Fidanzata disabile in casa: quali ostacoli per la famiglia di lui?
Ciao a tutti,
è da un pò che non scrivo.
La mia storia la sapete già e la trovate qui Link e non sto a ripetervela.
Tuttavia, cresce in me sempre più il presentimento che i genitori del mio ex abbiano interferito a causa della mia disabilità (io cammino in stampelle ed è dalla nascita per un problema poco prima del parto) e non so a lui cosa di così tremendo (mi amava tantissimo) possono avergli detto. Penso che non sia facile accettare un disabile come fidanzata del figlio, specialmente quando il figlio è stato preso per i capelli dalla morte per 2 volte a causa di un male grave, e che, quindi, tra le altre cose, il figlio deve davvero tanto se non tutto alla sua famiglia.
E’ successo qualcosa di simile anche a voi o ai vostri conoscenti? e se si, come è stata la reazione della famiglia del normodotato? e se è stata negativa, come si è riusciti a risolvere la cosa? specialmente se il normodotato non parlava alla sua ex.
Vi prego aiutatemi, sondate in casa, fatevi cavie (tanto poi ai genitori dite che era uno scherzo),……. .
grazie!
Lettere che potrebbero interessarti
32 commenti
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 3 links per commento.
Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.
▸ Mostra regolamento
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

Io penserei al fatto che forse è LUI quello ad essere sbagliato, senza scaricare la colpa su coloro che lo circondano. Smettila di giustificarlo, Maddalena! Apri gli occhi. Lui non si è comportato con te da persona così speciale, come ritenevi che fosse. Tutt’altro.
Ah, e rispondo anche alla tua domanda. Non sono i miei genitori che devono darmi il beneplacito alla persona che scelgo: sono adulto, grande e vaccinato, ma soprattutto maturo e responsabile, non un bamboccio che ancora pende dalla gonna di mammà o dai pantaloni di papino. E, personalmente, non avrei alcun problema ad innamorarmi di una donna diversamente abile, se trovassi in lei quello che cerco in una donna.
Concordo pienamente con Monk!
Anzi, ti diro’ di piu’! La mia ex ha una malattia invalidante e cronica! Per piu’ di 4 anni (i primi degli 8 passati insieme), sono stato letteralmente un ANGELO CUSTODE per lei! Non me ne sono mai pentito! Quando ha rischiato di morire abbiamo pianto come dei matti, io e la mia famiglia!
Con questo voglio dire che il cacasotto è lui e la famiglia influenza le sue decisioni fino ad un certo punto!
Ti abbraccio e sappi che persone realmente in grado di starti vicino ci sono e come se ci sono!
rovescio le parti.. se il mio ragazzo rimarrebbe invalido credo che non me ne importerebbe niente del giudizio degli altri.. ma soprattutto lo farei vivere lo stesso.. e non è per farmi bella agli occhi.. ma perchè lo amo..ed è la mia vita.. e se io lo lasciassi la distruggerei.
Quoto.
Maddalena, l’importante è che tu non ti faccia comunque assalire, magari inconsciamente, dalla paura di non trovare, a causa della tua diversa abilità, alcun altro uomo che possa amarti come ritiene che ti abbia amato il tuo lui (benché il suo comportamento non sia da galantuomo, secondo me, né da persona innamorata, anzi!). Sarebbe – ripeto: anche inconsciamente – una paura fors’anche incomprensibile, ma del tutto priva di fondamento.
Nonostante, infatti, la moderna società sia basata esclusivamente sull’apparire, ci sono ancora persone (questo sito ne è pieno, e ne sono veramente contento), le quali, piuttosto che fermarsi all’aspetto esteriore (e, quindi, anche alle diversità della persona innanzi alla quale ci si trova), sono interessate, anche ai fini della ricerca della propria anima gemella, a sfiorare con le dita del cuore le corde dell’anima dell’altra persona, per sentire se il suono, da esse prodotto, sia armonico con il suono delle corde della propria anima.
Quindi, dimentica, dopo tanto tempo e tanta disperazione, quest’uomo che ti sta facendo tanto soffrire, e che, come da te descritto anche nel tuo precedente post, sta ignorando i tuoi sentimenti in modo così brutale. Apri gli occhi sul suo comportamento: le ragioni del suo abbandono sono contenute nel suo animo immaturo, non nei suoi genitori né in te, che riveli anzi un animo sensibile ed eletto, ed una capacità di amare così ampia e pura che sarebbe un vero peccato se tu non la indirizzassi altrove, anche nelle tue preghiere, come ti ho scritto nel mio commento di ieri al tuo precedente post (a proposito, l’hai letto quel commento?).
