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Siamo diventati cattivi ed egoisti

di nico62

Io sono del 62, credo (lungi da me l’esser presuntuoso) di appartenere all’ultima generazione …..”per grandi linee” di persone educate, altruiste e buone………
le generazioni seguenti hanno e stanno dimostrando cattiveria, egoismo nonché maleducazione.
Ai miei tempi se saliva su un autobus un anziano/a ci si alzava e si cedeva il posto, i genitori erano di comune accordo sulle problematiche riguardanti i figli oggi ogni genitore si schiera e così facendo i figli non seguono una linea guida
non si cena insieme, un tempo era bello stare insieme ma ognuno fa quel che crede……
I giovanissimi parlano tutti allo stesso modo, vestono allo stesso modo, hanno i capelli tutti uguali si parla di sesso di sco.... e quant’altro come se si parlasse di calcio…. passionalità sentimento 0,0.,
Oggi non ci importa se l’amico intimo perde il posto di lavoro, se il vicino di casa ha dei problemi facciamo finta di non capire.

Come siamo diventati cattivi ed egoisti, abbiamo perso valori importanti, inseguiamo i soldi il successo la grande casa fregandocene di tutto e di tutti.

Ho la vaga sensazione che il mondo stia davvero per finire.

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Categorie: - Attualità - Riflessioni

25 commenti

  • 1
    nico62 -

    mi chiedo ancora come faranno le nuove generazioni
    nessuna prospettiva di lavoro
    e la casa potranno mai avere una casa
    non tutti i genitori sono miliardari
    ma chi sta pensando al futuro
    ma cosa stiamo facendo
    per costruire bisogna distruggere
    vorrei avere la bacchetta magica
    per radere tutto al suolo e ricostruire
    magari copiando lo stile danese svedese
    dove il sociale occupa una posizione di rilievo

  • 2
    louise -

    Sono d’accordo. Cinismo e individualismo sono la merce più diffusa. Basta guardare
    l’agghiacciante recente filmato della metropolitana romana. L’infermiera rumena cade
    tramortita, e infatti muore pochi giorni dopo, il ventenne italiano fugge e tutte le
    persone che le passano accanto guardano la donna sdraidata e priva di conoscenza
    e tirano dritto, indifferenti. Valori? Rispetto per gli altri? Tracce.

  • 3
    Marquito -

    Mi sembra di capire che il mondo, ai vostri tempi, fosse una specie di Arcadia, un Paradiso Terrestre dove regnavano l’armonia e la concordia, un Eldorado in cui l’egoismo e la crudeltà erano soltanto un fenomeno di nicchia … mah …
    Una visione della realtà così semplicistica può suscitare le reazioni più disparate. Sicuramente ci saranno dei nostalgici che si riconosceranno in quello che hai detto. Io avrei da fare moltissime obiezioni; alcune delle quali sono assolutamente ovvie, prevedibili e banali. Mi limito a qualche breve osservazione:
    Le generazioni sono più un concetto astatto che una realtà empirica. Nella realtà esistono solo gli individui, che generalmente non sono mai completamnete buoni né completamente cattivi. L’egoismo è parte integrante della natura umana e contribuisce alla preservazione dell’individuo così come della specie. E’ vero che in qualche caso gli esseri umani sono in grado di trascenderlo, ma questo vale tanto per i vecchi per i giovani, tanto per la tua generazione che per la nostra. Il conformismo è sempre esistito, solo che ai tuoi tempi assumeva delle forme più subdole e meno appariscenti.
    Trovo alquanto sgradevole l’apologia della famiglia patriarcale; stucchevole e retorico (oltre che scontato) il riferimento ai giovani che non fanno sedere i vecchi in autobus. Non credo che l’anzianità sia un titolo di merito e se devo cedere il posto in autobus preferisco cederlo a un giovane carico di sacchi della spesa.
    Scusami se ti sembro troppo aspro, ma mitizzare in questo modo il passato non mi sembra la soluzione del problema.
    Chi ti scrive è una persona che crede ciecamente nell’amore, che non ha mai messo i soldi al primo posto e che detesta il conformismo almeno quanto te. Eppure non mi riconosco minimanente in quello che hai scritto.

