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A che età secondo voi finiscono le possibilità?

Lettere scritte dall'autore  

Buongiorno a tutti. Mi capita, ogni tanto, di passare del tempo a leggere le lettere postate su questo sito, trovandole decisamente interessanti per come raccontano, ognuna nel suo piccolo, i principali problemi che affliggono la società in cui viviamo.

Stavolta vorrei però raccontare qualcosa di me, approfittandone per fare a chi vorrà leggermi, una domanda che mi pongo da qualche tempo.
Ho 23 anni e come spesso accade, conseguito il diploma mi sono iscritto all’università, che essendo i miei studi particolari, si trova fuori regione. I primi mesi erano stati molto difficili, lontano da casa, senza conoscere nessuno e con una prima impressione di università e compagni di corso non troppo positiva. Prima della fine dell’anno avevo però trovato un equilibrio quasi perfetto, con pochi ma fidati amici, coinquilini collaborativi e i primi esami superati ottimamente. Entro la fine del secondo anno però, molti di quegli amici avevano abbandonato gli studi o cambiato università, i coinquilini erano stati sostituiti da altri nuovi e non riuscendo più a seguire le lezioni come prima avevo cominciato a lasciare indietro alcuni esami. Il terzo anno avevo del tutto smesso di seguire i corsi più difficili, limitandomi a quelli che sapevo essermi più congeniali. Ero ormai entrato in un circolo vizioso, dove più pensavo di essere ormai irrimediabilmente indietro meno riuscivo a fare qualcosa per recuperare. Poi, entro la fine dello stesso anno i compagni di corso rimasti si laurearono nei tempi previsti, concludendo l’esperienza universitaria. Decisi comunque di restare un altro anno, che passai quasi interamente a casa, cercando senza successo di superare qualcuno degli esami più difficili che mi erano rimasti. Verso la fine dello stesso anno i miei coinquilini (compreso l’unico con cui avevo stretto amicizia) , chi avendo completato gli studi, chi per altri motivi, avevano deciso di lasciare l’appartamento che dividevamo. Anch’io, pensando che mi sarebbe servito un cambiamento feci lo stesso, ed entro la fine dell’anno ero tornato a casa mia.

Oggi sono a casa da un anno e qualche mese. Passo le giornate facendo sempre le stesse cose ed esco raramente. Formalmente sono ancora iscritto all’università, ma me ne sento troppo distante per pensare di poter concludere. Nell’ultimo anno ho superato un paio di esami, ma mai senza troppa fiducia di poter raggiungere il traguardo. Quando apro i libri delle mie materie di studio, mi capita di sentire forte l’amore per questi stessi studi, pensando che è ciò che vorrei fare nella vita per quanto difficile, anche visto il mio carattere. Mi mancano meno di una decina di esami alla fine, ma non trovo abbastanza motivazioni né fiducia per finire, anche perché avrei dovuto impiegare soltanto 3 anni per farlo. Ho anche pensato di ricominciare da zero, ma mi sembra ridicolo dire ai miei genitori che mi hanno sostenuto moralmente ed economicamente fino ad ora che voglio iniziare di nuovo lo stesso corso di studi in cui ho di fatto fallito. O forse mi sto intestardendo inutilmente e dovrei guardare altrove. Così passo giorni e mesi in questa sorta di limbo, incapace di decidere per un verso od un altro, per paura che possa essere la scelta sbagliata.

Ora, non voglio chiedere consigli, suscitare compassione o manifestazioni di solidarietà. So che della mia vita decideremo soltanto io e le circostanze. Forse zaino in spalla girerò il mondo scrivendo guide turistiche, o svolgerò l’incarico (rispettabilissimo) di operatore ecologico, o chissà cos’altro.
Tutto questo pensare però, mi ha portato a domandarmi molte cose, ma c’è un quesito particolare che vorrei sottoporre a tutti coloro che avranno avuto la pazienza di leggere fino a qui. La domanda è questa: a che età secondo voi, finiscono le possibilità? Quando cioè, la vita che si è scelto (attivamente o meno) di fare, non può più essere cambiata in maniera radicale?
Mi piacerebbe leggere le vostre risposte (magari argomentate) o anche solo delle riflessioni, per poter vedere le cose sotto un altro punto di vista e magari affrontare la vita in maniera diversa, con più fiducia. Vi ringrazio. Ciao!

