Perché le donne intelligenti spesso tendono a rimanere single?
Riferimento alla lettera:
Ciao a tutte/i mi sono posto questo quesito. Sono sicuro che molti di noi conoscono personalmente donne intelligenti, brillanti, spesso molto colte e anche molto graziose che non riescono a trovare un compagno con il quale costruire qualcosa di duraturo. E molte volte ci siamo chiesti: ma come è possibile? Stavo per darmi un...
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Data di pubblicazione: 18 Agosto 2015
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Categorie: - Amore
194 commenti
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Almost,
“geniale (genialino via… non esageriamo).”
Non so perché , ma questa frase mi ha fatto venire in mente Leonardo Pieraccioni.
Sei una toscanaccia?
Rispetto a te, amante dei numeri e delle certezze che essi danno, mi posiziono dall’altra parte della barricata perché ho fatto, e continuo a fare, studi umanistici, e la forma mentis che ne deriva mi porta a vedere con sospetto tutto ciò che è numero, MA, ma, riconosco che nella matematica, è più in generale nei numeri, ci sia un non so che di poetico.
Forse questo è un punto di contatto tra due antipodi.
Attraverso i numeri hai buttato sul “tavolo” della discussione il concetto di certezza.
È indispensabile?
Mi piacerebbe avere un punto di vista femminile, per di più ingegnere (e quindi fronte opposto) in merito.
Secondo te quale potrebbe essere un comportamento “intelligente” riguardo alla mancanza di sicurezze in un rapporto a due?
Se ad un certo punto ci si accorge che 2+2 non fa più 4, che succede?
Ciao!
“Sul fronte opposto all’ingegnere di solito c’è l’architetto, ma questo nella mia professione, poi esiste anche tutto il resto del mondo per cui potresti essere… Boh?”
Batman, ma solo di notte. Ciao!
M.
Icché dici, vien via su…
Certezze non ce n’è nella vita; già a partire dal fatto che oggi ci siamo e domani boh… Fatalista ma realistico.
Dalle mie parti si dice anche “Sicuro morì ai Ponticini” (a cui io aggiungo spesso: insieme a tranquillo!).
Si dice spesso no? “Quello che manca oggi sono le certezze”; un tempo esistevano regole che scandivano la vita delle persone, matimonio, figli, l’uomo a lavoro e la donna casalinga; ognuno bene o male, sapeva che ruolo avrebbe rivestito e ok.
C’è chi dice sia stato meglio, io non lo so. Quel modo di vivere l’ho vissuto fortunatamente e sfortunatamente con la mia famiglia di origine, ma non credo mi possa appartenere, anche se mi ha lasciato in eredità un certo idealismo che aimè, stride tanto oggi.
Pensi che si riesca ad avere un comportamento “intelligente” quanto in ballo ci sono i sentimenti? Eh…
Allora mettiamola così, dipende tanto dallo stadio a cui è arrivata la relazione e dalle aspettative che si ripongono nell’altro. Se alle prime frequentazioni dovessi sospettare, o sentire, che l’ipotetico altro non mi da sicurezza (inteso che non ha le mie stesse idee sul futuro della relazione, perché al contrario potrebbe essere stato molto chiaro sul fatto che la frequentazione è per lui passeggera), gli lascerei di sicuro campo libero nel comportarsi come meglio crede e poi, se proprio non ce n’è, chiuderei senza troppi rimpianti.
Se invece la mia storia ha già un vissuto e c’è in gioco molto di più, vorrei soffermarmi un attimo; giusto per capire perché. Potrebbe dipendere da me, non è detto che sia sempre l’altro quello che si allontana. Ed i motivi… No, penso che ogni motivazione porti con se una reazione diversa. Per un tradimento mi comporterei in un modo, per problemi legati che ne so, al lavoro, alla sfera familiare? In un altro.
Di certo mi fermerei molto a riflettere su tutto, sul passato, sul futuro, errori miei, suoi…
Cos’ho provato quando mi è successo? Tanto senso di fallimento e sconfitta. Un grande vuoto, nella constatazione di aver lottato da sola. Tipo andare in barca in due, remare… remare, fermarsi per riprendere fiato e scoprire che la barca va alla deriva, perché stavo remando solo io ed ero troppo indaffarata per accorgermi!!!
