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Belinda Victoria

di belinda victoria

E’ stato recentissimamente pubblicato dalla Fermenti Editrice il mio romanzo fantasy-umoristico per ragazzi “Belinda Victoria” (sito www.belindavictoria.com), presentato da Umberto Silva. Mi farebbe piacere se ne venisse fatto cenno nei vari siti predisposti ad hoc ma, essendo alla prima esperienza, mi trovo in difficoltà. E’ fondamentalmente per questo che Le scrivo ma gradirei anche ricevere qualche giudizio su questo romanzo corale che, a parere di coloro che l’hanno sinora letto, risulta positivo poiché “molto, molto originale”. Si discosta infatti dal solito filone fantasy anche se non si può non considerarlo tale.
Mi auguro di ricevere dunque una risposta in merito e, nel frattempo, Le giungano i migliori auguri per un sereno 2008.
Daniela Bigottà

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Data di pubblicazione: 3 Gennaio 2008 - Views: 0

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Categorie: - Cultura

67 commenti

  • 1
    AtomicGarden -

    Bè,dire che è un romanzo per ragazzi….mmm…ha un linguaggio abbastanza complesso o magari sono stupido io.

  • 2
    Daniela Bigottà -

    “Belinda Victoria” , sebbene sia la protagonista del romanzo, non occupa un posto di puro privilegio. La trama del libro è infatti di tipo corale e comprende dunque personaggi maschili, oltre che femminili, di varie età, estrazioni sociali ed anche di etnie diverse.

  • 3
    Fabio -

    Belinda Victoria è il fantasy più bello che ho letto finora. E’ diverso da tutti, è anche divertente, ti prende, eccome! Lo dice un appassionato di fantasy. Che c’entra se Belinda Victoria è piccola? Con tutti i personaggi che ci sono c’è l’imbarazzo della scelta. Secondo me si adatta benissimo anche agli adulti e io non sono un ragazzino. Come è possibile che non sia famoso… boh, non capisco. Magari uno vede che ha tante pagine e si spaventa. Ma dico che è meglio leggerne così tante che 50 di un libro così così. Se ne avesse avute 1000 meglio ancora perchè se non uscirà il secondo non so come andrà avanti la faccenda. Ma io dico a Daniela Bigottà: ma quali siti predisposti ad hoc! Mandalo a qualche testa fina che però vada oltre il titolo. Prima o poi capiterà qualcuno che capirà cos’è questo libro. Lei dice che lo si giudica molto originale. Per me è una rivoluzione nella letteratura fantasy e meno male anche perchè tutti quei mostri che ci sono negli altri fantasy mi danno gli incubi notturni, dopo un po’ stufano. Anche qui ci sono i mostri, ma sono di passaggio anche se capovolgono un po’ le cose, e poi le scene cambiano, non ci annoia e c’è la suspence. Io auguro a Daniela Bigottà che il libro vada super-bene perché se lo merita. Magari bisogna conoscere qualcuno o creare il caso letterario ma sono sicuro che questo è un caso letterario. Bello anche il sito, chi l’ha fatto? Ciao. Fabio

  • 4
    Daniela Bigottà -

    Felicemente sorpresa per questo commento. Ritengo tu viva all’ombra della cupola, Fabio. Belinda Victoria la si conosce infatti da queste parti. Ti ringrazio anche per i suggerimenti. Si tratta comunque di iniziative già prese ed ora, quel che posso fare, è aspettare. Circa il sito, anche se dovrei tacerlo, ho curato io il contenuto ma, senza l’aiuto di un tecnico che reputo esperto, non sarebbe mai esistito o, perlomeno, non sarebbe stato impostato talmente bene. Non è però ancora finito. Posso inoltre dirti che sono già alle prese con la seconda parte di Belinda Victoria, comunque vada la prima. Eppoi, riflettendoci bene, non mi preme tanto ‘quando’ il libro venga scoperto. Ora o tra anni o decenni, non ha quella gran rilevanza. L’importante per me è che la protagonista concluda il suo avventuroso percorso e che, su queste sue prodezze condotte avanti con determinazione e coraggio ma anche con un’indubbia vivacità di spirito, prima o poi qualcuno si soffermi a riflettere. Tu l’hai già fatto e te ne sono immensamente grata.

