraveda anche nelle situazioni di cui stiamo discutendo. Dopo anni di lotte per la parità e per la liberazione sessuale, mi capita di leggere che sono state vendute 40 milioni di copie di un pamphlet come “50 sfumature di…” Incredibile!! Neppure i romanzi rosa di Laila negli anni ’50 hanno mai venduto tanto, e siamo nel 2012, e ci sono donne, magari colte,istruite e liberate che si entusiasmano, con perversa (?) curiosità alle vicende di una coppia nevrotica nella quale lei è… “sottomessa”.
Non vorrei toccare argomenti che trattino la cultura religiosa, ma posso immaginare, dalla qualità delle persone che siete, che avrete capito come certi condizionamenti, pregiudizi e atteggiamenti attorno alla figura femminile, abbiano giocato un ruolo importante nel valore che queste hanno dato al proprio Sè, e come queste donne cerchino di soddisfarne “l’alterata” realizzazione attraverso il soddisfacimento del “padrone”, quasi ad elemosinarne la benevolenza in tanti casi e con mille sfumature, anche a costo, nei casi estremi, della propria dignità.
Quelle istanze “culturali” cui accennavo, evidentemente hanno fatto lo stesso effetto al maschile, ma in direzione opposta, corroborate anche dalla naturale propensione andro-animalesca alla “rapina”,presente soprattutto nei casi di maschi di bassa qualità. Fatto sta, che le due anime, maschile e femminile, sembrano compendiarsi solo nel profondo degli istinti e del ruolo che una certa cultura ha “sdoganato”, quando cioè si rapportano in una metaforica “danza” nella quale lui conduce e lei è condotta,lui è il signore e lei la sua vestale, lui capo e lei sottoposta, e la letteratura trabocca di vicende con questo tipo di copione, non a caso. Quelle storie di coppie “felici” ed equilibrate, attengono più alla commedia leggera se non al filone…comico e nessuno si è mai chiesto il perchè.
Leggete di questo esempio che vi propongo: è esplicativo più delle mie parole.
Non so più se l’ho citato o l’ho letto in uno dei tanti post; in un libro di Raimond Carven (spero di non sbagliare), autore che descrive splendidamente la “vera” società americana, si racconta di una coppia di amici che discutono delle cose della vita. Una delle due donne aveva avuto un compagno violento, caratteriale, geloso, che la picchiava, sino a minacciarla di ucciderla. Lei dovette abbandonarlo per non soccombere e fu lui ad uccidersi. Mentre raccontava questo, accanto al nuovo compagno,uomo finalmente affettuoso e dedito, traspariva dalle sue parole una nostalgia per quell’uomo che la maltrattava, che nella violenza, nella passione malata e nel tragico finale, di cui lei poteva anche essere la protagonista, vedeva il “vero amore”.
Ecco, con le dovute proporzioni, se leggiamo i tanti post di questo forum, e rivedo la storia della mia lei, sotto sotto ci “sento” questi sentimenti nelle donne che scrivono,così come ho “percepito” la stessa cosa nella descrizione che la mia lei ha potuto fare di quell’individuo, opportunista, egoista e “violento” a modo suo, che di “quella ragazza” probabilmente non ricorda neppure il nome.
Potrò avere tutta la sensibilità femminile che si vuole, ma non capirò mai per quale motivo si debba anche solo ricordare chi ha umiliato la parte più bella di noi e di una donna in particolare: la capacità di amare “veramente”.
Un grande saluto e un augurio
O.
Odisseo,
concordo con la tua amica sulla percezione che tu abbia una sensibilità femminile, che riscontro soprattutto nella capacità e nel piacere del dialogo ma anche nell’approfondimento di sentimenti e di differenze fra i sessi.
rispondendo in ordine cronologico a quanto hai espresso, ti preciso che nemmeno nella cultura ebraica (che pure è migliore di quella cattolica per quanto riguarda la donna) ho visto mai quella grande apertura a cui accenni. considera la seguente preghiera (tratta dal web), e ne comprenderai la ragione:
“Benedetto tuo Signore Nostro D. Re del mondo che non mi hai fatto non ebreo.
Benedetto tuo Signore Nostro D. Re del mondo che non mi hai fatto schiavo.
Benedetto tuo Signore Nostro D. Re del mondo che non mi hai fatto donna.
