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Fede in un vicolo buio

Ciao a tutti! Mi trovo a scrivervi per chiedere un aiuto che per me e la mia vita futura potrebbe essere determinante; penso di avere le idee chiare sulla risoluzione ma mi sento ostacolato e non riesco ad attuare le mie decisioni.
Sto insieme ad una ragazza di due anni più grande di me da ben 4 anni e mezzo con tanti, forse troppi, alti e bassi, ma nonostante ciò ci vogliamo bene, ci desideriamo e anche se tra di noi talvolta tocchiamo veramente il fondo e sprofondiamo riusciamo sempre a risollevarci talmente siamo uniti e inseparabili. Lei per me (come io per lei) è tutto: la sorella mai avuta, l’amica, l’amante, la fidanzata, insomma la persona ideale con la quale vorrei passare il resto della mia vita, infatti, la nostra relazione va avanti da oltre 4 anni.
Conosciamo i rispettivi genitori e anche tra di loro si conoscono e si sentono talvolta per telefono visto che stanno lontani migliaia di Km, noi invece viviamo nella stessa città nella quale ci siamo conosciuti lontani dalle rispettive case e famiglie. Io avendo i genitori di due nazionalità diverse non ho mai avuto un orientamento religioso e diciamo che vivo una spiritualità (più che religione) tutta mia; lei invece è di famiglia cristiana segue la messa tutte le domeniche e basa la sua vita fondamentalmente su quello. Questa cosa però ci fa andare sempre in conflitto perché lei vuole a tutti i costi che anch’io mi converta per poter un giorno creare una famiglia cristiana. Io non le ho mai detto di no e neanche di sì, ma le ho promesso che, col tempo, se mi sarei sentito avrei compiuto il passo, lei purtroppo non ha pazienza e continua a dirmi che per questa situazione io non voglio darle le certezze nonostante io non le abbia mai fatto mancare niente. Adesso la situazione sta peggiorando di volta in volta al punto che vorrei dirle tutto, ma temo di un’ennesima litigata e la fine del nostro rapporto e che finendo finisca tutta la magia che ci lega.
In definitiva io vorrei parlarle di questa situazione dicendole che lei è libera di viversi la sua fede e io la mia senza che nessuno ostacoli l’altro, ma penso che questo non sarà possibile. Secondo voi cosa è meglio fare. Grazie in anticipo a tutti quelli che mi risponderanno.

L'autore ha scritto 3 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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12 commenti

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  1. 1
    diana -

    Lei non può importi il suo pensiero e tu devi parlarle e farle capire che deve rispettare il tuo punto di vista. Ti consiglio però di mettere in chiaro tutto prima di costruirvi una vita insieme. Ho una cugina che ha sposato un ebreo e non sai i figli in che confusione vivono! Loro stanno tutto il giorno con la nonna che li porta spesso in chiesa e poi di ritorno a casa fanno tante domande ai gentori e creano litigi per tutta la confusione che si è creata. Immagina quando li hanno battezzati…che casino! E quando dovranno decidere per gli altri sacramenti, è davvero complicato. Dovete parlarne e trovare un equilibrio nel rispetto di entrambi i vostri Credo. In bocca al lupo

  2. 2
    colam's -

    ognuno dovrebbe rispettare l’altro per ter andare avanti. Certo lei dovrebbe rispettare le tue opinioni e non convertirti forzatamente. Tu però devi rispettare lei e tenere conto delle cose che contano veramente per lei.