  • 5
    liliana -

    Penso che la ‘giusta’ recensione del magnifico libro di Daniela Bigottà dovrebbe farla un esperto perchè Belinda Victoria racchiude mondi che si intersecano tra loro con stupefacente scioltezza. Non si tratta di uno di quei soliti fantasy infarciti di combattimenti, magie, spargimenti di sangue, mostri dalle orrende fattezze. Eppure esistono la lotta, la perseveranza, la strategia, la malvagità. Il tutto condotto da una mente e una penna capaci di fluidificare la tensione che si crea man mano, al punto che, anche i drammi, non perdendo la loro connotazione primaria, vengono descritti più spesso che raramente in modo umoristico. Un umorismo che non cancella però la tensione narrativa e, soprattutto, la volontà dei protagonisti di fronteggiare gli ostacoli, fino al loro superamento. “Non tutto quello che appare negativo alla fine lo è” è una delle tante frasi-cardine del libro che, pur lussurreggiante di contesti fantastici e inverosimili, approda alla fine come una foglia sospinta da un venticello svagato sulla concretezza del quotidiano. Romanzo indubbiamente unico nel suo genere ma sostanzialmente riconducibile al filone del realismo-magico, Belinda Victoria interviene sulla realtà avvolgendola in un’atmosfera dove il Destino fa da filo conduttore stravolgendo progetti architettati a tavolino e ribaltando situazioni che appaiono inviolabili. Non è solo la stupenda prefazione di Umberto Silva, ma anche la lettura stessa del libro a rendermi prodondamente convinta che esso si adatti non solo ai ragazzi ma anche e soprattutto agli adulti. E, come scrive in merito Umberto Silva, concludo dicendo: “Belinda Victoria, una stupefacente vittoria della poesia sull’assedio quotidiano del nulla”. E che vittoria sia!

  • 6
    Daniela Bigottà -

    Sempre più entusiasta per i commenti sinora scritti. Ringrazio tutti quanti di cuore e tornerò a parlare di Belinda Victoria non appena mi sarà possibile poiché, specie in questi giorni, mi trovo sempre alle prese con impegni che paiono indemandabili. Il mio stile di vita è un po’ simile a quello dei personaggi del romanzo: nessuno sta mai fermo, le azioni si susseguono una dopo l’altra. Nessuna pausa, dunque. Ma è bello vivere anche così! Ciao!

  • 7
    gianpiero -

    “Senza troppo dilungarmi, ammetto di aver preferito questo libro all’intera
    saga di Harry Potter. Finalmente un fantasy che si distingue da tutti gli
    altri” .

  • 8
    Daniela Bigottà -

    Ringrazio tutti quanti. Ma non vi sembra di esagerare? Effettivamente provo il desiderio di continuare anche se, dell’esistenza di questo libro, non tutti sanno. Ma, poiché sono io stessa curiosa di sapere come procederà la vita dei protagonisti e quali saranno le peripezie che dovranno affrontare, è il caso mi dia da fare.

  • 9
    astragalo -

    un libro da assaporare capitolo x capitolo…perfetto x una lettura serale, a piccole dosi, per scrollarsi la stanchezza della giornata e concedersi un momento di evasione fantastica ed emozionante avventura. la prosa è agile, l’immaginazione dell’autrice riogogliosa, la trama incalzante e la piccola protagonista eccezionale!!forse è di ispirazione autobiografica…certo è che si possono riconoscere situazioni e personaggi reali e verosimili inseriti nell’ambientazione surreale!buona lettura!