Al posto della terza espressione, che solo gli uomini recitano, le donne ne recitano un’altra che dice: “Benedetto tu (o Signore Nostro D. Re del mondo) che mi ha fatto secondo la sua volontà”.”
quanto alla cultura tuttora dominante che vuole la donna sottomessa, e in linea generale (seppur subdola) l’allena fin da bambina a questo ruolo, è come se tu m’invitassi a nozze! secondo me ci vorranno ancora almeno un centinaio d’anni prima che la donna raggiunga in occidente una vera parità, soprattutto mentale collettiva ma anche economica e sociale, per i contributi che via via imparerà a dare, contributi che a mio avviso potranno davvero cambiare il mondo.
prima della rivoluzione sessuale del ’68, temo che la miglior posizione concessa a una donna nella coppia fosse quella di gregaria e/o sostenitrice del “campione”.
i condizionamenti che io stessa ho subito hanno massacrato la mia vita. a volte mi sorprendo da sola di come sia riuscita a venirne fuori con le ossa rotte ma con la mente integra e ancora disposta a comprendere e ad amare. concordo quindi, in tutto e per tutto, con i primi due paragrafi del tuo secondo post.
meno con il resto, in quanto secondo me alcuni comportamenti estremi acquisiscono i colori della malattia nevrotica, quando non psicotica. fino a qualche tempo fa, considerando tre rapporti di coppia che ritenevo ottimali, tutti e tre osservati di persona (o quasi) e terminati con la morte dell’uomo, più o meno cruenta, in quanto incapace di vivere senza la sua donna, li ritenevo esempi lampanti di “amore per sempre”, come quello descritto nei romanzi, in cui il ma soprattutto la protagonista fanno sempre un brutta fine. ora sto rivedendo questa mia visione, che non mi sembra calzante in una realtà sana.
tornando alla tua donna, se è vero che un’accettazione totale è il più alto livello d’amore che una madre possa dare al figlio, non è detto che questo tipo d’amore sia giusto anche in un rapporto fra adulti di sesso diverso. anzi, mi sembra proprio che non lo sia. direi che si può trattare di un momento di transizione nella crescita o di deviazione, più o meno leggera, come può essere il masochismo o il sadismo ma non certo un qualcosa a cui aspirare.
segue post per Odisseo
per sua fortuna, la tua donna si è evoluta verso un rapporto più maturo e più consapevole (come a suo tempo ho fatto anch’io, nella mia seconda scelta, anche se io, per arrivarci, ho dovuto penare di certo parecchio di più di tua moglie, senza trarne gli stessi ottimi risultati).
quindi, se così stessero davvero le cose, non ci resterebbe che da chiederci come mai resta legata a quel ricordo così poco edificante? e qui sfodero l’arma finale per spuntare il tuo indefesso rimuginamento: l’amore romantico! quello che fa ritenere buono tutto quello che in un rapporto può far soffrire, sulla scia di Anna Karenina e di altre simili eroine, ormai fuori tempo.
io stessa sono stata cresciuta all’ombra di “un cuore e una capanna” e di struggenti canzoni d’amore passionale che, nel confronto con la realtà della vita bohemienne del mio compagno, si sono dissolte in quattro e quattr’otto, come neve al sole! non basta l’amore, ammesso che amore sia, per vivere bene in compagnia: si finisce con il morire malamente, come Mimi nella Boheme! scusa lo sfogo!
concludo tornando ad invitarti a non continuare a voler comprendere quanto forse nemmeno la tua compagna ha compreso o ha intenzione di approfondire. non mettere a confronto i vari tipi d’amore che possono colorare l’interiorità di una persona. lascia che il passato sia passato (con le sue stanze chiuse), e guarda al presente, sperando che si conservi tale anche in futuro.
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PS: sui condizionamenti vari, apportati anche dai miti o da importanti scritti antichi – non soltanto religiosi, penso all’Iliade, ad esempio -, tengo a far notare che gli ebrei nella Bibbia hanno almeno ammesso l’esistenza delle/degli amanti, come nell’Olimpo greco, mentre invece i cattolici, nel loro intento distruttore del piacere, hanno fatto sì che tale figura – pur essendo spesso umanamente reale, maschio o femmina che sia (anche se prevalentemente donna, proprio per la scarsa autostima femminile e per la capacità predatoria, spesso pure osannata, del maschio) – fosse esclusa persino dalle favole, che sono quasi sempre una modalità preparatoria alla vita adulta!