    A mio modesto parere ti direi, parafrasando un antico re, che “lei val bene una messa”. Perciò se lei è super praticante e vuol educare i figli in tal senso, e tu non mi sembri né pro né contro, allora vagli incontro. Tanto piú che una moglie cattolica ha secondo me molti lati positivi : dedizione, fedeltà, perdono, pacatezza, spirito di sacrificio…

  3. 3
    nicholas -

    Ciao Riccardino.
    Ho avuto un’esperienza simile alla tua. Con lei ci stavo NON bene, ma benissimo. Eravamo talmente innamorati che facevamo l’amore quasi tutti i giorni (anche due o tre volte al giorno). In quei 4 anni abbiamo vissuto davvero alla grande, nonostante le tipiche difficoltà quotidiane (sia nell’ambito della nostra relazione sia al di fuori).
    Ma la sua fede verso il sacramento del matrimonio era forte ed iniziò a ledere la nostra relazione: iniziò a dirmi che a 25 anni non poteva NON essere ancora sposata e di volere un figlio. Le rispondevo che per fare ciò avremmo avuto bisogno di una certa stabilità economica perchè io non avevo intenzione di ritrovarci un figlio e non potergli garantire il sostenimento economico (in realtà non me la sentivo).
    Quando la cosa diventò pesante, facevamo l’amore e mi diceva le cose più belle, concludendo il tutto con la stessa frase di sempre:”Vienimi dentro!”. La lasciai un po’ di tempo dopo, spiegandogli (riassumo di molto, ok?) che io NON avrei mai fatto la scelta di abbracciare una religione in cui, nonostante l’educazione, non ho mai creduto, nemmeno dopo aver fatto due anni di animazione in parrocchia e aver organizzato due ritiri spirituali! Se avesse voluto la famiglia che desiderava tanto, avrebbe dovuto costruirla con qualcun altro.
    Non voglio raccontarti la mia storia scendedo nei dettagli, ma ti dico che quella decisione mi è rimasta dentro (sono passati 7 anni e ancora ci ripenso). Lei si è sposata, ha avuto la sua famiglia, ma una come lei non potrò mai dimenticarla e mentirei se ti dicessi che per lei non provo più nulla (se tornassi indietro farei la stessa scelta).
    Pensaci bene, non tirare subito tutto all’aria! Solamente tu sai quanto valgano le tue posizioni da “freethinker” (lo sono anche io!). Concordo con quello che ha detto Diana e dico a colam’s che quello che ho letto sembra davvero un’offerta da volantino dell’Euronics: compra la moglie perfetta…tante qualità al solo costo di un SI’

  4. 4
    Riccardino -

    Innanzitutto grazie per le vostre risposte!
    Di questa situazione ne abbiamo sempre parlato molto “blandamente” fin dal giorno che ci siamo messi insieme: io partecipavo ad esempio nelle mense per i poveri, se potevo e me la sentivo facevo delle opere di bene e
    ciò le ha fatto credere che ero praticante come lei, al punto che quando scoprì che non ero così “attaccato” alla fedema mi disse: “credevo eri più fedele di me e che in chiesa ci andavi!” io le risposi che per me una cosa
    è essere buoni e una cosa è andare in chiesa: oggi con tutto quello che si sente in giro mi sembra che uno più ci ci sta alla larga dalla chiesa meglio è. In realtà, ritenendomi una persona tranquilla e buona ho sempre
    fatto del mio meglio per aiutare gli altri (anche se non ho mai ricevuto niente in cambio, ma ciò non m’importa) e adesso mi ritrovo in mezzo a questi due fuochi e so, avendo conosciuto i suoi, che lei non centra niente ma che
    tutta questa insistenza è causata dai suoi genitori che ahimè sono parecchio arretrati e quindi ignoranti. Le ho sempre chiesto di rispettare le mie scelte e lei ha cercato di venirmi incontro ma adesso la situazione è
    degenerata: so quanto mi ama e che per me farebbe di tutto ma so anche che non si può andare a vanti con questo dubbio e lei a quanto pare, avendo ricevuto un lavaggio del cervello, si trova così a mio parere confusa su ciò che vuole.
    Io ho sempre cercato il momento migliore per parlarle e anche questa volta farò così: le parlerò di questa situazione e le farò capire che deve rispettare le mie scelte e se lei, o meglio i suoi non vorranno, dovrà fare la scelta
    se seguire me che la lascio libera di seguire la sua fede o i suoi genitori che faranno finire la nostra storia e l’amore tra due persone. L’ignoranza è veramente la peggiore delle malattie.
    Grazie ancora per i vostri suggerimenti e a presto.

