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Filosofi, economisti, politici in tv: imbonitori in cerca di celebrità

Il nostro paese viene costantemente osservato e analizzato da numerosi esperti: filosofi, sociologhi, economisti, politici ecc. Intervengono quindi i vari sistemi di informazione che elaborano, criticano ed sprimono il loro parere sui dati rilevati. Le notizie più disparate sull’andamento della nostra povera Italia diventano pertanto il fulcro di molte trasmissioni televisive, dove le parti convocate si confrontanosi realizzando il solito teatrino; risultato: la colpa è sempre dell’altro. Gli interventi ormai si susseguono in tutte le trasmissioni e ci raccontano un sistema sistema socio-economico costantemente sovrastato e intrecciato dal sistema politico. Tutti quelli che intervengono in questa specie di giostra denunciano situazioni disperate: abusi, malaffare, tasse esuberanti, prezzi in costante salita, stipendi e pensioni con un potere d’acquisto in costante diminuzione, fabbriche che chiudono, operai licenziati, gente disperata che preferisce ammazzarsi per non perdere la faccia e la dignità. Stranamente, però, nessuno di quelli che dovrebbero o potrebbero intervenire in modo pragmatico, fa qualcosa se non parlare, parlare e parlare. Più che autorevoli personaggi sembrano degli imbonitori in cerca di celebrità. A fronte di una situazione veramente disperata, coloro che dovrebbero darsi da fare per porre rimedio ci dicono che quanto è stato fatto è per il bene dell’Italia. Forse non è il bene che penso, almeno dal mio punto di vista. Forse è il bene per politici, banchieri, speculatori, evasori che tutto sommato godono pure di notevoli privilegi.
La storia racconta che i grandi cambiamenti nelle società sono sempre stati cruenti: sono avvenuti con le pestilenze o con le rivoluzioni. Oggi siamo un popolo relativamente tranquillo, sappiamo che la ribellione non paga; il “povero” è il primo a rimetterci. Siamo un popolo che ha osannato e seguito Garibaldi per conquistare dignità e libertà; ora, in una società decadente come la nostra è molto ma molto difficile che possa farsi avanti un nuovo Garibaldi.

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2 commenti

  1. 1
    Rossella -

    Imbonitori? Dipende da come interpretiamo la storia. da qualche parte ho letto qualcosa in proposito (sul ruolo degli opinionisti in TV; tanto per dirne una) e io sinceramente mi dissocio perché viviamo in un mondo in cui la mancanza di generi non è soltanto una lancia spezzata a favore dei più forti. Se dovessi scegliere il lavoro, tra lavoro e famiglia, non riuscirei ad essere a favore della divisione dei generi. Questa è una riflessione che mi ha ispirato il titolare di uno dei negozio d’abbigliamento che frequento… ma frequento anche i grandi magazzini. Non c’è niente di quello che mi sta intorno che mi sembra profondamente ingiusto. I nostri sentimenti fanno la differenza… lo spirito che si apre quando compri una pizza (magari nel reparto surgelati) per mangiarla la sera. Non voglio apparire come una persona fuori dal mondo… sarei ipocrita dal momento che la novità (intesa anche come primizia di un frutto di stagione) mi dà la carica. Però sono anche preparata all’idea che quando si fanno delle scelte di vita non si debba ragionare solo in termini materialistici. Per il resto cosa devo dire? Mi sono pentita di non aver acquistato uno spolverino con maniche a volant per 30 euro. Ripasserò sabato su sollecitazione di mia madre perché su due piedi ho pensato di dover scegliere tra due cose… e così ne ho scelto uno di 25 che non mi dava l’idea di essere un capo da cerimonia. Ma non esiste il capo da cerimonia.

  2. 2
    Rossella -

    Ma non esiste il capo da cerimonia. Il pizzo è vendutissimo… ma, al di là di tutto, la cerimonia fa parte di me… e questo in effetti è un paradosso considerando il fatto che non sono mai stata una festaiola. Si tratta di un rapimento mistico… per questo ti dico che io potrei andarci anche al supermercato e tante donne lo fanno senza apparire severe. Dopo questa conversazione sono uscita dal negozio e in mattinata, mentre passeggiavo lungo le strade del centro, non ho potuto evitare di studiarmi questa cosa… e in effetti tante sono le donne (tra cui anche mia zia) che riescono a bilanciare mente e cuore. Invece per me il capo da cerimonia (che abbiamo appurato non essere tale) mi mette nel cuore una speranza che è superiore all’entusiasmo che scaturisce dall’acquisto… infatti io sono rinomata per il fatto di essere una persona che non ha una grande cura delle cose (mi capita anche di cercarle all’ultimo momento senza trovarle… ma questo è un mio segreto. Ritratto… anche se si capisce che stavo cercando proprio quello. Svio perché in quel momento ho la sensazione di perdere la speranza e non voglio accettarlo… mi sento responsabile di queste virtù!)… invece chi ha gusto e passione per la moda riesce a conservare un ordine che gli consente di dominare il tempo e lo spazio con il pensiero senza sacrificare i sentimenti.

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