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di LAD

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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015.

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Categorie: - unclassified

24.256 commenti

  • 22951
    Argo -

    Maria è inutile che cerchi di sminuire (al solito, da bambina… lui è avvenente e te sei cesso) non è questione di delusioni e rancori ma di verità ed equità. Gabriele potrà anche essere avvenente (per l’ennesima volta ha voluto vantarsi di fare l’indossatore) , ma se la fidanzata lo ammazza non fa notizia

    La condizione della donna in Italia non é per niente facile.

    Figuriamoci quella degli uomini allora 😂

  • 22952
    Suzanne -

    No, Maria Grazia non ha ragione nemmeno questa volta, perché, come al solito, ha la brutta abitudine di partire da sue convinzioni e spacciarle per vere senza uno straccio di dati a sostegno. Per questo Maria Grazia è del tutto incapace ad argomentare, oltre al fatto che polarizza ogni argomento e si avvale di insulti personali per prevaricare sul suo interlocutore (insulti tra l’altro che dimostrano la sua età mentale ferma a circa 8 anni per essere generosi).
    Esempio: chi lo dice che i divorziati sono in maggior parte benestanti? Citare dati e fonti grazie.
    Paragonare le donne italiane a quelle afghane è un insulto all’intelligenza di chi legge. Poi, se si volesse sul serio contrastare il fenomeno del femminicidio, esacerbare la tensione tra sessi opposti non mi sembra la strategia piú efficace, e nemmeno negare problemi oggettivi che hanno anche gli uomini. Come sempre il discorso è molto piú complesso e piú sfumato di slogan facili da click su internet. Imparate ad argomentare.

  • 22953
    Gabriele -

    @Argo, non mi sono vantato, ho solo riportato un esperienza personale, poi sull’essere avvenente, non mi permetto di emettere giudizi, anche perché non sono un modello di intimo, coi muscoli e la magrezza a posto, quindi il punto non é essere o meno avvenenti. Il punto é che ci sono delle discriminazioni oggettive, che riguardano più da vicino le donne, e che in certi ambienti emergono di più, perché colpiscono anche i colleghi uomini. Se si vuole lavorare, bisogna tacere, non si può dire “Caia ha approfittato per palparmi, perché deve farmi indossare tal giacca, e però non lo fa col metro, prendendo e comparando le misure sul modello, eh no, lo fa a spanne indugiando sempre su certe parti del corpo, tipo cosce e glutei, vedi tu, se non c’è discriminazione in dinamiche del genere, per le donne é piu difficile, perché capita più spesso.
    @Suzanne, le statistiche dicono che 8 donne su 10, si sentono in un ambiente poco sicuro e la società Italiana non le difende. Prosegue

  • 22954
    Gabriele -

    …report “Mai più invisibili, 2023”.
    “Dal 2018 al 2023, il valore dell’Indice è cresciuto solo di 0,2 punti, passando da 55,6 a 55,8 e rientrando nella categoria di “inclusione insufficiente”. Nel 2023, l’Italia è peggiorata soprattutto per quanto riguarda le opportunità economiche e la partecipazione politica delle donne, mentre la condizione di bambini/e e adolescenti è peggiorata nelle dimensioni dell’istruzione, della salute e del capitale umano.” Estratto breve.

    Dove sarebbe l’offesa per chi legge? Davvero non hai mai sentito di donne aggredite, o che per una passeggiata, non più rientrate a casa? E poi si fa la morale ai regimi Afgani, ammesso e concesso mettere in discussione certe dinamiche, che ricordo, capitano solo qui in Italia. Hai mai letto le statistiche Svizzere, o Tedesche o Finlandesi? Immagino di no. Questo é offensivo per chi legge.

