Non ho il coraggio di lasciare la mia ragazza. Paura solitudine
Buonasera a tutti, sono un uomo di 37 anni, fidanzato da circa 2 anni con una ragazza mia coetanea.
Premetto che sono un uomo timido, di aspetto non spiacevole, diciamo nella norma ma a causa del mio carattere non proprio esuberante ho avuto solo altre due storie in passato, entrambe durate poco più di un anno. Diciamo che non ho estrema facilità a trovare partners, posso essere di buona compagnia con persone selezionate, ma non sono il prototipo dell’animale sociale. Questa premessa è importante per capire il resto.
Con la mia attuale ragazza, dopo un inizio entusiasmante in cui pensavo di provare dei sentimenti, ricambiati peraltro, ho con il tempo capito che non ne sono innamorato, anche se le voglio molto bene e mi sento molto legato e soprattutto capito e mai giudicato. A complicare le cose c’è il fatto che è una storia a distanza, ci si riesce a vedere anche frequentemente ma per un trasferimento definitivo di uno o dell’altro le cose non sono facili.
Lei è molto innamorata, e quando mi ha paventato l’ipotesi di poter chiedere un trasferimento lavorativo e venire da me, invece di provare quell’entusiasmo che si dovrebbe provare normalmente in queste situazioni, mi è venuta una sensazione di ansia mista a incertezza.. dopo questo episodio ho capito alcune cose e vista la situazione avrei pensato di finire qui la storia, ma al solo pensarci mi viene il terrore.. terrore di non ritrovare mai più una ragazza e cosa ancor più difficile una ragazza che mi ami.
Per me non è facile fare una scelta del genere, mi sento anche in colpa nei suoi confronti, visto che ha dato e sta dando tanto per questa storia.. ma io credo che l’amore bisogna sentirlo, non dico sempre come in un sogno ma almeno provare un sentimento forte, pensare che quella è la donna con cui si vuole stare per sempre e che non ci possa essere di meglio al mondo.
So che la scelta di lasciarla sarebbe la cosa migliore ma si potrebbero verificare delle situazioni di cui mi potrei pentire amaramente: potrei non trovare mai più un’altra donna e la possibilità è concreta viste le premesse e considerato che non sono più un ragazzino, oppure lei potrebbe trovare un altro e io ci rimarrei male se dovessi rimanere solo..
Ormai non so più come definirmi..egoista, immaturo, patetico, meschino.. se volete potete aggiungere altri aggettivi per definire la mia persona, ma quello di cui ho più bisogno è di una delucidazione, di consigli ,oppure cosa fareste al posto mio.. Grazie di cuore
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Ciao Moby,
Dici di non amare la tua donna, né di esserne innamorato. L’hai capito dopo la proposta di un suo trasferimento.
Sicuro non sia una tua paura inconscia di impegnarti seriamente?
In ogni caso, se è vero che non provi nulla, ti consiglio di essere sincero con la tua attuale ragazza. Se sei certo di non amarla, non è rispettoso prendere -diciamo- in giro una persona che nutre sentimenti presumibilmente sinceri nei tuoi confronti.
Tu scrivi:《So che la scelta di lasciarla sarebbe la cosa migliore ma si potrebbero verificare delle situazioni di cui mi potrei pentire amaramente: potrei non trovare mai più un’altra donna e la possibilità è concreta viste le premesse e considerato che non sono più un ragazzino, oppure lei potrebbe trovare un altro e io ci rimarrei male se dovessi rimanere solo…》.
Discorso che non ti fa onore e lo sai.
E’ inutile fare ragionamenti egoistici ed opportunistici. Non è sintomatico di maturità emotivo-sentimentale.
Dille la verità e permetti almeno a lei di trovare un uomo che la ami davvero.
Inoltre, dici di essere una persona dal carattere timido e poco esuberante. Se per te è un problema, cerca di capire se questa è la tua indole oppure c’è qualcosa che ti frena. Nel primo caso, dovrai accettarti serenamente per quello che sei; nel secondo, dovrai eliminare i freni inibitori. Più di questo non so cosa dire.
Buona fortuna, saluti.
