Una bambina di 37 anni
Sono lacerata. Da una parte la mia età anagrafica mi vorrebbe adulta, matura, responsabile, con alle spalle un bagaglio di scelte, decisioni, esperienze che mi avessero reso una donna capace di stare al mondo e rapportarsi ad esso con forza e buon senso; dall’altra c’è la mia età mentale che mi fa sentire una bimba incapace e sprovveduta, inadeguata e dipendente. Sono 5 anni che cerco di allontanarmi dal nido andando a lavorare all’estero o lontano dalla mia città ma ritorno regolarmente all’origine. E la vergogna sale. Nella mente le voci crudeli di una società che non perdona i bamboccioni come me. Eppure io so di essere frutto di un’educazione malsana – non recrimino niente ai miei, hanno fatto quello che hanno potuto, come due bambini quali sono – che non mi ha permesso di crescere in modo sano ed equilibrato. Ora devo tutt’a un tratto fare l’adulta, quella che sa stare sulle sue gambe, ragionare con la sua testa, che si fida dei suoi pensieri. Ma non so come si fa. Perché mi sento uno sbaglio della natura e fa male. Ho il terrore del futuro. Paura di fare solo grandi danni. Vorrei avere una mia vita indipendente ma qualcosa di potente mi trattiene a casa. E vorrei nascondermi da tutti e da tutto.
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Categorie: - Me stesso
17 commenti
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buhbah,
non te la prendere: mi sa che sono in tanti a essere nelle tue condizioni, e non sempre, come giustamente sottolinei, per colpa esclusivamente loro… tu hai pure il vantaggio di rendertene conto, e non è poco, credimi…
scrivi: “Ora devo tutt’a un tratto fare l’adulta”. ma perchè tutt’a un tratto? perchè “fare” e non “essere” adulta? perchè il crescere mentalmente e il diventare responsabili non è per te, come per tutti, un qualcosa da acquisire poco a poco?
cara rossana, grazie per il tuo commento.
perchè ho fatto tante scelte sbagliate.perchè non ho mai saputo trovare una mia strada e una mia vera autonomia e ora alla mia tenera età non so più dove sbattere la testa.da una parte mi vergogno tremendamente (ciò ovviamente è dovuto ai condizionamenti che porto dentro)dall’altra non sento alcuna spinta verso la mia indipendenza.vorrei starmente in qualche luogo sperduto a vendere collanine con il mio cane, dei libri, della musica, immersa nella natura e fuori dal mondo.invece devo pensare a sostenermi, a campare.anche se mi sento completamente inetta…potessi avere un tutor, uno spiritual trainer…
bubah,
se desideri startene per conto tuo, vendere collanine e vivere tranquilla con il cane e i tuoi libri, perchè non cerchi di attuare questo tuo sogno.
proprio sempre sempre tranquilla, forse non si può, ma potresti con un piccolo aiuto da parte dei tuoi affittare uno spazio su un mercatino delle pulci e trascorrere lì un giorno al mese, proponendo in vendita le tue cose. non c’è niente di meglio che fare quello che ci piace, anche se magari non rende che lo stretto indispensabile per vivere. basta sapersi accontentare. abbiamo tante cose superflue e quelle necessarie non sono poi tantissime.
potresti anche trovare delle amicizie a te affini in quel contesto, e imparare da loro come gestire il tuo piccolo commercio. poi ci sono le feste paesane, dove spesso si può esporre gratis… se fossi in te, un pensierino lo farei…
Ciao Bubah,
le tue aspirazioni le trovo molto belle, un pà “nomadi” i tuoi sogni profumano di libertà. L’inettutine in questa società a mio avviso non è qualcosa di cui vergognarsi, lo trovo un anticonformismo che si ribella ai canoni standardizzati.
Però il rischio, come tu stessa dici, è quello di non riuscire a mantenersi. Il malessere deriva dal fatto di essere isolati perchè considerati “bamboccioni”.
