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Per chi ha voglia di leggere cose inutili di una persona qualsiasi

di Haillemax

Morte. Rinascita. Contemplazione. Tristezza. Non c’è assolutamente altro nella mia vita. Non capisco, non riesco a comprendere i meccanismi per cui fino ad una settimana fa mi sentivo così lieto, mentre prendevo in giro Elena, mentre venivo abbracciato da Sarah, ed ora sono così certo di essere inutile, solo un peso, un fardello che i pochi gruppi a cui appartengo devono inevitabilmente portarsi dietro. Vorrei scrivere storie, canzoni, suonare la chitarra, cantare, sorridere, provarci con delle ragazze, e invece resto qui nell’inutilità e nell’apatia della mia squallida esistenza. Curioso: più desideri si hanno, meno se ne realizzano. Se vivessi alla giornata come un adolescente esaltato qualsiasi forse sarei felice, crescerei spensierato in questo insulso paesino e mi troverei un’anima gemella (più o meno gemella), andrei alle partite di mio figlio insieme a quelli dei miei coetanei, come i loro padri hanno fatto con loro, parteciperei alle cene e morirei felice. E invece, che voglio fare? Essere diverso, schivare quelle insulse vite così orribilmente prevedibili per accoglierne una piena di tristezza, di malinconia e di angoscia, di desideri irrealizzabili, di amori impossibili, di contemplazioni assurde, di congetture, di lacrime, di parole pronunciate involontariamente, di sangue, di pensieri cattivi ma incredibilmente affascinanti, di vento sulla pelle, di odore di campi di cereali, di solitudine, di cuori in gola, di occhi profondi di creature immense ed innocenti ma colpevoli dei miei più alti peccati, di dolore, di morte. Forse è solo questo, la vita: morte, rinascita, contemplazione, tristezza; niente di più, niente di meno. Cos’altro servirebbe, del resto? La felicità è solo una scusa per far sì che continuiamo a vivere le nostre sofferenze nella speranza di arrivare ad essa. Mi sono rotto il c.... di questa merda.
Sto perdendo lentamente la voglia di fare tutto ciò che prima mi stupivo di voler fare. Ho cominciato con lo smettere di scrivere poesie – e forse questa è stata anche una scelta saggia – poi ho perso la creatività di scribacchiare canzoncine che non canterò né suonerò mai; ho smesso da un po’ di tempo di continuare le poche ed inutili storie che stavo scrivendo. Ora, che mi resta da perdere? La vita? Ho provato ad essere ottimista, a vedere l’amore anche nell’odio, a vivere secondo gli insegnamenti del Signore, ma nemmeno questo ha minimamente funzionato; anzi, so per certo che non era altro che la mia mente offuscata da una patina di speranza, l’ultimo tentativo del mio cervello di farmi apprezzare la vita e di conseguenza salvarsi da atti di autodistruzione. Ne dubitavo, fingevo di non accorgermene, ma ora lo so e finalmente ho il coraggio di ammetterlo: voglio morire. Morire. Voglio lasciarmi cadere sui binari di una ferrovia in mezzo ad una campagna appena prima del passaggio di un treno. Esserci in un momento, e sapere che di lì a qualche frazione di secondo non esisterò più; io con i miei pensieri, i miei ricordi, i miei segreti, i miei sogni, le mie speranze, il mio amore, la mia storia, tutto perso e cosparso sui binari e sui sassolini e sulla locomotiva.

Lettera pubblicata il 27 Aprile 2014. L'autore ha condiviso 8 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore .
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Categorie: - Me stesso

La lettera ha ricevuto finora 8 commenti

  1. 1
    jho -

    Haillemax,
    Cosa stai dicendo, pensando, scrivendo., cerca di tirarti insieme e riordina le idee, la vita e una sola, a volte è bella a volte è brutta, ma l’autodistruzione di un essere umano e la cosa più brutta che esista. Dal modo che scrivi mi sembri una persona intelligente e studiata, hai fatto bene a sfogarti, ma ora guarda in faccia alla realtà, da quel che ho capito hai anche un figlio, allora pensa anche a lui, non essere egoista e apprezza la vita giorno dopo giorno, assapora gli attimi che questa vita ti può dare, fare la fine di carne tritata sparsa per metri su un tratto di ferrovia, non mi sembra proprio una soluzione! Smettila di scrivere cazzate e pensa a tuo figlio e al tuo essere uomo e di conseguenza comportati da tale è non da checca! Si uomo per rispetto di chi ti conosce e affronta la vita con le palle! Ok? Ciao

  2. 2
    verdebottiglia -

    Perdonami, ma l’impulso più sincero che mi viene leggendoti, è quello di prenderti a schiaffi!
    Tesoro, il tuo problema è che ti vedi molto al di sopra degli altri. Ti senti un “diverso”, come se tale diversità sia da idolatrare, ma irrealizzabile in un mondo così piccino per te, costellato da inetti che vegetano tra insulse sciocchezze… Per te la vita degli altri è questa…
    Fossi in te, piuttosto che perdere del tempo nel provare ad essere un poeta, un compositore, un nonsocchè, cercherei di capire come mai, un talento come te, non riesce a vedere minimamente tutte le bellezze e i miracoli quotidiani da cui siamo giornalmente circondati.
    Una canzone di Renato Zero dice “Ti darei gli occhi miei per vedere ciò che non vedi…”
    Mi auguro che arrivi prima o poi qualcuno a darti davvero due bei ceffoni, e a svegliarti.
    Tanti auguri!