  • 10
    fabio -

    Io me lo sono bevuto in pochi giorni però me lo voglio rileggere. Non devo dire com’è ma la scena della tipa che si traveste da babbo natale mi ha fatto sganasciare! E quella del cane e del gatto insieme sul letto di due protagonisti? E quella in chiesa, con il pappagallo che insulta e la rabberciatura? Non ditemi che non si tratta di trovate geniali! Ma anche ridendo, ci si sofferma sulla morale, che c’è ad ogni pagina. La delusione però arriva a pagina 520 perché è l’ultima! Ma gira o non gira? Bisogna fare una petizione di firme? Io ci sto e do perfettamente ragione a tutti, Gianpiero in testa. Speriamo l’autrice faccia sapere. Dimenticavo? Chi ha composto la canzone del sito?

  • 11
    Daniela Bigottà -

    La canzone l’ho architettata io, confesso. Purtroppo nel sito scorre troppo celere e non si odono le parole ma una serie di suoni vagamente umani che accompagnano la musica di sottofondo. Circa la petizione di firme… questo libro dovrebbe averlo preliminarmente letto mezz’Italia, ti pare, Fabio? Così fosse, non ci sarebbe bisogno della petizione di firme. Spesso mi vien chiesto se si tratta di un libro per adulti o ragazzi. Per entrambi, rispondo. Ma ho notato che gli adulti si divertono forse di più. Non è però assolutamente per bambini, come è stato scritto da qualche parte: in tal caso avrei qualcosa da spartire con re Erode. Basti pensare al numero delle pagine. Spesso mi si domanda anche da dove scaturiscano alcune situazioni decisamente grottesche. Al momento mi limito a rispondere: non so neppure io ma sarò un po’ meno stringata quando mi verrà a mancare la tortura del mal di testa che ho dall’altro ieri. Ho ricevuto anche delle critiche non propriamente esuberanti, comunque. Non avrei dovuto usare la parola “dagherrotipo”, ad esempio, perchè sono in pochi a conoscerne il significato, poi mi si dice che talvolta, l’avvicendarsi degli eventi, troppo rapido, appesantisce la narrazione. C’è poi chi vede dell’ambiguità nella scelta degli “Uccelli del Paradiso” come annunciatori di nascita quando, a mio avviso, “Uccelli del Paradiso” viene semplicemente riferito ad una moltitudine di uccelli che vivono e provengono dal Cielo… zona Paradiso, per l’appunto. A chi scorge il doppio senso, dico dunque: “Sii meno malizioso, Belinda Victoria non ha nulla a che spartire con un romanzo erotico”. O, forse, questa parte, me l’avrei dovuta tacere…. Chissà quanti, cercando in questo sito le intitolazioni dei vari argomenti e leggendo “Belinda Victoria” avranno pensato a qualche discussione circa chissà quale porno-star! In effetti, il nome della protagonista del mio romanzo era finito, ovviamente per sbaglio, come sottotitolo di uno dei siti riguardanti non so più quale diva… non porno, quello no, comunque una di quelle che forse posano per i calendari di Max o Vattelapesca. Pensavo ad una éscalation delle vendite del libro, seppur con susseguenti e ripetuti reclami da parte degli eventuali acquirenti. Invece ci si è accorti prontamente dello sbaglio e Belinda Victoria è stata fatta rientrare nei ranghi. Han fatto bene: non si cerchi di inculcare nelle anime linde dei bambini cose troppo grandi per loro.