Forza, Maddalena.
Concordo con Monk, Maddalena, la tua diversa abilità non ti preclude la felicità ( io sono praticamente cieca da un occhio e ho problemi ad un ginocchio piuttusto gravi ma sono felicissima ed ho una vita “normale” con il mio uomo e la sua famiglia ) e concordo con gli altri,non è la famiglia è lei il debole, quello che evidentemente aveva altri obiettivi nella vita o eratroppo immmaturo perportare avanti una relazione…
Lui scusa, ho scritto male ;P
Ciao a tutti!
ho sempre pensato che il problema fosse questo (per il fatto che mi abbia lasciata il giorno dopo che io ho conosciuto i suoi), però il mio ex mi ha detto che è per la mia insicurezza.
Maddalena, potresti raccontare un po’ meglio cosa è successo dall’ultima volta che hai scritto qui? Mi sa che siamo rimasti un po’ indietro con la storia, quindi sarebbe difficile ora come ora (almeno per me) dirti qualcosa sul vostro chiarimento (mi sembra di capire, questo sì, che vi sia stato un chiarimento).
Ciao Monk,
si certo!
Allora, mi ha detto che mi ha lasciata perchè secondo lui non sono femminile.
Ora gli mando ogni tanto video o mail in cui cerco di convincerlo che si sbaglia e che, semmai si fosse sbagliato, ora ho sbloccato la mia insicurezza (insicurezza data dai modi in cui mi hanno educata mia mamma e suo marito, sempre a osservarmi per giudicarmi male e a loro non va bene niente di me) ed è vero perchè ho capito che devo disinteressarmi e, con tutte le mie forze, ora (come prima) la cosa più importante per me è Devid.
Essere femminile per lui cosa significa? Truccarsi, essere provocante, essere passionale, fare l’amore…? Insomma, che significa, secondo quello che ti ha detto?
E come si comporta, in risposta ai tuoi video e alle tue email?
Non so bene cosa significhi.
Ai video e alle mail non risponde per ora.
Comunque, è una questione psicologica la disabilità da superare nelle persone normodotate.
Conoscete persone che hanno una testimonianza positiva di un rapporto lei disabile lui non disabile?
La mia ex prof di matematica è su una sedia a rotelle dal 1980, sposatasi nel 1985 è felice da allora, non hanno figli ma fanno un sacco di beneficenza e sono sereni e felici, lui è normodotato, nessun problema in famiglia, mai…è anche una mia cara amica e vicina, per questo sono certa di ciò che scrivo..
Si, Maddalena, io conosco un ragazzo che era visibilmente sciancato a causa se non dico fesserie, non ricordo, della poliomelite (può essere?) e che era sposato con un figlio e la moglie era normalissima. Non so però se per i maschi sia più semplice trovare accoglimento perchè noi donne, dicono, siamo molto più propense ad accettare le diversità in quest’ambito. Io voglio sperare che il mondo maschile, a dispetto delle dicerie, sia in realtà paritario in questo, e se lui ti ha lasciato proprio il giorno dopo averti presentata ai suoi hai ben donde a sospettare che si siano messi di mezzo i genitori. Lascialo stare a riflettere. Gli sei piaciuta il tanto da starci ma non sa se il tanto di andare contro tutto e tutti. Se torna ha capito che non può fare a meno di te, se non torna è un poveretto che non saprà mai cosa vuole dalla vita e deve chiedere consiglio ad altri per tutto. Vuoi un uomo così?
Carissimi,
grazie delle risposte!
Il suo amico mi ha detto che i problemi però erano:
1) ero troppo apprensiva
2) abito lontano
Io ho risposto che si potevano benissimo risolverli: bastava parlare. Mi voleva accanto? mi trasferivo. Ho fatto 4 anni in un paesino vicino a Lugano in un appartamento da sola per l’università. Mi voleva meno apprensiva? bastava dirmelo tranquillamente.
Ora però vi posso anche dire che invece sua sorella di base ha detto che c’è un altro problema, che è la mia insicurezza e viene dalla mia vita, o meglio da come si comporta e si è sempre comportata mia mamma con me, ossia….