Ciao Rossana. Sia chiaro che non volevo affato fare un’apologia sionista,so bene quanto antifemminismo contengono le tre religioni monoteistiche e in che dosi, visto che la “nostra”, diciamo così, non brillando certo per apertura verso l’altra metà del cielo, è persino più misogina di quella dei figli di David.
Detto ciò sento di ringraziarti,assieme a Luna per, l’attenzione che avete posto nei confronti di un problema che ha condizionato parecchio la mia vita e la relazione con la mia lei negli ultimi due anni, aiutandomi in maniera straordinaria a comprendere delle dinamiche del cuore femminile che ignoravo, per il semplice motivo che non le “producevo” nelle relazioni che hanno accompagnato la mia crescita sentimentale e quindi non le immaginavo.
Puoi capire come possa essere difficile “vedere” il proprio oggetto d’amore impegnato in una svilente lotta per conquistarsi un pezzo di felicità da un cialtrone che non aveva intravisto neppure lontanamente lo spessore della persona che lo desiderava, e accettare che questo possa essere accaduto ad un donna con quelle qualità, che oggi vengono finalmente considerate da chi l’ha amata e la ama veramente .
Oggi, superata la crisi, siamo una coppia bella, allegra e finalmente “complice”, soprattutto nell’intimità, visto che quelle frustrazioni l’avevano praticamente resa indifferente o quasi all’espressione erotica come ulteriore e più completo mezzo di comunicazione tra partner. Proprio ieri mi ha gratificato dicendomi che mai sarebbe diventata quello che oggi è senza di me senza pensare che a me non è costata nessuna fatica,anzi, ma questo dimostra quante coppie ci siano in giro che si rassegnano, dando per scontato che la passione, l’interesse e il piacere di stare insieme debbano necessariamente scemare con gli anni. Io non mi sono mai rasegnato nè arreso e, seppure con lo strazio che accompagna una crisi, oggi io ho imparato qualcosa in più del caleidoscopico mondo femminile, non sono più qiel cieco al quale si parlava d colori e lei ha smesso di sentirsi quella vestale che le condizioni pregresse le avevano imposto suo malgrado. Qulle sofferenze che abbiamo vissuto sono state l’esito di un parto dal quale siamo rinati finalmente “adulti”, un uomo e una donna compiuti, e ne è valsa la pena. Ma ripeto, il tuo, vostro, contributo è stato importante, e mi complimento, con ammirazione, per la splendida cultura e capacità espressiva che avete manifestato in questo forum.
No Rossana, so che non entrerò mai in quella “stanza”, forse non ce n’è neppure più bisogno, ma ho voluto tutto di lei e le ho dato tutto, e quando scopri che ami una persona in quel modo, ti accorgi che le convenzioni “normali”, come il tempo, pèrdono significato. Amo mia moglie da 25 anni, ma mi accorgo che la amavo anche “prima” di conoscerla, e chi occupava il mio posto non doveva permettersi di maltrattarla nè che lei si facesse maltrattare.>>
E’ assurdo, anacronistico, irreale, ma nella testa e soprattutto nel cuore di un innamorato, la “realtà” è un concetto senza senso.
Io spero di risentirvi ancora, perchè è stato veramente istruttivo poter dialogare con voi, e se mi permetti voglio augurarmi che abbiate un partner alla vostra altezza, perchè ho la strana sensazione che donne della vostra portata intellettuale facciano fatica a trovare un compagno adeguato, conoscendo, purtroppo, la qualità maschile attualmente in circolazione. Non a caso mi sono rivolto ad un forum praticamente solo al femminile.Grazie ancora.
Un saluto e un abbraccio, Bluwing.
Odisseo,
sono FELICE che la tempesta sia passata e che stia tornando l’arcobaleno che entrambi meritate. il segreto di una lunga intesa amorosa, a mio avviso, sta parecchio, oltre che nel feeling iniziale, nella capacità di dialogo e di mettersi in discussione. se ci si impegna sul serio, si riesce sempre a capire qualcosa in più dell’altro, che resta, soprattutto fra uomo e donna, un diverso.
hai ragione: per me non è stato facile il sentiero dell’amore (nè quello della vita in generale). pur essendo da sempre graziosa e aggraziata, l’intelligenza e l’introspezione sono raramente apprezzate in una donna. ho avuto due relazioni importanti, che hanno coperto, sia pure in modo scisso, un terzo della mia vita ma in seguito non sono più riuscita a realizzare un rapporto di coppia.
va bene così: ho dato e avuto! a mio avviso, quando si è imparato ad amare in modo profondo, si continua a farlo ampliando il proprio raggio d’azione, così come tu hai amato la tua lei anche prima di conoscerla: i sentimenti non conoscono confini! ed è vero, anche, che la loro magia ha spesso poco a vedere con la realtà.
auguri vivissimi a tutti e due.
