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Crisi dei 40 anni

di cinzia1974

Riferimento alla lettera: Penserete che questa è la classica lettera di una quarantenne con marito e figli alla ricerca della sua identità di donna annullata nella cura della famiglia. Una donna che ormai raggiunti gli obiettivi che si era prefissata, si sente svuotata e vuole ancora sentirsi desiderata o vuole solo più tempo...
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Data di pubblicazione: 17 Settembre 2012

L'autore, cinzia1974, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Me Stesso

104 commenti

  • 26
    cinzia1974 -

    @ Luna ho esperienza diretta riguardo alle adozioni e so che calvario siano. Volevo solo dire che se avessi un compagno ed entrambi volessimo dei figli ma non avessimo la possibilità di concepirli naturalmente, l’adozione sarebbe sicuramente un’opzione da valutare.
    Si ho chiesto opinioni, tu e MAU mi avete dato la vostra visione e non mi avete dato ragione eppure ho capito il messaggio che mi mandavate e l’ho apprezzato e ci sto riflettendo proprio in questi giorni. Invece nei commenti di caracolito ci ho letto una certa superbia, magari sbaglio.
    Penso, in generale, che porsi degli obiettivi sia importante senza lasciarsi sopraffare dall’obiettivo stesso, nel senso che l’obiettivo alla fine è il nostro e dietro ci siamo pur sempre noi e quindi il nostro bene, la nostra serenità etc. E’ che ora, per quanto mi riguarda, non vedo chiaramente l’orizzonte. Volevo costruire una famiglia con il mio compagno e m’è andata male, credevo d’avere una mia profesionalità e ora non lo so più, non è facile ricominciare con il sorriso, porsi dei nuovi traguardi, avere anche il coraggio di cambiare strada. Per esempio perchè non andare all’estero? Qui non ho legami che mi possano impedire di fare una scelta del genere, lavorativamente parlando potrebbe essere un bene, fare nuove esperienze. Ci vuole coraggio. Non so ci sto riflettendo.

  • 27
    Zoe -

    Sono d’accordo con tutto quello che scrive caracolito…..
    La sua mi sembra una visione intelligente e matura della realtà. Con questo non voglio dire che cinzia non lo sia …. probabilmente ancora non è così abbastanza lucida, visto tutto quello che le è capitato insieme, da essere riuscita con serenità a trovare una via d’uscita….Quello che secondo me vuole dire caracolito è che nella vita non esistono limiti….ma siamo noi a fissarli e ad autolimitarci.
    Cara Cinzia per caso ti hanno diagnosticato una MILD “MALATTIA INGUARIBILE LUNGA E DOLOROSA”?? NOOOOOOOOOO
    Allora mia cara trova la forza di ricominciare, escogita il modo di uscire da questo tunnel, fissando dei piccoli obiettivi (tipo la tua casetta)…. Ti scrive una 38enne oggi single, con grossi problemi sul lavoro che ancora vive con i suoi(ritornata alla base a causa di una situazione lavorativa instabile) ma tanto tanto fortunata perchè nessun medico mi ha detto di avere una MILD!!!!!!
    Anche io attraverso momenti tristi a volte come oggi… ma questi momenti cerco di farli durare poco. A dire il vero neanche io ho una soluzione e anche io ho tanti desideri (nn molto diversi dai tuoi) ma se leggo di persone (come caracolito) che ce l’hanno fatta … penso: ” ce la farò anche io!!! ”
    Pensa in grande e vivi intensamente…
    (E’ una frase che ho sentito da qualche parte che mi piace tanto….)

  • 28
    LUNA -

    cinzia, a volte bisogna anche cercarli dei piccoli obiettivi, che magari poi si rivelano comunque ciò che ha rimesso in moto le energie, le risorse e hanno distolto, costruttivamente, dai pensieri molesti o ‘inutili’ o da mettere in stand by. Io, esempio, anni fa mi son messa a studiare da privatista una cosa che mi piaceva e che comunque sapevo e sentivo costruttiva, e che anni dopo, recentemente, si è rivelata utile, se non nell’immediato. Devo dire che ho sempre ragionato così. Poi, ammetto, c’è stato invece un periodo molto duro. Oltre a un colpo duro nei sentimenti, pochi soldi etc ho perso una persona amatissima, un’altra persona amatissima era gravemente ammalata, avevo io stessa problemi di salute e c’era l’ipotesi che avessi qualcosa di serio. E avevo talmente tanti problemi, talmente era già dura tenermi in equilibrio e talmente quel problema di salute avrebbe comunque rivoluzionato la mia identità e temevo di non reggere un responso e il fatto di non avere le energie per affrontare anche quello che mi dissi ‘ora non posso permettermelo’. Non era l”ipotesi di una malattia mortale, ma con una possibiltà invalidante sul lungo termine sì. Passai in un secondo, all’ipotesi, al percepirmi fisicamente di cristallo. Anche perché per ‘spronarmi’ a fare gli esami il medico mi spaventò