Mia mamma a 16 anni circa aveva un ragazzo di nome A.T., parente del T. che progettò un importante palazzo nella mia città. Da loro, solo morosi, sono nata io. Prima di nascere però mia mamma perse tutto il liquido amniotico e io, già in posizione per uscire, nessuno ha mai saputo dirmi come, mi girai e uscii di sedere ed ero rigidissima in tutto il corpo. Dopo qualche mese in modo spontaneo mi si rilassò tutta la parte superiore, bacino escluso. Quando sarebbe toccato al bacino un dottore disse che, vista la posizione delle anche, sarebbe stato meglio mettere un divaricatore per adduttori e questo rilassamento non proseguì, ma nessuno ha mai saputo se non l’avessi messo cosa sarebbe successo. Comunque, torniamo alla mia nascita, che coincide con il 5° anno di liceo di mia mamma ma che, ( a detta di mia zia per paura di non superare la maturità), non finirà mai. La famiglia T. , in vista e rigorosa dell’etichetta, non voleva si sapesse in giro della mia esistenza e i genitori di mio padre, allora 19enne verso i 20, costrinsero mio papà a lasciare mia mamma.
Mio nonnho, con “h” perché è speciale, quando fui in pochino grande tanto da non dovermi più allattare, disse a mia mamma che secondo lui era più responsabilizzante per lei che lavorasse – e poteva e lo fece a fianco di mio nonno come segretaria – per mantenermi, lasciando a casa mia nonna che era insegnante e che oggi, per questo motivo, prende una pensione minima.
Crescevo sapendo che mio papà lavorava molto e per questo non c’era mai, anche se presto scoprii la verità (non ricordo come però) e (quello che segue fino a punto lo so da mia nonna materna) vedendo ogni tanto la mia nonna paterna finché, visto che io ogni volta che veniva chiedevo di mio papà, mia mamma disse che era meglio troncare i rapporti per non farmi soffrire troppo.
Mia mamma lavorava e io passavo la giornata o al nido o con mia nonna in casa dei miei nonni. Nella casa c’era una mansarda in cui stavamo io e mia mamma a dormire. All’inizio della mia vita in casa c’erano anche i miei zii (C., V. e G.), dei quali ricordo però solo l’ultimo in quanto i primi due, mia mamma è terza, si sposarono presto.
Nell’85 penso o giù di lì mia mamma, dopo pochi spasimanti e mini storie di cui non ricordo ma mia nonna mi ha detto, si mette insieme con quello che sarà il suo futuro marito:
At ( non mio papà), di famiglia molto molto abbiente. Non so se subito o quando proprio erano in procinto si sposarsi, mia mamma smette – può farlo – di lavorare. At sapevo che non era mio papà: l’avevo conosciuto mio papà e quindi lo chiamavo come lo chiamava mia mamma, At (cosa che faccio tutt’ora).
La casa che mia mamma è Atti fecero si trovava sopra ai miei nonni e loro non volevano stessi dai nonni. Io però, con il mio deambulatore, scappavo lo stesso anche se mi sgridavano.
Nel ’90 nasce mio fratello maggiore, Al, nel’93 Ch e nel ’96 To.
Alle medie i tanti compiti e la fisioterapia non mi permettevano di stare dai nonni o quasi e poi mia mamma e Atti parlavano sempre male e intendevano male le azioni e pensieri dei miei nonni. Questi discorsi erano fatti in mia presenza. Inoltre venivo sgridata per ogni cosa, anche la più insensata ( hai dimenticato di apparecchiare: non consideri tuo fratello), per la mia tranquilla lentezza con la quale facevo le cose, per il fatto che non rispondessi alle sgridate, per il fatto che ero troppo buoni, perché non la pensavo come loro sui nonni, e mi dicevano che ero un vegetale sempre lì a studiare. Dicevano che i nonni erano la causa della mia rovina . In questo ambiente studiare è stato per me molto difficile. Ogni cosa detta sui nonni io la riferivo ai miei nonni.
Nella mia camera non avevo privacy ed era considerata come un secondo salotto ( ancora oggi, ma molto meno).
I miei nonni sempre mi hanno dato affetto e mi hanno sempre ascoltata e capita.
A 10 anni quasi 11 sono stata operata per rilassare un po’ i muscoli delle gambe e poi ho fatto sempre e solo fisioterapia Bobath con anche cicli intensivi a Basilea, nella palestra dell’ospedale dove ero stata operata.
