Chi è disoccupato? Come passate le giornate?
di
albert1879
Riferimento alla lettera:
Chi come me è senza lavoro come passa il tempo, oltre a cercarlo, io mi annoio moltissimo voi?
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Categorie: - Lavoro
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Io purtroppo vivo ancora con i miei marta, a 28 anni
Albert…. non è ora di levare le tende? Pensi di essere nella stessa condizione di un capofamiglia che perde il lavoro e nonostante tutto deve mantenere i figli e pagare il mutuo? Scommetto che molti ragazzi, anche a fronte di mille euro al mese fissi, non scollerebbero il sedere dalla cameretta dei genitori. Mio figlio ha 6 anni, il giorno del diciannovesimo compleanno dovrà fare le valigie e cambiare casa, mantenendosi. A suo unico rischio e pericolo. Di necessità, virtù. Non avrà limitazioni fisiche invalidanti come me e non avrà ancora figli piccoli da portare a scuola la mattina e di cui occuparsi i pomeriggi. Se è richiesto a me di fare miracoli, li potrà sicuramente fare lui, da giovane sano e senza impegni familiari. Mandi.
Marta, secondo me è il numero di figli pro capite che ha sballato il tutto. Un tempo se ne facevano 5 o 6, la cameretta in casa era divisa e invivibile. Oggi se ne fa uno che campa con tutti i confort e che prima o poi eredita la villetta e il conto senza dividere. Perchè quell’uno dovrebbe avere voglia di sbattersi come uno schiavo per 1000 euro al mese? Lasciamo certe cose ai poveri, eddai.
Yog, io da mamma single non posso certo permettermi nè una villa nè più di un figlio. a cameretta di cui tu parli era dei genitori, non dei figli, ecco la cosa che tutti si dimenticano. I ragazzi ormai danno per scontato che i genitori debbano provvedere a loro all’infinito, senza che mai si prendano invece loro ogni responsabilità. Alla maggiore età uno può benissimo andare a avare i piatti, a fare le pulizie dalle 5 alle 7 negli uffici, o fare le pulizie nei bar a mezzanotte. Quando uno DEVE per forza di cose mantenersi in tutto e per tutto, inizia a muovere il deretano. Fino a quandopapino offre tetto, letto, lenzuola lavate e stirate, caffè con biscotti la mattina, macchina col pieno di benzina e telefonino da 300 euro… beh, anche io non muovere il culo dal divano! Ma avrei il buon gusto di non dirmi disoccupato, ma semplicemente mantenuto. Lo farei? No, sono troppo onesta e dignitosa. Meglio vivere di mille stenti (da 2 anni io e il mio bambino non abbiamo nè acqua calda,
Nè riscaldamento, nè lavatrice, tra poco mi diminuiranno pure l’energia elettrica. Viviamo coi vestiti che ci passa qualche conoscente e con il cibo che ci passa una volta al mese la Caritas. Eppure ho una laurea a pieni voti, ne sto prendendo un’altra e ho 25 anni di esperienze lavorative alle spalle. Si fa quel che si può, l’importante è farlo a casa propria, non a casa altrui.
Scusa Marta, il tuo discorso fila, ma un telefonino per un adolescente non costa meno di 700 euro, di che parliamo? Perchè quelli da 300 non hanno lo slow motion, 12 Mpixel davanti e 8 per i selfie. Forse spendi troppo in spese universitarie, rivedi un po’ l’allocazione del budget, che posso dirti? Poi, alla maggiore età, c’è chi studia medicina garantendosi un futuro da nababbo (e merita di essere mantenuto fino ai 35 se occorre) e chi va a pulire le scale per poi finire in ospizio del povero spitale e merita di essere mantenuto fino ai 14. La vita è varia, non essere troppo categorica nei giudizi.
