Chi è disoccupato? Come passate le giornate?
Riferimento alla lettera:
Chi come me è senza lavoro come passa il tempo, oltre a cercarlo, io mi annoio moltissimo voi?
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Data di pubblicazione: 15 Aprile 2011
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Categorie: - Lavoro
85 commenti
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Mario
con lo “stare a casa” (l’ ho virgolettato appositamente…), intendo dire che non accetto al momento lavori qualunque, scadenti e al tempo stesso troppo impegnativi e sottopagati ( come sono i lavori da dipendente previsti generalmente per noi donne ). ma è chiaro che al contempo ho tantissime altre cose che sto portando avanti, sto creando ( se non lo hai ancora capito ) UN’ IMPRESA AUTONOMA, e questo – tra le tantissime altre cose – comporta anche la ricerca di collaboratori nell’ ottica di un progetto in divenire. Non è una cosa nè nuova nè tantomeno assurda.
Tutte le cose che tu citi a proposito del fatto che non tutti possono fare dei periodi all’ estero o prepararsi al meglio, sono tutte cose più che giuste. ma vedi, non è un problema MIO. per il semplice fatto che se devo valutare un probabile futuro collaboratore, io sceglierò quello MIGLIORE che posso trovare sul mercato, non quello con le migliori intenzioni. mi spiego Mario ?
già con il discorso che tu fai sulle condizioni salariali, mi fa ben capire che sei il tipico aspirante lavoratore a contratto indeterminato e a stipendio fisso. ma queste cose oggi non possono più essere scontate come un tempo, e bisogna GUADAGNARSELE con sudore e con fatica, dimostrando di valere qualcosa e di essere realmente un investimento utile per il datore di lavoro. i tempi delle rivendicazioni sindacali sono finiti, viviamo nell’ era della globalizzazione. e adesso la scelta tra un lavoratore comune e un collaboratore con mentalità “imprenditoriale”, cade necessariamente sul secondo. e non perchè gli imprenditori sono cattivi, ma perchè TE LO IMPONE IL MERCATO se vuoi andare avanti!
“Un WEB MARKETING è una figura, un venditore è un altra”
appunto per questo cerco sia un venditore che un web-marketer. perchè so benissimo che sono due cose diverse! tra l’ altro non ho mai parlato di call center, la mia proposta è incentrata su tutt’ altro e richiede motivazioni e competenze VERE! non sto mica cercando degli arrabatta-bubboli o degli imbonitori telefonici!
Mario, nella tua lettera d’ apertura dicevi che durante le tue giornate da disoccupato ti annoi moltissimo.. se mi permetti un suggerimento, invece di annoiarti potresti usare quei preziosi momenti liberi a tua disposizione per perfezionarti nello studio di una lingua straniera ( non è necessario andare chissà dove, basta anche solo semplicemente parlare su skype con persone straniere o guardare gli appositi video su youtube ), oppure per sviluppare nuove competenze tecniche, o anche per cercare di lanciare un TUO nuovo business. ma se ti aspetti una sorta di “miracolo dall’ alto”, cioè qualche anima PIA che ti prenda sotto la sua ala protettiva perchè “gli sei simpatico”, temo che questo non succederà.
ets, so io a cosa mi serve il pascal ! 😉
gli stage sono fino ai 29 anni…
Non ho mai scritto di annoiarmi. Se c’e’ un altro mario che scrive non lo so.
Come dice 666 gli stage sono fino a 29 anni .. Ho letto da qualche parte che ne hai di piu’… Mah…
Cone ripeto, dubito fortemente tu sappia tutto cio’ che esigi dagli altri, a quest’ora non saresti a casa a rifiutare stage. Anche se ancora non ho capito come tu potresti rientrarci.
Ps. Call center era ironico!
Bye!