A 12 anni apparecchiavo e sparecchiavo sempre e stendevo verso mezzogiorno sotto il sole d’agosto.
Per At e mia mamma non sapevo far niente, dicevano.
Durante le estati si portata, pagata da At, una mia compagna di scuola all’Elba.
La mia stranezza psicologica, o meglio il fatto che fossi diversa da mia mamma, porta mia mamma a pensare ceh devo andare dallo psicologo. Vado da due diversi, ma zero risultati.
A 13 anni inizio a usare le stampelle e, essendo primina alle elementare perché sapevo già leggere e scrivere e fare qualcosa di matematica grazie a mia nonna, finisco le medie.
Per le superiori avrei voluto fare lo scientifico ma mia mamma, dicendo che non ero brava a scuola e che magari non sarei arrivata alla maturità, mi consigliò di fare il linguistico. Feci il linguistico tra compagne ( quasi tutte) che pensavano solo a come vestirsi ( e robe simili….) e facevano mini gruppetti, tanto che io dicevo che la mia classe era spezzettata come il suolo dell’Australia . Mi trovo bene solo con i tre maschi e, l’ultimo anno, con una ragazza, l’unica delle superiori con la quale mi tengo ancora in contatto oggi,
Scusa…al di la che mi dispiace che hai una mamma…così…
non capisco che c entra con il tuo ragazzo…se lui si blocca per la gente che parla o per l opinione altrui su tua mamma ….se tutti facessero questi ragionamenti….siamo finiti
No Isis,
il problema è che questo rapporto con mia mamma ha influenzato e influenza il rapporto che io vivo con le altre persone.
Per quanto io cerchi di non subire questa influenza, essa c’è ed è più forte di me.
Sono timida, insicura e impaurita di me stessa. In maniera pressochè costante da 28 anni a questa parte.
ok capito, peròcio non toglie che se lui t amasse non avrebbe timore di questo…guarda io ho subito un trauma pesante e ne sono stat segnata a vita..anzi due traumi pesanti per l esattezza senza contare l essser nata mezza cieca e avere la convulsioni…ma nessuna delle persone che m ha amato, veramente o meno s è fatta spaventare dalle mie paure e dalle mie insicurezze legate al fisico…dop certo mia mamma e mio apdre non m hanno mai fatto pesare nulla…ma i traumi di cui sopra mi son capitati e basta e nullapuo torgliermi ildolore che provo,il sens di smarrimento che ho…io dubito sempre, soffro da cani e forse faccio soffrire ma chi m ha amato e mi ama ( qualcuno ci sarà? boh) non bada certo a questo, se una persona ti ama ti ama nella tua interezza…non si lascia spaventare…ilsuo amore forse non era così forte come tu credi…e tu…tu tesoro sbagli a riporre tutto verso una persona…primadi tutto devi riporre in te stessa!!
Nessuno puo amarti se non ti ami, nessuno puo sostenerti se non ti sostieni…
Cara Isis,
quello che devo fare è allontanarmi da casa mia per poter inziare a vivere davvero.
Troppi sono i traumi che, stando qui, non riesco a superare.
Avrei dovuto accettare subito la proposta del mio ex (già ex) e di sua mamma di trasferirmi vicino a loro, ma capisco che non l’ho fatto perchè non ero pronta.
Ora lo sarei, e, pregando Dio e venendo esaudita, verrò esaudita.
I problemi per i quali sono stata lasciata dal mio ex sono legati a il rapporto con mia mamma e quindi, andando via, già lo sogno e lo sento mio, essi si eliminerebbero.
Ti prego, preghiamoci insieme!
Ti tengo nelle mie preghiere!
Ma il tuo ex ti aveva chiesto di trasferirti vicino a lui e a sua madre, Maddalena. Ahia, guarda, intravedo un uomo mammone, e non ci vedo nulla di buono. Poi mi sbaglierò, ma sono piccoli segnali ai quali, ormai, drizzo le antenne.
Guarda che se ti allontani dalla tua famiglia, per andare poi non CON lui e basta, ma CON lui e mammà, rischi veramente di ritrovarti SOLA. La tua famiglia è l’unica cosa sulla quale puoi contare. Attenta, Maddalena. Potresti scottarti molto più di quanto tu non lo stia facendo, secondo me, già adesso.
