Cosa c’è di sbagliato in me? (2)
di
Dodo
Riferimento alla lettera:
Ho 29 anni, vi chiedo scusa, scriverò un papiro, se magari una sera non avete molto da fare, e vi va di leggere, passate di qui... Sono sempre stato un ragazzo diverso, un ragazzo particolare, ne ho passate tante nella vita, ma ora sono arrivato ad un punto dove non...
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Data di pubblicazione: 26 Settembre 2015.
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Categorie: - Amore e relazioni di coppia - Famiglia - Me stesso

Spero di esserti stato utile,se posso fare altro chiedi qui o avvisami che ti scrivo alla mail che hai lasciato,chiudo con un piccolo consiglio,non essere timida,chiedi e fatti sentire, solo così potrai ottenere qualcosa,se non chiedi tu nessuno verrà a chiederti se hai bisogno. Ciao
Alessandro,
hai descritto come “dovrebbe” andare. Adesso con la metro va abbastanza bene, ma siamo sotto Expo… Il mio dubbio è quando saremo al 1 novembre… Per la casa mi sto già attrezzando, dato che ne ho presa una al pianterreno per me da sola. I radiobus sono solo di quartiere, ormai non esiste più quello che ti scarrozza in giro (lo so bene perché l’associazione che frequento li utilizzava e ci hanno detto che non facevano budget, eppure il biglietto lo pagavamo!). Ad esempio non sai che la carrozzina elettrica non va bene per tutti, se hai due mani perfettamente funzionanti come le mie forse è meglio usarle. In più c’è l’ingombro. Io non posso comprarmi un pulmino per girare, nè voglio sempre usare i servizi del Comune (che non sono sempre disponibili, prova a prenotarli quando ci sono i centri diurni. Il comune ha appaltato a società esterne e ha la priorità). Ho una Pandina, manca una cosa e poi potrò guidarla. Tanti mi dicono esci da sola, ma se io esco è per stare in compagnia, per stare da sola c’è la mia casa. Posso permettermi (lo dico in simpatia) di consigliarti di noleggiare una carrozzina e fingere (davanti agli altri) di essere disabile (se non lo sei) e recarti nei posti che mi hai citato? Proveresti che non è cosi semplice non solo recarsi (basta il piffero che ti parcheggia sullo scivolo) ma anche chiedere aiuto. Io e un altro amico ci siamo sentiti rifiutare la visione in 3D di un film perché la sala non è accessibile. Cinema Odeon in pieno centro a Milano… Sarò lamentosa, lo so, ma a volte parlo con cognizione di causa :)!
Ciao!
Clara
@Alessandro
Non è proprio così. Magari fosse così facile. A me Clara sembra una ragazza in gamba e che sa il fatto suo, credo che le difficoltà incontrate siano proprio reali e credo anche che a un certo punto ci si scoraggi per forza
Questo Paese è organizzato in modo vergognoso . Senza scendere nei particolari , tempo fa , sono stato in una città fuori dall’Italia in compagnia di una persona che vive a Roma , la Capitale . Mentre visitavano il posto , passeggiando per le strade , questa persona mi rivolge ingenuamente queste parole :” Quante persone ci sono in carrozzina!” ed ho intuito come il suo commento postulasse che la disabilità fosse molto diffusa in quel posto . Così le ho risposto che non era come credeva ma il punto era semplicemente che la città era dimensionata per loro e pertanto c’è ne erano molti in giro con le loro carrozzine a motore, perché essendoci le rampe su tutti i marciapiedi , nonché le rampe degli autobus perfettamente funzionanti e le altezze giuste dei marciapiedi queste persone potevano essere indipendenti. Mi ricordo che dissi :” Guarda che in Italia ce ne saranno altrettanti ma gli tocca stare in casa! Per questo qui ne stai vedendo molte , perché possono uscire!” e poi le feci notare come ci fossero rampe , corsie speciali segnate col giallo , carreggiate stradali sufficientemente larghe. Infatti queste persone non solo giravano senza difficoltà ma avevano delle borse montate sulle carrozzine dove tenevano la spesa , segno che anche i locali aperti al pubblico erano facilmente accessibili. Ed , infine , anche gli automobilisti erano ispettosi della segnaletica , fermandosi ad ogni attraversamento pedonale che è un’ altra pecca questa volta di parecchi Italiani . Perché è il pedone o chiunque utilizzi le strisce a doversi accertare che l’auto che sopraggiunge in prossimità delle strisce si fermi. Ecco , queste sono le cose principali, tra le tante , che rendono un Paese più o meno civile.