Penso che dovresti esporle la tua situazione con più chiarezza. Dille che il fidanzamento non fa parte della tua forma mentis, ma che ti sei fatto confondere dalle aspettative che sono scaturite dal vostro incontro. Ti sei sentito motivato dalla sua compagnia, ma non è stato amore a prima vista… la conoscenza circoscrive anche la portata del tradimento. Il tradimento fisico non implica la fine di un amore, non necessariamente. Non è necessario usare tattiche per farsi lasciare perché si rischia solo di confondere la mente di una persona adulta che ha una capacità di sopportazione diversa da quella di un bambino. Basta essere chiari. Ieri ho rivisto la puntata di un programma sui matrimoni. La sposa di origini italiane, ma residente in Germania ha spiegato, in maniera indiretta, il significato simbolico delle danzatrici che animano i banchetti. Molte di noi non hanno la stessa sicurezza perché gli uomini tendono a cercare delle conferme in tutti gli ambiti. Ti consiglio di credere nelle tue potenzialità… con questa sicurezza riuscirai ad inserirti nei contesti giusti. Sul carattere si può sempre lavorare… alla fine contano i tuoi desideri! In bocca al lupo 😉
Ciao moby, sarò sincera. Secondo me è molto ingiusto che tu, a causa del tuo egoismo e della tua paura di rimanere solo, ti approfitti di questa ragazza che ti ama sinceramente (da quanto hai scritto). Non dovresti farle perdere altro tempo. Se non l’ami lasciala libera di trovare un uomo che l’ami veramente. Prova a metteri nei suoi panni, e a pensar bene se ti farebbe piacere se lei si comportasse così nei tuoi confronti. Proprio come tu hai i tuoi bisogni, anche lei ha i suoi di bisogni e non va assolutamente bene che tu la tenga all’oscuro di tutto invece di parlarle chiaramente. Nonostante la tua età mi sembri una persona molto egoists e immatura,con delle paure di fondo. Ti consiglio di parlare chiaramente alla tua ragazza e di chiudere questa storia se senti davvero di non amarla. Magari fatti aiutare da uno psicologo, parlare con una persona esterna ti può solo far bene e potrebbe anche aiutarti a risolvere alcuni dei tuoi problemi interiori. In bocca al lupo e facci sapere.
non mi e’ ben chiaro il problema : non si fa trombare ? non ti fa i pompini ? ti chiede troppi soldi ? se la risposta e’ no a tutte e tre le domande , per quale motivo vuoi lasciarla ?
L’alternativa al “non lasciarla” quale sarebbe? Voglio dire: tu hai paura che lasciandola, rimarresti solo e non potresti più trovare una donna che ti ama quanto lei- Questo potrebbe essere vero (come potrebbe anche non esserlo!) l’alternativa che hai è rimanere con lei e essere comunque infelice, provare questa sensazione mista indefinita di non felicità, di sentirti sporco e sbagliato nei suoi confronti, quindi comunque una felicità finta. Io sceglierei la strada della sincerità con sè stessi… alle lunghe è quella che fa star meglio. Ma capisco che è una scelta difficile e il vuoto davanti spaventa molto.
Il mio compagno, come te, non mi ama ma non vuole lasciarmi.
Inizialmente io lo amavo poi ho capito che non mi ricambiava e i miei sentimenti si sono spenti.
Una donna se ne accorge di non essere corrisposta. Ora anche io sto con lui per non rimanere sola.
Siamo entrambi estremamente razionali, non siamo più attratti fisicamente l’uno dall’altro, il dialogo tra di noi é diventato sterile. E quando usciamo lui guarda le altre ed io gli altri.
Conclusione: la coppia sta morendo da sola.
Se non la ami più è ingiusto tenerla incatenata a te. Esiste la remota possibilità che lei ti ami veramente e la distruggeresti tenendola a te per puro egoismo o ancor peggio, lasciarla solo quando trovi il rimpiazzo. Non essere così egoista e calcolatore, lasciala libera. Sei un uomo, non comportarti da donna.
Ciao.. Scrivi: “terrore di non ritrovare mai più una ragazza e cosa ancor più difficile una ragazza che mi ami.” Da questa parte ho la sensazione che non stai bene con te stesso… Non ti ami tanto e di conseguenza non puoi amare nessuna, non credo il problema sia questa ragazza in particolare, penso ti capiterebbe con chiunque… Sarebbe utile sapere che rapporto hai avuto con la tua mamma, ti prego non offenderti per quello che sto per dirti e prendile per quello che sono cioè mie sensazioni, ma mi sembri un uomo ancora non nato come uomo… La tua energia é addormentata, non riesco a percepire in te quell’orgoglio tipico di un uomo. Ho paura che cerchi nelle donne un surrogato della mamma, perché un bambino non può stare solo e ha paura, ma un uomo adulto dovrebbe saper bastare a se stesso e non accontentarsi di situazioni di comodo che danno sicurezza ma fanno perdere la gioia di vivere… In bocca al lupo
tutti dobbiamo fare i conti con la solitudine prima o poi, prima li si fa meglio è.