  • 22955
    Suzanne -

    Gabriele, immagino e spero che tu volessi fare un’iperbole, che trovo comunque del tutto fuori luogo. Le donne italiane sono costrette a indossare il burqua, a non parlare in pubblico, ad essere scortate in giro da uomini della famiglia, a non poter proseguire gli studi? Non rendiamoci ridicoli. Bisognerebbe approfondire il concetto di sicurezza, che può variare da sensazione di incolumità per la propria vita a scarsa sicurazza sull’essere riconosciute/giustamente apprezzate a livello lavorativo. Ripeto, continuare a estremizzare i concetti non aiuta a perorare la causa, anzi, porta gli interlocutori a farsi una risata e andare oltre. Ripeto, imparare ad argomentare significa conoscere ed evitare le fallacie argomentative, utilizzare fonti e dati inerenti la discussione (hai dimostrato con la tua citazione che le donne italiane sono uguali a quelle afghane? No, hai solo spostato l’attenzione, altro modo scorretto di avvalorare la propria tesi).

  • 22956
    Suzanne -

    Poi, cosa significa che “la società italiana non le difende”? Esistono leggi anche molto severe su tutte le forme di violenza/stalking o altro nei confronti degli individui. Io stessa proprio recentemente ho dovuto, mio malgrado, segnalare alle Forze dell’ordine un uomo che da dieci anni mi “molesta”, arrivando ultimamente a minacce. Ho trovato una grande attanzione da parte del mio Dirigente Scolastico e dei Carabinieri, non mi sono mai sentita non ascoltata o accolta, anzi, fin troppo visto che, ripeto, conoscendo le problematiche personali dell’uomo, ho provato compassione per lui. Da donna sono un po’ stanca di tutta questa retorica sulle donne sempre e comunque vittime e degli uomini semi-bestie tutti colpevoli solo per essere nati con comosomi xy.

  • 22957
    Gabriele -

    Non indosseranno il burqua, però per esempio, come tu stessa riporti, subiscono ben dieci anni di quello che sembrano essere molestie e stalking, già ho espresso le fonti, se poi a te personalmente non bastano, non so che farci, di certo sei una testimone del fatto che le donne vengono discriminate, perché di questo si sta parlando. Poi magari non indosseranno il burqua, ma vengono lasciate a casa se per caso rimangono incinta, e non dire che non succede, perché l’alienata dal resto del mondo diventi tu. Piuttosto argomenta tu, con dati, visto che poni la questione della bontà degli argomenti e che bisogna fornire fonti, una fonte ti é stata fornita, ammesso e concesso chiedere altrettanto a te, perché a parole chiedi le fonti delle argomentazioni, che ti vengono fornite, perché almeno una l’ho fornita, le tue fonti dove sono? Quelle autorevoli? A parte la vicenda personale che é personale, e che non é una fonte autorevole, direi che mancano e sono assenti…

  • 22958
    maria grazia -

    Se la mia età mentale è di otto anni quella di Suzanne è di due..
    La situazione è quella che Gabriele ha ben descritto, riportando pure i famosi dati. Suzanne deve venire qui in Germania per capire cos’è il VERO rispetto verso le donne. Qui le molestie sul lavoro sono punite con l’ arresto. E un uomo che si rende responsabile di condotte persecutorie non può certo poi andarsene bellamente a spasso come succede in Italia, dove a quanto ci dice Suzanne lo stalker gode persino della compiacenza della vittima.. siamo davvero all’ assurdo.
    Ma poi non capisco perché noi italiani dobbiamo sempre fare il raffronto con paesi dove le donne portano il burqa.. QUELLO È IL TERZO MONDO. Non ci vuole niente ad essere meglio di loro, ma questo non significa che siamo un paese culturalmente evoluto e civile.

  • 22959
    maria grazia -

    Gli uomini che divorziano più facilmente sono quelli benestanti ed è naturale che sia così. Un poveraccio fa di tutto per restare con la moglie perché un divorzio non se lo può permettere. Basta osservare la realtà… 

    E’ Suzanne che insulta in continuazione cercando di far passare per un idiota chiunque non le dà ragione e negando l’ altrui diritto di avere il proprio pensiero. È invidiosa perché le tolgo la scena. Tutto qui.