P. S. Immagino che fra le risposte ci sarà qualcosa tipo “Mai, si può sempre decidere cambiare la propria vita. “, ma non mi convince molto. La trovo una conclusione di comodo, visto che ad esempio nelle università decisamente pochi sono gli studenti di 45 anni, o le persone che dopo 30 anni di un certo lavoro lo cambiano e vengono assunti per fare tutt’altro. Ma se saprete argomentarla in modo convincente, sarò felice di cambiare idea!

L'autore ha scritto 1 lettera, clicca per dettagli sulla pubblicazione.

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8 commenti

  1. 1
    arturo -

    ecco tu vuoi sapere se esiste un punto di non ritorno…. però poi già ti dai la risposta…. il punto di non ritorno per te deve esistere per forza, perchè non hai mai visto persone di 45 anni all’università…. e allora la mia domanda è: perchè lo chiedi in un forum ? cosa vuoi che ti rispondiamo ?
    se ti posso dare un consiglio devi rilassarti, chiuderti nella tua stanza e sederti alla scrivania con avanti una penna ed un foglio completamente bianco, inizia a scrivere tutte le cose importanti della tua vita e poi dagli una priorità… fai una classifica ! poi prenditi un pò di tempo per rileggerti il tutto … quando avrai finito ( PUOI METTERCI ANCHE UNA SETTIMANA, IN TUTTA CALMA ) inizia ad occuparti di queste cose dalla 1^ fino all’ultima… vedrai che il tuo punto di non ritorno non avrà modo di esserci.

  2. 2
    deio4 -

    Carissimo HGT, 31 anni e mezzo, questa è la risposta..eheh scherzavo..!

    Solo il fatto che ti sei posto il problema è un punto a tuo favore, visto che le università sono piene di gente fuori corso dai 25 anni in su, che al posto tuo si fanno mantenere a vita senza porsi domande..
    Io me ne sono accorto quasi subito che forse l’uni non era il mio ambiente e ho buttato via circa 6 mesi..poi è stato tutto in discesa almeno fino ad ora..e ringrazio il giorno in cui ho deciso di non studiare più!!
    Riguardo la tua domanda: l’età che chiedi ti venga detta in realtà secondo me non esiste..te la scegli tu..risposta di comodo ;-)!
    hai 21/25/28 anni? se ti sei rotto di stare a casa a guardare il muro, guardati in giro, spazzino? perchè no? animatore? perchè no? se non hai un diploma da sfruttare ci sono un sacco di lavori umili che ti potranno comunque permettere di fare qualche esperienza in più rispetto allo stare a casa a far nulla..chiaro è che più il tempo passa e più sarà difficile..
    Da come scrivi è chiaro che ti manca la motivazione per studiare..è triste sapere anche che ti mancano pochi esami e stai pensando di ritirarti, basterebbe un piccolo sforzo in più..io fossi in te mi darei una scadenza..un tot di esami da dare entro il…..e poi vedi..!
    Oppure trovati un lavoretto temporaneo con cui riusciresti a contribuire con i costi dell’uni..i tuoi genitori apprezzerebbero lo sforzo e secondo me riusciresti a trovare qualche motivazione in più, visto che i soldi sono anche un pò tuoi..molto veniale come soluzione, ma ho amici che fanno così e pare funzioni..!
    In bocca al lupo, e in culo alla balena.. 😉