  5. 5
    magirama -

    Ciao. La fede è una cosa personale e nessuno può imporcela, punto primo. Amarsi e rispettarsi è il fondamento dell’amore e della coppia, punto secondo.
    Io sono cristiano anche se non sono per niente accanito, anzi, a sentire i “prevostari” che vanno in Chiesa tutte le domeniche mi dicono che sono ateo… Sarà…
    Io parto dal presupposto che nulla è definitivamente giusto o definitivamente sbagliato, io non mi farei mai imporre di credere in qualcosa così come non mi permetterei mai di imporre nulla a nessuno. Soprattutto in fatto di religione… Come dicevo, a malapena credo nella mia, figuriamoci in quelle altrui.
    Personalmente faccio sempre una grossa distinzione tra la fede intesa come “pace interiore e parola di Dio” e quella promossa dagli scagnozzi del “kaiser” di piazza S.Pietro. Innanzitutto perchè ci sono un sacco di brave persone che sono poco credenti, poi perchè anche tra quelli che vanno sempre in Chiesa ci sono i falsi e i viscidi.
    Mi spiace essere critico, ma se la religione cristiana è un luogo così ricco di amore e comprensione perchè giudica chi non ha le stesse ideologie? Come si permette di costringere gli altri a farne parte? Sono i controsensi di una Chiesa che pensa a tutto fuorchè al fatto di essere ormai nel 2010, rispecchia il modello americano che esporta la pace e la democrazia coi carri armati.
    Se vi amate, vi accettate per quello che siete, se lei però ti costringe a fare questa cosa puoi decidere di convertirti oppure di trovarsi un altro bigotto che parli la sua stessa lingua.
    In bocca al lupo.

  6. 6
    luca -

    Premetto che forse vado controcorrente, tuttavia la questione è molto seria, non da sottovalutare.
    Quando per un componente della coppia la questione religiosa è importante bisogna tener presente
    diversi fattori. Per il VERO cristiano è fondamentale condividere la propria fede col coniuge o compagno.
    San Paolo disse alle vedove che, se decidevano di risposarsi, avrebbero dovuto farlo “solo nel Signore”. (1 Corinzi 7,39)
    Per i cristiani dell’epoca, che avevano un retaggio giudaico non era niente di nuovo. La Legge che Dio diede agli israeliti
    diceva chiaramente che ‘non dovevano formare nessuna alleanza matrimoniale’ con le nazioni pagane circostanti.
    Dio aveva spiegato anche il motivo per cui era così pericoloso contravvenire a quella norma.
    Non t’imparenterai con loro, non darai le tue figlie ai loro figli e non prenderai le loro figlie per i tuoi figli,
    perché distoglierebbero da me i tuoi figli che servirebbero dèi stranieri e l’ira del SIGNORE si accenderebbe contro di voi.
    (Deuteronomio 7,3,4)
    Dietro questo comando sembrerebbe nascondersi una forma di discriminazione, tuttavia si può riflettere sui benefici.
    Se entrambi i coniugi hanno le stesse abitudini, gli stessi valori, gli stessi obiettivi, anche in fatto religioso,
    sarà molto più facile evitare fonti di attriti, litigi che potrebbero costituire un elemento di disgregazione della
    coppia.
    Valuta seriamente cosa fare, con razionalità e ragionando in maniera obiettiva.

  7. 7
    gio -

    Pultroppo il potere della chiesa e delle convinzioni che hanno inculcato alle genti è difficile da far capire, il primo e dio a lasciarci liberi di scegliere, sbagliare, e vivere senza condizioni. come puo’ una qualsiasi persona toglierci questo diritto. Non sarai mai libero finchè non ti rendi davvero conto di esserlo sulla tua pelle. Mi dispiace dirlo ma la tua compagna è schiava delle forti convinzioni cattoliche. Ci sarebbe molto da parlare ma in questo caso posso solo dirti ascolta il tuo cuore.

