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Quando eravamo assieme a Roma

  

Caspita non mi parlate di Roma e di fidanzate.
Anche io ho girato tanto per Roma con la (non più) mia fidanzata che studiava e adesso lavora lì. Abbiamo cenato la sera a Trastevere, abbiamo girato per S.Lorenzo le notti d’estate tra i musicisti di strada, abbiamo preso l’autobus e la metro (“i mezzi”, come li chiamava lei) per tornare nel suo appartamentino la sera… e io mi innammoravo di Roma, dei suoi palazzi e del suo caldo estivo soffocante, della ressa nella metro, delle sue piazze e della sua periferia sfacciata. Perchè ero già innammorato di Alessia, che quando parlava di Roma con i suoi occhi spavaldi e sorridenti, diceva: “…a Roma ho fatto questo, a Roma puoi trovare quello, e noi vivremo a Roma, e faremo questo e troveremo quello…”.
E adesso mi manca tanto… che a volte nel letto stringo forte il pugno immaginando di avere le sue dita sottili tra le mie; lo penso intensamente ed alla fine finisco con l’addormentarmi sul guanciale bagnato, pensando che sia vero. Che sia davvero il suo respiro e che quelle gocce del rubinetto che perde siano veramente le sue parole sussurrate .
Ma son tornato a Roma il mese scorso, per un concorso andato male, e ho girato ancora per le vie della città. Di nuovo per qualche giorno sono andato in giro per il centro: scendevo a Trastevere, prendevo il tram fino a Largo Argentina, entravo nella nostra libreria preferita… poi una domenica pomeriggio mi sono perso per Porta Portese in mezzo a quei venditori ciarloni cosmopoliti; avido di bellezza ho girato intere giornate sotto il sole, sono entrato nel museo di Villa Borghese, Palazzo Barberini, Galleria Corsini e Villa Pamphili; non mi fermavo mai, in cerca di quelle tele maledette del Caravaggio, maledetto lui, che quando le vedo a momenti svengo.
Ed era tutto così tristemente meraviglioso mentre camminavo solo per le sue strade calde che i miei occhi lacrimavano, mentre nella mia tasca stringevo forte il pugno… oddio se solo avessi avuto la sua mano nella mia, gliela avrei stritolata!
Come sta scritto alla fine di una splendida lettera pubblicata su questo sito: cara Ale, beato chi questa sera è vicino a te.

L'autore ha scritto 2 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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3 commenti a

Quando eravamo assieme a Roma

  1. 1
    Franco -

    Chiedo scusa ad eventuali lettori, ma nel mio analfabetismo di ritorno ero davvero convinto che “innamorarsi” si scrivesse con due emme

  2. 2
    colam's -

    Gran bella lettera ! Per quel che riguarda lei lassa sta’, chi non ti ama non ti merita. Sono sicuro che ci sono delle belle romane che passerebbero ottime serate con te a passeggio per le vie della Citta’ Eterna.

    Un Romano

  3. 3
    viallivialli2 -

    bella lettera… mi ci ritrovo tanto.

    Triste scrivere alla vigilia del weekend di ferragosto, ma ho il tuo stesso stato d’animo ora e non ho voglia di fare nulla.

    La città nel mio caso è Torino. Ciao un abbraccio

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