L’eterna lotta tra il bene e il male
Mi sono resa conto che il male maggiore che affligge l’ umanità è l’ accentramento dell’ ego, ovvero l’ eccessiva importanza che si da al “sè”. Poche, direi rare, sono le persone in grado di spogliarsi del proprio ego, di trascendere dalla propria emotività. Questo causerebbe tutti i conflitti e i problemi cui continuamente assistiamo. L’ ego e l’ orgoglio sono i “demoni” maggiori che ognuno di noi deve affrontare, la parte cattiva di noi stessi che lacera le nostre relazioni e la nostra evoluzione personale. Essi li possiamo notare in qualsiasi genere di persona e in qualsiasi contesto. Sono anzi spesso le persone apparentemente più “sane e normali”, più apparentemente “rispettabili”, ad esserne portatrici, in quanto si compiacciono del loro modus vivendi proprio in virtù dell’ approvazione che possono suscitare negli altri. Questa è l’ espressione più pura e raffinata della presenza dell’ ego. Ma c’è anche un altro tipo di ego, cioè quello dei “rinnegati”, quello di coloro che vengono ritenuti “pazzi e ribelli” dal resto della società omologata e che per questo soffrono e si disperano, cercando costantemente un riscatto presso quella stessa società che li ha ripudiati. Ma anche quest’ ultimo tipo di persone non sono risolte e coscienti, in quanto cercano all’ esterno ciò che invece dovrebbero trovare in loro stessi: l’ amore e l’ accettazione di sè e del prossimo per COME SI E’. L’ orgoglio ( o Ego ), secondo leggende di carattere esoterico, è determinato dall’ aleggiarsi di Lucifero intorno a noi, l’ angelo caduto di estrema potenza che ha corrotto e soggiogato il mondo . In termini prettamente scientifico-razionali, si potrebbe invece semplicemente riconoscere che l’ egocentrismo fa parte della nostra umana natura, è uno dei caratteri salienti che costituiscono il nostro essere e lo abbiamo probabilmente ereditato da situazioni culturali, sociali e contingenti di un passato che fu. Date queste mie considerazioni, forse azzardate, ritengo giusto puntualizzare che la lotta al male ( cioè alla parte oscura che c’è in ognuno di noi ) è una lotta estenuante, continua, che richiede una continua vigilanza su se stessi e che forse non potremo mai considerare pienamente risolta e conclusa fino alla fine dei nostri giorni. Almeno fino a che non saremo in grado di essere del tutto indifferenti a qualunque giudizio e valutazione gli altri possano fare di noi. E voi, siete egoriferiti o siete invece spiritualmente evoluti ? Siete benevoli o.. luciferini? 🙂
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Categorie: - Riflessioni
12 commenti
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Nella nostra epoca è difficile essere concreti perché si vive meno la casa e sembra difficile risolvere nella vita sociale i problemi spirituali e morali; nelle applicazioni di vita giornaliera la convivenza tra persone che hanno caratteri diversi è già una soluzione; una soluzione che, aimè, non viene “comunemente” accettata, e quindi si rifiuta, perché è il frutto di un desiderio difficile da concretizzare dal momento che il Vangelo deve essere vissuto, anzi interpretato(ma ci sono state altre epoche in cui si è resa necessaria questo tipo di drammatizzazione) perché l’uomo, che è orgoglioso, non si accontenta della misericordia, si vuole sentire giusto agli occhi dei fratelli e tende a restare fermo sulle sue posizioni (a isolarsi), ma intanto non vede intorno a se l’unione che ricerca e tenta di allontanare chi non è uguale a lui, ma non si sente appagato da questa immagine (neanche quando chi è lontano viene rappresentato come una persona meschina. Rifiuta questa immagine negativa perché sente nel suo cuore un respiro vitale che riesce a immettere nuova linfa nel ricordo e lo imprigiona in una sorta di nostalgia atavica, più forte del tempo…
… più si va a ritroso – e questo dipende dalla natura della persona- e più il rapporto con Dio diventa conflittuale, anche se molti si limitano a polemizzare in chiave sarcastica e ironica, in linea con le tendenze secolarizzanti.) artefatta perché non riconosce in questo racconto un’epoca della vita. Questo quadro di apostolato alla preghiera, al sacrificio e alla carità (che consiste principalmente nel dividere la scena con personaggi che gli altri vivono come scomodi per la tua persona – dunque niente di trascendentale- ma che ti sono familiari) dovrebbe aiutare a guardare con simpatia la persona che si presenta con un’enigmaticità sfuggente e che appare assorta in un presagio di morte. Oggi ce ne è tanto bisogno. Ma nessuno di noi si dovrebbe illudere di poter cambiare le cose da fuori.
