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Il coraggio di rompere

Salve a tutti, è la prima volta che scrivo su questo forum.
Purtroppo, da un po’ di tempo, mi son resa conto che, con una mia amica, ho sbagliato, moltissimo. Lei è diventata, con il tempo, francamente insopportabile. Almeno per come son fatta io.
È una persona che non è mai stata senza fidanzati perché ha bisogno di attenzione continua, e per questo motivo non si è mai fatta degli amici sul serio. Aveva, dalla scuola, me e un’altra ragazza.
Io sono una persona che sta molto bene da sola, ho interessi intensi e mi piace interagire con le persone, ma spesso sono un po’ lunatica e volubile, tendo a essere incostante nei rapporti con le persone (nel senso, se sono persone a cui tengo mi libero senza problemi… ma in generale non sono sempre lì pronta a scattare, sono in qualche modo un po’ solitaria) .
Ecco, questa amica di vecchia data si è piano piano fatta il vuoto attorno, e si è sempre più attaccata a me. Ovvero, ha cercato di farlo, in ogni modo, ma io l’ho sempre tenuta a distanza. Detto così sembra brutto ma… lei aveva esigenze diverse dalle mie, non potevo stare a ciò che chiedeva, quindi quando declinavo gli inviti era con un motivo, non perché mi stesse sulle scatole. Però lei l’ha sempre presa male, come una mancanza nei suoi confronti (quando in realtà io faccio così con tutti) , e da quel momento qualcosa si è rotto. Ne abbiamo parlato, e per lei è assolutamente normale mostrare disappunto se una persona non esce con lei o non la chiama, qualsiasi cosa stia facendo, è una mancanza. E la fa pesare.
Io, il disappunto, non lo tollero, in un’amica che dovrebbe capirmi, e dare importanza a ben altre cose. Lei, da quando gliel’ho detto, ha mollato un po’ la presa su di me, ma ora sono io a essermi allontanata. Ora mi allontano non per un motivo valido, ma solo con delle scuse, perché non riesco più a interagirci. Nonostante le avessi parlato e lei in effetti abbia messo in atto ciò che le chiedevo, beh, per me la situazione è la stessa. Perché il suo atteggiamento, di fondo, non è mutato, e io la vedo per quella che è, ai miei occhi, una persona pesante, senza interessi, che si attacca a tutto pur di fare vita sociale fuori, senza guardare ciò che ha dentro… perché forse si spaventerebbe.
Ora la evito. E lei ha ragione a dire che lo faccio. Invento scuse. Non so come dirle quello che penso. Non ci riesco. Eppure devo farlo, e forse l’aiuterebbe. Ma detto questo, non credo ci sarebbero grosse soluzioni. Lei, tra l’altro, ora è sola solissima.

L'autore ha scritto 2 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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5 commenti a

Il coraggio di rompere

  1. 1
    UnaRagazza -

    Tu stessa ammetti di essere lunatica e di allontanare le persone quando ti fa comodo e la sbagliata e’ lei? Oltretutto non hai nessun rispetto di lei, “lei e’ sola, lei si attacca a tutti..”…ma se pensi questo di lei perche’ non l’hai lasciata perdere? Scusa ma da quello che scrivi mi sembri meschina. Se ti da’ tanto fastidio questa “perdente”, chiudi i ponti e basta, non sarai di certo tu con questo atteggiamento a salvarla. La vera amicizia a volte e’ faticosa.

  2. 2
    marshmallow -

    Cartolina guarda mi rispecchio moltissimo in quello che hai scritto.
    Se trovi la lettera di Cristiano82, Essere lasciati: elaborare il lutto, la persona di cui parlo nell’ultimo messaggio ha giocato per me il ruolo che gioca per te questa tua amica.
    Io pur avendo avuto il tormento dentro per vari anni non l’ho dato molto a vedere, sono sempre apparsa come una persona tranquilla, educata, che sa quello che vuole e quello che è meglio fare e questo mi ha portata a circondarmi di moltissime persone che credo siano rimaste come “affascinate”, perchè chi sa cosa vuole, indubbiamente, può trovare grande seguito. Ma quanti amici veri?
    In ambiente universitario quasi senza che me ne accorgessi mi si è avvicinata questa persona, che è diventata una sanguisuga.
    Due butte crisi sentimentali mie, un esaurimento nervoso, la tentazione di abbandonare tutto perchè stavo per impazzire e alla fine la crisi esistenziale. E lei era sempre lì. Sempre lì ad assillarmi con le sue mille sfighe e questioni futili.
    Io trattengo tutto senza darlo a vedere, ma poi esplodo. Nel giro di 3 anni l’ho allontanata una volta e lei sconvolta non capiva il perchè. L’ho recuperata per ridare una possibilità a questa amicizia. Un enorme errore, così l’ho cancellata definitivamente.
    Anche lei con il suo modo di fare si è creata terra bruciata attorno ma io ho deciso che la mia sanità mentale non valeva la sua compagnia, non so se mi spiego.