  8. 8
    Riccardino -

    Beh, sensa dubbio la questione è critica e quand’è così prendere una decisione solo col cuore o solo con la razionalità non è semplice, vanno considerate entrambe le entità.
    E’ vero quanto riporti, Luca, ma come già parlato prima, una cosa è Dio e una cosa è la chiesa: fino ai tempi di Luigi XVI la chiesa non si impicciava dei matrimoni, vuoi per carenza di obiettivi, voi perchè ancora il clero era crescente, ma, come dico sempre, l’ignoranza di molti quali un popolo e la malizia di pochi quali gli ecclesiastici, hanno fatto si che il potere si incentrasse e crescesse nelle mani di questi ultimi al punto che la chiesa decise di intrufolarsi anche nella vita di coppia delle persone; da un lato non è errato perchè tende a far rispettare alcune norme morali che secondo me sono inviolabili, quali il tradimento e l’educazione dei figli secondo determinati principi, ma da un lato crea anche dei dissensi come nel mio caso.
    Ora il problema non è nel fatto del matrimonio, ma nella violazione delle libertà altrui: come riporta lo stesso magirama nel suo intervento, la chiesa “rispecchia il modello americano che esporta la pace e la democrazia coi carri armati.
    ” e questo non è affatto giusto. Io desidero solo che la mia ragazza abbandoni alcune ideologie controproducenti nate dalla mera ignoranza e apra le sue vedute senza perdere la fede; lo si vede e si sente ogni giorno cosa succede alle persone che smarriscono la propria fede, chi si da all’alcool, chi diventa barbone, ma io non voglio nulla di tutto ciò, voglio solamente creare un rapporto con una persona con infiniti valori senza ostacoli e limitizioni degli altri; come già detto questa ragazza subisce l’influenza dei genitori e vorrei tanto che pensasse con la propria testa e veda le cose con i propri occhi. Solo questo e nient’altro.

  9. 9
    Colam's -

    Da cattolico sorrido quando leggo frasi tipo “lei è schiava delle forti convinzioni cattoliche”. Secondo me lei non è schiava di convinzioni, lei semplicemente ha le sue idee. Chi non è cattolico non è più intelligente o più libero, tanto meno nei tempi nostri dove la cultura dominante (tv, radio, internet) è laica e non religiosa.
    Perciò il problema non è che lei è un’ottusa bigotta che non pensa con la sua testa, bensì che le sue convinzioni implicano che il suo marito la segua almeno in parte su queste idee. Lei ha il diritto di volerlo, così come suppongo che (per fare un esempio esagerato) Emma Bonino pretenda che suo marito e il padre dei suoi figli non sia un fascista o un Opus Dei.
    Io direi piuttosto a Riccardino di pesare bene la situazione. Non mi sembri anti-religioso, che cosa ti impedirebbe di fare una famiglia cattolica con la tua lei ? Non vuoi assolutamente che i tuoi figli siano battezzati ? Qual’è il vero problema ?
    Mi piacerebbe sentire anche l’altra campana, quella di lei…

  10. 10
    gio -

    poi ci chiediamo come mai la gente rifiuta dio e si smarrisce, il battesimo, il matrimonio, sono sacri non perche’ lo decide la chiesa o dio ma perchè siamo noi a renderli tali. Vuoi sapere quale ipocrisia porta molta gente in chiesa? La paura di non essere accettati da dio. E vuoi sapere anche dove si trova dio per le strade tutti i giorni e non la domenica a messa.E ribadisco che molta gente è schiava delle regole che la chiesa muta a seconda dei periodi e delle necessità.
    dio è amore libero e incondizionato quello che noi non siamo capaci di essere. Se la tua lei o i suoi genitori cominciano a mettere paletti dove finisce la libertà di scelta? Riusciresti a fingere per amore suo oltretutto facendo vivere lei nella menzogna, oppure accettare dentro di te qualcosa che prima devi capire. Capisco benissimo la paura che hai di perderla ed è una scelta che spetta solo a te.

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