Salta i links e vai al contenuto

Corrispondenza fra aziende e/o professionisti

di gabrieleo

Ciao a tutti
Sono Gabriele, ed ho pensato di scrivere una lettera su un dilemma che ho ultimamente.
Quando scrivete una mail, fra professionisti o fra aziende, che tipo di registro utilizzate?
Cioé siete quasi informali ma rispettosi, o usate un registro rispettoso e di galateo, utilizzando anche forme di cortesia, come non so, “Vi Ringrazio dell’opinione che gentilmente Vorrete condividere con me”,cioè forme di cortesia si usano, e ha senso usarle?
Grazie
Gabriele

L'autore ha condiviso 10 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore gabrieleo.

Lettere che potrebbero interessarti

Categorie: - Lavoro

21 commenti

  • 1
    Trader -

    Ciao Gabriele, non è chiaro se devi scrivere una mail di lavoro, cioè se scrivi in quanto ufficio di un’azienda ad un’altro ufficio o altra azienda, oppure sei un cliente.
    Quando scrivo una comunicazione, un rapporto, una mail di lavoro, ma anche una mail da cliente, seguo una regola: essere chiaro, corretto, conciso. Do del lei se mi rivolgo ad una persona, oppure mi rivolgo all’ufficio, a seconda dei casi (si chiede all’ufficio in indirizzo di…). Evito il contorto burocratichese, linguaggio usato da enti pubblici e avvocati.
    Non farti troppi problemi, si tratta solo di una mail.

  • 2
    gabrieleo -

    Intendevo entrambi i casi @Trader, quindi da cliente e anche fra aziende. Cosa intendi per contorto burocratichese?

  • 3
    maria grazia -

    Dipende dal tipo di attività a cui ti rivolgi, dal settore in cui opera, dalla sua politica aziendale. Per dire, se ti rivolgi a un’ azienda che produce impianti fotovoltaici o si occupa di consulenza fiscale userai un tono più formale rispetto a quando ti rivolgi a una casa di produzione video comici o a un’ agenzia animazioni, tanto per dire.. c’è comunque una regola non scritta del Copy che vale per tutti: il tuo messaggio deve focalizzarsi su un qualcosa che attiri l’attenzione del tuo interlocutore. E cioè sul soddisfacimento di un suo bisogno, o la risoluzione di un suo problema. Il resto è netiquette. Che comunque in certi casi è d’obbligo, intendiamoci.

  • 4
    rossana -

    Gabriele,
    a chiunque siano destinate le mie mail, contengono quasi sempre accenni di cortesia. Forse per formazione di famiglia vecchio stampo ma anche per indole, incline a cercare punti d’incontro.

    Sbagliato immaginare che negli ultimi anni si possano trovare qui, anche solo in parte, ma per me vale spesso la pena provarci, in alternativa all’ignorare.

    Mi ha fatto piacere tornare a leggerti.

  • 5
    magirama -

    Potrei raccontarti di un episodio che ho visto dal vivo alcuni anni fa, in un’azienda in cui lavoravo. Ero nello stesso ufficio del capo, risponde al telefono, era un cliente. Per tutta la chiamata è stato un continuo di “Carissimo… Che piacere… Certo… Faremo del nostro meglio… Spero di risentirti presto…”. Messo giù il telefono, la prima cosa che ha detto è stata “Ma guarda te questo rompicog***ni…”. Il mondo del business è così, fatto solo di interessi, false amicizie, finta cortesia, secondi fini. Quando scrivi una e-mail professionale o sostieni una telefonata di lavoro, è normale avere un tono fortemente formale e cortese, tanto poi magari di quella persona non ti importa nulla, nella tua mente la mandi anche a quel paese. Anzi, chi vende di più, è proprio particolarmente bravo a nascondere ciò che pensa veramente, è convincente, gentile, anche se nell’animo si nasconde un mostro terrificante.

  • 6
    Golem -

    “Anzi, chi vende di più, è proprio particolarmente bravo a nascondere ciò che pensa veramente, è convincente, gentile, anche se nell’animo si nasconde un mostro terrificante”
    Guarda, sei new entry e parti bene. Sono pienamente d’accordo. E quando si è così si è così sempre: falsi e cortesi. Per questo preferisco i “mostri” che si… mostrano per quello che sono, e tutti trasportiamo dentro di noi qualche mostruosità che si vuole tenere nascosta.
    Se il mio nickname richiama quello di un noto mostro della mitologia ebraica, non è per caso, è proprio per quella ragione: mostrarsi per i “mostri” che siamo. Saremo “brutti” ma almeno veri, e la verità per quanto brutta non lo sará mai più dell’ipocrisia.

