‘Dico’ si, ‘Dico’ no
di
aldo
Riferimento alla lettera:
Dico si, dico no... Io dico no, perché si fa riferimento esplicito alle coppie omosex, che sono la negazione stessa della vita, e non possono pretendere dallo Stato certi diritti che andrebbero a pesare economicamente e socialmente anche sulle famiglie normali. Inoltre non sono riconosciuti come ammalati...
Leggi tutto il testo a pagina 1
Data di pubblicazione: 10 Marzo 2007
L'autore ha condiviso 6 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore aldo.
…….
in ogni caso e per meglio comprendere la gravità dell’imbroglio, ecco un piccolo stralcio molto .. educativo, che fa fare una pessima figura al dato ufficiale rispetto al PIL:
“”… Come accadde, tanto per ricordare un macroscopico esempio, in occasione del vero e proprio “sacco di Roma” che durò dagli anni ’50 a tutti i ’70, nel corso dei quali, appalti, piani regolatori, aree verdi o di destinazione estensiva furono manipolati per favorire Ordini religiosi, grandi famiglie papaline, dignitari della Santa Sede, società immobiliari e palazzinari, dentro una rete di compiacenza di marca vaticana che spolparono la città come si spolpano le ossa di un pollo” (E. Scalfari, Repubblica).
Cosi il Vaticano ha potuto conservare e moltiplicare in Italia immense ricchezze. Gli innumerevoli immobili situati in tutto il territorio italiano e sopratutto a Roma, sono anch’essi favoriti da un regime fiscale che ha del ridicolo. Le chiese sono semivuote ma le casse sono piene. Un fiume inesauribile di denaro affluisce in Vaticano dall’Italia e da tutte le nazioni e comunità dove vi sia una maggioranza cattolica: offerte, donazioni, eredità, quote di imposte.
Soltanto una piccola parte di tali ricchezze finisce in progetti umanitari.
Il resto va alla catechesi nelle parrocchie, all’edilizia di culto, al sostegno del clero (circa 40.000 in Italia), ma anche alle banche amiche; da qui la liquidità si ricicla e si moltiplica in investimenti, in titoli, in immobili, in businnes disinvolti, in azioni di industrie etc…
Non per niente spesso il Vaticano, sempre per quanto concerne lo Stato Italiano, è rimasto implicato in vicende strane mai completamente chiarite, come il caso Calvi, il banchiere di Dio impiccato sotto un ponte di Londra, la vicenda del Banco Ambrosiano e dell’assassino di Marco Ambrosoli , il sinistro ruolo dello Ior attraverso il misterioso Marcinkus ed altri faccendieri di alto bordo tra i quali Michele Sindona”
se questo non basta a chiarire che forse il 60.000 non era poi una fantasia anticlericale, il resto è disponibile a questo link sulle finanze vaticane.
http://www.italialaica.it/cgi-bin/news/view.pl?id=006421
ma ripeto ancora che non era tanto una questione quantitativa ma di diritto e di principio e per chiarire quale sia la vera origine del dissenso vaticano sui DICO, altroché la famiglia, ovvero la loro .. famiglia!
Vero Leo, anche chi non destina l’8 x mille alla Chiesa cattolica di vede assegnare senza volerlo la quota al Vaticano, a meno che espressamente non li destini ad altro soggetto.
Non solo, ma cè un privilegio intollerabile del Vaticano rispetto ad altri culti, anche cristiani (valdesi, luterani, ecc.).
I proventi dell’8 per mille vengono SUBITO girati dallo Stato italiano al Vaticano (con la scusa che l’8 per mille sostituiva la “congrua”, cioè lo stipendio che lo Stato pagava ai sacerdoti col vecchio concordato. Siccome col nuovo concordato del 1985 il Vaticano temeva che i sacerdoti restassero senza stipendio, hanno ottenuto di avere subito gli introiti dell’8 per mille), mentre gli altri culti – che pure hanno molto meno risorse finanziarie – aspettano almeno 1 anno!
anche X leo,
“Per restare sul metodo Pasquino ….ma non tanto….
La questione reversibilità-pensione andrebbe rivista rendendo usufruttuari parenti e amici (tanto sono soldi tuoi),
oppure, (come già si fa )
una persona 90enne per non lasciare la sua pensione allo Stato e/o per fare beneficenza si sposa una diciottenne donandele di fatto un ottimo vitalizio.(virtualmente, in totale, sono circa 100 anni di pensione)…………..”
Correggetemi se sbaglio.
Nessuno commenta?
“… virtualmente, in totale, sono circa 100 anni di pensione .. Correggetemi se sbaglio”
(Aldo)
beh, non è poi così semplice!
la pensione è erogata con un meccanismo complesso che tiene conto dei contributi versati e dell’aspettativa di vita del soggetto.
avete mai sentito di una banca che ci rimette?!
stessa cosa per gli enti di previdenza, unica eccezione l’INPS che ha erogato ed eroga pensioni indebite a cani e porci, tra cui i parlamentari, fregando i lavoratori che versano veramente.
ora, poter lasciare a 70 anni d’età l’esatto importo della propria pensione di 40 anni di lavoro ad una persona di 20 anni, con un’aspettativa di vita di 80 sarebbe tanto scorretto quanto è adesso il fatto che l’INPS incamera le pensioni non fruite da gente morta a 66 anni, ossia dopo 1 anno dal pensionamento (assumendo le nuove regole europee). sarebbe però corretto riversare un ammontare ricalcolato in base al nuovo soggetto, come si fa già con il coniuge superstite (60%), oppure capitalizzare e liquidare la somma residua e chiudere il conto.
questo è il mio commento.