Yog, io per l’Università spendo 16 euro l’anno, avendo un’ invalidità importante. Non avendo mai frequentato le lezioni e presentandomi solo nel giorno degli esami, studiando da autodidatta, non devo spendere nè in benzina nè in alloggi universitari. Come devo rafcela io a mantenere me stessa, mio figlio, il mutuo della banca e tutto il resto, con un bimbo piccolo che, quando io faccio quei piccoli lavori per campare, resta dalla baby sitter che giustamente vuole essere pagata…. non vedo come non possa fare altrettanti sacrifici chi è giovane, sano, veloce, non ha limiti nè fisici, nè di orario perché senza figli, nè logistici in quanto non avendo mutui può spostarsi in altre città pagando l’affitto di una stanza. Non conosco i telefonini moderni, io ho un Saiet Magnum da anni, non va su internet, ma non importa, anche se mi connetto solo mezz’oretta al giorno col vecchio pc di casa, sono riuscita ad avere un’istruzione più alta di quei rinco mantenuti sempre con gli occhi…
Mah, Marta. Capisco le tue difficoltà. Io per l’università non spendo 16 euro all’anno, in realtà (parlo di facoltà seria, che di serie se ne parla solo in ambito sanitario, il resto è fuffa per cretini) ne occorrono 10.000 all’anno. Poi, ovvio, l’unica Magnum di cui io abbia conoscenza è quella monumentale di Narda che mi regalarono anni fa ed è attualmente in cantina. Chiaramente vuota.
Yog, se ti avanzasse una laurea in Medicina, perché non hai la passione e l occasione, come la sfrutteresti?
Come avanzo, tanto per non sprecare niente (non per avarizia, ma per gratitudine).
Yog, io sono curiosa di sapere quale università ti costa 10.000 euro l’anno! Qui a Udine, come potrai vedere, una famiglia che ha un normale isee inferiore ai 23.000 euro l’anno (il 70% degli iscritti) paga 136 euro annui. Poi varia a seconda della ricchezza del nucleo familiare, ma anche i figli di Berlusconi non pagherebbero più di 2.000 euro annui.Qui a Udine ogni facoltà è seria, non so per quanto riguarda altri atenei. Anzi, ti dirò che qui gli studenti che escono da scienze infermieristiche studiano come i bambini di terza media, non fanno esami e alla fine non sanno neppure che cosa sia l’ossitocina! La facoltà di medicina? Solo cagoni figli di papà che si fanno mantenere dal genitore pieno di soldi che mantiene il pupo fino alla soglia dei 30 anni (in culo alla dignità dei giovani!). Se tu fossi il figlio di un operaio cassintegrato che deve mantenere mutuo e figli con 780 euro al mese… altro che medicina! Accetteresti di pulire cessi per 3 euro l’ora pur di mangiare!
Va bene, ma pensiamo in grande, mica bisogna sempre sentirsi inferiori e vedere il bicchiere vuoto. Pensiamo di essere grandi e comportiamoci da tali: perché no!?
Medicina la può studiare chiunque, se sei intelligente e sai cavartela, non saranno i problemi economici a fermarti. Il fatto che qui i figli vengano imboccati fino a 30 anni e oltre è un altro discorso che lede la dignità di qualsiasi essere pensante si ritrovi in tale condizione, dall’una e dall altra parte: genitori e figli.
Ma chi vuole studiare, vi assicuro che il modo lo trova! Si fa avanti sgomitando e spalleggiando fino ad arrivare come un naufrago all obiettivo sperato.