  • 12
    pierpaolo lupo -

    Vorrei lasciare anch’io un commento a “Belinda Victoria” , perchè credo che sia un libro che merita un approfondimento critico.
    Al cospetto del dilagare , nella letteratura di largo consumo, di tante saghe costruite attorno ad universi di pura fantasia , ci si sentirebbe tentati di ascrivere , o di ingabbiare, anche il libro della Bigottà in quell’ambito così vago, ma al tempo stesso così limitativo ( proprio perché lì tutto è possibile!) , che è quello del genere “fantasy”o della letteratura per bambini. Eppure leggendo le sue pagine ci si accorge che forse c’è qualcosa di più, che fra dialoghi spiritosi e bizzarri accadimenti che si susseguono con la grazia di un’ avventura disneyana , l’autrice non perde mai di vista il rigore proprio di chi non vuole soltanto “raccontare” , bensì di chi vuole “fare letteratura”. Fra animali parlanti, buffi personaggi, talismani e diafane fate evanescenti proviamo inizialmente il disagio o la diffidenza di chi pensa di doversi immergere in un universo nuovo, ma poi ci accorgiamo poco per volta che quell’universo ci è familiare , che va a solleticare e a risvegliare una memoria culturale collettiva, atavica , dove la componente fantastica si sovrappone al realismo di un’ambientazione comunale- borghese. In questo è la dimensione “letteraria” del libro della Bigottà che prosegue idealmente quella tradizione tipicamente italiana ( nata coi novellieri del ‘500) e diventata poi mitteleuropea, di impreziosire con una veste colta e di rigore stilistico il confuso coacervo di temi e moduli propri della narrativa fiabesca e popolare. Non soltanto i temi trattati ( quello della bambina che cresce in una famiglia non sua è tipico della fiaba popolare ) ma anche il tempo storico della narrazione , collocabile in un passato più o meno remoto ( quello dei nostri nonni o bisnonni) e la collocazione geografica ( che dai nomi ai colori al paesaggio riconduce a certi paesi dell’Est europeo) contribuiscono a conferire una ricercata e consapevole architettura stilistica all’opera.

  • 13
    Daniela Bigottà -

    Quando mi si ripeteva “in bocca al lupo!”, mai avrei immaginato che si trattasse di parole talmente propizie. Ricordo che rispondevo: “Basta non faccia la fine di Cappuccetto Rosso!” Non l’ho fatta. Eppure, ecco il Lupo, sul mio tragitto. Ma non un lupo a quattro zampe ma lui!, il Prof. Pierpaolo Lupo, il genio delle recensioni. Come ogni essere intelligente, il Prof. Lupo è umile e sta sovente nascosto, usando pseudonimi per quanto scrive. In sintesi: ha fornito uno spaccato del libro che mi ha mozzato il fiato: il tempo storico della narrazione, la collocazione geografica… azzeccatissimi. Non penso però di aver fatto della letteratura, ritengo debba imparare ancora molto, a riguardo. Cosa dire? mi sento onorata, sono contenta, ho le ali ai piedi, sulla schiena, sto volando. Questi pareri così entusiasmanti, positivi, mi incoraggiano, mi rinnovano le cellule, mi spronano a continuare, a non abbandonare la storia, attenta però non montarmi la testa, come mi accorgo che sto invece facendo. Calma, Daniela, mi dico, torna coi piedi per terra. E, come al solito aggiungo: “Ma tieni la testa nel cielo”.

  • 14
    pierpaolo -

    Ringrazio tanto Daniela delle belle parole, ma io non sono un professore…

  • 15
    Daniela Bigottà -

    Perché, come ho saputo, non hai scelto l’insegnamento nonostante una splendida laurea in letteratura? L’umiltà è una caratteristica molto pregevole, propria della persona intelligente. Dunque, anche se non insegni, ti chiamo ‘professore’ ugualmente.

  • 16
    fabio -

    Non so più nulla della nostra eroina Belinda Victoria. Ha già iniziato la missione che le ha affidato Artemisia? Non posso certo sapere qual è ma almeno dimmi se il secondo libro è in cantiere. Bravo il dottor Lupo. Se sapessi scrivere come lui, ci farei un articolo di 15 pagine. Ciao!

  • 17
    daniela bigottà -

    Mi spiace dare a Fabio una notizia che, da quel che intuisco, non gradirà. Anche se, con ogni probabilità, continuerò a scrivere la seconda parte di Belinda Victoria, aggiungo che la giovane protagonista è stata rapita non solo nella fantasia, ma anche nella realtà. Scrivete comunque alla posta della fata Artemisia, che dovrebbe essere accessibile tra qualche giorno, e chiedete il suo prezioso intervento. Sono certa che qualcosa farà.

