Nonostante le botte, per me era sempre l’amore della vita
E’ iniziata una sera di due anni fa.
L’ ho visto e qualcosa dentro di me è cambiato, per sempre.
Da quella sera non sono riuscita più a fare a meno di lui.
Nonostante, le botte, nonostante le litigate furibonde, nonostante tanti brutti momenti.
Per me era sempre, comunque l’amore della vita.
L’uomo al quale perdonare tutto, l’ uomo per il quale fare qualsiasi cosa.
Gli ho dato tanto, talmente tanto che mi sembra, adesso che è finita, che non avrò la forza, nè la voglia di concedere altro, a nessuno.
Ho creduto nella nostra storia con tutte le mie forze, il cuore che faceva male, l’ umore sempre più giù, sforzandomi di essere perfetta, di rispondere quello che lui avrebbe voluto, di dire quello che lui avrebbe voluto sentire, di fare quello che lui avrebbe voluto che io facessi.
In un secondo, con quella frase, adesso stiamo da soli a pensare, io sono crollata.
Non vedo le mani al collo, non sento le cattiverie dette, non ricordo tutti i momenti in cui mi ha fatto sentire inadeguata, inferiore a lui.
Adesso vedo soltanto i suoi sorrisi, i suoi sempre più miseri abbracci, ricordo i momenti belli, pochi ultimamente a dire la verità.
Ricordo le risate, i week end passati insieme, le chiacchierate.
Mi ha legata a lui con una sorta di morbosa supremazia, mi ha fatto pensare che lui per me fosse ormai indispensabile, che non ci fosse possibilità per me di affrontare la vita a modo mio.
Mi ha fatta sentire sbagliata, sempre pronta a rovinare i momenti belli che lui “mi regalava”.
Adesso non c’ è un solo secondo, durante tutta la mia giornata in cui io riesca a non pensare a lui, non c’ è attimo in cui non mi senta lacerata, senza forze.
Mi ha strappato il cuore; è ancora nelle sue mani.
Aspetto, sopravvivo, rimango in apnea, aspettando un suo cenno, una sua telefonata, aspettando, illudendomi che possa capire che gli manco, che forse la vita con me era più facile, più felice.
Basterebbe il suo sorriso a farmi dimenticare tutto il brutto che innegabilmente c’ è stato.
Basterebbe un abbraccio per essere sua di nuovo, senza riserve, come sempre.
Senza chiedermi se davvero quell’ uomo si meriti tutto il bello che c’ è in me.
Basterebbe un suo sguardo a farmi pensare che tutte le ore di macchina fatte per lui, valessero davvero qualcosa.
Basterebbe un suo abbraccio a farmi sentire degna di respirare ancora, utile a uno scopo;
Quello di farlo essere felice.
Vorrei uscire da questo malatissimo meccanismo e riuscire, finalmente a vedere le cose come stanno;
Due anni buttati via, persi rincorrendo una persona che non ha mai voluto me per amore, ma per sentirsi forte, per accrescere la sua autostima, per sentirsi sicuro di potermi dominare, ed avermi li, ad uno schiocco di dita, pronta a soddisfare ogni suo bisogno.
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Con molta umiltà ti consiglio di leggerti il libro “Donne che amano troppo” di Robin Norwood.
Per me è stato illuminante, l’ho letto per comprendere meglio la vita di una persona con cui credevo potesse nascere qualcosa ma sarebbe stato impossibile in quanto non sono il suo “tipo” (inteso come persona con potenziali problemi comportamentali, che umilia e alza le mani.
Con molta umiltà.
Carlo.
Come hai detto giustamente tu, è un meccanismo malato e a nulla serviranno i consigli, le frasi di consolazione..il tuo pensiero rimarrà sempre là, su di lui, cancellerai le cose negative per concentrarti solo su quelle positive..
Ora, ti stai facendo da sola la tortura peggiore di tutte: aspettare ancora una volta che ritorni. Il carnefice non è lui, ma te stessa.
Liberati da questo dolore e vuoto, prova, a guardare altrove, a desiderare qualcuno che ti voglia bene, che ti faccia felice davvero.