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PS: 1) anche un altro mio nick, a cui sono affezionata, contiene il colore blu… 🙂
2) non ho mai avuto la sensazione che questo fosse un forum essenzialmente “al femminile”. personalmente lo conosco da più di un decennio e ci torno di tanto in tanto, in modo intensivo ma sporadico, considerandolo il migliore che abbia conosciuto, gestito da una persona molto sensibile e intelligente, da cui ho avuto a suo tempo il piacere di essere apprezzata. allora credevo e difendevo a spada tratta “l’amore eterno”…
Rossana, sai, questi dialoghi avuti con voi mi hanno avvicinato ad un mondo che noi maschi, ancorchè dotati di presunte sensibilità femminili, poco conosciamo. Per queste ed altre ragioni, si finisce per intessere i dialoghi con la propria partner che, pur in buona fede, spesso portano a “onesti malintesi”. Mi permetto di usare questo curioso termine, solo per dire che a volte tra i due si creano “letture” dell’altro che sono il frutto di immagini, aspirazioni, esperienze pregresse e sogni, nonchè cultura, (non intesa come cognizioni, ma come imprinting familiare: io sono mediterraneo lei anglosassone)che falsano la “comunicazione”. Si potrebbe sintetizzare con il termine “lost in traslation” per definire meglio questo aspetto della relazione sentimentale tra due esseri, già diversi come genere, e pertanto con impulsi, aspirazioni e sogni “fisiologicamente” diversi; se poi appartengono a mondi geograficamente (e quindi culturalmente) relativamente lontani si può immaginare quale possa essere la difficoltà di trovare un linguaggio comune col quale dialogare.
Non nego di essere (stato) un classico maschio mediterraneo, ma vorrei che questo fosse visto come un dato di merito, in quanto credo che la differenza tra l’aspetto negativo di un carattere e quello positivo sia dovuta alla cultura (questa volta sì legata alle cognizioni)che ognuno di noi possiede.
E’ chiaro che la complicità che con gli anni si crea in una coppia è direttamente proporzionale all’efficacia del dialogo di cui accennavo in precedenza, ed è tanto più salda quanto quel dialogo è stato “compreso” nei giusti termini che venivano espressi. E’ quella complicità che rende “unica” quella coppia. Se emergono crepe dovute alla sensazione di non “essere stati capiti” e si ama la persona che si ritiene “non ci capisca”, si va a pescare esempi che dimostrano che qualcuno prima di noi è stato capito meglio, anzi, non ha avuto neppure bisogno di “spiegarsi” per farsi accettare. Ma evidentemente è una risposta che “ci si vuole dare” per giustificare l’immeritata frustrazione che si pensa di stare subendo.
Per restare equilibrati nel giudizio di certe evenienze bisognerebbe…non essere innamorati, ma questo logicamente non avrebbe mai fatto emergere nessun dei problemi che io o altri hanno espresso in questo forum.
E’ già stato detto e tu lo hai più volte confermato: dobbiamo accettare che per quanto si possa desiderare e amare una persona non potremo mai riempirne tutto… il cuore. “I sentimenti non conoscono confini…” sostieni tu, nè ne hanno aggiungo io, ma chissà perchè se sono conditi da un pò di “sofferenza” sembrano valere di più. Lo dico perchè, come puoi constatare,li sto vivendo in questo modo mentre contestavo questo alla mia lei.
Davvero non saprei come ringraziarti per questo raro dialogo che ho avuto con te e con Luna, mai riscontrato in altri “tentativi”.
Alablu? Sono appassionato di volo, e blu è il mio colore, come lo è il cielo quando ci volo “dentro”.