Sai, io mi trovo in una situazione opposta alla tua, sono giovane e già mi sento tardi per certe cose, sto cercando una sistemazione per crearmi una famiglia. Però non so precisamente cosa voglio fare oltre alla mamma e quindi sto cercando me stessa. E quello che mi piacerebbe è molto simile a ciò che vorresti tu: per questo capisco benissimo quando dici che vorresti trovarti con tuo cane a vendere collanine in un posto sperduto.
Io non voglio credere che siamo destinate a rinunciare ai nostri desideri solo perchè gli altri non le approverebbero nè tanto meno comprenderebbero. Se davvero la tua strada verso la felicità è questa, cerca di relizzarla. Comprati un camper così potrai raggiungere i posti che ami e viverci, datti all’artigianato e vivi di quello. Certo, credo che sarà dura economicamente: dovresti aggiungere qualche ora di lavoro, magari protesti scrivere un libro sulla tua esperienza.
In fondo se tu ti “urbanizzassi”, se diventassi più “civile” saresti come un animale domato, costretto all’addestramento e alla gabbia, che si affanna a reprimere la propria indole misantropa e solitaria: come si può in tal modo sentirsi appagati?
io credo che bumba voglia dire qualcos’altro,forse esprimere un disagio interiore
che poco ha a che fare con il desiderio anticonformista per la societa,semmai
quello potrebbe essere solo una “scusante” per rivendicare all’esterno e dunque
alla societa le sue mancanze…poi mi posso pure sbagliare,magari se vorrai
aggiungere qualcosa per questo farai piu chiarezza.
io credo piu realisticamente e a grandi linee che le generazioni attuali (me
compreso) abbiano vissuto senza prendersi quelle responsabilita che al contrario
nostro appartenevano ai nostri genitori o ai nostri nonni che la vita se la
dovevano sudare di brutto ma avevano il senso di costruirsi qualcosa davanti a
loro.
e’ curioso pero che sarebbe dovuta essere proprio la loro generazione a
insegnarci questo ma cosi non e’ stato e secondo me perche cera lidea (ottusa)
che quello che era mancato a loro dovevano averlo i loro figli..
Ciò che ti ha suggerito Rossana è esattamente quello che volevo dirti. Perchè rinunciarvi? Fossi in te inseguirei i miei sogni, cercherei di realizzarli.
Esattamente come lei dice siamo circondati di superfluo a livello materiale ma il superfluo inteso come i pensieri, le idee, i sogni costituiscono il nostro necessario, come affermava il buon Ortega.
Tra l’altro ribadisco che mi sento molto vicina a te in questo stile che esprimi.
Un abbraccio!
grazie a tutti per i vostri commenti.
fabio hai centrato perfettamente, il mio è un disagio profondo più che un bisogno di anticonformismo.un dolore costante che ogni giorno mi fa sentire sbagliata, sola, inadatta a TUTTO.”è ora di crescere alla tua età”, già.come dire a un neonato “è ora di camminare”.sono processi graduali.non ci si inventa adulti responsabili dal giorno alla notte.ma sembra un discorso alieno il mio, incomprensibile e intollerabile.molto più facile giudicare considerando la nostra generazione “buona a nulla, senza sogni e voglia di fare alcunchè”.così uno si ritrova ad un certo punto a dover pilotare un aereo non essendoci mai salito sopra.se avrà fortuna e un po’ di fiducia in se stesso imparerà, altrimenti si sfracellerà al suolo.
io non ho 37 (ne ho 25) ma sono nella tua stessa situazione. Sono un bamboccio di merda e non riesco a crescere. Sento di avere ancora 13 anni.
Buhbah, non devi sentirti meno degli altri, a trovarne persone che ragionano sui problemi e cercano di superarli,non come certi superman e superwoman, che credono che se non fosse per loro il mondo non girerebbe e il sole smetterebbe di darci la sua luce. Stai tranquilla vedrai che piano piano troverai la tua strada.
Poi non riesco a capire come mai ce l’avete tutti con questa generazione che vi ha fatto di male! Questa generazione è piu’ libera di quella precedente e si è guadagnata qualche diritto in piu’.