Stai elemosinando amore da qualcuno a cui interessa solo possederti materialmente.
Carlo grazie,
è un libro che ho letto circa 5 anni fa, avevo 23 anni e allora, mi faceva sorridere quello che leggevo, pensando; chi è causa del suo male pianga se stesso.
Credo sia il caso di riprenderlo in mano, in effetti.
Noway, hai ragione, sto elemosinando amore da un uomo al quale servo soltanto per scaricare la sua rabbia e caricare la sua autostima.
Il problema è che è devastante, perche lo vedevo, non solo come l’ uomo della vita, ma come il padre dei miei figli.
Quando si ama davvero, dovremmo essere estremamente felici. Nulla di quello che ci capita con la persona che amiamo dovrebbe farci male. Tu non parli in questa lettera solo di cose belle ma anche delle cose brutte che evidentemente ti hanno segnato non poco, che cmq porti ancora dentro prepotentemente. Il fatto di stare male per averlo perso è normalissimo. Non deve però limitarti nel superare questa cosa. Sei giovane, hai una vita davanti che potrà essere mille volte migliore di quella che hai vissuto finora. Ne sono fermamente convinta. Non ti fare risucchiare dal vortice di questo plagio. Noi donne siamo estremamente sensibili all’amore e questo ci rende più vulnerabili. Giorno dopo giorno il dolore svanirà e probabilmente ci ripenserai qualche volta, ma sarà solo un lontano ricordo. Un abbraccio!
Grazie Julia, sono parole che mi danno forza, quella forza di cui ho bisogno per recidere un cordone ombelicale che mi lega ancora a lui. Al momento purtroppo sembra quasi impossibile anche respirare senza quella persona.
Ma credo anche questo faccia parte del gioco che sta portando avanti per tenermi sempre li, pronta ancora una volta a riprenderlo nella mia vita
Impara ad amarti.
Tutto il resto lo sai da te…
Ti abbraccio.
Cara Cecilia, forse a volte la morsa è cosi stretta che ci sembra di non potere respirare senza quella persona. Ti manca proprio il fiato e ti fa anche un pò male al cuore. Io l’ho provato, sembrava impossibile dovermi allontanare da una persona che ritenevo quella della mia vita, ma piano piano ti assicuro con certezza che si va avanti. Piano piano si respira. Non hai nemmeno idea di quanta meraviglia ti riservi il mondo, di quanto amore è capace. Amore vero, che non fa male e bene, ma solo bene, estremo bene. Esiste, lo so, e lo sai anche tu. Tieni duro. Se ti senti sola o non pensi di farcela vieni a scrivere qui.
Grazie aria.
Devo partire proprio da quello infatti.
Lo so,
ma per il momento mi rimane ancora difficile essere serena e valutare le cose con obbiettività.
Sarà un lavoro grande e durissimo conquistare di nuovo il sorriso.
che bello quando si riesce tutti ad essere positivi e a dare sostegno, privo di giudizi pesanti!
Cecilia83, non potrei aggiungere parole a quanto ti hanno già scritto,
soltanto un abbraccio.
Ciao cecilia, io ne sono “uscita” 2 anni fa, dopo 12 ANNI, ed ora ne ho solo 31… solo nel senso che ho inziato da piccola e per un periodo TROPPO lungo della mia esistenza ho rincorso una storia ed una persona che vedevo e “desideravo” come il mio futuro ed il mio compagno di vita (sono arrivata persino a comprare una casa con lui con la speranza che potesse servire a migliorare la nostra storia)… e la cosa peggiore è che ciò che vedevo erano proprio tutte le cose negative della nostra relazione, i tradimenti, i litigi causati dalle volte che si ubriacava o che faceva uso di stupefacenti (troppo spesso), le sue mancanze di rispetto, le bugie, i racconti degli amici… insomma, un incubo che sapevo non fosse ciò che desideravo nella mia vita, ma nonostante tutto un incubo da cui non avevo la forza di staccarmi, ma anzi a cui mi aggrappavo sempre con tenacia, forse per non dimostrare il fallimento a me stessa ed alle persone che mi stavano intorno.