  • 7
    magirama -

    Ciao Golem. Grazie per il “new entry” ma a dirla tutta sono anni che sono iscritto qui e che scrivo… Ecco, diciamo che mancavo da un bel po’! 😀
    Sì, rimane il fatto che chi fa carriera nelle aziende o nel business è uno squalo, c’è poco da fare. Se sei una persona educata che rimugina appena risponde male o subisce una minima offesa, allora non sei come loro. Questa gente la falsità ce l’ha proprio nel sangue, è un tenore di vita, un modo di essere. Ma basta vedere tutte le offerte che fanno in ogni cosa: tutte vantaggiose, tutte al servizio del cliente, tutte ricche di premi o simili. Nessuno che abbia la faccia tosta di dire la verità, cioè che di noi non gli importa niente, tranne il nostro denaro. È imbarazzante ma è così. Fanno i “team building”: delle pagliacciate inutili in cui dei colleghi che si stanno sui nervi si sentono in obbligo a essere amici per un evento, alla fine una collega nemmeno ti saluta e anzi ti evita quando ti vede sul bus (a me è capitato).

  • 8
    maria grazia -

    Vabbè, la scoperta dell’ acqua calda. Lo sanno tutti che gli imprenditori e i professionisti manderebbero a fankulo la maggior parte dei loro clienti se potessero. Ovvio che la cortesia è solo di facciata. Non sono amici, è gente per cui lavorano.

    Ma vale anche ad esempio quando per quieto vivere si preferisce mostrarsi cordiali con colleghi, parenti o vicini di casa. Che rompono comunque le palle se covano invidia.

  • 9
    magirama -

    Maria Grazia, dopotutto, l’acqua calda qualcuno deve pur averla scoperta, no?!? 🤣 È normale che molti rapporti professionali siano solo di facciata… Però qui il punto è che per mantenere certi rapporti vantaggiosi, si butta alle ortiche i propri valori (se si hanno).
    Parenti che covano invidia, a me ne parli? Il cognato più maleducato, fastidioso e ignorante del mondo penso di averlo io. Una persona che se non si fosse intrufolato in un’azienda statale, vivrebbe di sussidi, una persona che viene a spiegare a me che ho una laurea scientifica e lavoro nel ramo tecnologico come fare le tabelline, che mi viene a dire che è in ferie 13 mesi all’anno, che mi rammenta ogni volta che andrà in pensione prima di me… Ecco, uno così lo manderesti a “evacuare” dopo 5 minuti che ci parli, eppure per la quiete della famiglia, cerchi di sopportarlo quelle 2/3 volte all’anno che lo incontri.

  • 10
    Argo -

    Maria Grazia ha pure i vicini di casa invidiosi di lei

  • 11
    gabrieleo -

    Capisco quello che vuoi dire @Magirama, ma io non sono così. Se scrivo una mail, e la devo mandare ad un cliente, sono cortese, perché sono caratterialmente cortese, e se scrivo “Rimango a Sua disposizione per ulteriori chiarimenti o informazioni o necessità che possono intervenire” lo scrivo in modo autentico, mi piace essere cordiale, il galateo, la gentilezza, l’autentica cortesia. Quindi il dilemma é, se cliente se ne accorge, oppure lo scambia per carineria di un’azienda che gli vuole vendere e basta, che poi é l’obiettivo.
    Capisco pure la cosa del team Building, che lavori con tal persona ed ops, finito tutto non ti saluta nemmeno più, in altro ambito é capitato anche a me, ho svolto attività di scrutatore, e finito tutto, e chiuso tutto, il Presidente e il segretario della sezione non mi salutavano neanche più, prima “cosa fai, cosa non fai”, poi ops disattivato tutto, interesse a tempo

  • 12
    gabrieleo -

    Andando un attimo fuori tema, io sono il tipo che il cliente lo ascolta, del tipo, quando lavoravo per un’azienda che faceva impianti elettrici, c’erano i campionari delle prese, una cliente che doveva rifare il pavimento, ha perso il frontalino della presa, avete presente la cornice, che copre la struttura con le viti che si fissano al muro, io sono andato diretto dal titolare e ho chiesto di poter dare tutta una presa, frontalino compreso, campione, che sarebbe stato sostituito di lí a pochissimo, alla cliente, che aveva fatto l’impianto da noi, gratis. Felicissima e io soddisfatto. Tempo sei mesi richiama perché deve fare un impianto elettrico di due abitazioni e di un agriturismo.