2013 Auguri!!
Odisseo,
appartenendo a culture diverse, è quasi scontato che sia più difficile del solito comunicare fra uomo e donna. ed è maggiormente apprezzabile il tuo impegno al dialogo, raro, come forse già ti ho scritto, nel genere maschile.
con riferimento a: “si va a pescare esempi che dimostrano che qualcuno prima di noi è stato capito meglio, anzi, non ha avuto neppure bisogno di “spiegarsi” per farsi accettare. Ma evidentemente è una risposta che “ci si vuole dare” per giustificare l’immeritata frustrazione che si pensa di stare subendo.” non posso che concordare, soprattutto se si è innamorati.
l’amore comporta spesso sofferenza: tutto ha un prezzo, non solo e non sempre quantificabile in denaro. chi non tiene presente questo nell’imbarcarsi in una qualsiasi relazione di coppia non potrà che rimpiangere d’averlo fatto.
il blu del cielo che ho inserito in un mio nick è per me desiderio di serenità e d’immensità…
buon anno anche a te e alla tua compagna!
Cara Rossana, scrivi: “l’amore comporta spesso sofferenza: tutto ha un prezzo, non solo e non sempre quantificabile in denaro. Chi non tiene presente questo nell’imbarcarsi in una qualsiasi relazione di coppia non potrà che rimpiangere d’averlo fatto”.
Come si fa a saperlo se “prima” non si è mai veramente amato? Sapessi quanti di noi, maschi, confondiamo l’amore con l’attrazione sessuale, e quanto questo ci renda ignoranti rispetto ad una donna quando immaginiamo che il piacere sessuale si compia solo in quei… pochi secondi.
La Grande Barriera tra i due sessi nasce da queste due diverse visuali; ma se un uomo, un maschio non scopre che c’è altro, mille altre sfumature oltre quello che ho appena detto, il suo alfabeto resta elementare, e con questo si esprime. Ma quella elementarità da un grosso vantaggio: limita i problemi, e con essi i dubbi, le angosce e quindi le sofferenze, ma certo anche le gioie.
Ti rinnovo gli auguri, auspicando che quel “Blu” tu possa incontrarlo e soddisfare il tuo desiderio di serenità e d’immensità-
Un abbraccio
Caro Odisseo,
sì, verissimo: l’alfabeto amoroso dei maschi resta spesso, anche nei migliori, molto rozzo ed elementare. forse perchè la nostra cultura li programma fin da piccoli verso la forza, per la conquista del mondo esterno. molti di loro non sanno nemmeno che ne esiste uno interno, enormemente più ricco e sfaccettato.
secondo me, nei secoli i due sessi hanno percorso strade diverse, che ancor oggi raramente s’incrociano. in linea generale, nella migliore delle ipotesi, possono percorrere qualche tratto di strada in parallelo, se entrambi si sforzano a farlo…
un abbraccio anche da parte mia, con grande piacere.
Cara Rossana, col tuo ultimo intervento hai sottolineato senza saperlo, quanto sia stato difficile per me accettare che la donna che amo abbia sprecato tempo con un “analfabeta” che si dava arie da “dottore” – sindrome questa frequente negli ignoranti di tutti i generi- anche a causa della dedizione che lei le dimostrava. Spero che prima o poi, le donne capiscano con chi hanno a che fare e si comportino di conseguenza, smettendo di “viziare” questi eterni immaturi.
Di omuncoli mai cresciuti ce ne sono fin troppi,lo vediamo nella cronaca come nella vita privata,a volte anche con esiti tragici, e dei danni che combinano, non solo in ambito sentimentale, credo che se ne abbia a sufficienza ormai.
Il “troppo amore” (ammesso che lo sia, amore) è deleterio quanto la mancanza di questo: in un caso o nell’altro non fa “crescere” il soggetto a cui si rivolge, e questo risultato non è la finalità cui dovrebbe tendere il più straordinario dei sentimenti umani, perchè, come diceva Dante è “… Amor, che move il sole e l’altre stelle”, e se lo dice lui…
Un affettuoso grazie per la tua attenzione.
A presto.