Guarda che l’università costa, non te ne rendi conto perchè evidentemente non sono spese che sostieni. Fra abbonamenti, posto letto e tasse penso, cibo vestiario penso di proprio di sì che escano diverse migliaia di euro. Se poi uno è abituato ad avere la mutua su ogni cosa, è chiaro che non si rende conto del costo vero delle cose, perchè altri pagano al suo posto. Non che ci sia qualcosa di male sia chiaro, l’invalidità è una condizione che non si sceglie. Però mi dispiace che tu pensi tutte queste cose su tuo figlio, dovrebbe avere un avvenire e non semplicemente sbarcare il lunario, per mantenersi e basta. Ci sono altre cose oltre la fame e la sopravvivenza. Poi non è così facile trovare un lavoro stabile, a sei anni pretendi già debba avere la strada spianata per fare le pulizie, quando ormai ti chiedono il diploma pure per quello
Senti, Marta, non per essere classista. Io a un ISEE così ci piscio sopra, tanto per esser chiari. In ogni caso 10 sacchi all’anno di spese di studio fai presto a farli. Oltre 2500 di tasse, 3600 di stanza con bollette, wifi compreso. Altri 1000 di trasporto, tra bus e treni. Con il resto mangi e devi pur far palestra,lavarti i denti e comprare quattro libri. Poi se tu fai tutto questo con 16 euro al mese, vabbè: ti sposo, alla faccia tua e dell’ISEE. Senza se e senza ma.
Yog, io con 600 euro al mese mantengo una famiglia, come ormai un quarto degli italiani. Che qualcuno “pisci” sopra un Isee di 23.000 euro (2.000 euro al mese… ma chi caxxo li prende!!), mi fa vergognare di essere italiana. La stanza? Ti fai 40 minuti di autobus la mattina e altrettanti di ritorno, oppure scegli una facoltà meno dispendiosa. Stai insultando la metà delle famiglie italiane che con uno stipendio da operaio devono campare. Spero di non trovarti mai di fronte come medico, in quanto dubito che tutto il tuo studio possa darti umiltà e umanità. E se un giorno fossi tu a dover vivere con poche centinaia di euro al mese… saresti tanto cagone e pisceresti su 23.ooo euro di isee? (che sono sulle 30.000 euro annui netti di entrate…)Ti auguro di fare solo autopsie e non di avere a che fare con persone vive! I libri si prestano o si prendono in biblioteca, se ti iscrivi a una facoltà senza obbligo di frequenza basta che ti presenti il giorno dell’esame. La palestra…? Mah!
Marta in effetti io come anatomopatologo mi trovo benissimo qui su LaD. Il Professor Yog invece è un neuroscienziato e psicoterapeuta di indirizzo laddiano, giusto per chiarire i rispettivi ruoli in questa “clinica”.
Adesso però ti parlo seriamente. Io mi sono laureato nel ’96 da lavoratore studente (non giovanissimo) in Architettura, una delle facoltà più care. In cinque anni di corsi e uno di tesi ho calcolato di aver speso in tutto circa 35 milioni di vecchie lire, vivendo a 20 minuti di metro dal Politecnico. Possiamo tranquillamente trasformali in 35mila euro di oggi. Questo significa circa 6mila euro l’anno.
Certo ci sono facoltà meno costose perchè no e l’ambizione di laurearsi è ammirevole, ma comunque studiare costa. Comunque ti faccio gli auguri.
“se ti iscrivi a una facoltà senza obbligo di frequenza basta che ti presenti il giorno dell’esame”
OK, stiamo parlando di cose diverse, io parlavo di studi universitari di un certo tipo. È stata solo una mia incomprensione, mi perdonerai. Sul tema non ho altro da aggiungere: con le cifre di cui parli tu, qui in Italia IO non ce la farei all’università e per pagare la retta intera (che supera parecchio i 2000 €, basta che guardi sul sito dell’uni) non occorre avere l’ISEE del Berlusca.
La facoltà inoltre potresti non averla a 40 minuti di tram, ma a due ore di aereo, mica si scelgono gli studi in base a quello che dice GoogleMap, alcuni corsi di studio te li devi andare a fare all’estero e pure imparare l’inglese costa. Il mondo attuale non permette pari opportunità alla nascita, sono d’accordo con te, senz’altro questo è ingiusto, ma non posso farci proprio niente, per quello devi votare bene e sperare nel Governo. Poi, oh, anche la narda costa, però sono parco nel consumo (e al parco ne consumo tanta, specie d’estate).
