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Domani

di Monk

Riferimento alla lettera: E' notte: notte di voci, di oscuri lamenti, di sussurri, di gemiti, di mamme piangenti; Notte di misteri, di arcane paure, di bimbi sognanti mostruose creature; Notte di morte, di eterno dolore, di ombre spettrali senza colore; Di ombre indistinte, affamate e smarrite, ombre di pallide, misere vite; Ombre vaganti,...
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Data di pubblicazione: 11 Giugno 2008 - Views: 1

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Categorie: - Cultura

36 commenti

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  • 26
    Monk -

    No, vero, essere tosti significa anche tirare fuori le cose: non per questo si è meno tosti, Rox, come dici tu. Nel mio caso, però, ho imparato a tenerle dentro e ad essere tosto interiorizzando tutto.

    Sono diventato tosto (non lo ero) quando avevo 15 anni, ed i miei si sono separati. Dovevo supportare mia madre, non dovevo far vedere come stavo male anche io. Era lei a stare male, e dovevo essere un punto fermo, una roccia vivente, uno che non si lamentava né si disperava, ma che era imperturbabile e quindi poteva aiutarla con la sua forza, magari anche con il cinismo che maturava.

    Mi è dunque rimasta ‘sta cosa di non riuscire a buttare fuori quello che ho. Di essere roccia e basta: una roccia che non comprendi bene cosa contenga, magari anche quando dentro ha le fiamme che la divorano. Ma pur sempre una roccia.

  • 27
    mariclas -

    l’acqua leviga la roccia… solo quella 🙂

  • 28
    Rox -

    Capito…e credo nn deve essere stata una situazione facile da sostenere,visto ke avevi quindici anni…insomma nn eri proprio piccolo, però neanke tanto grande da poter comprendere bene le dinamiche ke una separazione può comportare.
    Alla fine, però, niente è definitivo,nel senso che tutto può essere cambiatao…quindi ora puoi essere quello ke ti pare, quello ke ti piace di più…forse,è come se dovessi familiarizzare con una parte di te ke hai avuto la possibilità di conoscere di meno…all’inizio probabilmente l’avvertirai come un’estranea,però credo ke dopo tutto ti sembrerà normale:credo ke dentro di noi ci siano tante energie ed aspetti diversi, tutti degni di essere esplorati e, se nn ci autolimitiamo, li possiamo scoprire davvero.In fondo, è solo un’esperienza!E tentar nn nuoce! ;)))Ciao

  • 29
    micione72 -

    Ragazzi carissimi,
    il 99% di coloro che hanno avuto un’infanzia ed un’ adolescenza difficili, impara che la sofferenza dell’ Anima è assai piu’ brutta di quella fisica!
    In questo modo, quel 99% tende sempre a creare quelle condizioni per cui è meglio far soffrire (ancora) se stessi, piuttosto che quelli che si “amano”!

    Credo fermamente che sia cosi! Almeno per quel che riguarda me, questa “regola”, purtroppo vale!

    Ciao Monk! Si tropp fort!!

    Ciao Rox!

  • 30
    micione72 -

    Ovviamente questa “regola” è assurda e sbagliata, ma reale!!

  • 31
    Rox -

    Ok,Micione,però la “regola” di cui parli tu può avere anche un’altra implicazione e cioè se io ho conosciuto la sofferenza dell’anima e se la mia anima è stata tanto forte,tanto “in gamba”(;D)nel farci i conti, vuol dire ke in quella sofferenza c’era anke del positivo, come la possibilità di capire ke di fronte ai dolori,piccoli o grandi ke siano,tu puoi sopravvivere,restando attaccato a quello ke sei.NN è il dolore ke modifica te,sei tu ke devi modificare la tua percezione del dolore e degli “altri”.Nn so se rendo l’idea. Alla fine, tu puoi essere sempre il più forte,se accetti(nn mi fraintendete!nn accettazione passiva)accogli ogni cosa che puoi vivere come un qualcosa ke ti poteva capitare e nn ke escludevi a priori.A me,nel mio piccolo,le esperienze mi hanno insegnato qst,ke la vita è quella ke ti si presenta,ma dipende molto dalla possibilità ke ci concediamo di percepirla ed interpretarla, in modo attivo e costruttivo,nn enfatico,nonostante le difficoltà ke sempre ci saranno.Sbagliamo ok,ma tenteremo sempre x migliorare angolazioni e prospettive,per lo meno sconfiggeremo la noia (il dato positivo!)
    Insomma, secondo me nn “moriamo” tanto per ciò che ci è accaduto, quanto piuttosto per ciò che noi e gli altri “crediamo” ci sia accaduto.
    Non moriamo dell’evento, ma della cognizione che ci rappresentiamo dell’evento.
    In altre parole è il moralismo (in senso lato)il nostro carnefice…il più delle volte! ;))

  • 32
    Isis -

    Mi trovo molto d accordo con Rox…belle parole e molto vere

  • 33
    Rox -

    grazie Isis…è solo la mia piccolissima e modestissima esperienza.Un abbraccio a tutti voi! ;DDDDD

  • 34
    Rox -

    Andrea-Monk ehhhh vabbè ma allora è un vizio??????!!!!!
    E prima mi fai litigà da sola,mò mi fai pure parlà da sola…ehhh ti possino!!!
    E vabbè ma ora lo so e nun ce casco più! ;DDDDDDDD

  • 35
    Monk -

    Ahaha Rox, me fai mori’ 😀
    No, dai, non ti lascio parla’ da sola. In qualche altro thread (mi sembra “Libertà”), ho già spiegato i motivi della mia assenza 🙂

    Che giornate, guarda. Baci.

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