Ora (e probabilmente anche prima) mi rendo conto di aver perso tanto tempo, e so che spesso si dice di non rinnegare le cose fatte, ma proprio il fatto che fosse qualcosa di MALATO per me è stata una perdita di tempo, un perdita del divertimento di quando hai 20-25 anni, della spensieratezza e della felicità che si prova quando si è innamorati a quell’età… ed io che credevo si chiamasse amore la forza che mi faceva restare lì, mi sono resa conto solo troppo tempo dopo che era una “amore” MALATO.
Il modo in cui mi sono allontanata è stato sporco e con onestà dico che per staccarmi ho avuto bisogno di un altro uomo che mi desse le attenzioni che desideravo, e quindi ho lasciato la mia storia malata così, di punto in bianco, dopo solo 3 mesi dall’acquisto della casa e dicendo solo che non ne potevo più, senza avere il coraggio di dire che c’era un altro.
Anche quella nuova storia era “malata”, anche quella persona mi mancava di rispetto e mi prometteva cose che sapeva non avrebbe mai fatto, ma io mi ero DINUOVO AGGRAPPATA a lui, forse perchè era stato la forza per allontanarmi dall’incubo di prima, e quindi per altri 8-9 mesi ho ricommesso gli stessi errori del passato…essere infelice.
Poi, per fortuna, ho incontrato chi mi ama davvero, chi amo limpidamente, chi mi rispetta e rispetto a mia volta, chi mi fa vivere un amore sano e ora con lui FINALMENTE mi sento DAVVERO FELICE.
Ovviamente le esperienze precedenti mi hanno lasciato diversi “traumi” per quanto riguarda la fiducia, ma mi hanno anche fatto desiderare di voler capire e risolvere il MIO problema, e quindi ho iniziato anche un percorso con uno psicologo col quale voglio capire e risolvere la mia incapacità di allontanarmi dalle situazioni che mi fanno soffrire… ed anche in questo sono grata al mio compagno per la pazienza e la voglia di aiutarmi e di restarmi vicino anche in questo percorso (che non sempre è facile) oltre che nella nostra vita.
Non perdere tempo come ho fatto io…
molto bello e onesto il tuo post, Ema. mi ci ritrovo in alcuni aspetti che ancora non ho sviscerato e digerito del tutto…
mi piacerebbe molto sapere di più sulla tua infanzia e sulla motivazione che ti ha tenuta legata a questo amore malato per così tanto tempo…
sono comunque felice che tu ne sia uscita e che abbia potuto trovare ora un amore che ti dà soltanto bene e serenità.
Ema, mi ritrovo in tutto quello Che hai scritto, e non ti nego, Che molte volte anche io ho pensato Che la forza di allontanarmi me la avrebbe data un altro uomo.Adesso sono consapevole del fatto Che comunque non avrei Mai voluto nessun altro Che non fosse lui. Sono d’accordo anche soul fatto Che c’e una sorta di rifiuto al distacco, nonostante ci si tends conto Che ne un coltello alla gola, ne un calcio nella pancia, ne essere lasciata su una strada di notte, possano essere definiti amore. E’ un continuo sentirsi in difetto, sbagliate, piccolo piccolo Che assicura a queste persone la nostra presenza e il nostro amore
Cecilia, Ema,
il vostro attaccamento a un uomo che non era positivo per voi (cosa che per aspetti diversi è toccata anche a me) potrebbe essere collocata in un quadro di vostra sensazione di inadeguatezza di base che si aggrappa, per bisogno di sicurezza emotiva, a caratteri opposti (forti o meglio arroganti), da cui si finisce poi per DIPENDERE?
in questo caso si tratterebbe davvero di un legame malato, che non vorrei nemmeno definire con la parola amore e che necessita di supporto terapeutico per poterne uscire definitivamente.
infatti, nonostante una lunga analisi, anch’io ho avuto bisogno del sogno di un altro uomo per avere la forza di rompere un matrimonio (avevo un figlio e quindi era una decisione doppiamente difficile da prendere).
in questa seconda scelta sono stata fortunata perchè la persona in oggetto è stata quanto di meglio potessi avere come compagno, anche se, non avendo voluto terminare l’analisi per timore che questa mi allontanasse da lui, come aveva fatto per mio marito, la relazione, durata più di un decennio, non ha portato alla conclusione che avrei auspicato.
ho scritto della mia esperienza per confermare quanto scritto da Ema in merito alla terapia che sta seguendo e per invitare Cecilia a farsi aiutare in modo analogo, per poter avere un futuro di coppia migliore.