666 quando si tratta di lavorare GRATIS, ti prendono pure se hai 100 anni!
mario, ho notato ora che la lettera non l’ avevi scritta tu ma un certo albert1879. chiedo scusa per la svista! ( andavo un pò di corsa ). comunque, i miei consigli rimangono validi.
se ti prendono per uno stage vuol dire che è a nero perché per legge non potrebbero farti un contratto. Io sono contro gli stage fino ai 29 anni, perchè a quell’eta’ si ha diritto ad avere uno stipendio decente. Dovrebbero incentivare le assunzioni over 30 e 40 che è la fascia di eta’ che patisce di più.
mario
ho spiegato in maniera più che esaustiva le mie ragioni, la mia situazione del momento, e il perchè di certe mie scelte. e ho specificato chiaramente che “lo stare a casa” era un modo di dire. Non passo certo le mie giornate stesa sul divano a non far niente!! liberissimo/i di non credermi. andrò comunque avanti e arriverò dove voglio arrivare malgrado le difficoltà oggettive, come mi è quasi sempre successo nella vita.
Capisco che le cose che dico possano urtare i sindacalisti dell’ ultima ora. ma io descrivo semplicemente LA REALTA’. e se volete sopravvivere in questa giungla, sarà meglio che cominciate ad adeguarvici. L’ avere la MENTE CHIUSA e il non ASCOLTARE VERAMENTE quello che l’ altro ci sta dicendo, è una delle prime motivazioni per cui tanti datori di lavoro preferiscono non assumere…
666 anche stavolta mi trovi pienamente d’ accordo. dovrebbero incentivare le assunzioni delle persone oltre i 30 anni. che rappresentano attualmente la fascia d’età più penalizzata, ma è anche quella che più di altre avrebbe bisogno di lavorare e avrebbe anche le sufficienti competenze per farlo al meglio ( senza nulla togliere ai pischelli appena usciti dalle scuole ).
Ma.
Salve-
Sei anni fa, il mio lavoro nella libera professione e’ entrato in crisi al 70 % (si, tutto ad un tratto). Ora, posso dire che non lavoro piu’ da tre anni buoni. E’ solo 1-2 anni che ammetto a me stessa di annoiarmi (terribilmente!), poiche’ inizialmente cercavo di rimanere positiva. Ho appena compiuto 55 anni; vivo quindi come una pensionata dall’eta’ di 49 anni… Anche se sono sempre stata di carattere allegro ed estroverso, la solitudine e’ tremenda. Non lavorando piu’, mi sono isolata. Non ho piu’ dove incontrare le persone… Anche se ho le mie riserve economiche, la vita e’ diventata noiosa. Faccio gia’ – come facevo prima – la mia parte per aiutare i senza dimora (cucinando ogni tanto per loro), ma lo stesso…non mi sento piu’ viva!!
Lieta che la moderazione abbia omesso i commenti inutili innescati da chi interviene unicamente per dare fastidio. detto ciò, mi allineo con Daniella: tra le persone rimaste inoccupate ci sono spesso e volentieri lavoratori autonomi andati in crisi, pergiunta ad un’ età non più “rosea”, o aspiranti imprenditori che non hanno i mezzi per portare avanti la propria attività come vorrebbero. ovviamente il caso di queste persone è ben diverso dal disoccupato che si gratta i pollici perchè magari aspetta la manna dal cielo, ed è ora che la gente impari a fare le dovute distinzioni!
mah..
triplo mah! … 🙂
Grazie, Maria Grazia, per la tua comprensione. In questo momento, anche quella serve al morale…
Un abbraccio a te~
ciao daniella ricambio l’ abbraccio!
sono del parere che sia in corso una vera guerra tra “poveri” e che siamo solo in mano a chi vuole rendere questo mondo un inferno,dove ci sono solo schiavi,tra l’altro pure svuotati e lobotomizzati.
dovremmo mandare tutti a quel paese innanzitutto a cominciare da una mentalità basata solo sulla competizione esasperata e disumana.