Caro Odisseo,
anche tu, senza volerlo, hai toccato alcune corde che ancora mi fanno patire.
non saprei dirti se per via dell’educazione religiosa che mi è stata inculcata o se per una mia romantica tendenza al sublime (entrambi retaggio d’imprinting generazionale) ho riconosciuto molto tardi che era ingiusto perdonare di più a chi peggio si comportava.
per almeno una quarantina d’anni ho seguito un detto francese che, tradotto, suona più o meno così: “amami di più quando lo merito di meno: è allora che ne ho più bisogno”, rendendomi conto, molto tardi, che con quell’atteggiamento non ero di alcun aiuto concreto a nessuno ma soprattutto nella crescita di un figlio…
che non sia stato perchè fin da piccola mi è stato insegnato ad amare senza riserve? anche mia madre pensava e agiva così, mentre mio padre tendeva a spaccare un capello in quattro per amministrare quella che, giustamente, riteneva giustizia. ho dovuto in seguito, al secondo tentativo di relazione amorosa, elaborare, faticosissimamente, un nuova linea di pensiero, più equilibrata e più positiva per me.
in seconda istanza, non ricordo se hai precisato quanti anni in più della tua compagna aveva quel bell’imbusto che ha avuto gratis la sua attenzione per molto più tempo di quanto sarebbe stato necessario a rendersi conto con chi aveva a che fare. se di parecchi anni più grande di lei, è stato abbastanza facile per lui avere un particolare ascendente. è successo pure a me di essere imbambolata da un ottimo “attore”, che la sapeva lunga sulle donne mentre io ero quasi a digiuno di tutto quanto poteva riguardare un uomo…
in ultimo, derivato da una recente lettura, ti riporto la seguente frase: “Il fatto è che alcuni circuiti mentali possono prendere le forme e le vie più diverse, rendendo indispensabile qualcosa che non lo era, e che magari è adddirittura dannoso”. (dal capitolo: Un clamoroso “effetto collaterale” della neotenia: l’amore romantico – del libro “La vita della nostra mente” di E. Boncinelli).
questo a supporto della tesi sostenuta dall’autore che le decisioni, ad eccezione di quando ci si applica a calcoli o a formule matematiche, sono sempre un mix indistinto di intuito e raziocinio, basato su pensieri pregressi, derivanti da meditazione conscia e/o inconscia su esperienze precedenti. sembra quindi che non si sia sempre neppure padroni di se stessi!
abbandona il tuo ammirevole intento di capire a fondo. in linea di massima, sull’amore e sulla sessualità, ci si può rompere la testa quanto si vuole: si verrà sempre a capo di mezze verità.
d’altronde, chi di noi sa veramente chi è? a mio avviso, si può verificare quanto pensiamo di noi soltanto ed esclusivamente quando ci si trova davanti a situazioni che ci coinvolgono direttamente, e che spesso sono in grado d’infrangere tutte le nostre astratte certezze. alla fine dei conti, è bello anche così. altrimenti, sai che noia! 🙂
è piacevole intrattenersi con te. spero che la tua compagna ti apprezzi quanto meriti.
Cara Rossana, vorrei cogliere un senso nei due concetti antitetici che hai espresso nel tuo post:l’ingiustificata necessità di perdonare di più a chi lo meritava di meno, dopo la romantica applicazione e successiva delusione della suggestiva frase di origine francese. La trovo finalmente una “Nemesi”, intesa nel senso originario di dea della Giustizia, e non come vendetta, anche se una perversa parte di me vorrebbe vederla con questi ultimi connotati.In questo senso mi viene in mente il finale del bel libro di Carlo Cassola, “Le ragazze di San Frediano” e della loro vendetta nei confronti del bellimbusto che le prendeva in giro.
Lo dico? Mi fa piacere che finalmente una donna, una persona con la tua sensibilità, abbia compreso che i comportamenti vanno “modulati” secondo l’interlocutore, e che non a tutti si può “suonare” la Nona sinfonia di Beethoven sperando che l’apprezzino.
E’ vero: nessuno nasce “imparato” come si suol dire, e quindi si apprende strada facendo, anche perchè partiamo con un bagaglio di valori personali che nascono (anche) da fattori che tu hai chiaramente evidenziato all’inizio della tua lettera.
D’altra parte come diceva, credo, Leonardo da Vinci, (scusa le citazioni ma sono autorevoli) “Ognuno lo cuore altrui dal suo mensura”. Come dire: come si riconoscono i ladri se non si sa cosa voglia dire rubare?