  • 4
    -

    Certo che il tuo discorso stona visibilmente non appena esordisci dicendo che la tua generazione è composta da persone “educate, altruiste e buone”.
    Chi credi abbia “educato” i giovani di oggi?

  • 5
    colam's -

    Personalmente ho 30 anni e concordo con nico. Per ora non vedo soluzioni, salvo il fatto che confido nella fine dell’era industriale come anticipato dal Club di Roma negli anni 70.

    Marquito non sono d’accordo con te, le “generazioni” esistono, mia sorella più piccola ha 12 anni meno di me e penso che siamo diversi, lei appena torna a casa chatta su msn (da quando faceva le medie), io il primo cell l’ho avuto a 20 anni. Le tecnologie creano le generazioni, e chi e’ nato nell’era di Internet e’ generalmente diverso (perche’ diverso e’ il mondo che deve affrontare) rispetto a chi e’ nato negli anni 80, e ancor più di chi e’ nato nei primi anni 50.

    E per me l’anzianita’ richiede di per se’ rispetto, ma va beh ogni testa una sentenza..

  • 6
    toroseduto -

    Ho fatto di recente un viaggio in treno, Napoli Milano freccia rossa I classe. 4 ore e mezzo, una favola! Ero da solo, la vettura era piena di gente.
    Certo, chi non ha vissuto l’epoca dei treni a scompartimento, 6 posti e umanità varia, costretti a stare insieme fra sconosciuti. Non coglierà il senso di questa riflessione. Durante il viaggio, che durava il doppio di oggi, alla fine nasceva un dialogo, fra persone ben disposte ad ingannare la noia del viaggio, raccontando qualcosa di se, all’arrivo spesso ci si salutava, a volte è nata anche un’amicizia. Non riesco a leggere in treno, quel signore di fronte a me, bontà sua, ha dormito col giornale aperto per tutto il viaggio. Sento parlare, ad intervalli, telefonini. Mi alzo, vado alla toilette, ognuno per se, computer, aggeggi strani, ognuno con la propria vita che era da tutt’altra parte. Mi siedo, quello alle mie spalle comincia una conversazione dopo lo squillo del cellulare sui toni bassi, si alza in piedi e arrabbiato in un crescendo tipo Wagner, ci fa sapere a tutti che la sua amante è una grossa topa, ormai è lanciato, fortuna che la galleria mette fine agli insulti.
    Che riprenderanno appena c’è campo. Contrariamente alle mie abitudini, metto la cuffia e sento un po’ di musica, mi imbarazzava l’espressione del tradito 2 volte, nel privato e nel pubblico. Era una specie di messaggio di solidarietà, era visibilmente contrariato.
    E’ semplicemente cambiato il modo di vivere. Niente nostalgia, ma era un sacco di tempo che non ho detto neppure una parola in 4 ore e mezzo. Sono nato in campagna, e quando andavo con mio nonno, si usava salutare tutti, anche gli sconosciuti. A volte senza conoscersi si scambiavano informazioni sul tempo. Oggi si ammazza una persona e nessuno ritiene opportuno fermarsi. In una fermata della metropolitana. Speriamo che domani non piova. TS

  • 7
    Marquito -

    Mi scuso anticipatamente se nei prossimi giorni non potrò rispondere. Vorrei solo far notare che nel secolo scorso abbiamo assistito a due guerre mondiali e a innumerevoli stermini/genocidi di massa. Quali “generazioni” hanno compiuto questi orrori ? Sicuramente non sono stati i giovani d’oggi.
    Ogni epoca ha le sue peculiarità, ma gli individui (quando pensano con la propria testa) non sono mai completamente vincolati al contesto storico in cui operano. Mitizzare il passato è sempre un errore prospettico.
    Non comprendo, e non comprenderò mai, per quale motivo i capelli bianchi siano considerati di per sé un titolo di merito.
    Buon fine settimana a tutti.