Grazie a tutti per i consigli.
Sono stato chiaro con lei,le ho detto dopo pochi mesi che da parte mia non c’era amore ma solo un grande bene e una gratitudine per avermi accettato e capito,cosa che molte altre donne non hanno mai voluto approfondire.
Sto percependo che anche da parte sua il sentimento stia lentamente scemando..come era prevedibile.
X ANNA: Come pensi di mandare avanti la tua storia? Anche se non c’è più attrazione state comunque insieme..credo che in alcuni periodi della vita la paura di rimanere soli (per quanto possa essere assurda la percepiamo quasi tutti) sia il fattore legante più forte
Ci facciamo le corna. Cerchiamo altrove di trovare ciò che noi due non riusciamo a darci.
Cerchiamo separatamente gli amici per poter chiacchierare e distrarci e uomini liberi io (lui anche donne impegnate) per il sesso. Sicuramente ci staccheremo quando ci innamoreremo di altri.
Diciamo che la nostra coppia morirà di morte naturale.
Tutto ciò alla luce del sole e senza sofferenza da parte di nessuno dei due dato che non vi amiamo.
E’ curioso leggere in certi commenti:
Sandro82
“Non essere così egoista e calcolatore, lasciala libera”
limonene
“lasciala libera di trovare un uomo che l’ami veramente”
Dostoevskij89
“permetti almeno a lei di trovare un uomo che la ami davvero”
Sembra che lui la tenga incatenata contro la sua volontà,ma guardate che al giorno d’oggi non c’è una promessa meno vincolante dell’amore,quindi in questo caso nessuno costringe a fare niente a nessuno,se lei continua a stare con lui vuol dire che è una sua libera scelta,ne più ne meno…
Forse una volta quando si riteneva intoccabile la fidanzata o moglie di un altro poteva essere un ragionamento logico,ma la giorno d’oggi tutte queste regole “d’onore” saltano.
Se sono pervenuto in questo luogo è perché sono disposto ad accettare l’altrui pensiero, mettermi in discussione e se fatto con educazione, come noto con piacere, anche ad accettare le critiche.
In passato ero più giovane, forse più coraggioso e ho fatto la scelta “giusta”, quella di lasciare.. pagando sulla mia pelle rimanendo solo anche a lungo.
“un uomo adulto dovrebbe saper bastare a se stesso e non accontentarsi di situazioni di comodo” è vero, e ne ho sempre fatto il mio credo, ma il tempo passa..figlio unico,genitori grandini..la solitudine futura si manifesta come un fantasma non proprio piacevole.
E’ vero che bisogna avere il coraggio di lasciare la persona di cui non si è convinti, ma mi domando: quanti, uomini e donne, lo fanno pur non avendo altre situazioni pronte o potenziali a disposizione? Non molti credo.
Tronca subito. La tipa potrebbe altrimenti rinfacciarti di averle fatto perdere TU le ultime chances per la maternità e verrebbe fuori una tragedia. Sei appena in tempo per farla franca, ma fa svelto. Lascia la patata bollente a un altro, nella vita si fa così, e poi ci allontana fischiettando.
Lungi da me fare la psicologa da strapazzo ma, leggendoti, ho avuto la chiara impressione che tu soffra, magari in maniera lieve, del disturbo evitante di personalità https://it.wikipedia.org/wiki/Disturbo_evitante_di_personalit%C3%A0 . Forse potresti riflettere se sia il caso di ricorrere ad una psicoterapia (se vivi in una città con un policlinico universitario, spesso è possibile farla a costi assolutamente sostenibili).
Per il resto, mi sembra una situazione in cui è difficile uscirne, visto che tu sembri non volerne sapere di lasciarla. Sotto sotto, ho l’impressione che speri che sia lei a farlo, così da non sentire il peso della responsabilità della scelta e magari porti con le ragazze che incontrerai dopo con l’atteggiamento dell’ “abbandonato” che di solito risveglia la sindrome della crocerossina tanto frequente nelle donne.
Per adesso, l’unica soluzione che mi sembra possibile che forse possa accelerare una via di uscita tenendo conto delle tue intenzioni è dirle chiaramente che non ti senti pronto per un salto di qualità in termini di impegno nella relazione, magari facendola riflettere sulle difficoltà che potrebbe incontrare trasferendosi, e che preferisci continuare il rapporto nei termini attuali. Poi potresti cominciare con l’evitare di andare tu da lei, fino a quando non si stuferà.
