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Errore giudiziario

Ciao a tutti, mi chiamo Giovanni, cinquantacinque anni di Napoli, residente in Battipaglia SA, Quello che mi sta accadendo, per qualcuno potrebbe sembrare una storia inventata, invece questo incubo è pura realtà.
Questa storia ha inizio nel maggio del 2008, quando i carabinieri della compagnia di Battipaglia vennero a casa mia per notificarmi un avviso di garanzia di 3 rapine in banche, fatte nella città di Rimini, la prima domanda che mi fecero: se conoscevo Rimini, io risposi che non ho mai conosciuto Rimini, dopo una perquisizione nella mia casa (non trovarono niente poiché non c’era da trovare niente) mi prelevarono e mi portarono a fare una serie di fotografie, e a prendermi le impronte digitali, poi venni a sapere, che nello stesso, preciso momento, prelevarono anche un mio cugino di Napoli, e il genero (marito della figlia) e fecero le stesse cose che mi stavano facendo a me. Nella serata mio cugino mi telefonò sbalordito anche lui, e mi disse: che chi aveva compiuto, quelle rapine, era stato proprio suo genero (A.) e che nella perquisizione a casa di A., avevano trovato un telefonino, sottratto a un impiegato di una di queste banche rapinate, il quale A., lo aveva regalato al suocero, e con questo telefonino, mio cugino, ignaro, aveva inserito la sua “sim card”
Premetto che: nel 2002 comprai un’autovettura usata in un autosalone di Napoli e dopo pochi mesi quest’autovettura risultò clonata, cioè: con documenti in regola contraffatti e mi beccai una bella denuncia per riciclaggio, mio cugino, (porta il mio stesso cognome) ci sentivamo a telefono uno o due volte alla settimana. Nel mese di febbraio 2008 parlai con lui di un kit di ruote usate in buono stato per la mia macchina, e lui si mise subito alla ricerca, mi telefonò per dirmi che aveva trovato le ruote, ma mi voleva addirittura portarmi tutta la macchina, io gli risposi di no perché avevo una causa in corso per incauto acquisto e riciclaggio, e non mi interessava, ed ecco che le intercettazioni telefoniche hanno portato alla mia persona, che tra l’altro, oltre a questo, al telefono si parlava del più e del meno, ignari di quello che stava per succedere.
Non mi preoccupai più di tanto, perché ero del tutto estraneo a questa vicenda e pensavo sicuramente a uno sbaglio giudiziario, intanto mi recai da un avvocato penalista, il quale fece richiesta, tramite un altro avvocato di Rimini, del fascicolo riguardante queste rapine, ma il fascicolo, non l’ho mai ricevuto, forse per motivi tecnici, o perche le indagini erano in corso, non lo so. Forse queste accuse le ho prese un po’ sottogamba, ma sapendo che ero innocente, non mi sono più interessato della faccenda. (e male ha fatto)
Il 20 febbraio 2009 alle 03,30 del mattino vennero 5 carabinieri a casa mia, mi prelevarono e mi portarono in caserma e dopo i riti abituali degli arresti, accusato, questa volta di 2 rapine, la 1^ avvenuta ai danni della CARIM filiale Gros il 29-11-2007 e un’altra avvenuta il 03-01-2008 ai danni della banca CARIM filiale di via XXIII Settembre, sempre nella città di Rimini, e non tre come nell’avviso di garanzia, mi trasferirono nel carcere di Fuorni SA . Sono stato isolato per 4 giorni e dopo l’interrogatorio da parte del G.I.P. di Salerno, mandato dai giudici di Rimini, (altrimenti il 5° giorno, uscivo per scadenza dei termini) dove ho ribadito la mia innocenza, di essere incensurato e di avere un’attività di panificio dove lavorano con me i miei 2 figli e altri 4 operai, e che non ho bisogno di commettere reati malavitosi o rapine, visto che il mio reddito mi permette di vivere onestamente.
Prima dell’interrogatorio il mio grande avvocato (non faccio il nome per motivi di privacy) mi suggerì: di avvalermi della facoltà di non rispondere, e mi domandai perché, ma comunque parlai e mi dichiarai innocente, il G.I.P. senza nemmeno aver letto il fascicolo, mi confermò la custodia cautelare in carcere.
Il riesame si fece 11-03-2009 al tribunale della liberà di Bologna, convinto che il mio famoso avvocato andava a difendermi, ma che, non ci andò, mi confermarono ancora una volta la custodia cautelare in carcere.
Sono stato rinchiuso in carcere per 40 giorni, e solo sull’appello al riesame, che si è tenuto il 01-04-2009, ho ottenuto gli arresti domiciliari il 02 aprile, non so perché, mi hanno dato questa misura carceraria più agevole e nemmeno i miei avvocati lo sanno, dicono per la mia patologia, ma sull’ordinanza che mi affida gli arresti domiciliari non si capisce niente. Allego anche l’istanza in modo che forse qualcuno capirà, così può spiegarmelo.
Soffro di diabete, e devo assumere insulina per 4 volte al giorno, certo che in carcere, diciamo che mi hanno curato abbastanza bene, ma più dell’insulina, avevo bisogno di una alimentazione adeguata, che non c’era e purtroppo questa situazione mi portava ad avere alti e bassi, avendo avuto anche stati di ipoglicemia, addirittura 6/7 volte in tutto il periodo carcerario.
(Ipoglicemia è un termine medico che indica uno stato patologico causato da (e definito come) un basso livello di zuccheri (glucosio) nel sangue. L’ipoglicemia provoca una nutrita serie di effetti e di sintomi, la maggior parte dei quali originata da uno scarso afflusso di glucosio al cervello, che ne riduce le funzioni (neuroglicopenia): questa diminuzione della funzione cerebrale può andare da un vago senso di malessere al coma e in casi rari alla morte. Una condizione di ipoglicemia può avere origine da molte cause diverse, e può accadere a qualunque età.)
Le fotocopie del fascicolo, dove ci sono le foto dei rapinatori, finalmente è in mano ai miei avvocati, dove si vede una persona alta al massimo cm.170 un po’ rotondetto che detto dallo studio peritale M. di Bologna che fanno indagini grafiche ed in materia di riconoscimento personale, ha così formulato le considerazioni conclusive: “ LE NUMEROSE E QUALITATIVE CONCORDANZE (E SPECIALMENTE LE ANALOGIE RIGUARDANTI IL SOPRACIGLIO DESTRO E LE NARICI ALLARGATE) , CONSENTONO DÌ FORMULARE QUASI CERTA IDENTIFICAZIONE TRA IL RAPINATORE E L’INDAGATO (cioè: IO).
Nonostante questo beneficio degli arresti domiciliari, che mi sta ancora oggi, provocando, danni: alla mia attività, all’attività della mia compagna, la salute di chi mi sta accanto, danni ai miei figli e a tutti quelli che mi stanno attorno, alla mia salute, all’immagine e tutto il resto, vengo controllato dalle autorità di P.G. sia di giorno che di notte, e quando sento il citofono che suona il cuore mi sale in gola, soprattutto la notte.
Intanto sono alto cm. 185 il mio viso e un po’ allungato il sopraciglio destro non è come quello della fotografia del rapinatore, le narici non sono eccessivamente allargate, insomma sono un’altra persona, e non capisco come questo studio M. che usa computer, programmi, magari pagati migliaia di euro, come ha fatto a farmi somigliare a delle persona (si perché io somiglierei a più persone) del tutto INCOMPATIBILE con i miei tratti somatici?
Quello che racconto è il riassunto di tutto quello che più o meno è successo.
Giovanni