  • 29
    LUNA -

    può sembrare assolutamente incosciente che non andai immediatamente a fare quelle prove. In parte lo fu certamente. Ma in realtà ragionai in maniera lucida: sei mesi non avrebbero cambiato di tanto la situazione se il problema c’era, mentre affrontare esami, rivoluzionare molte cose sapendo con certezza dei miei nuovi limiti fisici e prendere farmaci ogni giorno per sempre e adeguarmi sino in fondo a tutto ciò in quel momento era un altro everest che non ero moralmente, emotivamente, fisicamente in grado di scalare. Mi servivo quanto più sana, forte. Il punto è che già l’ipotesi cambiò qualcosa in me. Anche perché io i sintomi, e non per ipocondria, li avevo. E era pazzesco, ti assicuro, non poter formulare un pensiero come ‘potrei trasferirmi’ etc. Non voglio farla tragica, ho scoperto di non averla. E ho amici che hanno lottato e stanno lottando duramente contro problemi di salute gravi. Ma volevo dirti che quando quel medico mi disse quelle parole io percepii un concetto di limite totalmente nuovo. Lo avevo sperimentato in altro modo perdendo una persona cara e vedendo un’altra star male, e si parlava anche di me? E pensa quante cose a più livelli mi avevano già travolta per pensare di non poter andare dal medico. Ho fatto quelle prove un anno dopo. E niente o quasi era diverso. Ma “fare il tagliando” divenne un mio obiettivo. La prima cosa che feci in realtà, anche se era una spesa che non potevo permettermi, fu andare da un fisioterapista. Lunga storia, comunque volevo dire che il tuo obiettivo sei tu, cinzia. Sta a te sentire come, in che ordine. E se individui un obiettivo non è detto che il ‘mondo’ ti verrà per forza incontro, però a volte per ricentrarsi bisogna partire dal qui e ora, dal positivo nelle piccole, o apparentemente piccole cose.

  • 30
    cinzia1974 -

    Grazie LUNA nell’aver condiviso con me la tua esperienza che immagino sia stata molto dolorosa.
    Ho una sorella con degli handycap per fortuna non molto gravi che fanno si però che non sarà mai totalmente autosufficiente e con ogni probabilità non avrà mai un compagno, dei figli e un lavoro. Questi handycap sono derivati dal fatto che mia madre l’ha avuta in tarda età. Mi pesa dire queste cose ma forse ora il quadro è più chiaro.
    Se mai dovesse ricapitare da queste parti vorrei scusarmi con CARACOLITO, forse ho esagerato, e sicuro il concetto era giusto, ma il modo in cui si è espresso ha toccato il mio nervo scoperto, in un momento in cui mi sento in diritto di sfogare il mio malessere.
    A 20 anni si ha davanti un grosso ventaglio di possibilità su come decidere di dirigere la prorpia vita, a 40 inevitabilmente il ventaglio si restringe e l’amore e il lavoro diventano due aspetti molto importanti della vita. Mi sono venuti a mancare entrambi a distanza di poco tempo e questo mi ha destabilizzato, ma, e su questo dò ragione a tutti coloro che hanno qui commentato, non ho motivo di definirmi una donna finita. Se il discorso dei limiti era riferito a dei limiti mentali allora sono d’accordo sul fatto di cercare di mantenere un atteggiamento aperto e possibilista nei confronti di conoscenze, esperienze, occasioni. Non è facile ci sto provando. Quello della famiglia non è un obiettivo ma un desiderio a cui spero di non dover rinunciare.
    Si parte dalle piccole cose come dici tu, anche un corso si perchè no potrebbe essere un’idea e poi chissà da cosa nasce cosa.

