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LAD
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Data di pubblicazione: 14 Gennaio 2015 - Views: 65
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Categorie: - unclassified

Dottore, a rigore condivido pienamente la sua tesi: per essere transitivo, è transitivo, ma aspettiamo le determine della Crusca. Il mio terrore (essì, legge bene: terrore) è che il verbo possa essere inserito tra quelli che accettano anche forme spurie intransitive. Mi conforta che sia in -are, quindi la vedo bene, ma non si sa mai, ormai di certezze ce ne sono poche. Aspettiamo, trepidando. E, ovviamente, ciav… (latu sensu, perché il diametro conta), mangiando (bene) e bevendo (meglio), che fa passare meglio il tempo della grammatica, che spesso è imperfetto e a volte si vorrebbe fosse infinito.
Massì Professore, vedrà che “transiterà”. La Crusca non deluderà le aspettative. Essa stessa, per altre meno nobili ragioni, viene assunta per facilitare un certo “transito”, non vedo ragione per le quale non dovrebbe confermarlo per il verbo in argomento.
Speriamo, Dottore, speriamo.
Il transito è importante, quello dell’azione verbale molto meno dell’altro, siamo franchi (tipo Macron che basta guardarlo in muso e il transito diventa istantaneo, con o senza Crusca, ma i franchi tutti più o meno mi danno quell’effetto anche, stranamente, in assenza di molecole in stato diverso dal liquido e dal solido: manco il Beddu o l’ultimo “Amico” ci riesce altrettanto, faccia lei, questa è scienza sperimentale).
Professor Yog, gli indizi aumentano. Oltre allo spaesamento provocato nell’interlocutore, la sedicente Rossella ha accennato anche alla “statura”, che è un altro dei “frequent thoughts” che hanno spesso caratterizzato i suoi elzeviri. Io credo sempre più a un suo ritorno dopo la “revisione”. Lei non ne è ancora convinto?
La zia, Dottore.
Manca ancora la zia. A meno che non sia occorso nel frattempo un gravissimo lutto che impedisca ogni riferimento.
Manca anche l’aperta ostilità verso gli studenti fuori sede. Però altri indizi (quello da Lei rilevato è uno dei segni caratteristici, lo ho inserito anche nell’ultima edizione di “Therapic items 2018”, che gli studenti chiamano più brevemente, e con un eccesso di confidenza, “Lo Yog”, 356 € in finissima brossura per 2458 pagine) lascerebbero spazio alla speranza. Perciò… speriamo.
L’impressione è che tu lo sappia, che ti sia accorto dei miei sguardi indiscreti. Ti giri sempre verso di me per verificare se ti ho guardato, anche se sei di spalle. Solo che io non riesco a recitare fingendomi “naturale” e a salutarti come se niente fosse…quando ti volti verso di me, mi sento “esposta” e faccio l’indifferente passando oltre. Se tu ti soffermassi un po’ ti accorgeresti delle fiamme e della sete mi consumano lentamente. È per questo che l’altra volta ti ho chiesto del ghiaccio. Probabilmente è solo suggestione e tu ti intrattieni indifferentemente con questa e con quella perché ti piace essere al centro dell’attenzione, ma ti assicuro che nessuna di loro ha l’attenzione che io ho verso di te. Tu sei la mia droga, sei uno “stupefacente” desiderio nascosto che alimenta i miei sogni notturni sempre più confusi e insani. Spero ci sarai alla serata: vieni da me e dimmi qualcosa di estremamente stupido che mi faccia cascare le braccia e rinsavire.
Non so Professore, che manchi la zia o che gli studenti fuori sede siano per il momento trascurati, il fatto è che di recente mi capita di osservare quelli che appaiono come curiosi quanto inattesi ritorni in astanteria da parte di storici pazienti e non. Questo è un luogo che lascia il segno. È una clinica, ma assomiglia più all’Hotel California cantata dagli Eagles: “You can check out any time you like, but you can never leave!”.