Marta, non ascoltare yog che fa il professorino di questo sito ma non è un professore ma bensì è un troll che non ha niente da fare e passa il tempo a commentare a cazzum su questo sito.
Sirenetta, la tua opinione è, come quelle di tutti, sacra. Ma quando parli di me, te ne faccio prece, usa la maiuscola reverenziale. “Professore”, prego. Non è la stessa cosa e anche gli emolumenti annui – di conseguenza – hanno un altro ordine di grandezza, tanto che il mio ISEE è allucinante. Poi la Marta, che non mi risulta sia demente, ascolterà chi le pare, son fatti suoi, mica tuoi. Tu che hai da dire sul tema proposto?
Io la prima laurea l’ho presa grazie alle borse di studio per cinque anni, quindi in tutta onestà ho pure messo soldi da parte. Probabilmente mi è andata bene perché ho potuto scegliere esattamente ciò che volevo, ma credo che le dinamiche fossero simili più o meno in tutte le facoltà. Peccato che per la seconda invece, facendo un conto molto approssimativo, credo di aver speso sui 15 mila euro, perché considerata un bene di lusso ( ha ha ha) e quindi ho pagato le tasse nella fascia più alta. Sicuro avrei dovuto farmi un viaggio extra lusso in giro per il mondo.
Comunque brava Marta, non stai facendo poco, in bocca al lupo!
Dal giorno che ho finito gli esami orali della maturità a quando ho trovato posto fisso nel negozio dei miei genitori ho passato le giornate da disoccupata, lavorando da loro tutto il giorno quando non avevo colloqui di lavoro, quando non mi chiamavamo per posti per lavorare, e portavo i curriculum ovunque cercavano personale e non solo insomma mi sono rimboccata subito le maniche. Ho lavorato per periodi brevi inoltre ho fatto moltissimi corsi di qualsiasi tipo organizzati dalla Camera di commercio, agenzie interinali, associazione albergatori anche se poi di tutti questi corsi niente è servito a trovare lavoro e perciò ho deciso di lavorare nell’azienda dei miei genitori e basta. E in quel periodo ho fatto delle rinunce come per esempio quello di non cercare il fidanzato né qualsiasi altro flirt in quanto oggi non si possono dedicare tante cose alla volta e la fregatura soprattutto nel mondo del lavoro è dietro l’angolo.
In ogni caso sono d’accordo con yog: molta gente pensa che siccome prendono uno stipendio minimo, allora gli altri siano dei privilegiati. Marta non stai facendo niente di speciale a sacrificarti e a sacrificare tuo figlio. In una situazione come la tua il non mi permetterei mai di fare la morale agli tipo per esempio Alberto, che in una situazione di crisi conclamata sta facendo quello che può per rimanere in Italia, l’unica cosa che sei capace di dirgli è “non è ora di levarsi dalle tende?” Per fare cosa? per andare poi praticamente in mezzo ad una strada? Ma ti rendi conto di quello che dici alle persone? Una che ha e che avrà sempre la mutua dalla sua, non dovrebbe nemmeno lamentarsi., o scrivere certi commenti. Prova a chiedere a Golem o a Yog, quante tasse all’anno sono costretti a pagare in più, per permetterti di beneficiare della mutua. Chiedilo ad Alberto, che nel suo lavoro e vita quotidiana, avrà dovuto pagare più oneri (tasse di vario tipo ecc.) solo per consentire a…
…solo per consentire a persone come te, di vivere un pò meglio, per esempio facendo un part time, e l’Università, pagandola una cifra simbolica di 16€ l’anno. Bisognerebbe un pò guardarsi allo specchio prima di sparare sentenze gratuite sugli altri.