  • 31
    Zoe -

    Brava Cinzia….. ricominciamo!!!
    e Luna ha descritto alla perfezione quello che volevo dire….
    Ragazze la vita è bella ma al tempo stesso molto dolorosa…..
    Non bisogna rinunciare mai ai propri desideri perchè la speranza che un giorno si realizzino ci darà la forza di andare avanti… I desideri ti animano, ti rendono vivo ….
    Mi sembri una donna forte, sono convinta ce la farai
    …….intanto in bocca al lupo!
    e a tutti ……una buona settimana

  • 32
    Caracolito_ -

    @Cinzia,non devi scusarti con me,non ero ironico quando ho scritto che probabilmente non sono riuscito a trasmetterti ciò che volevo.
    E ti sembrerà strano,proprio in questi giorni la mia vita sta avendo un improvviso cambiamento in peggio,e laddove scrivi:

    ” l’amore e il lavoro diventano due aspetti molto importanti della vita. Mi sono venuti a mancare entrambi a distanza di poco tempo”

    non posso far altro che rispecchiarmi ancora una volta,quindi ti comprendo.Gia,ancora una volta l’amore mi si rivela un’illusione,ancora una volta crolla il mondo addosso nel constatare che ad amare incondizionatamente si perde sempre…Ma sono un romantico,e sono felice di esserlo; e come tale vado avanti,senza mai perdere la fiducia,senza pensare ai 40 anni che vanno via,senza pensare che la crisi sta divorando il mio lavoro,che devo assistere ad un malato di cancro in famiglia,che a volte mi è fatica il solo respirare..
    Per la miseria,ho altri duemila obiettivi da raggiungere..

  • 33
    Zoe -

    Cazzarola Caracolito……. al peggio non c’è mai fine!!
    Mi dispiace…

  • 34
    raggio -

    caracolito ti capisco bene…come a cinzia d’altrove..sperare è una cosa umana..nn volevo interferire perche luna mi ha gia fatta fuori:)pero sono opinioni…è solo uno sfuogo che si scrive senza dovere nascondere le paure…cosi come ha detto cinzia…doveva essere preso per quello che è..andiamo avanti affrontando le situazioni..nessuno ha i risolti in palmo..e a come ho capito nn e che cinzia si e rassegnata…e ne anche te…nn possiamo farla…e il nostro dovere combattere..con tutte le avversita.L’amore poi arriva,ci sconvolge e se ne va…ma nn sara sempre cosi..bisogna solo capire chi è la persona giusta..solo con le malattie è difficile combattere..e facciamo fattica capire che il tempo per noi è limitato..ti mando un virtuale abbraccio..guarda avanti…ce ne ancora strada da percorrere

  • 35
    LUNA -

    raggio, in che senso ti ho fatto fuori? 😮 certo che si può sfogarsi e ammettere le proprie paure. Ascoltarsi è anche questo. Io ne ho alquante, alcune concrete e contingenti. Il problema nasce però quando sono le stesse, nostre paure a diventare una sorta di abito che indossiamo ogni giorno, pieno di catene. Quando diventano al punto un modo di guardarci intorno che inconsciamente cerchiamo conferme delle nostre paure. Quando siamo noi a schiacciarci del peso di un’età, qualsiasi essa sia. E diventiamo degli ipocondriaci esistenziali oltre ai problemi reali e concreti. – caracolito, mi dispiace per il periodo duro.

  • 36
    raggio -

    luna:)nn l’avevo detto nel senso magligno..leggo tutto cio che scrivi perche sei coerente e forte come carattere..e vero che le nostre paure nn devonno diventare un tormento giornaliere..mandarci in una sorte di apatia…pero e vero anche che nn li possiamo allontanare definitivamente…dobbiamo trovare l’equilibrio giusto…in tutte le cose..e a volte sfogarci con la gente che passa le tue stesse situazioni aiuta…l’importante è nn solo sperare ma reagire..un abbraccio a tutti..cinzia,caracolito ogni discesa ha la sua salita

  • 37
    cinzia1974 -

    grazie raggio per l’incoraggiamento.
    luna parli del peso dell’età, ma io guardando certe mie coetanee single che vivono i loro 40 anni come adolescenti non mi ci sento. Non dico che o madre/moglie o eterna adolescente, c’è di sciuro una sana via di mezzo, la tua probabilmnete o quella di zoe, che anche io sto provando a trovare.
    caracolito mi spiace per la situazione dolorosa che stai vivendo.