  • 8
    colam's -

    Marquito, innanzi tutto le guerre ci sono forse più oggi di prima, cosi come lo sfruttamento del Terzo Mondo. Per risponderti più in dettaglio le guerre mondiali non sono state create dalla presunta bonta’ o cattiveria di quelle generazioniu ma da complessi equilibri geopolitici che esulano da questi discorsi. A dimostrazione di cio’ per farti un esempio se oggi dei ragazzi giovani occidentali combattono in Afghanistan non e’ dovuto a come si pongono loro nella vita, se sono più o meno cinici o educati o romantici, bensi’ e’ secondo me dovuto al fatto che chi comanda neglu Usa ha deciso che se quattro aerei americani si sono schiantati l’11 settembre 2001 la colpa andava trovata in quel lontano, sperduto, montagnoso paese. La guerra la facevano i re come oggi la fanno “i potenti”, non e’ la gente comune che si arma e parte spinta dal proprio cinismo o cattiveria presunta.

    Per i capelli bianchi non vuoi capire, capiraii quando li avrai anche tu. Per me rimane fondamentale il rispetto dovuto a chi ha più esperienza, oltre ad essere più bisognoso semplicemente di cure e riposo (e’ questa la ragione per la quale in autobus la gente ben educata lascia il posto ad anziani e donne incinta).

  • 9
    Giuseppe -

    Questi discorsi lasciano il tempo che trovano: anche Platone (nel Simposio mi pare) si lamentava dei giovani della sua epoca adducendo motivazioni simili…

  • 10
    colam's -

    E’ vero che “o tempora o mores” e’ vecchio quasi quanto Roma.

    Pero’ chissa’ forse ci sono stati periodi invece nei quali le generazioni precedenti guardarono quelle nuove con ammirazione ? Forse nelle varie “epoche d’oro” e’ stato cosi’ ?

  • 11
    Marquito -

    @ Colam’s:
    Capirò quando i capelli bianchi ce li avrò anch’io ? Scusami la franchezza ma questa risposta mi sembra un boomerang.
    Evidentemente sono duro di comprendonio, perché non capisco cosa significhi “ammirare le generazioni passate” … Capisco che si possa ammirare un singolo individuo; non comprendo come si possa ammirare una generazione … a meno che, ovviamente, non si consideri un merito l’età. Quando ho citato le guerre e gli stermini di massa del secolo scorso l’ho fatto solo per evitare che si mitizzasse troppo il passato. Penso che in certi frangenti sia bene rinfrescarsi la memoria e rimanere coi piedi per terra. Il tuo discorso lo condivido in parte. I totalitarismi furono anche un fenomeno di massa. La schiavitù era condiderata ammissibile e “normale” dalla grande maggioranza dei nostri antenati. Ovviamente ci sono tante luminose eccezioni. In tutte le epoche ci sono state persone dotate di spirito critico e capaci di pensare con la propria testa. Non mi sognerei mai di generalizzare e di fare di ogni erba un fascio; anzi, sono stato proprio io a sottolineare la centralità dei singoli individui. Lungi da me criminalizzare in blocco le generazioni passate, ma per lo stesso motivo evitiamo di demonizzare quelle recenti 😉

  • 12
    foxina -

    ho letto con interesse tutte le risposte,non c’è età nè generazione per il concetto di educazione,rispetto.C’erano,ci sono e ci saranno sempre individui corretti e no ma questo spetta solo a noi; non possiamo attribuire responsabilità ad altri,ognuno di noi dovrebbe capire e sapere come vivere o sopravvivere in una società ricca di contenuti ma povera di concretezza.Non possiamo puntare il dito verso nessuno ma possiamo analizzarci affinchè si possa migliorare la propria qualità di vita senza ferendo il prossimo.