Il problema e’ proprio questa consapevolezza Che non permette comunque un allontanamento spontaneo e una sofferenza indescrivibile quando c’e il distacco. Quello Che ancora non riesco a capire e’ perche non riesca comunque, adesso Che e’ finita, a vedere tutte le cose orribili Che mi ha fatto quest uomo rimpiangendo quelle poche cose belle vissute con lui.
Forse e’ soltanto paura Della solitudine, forse e’ la paura di ricominciare con un altra persona, rimettersi in discussione e ripartire da zero.
Forse e’ il non accettare di non essere stata niente per l’altra persona nonostante aver dato l’anima, avrei dato la Mia vita per lui. La delusion nel sapere Che lui Gia Pensa ad un futuro con un altra. Paura Della vita senza di lui.
A me ha aiutato tanto leggere anche questi:
“Molestie morali”, M.F.Hirigoyen
“Le vostre zone erronee”, W.Dyer
e questa lettera
http://www.letterealdirettore.it/dalla-violenza-psicologica-e-possibile-uscire/
Ti auguro di venirne fuori al più presto.
Un abbraccio.
Ringrazio tutti quanti, grazie per aver condiviso le vostre esperienze, per i suggerimenti, il conforto.
Serve sapere che non si e’ sole e che tutto il dolore si supera prima o poi. E’ bello sapere che tante di voi hanno riconquistato il sorriso,alla fine.
E’ bello sapere Che tutte abbiamo una possibilita’
Grazie di cuore Ragazze!
“Vorrei uscire da questo malatissimo meccanismo e riuscire, finalmente a vedere le cose come stanno;
Due anni buttati via, persi rincorrendo una persona che non ha mai voluto me per amore, ma per sentirsi forte, per accrescere la sua autostima, per sentirsi sicuro di potermi dominare, ed avermi li, ad uno schiocco di dita, pronta a soddisfare ogni suo bisogno.”
Sei già sulla buona strada per uscirne fuori..Queste persone sono egoiste,hanno avuto qualche trauma da piccoli o cmq sia avranno avuto un’educazione rigida(una padre che lo ha cresciuto a forza di sberle per esempio) e pensano che quello sia il modo giusto di vivere e di farsi rispettare.Per non parlare della loro totale mancanza di autostima che cercano di costruirsi a discapito degli altri.
Forse posso sbagliarmi,ma non credo ti manchino le liti,le mani in faccia e le umiliazioni.Hai idealizzato troppo questo uomo,ti sei annullata per lui dimenticandoti che anche tu sei un essere umano bisognoso di rispetto e di amore,quello vero!
Hai dato amore ad una persona che non lo meritava.
Queste persone si nutrono del tuo cuore ma non danno nulla in cambio e non sanno lontanamente le sofferenze che procurano.Come se non facessero nulla.E forse quello che facevi tu era giustificarlo perchè magari era un tipo problematico,ma è sbagliatissimo perchè non devi fare la crocerossina o la babysitter.Loro sono persone adulte e se non sanno comportarsi come persone civili a questo modo tu non puoi farci nulla per “salvarli”.Puoi solo allontanarti per permettere a te stessa di vivere una vita serena e tranquilla accanto a un uomo che ti faccia sentire una principessa,e non una persona inutile!
Fai una lista delle cose belle e delle cose brutte che ricordi di lui.Poi tira le somme.
Ancora è presto per stare bene,ma col passare del tempo capirai che hai preso la decisione migliore per te.
In effetti è così,
l’ ho idealizzato pensando che senza di lui, sarei stata persa, inabile alla vita.