  • 38
    LUNA -

    RAGGIO, non vi avevo letto nulla di maligno, semmai mi ero posta lo scrupolo di non averti mancato io di rispetto, involontariamente, in qualche modo.
    Sono contenta se non è così 🙂
    Verissimo ciò che dici @non solo sperare, ma reagire.
    Sfogarsi è importante, purché non diventi un loop che ci implode.
    A volte ci identifichiamo con le nostre paure al punto da farne un limite anche quando sono astratte, sono delle idee, che ci appartengono in quanto idee, ma di per sè non sono limiti effettivi. So che faccio difficoltà a spiegare questo punto.
    Le nostre paure possono avere vari significati, a volte anche autopunitivo, a volte di preservazione, altre volte derivano da traumi, sono ansie reattive.
    Altre volte derivano da schemi mentali, dal timore del giudizio degli altri, interiorizzato.
    A volte sono una parte di noi che ci vuole ancorare quando, se ci ascoltassimo realmente, sentiremmo più forte il desiderio di rompere certe catene.
    Il problema non sta nel negare le paure, ma a volte in entrarci per capire cosa ci stanno dicendo.
    L’equilibrio non è diventare invincibili, perfetti.
    Ci sono persone che, proprio perché erano timide, hanno scelto di affrontare la timidezza magari facendo gli attori (e non è un luogo comune), altre persone, timide, che violenterebbero la loro timidezza, sul serio, e se stesse, se si mettessero in mostra.
    Non c’è una ricetta precostituita, ma se ci ascoltiamo veramente a volte troviamo la nostra strada per superare una paura o per venire a patti con una paura o per conviverci, ma senza considerarla un limite.
    Non è che tutti coloro che hanno paura dei gatti devono prendersi in casa una tigre, per dimostrare cosa? A chi? Ma ci sono persone che hanno paura dei cani finché non ne conosco sul serio uno, non guardandolo solo attraverso le proprie paure.

    CINZIA: capisco ciò che intendi dire. Però penso che non sia neanche questione di stereotipi o di via di mezzo, ma di ascoltare e vivere se stessi. A volte, quando si è in crisi, quando accade una rivoluzione, si perde quel tipo di contatto. Allora ci si guarda intorno e si dice: io non sono questo, nè quest’altro, io non posso riconoscermi in ciò e neanche in ciò. Io non sono la madre tipo, ma neanche la separata tipo (faccio un esempio). Ma la madre tipo o la separata tipo esiste sul serio?
    Non ne sono convinta. O ci saltano agli occhi certe situazioni e certe caratteristiche o certe aggregazioni?
    Tempo fa c’era un gruppo di mie coetanee che uscivano ogni sera, avevano bisogno di gente intorno, di rumore. Non giudico ciò. Ciascuna, comunque, aveva una storia in parte forse anche simile, ma anche molto diversa. Una aveva da poco subito un lutto oltre ad aver finito una storia importante, l’altra era stata lasciata dal marito dopo un percorso insieme di 17 anni, per un’altra, e con due figli piccoli. L’una era incazzata con gli uomini, l’altra non era incazzata neppure con il marito (almeno in parte e/o in teoria, cmq diceva che il rancore corrode chi lo prova).

  • 39
    LUNA -

    Per entrambe, credo, il mettersi in ghingheri era soprattutto anche un non lasciarsi andare. Aspetto condivisibile. Non sono mai uscita con loro perché non mi era affine il loro modo “ipersociale” di reagire ad un momento di crisi, i nostri momenti non erano da quel punto di vista compatibili. Ciò non significa di per sè che considerassi peggiore il loro modo, migliore il mio. Tuttavia una sera mi è capitato, in altro contesto, di ritrovarmi a parlare con entrambe. Con la prima avevo molto meno in comune in generale e anche perché era molto aggressiva, al di là del look o di dove andasse, era arrabbiata e quindi era molto sopra le righe, anche nel parlare di locali, locali, locali. In realtà era molto poco socievole per quanto, in teoria, fosse in una fase ipersociale. In realtà con il suo modo di fare allontanava le persone, per quanto in teorie le stesse cercando (ma ci sono molti modi per proteggersi, e quello forse era il suo). L’altra non era certamente una madre snaturata, ma uscire (alcune sere, anche in cui si dava il cambio con il marito) era una sua ancora di salvezza perché dopo 17 anni le era cascato il mondo in testa. Lustrini o locali a parte, quando le parlavi non ragionava affatto da adolescente.
    Il suo tono era molto pacato. Aveva così bisogno di socialità, lei sì, e in maniera diversa temeva il rifiuto che, poiché non ho risposto ad un suo messaggio in fb perché non l’ho visto, mi ha cancellato dai suoi contatti. Chissà quale sua paura aveva incarnato il mio apparente “rifiuto”, la mia casuale non considerazione, con la quale non pensavo certamente che lei non avesse valore nè giudicavo il fatto che lei, in quel momento, avesse bisogno di reagire in un certo modo che non era affine al mio.
    Tu hai iniziato la tua lettera parlando di una tipica 40enne madre/mogle che avendo famiglia può avere un certo tipo di problemi, che non sono i tuoi. Parli di 40enni che vivono l’età da adolescente, e non è il tuo modo. Capisco cosa intendi dire, però non è solo una questione di via di mezzo, ma anche di rendersi conto che questi sono anche stereotipi se tu ascoltassi e guardassi le persone, e te stessa, al di là. E’ chiaro che quando ci si parla si trovano punti di incontro: anch’io, anche tu? però questi punti di contatto non credo siano necessariamente divisi tra categorie distinte,. Certo, la questione della maternità sembra un notevole “discriminante”,nel senso che vorresti dei figli e non li hai, eppure quando ascolto certe madri o altre con alcune, per esperienze di vita, o carattere, o fase della vita, trovo molti punti in comune, pur non essendo madre, con alcune nessuno o pochissimi. Idem con chiunque.
    Mi rendo conto che forse non riesco a spiegare bene il concetto, ma posso dirti che per me è stato molto liberatorio smetterla di sentirmi disorientata anche dal chiedermi/dirmi a chi NON somigliavo. Inclusa un’altra me Sapevo di non essere la “separata tipo”, forse anche perché non esiste. Il punto semmai era il mio contatto conME