    Intanto.. ennesimo caso:

    https://notizie.virgilio.it/femminicidio-a-ripaberarda-vicino-ascoli-piceno-marito-uccide-la-moglie-a-coltellate-in-casa-c-erano-i-figli-1652747

    Ormai non si contano più.

  • 22960
    Suzanne -

    Gabriele, se mi dici le fonti di cosa, magari ci intendiamo. Del fatto che le donne italiane non sono equiparabili a quelle afghane? Seriamente?
    Maria, non mi stupisco che tu non comprenda le sfumature di certe situazioni e non ho nessuna intenzionedi sprecare il mio tempo a spiegartele. Sei tu alla fine che vivi incazzata nera con gli uomini e convinta che tutti trqnnete siano dei narcisisri patologici. Fatti due domande, se ce la fai.

  • 22961
    Gabriele -

    @Suzanne, ti ricordo il contesto del discorso, che é la discriminazione femminile o delle donne in Italia, della quale a richiesta di fonte, é stato fornito un report STATISTICO obiettivo ed autorevole. Chiaro che la situazione é diversa fra i vari paesi del mondo, tipo in Italia ed Afghanistan, per ovvi motivi, ma in premessa c’è già stata l’affermazione di tale differenza, ovvero che l’Italia é un Paese a cosiddetta economia avanzata, e dove la questione di parità fra generi e discriminazione nei confronti della condizione femminile si propone, secondo le fonti che ti sono state già riportate. Ora toccherebbe a te fornire le fonti di ciò che dici, che evidentemente non vuoi fornire, pur avendo insistito sulle “argomentazioni” da portare a SUFFRAGIO di ciò che affermi e cioè che secondo te, il problema non sarebbe poi così importante o meritevole di un confronto, va benissimo, ma allora se ti basi esclusivamente su un opinione, senza pensare a fornire un dato o un report,…

  • 22962
    Gabriele -

    …inutile dire a gli altri che per argomentare ci vogliono i dati, perché la prima a doverli fornire, secondo questa, linea logica dovresti essere tu. Poi altrimenti, sembra che ti permetti di sindacare, su quali opinioni siano condivisibili e quali no, ognuno ha diritto alla propria opinione. Sei ancora nell’ambito della singola opinione, non hai riportato dei dati, nessuno…
    Attendiamo con ansia, anche per coerenza visto quello che hai dichiarato prima.

  • 22963
    maria grazia -

    Suzanne sapevo che avresti scritto una cosa del genere, ma non ci sono “sfumature” da capire. Chi vive un disagio deve porvi rimedio. Stare male non è una giustificazione per perseguitare gli altri. Se c’è una incazzata con il mondo quella sei te, forse proprio perché ti rendi conto di essere sottomessa, agli uomini così come al sistema. Io non mi sottometto a nessuno dei due. Tutto qui.

    Le fonti vuole..ma si può!

  • 22964
    Gabriele -

    Poi, per quanto riguarda il divorzio, che l’uomo sia benestante o meno ha poca importanza, perché il fine ultimo del divorzio é fare in modo che sia il più lucroso possibile: da un contesto di comunione dei beni, che é il Matrimonio, il divorzio diventa l’occasione ultima di castrazione economica, nei confronti dell’elemento della coppia che ha i valori più ampi, disolito é l’uomo, ed ecco che puntualmente arriva l’attribuzione per esempio degli alimenti, all’ex moglie, perché “c’è il tenore di vita durante il coniugio”. Quindi si instaurano dei meccanismi di dipendenza economica e di debiti, e perdita sotto tutti i punti di vista. Chi ci guadagna? Gli avvocati divorzisti. Di certo non chi divorzia.
    Inutile dire, che non intendo espormi a situazioni del genere, la mia ragazza sa, che non riceverà mai la proposta da parte mia, perché non voglio divorziare da lei, ed é per un certo verso, molto romantico.