  3. 3
    Aton -

    Quello che accomuna situazioni del tipo di quella che stai vivendo tu, è l’introflessione speculativa. Va evitata nel modo più assoluto lavorando sul fisico. Rispondi attentamente alla mia domanda: quanto impieghi sui 10.000 m? Sei sotto i 47′? Se non lo sei, è tempo che ti infili le scarpe e ti applichi almeno a tre allenamenti settimanali. Evitare il tapis e prediligere l’aria aperta, possibilmente con uno max due compagni. Da scansare come il demonio pratiche insane tipo scrivere poesie o canzoncine, che intristiscono e nessuno leggerà mai. E per dieci giorni, alla sera, almeno mezzo litro di birra per os (solo del tipo chiaro), ma non oltre, tassativamente. La terapia va ripetuta a cicli di 10 gg fino a guarigione.

  4. 4
    Haillemax -

    Ringrazio tutti (più o meno seri che siate stati). Devo sfortunatamente correggere jho: non ho un figlio, magari ne avessi uno: potrei dire di avere una ragione per vivere.
    Detto questo, devo ammettere di essermi forse spiegato troppo in fretta o comunque male, perché tutti mi vedete come un intellettualoide che si mette sul suo piedistallo e vede tutti dall’alto, continuando a ripetersi quanto il mondo faccia schifo e perché nessuno sia come lui. Io non sono così, e mi dispiace di non essermi spiegato… Al contrario, ringrazio il cielo che nessuno sia come me, e non guardo nessuno dall’alto, piuttosto ammiro le persone per la loro capacità di vivere sereni, senza preoccupazioni. E non è vero che non riesco a vedere le cose belle che continuamente avvengono nel mondo: l’ho detto, ci ho provato ad essere ottimista, a vedere l’amore dappertutto anche nell’odio, e per qualche tempo ha funzionato; so che ci sono tantissime cose meravigliose nel mondo, mi sono sentito bene in molte occasioni. Solo che non riesco più a trovare un motivo per restare qui… E infine, mi dispiace Aton ma non funziona così, e non ti sto a spiegare nulla perché non credo capiresti. Vabbè, basta: è già tanto per me che abbiate letto la mia lettera… Grazie.

  5. 5
    rossana -

    Haillemax,
    ho rilevato dalle tue precedenti lettere che devi essere giovanissimo. prima dei 20 anni succede sovente di trascorrere anni malinconici, senza che sia possibile individuarne la ragione. forse questa tua inclinazione negativa si attenuerà in futuro.

    esistono, però, anche persone che per l’intera vita tendono alla tristezza e al considerare di scarso valore la loro esistenza. si tratta di solito di individui molto sensibili, che faticano a vedere la festa in un percorso personale che si snocciolerà nella mediocrità sociale.

    cerca di valorizzarti di più ai tuoi stessi occhi e di porti obiettivi d’interesse, sforzandoti a capire cosa ti piace fare. questo potrebbe essere un inizio; il resto dovrebbe poi venire da sè, con il tempo…

  6. 6
    Aton -

    Prego. Ma vorrei sapere il tempo sui 10.000 m.

  7. 7
    verdebottiglia -

    Mio caro, effettivamente nella tua prima e-mail hai dato questa impressione.
    Il male di vivere alla tua età è meno raro di quanto pensi, e la prima cosa che mi viene da chiederti è: ma i tuoi genitori, la tua famiglia, sono al corrente di come stai, lo hanno intuito? Sono persone attente nei tuoi riguardi?
    Detto questo, qua ricette per amare la vita non te ne potrà dare nessuno pur volendo.
    Dovresti rivolgerti ad un prete esorcista. Non sto scherzando! Questi preti non aiutano le persone “possedute” come quelle del film. Ma vanno in soccorso delle anime tentate dal male. Potresti almeno provarci ed intraprendere un percorso, unendolo ad uno di tipo psicologico. Cosa ti costa tentare?
    Meno fai per te stesso, più stai male. E’ come essere caduti nelle sabbie mobili.
    Che tu possa trovare “il braccio” giusto per uscirne fuori e godere di tutta la gioia che esiste in questo mondo!
    I migliori auguri.

  8. 8
    Haillemax -

    Che bello vedere che in questo sito le persone vengono ascoltate! Comunque sì, sono giovane, molto giovane… Vi ringrazio anche perché volete farmi capire che 1) non sono l’unico adolescente depresso del pianeta e 2) che non riceverò alcun aiuto restando qui a piagnucolare su internet. Dovrei chiedere consiglio a persone vere, farmi degli amici che mi sappiano stare vicino davvero e non perdere tempo. E non ho mai fatto i 10000 m, mi dispiace ma non so dare questa informazione…
    Oggi è successa una cosa che un po’ mi ha fatto riflettere: quando torno a casa da scuola, la corriera si ferma appena dopo le strisce pedonali che attraverso per aspettare mia madre che mi viene a prendere. Quando ero quasi a metà strada ho sentito il rumore di una macchina che arrivava da dietro la corriera molto velocemente, e ho capito che io non voglio morire… se avessi voluto, avrei continuato a camminare e sarei stato investito da un furgoncino, forse non sarei morto ma mi sarei fatto male. Invece mi sono fermato, e poi pensandoci su ho capito che la morte non è ciò che il “destino” mi riserva nell’immediato futuro. Non per mano mia, almeno.

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