questo sistema bisognerebbe rifiutarlo in toto e cominciare a pensare a un nuovo modello di cooperazione reciproca e di mutuo soccorso,UNENDO E NON DIVIDENDO (come si nota banalmente anche dai commenti)
ce’ una precisa volontà che si adopera in questo senso,siamo diventati così tutti vittime e carnefici,facendo il gioco di questa nuova elite’ globalizzata,che secondo me ha pure a vedere con qualcosa di infernale.
sembrano ipotesi al di la di ogni immaginazione,ma provate a pensarci meglio e vi accorgereste che e’ esattamente la realtà che si va sempre più configurando in tutta la sua concretezza effettiva.
ad ogni modo non credo che potrà durare a lungo,ci si arriverà per forza maggiore
Grande Fabio!
Condivido la linea di principio, se funzionasse sarebbe una grande idea.
Ma in realtà ci sono tanti “ma”, ahinoi.
Anche se non credo sia esattamente ciò che intendi, si stanno diffondendo realtà di quello che chiamano “coworking”, l’idea di “unirsi” per una spinta reciproca piace, e in parte mirano alla collaborazione, ma i lavoratori mantengono pur sempre una certa indipendenza. Non è così impensabile che si ribaltino “buoni rapporti”, più d’interesse che umani, dall’oggi al domani e quello che prima era collaboratore diventi all’improvviso concorrenza. Ne ho sentite, in parte vissute, di tutti i colori!
Mi piacciono le idee alternative, ma bisogna fare i conti con i muri dove sbatti il naso. Considera che per poter cooperare ci vogliono gli spiriti giusti. Già è difficile unire tante teste, sia idealmente sia concretamente e tenere botta alle difficoltà, la coerenza e l’affidabilità sono terni al lotto, in più mettici che ci saranno sempre quelli che, per carattere, -con reali competenze o meno-, vorranno sempre fare la cresta sugli altri, che siano colleghi, clienti persino familiari, roba da matti.
Grazie a ‘sto schifo di “precariato” ho lavorato/collaborato in diversi ambienti lavorativi negli ultimi anni, non ne ho trovato uno che fosse uno privo di almeno una di queste caratteristiche. Ero “un bon fiol” (“un bravo ragazzo”) come dicono dalle mie parti, sai di quelli onesti, educati, disponibili, riservati, pronti a dare una mano? anche ingenuo se vuoi: non dico di non esserlo più, ma mi sono beccato talmente tanta m… che adesso alle benevolenza ci credo ben poco, mi sono incattivito, non senza dispiacere. Non avessi mia moglie a ricordarmi chi sono davvero, me lo sarei dimenticato…
Però hai ragione, Fabio, la guerra tra poveri è il peggio a cui siamo ridotti.
Buona fortuna!
Fabio
hai detto cose giustissime. ci troviamo in un sistema che sta per saltare del tutto per aria, perchè il consumismo così come lo conosciamo non può più reggere. ma se ci pensi bene, nei discorsi che ho fatto nei commenti precedenti, si racchiude proprio la tua stessa “filosofia”: quella del venirsi incontro, anzichè farsi la guerra reciprocamente e a vantaggio unicamente di chi sta più in alto di tutti ( e si ingrassa sulla nostra pelle ). E’ vero che i lavoratori devono essere tutelati, ma è anche vero che si deve ripartire da zero e si devono ricreare le basi perchè possa esserci lavoro per tutti. E l’ unico modo per riuscirci, è far sì che le piccole e medie imprese siano agevolate. Impedire la libera iniziativa dei lavoratori autonomi con leggi dittatoriali, significa fare il male stesso di TUTTI i cittadini, non solo degli imprenditori. Perchè questi ultimi sono la colonna portante di ogni comunità, e vanno tutelati esattamente come i lavoratori dipendenti. Come ? cominciando ad abbassare le tasse dal 70% al 25% ( quindi portando la tassazione fiscale sui redditi al livello dei paesi occidentali più progrediti ) e finanziando le idee di giovani intraprendenti i cui progetti darebbero lavoro a una larga fetta di popolazione. E se queste cose non accadranno, la gente dovrà cominciare a ribellarsi anche con metodi coatti a tutto quello a cui veniamo sottoposti ( non pagare più nulla, evadere le tasse, e così via.. ). perchè davvero la gente non può accettare di essere portata allo stremo, se davvero vogliamo essere un PAESE CIVILE. Io per dirtene una, ho già trovato sistema alternativi per vivere in casa con tutti i comfort senza pagare più un euro in bollette. come ? per ora non lo dirò a nessuno. perchè quelle bastarde delle grandi lobbies devono prendersela in saccoccia senza poter fermare l’ ingegno e la libera iniziativa dei cittadini che, trovandosi perennemente in ristrettezze, vogliono e DEVONO uscire da questo sistema.
