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Caro Diario

di Feanor

Riferimento alla lettera: Spettri al Mare: E’ sabato mattina, il sole splende… lo percepisco ma non lo vedo. La camera è buia, passi pesanti mi accompagnano in cucina. Mi sento stanco, triste… in cucina mi affaccio alla finestra, si, c’è un bel sole, cielo azzurro, grida di bimbi che giocano sul prato. E’...
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Data di pubblicazione: 6 Luglio 2014 - Views: 1

L'autore, Feanor, ha condiviso solo questo testo sul nostro sito.

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Categorie: - Me stesso

559 commenti

  • 526
    Cristina -

    Ciao Feanor ho cercato il tuo post appositamente…è passato un sacco di tempo da quando ho letto per la prima volta la tua lettera che mi ricordava così tanto un “qualcuno” .Vedo con tristezza che ti ritrovi ancora qui pur scrivendo di rado. Nessuna bella notizia? Un abbraccio

  • 527
    Feanor -

    @ Cristina
    Non mi ricordo di te… e sopratutto, non credo io sia quel qualcuno che tu pensi! Difficile non trovi?

    Vengo molto di rado, strano oggi esserci passato, magari ho avvertito che qualcuno mi ha pensato (altro che notifiche del post 😉 )

    Novità?! Beh il tempo passa, ad agosto arriveranno due cuccioli di Norvegese delle Foreste, sono veramente contento ed incurioisto da questa novità!
    Ora fa caldissimo, avrei voglia di fare una nottata al mare, tra musica, alcool e straniere!

    Non devi essere triste per i miei scritti, io a volte scrivo ciò che mi passa per la testa, non significa stia soffrendo, magari a volte si, capita a tutti no? basta calare la maschera. A volte scrivo perchè mi va, perchè sono allegro, felice di condividere un pensiero, una canzone, un film…

    Una frase rimbomba nella mia mente questa settimana:

    “Il bambino che eri, sarebbe contento dell’adulto che sei diventato?”

    https://www.youtube.com/watch?v=zvCBSSwgtg4

  • 528
    Cristina -

    Hahahahah e poi dicono che il sesto senso non esiste :))
    No..non sei quel “qualcuno” . Però mi ricordavi lui 🙂 Mi fa piacere sapere che stai meglio.

  • 529
    Feanor -

    Meglio, peggio… è vita! 😉

  • 530
    Cristina -

    Già. .

  • 531
    Feanor -

    1/2
    Arrivo in ritardo, non trovo posto all’interno della piccola chiesa, mi accodo con altri alla soglia del portone d’ingresso, sotto il sole che batte come un martello. Un piccolo sacrificio si può fare, in fondo siamo qua per salutare per l’ultima volta un amico. Dall’entrata osservo l’interno della chiesa, la sua architettura e i partecipanti alla messa. Ce ne sono tante di persone… tutto il paesino. E’ importante, vuol dire che chi ci ha lasciato, ha lasciato un segno, ha dato qualcosa, che sia un sorriso, un buona parola, che sia quel che sia, c’è stato!

    La messa è già iniziata e mentre le parole del Don, echeggiano tra le vecchie fredde mura, io guardo i volti delle persone. Guardo alcuni anziani, che si chiedono quanti ne avesse il protagonista della cerimonia e magari, iniziano a fare quattro conti sul loro futuro. Poi ci sono quelli a metà strada o quasi, che pensano alle loro responsabilità, a come tutto diventa difficile, complicato, pesante. Infine trovo i ragazzi. Non ce ne sono molti, i pochi probabilmente costretti dai genitori. Loro, che trasudano da ogni poro della loro pelle voglia di vivere, di divertirsi, incuranti del bene e del male. Come possono interessarsi alla morte, così distanti da un simile evento, ci sarà tempo per pensarci.

    Ancora le parole del Don… “il viaggio della vita terrena, l’arrivo alla beatitudine, la pace”. Solite parole, solite frasi che si perdono nei bla bla bla. Ma in fondo, saranno vere? Saranno false? Danno speranza, forza, che male possono fare?
    Ad ascoltarle bene, anche un bambino direbbe: “Fermi, ma se tutti quando muoiono diventano bravi e buoni, chi è che perde? Chi va all’inferno? Ma che gioco è?”
    E’ il gioco del “volemose bene”, a noi grandi piace un pò così. Sono speranze, sogni, storie che ci sono sempre piaciute fin dall’infanzia.