Gabriele, quello che dici è sacrosanto. Se ti dicessi quanto pago di tasse all’anno, rabbrivideresti e ti si gelerebbe il sangue nelle vene, con TVP e ictus entro le 36 h. Poi qui si parla di 16 euro all’anno per fare l’università. Vabbè, sarà una trollata, con 16 euro io non riesco manco a comprare l’ultimo libro di Michelle Obama (e infatti ne hanno venduto finora solo due copie, negli USA, ma non credo che il problema sia il prezzo). Con 16 euro, da me prendi l’autobus 10 volte. Facile sparare cazzate a raffica ad altezza d’uomo, si fa sempre centro. 16 €: un litro di narda, né più, né meno.
Yog e Gabriele, non è una trollata, noi disabili con una percentuale di invalidità abbiamo diritto a pagare l’uni 16 euro l’anno. Certo che di esame al massimo io ne posso dare 2 o 3, visto che la benzina per andare a parlare con i professori almeno una volta e andare a dare l’esame mi costa 20 euro. E più di quello, non si può. Soldi non ce ne sono. Ah, dimenticavo, una laurea c’è già, e pure a pieni voti, presa senza frequentare (lingue e letterature germaniche)dimostrando di essere molto più in gamba dei soliti studenti mantenuti, serviti e riveriti che si laureano solo perché papino sborsa fior fiore di soldoni. Purtroppo di lavoro per una mamma single e disabile non ce n’è. E neppure una casa nè un assegno. Si vive come si può: un’ora qui e domani 2 orette là, senza che nessuno mi versi i contributi, senza malattia nè infortunio. E con gli assistenti sociali che specificano che senza un tetto sopra la testa dovranno dare il mio bimbo ad altre persone. Ecco la vera…
Vabbè Marta, mi hai preso per sfinimento: per me va benissimo, paga ‘sti 16 euro all’anno e sii contenta. Se avete diritto, avete diritto, punto ebbasta. È che la cosa mi suonava un pelo aliena, ma non sono bene informato, lo ammetto. Almeno pago le tasse per qualcosa. Se potessi darti una mano, te la darei, credimi, mi duole pensare che sei in quella situazione. In ogni caso, Buon Natale.
Yog se non sei informato taci che sono argomenti seri.
Marta, una persona veramente invalida, non mette davanti ogni volta l’invalidità per impietosire le persone. Cercherà di farsi trattare come gli altri. Hai detto delle cose riguardo ad Alberto che non tollero ed accetto. Hai degli stereotipi che non rispondono alla realtà delle cose. La maggior parte delle persone affronta pesanti sacrifici per istruirsi, università o no. Nessuno ha chiesto i tuoi traguardi personali, comunque lodevoli, come sono altrettanto lodevoli gli sforzi compiti da Alberto, che non si merita, di sentirsi dire “non è ora di levarsi le tende”, da che pulpito poi.
Io confermo ciò che ho detto nei commenti precedentemente scritti, ed in futuro, cerca di non usare il vello dell’invalidità pensando che sia una tua esclusivissima arma da tirar fuori all’occorrenza, quando qualcuno ti fa notare certi che toni sono fuori luogo e a tratti un pò cattivi. Alberto, Yog, Golem, io forse non siamo invalidi, ma subiamo anche noi un tipo di invalidità…
… sia di pensiero che di circostanza. Bisogna portare solidarietà ad una persona in difficoltà, con invalidità, ma se si tratta di incoraggiare un ragazzo che cerca di affermarsi allora no, non è di moda. Non si deve ascoltare persone che altrettanto legittimamente vogliono esprimersi, esporre un pensiero, una perplessità.
Sirenetta, ne converrai, non parlavo con te. Purtroppo sono ben più informato di quanto credi (o di quanto posso lasciar credere). Credimi.
Yog se davvero sei informato perché non fai un commento serio ed attinente sull’argomento invece di sparare battute di merda e tirare sempre in ballo la narda = fi.. quando non c’entra nulla oppure sei il tipico italiota che crede di sapere tutto e basta e poi in realtà è il vuoto cosmico.