  • 40
    cinzia1974 -

    Si Luna capisco quello che dici è sano. Trovare un equilibrio che sia il proprio, considerando appunto che poi si possono avere delle affinità con persone che stanno facendo un percorso di vita diverso dal nostro. Ma non ragionare per stereotipi, anche se spesso mi viene naturale fare delle associazioni. Mi dà sicurezza a volte aver individuato dei comportamenti delle situazioni che si ripetono con regolarità. Ad esempio: due mie amiche che non si conosco quasi coetanee, sposate con figli, un lavoro più o meno sicuro, donne molto determinate. Persone molto pratiche e concrete, di quelle tipo laurea entro tot, matrimonio entro tot, figli entro tot. In realtà sono diverse per carattere, per esperienze passate, e non potrebbero essere più diverse per il tipo di marito che hanno scelto, ma io inevitabilmente le associo e le “catalogo” nella medesima tipologia. Poi posso dire di avere dei punti in comune con entrambe, ma mi sento distante da loro e non solo perchè conduciamo delle vite diverse.
    Tornando a bomba io questo equilibrio, questa serenità interiore non riesco ancora a trovarla. Quello stare bene di cui tanto si parla. A volte anche i famosi obiettivi che uno si dà mi sembrano quasi dei riempitivi di vuoti.

  • 41
    Zoe -

    Cara Cinzia…. equilibrio è sinonimo di fiducia in se stessi…. e trovarlo è più difficile di quanto si crede… Ci sono momenti in cui pensi di averlo raggiunto… altri in cui sembra crollare tutto di botto… e ti ritrovi al punto di partenza.. Non penso però sia una questione di età…. ma di personalità e carattere…
    Per molti versi siamo simili ….a parte avere la stessa età. In tutti questi anni ho sempre cercato attraverso l’esperienza, gli errori…. di superare la mia insicurezza ..ma poi mi ritrovo puntualmente in situazioni in cui perdo il controllo…e mi arrabbio con me stessa perchè riaffiora sempre quella maledetta paura di essere abbandonata o di dover prendere la decisione di abbandonare.
    Questa maledetta paura che mi ha fatto commettere tanti errori e nn mi ha consentito di gestire con serenità le mie storie.
    Se sono a questo punto non è dipeso dagli altri ma unicamente da me stessa.
    Cara Cinzia non so se riuscirò a venirne fuori, di certo ce la sto mettendo tutta e oggi non mi voglio abbattere …. spero solo di riuscire a trovare la mia strada…..(…prima della pensione!! ;D)