  • 13
    colam's -

    Marquito, ma come fai a non lasciare il posto a un vecchietto che sale sull’autobus ? E lo lasci ad una donna incinta ?

    Per il resto io trovo che delle considerazioni generazionali si possono fare, nel senso che sono statisticamente giuste. E’ secondo me statisticamente ineccepibile che la generazione dei nati negli inizi del XXmo secolo era diversa da quelle attuali. Era una generazione che e’ stata (forzatamente) indurita dalle dure esperienze della guerra e della fame, spesso e’ gente che si e’ fatta un mazzo tanto, e che non considerava il divorzio come una possibilita’. Io li ammiro.

  • 14
    Marquito -

    Colam’s;
    Non credo che la questione sia così rilevante; ma per evitare equivoci ti rispondo volentieri.
    Mi capita abbastanza spesso di cedere il posto in autobus. Cedo il posto molto volentieri alle persone che ne hanno bisogno, si tratti di giovani, di vecchi, di uomini, di donne, di adolescenti o di bambini. Se ne hanno bisogno cedo il posto anche agli anziani, ma glielo cedo perché li vedo in difficoltà e non semplicemente perché sono anziani.
    Riguardo all’educazione si potrebbero dire tante cose. Io personalmente trovo sbalorditiva la maleducazione di certi vecchi. Qualche giorno fa, mentre mi trovavo in un autobus affollato carico di sacchi della spesa, una signora di circa 70 anni mi ha letteralmente travolto rovesciando tutta la mia roba e ovviamente si è guardata bene dal chiedere scusa;, anzi, ha cominciato a imprecare contro di me perché secondo lei avevo occupato troppo spazio. Fortunatamente c’è stato subito un giovane pronto ad aiutarmi e a raccattare le mie cose. Quello che voglio dire è che la maleducazione non ha età e la si trova diffusa tanto fra i vecchi che fra i giovani.
    A parte questo:
    Leggendo il messaggio di apertura, mi ha infastidito l’implicita apologia della famiglia patriarcale. Le decisioni venivano prese all’unanimità ? Bé; mi sembra piuttosto ovvio visto che le donne non avevano l’indipendenza economica ed erano facilmente ricattabili. Lo stesso vale per i figli, che erano soggetti ai loro padri-padroni e al loro insindacabile giudizio. Anche qui, ovviamente, ci furono tante splendide eccezioni … ma l’autore del messaggio faceva riferimento ad un modello di famiglia ben preciso.
    Più in generale, quel messaggio mi è sembrato terribilmente semplicistico; infarcito di retorica e di luoghi comuni. E’ solo per questo che sono intervenuto nel forum e che ho deciso di dire la mia .

  • 15
    colam's -

    Ok – per finire sull’esempio del bus pero’ io penso che un vecchietto (diciamo over 75) sia per definizione in difficolta’ nello stare in piedi in un bus pubblico, dunque abbia sempre comunque più diritto lui ad un posto seduto rispetto ad uno più giovane, il quale per definizione sara’ meno in difficolta’ nello stare in piedi. Questo credo sia ovvio e non transpare nei tuoi interventi.

    Per il resto io ho, da figlio di divorziati e neo sposo, ci tornerei eccome alla famiglia patriarcale. Non e’ la panacea e la soluzione perfetta ma ora mi sembra che le coppie scoppiano, gli uomini fuggono dalle loro responsabilita’, e le donne pure.