  • 13
    magirama -

    Sai, Gabrieleo, qual è la cosa che ci distingue dagli animali? Gli animali non permettono al più idiota (o al più losco) di diventare capobranco. Ti capisco perché anch’io sono come te e la nostra non è una vita facile, è fatta di sofferenza vedendo come fanno le persone false e ipocrite. Bisogna farsi una bella corazza. Io lavoro nel campo del software, anch’io coi clienti ci metto passione, però spesso le aziende per cui lavoro mi dicono che certe migliorie sono superflue, che la documentazione è perdita di tempo, che l’analisi va fatta in fretta e male, poco importa se poi il risultato fa schifo, basta vendere. Io faccio il mio lavoro perché prima di tutto mi piace, perché ho studiato per fare questo, perché ritengo che l’informatica abbia ancora uno stampo accademico e scientifico, non solo il fatto di scrivere codice male basta che si fatturi, pensando che gli errori siano altro fatturato.

  • 14
    magirama -

    Ricordo una lite violenta che ebbi con un analista, in uno dei miei primi lavori, in cui c’era un errore in un ambiente di test. Questo tizio mi aggredì, sostenendo che stessi dicendo delle fesserie. Ci rimase di palta quando venne a galla la verità, cioè che appunto c’era l’errore di cui parlavo. La lite però fu sul fatto di correggerlo: lui non voleva, perché riteneva che quando il cliente se ne sarebbe accorto, sarebbe stato altro lavoro. Io non ragiono così, se un cliente si affida a me si aspetta lealtà e serietà, la stessa che voglio io quando il cliente sono io. Quante volte mi sento dire che sono fiscale sull’italiano e sulle specifiche scritte bene, vengo anche deriso a volte, peccato però che quando qualcosa non funziona i problemi sono proprio questi: chiarezza, serietà, professionalità, competenza. Questo perché le persone, sotto sotto, sono false, agiscono solo per un tornaconto, mai per una vera vocazione. I risultati li stiamo vedendo coi nostri occhi.

  • 15
    Trader -

    Gabri, esempio di burocratichese: “Con la presente comunicazione si vuole informare la RLS in indirizzo che il verbale dell’ultima riunione periodica tenutosi in data 15 dicembre c.a. è depositato agli atti presso questo ufficio e potrà essere consultato…..”
    Italiano:”si comunica che il verbale della riunione periodica del 15 dicembre è a disposizione per essere consultato presso l’ufficio in intestazione”

    Voi siete strani. L’educazione fa parte della professionalità. Se da cliente ho a che fare con un negoziante scortese, vado in un altro negozio. Non mi sta facendo un favore, lo pago, a mia volta ho un atteggiamento cortese, non si deve permettere di comportarsi male perché è fatto così. Che cambi mestiere, vada a fare un lavoro dove non è a contatto con la gente. In pizzeria preferite essere serviti da un cameriere che prende l’ordinazione sorridendo, oppure un cameriere col brocio, che vi tratta male, perché non ha voglia di lavorare? Se poi in cuor suo desidera aver…

  • 16
    Trader -

    già finito io suo orario di lavoro, preferisco che se lo tenga per sé.
    Per lavoro ho a che fare anche con persone di un certo livello, come direttori di banca, certe situazioni le ho notate anch’io. Mi capita di avere rapporti professionali con il presidente di una società di intermediazione. Ho notato la differenza di trattamento tra me e la sua segretaria. Con me gentilissimo, scherza, introduce il colloquio parlando della famiglia, come se fossimo amici. Quando chiama la segreteria è brusco, ha un tono che sembra arrabbiato con lei, nonostante non lo sia. Se mi trattasse allo stesso modo me ne andrei immediatamente dal suo ufficio.

    Grande Argo!

  • 17
    Golem -

    Magirama, scusa ma non mi ricordavo di te, ma confermo la tua analisi avendo lavorato decenni in diversi ambiti tra pubblico e privato, e di squali ne ho incontrati a iosa. Ma io più che squali, che come animali stimo, li chiamavo iene, che ridono mentre ti azzannano. Io mi sono sempre la difeso bene, con le mie di zanne da tirannosauro, e con me stavano alla larga, cosa che mi è costata un pezzo di carriera specie nell’ente pubblico, perchè i cosiddetti superiori decidevo io chi lo fossero. Ma una cosa ho constatato, ed è che chi faceva il falso e cortese nei rapporti di lavoro negoziali come tra colleghi, lo era anche nel privato: l’animo è quello, e non può cambiare. Chi è abituato a fingere cortesia per ragioni strumentali la fingerá sempre, e più sarà esagerata e fuori luogo più sarà fasulla.
    Quando senti o leggi incipit che partono con concessioni retoriche blandenti, seguite da una certa richiesta, la “recita” strumentale è garantita.
    Falsi e cortesi. Una certezza.

