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LAD
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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015.
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Trad, uno su dieci viene qui per dibattere, e forse meno. Te lo ripeto, questo è soprattutto un “rifugium sfogatorium”. Come in tutti i “gruppi” bisogna stare attenti a non mostrarsi “troppo in ogni cosa”, sennò scattano le “contromisure” compensative. Alla fine sai, le relazioni si comportano come l’acqua nei vasi comunicanti, che si stabilizza sul livello medio. È quel “medio” poi dipende dal livello dei partecipanti.
Il Salento è casa mia, ci sono nato e ho casa, oltre che parenti e amici, e ci vado sempre volentieri. Ma è soprattutto my wife che merita una bella vacanza dopo un anno di “lavori”. Il Garda? No Trad, io ho la bussola che invece del Nord ha il Sud come direzione principale. Sono mediterraneo da capo a piedi. Solo gli occhi sono nordici. Chissà da quale antenato arrivano. Mah.
più nulla, ma vi consiglio di darci un’occhiata, per vedere come erano cazzuti i mediattivisti che vi scrivevano:
https://italy.indymedia.org
Altro che piagnistei perché la ragazza ha le mestruazioni.
Putroppo non trovate i miei articoli. Quella che vedete è la vecchia Indymedia che chiuse nel 2006. Poi la riaprirono come aggregatore dei nodi Indymedia regionali. Cominciai a scrivere nel 2008 come Trader sul nodo Indy Lombardia. Sulla vecchia Indy pubblicai un paio di articoli su altri argomenti con un altro nickname. I nodi locali non sono più visibili. Nel 2012 chiusero tutti i nodi. Mi pare che per un periodo restò aperta Indy Piemonte, poi anche quella tirò le cuoia.
Cliccate in alto su “newswire”. Era il cuore di Indy, dove noi mediattivisti postavamo le notizie.
E fatevi due risate cliccando “articoli nascosti” su home colonna blu a dx in basso. Gli admin vi mettevano gli articoli che violavano la policy.
Per motivi sconosciuti, mi hanno censurato il primo di due miei commenti precedenti. Lo riassumo:
GOLEM, da buon uomo del sud, potresti avere sangue nordico: il sud Italia era stato occupato dai Normanni nel medioevo! C’è anche una località in Puglia che si chiama San Vito dei Normanni.
Hai ragione.
(((i))))
Notizia sensazionale che ho scoperto l’altro ieri: È NUOVAMENTE VISIBILE IL SITO INDYMEDIA:
https://italy.indymedia.org
Sul sito non si può più pubblicare nulla, ma è interessante come documento storico.
Era un sito di controinformazione, in cui ognuno poteva pubblicare notizie in tempo reale.
Vi parteciparono personaggi come l’attivista viterbese Vittoria Oliva; l’avvocata Tristesse che ebbe una relazione con Rosario, candidato alle amministrative di Napoli.
Mitica INDYMEDIA!
Sono sempre più propenso ad uno “STOP” definitivo sulle patenti di guida !!
https://www.youtube.com/watch?v=e76FgA4_WLg
Trad, io ho un cognome stranissimo, che in italiano non significa niente. Per anni mi sono scervellato per capirne l’origine, finché un giorno di molti anni fa trovai un libro sui cognomi salentini su una bancarella di un paesino del Basso Salento, noto, assieme ad un altra dozzina, per essere un isola linguistica greca, anzi, grecanica. Dove ancora oggi buongiorno di dice “kalispera”, cuore “cardià” e acqua “nerò”. La Puglia è una regione “ponte” tra continenti, ed è quella con la maggior presenza di insediamenti provenienti dai Balcani e dall’Egeo. Bè, su questo libro -fatto da un tedesco: Gerhard Rholfs- trovo l’origine del mio cognome, che proviene dalla attuale Dalmazia in seguito alla fuga, dovuta alle occupazioni ottomane avvenute durante il medioevo, di popolazioni slave di cultura cristiana che erano sotto l’egida veneziana. Questi dalmati hanno fondato due comuni, oggi in provincia di Brindisi: San Pietro degli Schiavoni e San Vito degli Schiavoni, cioè degli Slavi. Quest’ultimo nel 1861 cambio il suo nome》
》in San Vito dei Normanni, rifacendosi ad un’antica torre di guardia Normanna preesistente al paese stesso. Questo perchè il termine “schiavoni” era sinonimo di schiavo e forse ai notabili non piaceva dare quell’immagine. Ma il paese è di fondazione slava, ed è possibile ritrovarvi cognomi slavi italianizzati per ragioni fonetiche, come è successo al mio, che è originario proprio di quel paese, anche se lo si ritrova in altre aeree contigue, come la cittadina dove sono nato.