  3. 3
    dreamer -

    Non vuoi parlare del tuo caso specifico,ma qualche aneddoto te lo racconterò comunque. Intanto provo a rispondere alla tua domanda in maniera esaustiva esponendo il mio pensiero. Dal mio punto di vista non è mai troppo tardi per cambiare. Però, più si va avanti più diventa impegnativo. Ti chiedi perché ci siano pochi iscritti sopra una certa età? Molti hanno paura,altri lo trovano appunto troppo impegnativo. A una certa età spesso subentra la famiglia,i figli,il lavoro,e diventa difficile seguire un corso di studi. Difficile,ma non impossibile. Diventa faticoso conciliarlo con il resto della vita,ma se si è veramente motivati,ci si riesce. Cambiare lavoro radicalmente a 40 anni? E perché no? Certo,è difficile. E’ necessario mantenere il proprio per andare avanti e nel frattempo fare gavetta non pagata o sottopagata nell’altro settore di nostro interesse,maturare esperienze nonostante tutto,coltivare la passione sfruttando tempo libero e faticando ma…se davvero lo si vuole:perché no?
    Ti parlo io,che ho deciso di cambiare. Ho 26 anni in realtà,quindi non rientro in quella fascia,ma piuttosto mi rispecchio nella tua storia. Vegeto praticamente all’università da quasi 10 anni,prima veterinaria,poi per un trauma ho dovuto cambiare. Giurisprudenza mi appassionava all’inizio,ma poi sono rimasta sola,e le cose sono andate come le descrivi tu. Sempre meno motivata ora,con chi mi dice che sono “fuori dal giro”. Sai cosa mi ha aiutato? Fare altro…lo studio era diventata una scusa per non fare nient’altro,e così’ mi ritrovavo a passare giornate,mesi,anni interi solo sui libri, senza comunque riuscire ad andare significativamente avanti. Quest’anno ho deciso di fare altro. Ho fatto domanda per il servizio civile,l’hanno accettata e ho fatto quest’esperienza. 6 ore al giorno,era tosta riuscire a far conciliare tutto eppure…più faticavo,più mi veniva voglia di spingere sull’ìacceleratore. Quest’anno,ho dato 3 esami,che non sono molti,certo,ma sono gli stessi che avrei dato restando a casa. In compenso ho scoperto una propensione per il sociale,e quindi sono determinata a finire questi studi quanto prima per cominciare ad approfondire quest’altro campo. Nel frattempo,la grazia ha voluto che trovassi anche un lavoro che inizierò a breve. Insomma,nel momento in cui mi sono distaccata dal problema,ho trovato la volontà per risolverlo.
    Il mio consiglio è questo,anche se di consigli non ne vuoi,distaccati dal problema università,e comincia a vedere il resto della vita. Cambiare,secondo me, è sempre possibile,purché non sia una fuga. Ho cambiato in continuazione ma stavolta ho deciso che voglio portare a termine qualcosa e poi iniziare altro,e non continuare a non finire mai nulla.
    Ecco,credo che fino a una certa età si possa cambiare senza grandi programmi,calcoli,valutazioni. Superata quell’età,è necessario programmare bene,assumkersi più responsabilità,calcolare le conseguenze e in caso decidere di accettare i rischi.Ma niente è impossibile.
    Soddisfacente?:)

  4. 4
    MrBison -

    la “rotta maestra” si definisce entro i primi 25 anni di vita

    dopo si può sempre intervenire con “più o meno piccole correzioni”

  5. 5
    luna -

    verso i trenta quindi non preoccuparti.