  • 18
    Valensiana -

    Ho appena finito di leggere “Belinda Victoria” e devo dire in tutta sincerità che non ho mai letto un fantasy tanto originale. Ho trascorso delle ore bellissime su quelle pagine, piene di ironia, fantasia ed anche contenuti morali. Non penso sia una lettura solo per ragazzi, infatti io non lo sono e per me è stata una piacevolissima sorpresa. E speravo potesse continuare…Ma, leggendo qui sopra, l’ultimo intervento dell’Autrice del libro, devo dire di essere rimasta a dir poco sconcertata!!! Ma che significa – “la giovane protagonista è stata rapita non solo nella fantasia, ma anche nella realtà”??? Forse che Belinda Victoria non potrà avere un seguito? E da chi è stata rapita? No, no, …io mi rivolgo a Daniela Bigottà : Belinda Victoria non deve finire qui! Non può finire così!!! La pregherei di farni sapere qualcosa in merito, qui, poichè, nonostante io abbia cercato di comunicare con la Fata Artemisia attraverso il sito belindavictoria.com ed anche ripetutamente, non ho mai potuto scrivervi qualcosa, poichè là non vi è possibilità di accesso in questo senso!!! Come mai???
    Gentile sig.ra Bigottà, io spero di aver inteso male le sue parole che qui sopra ho riportato fra virgolette, poichè se Belinda Victoria finisse qui, sarebbe un terribile errore e una gran perdita per la letteratura fantasy e non.

  • 19
    liliana -

    Ossia? E’ uno scherzo, vero? Sono rimasta di pietra. Non capisco, vorrei saperne di più. Una volta tanto che il mercato editoriale italiano sforna un bel libro, sparisce, anziché viaggiare nel mondo? Ho lodato nell’altro mio messaggio il fatto che in Belinda Victoria non ci siano combattimenti ma, se è il caso di farne, si conti su di me. Aspetto di sapere. Ma presto!!!!!!!!

  • 20
    daniela bigottà -

    La posta della fata Artemisia è lì lì per essere aperta. Per ora non posso dire quel che è capitato a Belinda Victoria. Ma lo si saprà abbastanza presto perchè intendo mantenere fede a quanto dichiarato a molti e anche alla gentilissima dott.ssa Berrino, di Radio Montecarlo (se pur si chiama ancora così). La saga avrà infatti un suo seguito e non ci vorrà poi così tanto tempo poiché è già in cantiere. Lì si saprà pressoché tutto di quel che è accaduto nel mentre alla protagonista. Un po’ più realistico, forse, questo prossimo libro, un po’ meno fantasy. Ogni promessa va mantenuta. un abbraccio.

  • 21
    antares -

    Dai scrivi ancora aspettiamo impazienti.ciao e……………… in bocca al lupo baci.

  • 22
    daniela bigottà -

    Scrivo sì! Usando un linguaggio degno della contessa Kablinski, posso garantire che, entro due anni, 3 mesi e 5 giorni, il libro uscirà. Può darsi anche prima. Al momento ho notato un fatto curioso, che è stato notato anche da altri: la mia città sta popolandosi di cani corso e ho saputo di tre gatti neri battezzati Lollo.

  • 23
    Alessio -

    Proprio divertente…e vivo!!!
    Questo è il libro che piace a me…prende spunto dal quotidiano,ci incastra un pò di magia…e il messaggio…che si legge in qualche ora…dura tutta la vita

    Brava Bigottà

  • 24
    Rita -

    Io vorrei solo dire una cosa : Belinda Victoria tira sù il morale!!! Tutti dovrebbero leggerlo! Vivissimi complimenti a Daniela Bigottà ! Il tuo libro è un’antidepressivo senza alcuna controindicazione! Aspetto il seguito. Grazie.

  • 25
    Daniela Bigottà -

    Sono qui per dire questo: siccome le cartoline di Belinda Victoria sono ormai in metà mondo, un eccellente grafico americano si è offerto di darle un volto. C’è dell’altro ma non posso anticiparlo perchè ho letto che è vietato farsi pubblicità. Cercate sul web. C’è poi un mistero che ruota attorno a questo romanzo. Lo svelerò quando uscirà “Belinda Victoria 2”, di cui taccio per ora il titolo. Spero dunque, almeno col prossimo libro, di perseguire il mio scopo che, come molti sanno, è quello di fare della beneficenza.