Avrei voluto crescere con lui,anche se temo che lui si sentisse già cresciuto, maturo abbastanza da imporre le sue idee, la sua visione sul mondo.
Ci siamo incontrati ieri e mi dice di aver bisogno di tempo, di essersi accorto che in effetti ha commesso tanto errori nei miei confronti, sminuendomi continuamente e dandomi per scontata.
Io adesso sono ancora qui a credere che lui possa davvero cambiare e volermi bene, e sono ancora qui a sperare che possa tornare da me
Come va, Cecilia?
Spero con tutto il cuore che tu sia riuscita ad andare avanti in questi giorni, resistendo alla tentazione di chiamarlo o, magari, di rispondere ad un suo tentativo di riavvicinamento. Dico questo perchè sò quanto è difficile. Nonostante la verità sia davanti ai tuoi occhi e alla tua mente, l’hai scritta anche nero su bianco…sò che la possibilità di “ricadere” nella trappola è elevatissima perchè il cuore va per fatti suoi…
Fatti forza, anche se ora ti sembra impossibile, un giorno, guardandoti indietro, ringrazierai per le sofferenze che stai patendo in questo periodo: queste, a differenza di quelle che ti ha perpetrato lui, di aiuteranno a ricostruire te stessa. L’importante è avere la forza di non tornare indietro.
Mia cara, se lui dovesse cercare di “riconquistarti” non farti imbambolare. L’ho constatato di persona, certi atteggiamenti non dipendono semplicemente da un modo di fare che, magari, con tanta volontà ed aiuto, possono essere reindirizzati. Certi atteggiamenti derivano da un modo di essere che ha radici così profonde che niente e nessuno riuscirà ad intaccare.
Vai per la tua strada, sei giovane, sensibile e con un cuore grande. Meriti di essere amata così come sei, anzi, proprio per come sei! Se una persona pretende, chiaramente o subdolamente, che tu ti arrovelli di continuo per “renderla felice”, inducendoti a chiedere a te stessa continuamente cosa puoi fare per migliorare, per essere abbastanza carina, simpatica ecc ecc…beh…va da sè che andrebbe salutata con un benservito il prima possibile. Ma per chi ama troppo non è per niente facile. Tu ora hai una possibiità. Il distacco c’è stato. Cavalca l’onda, seppur nella sofferenza, e tieni lo sguardo sempre rivolto in avanti. Ti assicuro che prima o poi scorgerai all’orizzonte una persona meravigliosa che ti guarderà negli occhi e ti dirà: ti amo proprio perchè sei fatta così! Non vorrei che tu cambiassi nemmeno di una virgola, a meno che tu non lo faccia per te stessa, sia chiaro. Una volta che i lineamenti di questa persona si faranno nitidi, tu potrai riconoscerla: quella persona sarà Cecilia, finalmente libera. E finalmente pronta anche a dire “non fai per me” se qualcuno vorrà che tu faccia qualcosa per essere amata. E’ una volta raggiunto questo traguardo che ti auguro di incontrare una persona sensibile e altruista come te.
Ti abbraccio.
Ciao Tina,
grazie per le tue parole; mi aiutano a riflettere, a pensare che fondo in fondo, anche io avrò la mia possibilità di essere felice e mi fa credere che alla fine, tutto questo dolore passerà.
Sto cercando di focalizzarmi soltanto sulle brutte sensazioni che provavo, sulle umiliazioni, sui brutti momenti, sulle paure che avevo quando lo avevo di fianco a me.
Credo che sia l’ unico modo per superare questo momento e imparare a volermi bene
Ciao Cecilia, le tue parole mi fanno tornare con la memoria in dietro nel tempo…ricordo quando lui si prendeva del tempo, le famose pause della nostra relazione, ed io a sperare ed aspettare che tornasse da me, pur consapevole che non sarebbe mai cambiato nulla. Se ci pensi bene, prendersi del tempo per cosa? Quando sei innamorato non hai bisogno di tempo per capire…ed infatti il suo tempo era per divertirsi ancor più liberamente in giro, con gli amici, con altre, con le cazzate dell’alcool, delle canne e della coca…tutto ciò che palesemente dimostrava fossimo due persone completamente opposte, e più vedevo l’opposto più mi aggrappavo…più mi rendevo conto che non era la persona per me, più cresceva la mia incapacità di allontanarmene…era come una lotta con me stessa.