  • 18
    magirama -

    Tranquillo Golem, non era mia intenzione mostrare i “distintivi” da scout che ho guadagnato qui… 😀 Diciamo che è bello tornare ogni tanto a discutere…
    Squali, iene, sempre “bestie” sono. Anch’io ne ho visto tanti e li ho visti anche fare carriera, perché più sono viscidi, più hanno quel pedigree che attira.
    Sono ormai 13 anni che lavoro nella mia attuale azienda, fino a qualche anno fa sembrava un cesto di vimini su un fiume, male, ma stava a galla. Poi è arrivato un tizio, gentile, simpatico, con lui lavori “bene”, ma capisci subito che tanto ti fa le feste e i complimenti quando ti vede, quanto è falso poi dietro. A poco a poco, ha iniziato a interessarsi di tutto, a voler gestire tutto, a fare tardi la sera, a lavorare anche fuori orario (tempo non timbrato, considerando che noi abbiamo il monte ore ma NON ci pagano straordinari)… Guarda un po’, è diventato il responsabile del nostro progetto. Perché è il più bravo di tutti e ha doti manageriali? Direi l’esatto…

  • 19
    magirama -

    …Opposto. Lui, unito a un altro paio di elementi infimi, stanno rovinando l’ambiente che è sempre più fatto di battute scomode, arrivismo, sapientoni. Io personalmente l’ho lasciato fare perché si accorgerà a sue spese in che casino si è infilato, io non mi danno l’anima per due soldi in più, conoscendo l’azienda gli avranno dato un “aumentino”, ma solo perché si sbatte, è presente, rompe le scatole a tutti per produrre (di più, ma molto male). Personalmente, da imprenditore, non credo che vorrei circondarmi di lacchè, ma di persone che mi dicano le cose in faccia, altrimenti diventerei proprio come la mia azienda, un luogo ridicolo, disorganizzato, pieno di gente falsa che tira solo acqua al proprio mulino… E la cosa bella è che noi dovremmo fare tecnologia! Quindi, approfitto per dirvi che quando Windows va in crash, sappiate che dietro c’è gente che si crede competente ma fa le cose con lo stesso organo che usa per evacuare.

  • 20
    Golem -

    Magirama, l’imprenditoria italiana ha una base naturale di tipo paternal-familistico, plasmata nell’immagine dall’impronta della peggiore ipocrisia catto-gesuitica. La cortesia formale che copre l’ipocrisia sottesa è la cifra morale con la quale quell’immagine si è consolidata come stile, “figliando” adeguatamente con i soggetti predisposti per animo o educazione a quello stile.
    Per questo motivo, se i primi capitani d’industria erano davvero persone capaci, innovatori e a volte visionari, quella riproduzione “familistica” tra “consanguinei” ha prodotto la classe dirigente che conosciamo, di cui tu hai fatto il ritratto di un esemplare e di cui io potrei fartene di una ventina. Alcuni di questi davvero grotteschi per la palese distopia nella posizione occupata, ricevuta per la garanzia di fedeltà alla funzione di controllo di quel paternalismo gesuitico di cui parlavo.
    Ricordo una battuta di Bill Gates al riguardo, che dichiarò che se fosse vissuto in Italia non sarebbe mai diventato Bill Gates. Non è difficile capire il perchè.

  • 21
    magirama -

    Visto che mi parli di Bill Gates, rimango in ambito tecnologico: anni fa ho letto un libro che si intitola “Se Steve Jobs fosse nato a Napoli”, scritto da due napoletani che narrano le vicende di due ragazzi pieni di idee innovative, ma che devono fare i conti con la realtà italiana (niente finanziamenti, delinquenza, genitori demotivanti, clientelismo e via così). Alla fine, a differenza dei fondatori della Apple, sono costretti a rinunciare.
    Io vivo sul confine e lavoro all’estero, sono un cosiddetto “frontaliere”, mi credete che i peggiori imprenditori che ci sono nel paese dove lavoro sono gli italiani?!? Proprio perché abbiamo questa mentalità, questi principi, questo modo “popolare” di vedere certe figure, non c’è da meravigliarsi se poi vengano fuori episodi come quello che ho narrato nei miei post precedenti. La verità è che tu puoi essere bravo quanto vuoi, ma sai, “quello è il figlio del sindaco…” 😀

Lascia un commento

Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 3 links per commento.

Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.


▸ Mostra regolamento
I commenti vengono pubblicati alle ore 10, 14, 18 e 22.
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

 caratteri disponibili