Troppo da donna?
Almost,
ti arrabbi se ti dico che al Palio di Siena preferisco il calcio storico fiorentino? 😀
“Troppo da donna”?
Se non avessi provato sulla mia pelle la sensazione di remare da solo per poi finirla comunque alla “Schettino maniera”, ti risponderei di sì, invece la risposta è no.
Sinceramente, almeno per quanto riguarda le mie esperienze, non vedo molte differenze comportamentali tra un uomo e una donna che vivono la propria relazione. Credo fermamente che la differenza vera sia data, non tanto dall’essere maschi o femmine, ma dal possedere e rispettare dei valori, dei principi.
A parole tutti noi possediamo dei valori, ma a fatti poi….è difficile essere valorosi quando questo comporta una conseguenza svantaggiosa per noi stessi, mi spiego?
È un po’ come dire: “so che non devo rubare, so che non devo appropriarmi di cose che appartengono ad altri, ma se mi capitasse di trovare una banconota da 500 € per terra che faccio? Faccio il valoroso e quindi rinuncio a diventare un ladro e mi privo di quella situazione vantaggiosa che poteva derivare dall’avere un po’ di soldi in più al mese, oppure chiudo un occhio e vado contro me stesso perché mi conviene?”.
Le certezze ci sono eccome, basta essere pronti a farsene carico sempre e comunque.
Le certezze derivano appunto dalla scala di valori, di princìpi, che ognuno dovrebbe avere e seguire.
La razionalità nei sentimenti c’è, siamo poi noi, in base alla nostra forza, che decidiamo se seguirla oppure no.
Per esempio io nella mia penultima storia la razionalità non l’ho mica seguita, cosa che invece ho fatto due relazioni fa, quando nel cuore della notte del 31 dicembre mi sono alzato dal letto e ho lasciato lì una donna con la quale era tutto finito, ma non riuscivo a mettere bene a fuoco la situazione. Ho lasciato lei nel letto a Radicondondoli e me ne sono andato.
Questione di valori.
Che tipo di idealismo hai ricevuto in eredità? Sono curioso perché, forse, non sono un alieno o non sono…
il solo.
Ciao!
M.
mentre studiavo ho lavorato stabilmente in un posto dove maneggiavo tanti soldi e dove avrei anche potuto arrotondare senza che nessuno se ne accorgesse; però non l’ho mai fatto. Spicci compresi. Non sono santa e nemmeno eroe, ma a casa mi hanno insegnato così e così mi viene di fare; e nessuno mi premia, anzi vai a guardare bene sono sempre stati quelli più furbi di me ad ottenere di più.
Ma io sono una tranquilla, vivo bene così, non ho un euro, non vado mai in vacanza, ma almeno potrò sempre avere una buona considerazione di me stessa.
Idealismo inteso forse come senzo del dovere, come rispetto della parola data, nel lavoro e nella sfera privata, vivere troppo proiettati sui bisogni degli altri.
Ti faccio un esempio banale: a me piace la famiglia ed il tempo passato con le mie persone; Natale con mia madre. Lei è sola, io sono spesso lontana e i momenti di intimità sono pochi. Potrei essere in fin di vita e sarei comunque con lei, anche se non mi interessa poi tanto, partecipo attivamente alle proposte di menù che lei fa, so che le piace e non mi pesa dedicarle del tempo. Se si pranza all’una, di certo arrivo molto prima, per aiutarla e per stare con il resto della famiglia. Finische che siamo sempre sole, se non quell’ora massimo che ci mettiamo a tavola. Perché gli altri hanno sempre mille scuse… Il traffico, il mal di testa… l’inconveniente… La realtà e che altri vivono questo appuntameto come un obbligo noioso.
Tante volte ho sbattuto la testa con persone così menefreghiste e così consapevoli e contente di esserlo da sentirmi una perfetta stupida.
Oggi non scrivo tanto e forse non rendo bene l’idea, ma sono un pò giù di corda e divento silenziosa
Almost,
ti capisco benissimo. So perfettamente che cosa significa dover cedere il passo a chi è più furbo, e non più bravo.