Dopo averlo lasciato, le sue reazioni ed i suoi comportamenti (disperazione, pianti, urla, minacce di ammazzarsi, spergiuri di cambiare e chiudere con le cazzate, il tutto parallelo agli esatti comportamenti contrari) ho capito che anche il suo “amore” per me era malato, una dipendenza da una ragazza che per lui non rappresentava il sentimento ma la sicurezza, ciò che lo spronava a stare sulla retta via, la figura solida e responsabile che gli dava sicurezza…io ero quella che non sgarrava, che non beveva, che non combinava casini, che non si drogava, che non tradiva, e tutto ciò è sempre stato il legame che lui aveva nei miei confronti, troppo duro anche per lui da sciogliere, quasi come un cordone ombelicale materno, e quindi “ovviamente” il suo desiderio di divertirsi era poi allargato alle altre…perchè se ci pensi bene, non puoi divertirti con una che per te rappresenta quasi tua madre.
Questo Cecilia, per farti capire che certe cose non possono cambiare così dal nulla e soprattutto non puoi sperare di cambiare tu le persone o che loro cambino per te, perchè quando fatto per altri e non per sè stessi il “cambiamento” sarà solo apparente.
Nel mio caso, il mio ex avrebbe dovuto fare un bel percorso di terapia anche lui, ma a detta sua “a lui non serviva nessuno psicologo, quelle erano solo cazzate”, e così lui ora è ancora immerso nei suoi problemi e nelle sue cazzate, ma per fortuna adesso è roba che non mi riguarda più.
Per quanto riguarda voi, lui sa perfettamente di averti fatto del male in questi anni e se non ha mai sentito il bisogno di cambiare per sè stesso e per essere un uomo migliore anche nei tuoi confronti, non vedo perchè debba prendersi del tempo per capirlo ora, se non l’ha mai capito in ben 2 anni.
Nella tua prima lettera hai scritto che ti basterebbero suoi sorrisi, abbracci e sguardi per farti dimenticare le cose brutte, farti sentire sua e degna…ma pensaci bene, sarebbero abbracci e sguardi sporchi, sorrisi intaccati da tutto il brutto che in realtà c’è stato… sarebbero solo dei “tappi” che in questo momento colmerebbero il vuoto che senti, e nulla di più, tappi che però danno puzza e marciume al contenuto…e quel contenuto sei TU.
Ciao Rossana,
il percorso che sto facendo mi sta aiutando a capire tante cose di me, certe legate all’infanzia, certe alle esperienze successive, e così via, ma ho ancora moltissimo da lavorare.
Sicuramente quello che c’è alla base è una grossissima insicurezza in me ed una mia incapacità di percepire le mie caratteristiche positive, sia estetiche che caratteriali…e questo porta quindi ad una continua ricerca di conferme, di sicurezze, e all’aggrapparmi alle situazioni e alle persone che per me sono punti fermi (anche quando non sono come li vorrei).
Poi sicuramente le esperienze che ho vissuto (come i tradimenti che il mio ex ha commesso anche con ragazze che ritenevo amiche o le innumerevoli bugie o il fatto di inventarsi qualunque cosa pur di mascherare comportamenti avuti) hanno aggiunto qualche “elemento” in più da dover curare, coma la mancanza di fiducia negli altri o la sensazione che le persone mi raccontino cose distorte rispetto alla realtà che vedo io, per nascondermi le cose negative.
Quindi insomma, un bel casino che mi porto dietro come bagaglio personale, a cui purtroppo spesso do la possibilità di interferire nella mia vita presente, che quindi naturalmente ho il terrore di rovinare, perchè certe mie debolezze escono tutt’ora e penso usciranno ancora per un po’, ma per fortuna ho un compagno che non smetterò di ringraziare per la pazienza e la capacità di aiutarmi e restarmi vicino anche nei momenti in cui mi perdo nelle mie insicurezze.