  • 532
    Feanor -

    2/2
    Ora si parte, si accompagna il nostro amico alla sepoltura. Ci incamminiamo verso il cimitero. Il sole non molla, continua a picchiare, forse anche lui vuole partecipare con il suo ultimo abbraccio. Io chiudo la lunga e lenta fila, ma il mio passo è molto veloce, senza neanche pensarci supero alcune persone e poi altre ancora. Ad un certo punto, vedo in successione dei giovani e via via, gli anziani. Noto, come cambia la postura e il passo in questi ultimi, che appesantiti dal peso degli anni, sono sempre più curvi, instabili, lenti. Sembrano morti che camminano, come fosse una lenta e fottuta trasformazione.

    Finalmente arrivo al cimitero, ci sono i figli ai piedi della fossa. Li guardo, mi metto nei loro panni, fatico a trattenere qualche lacrima, li abbraccio forte, come mai non ho fatto. Pronuncio pochissime parole, un pò strozzate, ma si sa, nella vita contano i gesti. In fondo, principalmente io sono qua per loro, per dimostrare il mio affetto. Non ho altro da esprimere e me ne vado. Avviandomi all’uscita, guardo in giro, butto l’occhio su alcune lapidi, sui loro nomi, sulle loro foto… immagino il dolore che rappresenta ognuna di essa. Mi torna in mente una scena indimenticabile, con Verdone e Sora Lella, accompagnati musicalmente dal maestro Morricone.

    Tornando all’auto, penso a lui, ai suoi occhi buoni. A quando con un dolce sorriso, si vantava bonariamente di essere stato il primo presidente del circolo del tennis. Penso alla vita, a quanto sia inutile pensarla, a quanto sia inutile calcolarla, a quanto io non abbia capito ancora un c..... Accendo il motore e torno alla mia solita routine.

  • 533
    rossana -

    Feanor
    mi piace il tuo modo di scrivere. tenerissimo il finale sul contrasto fra la bontà dello sguardo e il piccolo orgoglio di un riconoscimento sociale!

    al mio funerale parteciperanno meno di una dozzina di persone, in quanto, se la mia volontà sarà rispettata, dovrebbe aver luogo alle 6 di mattina… ma questo non significa che non ho mai dato niente a nessuno. secondo me, ho dato tanto ma a pochi (parecchi dei quali già non più in vita). d’altronde, in linea di massima, i “segni” lasciati a livello superficiale di solito non superano la seconda generazione, mentre quelli più profondi, a mala pena restano tali nei singoli soggetti che li hanno sperimentati.

  • 534
    Yog -

    Parcere sepultis.

    A me fanno simpatia gli elicotteri che spargono petali di rosa e mi piacciono le carrozze, se dentro c’è una mozzarella ancora meglio.

  • 535
    Feanor -

    @ rossana

    Anche al mio funerale ci saranno poche persone.

    Per fortuna… altrimenti, li guarderei dall’alto ed inizierei a crticare quasi tutti! 😀

  • 536
    rossana -

    Feanor,
    grazie per il riscontro consolatorio, e per il sorriso da condividere. 🙂

  • 537
    Feanor -

    “L’estate sta finendo, E un anno se ne va, Sto diventando grande, Lo sai che non mi va.”

    Era il 1985 quando il famoso duo di Torino, scalava le classifiche italiane con questa canzone.
    Ogni hanno, quando il sole inizia ad allontanarsi, sento la voglia di riascoltarla. Semplice, immediata, sentimentale. Mi rimane così, nel cuore, nell’anima.

    Poi penso ai ricordi d’infanzia, a quand’ero ragazzo. Penso a quante estati ho già consumato, penso che sto diventando grande e proprio (già) non mi va.

    Penso che le notti d’estate al mare, siano così magiche, sulla veranda a fare festa con gli amici, a bere e mangiare… e chissà anche cantare. Per poi attendere la notte più profonda, più buia e silenziosa, dove tra le persone, nascono bisbigli e sussurri, tra il rumore delle onde e qualche schiamazzo in lontananza.