Mi verrebbe anche da suggerirti di guardarti intorno in vista di un’altra ragazza che diventi l’occasione per lasciare quella attuale non restando da solo (per quanto a mio parere trovo sia un comportamento davvero brutto) ma, da quello che scrivi, non mi sembri propenso a farlo, sia perché ti appare troppo faticoso, sia perché cmq penso che ti dispiacerebbe farla soffrire così tanto.
Ti pongo una domanda per capire meglio la tua situazione, alla quale ovviamente sei libero di NON rispondere se non ti va: quali sono state le ragioni e le dinamiche della rottura con le altre due ragazze precedenti? Insomma, perché è finita con loro?
Moby, scrivi: “E’ vero che bisogna avere il coraggio di lasciare la persona di cui non si è convinti, ma mi domando: quanti, uomini e donne, lo fanno pur non avendo altre situazioni pronte o potenziali a disposizione? Non molti credo.”
Di sicuro gli uomini lo fanno molto ma molto meno delle donne, almeno a partire dalla prima giovinezza. C’è chi dice che questo accade perché le donne se lasciano qualcuno, a patto di non puntare troppo in alto e di sapersi accontentare, nel giro di poco (settimane o al max pochi mesi) se vogliono un altro lo trovano, mentre se lo fa un uomo (almeno se si tratta di uno normale, non un fotomodello mancato, un rampollo di qualche famiglia ricca o un VIP che compare sui rotocalchi) rischia di restare solo per non si sa quanto (anche anni…). Non so, ma a me questa storia convince poco, soprattutto se dai 35 in poi, a partire dai quali normalmente nella ricerca del partner sono favoriti gli uomini :-/ …
Se tu fossi donna direi che tu potresti essere la mia ragazza che sta descrivendo la nostra relazione. Non vi capisco e mai vi capirò. Se non la ami, lasciala. Il coraggio è la dote più nobile degli essere umani (o comunque una delle più nobili). Non fare il verme. Capisco il tuo stato d’animo! Sento anche io il fantasma della solitudine, di quella solitudine matura, nata dal non essere più ragazzini, dove tutte le cose belle diventan rare…rarissime. Ma il tuo onore ti terrà caldo nei lunghi anni freddi della tua vita.
Ciao, mi ritrovo molto nel tuo modo di essere.
Ho 33 anni e ho avuto solo due relazioni, la prima durata 5 anni che si è conclusa alle porte del matrimonio, durata pochi mesi.
La prima volta è stata condizionata dal fatto che fosse la prima relazione, e ho subito anche il suo carattere difficile ma lottavo per fare andare le cose bene.
La seconda relazione con una ragazza di 2 anni più grande di me. Ero molto titubante all’inizio, non ero convinto per diversi motivi (tra l’altro neanche con la prima ragazza ero convinto, non lo sono mai), ma alla fine la sua corte sfrenata mi hanno fatto cedere.
Devo dire la verità lei mi ha risvegliato da una vita brutta e monotona con la sua vitalità: mi ha letteralmente riportato alla vita.
Sta di fatto che io ho cercavo di mollare i freni ma mi sono reso conto dopo un pò che non mi piaceva del tutto esteticamente, a volte la guardavo e non mi piaceva.
Ho sofferto per questo, in quanto il suo carattere mi piaceva, sempre gentile, piena di vita, divertente…Ho cercato di superare la questione estetica, ho pensato anche a tutto quello di dici tu (la solitudine ecc.) ma non ci sono riuscito 🙁
L’ho lasciata l’agosto 2015 e sono stato male allo stesso modo di quando sono stato laciato nella precedente relazione durata 5 anni.
Ora penso che lei esce con qualcun’altro e sebbene l’abbia lasciata io sono geloso e ci sto male.
La solitudine è davvero brutta, ma allo stesso modo essere infelici con qualcuno, perchè si aggiunge il senso di essere responsabile anche della felicità di un’altra persone.
Tu vivi ancora con i tuoi genitori?
Alessandra, penso anche io di soffrire di quel disturbo
Alessandra, hai proprio ragione. Solitamente le donne trovano un altro poche settimane o mesi… prima di lasciare il vecchio.
Walk,
sottoscrivo il tuo post, aggiungendo però che spesso in questi casi di netta disparità di sentimento, un solo innamorato, questi viene usato per alimentare la relazione a sue spese. non gli si dice quasi mai che non lo si ama, per lo meno fino a quando non si trova di meglio e non ci si predispone a lasciarlo, cambiando radicalmente atteggiamento nei suoi confronti dall’oggi al domani.