Quello che è successo col tuo “attore” è lo stesso film che ha visto la mia lei, seduta davanti al “palcoscenico” con la stessa candida buona fede che potevi avere tu, mentre questi inbonitori decantavano la loro merce. Quali siano stati i fattori che l’abbiano attratta neppure lei saprebbe dirlo, ma sono certo che c’entra la sicumera con la quale magnificavano le loro “meraviglie”.
Quanto sia facile “sedurre” una ragazza alla prima esperienza, che aveva perso un padre adorato solo quattro anni prima, a quindici anni, che si trovava lontana da casa, sola, non ci vuole molto per capirlo. Ma quando hai tra le mani un’anima di quel genere, che ti sta affidando un momento così fondamentale per una ragazza educata secondo certi valori, come il primo rapporto sessuale, e approfittare di quella sensibilità e bellezza strumentalmente sino a sfruttarne anche le poche risorse economiche per imbottirsi di droghe, chè vuoi perdonare, capire: è la più squallida vigliaccheria, e allora altro che la soluzione finale delle ragazze di San Frediano. Eppure lei, come forse anche tu sino ad un certo punto, ha cercato di intravedere il lato “tragico” di questo individuo, la mancanza di affetto e chissà cos’altro, quasi fosse l’unico al mondo ad aver avuto problemi. Dici bene citando la frase letta nel libro di Bonicelli, e infatti ho smesso di darmi una ragione razionale per capire perchè molte donne amano indossare certi “cilici” per…amore. Lui aveva solo quattro anni più di lei. Sono io ad averne quasi dieci di più.
Sì la mia lei sa apprezzare la mia “testa”, ma io sono ammirato dalla tua, Rossana, e ti ringrazio ancora.
A presto
Caro Odisseo,
grazie per l’apprezzamento.
andrò a vedere in rete se trovo una sintesi del libro che citi e che non conosco…
quanto alla “banalità del male”, legata a una mancanza di coscienza personale, vai a leggere, se già non l’hai fatto, la storia di Elena (http://www.letterealdirettore.it/amare-uomo-sposato-sofferenza/ – a fine thread) e ti potrai rendere conto, ancora una volta, di quanto possa far male un certo tipo di pessimo comportamento da parte di alcuni uomini. purtroppo non c’è limite al peggio, e sono ancora molte le donne che cadono nelle loro reti!
questi cattivi soggetti avranno certamente le loro giustificazioni, che però, a mio avviso, non bastano ad alleggerire il peso dei crimini bianchi che hanno compiuto, magari anche non del tutto consapevolmente…
così va il mondo: molto dipende nella vita dagli incontri che hai la ventura di fare, che a volte, senza che sia tu a volerlo davvero, hanno il potere di cambiare il tuo destino, sia in positivo che in negativo.
ciao, buona sorte!
Cara Rossana, replico con un pò di ritardo perchè sono stato lontano dal computer durante un breve viaggio all’estero, ma ti leggo sempre con piacere.
Dici bene quando parli delle donne che cadono nella rete di certi cialtroni, e tra l’altro sono spesso le “migliori”, per qualità dell’animo e femminilità, intese come tendenza all’accudimento, anche sacrificale.
Spesso questa necessità di esprimersi come donne, le porta ad intravedere in certi cattivi “soggetti” (come giustamente li definisci tu), la possibilità di “salvare” il soggetto in questione, grazie ad una dedizione sconfinata che le porta ad applicare una “tolleranza” altrettanto illimitata. Giustificano tutto insomma, come si farebbe con un bimbo che strepita e fa i capricci. Sbagliano per troppo amore, facendo il contrario di quello di cui secondo me “il cattivo soggetto” avrebbe bisogno e che, in fondo,intimamente desidera: cioè una donna che gli tenga testa e che lo “educhi”, lo indirizzi.
Purtroppo migliaia di anni di cultura antifemminista hanno collocato le donne in un ruolo di subalternità per il quale queste sembra debbano delegare alla figura maschile la possibilità di “affermarsi”, perchè hanno “bisogno” di un uomo per essere madri, mogli e non essere così emarginate da un certo tipo di società, spesso molto provinciale, anche se metropolitana, nella quale vivono. Ancora oggi una donna di 40 anni non sposata è considerata, con un’accezione negativa, una zitella; un uomo invece uno scapolone, quasi sempre appetibile per qualcuno. Non si capisce perchè, specie se la prima, come oggi è frequente, ha una posizione ed un lavoro meglio remunerato del secondo.