  • 16
    Marquito -

    @ Colam’s:
    Bé; in quest’epoca così barbara e incivile l’età media delle persone si è innalzata in modo sbalorditivo e il tenore di vita degli anziani è sensibilmente migliorato. Conosco vecchi di 75 anni che sprizzano energia da tutti i pori e che avendo raggiunto l’eta della pensione sono più freschi e riposati di un cinquantenne 🙂
    Per quanto riguarda la famiglia patriarcale:
    Secondo me è una questione di priorità. Se l’unità della famiglia viene messa al primo posto quel modello presenta alcuni innegabili vantaggi; se al primo posto mettiamo la felicità dei suoi membri lo ritengo un pessimo modello; una fabbrica di nevrosi, di rancori e di frustrazioni segrete. Le separazioni e i divorzi erano destinati a aumentare nel momento in cui le donne avessero raggiunto l’indipendenza economica e avessero potuto disporre liberamente della propria esistenza. Questo fatto depone decisamente a sfavore della famiglia patriarcale. Molte famiglie si reggevano insieme con lo sputo e il loro unico collante era la soggezione della moglie all’autorità del marito.
    A parte questo, credo che la famiglia patriarcale sia in stridente contrasto con quei principi di libertà e di uguaglianza che sono il fondamento della nostra Costituzione. E’ per questo che il diritto di famiglia è stato riformato. Il vecchio sistema ledeva palesemente quei principi. Con questo non dico che si debba per forza condividerli; se tu la pensi diversamente da me rispetto la tua opinione. Io però in quei principi ci credo e non sarei mai disposto a rinunciarci.
    In ogni caso la questione è troppo complessa per essere affrontata in poche righe. Se qualcuno aprisse un forum dedicato all’ argomento ne potremmo riparlare.

  • 17
    colam's -

    Sicuramente, anche perche’ a me della Costituzione non me ne frega un fico secco !

  • 18
    Marquito -

    Ne avevo avuto un vago sentore :))

  • 19
    colam's -

    Eheh 😉

    Bene tornando al tema ho letto in un’altra lettera che “prima” esisteva diffuso il rispetto verso le donne sposate (cioe’ un uomo non doveva corteggiare una donna quando veniva a sapere che era sposata) mentre oggi vige il cinico “se lei ci sta ci sto pure io”.

    Percio siamo diventati più cinici ?

  • 20
    Noway -

    E’ un po’ vecchio questo post..però rispondo lo stesso.
    Io ho 25 anni, sono nel pieno di quella generazione di cui parlava nico62, è brutto ammetterlo, e quasi mi da fastidio, ma è vero.
    E’tutto tristemente, irrimediabilmente vero.
    Tra le persone non c’è quella voglia di aiutarsi, di sostenersi..è tutto un “morte tua, vita mia”.
    Io non sto bene in questa società, tutti troppo presi da se stessi, dai problemi, ci mancava solo questa crisi economica. Mi sento spaesata, non ho più interesse a conoscere le persone, anche perchè, non mi sembra mai di far parte di niente o di sentirmi accettata, e scattano quei meccanismi..di sopravvivenza..ognuno ha il suo, c’è chi pur di voler essere qualcuno accoltella alla schiena il suo vicino, chi si approfitta delle persone che hanno bisogno..io mi isolo, e vengo giudicata, ma almeno non faccio male a nessuno (neanche psicologicamente).
    Io quando vedo una persona anziana in piedi mi alzo e la faccio sedere, ma non perchè ha i capelli bianchi, perchè penso che può fare il doppio della fatica a stare in piedi alla sua età, e me ne dispiace.
    Forse vivo ancora in un mondo diverso, penso sempre che vorrei diventare più cattiva e non farmi problemi, perchè soffrirei di meno, ma sono così e non posso farci nulla.
    Questo mondo così com’è..proprio non mi piace.

  • 21
    lonelyness -

    … Caro Nico62, hai perfettamente ragione. Il mondo sta diventando una vera m***a. Siamo degli egoisti ed indifferenti a tutto quello che succede attorno a noi. Ognuno pensa per se e se cerchi di aiutare qualcuno vale il “cornuto e mazziato”. Sto imparando anche io a comportarmi come la massa, devo farlo, altrimenti soffro inutilmente e per gente inutile. Penso a me e alla mia famiglia. Il resto non conta nulla. Baci.