Come ho scritto prima so che ognuno ha i suoi problemi, sapevo che avrei potuto dire cose sbagliate.
io non sono disabile però conosco persone che lo sono,i posti che ho elencato li ho frequentati anche in compagnia di disabili e li frequentavanoloro anche da soli,il cinema odeon detto pure da Clara ha 4 sale non accessibili,le altre 6 si.
naturalmente non volevo mancare di rispetto a Clara ne tanto meno insegnargli qualcosa,ho solo cercato di essere utile.
uscire da sola significa anche poter conoscere persone nuove,la compagniasi può trovare anche in giro,come detto già da altri Clara è sicuramente in gamba e sa cosa fare,ho provato a dare qualche informazione sperando di essere utile.
Alessandro, non mi sono mica offesa, ci mancherebbe! Tu fai ragionamenti tutti corretti, il problema è l’applicazione. Con 2 colleghi ho rischiato di essere “stirata” sulle strisce pedonali, basta una macchina (e ne ho trovate) sul passo carraio dove manca lo scivolo per non passare più, gradini altissimi dei negozi (l’altro giorno sono andata da Poltronesofa) che rischiano di farti cappottare. A Berlino, invece non c’è nulla di tutto questo (te la cito perché ci sono stata recentemente). Speriamo più avanti… :)!
Clara
Vorrei ritornare all’autore della lettera, ho letto tutto, stanotte non ho sonno, faccio degli orari strani. Il problema di Clara è stato sviscerato da altri più informati di me nel merito.
Caro Dodo, potrei essere tuo nonno, ho 67 anni. Se permetti, devo per forza essere un po’ lungo, tu hai scritto un libro, l’ho letto tutto con attenzione. Voglio aiutarti a riflettere raccontandoti qualcosa della mia vita. All’età di 7 anni per uno stupido esibizionismo, sono caduto da una finestra a 6 metri da terra. Mi svegliai, per modo di dire, in un assurdo stanzone pieno di letti. Era un ospedale, l’ho saputo nei giorni seguenti, non ne avevo mai visto uno. Avevo battuto con la testa sul duro marmo. Niente altro. Avevo tre borse di ghiaccio che mi fasciavano la testa, erano tempi bui, l’anno era 1l 1955, l’Italia era ancora tutta da ricostruire dopo la guerra, dovetti aspettare una settimana per fare una radiografia. dopo una ventina di giorni mi mandarono a casa, non c’era nessuna cura, solo le borse di ghiaccio intorno alla testa. Per non farla lunga, tornai a scuola dopo 5 mesi, ero diventato un altro. La mia esuberanza si trasformò in un atteggiamento timoroso, mi sentivo debole nel corpo e nella mente. Non riuscivo a seguire le cose strane di cui parlava il maestro. Le divisioni a due cifre. Diventarono il mio assillo, prima ero uno scolaro modello, fra i più bravi, ma ora ero diventato l’ultimo della classe. Insomma saltai l’anno scolastico. Nel frattempo ero perfettamente guarito, fortunatamente la caduta non aveva provocato niente di serio. Ripetere l’ anno perduto, mi metteva in forte disagio, stavo con i ragazzi più piccoli di me, a quell’età un anno conta molto. Mi sentivo penalizzato, i miei amici erano tutti, tranne due bocciati, nella classe superiore. Decisi di recuperare l’anno perso e arrivai a completare la V elementare con i miei coetanei. Questo per la scuola, ma dentro di me sentivo che avevo perso un anno di vita. Non voglio…
Improvvisamente è andata via la pagina del commento, e non funziona il recupero di quello che avevo scritto.
Andiamo avanti. Quello che mi preme farti sapere è che io per recuperare un anno
ho dovuto penare per tre anni. Tu che hai attraversato un periodo molto più lungo per curarti, (ricordi la faccenda della divisione a due cifre?), non hai vissuto pienamente tutto quel periodo
quindi anche se per l’anagrafe hai 29 anni, in realtà ne hai diversi in meno.
Se prendi coscienza di quello che sto cercando di dirti, il tuo problema è quello di non aver fatto le cose nei tempi dovuti, e questo ha influito fortemente nella tua crescita. C’è un vuoto da colmare, parli spesso che pensavi di realizzare quello che desiderai da bambino. Ne parli così tanto, che leggendoti mi hai ricordato l’anno che mi è stato rubato.
Purtroppo è così, niente ti farà cambiare se non sarai tu a recuperare. Come? Per prima cosa cerca di realizzarti nel lavoro, non perdere tempo, quando avrai un lavoro che ti soddisferà, anche dal lato economico,
prenderai coscienza del tuo reale valore, L’amore? Si arriverà anche quello, io l’ho trovato a 30 anni, e non stavo con le mani in mano, ho lasciato una ragazza perché era troppo bella, non faceva per me, sono di indole semplice e umile, sono stato baciato dalla fortuna e quando ho conosciuto Lei, non ho avuto alcun dubbio, eravamo fatti l’uno per l’altro.Un’ ultimo consiglio, cerca una ragazza con qualche anno in meno di te, al giorno d’oggi si consuma tutto troppo in fretta, ma l’Amore, l’Amore vero esiste ancora per fortuna. Un abbraccio. Mario
Dodo,
inizio con il più sincero augurio che tu possa trovare la via della serenità quanto prima. Di solito lo si scrive alla fine, insieme ai saluti, ma passano per convenevoli. Mi dispiace molto, immagino quanto tu abbia sofferto, spero sinceramente in un tuo riscatto da una sorte così dura.