  • 42
    cinzia1974 -

    Ad averla la pensione:)!
    Cara zoe ti do di nuovo ragione sul fatto che si tratta di carattere e non di età. Però quando mi guardo allo specchio e vedo qualche ruga, qualche capello bianco… e poi consulto i concorsi e leggo max 35, max 32 anni d’età… e poi penso alla questione figli… bè non posso dire che l’età non abbia un peso. Conosco donne di 40 anni che ribalterebbero il mondo e molte di venti per cui è fatica il solo respirare. Conosco donne sole di ogni età, che, almeno all’apparenza, hanno raggiunto equilibrio e serenità, eppure non ce n’è stata una che m’ha detto che non vorrebbe un compagno di vita e che non ha ancora smesso di cercare e sperare (e parlo anche di donne di 70 anni). E tutte hanno chiuso con la solita frase a me rivolta in modi più o meno intelligenti “sbrigati che il tempo passa”. Ora Luna giustamente dice di non vederci con gli occhi degli altri o lasciarsi condizionare. La Caselli cantava “cos’è la vita senza l’amore?” Ok amore inteso in senso lato, di una passione che ti riempie la vita e già non sarebbe poco averne una qualunque essa sia. Però in tutta onestà se vedessi una persona a cui voglio bene, serena e appagata ma sola senza un amore inteso nel senso di compagno/a, sarei contenta per lei per alcuni versi, ma comunque spererei tanto che potesse trovare una persona da amare e che la ami.

  • 43
    Caracolito_ -

    @Cinzia,non conosco il tuo passato ma per me sei una donna molto saggia e romantica.E’ un peccato che le persone come te debbano faticare a trovare la meritata stabilità sentimentale; ti prego solo di non chiuderti e non arrenderti,ogni età ha il suo riscatto credimi.
    “sbrigati che il tempo passa” è una frase che i vecchi ripetono spesso alle proprie nipoti/figlie… c’è un fondo di verità nelle loro affermazioni,magari intese come : “da ragazza hai sempre fatto la schizzinosa,magari respingendo brave persone ma esteticamente non eccelse,e adesso che stai invecchiando cerca di essere meno critica.In fondo quello che conta in una persona,è ciò che ha dentro,non la forma del suo naso o dei suoi muscoli,piuttosto che la statura da atleta”.
    Non sto dicendo che tu ti debba accontentare,nè voglio insinuare che tu sia stata una civetta.Ho visto dalla tua lettera che sei stata lasciata e che avresti voluto creare qualcosa di bello e stabile,ed eri con la persona sbagliata…ecco,questo mi ha impressionato della tua storia,a parte il resto: una donna seria,motivata,come ce ne sono rimaste ormai poche in questa società allo sfascio,non meritava quello che hai subìto.
    Eppure sono sicurissimo,direi certo,che se non demorderai sarai ripagata… vedrai,tornerai su questa stessa lettera a darcene conferma.
    Auguri 🙂 .

  • 44
    Zoe -

    Oh Cinzia
    basta con tutti questi pensieri negativi altrimenti ci fai l’abitudine !!!!Sai quante volte i miei nonni mi dicono frasi del tipo ” sbrigati che il tempo passa”…detto tra me e te… hihihhihihi hanno paura che rimanga zitella!!
    E vabbè loro, per ovvi motivi, hanno questa idea. Vorrebbero partecipare al mio matrimonio…. pensano sia necessario sistemarsi…..soprattutto ad una certa età!!! Ad ognuno però…. la sua vita ed i propri pensieri.
    Quindi Cinzia preoccupiamoci di meno di ciò che pensano gli altri e piano piano andiamo avanti perchè penso che entrambi abbiamo tutte le carte in regola per essere felici…. ;D

  • 45
    cinzia1974 -

    @Caracolito grazie per il sostegno. Sull’argomento uomini la faccio breve, l’unica cosa che fondamentalmente guardo e su cui non prescindo è la testa. Se l’uomo ha una bella testa (testa nel senso di quello che ci sta dentro:)) poi scatta tutto, almeno per me è così. Per cui per farmi piacere un uomo devo avere occasione di conoscerlo e tutti quelli che conosco come già detto sono impegnati. Non è che lo dico per piangermi addosso è così. Poi se voi mi dite “cerca allora di conoscere uomini liberi!”… ok è un altro discorso.
    Sulla mia vecchia storia lasciamo stare, si dice che il tempo guarisce ogni ferita…
    Ricambio gli auguri e spero che anche per te le cose possano andare meglio.
    @Zoe, no no niente pensieri negativi, teniamo alta la guardia! 😉 Periodo difficile quello si! Non mi preoccupo tanto di quello che pensano gli altri ma… e se avessero ragione?! Se ci fosse un punto di non ritorno, se stessi sprecando il tempo, se dovessi avere dei rimpianti, se non stessi facendo abbastanza, se poi fosse troppo tardi, se un giorno me ne dovessi pentire? Non so se rendo l’idea…

