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Come andare avanti…

Carlo lettore,

è da mesi che non scrivo su qesto sito. Sono partito e quando sono tornato dopo tante vicissitudini sono tornato … FIDANZATO! Lei è lontana un pochino da me e non ci vediamo spesso però il legame che ci unisce è forte.. forse. Sai questo è il mio problema : NON MI FIDO ABBASTANZA DI NESSUNO! HO PAURA DI ESSERE FERITO!

Ho tre strade che posso scegliere :

  • lasciarla andare e chiudere i contatti
  • pensarla anche morbosamente e sperando che mi risponde( quello che faccio ora)
  • pensare alla mia vita e anche a lei ma  con moderazione.

Quest’ultima strada cerco di intraprendere ma è molto difficile anche perchè col fatto che io non ripongo molta fiducia, la distanza, il fatto che lei è carina e molte persone le vanno dietro, il fatto che lei usa poco il cell capita che a volte ci sentiamo pochissimo, mi fa innervosire e mi fa tormentare l’anima.

Dio.. mi lamento sempre! Ho chiesto questo e adesso sono ancora triste! Con gli amici , per ora , la situazione è nettamente miglire , sono molto più sciolto e trovo davvero piacere ad uscire …

Sono  complessato di meno rispetto all’anno scorso, però non riesco a essere veramente felice…  SPERO DI CAPIRLO E DI ESSERLO, QUALSIASI SCELTA DEBBA FARE !

Prometeo

L'autore ha scritto 29 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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7 commenti a

Come andare avanti…

  1. 1
    Rossella -

    Quello che penso lascia il tempo che trova. Nel senso che non mi considero la pancia del paese. Io non riuscirei a sostenere questo modo di pensare, ma non giudico chi ci riesce perché a modo nostro, percorrendo strade differenti, ci preoccupiamo di essere costruttivi. Infatti proprio stasera si discuteva con mia madre del fatto che quando una persona ha un certo tipo di sensibilità (che fortunatamente ho riscontrato in pochi) tende ad avere un rapporto controverso con le apparenze… oltre a non essere preparata a convivere con le maschere sociali vive in maniera cosciente tutto quello che accade intorno a lei. Questo atteggiamento interiore la porta a vivere la vita terrena come un esilio. Questo significa che deve essere una persona pronta a fare grandi rinunce, oltre che capace di accettare una sconfitta, se non vuole trasformare la vita terrena in una sorta di purgatorio e collocarsi all’esterno del quadro normativo della vita come la intendono gli uomini inseriti in società. Dunque anche la scelta di ritirarsi dipende dal fatto che si spende il proprio tempo per portare avanti questioni di principio senza mai raggiungere un obiettivo. L’obiettivo è il confine tra la nostra sensibilità e il mondo borghese… perché rischiare di sentirsi tagliati fuori? Meglio concentrarsi sulle cose che contano e cercare di realizzare un ideale d’unità.

  2. 2
    Rossella -

    Nonostante tutto non riesco a riconoscermi in un’immagine che si rispecchia nell’Eterno senza la mediazione dell’istituzione nella quale sono nata per la seconda volta. Ci ho pensato bene. Non riuscirei a convivere con le responsabilità, grandi responsabilità, che mi andrei ad assumere… in fin dei conti le miei risposte le ho sempre trovate in quest’ambiente e non vorrei portare l’attenzione su di me. Penso di continuare il mio percorso per non appesantire le mie giornate. Non cambierò le mie abitudini, ma troverò il modo per farmi portare. Tutte queste sfumature contribuiscono a creare un profilo più aggraziato o comunque più casto. Lasciar correre con intelligenza non ti rende meno donna o meno uomo… si presume che tu voglia esprimere te stesso al di fuori di queste convenzioni. Perché impuntarsi? Mi sembra di essere stata molto pragmatica. Non ho ritrattato… ho detto che non mi conviene e dicendolo mi sono sentita sollevata da un peso. Se non mi convenisse non mi sentirei incentivata a vincere le resistenze. Se la convenienza riesce a spezzare le catene vuol dire che qualcosa di buono c’è, dai… Ad ogni modo la scelta di ritirarsi a vita privata (che poi è l’unico modo per promuovere la vita domestica intesa in termini attivi, perché la famiglia è un modello sociale a tutti gli effetti, se non affronti, e superi, in famiglia il disagio che nasce quando scendi a compromessi con la tua verità, difficilmente riuscirai a trovare un posto nel mondo)…

  3. 3
    Rossella -

    … e quella di dedicarsi alla carriera contribuiscono a tenere in piedi questo ideale d’unità. Una cosa non esclude l’altra, ma l’uomo che si sente diviso ha bisogno di realizzare che la sua insoddisfazione dipende dal fatto che gli manca il tempo materiale per vivere la famiglia come una società e che non ha bisogno di costruirsi degli autoinganni per sentirsi adeguato nel ruolo di marito, di moglie o di quello che sia. Multitasking? Che significa? Se hai l’umore sotto i piedi non ti serve a niente sapere che i tuoi parenti (che peraltro non vedi mai) pensano che sei ti sei realizzata. Queste categorie accomunano le nostre sensibilità. In linea di principio (l’idea di aver riempito tutte le caselle) da sola basta a renderti una persona realizzata perché tante cose non ti pesano. Io non nutro alcuna invidia. Questo modello che la natura ci propone non mi fa sentire sottomessa ad una classe, ma mi porta a dare un valore al mio presente.

  4. 4
    Benedetta -

    Ancora tu… solo il nome già mi spinge a saltarti a piè pari.

  5. 5
    Prometeo -

    scusa una domanda… molto semplice… ma tu … chi sei? … non commentare le cose mie se non ti piace il mio nome…STUDIA!

  6. 6
    Benedetta -

    Ti ho riletto: molto bene il fatto che sei più sciolto. E quindi più sicuro di te con gli altri, ne deduco. Per la “fidanzata a distanza”, non soffrirci troppo, non è detto che sia lei quella giusta, perciò guardati anche intorno, magari nella tua città potrai vivere al meglio una nuova e più gratificante storia d’amore. Non precluderti nulla, facendo presente alla tua ragazza le tue difficoltà del momento.

  7. 7
    Prometeo -

    grazie!

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