    Vedi se trovi qualche analogia… chi non la vive almeno una volta, una situazione del genere, non può neanche vagamente immaginare quanto sia degradante.

  3. 3
    Cartolina -

    @una ragazza: credi quindi che l’ assiduità sia ciò che è assolutamente necessario a una vera amicizia? Io non ho detto che non ci sono, ho detto che ci sono con i miei tempi. Il che è qualcosa di diverso. Il punto è che davvero, forse, l’amicizia si può avere solo con persone a noi affini anche per assiduità ecc. Io non ho bisogno di uscire 3 volte la settimana per sentirmi viva, mi basta una, per me l’amicizia non è starsi addosso, ma essere in sintonia.
    Il punto è che con questa persona, che sia meschino o no non mi interessa molto, perché mi sento semplicemente a disagio (ammetto che il disagio è meschino, è molto più bello essere forti), spesso e volentieri mi sono sentita vittima di ricattini morali, e, dopo averglielo detto, lei ha detto che non era così…ma ora, che siano ricatti morali o no, la cosa, per me, non cambia. Nel senso che lei nei fatti appare cambiata, ma la mia sensazione di essere sotto esame quando son con lei, quella non cambia più. Inoltre il fatto di dire che è sola, non è per sottilineare che io non lo sono o la vedo una perdente, perché anch’io mi sento sola, ma per dire che ora è ancora più difficile per me dirle queste cose, che sono pesanti, ma secondo me necessarie, in un momento in cui sta così male.
    E con questo credo di aver detto qualcosa anche a marshmallow..è questo che intendevi per ‘sanguisuga’?
    Grazie a entrambe!!

  4. 4
    Lyra -

    Ho vissuto (e vivo) la stessa situazione di cartolina e marshmallow. Vi comprendo perfettamente. Il problema di queste persone non è l’amicizia, non hanno la minima idea di cosa sia, il problema è che soffrono della cosìdetta sindrome dell’abbandono. C’è chi lo riflette sul rapporto d’amore e chi sull’amicizia, o magari su entrambe le cose alternativamente. Io però non ho dato alcuna spiegazione alla mia”amica”, perchè care ragazze…non capirebbe. Chi agisce così, chi vive i sentimenti in quel modo così distorto non può rendersi conto! So che in questo momento è sola e ho capito che io ero tutta la sua vita…mi viene un brivido quando ci penso, mi sembra così assurdo. Il modo migliore per far capire è il distacco totale, mi dispiace immensamente dirlo e attuarlo…ma purtroppo è la soluzione. Forse un giorno capiranno. Le parole non servono! è come spiegare ad un bambino di due anni un equazione di secondo grado! Capite?
    un abbraccio!

  5. 5
    marshmallow -

    Figurati 😉
    a mio modo diciamo di sì.
    Il fatto che che una volta mi è stata detta una cosa che ho trovato particolarmente illuminante e tu sembri averla capita già. E cioè che “un’amicizia non è stare sempre appiccicati e raccontarsi sempre ed esclusivamente i propri fatti personali assillandosi a vicenda, ma provare un entusiasmo di base per le stesse cose, fare esperienze assieme e accorgersi che questo fa stare bene”. Appunto quello che tu definisci “affinità” e “sintonia”.
    Io ho avuto varie conoscenze e amicizie, con quella è andata male-male, con un’altra amica un po’ meno, ci trovavamo bene, frequentarci era esilarante, avevamo lo stesso modo di ragionare riguardo a moltissime cose. Però anche in quel caso si è arrivati al punto di saturazione, quando lei si è fossilizzata nell’abitudine di investirmi di tutti i suoi pensieri e le sue preoccupazioni.

    Invece con quella che ad oggi considero la migliore amica che abbia, è andato sempre tutto a meraviglia, a parte qualche alto e basso in brutti periodi.
    Non siamo vicine di casa, non ci becchiamo spessissimo, ma io so che lei c’è e lei sa che io ci sono per lei, sempre.
    Se mi sento giù o sono preoccupata o sono divertita per qualche motivo e lei mi viene in mente e mi va di parlargliene, la sento senza problemi. Bastano 2 battute per ribaltarsi dal ridere e, cosa più importante, ci capiamo al volo senza grandi sforzi.
    Passano anche settimane che non ci sentiamo ma non vuol dire niente. Non è che uno può prendere una persona e farne il centro dell’universo, ci sono miliardi di persone da conoscere e ognuna può darc qualcosa che va bene e qualcosa che non ci piace, e si impara da tutto e da tutti. Mica è un rapporto tra fidanzati!
    Come per ogni cosa ci vuole equilibrio, anch’io un tempo ero molto più totalizzante ma poi ho capito che era un atteggiamento dannoso e mi sono regolata… ci sono persone che invece sembrano troppo prese dalle loro cose e non ci arrivano.
    E io la penso così, mi dispiace, se si esagera meglio eliminare tutto.

    Hai pienamente ragione, perchè due persone vadano d’accordo è fondamentale l’affinità, di interessi e di tempi.

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