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La caccia alla Volpe delle giubbe rosse

Sia pure acciaccata dalle sconfitte elettorali e dalla singolare capacità di trasformare in sconfitta anche le vittorie, annunciate per essere clamorose ma rivelatesi di di misura, la sinistra eisiste. Consiste in quella massa, minoritaria ma consistente, di elettori delusi che ogni giorno accana la parte avversa, si intestardisce in una inutile ed anacronistica caccia alla volpe invece di pensare a coltivare il latifondo dove la volpe scorrazza a piacere. Una Volpe che da vent’anni sfugge alla muta dei cani latranti (appunto: accanati…) che la inseguono. Ogni tanto guaiscono e sbavano di piacere nella speranza di averla raggiunta. Cani e cacciatori più volte in questi vent’anni si sono illusi di averla costretta nel vicolo cieco di una tana. Più volte hanno dichiarato morta, più per sentenza che per colpo di fucile, la vecchia volpe. Più volte hanno stappato bottiglie di spumante (o meglio di esterofilo Champagne). La sinistra vive, nella smagliante tenuta rossa. Nella tradizionale ed aristocratica tenuta rossa della caccia alla volpe. Nella molto conservatrice e molto “britsh” tenuta rossa d’ordinanza, tipica della caccia alla volpe ma anche di una sinistra antistorica. Il dito punta la luna, ma la sinistra guarda il dito. Sia i guaiti dei cani che le urla di gioia dei cacciatori, ancora con lo spumante in mano, ammutoliscono quando vedono la vecchia volpe, data per spacciata, schizzar fuori da sotto terra e ricominciare a correre. I Lord si intestardiscono nella caccia alla volpe invece di coltivare il proprio latifondo. I contadini fanno la fame, molti finiscono per tifare Volpe.

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