  • 22
    Michele - Dr. House per gli amici -

    Perchè lamentarsi di questa generazione? Perchè lamentarsi di quella precedente?
    I giovani sono i nostri figli. Sono cresciuti con quello che gli abbiamo dato.
    Di questo passo diremo anche che “il ghiaccio di una volta era più freddo” o “caro lei quando c’era lui”. Ebbene quando il ghioaccio era più freddo e c’era lui, non è che le cose andassero meglio.
    Negli anni 60, ricordo, che non tutti cedevano il posto ad un anziano, semplicemente per ignoranza o educazione, ne più e ne meno di quello che accade oggi. Solo che ci ricordiamo di queste cose quando cominciano a vedere i capelli bianchi e le prime rughe. Allora pretendiamo di avere un posto al sole. Questi di oggi sono i nostri figli, nipoti cresciuti con quello che gli abbiamo insegnato. E non so neppure se siamo peggio o meglio di quelli che li hanno preceduti.
    Però questi ragazzi di oggi, sanno in partenza che non avranno un lavoro stabile, una pensione e gli ospedali gratis. E’ sarà, molto dura per loro. In fondo se ci pensiamo bene eravamo fortunati a cedere il posto alla signora anziana. Avevamo un lavoro e oggi prendiamo la pensione.

  • 23
    Una a caso -

    Ho solo 16 anni.. sono una di quei giovani egoisti, cattivi e maleducati che alcuni di voi hanno descritto fino ad ora. Non userò paroloni, non cercherò di convincervi che conosca tutto il dizionario di italiano, ma penso che la mia opinione meriti comunque di essere ascoltata. Prima osservazione: tutti i giovani ora si vestono allo stesso modo, non hanno personalità. Non è forse vero che negli anni 60 andavano di moda le minigonne, i capelli lunghi, i jeans,..??! Ora, solo perchè agli occhi degli adulti le nuove mode non sono accettabili questo implicherebbe una malignità nel seguire una moda? Criticare me che porto jeans a vita bassa o mi faccio un tatuaggio sulla schiena è criticare voi stessi! I vostri genitori approvavano la vostra musica? Probabilmente no. Non è brutto, anzi direi che sia anche bello, avere delle mode, un momento in cui “va” qualcosa. Racconterò ai miei figli come alle medie ho supplicato mia madre di comprarmi le Air Max, al posto di quelli orribili sandaletti che ormai non metteva più nemmeno mia nonna! Come voi avete raccontato a me quanti sacrifici avete fatto per riuscire a comprarvi quel maledetto chiodo che volevate da mesi! Seconda osservazione: sull’autobus bisogna lasciare il posto a vecchi e donne incinte. Su questo sono abbastanza daccordo con Marquito. Non dubito del fatto che gli anziani abbiano molta più esperienza di noi, che meritino rispetto. Ma come lo meritano loro, perchè non dovremmo meritarlo anche noi giovani, le persone a cui affiderete prossimamente il vostro Paese, la vostra vita? Non è forse vero che ribadite che noi siamo il futuro, che dobbiamo ricevere un’adeguata educazione in quanto tali? Allora, non sarà disprezzandoci, criticandoci, sminuendoci e demoralizzandoci che migliorerete quello che siamo! Dare un po’ di fiducia anche a noi, che forse ne abbiamo più bisogno di tutti, è il primo passo verso una generazione a cui interessa preoccuparsi del proprio paese, del vecchietto in piedi sull’autobus, ricevere una buona istruzione e non seguire come una pecora la massa!
    è vero. invece di dare un motivo in più per farci criticare alle generzioni passate, noi dovremmo dare loro 1 motivo per ammirarci!
    Terza osservazione e concludo: criticate tanto le nuovi generazioni di essere maleducate e senza valori. Ma voi cosa fate per cambiare le cose? Da figlia, provate a parlare VOI di sesso ai vosti figli, nipoti.. forse ne parlano perchè nessuno ha mai insegnato loro cosa significhi quel gesto! Parlate voi loro di droga, fumo, alcool! Non attaccatevi ai quei tabù ai quali siete tanto cari! Dite ai vostri figli, piuttosto che impedire loro di seguire una moda, che avere una propria personalità, dei propri gusti non è motivo di disprezzo da parte della massa! Non giudicate dall’alto senza muovere un dito.. se una cosa non vi sembra giusta, alzate il culo e MAKE A CHANGE! [R.I.P Michael Jackson]