—
Alessandra,
secondo me è umano non essere sempre capaci di rispettare nella realtà i principi più nobili, piegandoli spesso alle esigenze dei propri instabili equilibri interiori. con tutti i sentimenti, e la paura di restare soli è uno di questi, non sempre volere è potere.
non sono solo le donne che lasciano quando colgono al volo un’altra liana a cui aggrapparsi: lo fanno forse di più perché godono di un maggior numero di liane. gli uomini, che lo fanno di meno, sono essenzialmente quelli che non hanno grandi possibilità di trovare a tempi brevi valide alternative amorose. quasi nessuno lascia per stare solo, sia perché la solitudine non piace a nessuno, sia per la rassicurante abitudine ormai acquisita a sentirsi in coppia, sia, a volte, per la difficoltà di arrecare sofferenza all’altro, che non ha fatto mai nulla di male nei confronti di chi è insoddisfatto…
teorie e utopie sono fari a cui tendere ma che non sono per niente facili da applicare all’insieme di difficoltà che travagliano l’esistenza.
Moby,
le parole chiavi della tua lettera iniziale sono a mio avviso “persona di cui non si è convinti” e “solitudine”.
la facilità con cui si possono ora instaurare rapporti amorosi ha fatto sì che ben pochi sentimenti che li animano siano forti e profondi in entrambi i partner. non si attende quasi mai la persona più adatta ma si coglie qualsiasi minima opportunità di coppia, o si viene colti in rapporti vagamente sperimentali, fin dall’inizio ben poco motivati, quasi come se si trattasse di passatempi. logico, poi, che non possano reggere che per brevi periodi, arrecando comunque dolore ad almeno uno dei due, soprattutto se protratti a lungo in un’ambiguità di comodo.
un discorso a parte, che a grandi linee determina situazioni d’instabilità amorosa, è costituito ovviamente dallo smarrimento di senso vitale che deriva dall’essere soli, a partire da quando gli amici si sono allontanati o non bastano più a dare un orientamento al tempo libero. se fino alla metà del 1900 era il bisogno di unire le forze economiche per tirare avanti decentemente a indurre ad accasarsi, ora sembra essere il bisogno di reciproco sostegno emotivo a spingere le persone a formare delle coppie.
instabile è stata spesso la famiglia d’origine; l’interiorità è pressoché sconosciuta ai più; insicuro è sia il lavoro che il futuro; quasi tutto il necessario è acquisibile senza troppo sforzo ma ha una durata molto limitata… per sentirsi rafforzati, sembrerebbe quasi inevitabile cercare l’unione con un altra persona, che però, come figlia del suo tempo e delle sue molteplici esigenze edonistiche, il più delle volte è instabile, né più né meno di tutto il resto.
Moby, che fosse perché l’unione fa la forza, come succedeva un tempo, o per vincere l’isolamento dei nostri giorni, siamo tutti alla ricerca di compagnia in questa vita, non serve un saggio sociologico per saperlo. È un bisogno vitale essenziale, al quale pochi sono immuni: i pazzi o gli eremiti.
Quello “dell’amore” è un altro sistema “codificato” per non stare soli che raramente diventa realmente amore, ma solo un modo per star bene soggettivamente.
Non sei niente di quello che hai detto di te, sei solo un animale uomo che teme di stare peggio di come sta in questo momento, e ti sentì egoista, e lo sei, ma “istintivamente”, quindi non condannabile in quanto l’istinto non è moralizzabile. Certo che se la tua “compagna” vuole.di più della tua sola compagnia non potrai avere la botte piena e la compagna ubriaca. Dovrai scegliere, e qualunque sarà la natura di quella scelta, nella condizione emotiva nella quali to trovi dovrai rinunciare a qualcosa.
Questo è sicuro.
Credo con ha detto qualcuno prima di soffrire in forma lieve del disturbo evitante di personalità,anche se non ho una diagnosi. Dire che per la donna é più facile trovare é vero, ma trovare relazioni pienamente appaganti é difficile per entrambi.
Non credo di sentirmi in colpa poiché sono stato chiaro su quello che provo, certo per fare le cose fatte bene dovrei lasciare, ma vorrei ancora valutare bene, perché poi difficilmente si torna indietro. Lei troverebbe presto un altro ragazzo,sia per le sue qualità e sia perché ne ha bisogno anche più di me.
@Rossana: non mi sembra di essere stata particolarmente giudicante nei confronti di moby, almeno rispetto a quello che ho letto scritto da altri.
E cmq credo che tu non abbia capito quello che volevo dire, ovvero che lasciare qualcuno di cui non si è davvero presi SOLO se si ha già l’alternativa pronta è un comportamento tipicamente maschile. Le donne trovano più spesso il coraggio di interrompere una relazione ormai esaurita anche senza avere il rimpiazzo già pronto.