Ragazzi, eccovi il link dove trovate il pdf dell’università di Udine dove sono specificate le tasse, le riduzioni, gli esoneri, le borse di studio. Ogni Università ne ha di simili. Chi paga migliaia di euro l’anno, evidentemente ha decine e decine di migliaia di euro annue in entrata in famiglia. Evidentemente, chi ha molto, paga molto, giustamente. Chi ha poco paga poco, chi ha gravi problemi, è esente. Vorrei vedere quanti di voi potrebbero diventare medici se dovessero servire pizze 12 ore al giorno per permettersi un tetto sopra la testa e un piatto di minestra sul tavolo! Sacrifici… vostri o del parentado? Perché fare la meretrice col sedere degli altri è piuttosto facile! Io sono solita fare i conti con me stessa, e basta. Faccio quello che posso col mio, non con quello degli altri. Vesto con abiti vecchi, ma comperati con i miei ppchi soldi, vivo in una catapecchia, ma mia, guido un catorcio di 35 anni, ma pagato con i miei risparmi, non con quelli altrui.
Vabbè Marta, il link non lo hai messo ma, non avertene, sappiamo tutti usare internet. Ti segnalo che se guidi una vettura di 35 anni nel 2019 avrai una riduzione del bollo se è iscritta all’anagrafe veicoli IS. Da non sottovalutare, son sempre soldi. Se poi abiti in una casa con le caratteristiche che dici, puoi anche verificare se la tua dimora è censita come fabbricato rurale, il che comporta diversi vantaggi economici e fiscali. Infine, tieni conto che un genitore investe nel figlio come i suoi genitori hanno fatto con lui: il bilancio è pari, ma consente di campare alla grande dopo aver avuto una formazione decente, per tutto il resto non occorre sbobbarsi di servizi in pizzeria da 12 h/die, basta Mastercard.
Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, Marta. Continui a specificare vicende tue personali, che nulla hanno a che vedere con ciò che dice thread: mi spieghi perchè con Alberto sei stata così dura? Mi riferisco nello specifico al commento 52, hai messo una forza, per non dire cattiveria, senza nessuna ragione. Dai per scontato che chiunque non viva la tua medesima situazione, sia per forza una specie di privilegiato: ma come ti permetti, cosa ne sai tu dei drammi di un imprenditore, uno studente fuori sede, come fai ad essere così cinica? Io conosco persone invalide e sono persone meravigliose che fanno sacrifici, come conosco persone come Alberto, che altrettanto fanno quello che possono per cercare di avere una posizione, si può sapere perchè tutto quello che hai è “Non è ora di levarsi dalle tende?”.
E non rispondermi che fai luniversità e chissà cos’altro, perchè non attacca, non sei nella posizione per farmi pena in una qualsivoglia maniera.
Gabriele, qui ormai è un esercizio di rettoricha. Una laurea ormai è una fascetta da allacciare al bottone del taschino della giacca come si faceva negli anni ’30, un fiocchetto per ogni figlio, giusto per la parata in piazza. Se uno è – ad Iddio piacendo – normale, eterosessuale e lavoratore e guida una macchina euro 5 foss’anche ibrida e con le porte che si aprono all’insù (c.d. apertura alare, che richiede metratura ed altezza adeguate, non lo nego) parcheggiata nel garage di una confortevole abitazione singola, è uno sporco privilegiato, da colpire e mettere alla gogna perché i genitori (e il suo sudore, particolare non insignificante) gli hanno permesso di essere un benestante invece di un accattone. Se poi non ha l’ISEE che gli permette di pagare nulla per l’università è un lurido capitalista, su posizioni incompatibili con l’eroismo di certe catarinebubuline de noantri. Capisci ammè, ci sarà un motivo per cui il piddì, leu ed europa+ li abbiamo liquidati senza possibilità di ritorno.
Sono in ex. tumorotico al retto ed esco quasi mai causa incontinenza fecale mi è venuto anche il bruxismo aiutatemi vi prego