  • 22965
    maria grazia -

    Gabriele condivido la tua scelta, anch’io per principio sono contraria al matrimonio. Tieni presente comunque che per la legge la tua partner avrà gli stessi diritti di una moglie se vivrete assieme e avrete dei figli.

    Il divorzio incide sulla condizione economica. Se si è in comunione dei beni il coniuge più abbiente ci rimette. Un conto però è pagare gli alimenti e dover andare via di casa se sei benestante, altra cosa è doverlo fare se guadagni 1000 euro al mese. Sta qui la differenza. È per questo che i divorzi sono più frequenti tra i ricchi.

    In Italia comunque la maggior parte della popolazione è povera, sia uomini che donne. Guadagnare 1000 euro al mese, cioe’ il normale stipendio in Italia, vuol dire essere poveri. Sono davvero pochissimi coloro che possono permettersi di divorziare senza seri contraccolpi a livello pratico. Molte donne italiane divorziate non ricevono alcun mantenimento e in più hanno l’onere di dover mantenere i figli.

  • 22966
    Gabriele -

    Se si trattasse dei figli, Maria Grazia la musica cambia. Certo che li mantengo, ma di certo il mantenerli non deve passare dal “sindacare” del genitore convivente coi figli, perché lí é chiaro che ad un certo punto c’è la tendenza a dire “se devi rompere l’anima, arrangiati”, e dunque gli alimenti per i figli a volte decadono per questo, e chi non li versa, se dimostra di partecipare comunque alle spese per i figli, può anche non versarli. I figli invece vengono usati il più delle volte come un vero e proprio ricatto: se sei bravo te li faccio frequentare, se non sei bravo non te li faccio frequentare. Come se il diritto di un genitore di frequentare i figli, dovesse passare da un genitore, e non dal diritto naturale prima e giuridico poi, altro punto la frequentazione dei figli non é mai subordinata dal versare gli alimenti, al genitore convivente, anzi e questo é l’aspetto importante, il genitore convivente deve attivarsi per favorire al meglio la frequentazione fra i figli…

  • 22967
    Gabriele -

    …ed il genitore non convivente. Poi secondo me, tutto il casino si risolverebbe in una cosa sola: anticipare parte dell’eredità familiare, in sede di divorzio, invece di assegnare la casa ad un genitore, che poi sarà il genitore convivente, assegnare la casa ai figli, anche solo simbolicamente, e poi si vede quale genitore é piú adatto ad essere genitore convivente. Tipo per esempio se caratterialmente é piú accondiscendente nei confronti degli altri pure dell’ex, difficilmente romperà le balle per gli alimenti ai figli.

  • 22968
    maria grazia -

    Ovviamente in un sistema equo l’essere o meno adatti alla genitorialità non deve o non dovrebbe passare per la decisione arbitraria dei singoli, ma da un’ attenta valutazione da parte di organi competenti preposti a valutare da caso a caso. Nel caso uno dei due genitori sia disfunzionale ( a prescindere che si tratti del padre o della madre ), ad esempio perchè ha un disturbo di personalità, la bigenitorialità non dovrebbe essere applicata.

    L’ assegnamento della casa o del mantenimento è una faccenda differente perchè in questo frangente vengono valutati altri aspetti, come la condizione economica oggettiva dei soggetti coinvolti nella disputa.

  • 22969
    Golem -

    Boh, forse ho risolto i guai informatici sul sito perchè vedo le ultime uscite. Evidentemente il jet lag mi giova e mi rende più lucido. Infatti al momento per me sono le 9 e 43 della Florida.

    Suzy, com’è finita coi ritardi sulla fine lavori. C’erano le penali nel contratto?

  • 22970
    Gabriele -

    @Suzanne Discorsi a parte sulla parità di genere e simili, anche io vorrei sapere come é andata a finire, e se quelle dritte sul codice del consumo, ti sono state d’aiuto.
    Non mi sono permesso di fare domande dirette, perché ritengo che gli aggiornamenti debbano essere dati dalla persona, quando ne ha tempo secondo i suoi tempi, anche per educazione, cioè se vuoi socializzare gli sviluppi, per vedere come evolve la situazione.
    Anche rispetto a ricevere indicazioni e/o suggerimenti. Non é facile.