Viaggiando in Croazia verso la metà dei ’90 ho trovato pure la zona di provenienza di quel cognome nella penisola di Orebič, di fronte all’isola di Corzula, dove nacque Marco Polo. Bè, io mi sono così appassionato all’onomastica che ho comprato decine di testi, dai quali si scopre che l’Italia ha il più vasto repertorio AL MONDO di ceppi cognominali. Inoltre avevo una nonna con un cognome chiaramente ispano-aragonese (ancora presente in Spagna) e gli spagnoli in Puglia sono stati presenti per tutto il ‘600. Sono quindi fieramente un “bastardo”. E qui (e non solo qui) lo sanno.
Ci voleva sta stretta. Finalmente!
Innanzitutto vi faccio i complimenti per il dibattito che stiamo conducendo su questo sito.
Mi trovo con le considerazioni fatte da Marc e Golem.
Non sono d’accordo, tutte le “strette” sono limitazioni alla libertà di movimento. Io penso le stesse cose di prima, cosa cambia? Nulla, ma è la solita apparenza consolatoria che piace tanto alla massa e alimenta i rapporti falsi e opportunistici.
Su FB ho dato dell’idiota un idiota e mi hanno bannato per tre giorni. Poi, scontata la pena, gli ho dato del minus habens, che è la stessa cosa, se non peggio, ed è passato. Anche l’algoritmo è un idiota, e gliel’ho dimostrato. Ma ovviamente non l’ha capito. E questo che mi fa godere.
Nella fretta di inviare due commenti entro la pubblicazione delle 22.00, per sbaglio ieri ho invitato il commento 12558 qua, che doveva essere postato sulla lettera “Voi che pensate del mondo in cui viviamo” o forse mi è stata spostata dagli admin, non so. L’altro commento, che riporto qua di seguito, forse non l’ho inviato, anche se mi sembra strano.
GOLEM, interessante ciò che hai spiegato. Ho imparato qualcosa che non sapevo. Per un periodo nella mia vita ho vissuto, oltre che a Milano, anche a Venezia e là c’è una strada lungo la riva dopo Piazza San Marco che si chiama Riva degli Schiavoni.
Aggiungo inoltre che, studiando la lingua greca (feci due anni di Greco moderno gratuito organizzato dalla chiesa greco ortodossa. Era gratis forse per finalità turistiche), ho notato che “sedia” in greco si dice “karekla”, mentre nei dialetti istro-veneti si dice “carega”.
Certo Trad, la curiosità, la ricerca, è la benzina dell’intelligenza, e quello di capire l’origine del mio cognome mi ha assillato fin da piccolo, ma fin da allora ho sempre cercato e trovato la strada per avere le risposte che cercavo. Sino a quelle che ho riportato qui riguardo la mia coppia e che tanto ha fatto “adirare” gli esperti di coppie altrui.
Quanto alla presenza di fonemi di provenienza straniera sia nell’italiano che nei dialetti locali, questa è cosa nota. Ma in quell’area della cosiddetta Grecìa
(con l’accento sulla “i”) salentina, il dialetto è proprio di origine greca. Senza contare le decine di paesi di origine albanese, anzi “arberësh”, risalenti al XVI secolo nei quali i più anziani parlavano albanese sino tutti gli anni 70. Pochi sanno che molti paesi, tra i quali il mio, hanno quartieri “giudecca” dove erano insediati Ebrei che non erano accettati altrove. Non per caso la Puglia si è dimostrata la più “accogliente” tra le regioni. Chi ha visto nel ’90 lo sbarco a Bari delle migliaia di profughi albanesi lo sa.
Un conto è la libertà di movimento un conto è offendere le persone perchè magari non condividono il tuo pensiero.
E se dai dell’idiota a qualcuno prima o poi troverai quello che dell’idiota lo dà a te.
Poi si passa al turpiloquio.
In risposta al commento n. 12554
Si certo ma come andiamo a fare la spesa a piedi? Al lavoro?