Alessandra,
sì, adesso mi è più chiaro il concetto che intendevi esprimere. nei comportamenti animati da sentimenti è tutto così ampio e complesso che spesso è facile fraitendere. benché simili nei risultati, le dinamiche di allontanamento sono diverse fra uomini e donne…
in ogni caso, non ho percepito alcun aspetto giudicante nei tuoi post; pertanto ero ben lontana dal voler evidenziare tale attitudine.
“Quello “dell’amore” è un altro sistema “codificato” per non stare soli che raramente diventa realmente amore, ma solo un modo per star bene soggettivamente.”
condivido questo concetto. La maggior parte delle persone non sceglie un partner perchè lo ama e lo ACCETTA, ma perchè corrisponde a determinate aspettative del suo ambiente abituale di frequentazione. E’ davvero raro trovare qualcuno a cui interessino la nostra mente e il nostro cuore, i nostri pensieri e le nostre emozioni. La maggior parte delle coppie che si vedono in giro sono farlocche, si basano sugli stessi principi su cui si baserebbe un qualuque contratto di business: mi metto con te perchè ho un ritorno in termini materiali, di esigenze personali, o un ritorno di “immagine” ( come nel caso dell’ uomo 40enne che si mette con la 20enne vista da tutti come il “fiorellino acerbo” ). Naturalmente, anche le situazioni in cui c’è uno che insegue e l’ altro che sfugge ( gli amori non corrisposti da gesti CONCRETI ) sono situazioni sfalsate. ma almeno in questo caso la spinta propulsiva che li porta a viverli si basa su motivi un pò più “nobili” che non quelli di un mero inserimento sociale. questo è quanto ragazzi. il resto è aria fritta.
@moby
Ti stai facendo troppi problemi. L’importante è che ne hai parlato con lei.
https://youtu.be/nFdrbO8hwng
Minuto 2.30
MARIAGRAZIA:
Secondo la tua descrizione di “amore”, che io peraltro in parte condivido, la solitudine sarebbe addirittura una bene.. ma non è che vogliamo raccontarcela? Non è che forse le persone stanno insieme (almeno in società evolute, non dove sono costretti dalle contingenze) perché lo vogliono? Io non lo so, non sono così esperto, i rapporti di comodo esistono pure e sono tanti ma poi bisogna vedere se sono così tristi come si pensa dall’esterno
moby, credo si stia facendo confusione. io non ho affatto detto che si sta necessariamente meglio da soli che in coppia. La maggior parte della gente vive meglio in coppia, ma non per i motivi che si pensano. Quando parlo di “bisogni e ed esigenze” che un rapporto soddisfa, non mi riferisco necessariamente ad aspetti materiali, ma anche sociali ed emotivi: sto in coppia con quella persona perchè piace ai miei conoscenti e perchè così sono ben accetto dalla comunità, sto in coppia per nascondere la mia omosessualità, e via dicendo ( tanto per fare degli esempi ). molti quindi sono addirittura consapevoli che il loro rapporto non si basa sull’ amore e su valori autentici e condivisi con l’ altro, così come sono consapevoli che quella relazione non durerà per sempre. ma magari la preferiscono rispetto all’ assenza di un partner. Nulla da dire, se chi vive queste situazioni non ci vede quello che non c’è e sta con i piedi per terra. per il resto, sono d’ accordo che un rapporto basato su un interesse “di comodo” non è necessariamente debba essere un rapporto infelice o squallido. Ma dire che si è scelta quella persona perchè è affine a noi, ci riempie e ci capisce, o altre cose così, è un’ emerita stronzata!
Moby,
secondo me, nessun rapporto è “triste” quando è abbastanza gratificante per entrambi i partner. infatti, nessuno sta a lungo con un altro senza trarne adeguati vantaggi. quando un rapporto non risponde più alle proprie aspettative o ai propri bisogni, oggi molto più di ieri lo si lascia cadere, senza troppe paranoie, ed è pure abbastanza giusto che sia così, soprattutto se è stato basato fin dall’inizio sulla trasparenza, evitando l’obiettivo assoluto del “per sempre”, diventato quasi assurdo in questo secolo.
logico, anche, che si sia sinceri ed onesti, almeno con se stessi.