Hotel LaDifornia
Caro Hotel LaDifornia, volevo proporre un congresso sulla fusione nucleare. La fusione nucleare è il processo di reazione attraverso il quale i nuclei di due o più atomi vengono avvicinati o compressi a tal punto da superare la repulsione elettromagnetica e unirsi tra loro generando il nucleo di un elemento di massa minore, o maggiore, della somma delle masse dei nuclei reagenti. Il processo di fusione è il meccanismo che alimenta le stelle, dove si generano tutti gli elementi che costituiscono l’universo.
Il punto e’ questo: lui ne e’ totalmente ignaro, ma quando il suo sguardo mi “investe” anche se per brevissimi istanti, io mi “fondo” letteralmente. La mia parte razionale viene inglobata in quella istintiva e i neu-t-roni che si liberano annientano velocemente i miei neu-roni con elevato rischio di innesco di reazione a catena incontrollata. Questa energia non si esaurisce mai rendendomi agitata ed insofferente per molte ore. Mi sento come un stella (cadente) impazzita.
Sulla “fissazione” nucleare vorrai dire. Per il momento però devi accontentarti di sognare D nella condizione di Deuterio, meglio conosciuto come Acqua Pesante, che come sai è propedeutica alla reazione che aneli.
Mannagg’ a toi.
beetle, non esistono bastardi o bravi ragazzi. così come non esistono stronze e brave ragazze. una persona diventa “brava” o “cattiva” nella misura in cui corrisponde al nostro sentimento; chi per noi è bravo sarà cattivo per qualcun altro, e viceversa. sono d’ accordo con te quando parli del meccanismo della “sfida”, ma non è detto che sia necessariamente un male aspirare a ciò che riteniamo “il meglio”, a volte può essere uno sprone a migliorarci come persone. più che altro è sbagliato trasformare certe attrazioni in ossessione, sopratutto quando queste non appagano le nostre istanze concrete in termini sentimentali. quello che invece secondo me è di vitale importanza, è imparare a non confondere l’ amore con l’infatuazione. questo sì, che è un traguardo riservato a pochi…
Certamente la “sfida” e’ un meccanismo molto affascinante per molti ,sia uomini che donne: forse per una questione di voler rischiare e puntare al “massimo” per rinforzare la nostra autostima. A pochi piace “vincere facile” e il “gioco” e’ piu’ divertente quando e’ difficile e richiede di mettere in campo tutte le proprie “abilita’”per far capitolare l'”avversario”.
MaryG ,anche se chi e’ cosciente della differenza tra amore e infatuazione rimane vulnerabile all’attrazione “fatale” che puo’ degenerare in “ossessione”. In questo caso e’ fondamentale attivare dei meccanismi di raziocinio ed autocontrollo e rimanere sul “pezzo” .
Conosco bene quelle inebrianti sensazioni che descrive Acqua. Sono un pò quelle che sento quando penso al mio sogno nel cassetto: occupare una casa abbandonata presso una zona spettrale in quel di New Orleans portandoci anche il mio ganzo, per poi ridere insieme del resto della società. Perchè in effetti c’è solo da ridere alla fine..
Oh Yeah! MaryG, spero tanto che tu lo realizzerai, il tuo sogno americano. C’è tanto bisogno di sdrammatizzare e di ridere, ridere, ridere,…. per rompere questo grigiore che talvolta ci attanaglia.
Io ho deciso di far voto di astinenza, anche visiva, perché mi fa troppo male tutta ‘sta ebbrezza. E se sgarro andandomi a cercare un sorriso illegittimo, mi autonfliggero’ delle piccole punizioni, come ad esempio privarmi di un dolcetto, mangiare a pranzo solo cavoletti di Bruxelles, andare in piscina due volte la settimana o fare le scale in ginocchio con la cenere in testa…Forse funzionerà.
Nel frattempo l’ho smenata così tanto che anche la mia collaboratrice di e’ innamorata seriamente di D. E’ anche contagiosa questa malattia.