@ mariagrazia
@ mario
i stati,i governi,le nazioni oltre a non esistere più,oggi funzionano solo come specchio per le allodole,di modo che tu dici a un altro; facciamo così,per il bene del paese,e un altro al contrario dice no facciamo cosa…ma o che sia così o cosa’ stai sempre dentro il sistema,dentro le loro “regole”quindi secondo me non e’ questione di abbassare le tasse o di “regolare” certe cose,perché alla fine,come la metti la metti sono le stesse che uscite dalla porta rientrerebbero dalla finestra.
questo sistema e’ già finito ed e’ per questo che non servirà a niente ragionare coi stessi parametri,ed io credo che tu ora stai facendo la stessa cosa,se pur con tutte le buone intenzioni,il che e’ pero più pericoloso
non so se ti e’ arrivato quello che volevo dirti,lo so sembra pure un po fumoso ma l’idea stessa del lavoro andrebbe proprio resettata completamente.
ad esempio cominciamo a pensare che si deve lavorare per vivere e non il contrario,cominciamo a pensare che cio che conta non e’ il “fare” o “arrivare” o “l’avere”..cominciamo pure a pensare che su cento cose che abbiamo e desideriamo,(ricordiamoci che il desiderio e’ molto indotto dai mass media) almeno il 90% e’ inutile e pure dannoso.
questa e’ una mentalità che si e’ troppo radicata per riuscire a vederla,noi siamo come pesci immersi nell’acqua,che vanno alla ricerca di un utopico oceano,quando in realtà ci siamo già immersi dentro ma non ce ne rendiamo più conto.
forse pero per arrivare a questa consapevolezza molti dovranno ancora molto soffrire
ciao
“l’idea stessa del lavoro andrebbe proprio resettata completamente.
ad esempio cominciamo a pensare che si deve lavorare per vivere e non il contrario,cominciamo a pensare che cio che conta non e’ il “fare” o “arrivare” o “l’avere”..cominciamo pure a pensare che su cento cose che abbiamo e desideriamo,(ricordiamoci che il desiderio e’ molto indotto dai mass media) almeno il 90% e’ inutile e pure dannoso.”
Fabio, non potrei essere più d’ accordo. ma d’ altra parte le LIBERE PROFESSIONI sono sempre esistite, anche in epoche arcaiche. perchè comunque l’ uomo in qualche modo deve procurarsi almeno il minimo necessario al suo sostentamento. Una volta magari si era calzolai, mastro fabbri, contadini, riparatori di cinture di castità.. oggi si è geometri, mediatori, informatici, fornitori, ecc… ma il concetto non cambia.
Come dici tu andrebbe più che altro rivisto tutto il nostro sistema di vita, che piano piano ci ha portato ad essere VERI E PROPRI SCHIAVI di un diabolico ingranaggio.
Pur essendo passato un bel pò dall’apertura di questa lettera, mi pongo la stessa domanda:
come impiegano i disoccupati le loro giornate?