Aggiungo a Monk, che condivido: purtroppo la distanza fisica da tua madre non ti ripara da una modalità relazionale che ormai ti appartiene. Paradossalmente riusciresti di più a modificare le cose cambiando dall’interno, non dall’esterno con quella che sembra solo una fuga in un’altra famiglia adottiva-che non ti servirà a niente in questo senso.
Io sono d accordo con Monk, sul fatto della famiglia…di lui…attenta!!
Pregherò per te, perchè tu sia felice e serena,perchè tu trovi il tuo equilibrio, con lui senza di lui…non far dipendere la tua vita da una persona, non è questo l amore…
C’è famiglia e famiglia!
Io non ho paura di un figlio “mammone”, anzi, significa che è una famiglia unita nell’amore reciproco e nella fiducia reciproca, cose che invece da me mancano, e io ho bisogno davvero di staccare per recuperare e iniziare a vivere me stessa.
Ciao a tutti,
ora vi scrivo, insieme, il motivo per cui sono stata lasciata, il motivo per cui ero così e cosa vorrei fare.
Voglio scappare, iniziare a vivere, respirando ogni istante e assaporando ogni momento, in tranquillità, cosa mai fatta fino ad oggi, ma finchè vivo dove vivo ora non posso.
Voglio andare via, lontano da ciò che non va, lontano dalla mia famiglia.
Mi era stata data un occasione, d’oro, che mi era stata detta come
sempre valida
ma, per colpa mia, i rapporti si sono incrinati. 🙁
Speriamo di avere ancora e presto questa possibilità perchè davvero non ne posso più: mia mamma non mi ha mai dato affetto, non mi ha mai ascoltata, non mi ha mai capita, ha sempre travisato tutto, mi ha fatto crescere come insicura e impaurita di me stessa, mi ha sempre sgridato per ogni cosa anche stupida chiedendomi il motivo sempre delle mie azioni (azioni quotidiane banali anche).
L’ombra di mia mamma come l’occhio di un “grande fratello che giudica negativamente tutto” incombe nella mia vita constantemente, e io ho bisogno di andare via da qui.
Per questo motivo sono cresciuta insicura e con la paura di me stessa e senza mai mostrare il mio essere rilassata e tranquilla.
Per questo motivo sono stata opprimente e opprensiva: per paura di perdere l’unica cosa bella che avevo in questa vita dove il resto non andava perchè ero e sono sempre qui in questa casa.
Per questo non sono mai riuscita a tirar fuori la ragazza che sento dentro di me di essere, ossia sorridente e sicura, oltre che, come già sono, dolce e romantica.
Non ne posso più di stare qui dove sto male.
Speriamo ritorni presto quell’occasione datami ora che so davvero cosa significa per me. Se l’avessi saputo prima, l’avrei colta subito, ma dovevo capire e crescere dentro di me. Ora sono cresciuta dentro di me e ho capito. E ho capito che solo andando via posso iniziare ad essere me stessa, iniziare a vivere.
VOGLIO SCAPPARE……VOGLIO INIZIARE A VIVERE!!!!!
Gli ho fatto capire queste cose e gli ho chiesto perdono via mail, ma una mail di risposta in cui dice che mi perdona ancora non c’è. Gliel’ho mandata qualche giorno fa.
Aspe…se lui per te è questo, loccasione per andartene dai tuoi e dalla situazione in cui versi…no non è amore Maddalena, non hai zii, parenti un po lontanucci dove andare avivere? Loccasione si crea, non s attende…fatti forza, un abbraccio, Isis
Maddalena, puoi pure scappare su Marte, ma i problemi e le questioni irrisolte, i rapporti conflittuali, le parole non dette… Tutto questo te lo porti DENTRO, DOVUNQUE tu vada. Ti sembrerà di risolvere, invece non avrai risolto un tubo.
x Isis: lui per me NON è questo, ma lui e sua mamma semplicemente mi avevano dato quest’occasione che solo ora capisco quanto è preziosa.
x Monk: Vedremo: io penso di farcela. Loro hanno creato in me una maschera che voglio togliere, ma non davanti a loro. Diciamo che io sono come una vittima di bullismo che vuole scappare per trovare me stessa, e se ci pensi, in fondo in fondo è questo.
non pensate male di mia mamma e suo marito: loro hanno una malattia del comportamento e, nella loro forma, non sanno di averla e non ce modo di fare che possano guarire purtroppo, per lo meno che io sappia.