Conosco quel fuoco di rabbia che ti si accende nello stomaco, però ho avuto modo di conoscere anche una realtà importante: essere integri con se stessi significa essere liberi, e prima o poi si incontrano altre persone così, e con queste si crea un legame di amicizia.
Ho sempre avuto la necessità imperante di sentirmi libero, indipendente nel modo di pensare, di non sentirmi parte di una massa informe.
Ero così già da piccolo. Ricordo ancora quando la maestra e la bidella della mia scuola materna mi prendevano da parte per cercare di convincermi a fare una cosa che mai volevo fare e mai ho fatto: la recita di fine anno. E avevo 4/5 anni.
Credo sia una questione di temperamento; si nasce in questo modo, non lo si diventa, e chi non ha questa impronta potrà più facilmente cadere nella tentazione di fare il furbo. Furbizia sinonimo di intelligenza, per alcuni.
L’integrità con se stessi e verso i valori che si intendono abbracciare, si paga, e a caro prezzo, ma non svenderei mai questa mia libertà per un favore, un po’ di soldi in più o per assecondare una ambizione vuota.
Io non ho un carattere facile facile, non mi mordo la lingua e non stendo tappeti rossi, né lancio complimenti come chicchi di riso ad un matrimonio, però chi mi conosce davvero, nel profondo (quattro persone), conosce il mio valore e sanno che gli concedo il lusso di poter mettere due mani sul fuoco su di me.
Hai pochi soldi, una laurea di spessore in tasca e credo tu sia ancora giovane.
Andare all’estero?
M.
“Furbizia sinonimo di intelligenza, per alcuni.” Era una considerazione che facevo proprio ieri; per tanti è così. Devo dire la verità che spesso sotto i furbi soccombo perché non ho gli strumenti, pecco d’ingenuità credo…
Però hai ragone tu, la libertà di sentirsi se stessi e di non doversi nascondere non ha eguali. Anche se a onor del vero l’indipendenza emotiva si paga, quantomeno in termini di quantità, non certo di qualità, ma non potrei mai essere la chiassosa e compagnona persona che non sono. A volte ho rifiutato uscite in comitiva dove magari sapevo esserci una sola persona che proprio non sopportavo e me ne sono rimasta a casa con la mia cagnona (che in termini affettivi sa dare molto più di tanti esseri umani…). Ma chissene… Tempo speso meglio!
Ma io sono di quelle del “volli fortissimamente volli…”, ma non credo sia una bella qualità sai… Non di certo per chi mi sta intorno :=)
Ti viene mai da fare la considerazione che se fossi stato un pò più malleabile avresti vissuto meglio?
Dai che all’asilo non volevi fare la recita!!! A me avevano messo in coppia con uno str… che non mi voleva, diceva avevo le orecchie a sventola!
All’estero non posso andare (e non sono neanche più fresca come una rosa, ma grazie del complimento), mi mancherebbe troppo la mia terra, ossia potrei farlo, sapendo però di tonare.
Già adesso che lavoro e per forza di cose abito, lontano, ma neanche tantissimo, sento la mancanza dei miei posti, figuriamoci altrove. Diciamo che sono troppo radicata… Tra l’altro non aiuta nemmeno il fatto di abitare in un buco di paesino che a confronto Radicondoli è una metropoli.
Quindi tu fai Batman… Ok, spero non sia “quel” batman che anni fa è stato bersaglio di alcuni quotidiani locali che raccontavano fosse finito all’ospeale durante una sessione “ginnica” un pò particolare
Almost,
“Ti viene mai da fare la considerazione che se fossi stato un pò più malleabile avresti vissuto meglio?”.
Questo è un pensiero che si è fermato nella mia mente, ma non più di 2 secondi di orologio.
Se fossi stato malleabile non sarei stato io.
Poi figurati, io verso me stesso ho sempre tenuto un comportamento disciplinare da samurai.
L’alienazione da me stesso non solo non la tollero, ma addirittura non riesco nemmeno a immaginarmela.
L’alimentazione dal mondo, invece, è un’altra storia. Questa la pratico spessissimo quando mi occupo di ciò che mi piace e delle persone alle quali sono legato.
Discorso diverso anche per quanto riguarda la malleabilità praticata da altri verso i miei confronti.
In questo caso ho imparato a non pretendere da altri comportamenti “da samurai” che pretendo da me stesso.