Anche io ho avuto paura che iniziare questo percorso mi avrebbe potuto allontanare dal mio presente e dalla persona con cui lo condivido, ma è stata ancor più grande la paura di ricommettere gli stessi errori di prima e di ricadere nell’incubo da cui ho così faticato ad uscire… e sono contenta di aver inziato, perchè ne può uscire solo qualcosa di buono, per me stessa prima di tutto.
Ema,
ti ringrazio davvero di cuore per aver avuto la voglia di condividere la tua esperienza;
Fa bene poter parlare, ma soprattutto fa bene avere consigli e dividere le esperienze di chi davvero è passato in questa situazione; per gli altri siamo soltanto bamboline che scelgono di stare con una persona “sbagliata”; siamo soltanto causa del nostro male, sempre pronte a giustificare comportamenti ingiustificabili, troppo deboli per allontanare quello che per noi è soltanto deleterio.Soltant onoi che ci siamo passate, sappiamo purtroppo che c’è ben altro, che si crea una sorta di legame inscindibile, senza il quale saremmo soltanto marionette incapaci di affrontare la vita.
E’ rassicurante sapere che alla fine, invece, si può “guarire” anche da un amore sbagliato e cattivo
cecilia ce la puoi fare!il legame di cui parli lo capisco e capirai anche quanto sia autodistruttivo per la tua persona.
Cara Cecilia83,
leggo ora i tuoi commenti ormai di più di un anno fa…bè…spero che tu ne si auscita. Io ho passato la tua stessa cosa, dopo 3 anni di tira e molla sono riuscita a liberarmene quest’estate perchè avevo trovato un altra persona che mi ama tutt’ora veramente ma purtroppo ho resistito solo per qualche mese. Ci sono ricaduta. Lui…io lo chiamo il mostro, appena ha visto che mi allontanavo è tornato chiedendomi di andare a convivere e fare famiglia ma io ero distrutta da tutti i rifiuti e la sofferenza, mi sono fatta forza ho detto no e mi sono lasciata andare con quest’altro. Non è funzionata, mi ha massacrata di messaggi e insulti per mesi, mi pedinava, mi faceva sentire sbagliata e in colpa. Fino a che non ho ceduto e ho provato a parlarci…..sesso, insulti e botte. Questo mi ha dato. Ora non risponde neanche più al tel, non si fa trovare e mi schiaccia con l’indifferenza. Io lo amo ancora credo, o meglio sono ossesisonata da lui, lo cerco, lo penso tutti i giorni, ho nostalgia dei momenti in cui per lui ero tutto anche se sono stati pochi. Per quelli sto dimenticando insulti, umiliazioni, abbandoni continui e violenza fisica oltre che psicologica.
Chiedo a te come stai adesso e cosa hai fatto per uscirne.
Grazie Bicia
Bicia,
da quello che scrivi, oserei dire che il tuo può essere amore ma “amore malato”. non è così che si può provare gioia in coppia, anche se mi sembra di capire che, essendo questo tuo “mostro” parecchio sconclusionato, nei momenti buoni, in cui si “aggrappa” a te, può darti la sensazione di avere un’importanza vitale per lui.
l’asino casca quando, se intuisco quanto si può avvicinare al vero, ti fai inglobare nel suo gioco, senza avere le caratteristiche di forza e di sicurezza che potrebbero aiutarlo a migliorare se stesso e la sua vita. probabilmente è diventata una sfida con te stessa, o l’irrinunciabile desiderio di vincere una partita persa nell’infanzia, ad esempio con tuo padre.
hai qualcuno che ti possa sostenere nella lotta contro di lui? se no, fatti assistere da uno psicologo. non rovinare la tua vita così. cerca un tuo equilibrio, una tua sana autonomia psichica e di giudizio, prima di avventurarti in altre relazioni, che ti potrebbero anche aiutare ma che non è sempre positivo che lo facciano.
in bocca al lupo, di tutto cuore!