MARIA GRAZIA:
“Ma dire che si è scelta quella persona perchè è affine a noi, ci riempie e ci capisce, o altre cose”
Tu dici che è una stronzata? Io non riuscirei a stare con una persona che non è affine con me, io non sopporterei lei e lei non sopporterebbe me. Affine ma con le giuste diversità che creino un minimo di contrasto che è importante per la crescita e il confronto. Poi però serve anche l’amore, quello che senti nello stomaco, almeno io la vedo così, pur essendo tutt’altro che un adolescente, ho bisogno di quelle sensazioni per portare avanti una storia con serenità
moby, tu evidentemente sei una persona in buona fede. e scegli una partner secondo i giusti criteri. ma non sono certo tutti come te. per molte ( ma sopratutto MOLTI ) la persona che hanno accanto rappresenta sopratutto uno status symbol: la ragazza bella e “fresca” per far invidia agli amici, la tipetta tranquilla che tanto piace ai parenti, la tizia che si rivela utile per altri scopi, e via dicendo…
un classico esempio di questo connubio è l’ uomo 40/50enne affermato ( o presunto tale ) che si mette con la 25/28 enne bella e sprovveduta ( o che semplicemente fa la parte dell’ oca perchè le torna utile ) in modo da poter dire a tutti: avete visto chi sono riuscito a conquistare a a sottomettere ? avete visto quanto sono MASCHIO ??
Naturalmente, la maggior parte di coloro che questo tizio ha di fronte dentro di loro penseranno: ” Ma guarda sto povero idiota! che alla sua età si fa ancora rimbecillire dalla ragazzina furba di turno. povero co......!”
Ma il tizio in questione si sentirà bello sereno e contento, come un agente segreto che ha appena compiuto con successo la sua missione. e naturalmente dirà al mondo intero di aver finalmente trovato la persona fantastica che cercava o aspettava da sempre.
Ovviamente anche le donne spesso e volentieri scelgono determinate persone non per quello che sono, ma per quello che rappresentano agli occhi altrui. diciamo quindi che è un meccanismo bilaterale e condiviso tra i due generi.
Ora, c’è chi fin dall’ inizio è cosciente dei meccanismi su cui si basa il suo rapporto e la prende con filosofia. e c’è chi…NO. in quest’ ultimo caso, la persona un bel giorno si sveglierà e si accorgerà improvvisamente che le cose sono sfuggite al suo controllo, non stanno andando secondo quanto preventivato, e che il big-Jim/la bambolina addomesticata si rivelano improvvisamente come soggetti che – giustamente – reclamano diritti, comprensione delle proprie esigenze e sopratutto SENTIMENTI VERI da parte dell’ altro. a quel punto possono succedere due cose:
– l’ altro si ravvede e si adopera per cambiare, ammettendo i suoi limiti e le sue colpe ( cioè quella di considerare il partner alla stregua di un oggetto telecomandato ).
– oppure gli parte la brocca ed eccoti il femminicidio o la strage familiare.
Naturalmente LA VERA PROVA DEL NOVE per questi rapporti, è vedere cosa fa l’ altro nel momento in cui perdiamo il lavoro, cadiamo in miseria, ci sequestrano le nostre proprietà, o ce ne andiamo in giro scorreggiando mentre camminiamo ( perchè magari abbiamo problemi di areofagia ) o con una macchina che sembra un residuato bellico perchè in quel momento non ci possiamo permettere altro.
Finchè le cose girano bene siamo tutti bravi a fare gli “innamorati”.
Mariagrazia non posso che darti ragione su tutto! É triste ma a volte é come duci tu.
Però vedi,a me degli status da mostrare agli altri non interessa e non voglio neanche essere scelto per i beni o le macchine..e poi c’è un’altra cosa, stare con una persona é bello, ma comporta anche degli impegni,non si può più pensare solo per se stessi ma bisogna ragionare come coppia,e io per quanto mi riguarda posso affrontare questi oneri solo se c’è un sentimento abbastanza forte che mi guida..altrimenti dello status di accoppiato proprio non mi interessa..al limite mi può importare il discorso della solitudine..che per quanto meschino é sempre meglio del possedere una ragazza come trofeo che poi magari come dici giustamente tu,appena non sei più quell’uomo brillante per cui uno si era presentato all’inizio..ti fanno “ciao ciao”
Caro Moby,
in realtà ti capisco. Sono stata sposata per 22 anni e ci siamo voluti molto bene. Ma anche io avevo bisogno di provare vero amore e attrazione, e anche per questo ci siamo lasciati. Quindi, a te consiglio di dire alla tua ragazza che non sei innamorato di lei. Almeno,le cose sono chiare. Potete continuare a stare insieme, con affetto, ma sapendo quali sono i presupposti.