Passà, non ci vuole un genio per capire che ci sono centinaia modi per dare dell’idiota ad uno, se vuoi te ne elenco venticinque che ti sembreranno complimenti. Io preferisco dirti in faccia quello che penso invece di trovare allegorie retoriche o, PEGGIO, fingere per “educazione”. Quest’ultima è una convenzione culturale ipocrita, che è servita a contenere i conflitti sociali, ma che invece non contiene un bel niente, perchè li “sposta” altrove, altrimenti nei cosiddetti paesi civili non esisterebbero delitti di nessun genere, invece le carceri sono stracolme e i tribunali traboccano di cause.
Io mi regolo con Totò, che è il mio filosofo guida, lui quando era arrivato “in fondo” pronunciava la sua famosa frase: “lei è un cretino, si informi”. E con quello diceva tutto, e onestamente, quello che si poteva comunicare a QUELL’interlocutore.
Se io ti dò del cretino ti
posso anche spiegare il perchè. Se tu me lo giri, puoi ribaltare la mia spiegazione? Solo così è ammessa la replica, sennò te lo tieni.
GOLEM, è interessante ciò che spieghi, non sapevo queste cose.
@Tommy
Per andare a fare la spesa, al lavoro o altrove sarebbe più opportuno utilizzare altri mezzi più sicuri che non dovranno andare nemmeno a 100 all’ora, ne tanto meno a benzina. Perché il problema è che ci sono macchine di grossa cilindrata che hanno una potenza da non sottovalutare. Quindi secondo me non dovrebbero mai più esistere !!
Trad, avevo aggiunto una ulteriore nota su una minoranza francofona in provincia di Foggia e come vi si sia insediata, ironizzando su queste mie conoscenze, macchè: censurata. Il perchè non si saprà mai. È vietato sfottere anche… sè stessi.
Se tu offendi qualcuno dandogli dell’idiota o facendolo in venticinque modi che sembrano complimenti e che pensi di conoscere solo tu, prima o poi troverai quello che dell’idiota lo darà a te sia direttamente che in altrettanti venticinque modi che sembrano dei complimenti.
Ma non si offende qualcuno solo perchè si hanno opinioni diverse.
Quindi bene hanno fatto gli amministratori a dare un giro di vite.
Dare del cretino a qualcuno e spiegarglielo non è garanzia di non ricevere lo stesso insulto con tanto di spiegazioni. Anche perchè le spiegazioni di un insulto dato in replica spesso sono anche piu efficienti delle “prime”. E su questo sito ne abbiamo avuto ampia testimonianza.
Nessuno ha il verbo in tasca, anche nel dare del cretino.
E lascia perdere le battute dei films che spesso sono belle e fanno ridere ma hanno valenza fintanto che fanno parte di un copione scritto dove non è prevista una replica.
Passy, in una discussione, l’appellativo di idiota -al netto di tutta l’ipocrita liturgia sociale di cui si è accennato- sorge spontaneo quando appare chiaro che l’interlocutore non ha i mezzi per comprendere il livello che si è raggiunto ma non se ne rende conto, e insiste cocciutamente con una tesi che omai non ha più senso. Come per la battuta di quel film, dove l’insistere sul collocare “banalmente” l’avversario al primo posto, ritenendolo -malgrado quel “particolare” contesto logico- superiore a “quel” secondo posto, significa inequivocabilmente dimostrarsi idioti. Quello è il punto.
La sicurezza del neo idiota di sentirsi “certo” del fatto suo -pur mescolando le logiche per mancanza di adeguati “recettori” discriminanti- non lo esime dall’esserlo per chi invece i recettori li ha e ha compreso il “senso” della battuta.
Basterebbe osservare che è stata inserita in una commedia dalla comicità paradossale, dove quella collocazione voleva sottolineare una tale idiozia del soggetto, che andava oltre i normali metodi di misurazione.
Ma che lo dico a fa.
@Massimo.
Fammi capire, quali mezzi ritieni essere più sicuri scusa? Non credi che basta essere prudenti senza ubriacarsi il sabato sera? Intanto dovresti sapere che la legge è diventata sempre più severa sulle patenti il che questo basta è avanza, ciao.
GOLEM, credo che gli admin leggano molto frettolosamente i commenti da pubblicare, travisando cosa scriviamo. Tempo fa mi avevano ufficialmente risposto ad una delle mie molte segnalazioni. Dalla loro risposta si notava che non gli era chiaro cosa gli avessi esposto. Considerando che scrivo chiaramente, penso che leggano talmente in fretta da non capire bene.