Detto questo, sarebbe bene che tu prendessi piena coscienza di essere troppo buono per quello che è oggi lo standard di gente che puoi incontrare. Ti prego di non leggerla come una critica, adoro le persone buone! Purtroppo, però, da buoni si fa presto a passare per fessi. E soli. L’ho vissuto personalmente, lo hanno vissuto le poche persone a cui tengo.
La sensibilità, nel suo ventaglio di sfumature, è rilegata all’immaginario della debolezza. Siamo cresciuti con un’immagine della famiglia, della parentela, dell’amicizia, degli affetti ideale purtroppo svanita nel vento del “progresso”. Ci hanno inculcato determinati valori, alcuni a mio sentire stupendi, altri ipocriti. Ma comunque il punto è che la realtà è dannatamente diversa. E’ che “è diventato un ideale pensare e vivere senza emozioni”.
Naturalmente mi riferisco alla normalità, che rappresenta ciò che con più alta probabilità tu possa incontrare, le eccezioni esistono. Un esempio può essere la storia di Angela.
Innegabile è la massiccia influenza che la società esercita sulla vita dei singoli individui. E quella del destino, a cui mi ostino a credere. Poi, però, ci sono anche i percorsi, le scelte e le responsabilità personali da considerare.
Devi imparare ad amarti, Dodo, a tal punto da imparare a difenderti. Un tempo la difesa erano le spade, oggi sono l’immagine, la comunicazione e l’apparenza. Tradotto: l’artificio. Pochissimi sono coloro con i quali puoi permetterti il lusso di essere veramente te stesso.
E’ già molto ciò che sei riuscito a realizzare, tra la scuola e quello che facevi per lei, hai dimostrato a te stesso che puoi essere una specie di campione! Adesso ti aspetta il duro lavoro di diventare uomo. La ricerca dell’indipendenza oggi più che mai, in un Paese che offre così magre prospettive, è durissima. Quando si è soli la fatica è moltiplicata, lo so bene. Ma ho piena fiducia che quando la raggiungerai ti aiuterà a caricarti di autostima e forza. Nel frattempo, cerca di non perdere il tuo tempo con chi non sa apprezzare ciò che doni. I rapporti sono fatti di reciprocità: tutto il resto è illusione, per quanto bellissima possa essere.
PS.forse qualche amico lo puoi trovare anche qui
Kid,
Senza contare la maleducazione che regna sovrana. A volte non ci si rende proprio conto delle difficoltà altrui; a me vengono in mente cose banali tipo parcheggiare la macchina scorrettamente invadendo mezzo marciapiede, occupare i parcheggi riservati ai disabili. Queste disattenzioni sono all’ordine del giorno, sono le cose che chi più chi meno, tutti facciamo senza rendere conto che per altri sono problemi irrisolvibili.
Poi molte delle nostre città sono vecchie e inadeguate, non ci sono strutture a misura e quelle che ci sono, se vai a vedere bene, non sono così.
Per dire si rifanno i marciapiedi abbattendo le barriere architettoniche, quindi giuste altezze e rampe per gli attraversamenti e poi le strisce di fanno da tutt’altra parte; oppure restano nascoste dietro a qualche cassonetto e solo affacciarsi su strada è come sfidare la sorte! Oppure i lampioni piantati in mezzo al marciapiede… E allora che senso ha farne larghi se poi nel mezzo ci sta un ostacolo insuperabile.
Poi ci sono anche realtà difficili da adeguare, come città in collina, centri storici difficilmente modificabili; il nostro tessuto urbano si è sviluppato come stratificazione di epoche successive dove non esistevano criteri di qualità urbana così come si intendono oggi, per le città giovani è più facile in questo senso
Clara ero sicuro di non averti offesa,temevo mi avessi preso per uno che voleva insegnarti qualcosa e non era quella la mia intenzione.
Ovviamente ci sono molti problemi però a Milano ci sono pure alcune cose che si riescono a fare se si vuole uscire.
Un “nuovo” nick meno riconoscibile tipo Anassor? Oppure “Sally & Tabacchi”?
?!
Golem,
topica n. 1! ne seguiranno altre… 🙂
Ma allora è la mia Sally!!