E’ un problema atavico,difficile da sdradicare, che “colpisce” anche persone intelligenti e di buona cultura.
Di recente, parlando con la mia lei del solito “strano rapporto” avuto con quell’ineffabile soggetto, le ho detto che a mio avviso, e per quanto bene ormai la conosco, se per qualche strano miracolo lui un giorno avesse acconsentito a sposarla, nonostante le bugie,le mediocrità, i vizi e gli egoismi che continuamente le propinava, lei sarebbe stata comunque una buona moglie, con i limiti che la qualità dell’individuo le imponeva, ma il desiderio indottole dall’attrazione verso quel personaggio “irraggiungibile”, che non volendola le aveva tolto tutta l’autostima, le avrebbe creato un debito di “riconoscenza” tale che si sarebbe sentita una regina, anche dei “clochard”, visto la fine che ha fatto l’oggetto di quel desiderio. Non ha replicato, sapendo che sarebbe stato così nelle condizioni in cui era, perchè così era stata ridotta.
Torno a ripeterlo, la soluzione delle ragazze di San Frediano è quella più efficace,anche espressa in maniera non fisica,ma con delle “botte” morali. Servirebbe a ristorare l’autostima della donna e a dare una sano “segno” ai tanti “adultibambiniviziati” di cui sono piene questi forum e le cronache.
Un affettuoso saluto.
Rossana, ho confuso l’autore delle “ragazze di San Frediano”, dato che quel libro l’ho letto almeno quant’anni fa e la memoria mi ha tradito.Si tratta di Vasco Pratolini. Comunque non è un caso che quel libro mi colpì, per la forza dimostrata da quelle donne; tipologia femminile che mi è sempre piaciuta: dignitose, orgogliose e non sottomesse, insomma donne adatte a uomini veri. L’ho scambiato con ” la ragazza di Bube”, questo sì di Cassola, che racconta l’amore e la dedizione di una donna verso un un uomo che le meritava; un partigiano toscano che dovette subire i drammi della guerra e della prigione, e dell’amore verso il quale la sua donna rimase fedele. Mi scuso
Caro Odisseo,
nessun problema per i tempi di risposta. il tuo post sfonda una porta aperta!
vero che:
– “tra l’altro sono spesso le “migliori”, per qualità dell’animo e femminilità, intese come tendenza all’accudimento, anche sacrificale.”
– “Purtroppo migliaia di anni di cultura antifemminista hanno collocato le donne in un ruolo di subalternità per il quale queste sembra debbano delegare alla figura maschile la possibilità di “affermarsi”.
fino a “ieri” se non avevi un maschio alle spalle, anche il peggiore, non eri nessuno. e pure oggi una donna sola, sia pure economicamente autosufficiente, viene sovente trattata a pesci in faccia o non presa in seria considerazione da uomini ignoranti e arroganti, forti solo del fatto d’indossare un paio di pantaloni di foggia maschile. te lo scrivo per esperienza diretta, non tanto del passato, perchè bellezza e gioventù possono servire a mitigare per lo meno gli atteggiamenti, quanto per il presente, quando al difetto di essere donna si aggiunge il peso degli anni.
purtroppo, come tu stesso ben sai, è un problema culturale, difficile da sradicare. un tempo, fino alla generazione delle donne nate prima della fine dell’ultima guerra, era insegnato loro a dedicarsi all’uomo come un servo d’altri tempi si dedicava al padrone, ed erano, come giustamente hai intuito, le più docili d’animo e le più sensibili a meglio interpretare in senso negativo l’insegnamento, sublimandolo a volte fino all’assurda presunzione di voler cambiare la crudezza dell’uomo con la dolcezza e l’arrendevolezza (retaggio forse prettamente religioso).
ancora ai giorni nostri, nonostante la rivoluzione sessuale del ’68, la donna è spesso considerata strega o madonna, a seconda della sua sottomissione o ribellione al maschio. più di cento donne in italia hanno nel 2012 pagato con la vita l’intento di aspirare a liberarsi di uomini a cui non desideravano più essere sottoposte.
non hai idea di quanto speri di avere il tempo di poter vedere con i miei occhi i cambiamenti promessi dall’era dell’Acquario. mi auguro che possano portare benefici a tutti ma soprattutto che possano dare al sesso femminile un minimo di vera parità, ora spesso soltanto ancora sulla carta.
ricambio l’affettuoso saluto.