Pensa che fesso che ero: fino a non molto tempo fa pretendevo di essere ripagato con la stessa moneta che usavo io verso gli altri. Per esempio se ti trattavo con i guanti, pretendevo di essere trattato con i guanti; se un comportamento era oggettivamente disgustoso e quindi, in base ai miei “codici disciplinari” io non lo mettevo in pratica, soprattutto se poteva portare un vantaggio per me (furbizia, paraculaggine), allora anche gli altri avrebbero dovuto ecc.. ecc…
Capito che ingenuo che ero?
Capisci quanto è profondamente stupido credere che se ti do 10, tu mi devi 10? È quasi disumano, perché l’umanità è fatta anche di approfittatori; è fatta anche di mors tua vita mea, più o meno legittimi, sia chiaro.
Ognuno ha la sua morale e io voglio essere moralmente incorruttibile. I privilegi derivanti dalla furbizia non devono toccarmi.
Quindi no, non potevo essere più malleabile.
Soprattutto in fatto di recite! Non facevo nemmeno i saggi musicali quando studiavo in conservatorio.
Non sono tanto facile da convincere 😀
Cos’ha fatto quel Batman lì? Non ero io. Giuro!
M.
che ti devo dire, mi riconosco molto in quello che dici, con la differenza che ancora non sono in grado, insomma non sempre, di riuscire a gestire la delusione per gli altri.
Si… anch’io sono molto, molto, disciplinata…
Ma si quel Batman lì è stato solo un pò sfigato! Te la racconto per come la ricordo perché è passato diverso tempo e poi c’è stato ricamato talmente tanto sopra, che a un certo punto diventa difficile scindere tra realtà e fantasia.
In sostanza ha legato al letto la sua Julie Madison e poi ci si è tuffato sopra colpendo inavvertitamente il comodino (così mi pare…); è svenuto e lei legata.
I vicini (pare) abbiano sentito le urla e sono intervenute le forze dell’ordine per aprire la porta.
Dopo di che per mesi è stato l’argomento da bar più gettonato.
Ma magari questa storia, con qualche variante, circola in ogni città ed in ogni paese ed ognuno qui potrebbe testimoniare di aver sentito dire qualche cosa di simile.
Comunque anche i supereroi sbagliano, mi rincuora ‘sta cosa :=)
Purtroppo l’uomo italiano medio e’ diventato molto schizzinoso nella scelta della loro donna, la vuole bella, intelligente, che non si concede subito, che sia magra, che sia gentile anche se in realta’ con chi fa comodo senza contare che l’uomo italiano non possiede neanche il 5% delle caratteristiche richieste in una loro donna ideale
In primis l’attrezzo funzionante!
Concordo, mia cara, questa è una valle di lacrime!
Io confido nel buon Gesù Cristo,,, che ci venga a salvare nuovamente da tanta turpitudine?
L’Apocalisse dice che impugnerà uno scettro di ferro, la qual cosa lascia ben sperare…
Pare invece che quelle caratteristiche carenti negli italiani superino il 6% nei maschi Circassi, in particolar modo in quelli del territorio di Krasnodar della Karačaj-Circassia nel bacino superiore del Kuban’ e nell’Abcazia, che confina con la Circassia storica.
Lì c’è speranza per chi è contro i maschi (italiani) sempre.
“l’uomo italiano medio e’ diventato molto schizzinoso nella scelta della loro donna”
non solo! ma si stupisce anche se una donna così – come è ovvio che sia – non li sceglie. proprio perchè è SOPRA la media.
@Cassandra io sono pronto a salvarti!
e lasciamo controimaschisempre a bollire nel suo brodo di mediocrità!
risultato comprovato da anni di esperienza personale..
http://dilei.it/sesso-e-psiche/gli-uomini-sono-spaventati-dalle-donne-intelligenti-ecco-perche/455877/
Ma chi fa veramente paura sono le stupide che si credono intelligenti. Micidiali.
E sono in esuberanza come si può notare.
Cammy, non conta per certe cose se sai l’inglese o se sai orientarti negli spazi ortogonali di Hilbert. Un maschio alfa per definizione ha sghelli in tasca, perciò preferisce bersi narda in pace che passarsi le serate con una intelligentona in carriera. A meno che non sia un maschio alfa imbecille o, ancor peggio, astemio. Ma allora non è più un maschio alfa.