    Penso a quando da piccolo, al mattino, andavo a correre sulla spiaggia con mio nonno e di ritorno a casa, compravamo i bomboloni per tutti! Ancora oggi, mi piace andare a correre, prima che il sole mi saluti, mentre i pescatori preparano le reti e i bagnini puliscono la spiaggia. Mentre corro mi piace sentire quel profumo di salsedine, mi piace vedere la città che si sveglia, che si prepara ad una nuova giornata di sole… e mentre il sudore scorre sulla pelle, saluto il sole che si affaccia sul mare.

    “E’ tempo che i gabbiani arrivino in città, L’estate sta finendo lo sai che non mi va, Io sono ancora solo, Non e una novità, Tu hai già chi ti consola, a me chi penserà.”

  • 538
    Feanor -

    Amo quelle fotografie un pò sgranate, sono senza tempo, come i ricordi che non muoiono mai.
    Le trovi nei cassetti, magari lasciate li, quasi dimenticate… tra la polvere e le monete del vecchio conio, che quando le guardi ti piange il cuore!

  • 539
    Feanor -

    Alla fine, le persone che vogliono ritornare… sono quelle più infami!

    Ti lasciano con freddezza e naturalezza, come buttare il bicchiere della pausa caffè, nel bidone… poi dopo essersi accorti della miseria che li circonda, si accorgono che voi per loro siete importanti, che gli mancate… quindi vogliono tornare.

    Ma non perchè vi amano, solamente perchè SI amano e voi servite a loro! Gli servite… ecco il loro amore infinito verso di voi, siete solo dei servi!

  • 540
    Feanor -

    Poi arriva settembre…

    Per me settembre, è tempo di riflessioni (già come se non pensassi già durante l’anno), è tempo di tirare somme, come un nuovo inizio. E’ quello che ti rimane di un anno scarso, di un anno sterile. E’ l’inizio del primo fresco, delle prime piogge, la ricerca dei vestiti che avevamo adagiato in fondo agli armadi.

    Settembre è l’inizio dei ritorni, da ragazzo si tornava a scuola ora si ritorna al lavoro, dopo qualche settimana di ferie. Le città balneari chiudono, un taglio netto ai divertimenti appena passati, che barattiamo senza un perché, per l’apertura delle palestre, pronte ad accogliere i nostri fisici trascurati per qualche abbondante cena in più, tra le risate di amici e nuovi conoscenti. Ognuno torna nella propria città, ognuno si tuffa nella propria vita, conservando nel cuore, un viaggio appena terminato, una persona conosciuta non troppo, una serata in riva al mare.

    Settembre è il rammarico di ciò che potevi fare e non hai fatto, settembre è ciò che dovrai fare, per non essere ancora quello che sei, settembre è la determinazione a non fermarsi, a pensare in grande, a non accontentarsi… settembre è una fievole speranza nello scoprire con un pizzico di curiosità, la vita.

  • 541
    Feanor -

    Quando guardo le coppie, le immagino felici, sicure, in sintonia… Quando parlo con le coppie, mi accorgo che tutto questo spesso non c’è. Rancore, delusione, critiche… sono tante le problematiche. E’ così difficile stare assieme? E’ così difficile stare da soli, se non si ha trovato la persona giusta? E’ così difficile capire qual è la persona giusta?

    La solitudine è triste, perché è trasparente, nessuno la vede, nessuno la sente… è un male invisibile. Ma c’è! C’è quando sei tra la folla, c’è quando sei a tavola con tutti i tuoi amici accoppiati, c’è quando non sai a chi raccontare qualcosa, c’è quando declini gli inviti, perché tanto quelle persone non ti stimolano, c’è quando esci con qualcuna e ti accorgi che non c’è sintonia. La solitudine c’è.

    Settembre… settembre sarà un nuovo inizio, di cosa proprio non saprei…

  • 542
    Yog -

    Settembre è l’inizio dell’autunno, pioggia, freddo, foglie secche marcite dall’acqua. È la senescenza dell’anno.
    Settembre – lo dice il nome – corrisponde ai 70, vuol dire prossima fermata all’inferno.
    Non aspettarti nulla di buono, non è il caso, vendemmia a parte, quest’anno c’è qualità e grado.
    Dobbiamo approfittarne, Domineddio lo vuole.