  • 46
    Zoe -

    Cara Cinzia
    io ti capisco…. ma pentirti di cosa? se fosse troppo tardi?
    Tutte queste cose non le puoi programmare, nè avere l’ansia e la paura di realizzarle…. è importante che esista il desiderio… ma non l’ossessione… Mio Dio!! ….e se non avrò mai un figlio , e se non troverò un compagno…… é possibile! …. ma f.se é possibile anche il contrario … Non ci sono certezze… nn ne abbiamo …. ma, ti ripeto con serenità, dobbiamo innanzitutto orientarci v.so ciò che ci fa stare bene e di certo non avvicinarci a uomini sposati o impegnati… quello ti allontanerebbe ancora di più…. La vita è così bella imprevedibile e dolorosa , molto dolorosa….
    Basta con i dubbi, i pensieri negativi… rivaluta tutto ciò che c’è di buono nella tua esistenza e vedrai che l’umore cambierà in positivo. Cerca di affrontare le difficoltà con uno splendido sorriso e vedrai che le persono che hai vicino saranno contaggiate dalla tua positività…. E’ solo questo che ci manca niente altro.
    L’età è un limite mentale

  • 47
    cinzia1974 -

    Ok Zoe ci sto provando, nel senso che non mi arrendo cerco, parlo, esco, chiedo… sorrido. In questo momento mi sento un pò vulnerabile, psicologicamente fragile e se capita qualcosa di spiacevole, per quanto piccolo e insignificante possa essere l’episodio, mi sento scendere un pò più giù anche se magari solo di qualche millimetro… però. Per il resto sto cercando di vedere come dici tu i lati positivi e farmi forte di questi e costruire su di essi le mie certezze e sicurezze. Ho degli obiettivi in cui cerco di mettere più entusiasmo e buona volontà di quanta non me ne venga, per ora, in modo naturale. Cerco di godere delle piccole cose, che ne so la lettura di un bel libro, un buon piatto ben cucinato… Per il resto provo a mantenre il controllo della mia esistenza, anche se dare una direzione non è facile un pò per la situazione contigente che tutti stiamo viendo e subendo, un pò proprio per la confusione che ho in testa.
    Speriamo di avere presto tutti delle novità positive!

  • 48
    Zoe -

    Cinzia hai detto bene : “mantenere il controllo della mia esistenza”
    penso sia questa la chiave ….
    per fare questo è necessario avere una vita propria, una vita piena di interessi… e come stai facendo… riuscire ad assaporare le piccole cose, i momenti semplici…. ieri per esempio me sò magnata uno spaghetto alle vongole spettacolare e di fronte avevo….. il mare !!
    Te pare poco!!?? hihihihihi
    Ci siamo capite vero?
    Beh l’appuntamento è per le novità positive allora…

  • 49
    LUNA -

    Ciao 🙂

    Cinzia, scusa se dirò delle banalità, però:
    capisco cosa intendi quando dici controllo della propria esistenza (e anche i quesiti che ti poni), credo, però continuo ad avere l’impressione (magari straerrata, e non è un giudizio…) che forse sia proprio l’eccesso di controllo sulla tua vita, seppure in forma di pensiero, a stressarti e costarti tante energie.
    Mi riferisco per esempio al pensiero: e se stessi davvero sprecando il mio tempo verso un punto di non ritorno?
    Credo che il vero spreco, anche se è corretto farci delle domande, cercare e trovare le nostre risposte, ascoltarci e sentire le nostre priorità, sia fare pensieri di questo tipo, ma nel senso che cosa potresti fare di diverso se non vivere?
    Non è che puoi fabbricarti un amore, un padre per i tuoi figli con il das.
    Ciò non lo dico nel senso negativo, ma in senso positivo.
    E’ ovvio che il pensiero “vorrei l’amore” ci sta, ma “sto sprecando il mio tempo” non vuol dire niente.
    Non lo stai sprecando, stai vivendo il tuo tempo, per quello che è in questo momento. Oggi. Certo, se tu restassi chiusa in casa aspettando che l’amore arrivi bussando alla porta e a piangerti addosso, in un certo qual modo, forse, staresti sprecando il tuo tempo (ma perché non vivresti, o vivresti in totale chiusura pur parlando di apertura… fermo restando che anche in quel caso staresti usando il tuo tempo come in quel momento ti viene), ma non mi pare che tu stia facendo così.
    Io, invece, vedi, credo che ci siano persone che veramente, per loro ragioni, possono benissimo vivere una fase della loro vita in cui stanno bene da sole. Magari tu pensi che a loro farebbe bene, meglio avere accanto un amore, e invece loro stanno davvero meglio come stanno. Perché quello è il loro tempo che stanno vivendo, e lo sentono così.