Rossie, ciai raggione! Imparare a convivere pacificamente con le persone con cui siamo incompatibili sarebbe già un primo grande passo verso la nostra evoluzione spirituale. Tre anni fa ero tornata a vivere da mia madre, ci sono rimasta per un pò. Non siamo arrivate a scannarci come in passato, ma solo perchè ognuna di noi disponeva di un appartamento tutto suo, confinante con l’ altro. Insomma, per me forse la beatitudine è ancora lontanuccia. Sono d’ accordo anche sul fatto che i Vangeli vanno interpretati e “sentiti” nell’ animo, perchè possano davvero sortire il loro effetto. Visto e considerato però che in giro per il mondo ( e per i forum ) vedo più “farisei” e inquisitori che genuini seguaci del messaggio di Cristo, tendo a pensare che non siano in molti a fare lo sforzo che tu auspichi. Per non parlare poi dell’ atteggiamento verso chi esprime un’enigmaticità sfuggente e appare assorto in un presagio di morte… questi sono perseguitati, emarginati e ricacciati peggio che la peste..
Guarda, è già tanto se si riesce a non ammazzarsi tra vicini di casa o colleghi di lavoro in disaccordo. Eh no, cara Rossie, qui c’è davvero tantissimo da fare, il mondo è un gran casino, riportare anche solo un minimo di pace è un compito eroico che forse qualche anima Pia si prenderà generosamente e altruisticamente in carico. E chiunque sia questo benefattore, gli spetterà il Regno dei Cieli. Per quanto riguarda me, sono ( e penso che resterò ) solo una “povera diavola”, una peccatrice qualsiasi, e nemmeno redenta ( con buona pace di Itto Ogami e degli altri puritani del sito ). La mia curiosità verso il genere umano è dettata da un interesse “clinico”, più che da amorevole e sentita compassione. E’ stimolante sopratutto vedere come una persona reagisce al tuo vivo interesse e affetto nei suoi confronti, in quel caso risulta come “rianimata” in seguito a un “coma”. Questo mio “studio” è forse l’ unica ragione per cui non sarei capace di essere davvero violenta e crudele verso un mio simile. Ma mi sento molto più affine agli animali ( e specialmente ai gatti ) rispetto alle persone. Eppoi la musica che ascolto e la lingerie che indosso sono troppo “sataniche”. Agli arcangeli di lassù non piacerebbero.
Agli arcangeli no ma a me si e gia te lo dissi.sono contento di risentirti e devi essere anche parecchio ispirata per riuscire a decifrare i primi commenti,non è cosa da poco.
Non mi è ben chiaro cosa significhi “spogliarsi del proprio ego”: annullare la propria identità? Spersonalizzarsi? L’accettazione del “come si è” implica necessariamente accettare il proprio ego, con eventuali momentanei eccessi o deviazioni. Cercando, se possibile, di non arrivare all’egolatria.
Ah, buona befana:)
Il proprio Ego non dice niente: è un termine contenitore. Ci si può mettere l’ego che ci pare. Spogliarsi di un Ego “finto”, come certi “eghi” taroccati che si incontrano sul web come nel reale, è impossibile.
Per certi individui è quello “finto” che si vuol vedere riconosciuto, ed è per “merito” quegli ego che diventa eterna quella certa lotta di cui parla il thread. Una lotta tra la verità e la menzogna. Dove la prima è sempre “buona”.
MG, ti ho fatto gli auguri piú volte in altri thread, ma li hanno cassati assirme al resto.