Peccato però. Sembrava il perfetto seguito alla dichiarazione di qualche giorno fa. Anche i concetti sulle “emozioni” quadravano.
Ciao Sally, benvenuta al “circo”. Vai su You Tube e cerca questo brano: “Entrano i gladiatori”. È la colonna sonora di questo forum.
Ciao.
Ah, dimenticavo, quello di Alessia, la bambina. È il più adatto all’atmosfera.
Se you Sal.
Almost . Io credo che sia mancata la volontà e la sensibilità e non parlo solo di persone disabili ma anche di persone anziane che iniziano ad avere qualche problema di deambulazione. C ‘erano ben prima che venissero ideati i marciapiedi con lo scalino , come c ‘era da prima la ruota. Evidentemente , interessava più costruire rialzando per accontentare chi poteva ancora camminare e permettendogli così di farlo con i piedi all’asciutto , invece che fare degli scarichi fatti bene con tubazioni adeguate che portassero via l’acqua . Sai com’è , i soldi riempiono le tasche più che le buche.
Golem,
raccolgo quello che hai scritto qui e nell’altra lettera e ti rispondo una volta sola.
Se tua moglie si chiama Sally ha un bel nome, mi piace molto, per questo l’ho scelto come nickname, non è il mio nome. Ma anche qualora mi chiamassi Sally realmente, continuo a non capire le tue intenzioni.
Scrivi di tua moglie, di Rossana che a questo punto immagino sia riferito al post n.39, altro commento di cui non colgo il senso, di una bambina che non so da dove spunti, mi suggerisci un video che non ho voglia di guardare e mi parli di dichiarazioni di qualche giorno fa.. : ??!!?!
Non ho ben capito se sei in te, se stai scherzando o sei serio.
Mi chiedo, infine, che cosa c’entri tutto questo con la lettera.
No Sally, sono in me non temere. Il tuo nick, e il momento in cui è comparso, è una coincidenza che appare strana in relazione ad una vicenda pregressa che tu non potresti conoscere. In pratica tu “sembri” un’altra. E questa è una cosa che si dovrebbe tenere SEMPRE presente su un forum virtuale, ma che alcuni preferiscono ignorare. Quindi mi piace che si sia ripresentata a ricordarcelo.
Ti seguiró con piacere. Ma il video musicale ti avrebbe divertito. “Entrano i gladiatori” colonna sonora di “LaD”
Have a nice day.
poveretta… ormai è andata!..
Kid,
si hai ragione, ma non c’è adesso attenzione figurati se c’era prima. Che poi si tratta di educazione forse, ma non siamo proprio preparati. Ne su questo ne su altri temi che possono riguardare la collettività.
E per la verità non è che volessi giustificare qualcuno
Golem,
ora è più chiaro: no no, non c’entro nulla.
Veramente seguivo questo forum alcuni anni fa. Ovviamente con un altro nick. Ma non mi ricordo di te.
Sono ricapitata dopo tanto qui, l’altro ieri, scegliendo un nuovo nick a caso. Non ne so nulla di quanto tu stia raccontando. Ad ogni modo non so se ci sarà occasione di “seguirmi”, almeno per il momento non ho in programma di scrivere su questo sito attivamente. Anche perchè mi pare essere un pò diverso.
Have nice day anche te
Ok Sal. Si in effetti è cambiato un pó il sito ultimamente.
Bye.
@ dodo
Hai scritto una lettera molto lunga, questo non è certo un problema. Il problema è che era abbastanza “telefonata”!
Appena hai descritto l’ultima tipa, si capiva lo stampo. Si capiva anche… che sarebbe finita così!
MA PER FORTUNAAAAAAAAAAAAAAAAA!!!
Scusa, ma devi essere contento, perchè quella avrebbe portato solo guai!
Ora capisco, che avendo una tua vita particolare, lei era diventato il centro del tuo mondo, ma credimi non hai perso nulla!
Ora cerca di impegnarti, finisci gli studi, cerca di trovare un lavoro stabile… dimentica tutto e tutti, pensa a te e a crescere, a migliorarti!
Non rimpiangerla. Non pensare di cambiare, perchè al massimo potresti fingere di fare il duro, “lo stronzo”, ma una finta, dura poco… tu sei quello che sei caratterialmente parlando, devi solo cercare di trarre il massimo dai tuoi aspetti, dai tuoi punti fermi!
Fra qualche anno conoscerai altre donne, magari tornerai a scrivere di com’è finita… ma non importa… “è vita che va”!
Ciao Dodo ho la curiosità di sapere come è andata la tua vita dall’ultima volta che hai scritto qui che sono passati circa 10 anni, chissà se ti arriverà la notifica di questo messaggio, questa tua lettera è stata molto toccante e spero che tu abbia trovato la tua strada. Un abbraccio