    Per quanto riguarda i limiti d’età nelle inserzioni di lavoro trovo anch’io che siano assolutamente “anacronistici”. In un mondo/sistema in cui le persone cercano lavoro a qualsiasi età, purtroppo, poiché la gente può trovarsi senza lavoro in un’età in cui una volta in teoria si era sistemati, questi limiti d’età non dovrebbero esistere. A meno che non abbiano veramente senso. Ma non hanno del tutto senso nel momento in cui una signora in pensione, over 60, mi raccontava l’altro giorno che va tre volte alla settimana a fare le pulizie con una ditta perché la pensione non le basta.
    Lei prende la cosa con grande solarità, però resta il fatto che siamo in un Paese in cui da giovane sei vecchio per gli annunci e a over 60 puoi spaccarti la schiena, in nero o in bianco che sia, perché con la pensione non ce la fai.
    I limiti d’età poi non sono per la tua età, ma sono, per quel che ne so, per le agevolazioni che i datori di lavoro hanno entro una certa fascia d’età. Cosa che non ha senso tanto più, appunto, se sei in un paese in cui comunque devi ragionare con l’elasticità mentale di un ragazzo anche all’età della pensione.
    Inoltre (ma sarebbe un lungo discorso sul sistema)

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    LUNA -

    i più giovani hanno diritto di poter avere un lavoro per andarsene di casa, essere indipendenti, ma quei limiti d’età a cui fai riferimento sono tanto più assurdi visto che alla tua e mia età le persone molto spesso devono comunque pagare un affitto, un mutuo, o tengono famiglia.
    In realtà viviamo in un momento storico in cui non esiste una fascia veramente “al sicuro”, a meno che i genitori e i nonni della nostra generazione non abbiano una loro stabilità. Accade però che in una famiglia, tra le varie generazioni, non si capisce chi dovrebbe poter sostenere chi, mentre (non so se la cosa sia andata in porto) un esempio pratico mi sembra la storia dell’imu seconda casa sulla casa dell’anziano in casa di riposo. Quando un anziano va in casa di riposo (oltre a tutti gli aspetti fortissimamente emotivi del caso) i costi per la famiglia sono altissimi, anche se la pensione dell’anziano copre in parte o totalmente la retta (cosa difficile, per ciò che ne so), e quindi perché non vessare questo nucleo famigliare anche con l’imu seconda casa?
    Ciò non lo dico per deprimerti maggiormente, ma per dirti che hai l’età che hai e l’età che vivi e alcune cose riguardano te (cioè il fatto che in questo momento non hai una relazione, però forse un giorno guarderai la fine della tua relazione in modo diverso, chissà, cioè ti accorgerai che è stato meglio così, Ovviamente questo non lo so, ma se lui ha tirato il cu… indietro comunque non era sulla tua stessa lunghezza d’onda direi), ma ogni generazione oggi, temo, ha di cosa preoccuparsi, incazz… e lamentarsi.
    Non sto parlando di mal comune mezzo gaudio, ma del fatto che se ti ci metti pure tu a darti addosso per l’età sei a posto, anche perché in te (è anche naturale visto il momento tuo) si intersecano considerazioni a più livello e percezioni a più livelli, per cui metti insieme la ruga e un capello bianco (enfatizzando la cosa per il tuo stato d’animo) con la domanda di lavoro e la mancanza di un partner. Ma sono in realtà cose diverse.
    La cosa che proprio non ti devi dire è che sei sbagliata tu, che non sei riuscita e tu a costruire una serie di cose.
    Hai fatto un percorso, giorno dopo giorno, e oggi vivi il presente.
    Guarda che io capisco la sensazione che dà la crisi personale all’interno di una crisi generale, te l’ho già detto.
    Molte cose sono cambiate nella mia vita rispetto ad anni fa, come ti ho già detto avevo la relazione consolidata già giovanissima, ragionavo secondo l’amore e per due, anche nelle mie scelte personali (non fosse altro perché era la mia vita, e nella mia vita c’era lui e c’eravamo noi due). Poi invece è successo un grande casino, una rivoluzione. Non sono certo l’unica che ha dovuto fare i conti con un cambiamento, anche molto radicale. A suon di “botte” mi sono resa conto che vivere il presente, giocoforza, è molto più costruttivo che vivere di “se”. Sopratutto quando il presente richiede una tua grande attenzione, energia, per vivere ciò che è al meglio possibile. Baci

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