  • 24
    Luca -

    Sono passati due anni da quando hai postato il messaggio caro Nico62, e le cose non sono certo migliorate. Come te, molte altre persone si stanno accorgendo di come la visione materialista della vita abbia annebbiate le menti di tutti e in questi due anni, complice anche la crisi economica che ha colpito quasi tutti, le cose sono ulteriormente peggiorate. Anche coloro che caparbiamente dicono che non è vero, sono convinto che nell’intimo dei loro pensieri non la pensano esattamente così. Anch’io soffro molto per questo ma grazie alla Bibbia ho capito perchè ci troviamo in queste condizioni e soprattutto cosa ne pensa Dio al riguardo. Se hai una Bibbia in casa ti invito a leggere dalla prima lettera di Timoteo al capitolo 6 il verso 10 dove si legge chiaramente che l’amore del denaro è la chiave dei problemi. Non importa se si sia ricchi o poveri ma il fatto di fare questa equazione: TANTI SOLDI=FELICITA’.
    Chi insegue avidamente la ricchezza, pensando che sia il segreto del vero successo, sta, in realtà, inseguendo un miraggio. Oltre a rimanere deluso, attira su di sé molte sofferenze. Ad esempio, impegnata nell’affannosa ricerca dei soldi, spesso la gente sacrifica la famiglia e gli amici. Altri non si concedono il riposo di cui hanno bisogno, se non a motivo del lavoro, forse a motivo di ansia o preoccupazioni. Ecclesiaste 5:12 dice: “Dolce è il sonno di chi serve, mangi egli poco o molto; ma l’abbondanza che appartiene al ricco non gli permette di dormire”.
    I soldi sono un padrone non solo crudele ma anche ingannevole. Gesù Cristo parlò del “potere ingannatore delle ricchezze”. (Marco 4:19) In altre parole, le ricchezze promettono la felicità, ma poi non la danno. Generano soltanto un insaziabile desiderio di altre ricchezze. “Chi ama il denaro non sarà mai soddisfatto”, dice la Bibbia. Insintesi, amare il denaro è controproducente e alla fine porta a delusione, frustrazione o persino al crimine. (Proverbi 28:20) Per raggiungere felicità e appagamento sono più importanti la generosità, il perdono, la purezza morale, l’amore e la spiritualità, proprio i valori che mancano nella nostra società.
    Questa è solo una delle ragioni dei problemi del mondo. Ti invito ad avvicinarti alla Bibbia (non a una confessione religiosa), essa ti potrà aiutare a rispondere a molte tue domande. Se qualcuno che già conosci o che potrai conoscere si offrisse di rispondere alle tue domande sulla vita attraverso le Scritture (solo attraverso le Scritture) ascoltalo. La Bibbia è il libro antico più moderno che possiamo avere fra le mani.

  • 25
    ATTISANI MICHELE -

    Come docente di economia aziendale nelle scuole italiane da nord a sud ho notato amaramente molta ignoranza e maleducazione nelle scuole e nella societa’, ma sono dell’idea che la responsabilita’ di tutto cio’ è degli organi e persone che per dovere lavorativo hanno la funzione di correggere detti comportamenti errati. Nelle scuole il personale tutto che lavora, nella societa’ gli altri.

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