Probabilmente avranno pensato che nel tuo commento stavi offendendo qualcuno.
Facebook che censura “idiota” e pubblica “minus habens” è incoerente, hai ragione. L’offesa è identica. Entrambi i termini sarebbero giudicati allo stesso modo in tribunale per il reato di ingiuria o diffamazione, eppure un moderatore tratta queste due espressioni in maniera diversa.
Si può essere offensivi anche in maniera molto più sottile, usando certe frasi, sfottendo, ma evitando addirittura di cadere nel reato.
Sono dell’idea che in un dibattito non bisogna offendere, ma ovviamente si può esprimere il proprio dissenso. “Non sono…
D’accordo con ciò che dici” non è offensivo. È già offensivo “hai detto un’idiozia”. Ancora più forte “ma che cavolo stai dicendo”. E non sono espressioni dirette alla persona, cioè “idiota, non capisco niente”.
Se non siamo d’accordo con il nostro interlocutore, ma egli non è aggressivo, non c’è bisogno di usare termini pesanti nei suoi confronti, pur manifestando il proprio dissenso.
Gli Indyani non si rispiarmiavano epiteti pesanti, considerando i giri di parole apparentemente educati un modo di esprimersi ipocrita e borghese. A volte volavano addirittura le bestemmie su Indymedia!
Trad, ormai sono anni che bazzico il sito, è ho la presunzione di saper leggere tra le righe di chi scrive. Qualche giorno fa ho commentato il post di un tormentato utente che si è “buttato” nel volontariato. Una scelta del genere fa pensare ad una generosità ed empatia che non si può che ammirare. Ma molte di queste spinte a “dare” in realtà nascondono bisogni di “avere”, giacché nascono da vuoti che si crede di colmare con un gesto ritenuto “nobile” per antonomasia, nascendo dalla nostra cultura cristiana “dell’amare il prossimo”. Molti “volontari” cercano in realtà una gratificazione egoistica e non altruistica, ben mascherata da un gesto moralmente encomiabile. Qui è lo stesso. Per parecchi partecipanti, sotto l’apparenza del dialogo si cela il bisogno di conferme del proprio valore, e guai se si scopre che c’è qualcuno che invece ti conferma il contrario.
Nel post cassato, mi sono dato ironicamente del “saputello” perchè così sono qualificato da quel genere di persone. E per questi, se sei fuori media sei un saputello, e non uno che sa.
Tommy – 27 luglio 2021 17:14
Intanto i mezzi che ritengo più sicuri dei motori che vanno a benzina sono le vetture elettriche, che appunto vanno solamente con l’elettricità, basta però che non vanno a 100 km all’ora.
Punto primo: La prudenza non è mai troppa quando si guida una macchina di grossa cilindrata che ha una potenza di velocità che va oltre i 140 km all’ora, non serve per forza ubriacarsi il sabato sera per rischiare la propria vita o quella di qualcun altro. Basta un sorpasso azzardato da parte di chi si crede di essere “Valentino Rossi” rischiando a dirittura di fare un frontale con un’altra macchina ed è una tragedia !!
Ma fanno “BENISSIMO” ad essere più severi sulle patenti…
Ragazzi, non ce la faccio più.
Vi avevo detto che questa settimana mi prendevo una pausa, ossia qualche giorno di meritate ferie. Ferie che per me significa controllare l’andamento dei mercati e gli avvenimenti mentre sono al mare o in riva al torrente. Quando sono a casa faccio giornali. Insomma, mentalmente sono in ferie, ma continuo a lavorare come sempre.
Prima ho controllato la mail. Mi aspettavo un resoconto patrimoniale da parte di uno degli intermediari con cui ho dei rapporti. Ho chiesto quel rapporto giovedì scorso, hanno detto che l’avrebbero inviato in giornata o al massimo il giorno dopo. Non c’era, si saranno dimenticati, non fa niente, non è urgente. Ma in compenso c’era una mail spedita OGGI dall’amministrazione della società di cui vi parlavo, che ho visto nascere (e di cui sono azionista), che si sta quotando in borsa. Hanno bruciato le tappe, la prossima settimana sbarchiamo a Piazza Affari. Complimenti. Però sul comunicato stampa riportato in allegato