Buon Anno Tosa.
Suzy, mettere da parte l’ ego vuol dire semplicemente non affrontare tutti i confronti con gli altri e tutte le situazioni esistenziali mettendoci sempre e necessariamente il proprio carico emotivo ( il che non solo attira i “diavoletti”, ma è anche piuttosto stressante e fa pure invecchiare anzitempo ). Del resto basta vedere anche ciò che quotidianamente accade in spazi come questo, che dovrebbero essere di puro “apprendimento”, mentre invece i dibattiti generalmente non sono altro che una gara a chi c’è l’ ha più lungo. Ecco.. chi mette da parte il proprio ego estrapola la parte interessante di ogni commento e non si sente toccato sul personale, cioè fa un pò come Acqua, che saluto. Tutto qui. Sembrava chissà cosa, eh? E pensa, chi riesce a dominare il proprio ego non perde la sua identità, ma bensì la ritrova. Accettare gli altri con tutti i loro limiti è solo uno dei tanti modi per tenere a bada la nostra parte “luciferina”, cioè l’ ego l’ orgoglio e l’ intransigenza.
L’ augurio di buona befana presumo sia per mettere alla prova il mio livello di ego. Ti tolgo ogni dubbio: è altissimo! e comunque una come te può fare di meglio… 😉
Ciao Angwhy!!! 🙂 Beh dai secondo me la Rossie stavolta ci ha preso in pieno!
Golem, ricambio! Grazie!
La questione comunque è molto semplice: si confonde la FEDE con la religione ( sono due cose diverse ), la moralità con il moralismo, il vero con l’ APPARENZA. La menzogna con la verità, appunto..
Maria Grazia
ho letto con interesse i tuoi articoli,che condivido pienamente. Pagine intense coinvolgenti.
Le risposte alle nostre domande forse qualcuno le ha trovate anni fa. Chi? Herbert Pagani, persona straordinaria, lungimirante, geniale.
Franco
Ciao Franco, la biografia di Herbert Pagani mi è sembrata estremamente interessante sopratutto per un aspetto: lui affiancava al suo impegno artistico ( e se vogliamo “mondano” ) una costante ricerca introspettiva su se stesso e sulla condizione umana. Il suo percorso mi sembra dettato da una dicotomia di fondo: da un lato il tentativo di superare una qualche sofferenza ( forse le persecuzioni subite in virtù della sua condizione di appartenente alla razza ebraica ) e dall’ altro quello di elevarsi rispetto a un ruolo piacevole ma indubbiamente limitante ai fini di un percorso spirituale: quello di cantautore di successo. Come spesso accade per le persone illuminate e benevole, purtroppo questo uomo è stato prematuramente chiamato alla fine dei suoi giorni, ma non escluderei che la sua opera possa essere stata poi comunque portata avanti, se non altro in termini di idee e di ispirazioni. E, come ogni artista degno di questo nome, era anche probabilmente combattuto con la parte “fragile” di se stesso, quella che si richiama ai sensi e alla passione, alla caducità del bisogno di possesso..
Penso che la sua storia dovrebbe essere da esempio, in quanto da ciò che emerge non si è mai arreso e non si è mai tirato indietro rispetto alle prove a cui la vita lo ha chiamato, compresa quella di vincere contro le proprie debolezze. Il senso di questa mia lettera esprime ciò: la necessità, per tutti, di affrontare questa battaglia prima o poi, alla quale nessuno si può sottrarre. Che sia credente o meno, che persegua fini concreti o spirituali. E per quanto mi riguarda, mai avrei immaginato che sarebbe stata la lotta più dura ed estenuante. La parte buona ed elevata di me fa a pugni con la parte bassa e “nera”.
E’ uno scontro violento, costante e continuo. Questo mio scritto è uno sfogo, il bisogno di dare un messaggio, quindi non interpretatelo come un atto di generosità, sarebbe fuorviante perchè lo faccio sopratutto per me stessa, per “liberarmi”. Ma ovviamente sono vicina a coloro che come me puntano al bello e al giusto, pur non avendo i mezzi per riuscirci facilmente. Un caro saluto.