Sappiamo piu’ cose grazie alle generazioni passate è un ciclo che va avanti ed ogni mattone è indispensabile per reggere la struttura della vita. Ogni essere vivente ha il suo perchè..
manuele,
la tua consapevolezza è già qualcosa di molto positivo.
prova anche tu a cimentarti da solo con piccoli progetti. potrebbero aiutarti a crescere e a rinforzare la tua autostima…
Ho la tua stessa età e sono nella stessa situazione. Da anni rifletto sul perchè della mia (nostra) condizione; penso che sia dovuta alla commistione di due fattori.
1 – Ci deve essere qualcosa di innato nel mio carattere che non mi fa progredire. Tante volte ho pensato che la “colpa” fosse solo degli altri; ma non posso accettare di non avere personali responsabilità riguardo alla mia condizione.
2 – Un’educazione famigliare “sbagliata”. Forse i miei genitori nell’ansia di rendermi la vita più semplice sono intervenuti troppo nella mia vita e sono intervenuti nel modo peggiore: si sono costantemente sostituiti a me nel prendere certe decisioni cruciali. Ciò mi ha deresponsabilizzato ed ha impedito la mia naturale crescita emotiva.
Oggi non vedo molte vie d’uscita. E’ brutto da dire ma l’età avanza e non si può tornare indietro. Non posso a 37 anni fare ciò che avrei voluto a 20 con le mie forze; forze che il mio nucleo famigliare ha impedito che si esprimessero.
Anche oggi pur avendo qualche ridottissima possibilità di allontanarmi temporaneamente dalla famiglia, non lo faccio. Dico di no perchè mi tornano alla mente i NO ricevuti molti anni fa che hanno letteralmente distrutto la mia autostima.
wafer,
concordo con la tua analisi, corretta e calzante.
tuttavia, non bisognerebbe mai perdersi d’animo: chiarito l’obiettivo a cui tendere e le motivazione che rendono difficile il suo raggiungimento, sarebbe utile individuare un percorso, a piccole tappe, che consenta di progredire.
coraggio, con il tempo ce la si può fare!
è questo il punto cara rossana:individuare l’obiettivo cui tendere…
Ciao…vorrei tanto sapere come stai, sono nella tua stessa situazione e da un anno sono in forte crisi. Vorrei progredire ma me ne vergogno, ho un blocco incredibile. La mia famiglia, mio padre, ci ha messo lo zampino nella mia crescita e ora sto così…ho le mie colpe, sicuramente..ma portarmi dentro una vocina che mi fa sentire sbagliata perché voglio cambiare e crescere è insopportabile!Mio fratello ha appena avuto un figlio ma anche lui si sente così, quindi credo che il fattore ambiente familiare abbia avuto il suo peso.Chissà come stai, mi piacerebbe sapere se hai avuto il coraggio di cambiare!Io ho tanta paura, soprattutto perché in questa situazione ci va di mezzo anche la mia relazione…sono in crisi con lui, credo di non amarlo più e mi sento morire giorno dopo giorno. Sono un’inetta, una merda!
anche io sono nella vostra situazione e ne ho solo 21. ce una cura?
Le analisi che avete fatto sono corrette
un’educazione permissiva e tendente
a sostituirsi ai figli nelle decisioni
o ad agevolarli in tutti i modi,
non li ha fatti crescere.
Il miglior regalo ai figli è dire loro
“arrangiati”.
Prima o poi si scontreranno con la realtà
ed è meglio prima.
Detesto le madri iperprotettive,
che rovinano i lori figli pensando di proteggerli.
Una soluzione?
Beh bisogna uscire dall’insano ambiente
della famiglia, trovarsi un compagno
è di solito la scelta migliore.
era meglio farlo prima , magari a 18 anni,
ma si può ancora fare, non invecchiare
così, ce la puoi fare.
No. Non c’è cura. dal 2013 ad oggi non la hanno scoperta. Prova con la narda, però il mondo sientifico ancora non l’accetta.