  • 22971
    Suzanne -

    Sí scusate ma in questo periodo non ho nemmeno il tempo di fare la cacca. Nulla, stiamo ancora aspettando l’ultima tranche di pagamento ma siccome la ditta è stata suggerita dall’architetto che è un nostro amico (anche se ha preso il tutto un po’sottogamba), non credo faremo molto. Io poi per mia natura ho la propensione a lasciar perdere e a pagare anche piú del dovuto. L’unica volta in cui mi sono proprio impuntata è stata per la cucina, che tra l’altro ora che è arrivata come la volevamo è bellissima.
    Golem, come ti invidio il viaggio intercontinentale; chissà quando riuscirò a fare di nuovo i miei viaggetti, tra nanetti da gestire e soldi volatilizzati eh eh.
    Buon Natale e buone feste se non ci si sente piú.

  • 22972
    Golem -

    Vabbé Suzy, certe volte conviene davvero lasciar perdere e chiudere velocemente certi rapporti per guardare avanti, e forse questa è l’occasione per farlo. Anno nuovo vita nuova.
    Suzy, inutile dirti che anche noi trent’anni fa, o giù di lì, vivevamo gli stessi problemi, ma è un percorso, e prima che te ne renda conto il nanetto sarà facilmente trasportabile e si aggregherà volentieri ai vostri viaggi.
    In Florida c’eravamo già stati proprio trent’anni fa, a casa di questa vecchia amica di mia moglie che sta a Boca Raton, e la nostra nanetta aveva due anni, come il figlio di quell’amica che si è sposato l’altro sabato, ma alle Keys.
    Però Suzy, la Florida è così “artificiale” che non la proporrei come meta ad una viaggiatrice come mi pare sia tu. La prima volta portammo la piccola a Disneyland, e vabbuò, ma in questa occasione erano le persone che ci hanno “mosso”. Tra l’altro temevo di essere nei registri dei “ricercati” perchè nel ’94 non avevo pagato una “fine” di 176 dollari per eccesso di velocità. È andata bene va.
    Auguri e Buon Natale! 😉

  • 22973
    Ciro e Patrizia -

    Noi invece che viviamo a Napoli Fuorigrotta, porteremo i nostri 4 bambini a Edenlandia, che è più bella di Disneyland, è vicino a casa e non si paga l’ingresso, così possiamo spendere solo per quello che facciamo, visto che siamo un poco poveri.

  • 22974
    sherazade -

    Per Ciro e Patrizia

    Siete così coraggiosi ed affascinanti da sembrare irreali. Tanto quanto è vera e concreta ogni fiera di vanità.

    Comunque sia, buon divertimento a voi e ai vostri bambini.

    Grazie per aver condiviso. Un abbraccio.

  • 22975
    maria grazia -

    Suzanne fa bene a tacere. Dovrebbe farlo PER SEMPRE perché ha la coscienza sporca. Non ha pronunciato una sola parola sulla strage avvenuta ai mercatini natalizi di Madgeburg, e compiuta da un IMMIGRATO SAUDITA che la Germania aveva accolto a braccia aperte e si era tenuta nei suoi territori nonostante il soggetto avesse mostrato nel corso degli anni allarmanti segnali di pericolosità. Se si fosse trattato di un cittadino occidentale di pelle bianca sarebbe già in galera da anni, ovviamente.. Ma sono certa che la nostra radical chic ormai storica anche stavolta avrà la faccia tosta di negare l’evidenza, e cioè che l’importazione di culture e mentalità troppo distanti dalla nostra non è solo una questione economica o di identità, ma è prima di tutto una questione DI SICUREZZA. Sempre che ovviamente il soggetto in questione non sia stato sovvenzionato dai nostri stessi governi proprio per portare a compimento quella “sfoltitura” che fa parte del grande piano. Il che è molto probabile.

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