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2 commenti

  1. 1
    Yulia Kosenko -

    Buon giorno,
    scrivo questa lettera perche ho perso qualsiasi speranza dalla giustizia Italiana.
    Io sono una ragazza russa ho anche cittadinanza italiana dal 2011.
    Sono stata sposata con un cittadino italiano,Monzese e abbiamo avuto un figlio.
    Il bimbo si chiama Michael,ha doppia cittadinanza come me, ora ha 6 anni.Un bimbo quale voglio bene dell anima come una madre.
    Il mio matrimonio non e andato bene,e sono stata sfortunata con quel uomo…
    Pensava di vivere tranquillo in Italia con figlio,il mio marito poteva venire quando vuole pensavo io,,,a il mio marito da subito ha cominciato vendicarsi usando il nostro figlio come arma contro di me.
    Non siamo riusciti a scrivere consensuale, e siamo andati via giudiziale nel 2012.
    Il mio marito buttava su di me tutto fango…diceva su di me buggie infinite,,diceva che io non curo bambino,,,chiamava ai carabinieri dicendo che io picchio lui (il mio marito!!io una donna)..dunque, faceva tutto per togliarmi il figlio,il motivo di non lasciarmi la casa e non pagare alimenti.
    Il mio marito mi minacciava infinitivamente, diceva spesso che tra un puo lui libera di me.
    Io sempre lavorava come la cassiera in Esselunga e in fiere a Milano,riuscendosi ringrazio mia mamma quale venuta a strmi vicino dal 2011.
    mia mamma aiutava con piccolo MichAEL i giorni quando io lavorava.
    Sono stata sempre una brava ragazza,non ho mai fatto male a nessuno,sono stata sempre una bravissima madre…
    ma il 12 febbraio 2013 il mio avvocato mi ha comunicato il resultato della prima udenza.
    Io non riusciva credere agli miei occhi……………senza nessun motivo,senza spiegare nulla la sig.ra giudice di Monza Anna Maria Di Oreste ha affidato il bambino al mio marito!!!!!!!!
    Oltre io dovevo abbondonare il tetto coniugale entro il 20 marzo 2013!!!!!
    La casa cointestata a tutti due,abbiamo pagato sempre mutuo e spese della casa insieme al mio marito!!!!!!Ho tutti pAGAMENTI, POSSO DEMOSTRARLI!!
    E uscito un provvedimento Discriminante, Crudele, un provvedimento dove la sig.ra giudice voleva togliere la madre al piccolo!!!!
    Io sono stata spaventata,non vedendo la mia vita senza il mio figlio,non sapendo come posso sopravvivere in questa situazione ho preso la mia madre indicapata e il figlio e sono scappata in Russia con primo volo da Malpensa.
    Ora da 5 mesi noi viviamo in Russia.
    In Italia c e il mio avvocato quale prosegue il mio caso.( Prima di scappare ho lasciato tanti scontrini,bolle,pagamenti,spese della casa, quali demostrano che ho lavorato sempre.
    Ho lasciato tutte prove al mio avvocato Claudio Rosario Capuana di Milano.
    Noi vogliamo bene Italia,vogliamo bene italiani, nonostante al questo provvedimento e provvedimenti successori INGIUSTI speriamo in Vero Giudizio.
    Vi prego di aiutarmi nel mio caso. Nel Questo terrinile ERRORE.
    Con tanta speranza.
    Kosenko Yulia

  2. 2
    mishka -

    Yulia spero ormai tutto bene. Spero che le cose si mettano a posto.
    Ciao
    MISHKA

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