  • 543
    rossana -

    Feanor,
    il tuo diario rimane uno dei pochi tread che più mi piacciono. Non commento ma spero di continuare a leggerti a lungo…

  • 544
    Feanor -

    In realtà, a volte scrivo perchè annoiato dalla vita.

    Quasi come fosse uno sfogo liberatorio, un urlo strozzato, in una vita reale che sta diventando sempre più amara.

    Mi manca la novità, mi manca conoscere persone interessanti (sempre che ce ne siano), mi manca quello che non ho e che vedo spesso riflesso nelle vite altrui.

    Lo so, l’abito non fa il monaco!

  • 545
    Yog -

    Ma fare un viaggio? Se te ne stai a casa a ruminare ovvio che ti annoi.

  • 546
    Feanor -

    Non è che i viaggi in solitaria, per conoscere persone che mai più rivedrò e fare un pò di sesso con persone senza nome, siano il mio grande sogno!

    Esperienze del genere, provate in passato, mi lasciano il vuoto… comunque non ho molto tempo da dedicare, ne ai viaggi, ne a ruminare, sono abbastanza preso dal mio lavoro.

    A volte, la testa è piena di pensieri… e solo alcuni di questi, disegnano queste pagine! 😉

  • 547
    Yog -

    Vabbè, vieni nel mio monolocale a Quarto Oggiaro e ne parliamo meglio.

  • 548
    Feanor -

    Eppure… eppure ancor ti penso.

    Lo so che non funziona così, cosa credi?
    Sono stato con diverse donne, storie lunghe, storie brevi… sono solo storie finite, storie trascorse, che come la cenere in un falò, si dimenticano presto. Si! Il falò è affascinante, tutti lo guardano, tutti si avvicinano, tutti si scaldano… poi diventa cenere e nessuno ci fa più caso. Cenere che il vento porta via, cenere leggera che non richiama attenzione, silenziosa e triste.

    Invece tu splendi… io non lo so, se sei stata sincera oppure una falsa, non so veramente cos’hai pensato di me, ma non riesco a dimenticare il tuo splendido sorriso, i tuoi occhi profondi, il tuo modo di fare: a volte da maschiaccio da sembrare un amico ed altre volte sensuale come piace a me. Umile, gentile, ironica… sarai stata vera?

    Non ha senso cercarti, perchè tu non mi hai voluto, non ha senso chiamarti, perchè tu mi risponderesti con gioia, con la tua voce e quell’accento, che a volte riecheggia nella mia testa.

    A volte mi chiedo perchè ti ho vista, perchè ti ho incontrata e perchè non ti ho mai baciata, non me lo perdonerò mai… mai.

    A volte mi chiedo perchè mi cercavi, perchè mi scrivevi, perchè tu e solo tu, mi hai colpito così tanto.

    A volte, mi faccio delle domande a cui non so rispondere… Dio, le stelle e tu!

  • 549
    rossana -

    🙂

  • 550
    Feanor -

    1/2
    Le persone covano pensieri funesti, cambiano, mutano, si trasformano, fino a quando vomitano tutto.

    Come un film, mi rivedo bambino, vedo scorrere le immagini di tutti i momenti di allegria passati assieme, a casa nostra o dai miei nonni. Siamo stati vicini, molto vicini, ricordo i giochi tra noi cugini, le risa, gli scherzi, le candeline sulle torte, le capriole nei prati, sento ancora adesso le risate, le urla, sento il profumo dell’erba, la gioia di tutti noi nell’essere assieme, la felicità dei miei nonni, la vera felicità, quella che non si compra, quella che tutti vorrebbero avere.

    E poi, come spesso accade, di fronte al potere… di fronte al Dio denaro, la forza dell’uomo viene meno. Basta poco, basta un’eredità, basta un piccolo bottino e i legami di sangue si sciolgono, si perdono come lacrime nella pioggia.

    Com’è possibile che l’uomo sia così miserabile, io proprio non lo so… provo pena, compassione, rabbia e delusione, nei confronti di una persona che si è sempre più allontanata, vuoi la sua fragilità, la sua insicurezza… si è perso in un mondo difficile ed ora, credo non possa più tornare indietro.