@yog – forse uno dei commenti più geniali che ho sentito negli ultimi anni! Mi hai strappato un sorriso con il tuo cinismo! Inoltre mi hai dato l’impulso per fare il grande passo
Yog – 4 Gennaio 2016 20:38
Tronca subito. La tipa potrebbe altrimenti rinfacciarti di averle fatto perdere TU le ultime chances per la maternità e verrebbe fuori una tragedia. Sei appena in tempo per farla franca, ma fa svelto. Lascia la patata bollente a un altro, nella vita si fa così, e poi ci allontana fischiettando.
Il Professor Yog è stata l’ultima boccata di intelligenza in questo forum.
Credo che a 37 anni ci si possa unire non solo per innamoramento, ma anche per progetti con comune, come appunto non restare soli, fare famiglia, avere qualcuno affianco nei momenti difficili e un domani nella vecchiaia.
Solnze,
oltre i 30-35 anni per, l’uomo e la donna si uniscono in coppia quasi solo esclusivamente per progetti in comune che non è stato possibile concretizzare altrimenti.
con le debite eccezioni, che rendono ogni caso a sè… ovviamente!
Essendo stato rispolverato l’argomento, esprimo anche io il mio parere. Personalmente, dissento dai commenti precedenti. Per me, se non c’è l’innamoramento unirsi non ha senso, indipendentemente dall’età. Metter su famiglia e fare figli con una persona che non si ama alla fine porta solo problemi. I contrasti prima o poi saltano fuori. Perché se non c’è l’intesa reciproca, una visione comune delle cose e quel tanto di sentimento che consente di accettare i difetti dell’altro può solo finir male. O la coppia si rompe, con tutte le conseguenze del caso, o va avanti zoppicando, con infelicità e stress da ambo le parti. Le relazioni “di convenienza” per me vanno sempre evitate. Questa paura della solitudine, che sembra affliggere tanti utenti del forum è a mio parere molto sopravvalutata. Lo stress, le liti e le divergenze derivanti da una cattiva relazione dovrebbero essere paure assai più temibili della solitudine. Per me vale il vecchio detto “meglio soli che male…
Ne è passato di tempo da questa lettera. Dopo poco ci siamo lasciati. Nel frattempo sono rimasto da solo passando per varie dis-avventure.
Stare soli a 43 anni non è proprio il massimo, ma non affronterei mai una storia di cui non sono convinto, giusto per colmare una vuoto.. concordo con “meglio soli che male..”
Accompagnati, stavo per scrivere. Avevo finito i caratteri disponibili 😉 . Comunque Moby, fai benissimo a cercare una compagna se è quello che vuoi. Al giorno d’oggi anche a 43 anni puoi ancora trovare. Però appunto, prima di fidanzartici ufficialmente e/o andarci a convivere, meglio che sii sicuro bene che siate compatibili e che ci siano sentimenti forti da entrambe le parti. Altrimenti è meglio lasciar stare e andare avanti per conto proprio. Saluti.
Wow…. maschi. In qualche isola sperduta devono andare a stare. DONNE SVEGLIA!
@MILENA
Si, maschi a fare SESSO con le loro belle mogli e fidanzate su una spiaggia di qualche isola sperduta.
Provate a farlo in acqua
@Trader,
il problema è che voi maschi siete così pesanti che in acqua nemmeno le ciambelle di salvataggio non vi reggono 🙂
@MILENA Nessun problema, per non affondare, basta aggrapparsi alle due boe che hanno sul petto le nostre compagne.
Poi a riva, a loro volta, ci possono appendere in mezzo alle gambe la ciambella di salvataggio.
Avresti dovuto fare come me: un maschio virile e indipendente, ma furbo e sfuggente come una femmina.
In poche parole: tenerti quella carina ma insipida come morosa presentabile in società, e farti allegramente colleghe e amiche che ci stanno. Fidati, basta saperci fare un minimo e rimorchi bene anche in tempo di pandemia.
Spero l’hai lasciata. Non si può rimanere incastrati in un rapporto malato. E la cosa più brutta che c’é. Paura di rimanere solo? Mah un uomo dopo i 35 anni ha più possibilità di una donna perché la donna dopo non é più fertile e sfiorisce, mentre l’uomo ha maggiori risorse economiche di uno di 20, tranne in certi casi (disgrazia economica o ventenne rampollo di famiglie ricche). Ma poi molte ragazze sono attratte dalla maturità di un uomo oltre i 35. Hai 37 anni potresti cercare una di 27-30 anni, magari ti fa pure un figlio.
Ana…..leggi i commenti sopra…adesso ha 43 anni, è solo , e la sua fidanzata l’ha lasciata 5 anni fa….