E mi chiedo inoltre se è solo una mia impressione che la tematica disoccupazione sia diventata una specie di tabù, ossia che non ne parli più nessuno. Al di là dei dati statistici ufficiali di cui inizio a dubitare, mi piacerebbe capire la disoccupazione nel contesto reale a che numeri è, cosa comporta nella vita delle persone.. La mia è diventata veramente dura!
Resto sorpresa vedendo che ci sono disoccupati senza reddito che vivono in una casa. Normalmente una casa viene pagata con una rata del mutuo o dell’affitto, mese dopo mese. Anni dopo anni. Prima di averne una senza dover pagare più nulla, uno dovrebbe aver pagato almeno 20 anni di mutuo. Mi chiedo…. senza un’entrata mensile, come fate a pagare affitto, bollette, immondizie, benzina, cibo, acqua, detersivi? Logico che uno lavori a nero, perché non esiste persona in Italia che può vivere da sola con meno di 800 euro al mese. Vuol dire che quei soldi entrano a nero (e attenzione, non sono affatto contraria al lavoro nero, anzi, dovremmo farlo tutti), è chiaro. Oppure che si tratta di figli di papà paraculati che essendo stipendiati dai genitori, non hanno bisogno di lavorare, oppure di casalingUe che si fanno pagare care alcune prestazioni erogate al marito.
Ciao a tutti ragazzi, sono Albert, quello che ha scritto il post, è passato parecchio tempo, per caso sono tornato a leggerlo, e qualcosa è cambiato, ho trovato un lavoro, ma molto precario e più part time che full time, la noia e il disagio non mi abbandonano, ma ciò che mi sorprende di più sono le numerose vostre risposte e le vostre storie, che mi fa capire quanto siamo sulla stessa barca, quante storie ci sono, disagi, sofferenza, quella che mi ha colpito di più è stata chiara, con la sua incapacità di prendere i mezzi ecc, perché mi ritrovo in te chiara, io ti capisco, perché anche io ho dei problemi simili, mi piacerebbe sapere che la tua vita sia migliorata, ecco, se leggi questa risposta vorrei sapere come vanno le cose, ragazzi, comunque non molliamo, mai arrendersi, se avete piacere di continuare a rispondere ne sarei felice
Guarda che non c’è niente di male in un lavoro part time. Come non c’è niente di male a fare un lavoro umile. Una volta, avevo sei anni, ero in viaggio col mio gruppo scout a fare la classica uscita domenicale, e l’autista era arrabbiato perchè pensava di doversi sbrigare o comunque che il suo lavoro non avesse uno sbocco per sentirsi soddisfatti, abbiamo avuto un lungo dialogo per arrivare a questa conclusione, io l’ho smentito dicendo: hai idea di quanta gente non si possa premettere una macchina, e di quanta gente vorrebbe poter lasciare a casa la macchina? Hai pensato che se tu e quelli come te non ci fossero che fine sarebbe per l’Italia? Si fermerebbe tutto senza trasporto. Zero merci, zero persone in bus, zero camion. Niente scambi commerciali. Economia ferma istantaneamente. Tutti i lavori sono importanti, anche quelli più umili?
Il lavoro part time non è il demonio. Basta essere ricchi di famiglia. Eppoi nessun lavoro è umile: io avevo un mezzo amico, un conoscente diciamo, che raccoglieva bietole da metà agosto a inizio ottobre, senza di lui l’economia del Paese si sarebbe fermata, è evidente, cosa faremmo senza bietole? Credo che con le bietole ci facciano ormai anche la benzina, sennò con un filo d’olio, sale e pepe so’ bbuone, anche certi lavori semplici sono fondamentali.
Ripeto, ma sembra che nessuno voglia rispondere… se non avete comunque un’entrata sufficiente, come fate a vivere? Un affitto anche solo di un monolocale costa 300 euro, poi bollette, spese condominiali, cibo, immondizie, medicine, bollo auto, assicurazione, benzina… dove trovate i soldi per tutte queste cose?