Eh sì cara “Deuterionomia”: la sfida. Come sai ho condotto una infinita battaglia su questo forum per spiegare quanto spesso ci siano soprattutto donne che vivono solo per “godere” di certe sensazioni che provengono da un certa “assenza”. Frequentemente quella è una assenza che è più presente di certe presenze fisiche, al punto da diventare ossessiva, come nel tuo caso. Ma è comunque una “presenza” di un “assente” che per questo si può “vestire” come si vuole. Un po’ come le Barbie e i Ken degli anni ’70, che nella scatola avevano tutta una serie di “abitini” con i quali li si poteva addobbare a piacimento per soddisfare la fantasia della “proprietaria” della bambola. È un gioco il tuo, ma almeno tu lo sai. Io ho buttato il sangue quasi tre anni per farlo capire a chi continuava a “giocare” con certi “bamboli” virtuali a un età inadeguata.
Comunque fortunatamente non tutte le “assenze” sono “presenti”. Ciacciacciaò.
Acqua, più che un sogno americano lo definirei un sogno dannunziano. Comunque è vero: il grigiore ci attanaglia in maniera inverosimile e dobbiamo combatterlo con qualunque mezzo. Parlo del grigiore che riscontriamo nella società, specie quando facciamo la fila alle poste, e in quello che c’è a volte in ognuno di noi. Perchè invece il grigiore metereologico io lo adoro, è il mio habitat naturale. Specie se mi trovo nelle vicinanze di un cimitero.
Mary G: infatti ti immaginavo proprio un po’ VAMPIRA… Mi sembra anche di sentire echeggiare la tua risata fragorosa e un po’ satanica. Io invece odio il grigiore di tutti i tipi. Mi riferivo, in effetti, al grigiore sociale ed interiore, ma anche quello meteo mi mette malinconia e tristezza. Io amo il cielo terso e limpido, al massimo cosparso da nuovole “pannose”.
Golem non sono ancora a livello di “ossessione” , ma solo di “fissazione”. Non riesco a capire perche’io mi debba fissare solo su una specifca persona per mesi e anni: perche’, per colmare certe “assenze”, sarebbe piu’ semplice ed immediato fantasticare su una molteplicita’ di uomini…insomma ce ne sono tanti di bei ragazzi in giro… e invece no…io mi vado a fissare solo su uno, un “prescelto” in base al mio istinto e alle mie ‘sensazioni a pelle’ con ogni probabilita’ ingannevoli e lontane da una reale sintonia.
Deuteria, ti fissi sui soggetti che evidentemente ti fanno “chimica” e contemporaneamente ritieni “available”, ma in realtà tutte quelle “features” sono frutto solo della tua vivace fantasia e del tuo impellente bisogno di emozioni. Tu hai avuto il coraggio di venire a parlare qui delle tue fantasie, ma questo non significa che tu sia una rarità sotto questo aspetto, anzi. Trascurando la mia lei e i suoi trascorsi onirici- nei confronti dei quali tu sei una dilettante- dovresti sentire quello che lei stessa mi confida riguardo alcune sue colleghe, sposate, fidanzate o libere. Quasi tutte hanno “un sogno” nel cassetto del genere che ti riguarda. Qualcuna come te non trova più le chiavi ma qualcun’altra le ha trovate e conduce una doppia vita.
Stasera mi ha parlato di una di queste (fidanzata) che ha un ritardo di una settimana e alla domanda di chi sarebbe il probabile padre non ha saputo rispondere con certezza. Il sogno, preso dal famoso cassetto, sta per trasformarsi in un incubo.
Speriamo si “svegli”.
Ecco, Maria-la-vampira, attenta ai raggi di luce…potrebbero illuminare le tue paranoie-deliranti-autocelebrative e ridurti in una poveretta comune mortale. Non potresti sopravvivere all’uscita dalla tua caverna.
E’ impressionante la precisione della fotografia che hai fatto di me Acqua. Immagino quindi che avrai già capito che io invece sono allergica ai cieli tersi, alle giornate di sole, ai colori sgargianti ma sopratutto alle nuvole pannose!