La donna intelligente e che lo dimostra
è considerata “peericolosa” e così spesso resta
sola e non realizza il suo sogno di maternità
o di una famiglia.
Però le donne realmente intelligenti lo sanno
e si comportano di conseguenza.
Alternano la “donna” alla “bambina” , a volte
commettono ingenuità per “tranquillizzare” il partner.
Questa cosa confonde gli uomini però piace.
Sanno fare ridere l’uomo.
Per ora quindi danno all’uomo ciò che chiede,
la loro intelligenza la dimostreranno dopo
e l’uomo sarà loro grato, perchè avrà una compagna su cui contare.
Semplicemente credono per più tempo che esista il p.a. e sperano sempre fino all’ ultimo che arrivi, quando é già tanto se ne trovi uno che ti faccia stare bene
“un uomo si sente fortemente minacciato dalla potenza intellettuale di una donna, ragion per cui, preferisce abbandonarsi in un rapporto con una partner meno brillante.”
verissimo. e se la donna oltre che intelligente è anche “rivoluzionaria” e fuori dagli schemi, fantasiosa e creativa, ecco che nell’ uomo generalmente si scatena proprio una sorta di “odio feroce” e si genera da parte di lui una specie di crociata punitiva e denigratoria verso quella donna, crociata tesa a “domarla” e a “rieducarla”, proprio perchè è insito nel maschio il senso di appartenenza alla comunità ( conformismo ) e la tendenza a prevalere ( senso della virilità ).
Del resto è dimostrazione lampante che le donne intelligenti sono osteggiate dalla maggior parte degli uomini già il fatto che in un qualsiasi confronto sono quasi sempre le più sempliciotte, limitate e adattabili alla corrente a ricevere i maggiori consensi, mentre alle altre spettano perloppiù critiche e feroci attacchi.
147
maria grazia – 14 luglio 2016 17:27
“Del resto è dimostrazione lampante che le donne intelligenti sono osteggiate”
143
Golem – 14 luglio 2016 14:50
“Ma chi fa veramente paura sono le stupide che si credono intelligenti. Micidiali”.
E infatti rimangono single e senza figli perchè la presunzione, l’arroganza, la perfidia, la sfida, la mascolinità, la frigidità, l’insensibilità, la logorrea, la volgarità, la preziosità, l’acidità, la superficialità, il malcostume e la conflittualità, sono l’esatto contrario dell’intelligenza, e dunque gli uomini le scartano, poichè la Natura le ritiene inadatte alla maternità, mentre Dio le reputa indegne di essere Amate, e non per loro libera scelta, come poche possono vantare.
Questo tipo di mutanti moderne sfortunatamente per loro sono sempre di più e fortunatamente per le Donne gli Uomini le considerano oggetti pericolosi da evitare, essendo davvero repellenti anche se belle.
dunque Vic, quindi se ho ben capito una dovrebbe fingersi stupidina per accalappiare un uomo e avere anche di qua e di là atteggiamenti bambineschi e fare cose sceme perchè questo rassicurerebbe l’ uomo, ma quando poi dall’ altra parte emergerà in un secondo momento “la vera LEI” ( cioè una donna decisa e sicura di sè ) non c’è il rischio che lui rimanga sconvolto e basito e che si senta “raggirato”?.. E a quel punto se nessuno accetta la donna intelligente per quello che è, quest’ ultima non fa prima a restare “sola” ? mi sembra una vita più piacevole per lei e meno complicata. Non so, è solo un mio dubbio personale!..
@maria grazia
una donna intelligente vuole metter
su famiglia anche lei.
E visto che apparire troppo intelligenti fa scappare
gli uomini ci sta che adotti una strategia
e dia all’uomo ciò che vuole cioè una donna
innocuoa o che sembri così.
come dice il proverbio:In guerra e in amore tutto è lecito, questo non sarà etico certo
ma dormire la notte nel letto da soli, uomo o donna
che sia non è piacevole.
Le persone non sono state fatte per stare da sole
e sai come diceva Marylin Monroe?
“Se le donne non avessero preso l’iniziativa,
la razza umana si sarebbe estinta da un pezzo”