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Clima, ancora si “parla” di prendere provvedimenti urgenti

Lettere scritte dall'autore  

16 Marzo 2007 – ALICE NEWS: “Clima. Il pianeta verso la catastrofe – Siccità, inondazioni, diffusioni delle malattie tropicali, estinzioni di massa di piante e animali.
Le anticipazioni sulla seconda parte del rapporto sullo stato del clima redatto dall’Intergovernmental panel on climate change (Ipcc) – il gruppo di 2.500 scienziati che studia l’argomento su incarico dell’Onu – mettono i brividi.”

Il primo rapporto sui limiti dello sviluppo tecnologico sostenibile è del 1972 a cura del SDG MIT per incarico del Club di Roma.
l’analisi fu “il guasto è profondo, alle radici medesime del nostro tipo di civiltà. ricerche più avanzate, autocritiche genuine, mediazioni più penetranti saranno necessarie. se avremo la forza morale per intraprenderle, non solo potremo sperare di correggere il corso degli eventi per evitare il peggio che già si profila per un non lontano futuro, ma potremo forse gettare le basi di una nuova grande avventura dell’Uomo, la prima a dimensioni planetarie, quali le sue conoscenze ed i suoi mezzi scientifici ormai impongono”
le raccomandazioni furono: “prendere tempestivi provvedimenti”.
A distanza di più di 30 anni, il modello di sviluppo è rimasto esattamente lo stesso, i ghiacciai si sono sciolti, l’atmosfera s’è ancora più riscaldata, il buco dell’ozono s’è allargato, i ghiacci polari si stanno riducendo a velocità pericolosa per la Corrente del Golfo, le specie in estinzione sono aumentate, i film sul disastro ecologico sono abbondanti e alcuni perfino ben fatti, ma ancora si “parla” di prendere provvedimenti urgenti.
Poiché il Diavolo da sempre è capace solo di fare pentole ma non i coperchi, la conclusione è una sola: prendere atto che, non avendo avuto l’accortezza di prendere il Diavolo a calci in culo quando sarebbe stato il momento e il caso, siamo irreversibilmente fritti e meritevoli di esserlo!!!
suerte!!

L'autore ha scritto 55 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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3 commenti

  1. 1
    albert -

    Filippo, non credo che sia troppo tardi. Certo se si continua così lo diverrà senz’altro.
    Basterebbe passare in fretta all’idrogeno, investire massicciamente nella sostituzione dei combustibili inquinanti, e il riscaldamento verrebbe bloccato o rallentato.

    Guarda che solo limitando i viaggi aerei, che creano una coltre di gas serra in alta quota, si è notato che il clima migliora molto.

    Però è vero che tutto il modello di sviluppo (si guarda solo alla crescita del PIL!) industriale è da rivedere.
    Limitare i consumi, limitare le nascite, riciclare i rifiuti, distribuire le risorse in modo più equo, riforestare e combattere la desertificazione dei suoli, eliminare i combustibili inquinanti.

    Credere che l’uomo non possa farlo se vuole, è fare un torto alla sua intelligenza, così come è stato stupido devastare la natura fino ad oggi.
    Il problema è che forse ci vorranno altre catastrofi ambientali per svegliare la gente e i politici.

  2. 2
    Bruno -

    Basterebbe annientare gli umani, solo cosi il pianeta sarà salvo.

  3. 3
    filippo -

    dici bene:
    se non c’è qualche megacatastrofe questi alla riconversione (all’intelligenza!) non ci pensano manco un poco e la gente intanto deve andare, come minimo, al lavoro con le macchina a petrolio per campare.
    il meccanismo è diventato una vite senza fine.
    ora, hai idea di quanto alto sarà il costo in vite e risorse di tali inevitabili megacatastrofi?! tanto alto da far abbassare di botto la vita media degli esseri umani dai 28 anni di oggi (considerando tutto il mondo) a 18 anni.
    ma che bel progresso eh, tutto per consentire a 4 Senatori del cazzo di farsi le ville a Cuma a avere un migliaio di schiavi ciascuno (similitudine imperiale romana).
    ecco perché siamo irreversibilmente fritti!
    speriamo che almeno serva di lezione ai superstiti!
    suerte!

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