Ehi ciao Suzy, graffiante come sempre! Scusa se sono sparita senza rispondere alla tua domanda… in realtà il tuo quesito su “che tipo è mio marito e cosa ci allontana ” era impegnativo e proprio quella sera avevo litigato con lui … poi non ho più scritto per un po’. Ora ti rispondo. Premessa: io e lui ci siamo conosciuti giovanissimi , io ero in quel periodo “agognante e desiderosa di trovare il vero amore” e mi sono innamorata perdutamente di lui, a scuola, a prima vista, ancora prima di conoscerlo . Ovviamente le nostre differenze sono emerse già dopo un anno e io ho avuto più volte forti ripensamenti soprattutto nel period della mia confusione sentimentale causata da M. Tuttavia ho sempre pensato che le differenze si sarebbero appianate nel tempo e che era importante impegnarsi in un rapporto serio e duraturo e comunque non potevo sopportare l’idea di farlo soffrire.
Devo dire che ha funzionato perché io non mi sono mai effettivamente ne’ innamorata, ne’ interessata ad altri uomini per molti anni. Negli ultimi anni ho iniziato a sentire sempre più forti alcune nostre differenze (sempre esistite) relative soprattutto,a visioni politiche e sociali. Alcune sue opinioni ed affermazioni hanno cominciato a risultarmi addirittura insopportabili poiché totalmente divergenti dalle mie. Quello che mi ha sempre frenato, tuttavia, è che lui anche se sul piano teorico espone argomentazioni in netto contrasto con le mie, in realtà, sul piano concreto si comporta in modo sostanzialmente diverso e più consono alle mie idee. In ogni caso quello che mi sta allontanando da lui è la sua insofferenza ed intolleranza generale, non solo nei miei confronti. È spesso nervoso, risponde male e mi accusa e si arrabbia per motivi futili e banali. Inoltre sta al lavoro per troppo tempo (questo da sempre) e sta sviluppando una dipendenza dallo smartphone sempre più snervante.
Ciao Acqua, ma no, ho le unghie cortissime quindi non posso graffiare! Ok, allora magari parliamo di ciò che ti unisce ancora a lui ( I figli non valgono): anche piccolezze, complicità, abitudini piacevoli, tutto ciò che ti viene in mente insomma…
Suzy, più che dalle vampire devi guardarti dai VAM-PIRLA. ce ne sono tanti in giro e sono estremamente pericolosi, specie se, come fai tu, li si confonde per grandi menti.
Una caverna? magari! purtroppo mi tocca vivere in case moderne in contesti “civilizzati”. Ma spero sempre che un giorno o l’ altro arrivi l’ apocalisse e che saremo di nuovo tutti costretti a occupare cripte e catacombe dove non ci sono utenze elettriche nè acqua corrente, e ci si deve scaldare e illuminare con le torce. è a quel punto che l’ umanità rifiorirebbe a nuova vita.
Dottore, la ammonisco. Lei prefigura, giustamente, il macello al paziente. La prego pero di ricordarsi che POI per calmarlo poi ci vogliono min 300 ml di idroprotadone, Lei ne conosce il costo, stia più cauto.
Di lui mi piace soprattutto la sua disponibilità verso gli altri e la sua facilità nel fare amicizia e in generale nello stringere relazioni con gli altri, nel trovare facilmente argomenti di conversazione con chiunque. Io sono un tipo più riservato e impiego parecchio tempo prima di raggiungere un certo livello di confidenza con chi conosco poco. Quello che ci unisce è l’amore per le cose semplici, la generosità,la curiosità di visitare e scoprire nuovi luoghi nuovi, il piacere di condividere un bel film o un concerto (anche se i nostri gusti musicali ed artistici non sono sempre coincidenti)…Suzy, effettivamente, se era lì che volevi andare a parare, in questo momento mi viene più facile elencare quello che ci separa rispetto a quello che ci unisce… questa tua domanda è stata utile per riflettere su tale aspetto.