  6. 6
    Horizon -

    Caro Hgt,
    credo di comprenderti in qualche modo. Diciamo che più o meno ho gli stessi problemi. Nel senso che toccano l’ambito universitario ma allo stesso tempo hanno “contagiato” ogni ambito della mia vita. Credo sia molto interessante la tua domanda; tanto interessante quanto di difficile da affrontare. Tu stesso hai anticipato che qualcuno ti potrebbe sicuramente dire che le possibilità non hanno una scadenza e che non sono appannaggio solo di chi ha meno di un certo numero di anni. Io però la penso nel modo opposto. Mi spiego. Io credo che nessuno abbia le possibilità. E non parlo di quelle economiche o comunque legate a qualche sorta di materialità ma a quelle che ti portano le occasioni giuste per affrontare la vita prendendo la direzione che desideri. Il segreto ritengo sia quello di riuscire a trovare una motivazione per crearsele; è come se la nostra vita fosse una corsa di automobili: siamo tutti sulla linea di partenza, nessuno ha qualche vantaggio sugli altri e nessuno vede oltre la prima curva. Solo che alcuni appena scatta il verde premono l’acceleratore e partono e altri invece per paura di quello che potrebbe esserci dopo un paio di kilometri mettono in prima e lasciano che la macchina vada al minimo. La strada che i piloti faranno sarà identica ma chi si butta la domina e chi va al minimo si fa dominare. Il problema è quando per strada rimani solo tu cominci ad abituarti alla lentezza e allo sprint non ci pensi più. Tutta questa lunga descrizione di questo paragone per dire che sbagliamo a pensare a quando iniziano o finiscono le possibilità ma dovremmo pensare a trovare il modo di costruirle, indipendentemente dall’età. Io guardo a me stesso. Ne ho 26 e mi sembra di averle già finite perchè non trovo il coraggio di mettere in seconda, terza, quarta e così via. Credo che l’unico modo si accettarsi incondizionatamente, senza pensare a ciò che fanno gli altri perchè gli altri non possono avere il potere di rappresentare per noi una pietra di paragone. Ti piace quello che studi, allora dedicati a quello. Gli altri hanno già finito? E allora chi se frega. Vivranno meglio per questo? Non credo. Solo tu puoi costruire il tuo castello di possibilità. Lo devi fare giorno per giorno, un pò alla volta con piccoli obiettivi. Un solo esame in più è già una piccola possibilità che ti sei dato. Prendi una strada e un pò alla volta accelera. Spera che sia quella giusta e se non lo sarà cambiala; vuol dire che la prossima volta starai più attento. L’importante è non stare fermi e le occasioni arrivano. Spero di essere stato utile nel mio piccolo. Se ti va di parlarne….rispondi pure. Ciao

  7. 7
    Andrea -

    vuoi laurearti? Bene, è molto semplice: allora stasera guardi su internet gli orari dei corsi che DEVI seguire (non che VUOI seguire) il prossimo anno e ti organizzi il piano di studi. Poi domattina prendi la macchina o il trenino, vai alla città dove hai studiato, ti cerchi un’alloggio che ti aggrada e non torni a casa finchè non l’hai trovato. Poi il giorno prima dell’inizio delle lezioni vai su, sistemi le tue cose e dormi. Dal giorno dopo alla mattina vai a lezione e al pomeriggio ti siedi sulla seggiolina e non ti alzi finchè non ti rendi conto di aver capito/memorizzato le n pagine che hai studiato (ovviamente se hai 200 pagine e 10 giorni di tempo, vale l’equazione n=200/10=20). Tutto questo fino al termine della sessione estiva degli esami. E’ ammesso fare qualche giorno di pausa per Natale, Pasqua e Agosto. Non sono ammessi i Ma,Se,Non ho voglia, Non ci riesco, Ho un pelo che mi tira.
    Infine, la risposta alla tua domanda è banale: Le possibilità finiscono quando uno decide di farle finire, e tu ci stai riuscendo benissimo.

  8. 8
    matrix -

    Guarda quoto Dreamer, paradossalmente nel momento in cui mi ritrovavo più cose da fare (studiare, lavorare, sport) era lo stesso momento in cui “producevo” di più! Poi mi ha aiutato tanto leggere qualche cosa sulla crescita personale, come questo blog, lo seguo spesso e dà buoni spunti.

    http://www.efficacemente.com/.

    Devi lavorare! Farsi mantenere dai genitori è umiliante, stare a casa e fissare il soffitto, stare con le mani in mano ti massacra dentro. Trova un lavoro subito, un lavoro dove si sgobba davvero…… Vedrai come ti viene la voglia di studiare!

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