Astrazione adimensionale
di
Alterego
Da tempo sto compilando una lista di riflessioni.
Il nono punto di queste recita: “Serve un maestro”.
Sto riflettendo sul suo significato, ma non avendolo pensato io, mi è difficile comprenderlo davvero.
Il primo dubbio che mi è sorto riguarda l’origine di questo maestro: è un riferimento ad un qualche Dio? alcuni potrebbero pensarla così. Oppure è un maestro fisico, in carne ed ossa?
Se il giusto risiede nel mezzo, potrebbe trattarsi di una manifestazione interiore.
Idee?
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Categorie: - Riflessioni
17 commenti
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Gesù Eucarestia, vero Dio e vero Uomo: in punto di morte non ti servirà nient’altro che l’Amore a Lui! Leggiti di quella donna di 37 anni morta stamane sulla a1, di rientro da una discoteca romana. La tua vita passa e che ne resta se non l’amore a Cristo, e al prossimo per amore di Dio?
Oggi ci sei, domani non ci sei più.
Forse vuoi riprendere dalle elementari….
Tutti quelli che stanno sotto un maestro vuol dire che non riescono ad imporre un ordine o un senso alla propria vita e quindi delegano tutto nelle mani di tizi spesso loschi che sanno sfruttare le debolezze umane. È uno strataggemma di comodo. Un consiglio: alla larga dai guru…
x Piccolastella78:
Non sto parlando di morte, benchè la mia citazione possa estendere il suo significato ad un certo messaggio religioso, non è di sicuro quello del Tempo che estingue la vita. Questo perchè, dentro di me, non vi è paura per la morte ne per ciò che seguirà, inoltre la mia idea di tempo non è vincolata al ciclo solare, bensì ad una ciclicità spiraliforme ascensionale.
x Pax:
Probabilmente ho ripreso maestro al posto che professore per il fatto che il maestro elementare insegna a bambini ed educa, in qualche modo, anche alla vita.
x xleby:
Probabilmente ti sei avvicinato più tu al significato, ma i giudizi che hai fatto provengono da una tua esperienza personale o per il classico sentito dire ed esperienze altrui?
Non posso negare che vi siano persone nel mondo che sfruttano le debolezze umane per fini di lucro, ma nella definizione di maestro non è insito anche questo.
Puoi invece spiegarmi meglio la prima parte del tuo discorso, in cui spieghi il motivo per cui alcune persone decidono di sottomettersi ad un maestro?
E’ tanto brutto affidare la propria vita ad un altro essere umano?
Grazie a tutti per le risposte!
“E’ tanto brutto affidare la propria vita ad un altro essere umano?”
No…fin quando si è bambini.
Se provi a pensarci ti fai una risata: perché degli adulti dovrebbero farsi spiegare il senso della vita da un altro essere umano? E in base a quale autorità bisognerebbe fidarsi? Si finisce per considerare tale maestro “migliore”,”più esperto” ecc… Di noi. Non bisogna delegare il proprio cervello a nessuno, queste persone si impadroniscono della tua mente perché sei tu a permetterglielo. E poi ti comandano a bacchetta, non puoi cobtraddirli. Il fine di lucro è l’ultimo dei problemi, come ho detto è la tua mente che vogliono è qualcosa di ben peggiore, finisci per diventare un invasato, vuoi stare solo con quelli della “setta”, ho visto persone trasformarsi (peggiorare) in questo senso, diventare marionette, e una volta capito il clima ho mollato e ho capito (sulla mia pelle) che a pensar male si indovina…
Tuttavia se non ci passi non puoi capire appieno quello che sto dicendo!
P.s. Esperienza (laica) personale di qualche mese sotto un maestro buddhista
Speriamo che non sia troppo tardi…
Perchè dici che la frase non è tua? O almeno che non la fai tua?
“Se provi a pensarci ti fai una risata: perché degli adulti dovrebbero farsi spiegare il senso della vita da un altro essere umano?”
Non ho parlato specificatamente di adulti, un maestro anche per ragazzi, adolescenti, immaturi, adulti, anziani.
Ogni persona matura con un’educazione differente, ma non sempre questa gli permette un pieno sviluppo, arriva ad essere adulto e cade nel vizio, nella procrastinazione, nell’odio verso se stesso.
“Serve un maestro” non è un obbligo assoluto e universale, bensì un consiglio maturato nell’interiorità dei molti che cercano qualcosa senza successo.
“E in base a quale autorità bisognerebbe fidarsi?”
Una legge od un’autorità servono per dare ordine alle popolazioni, un maestro non esige, insegna.
La fiducia risiede nella tua volontà di seguirlo od abbandonarlo.
“Si finisce per considerare tale maestro “migliore”,”più esperto” ecc… di noi.”
E’ diverso, si parte considerando tale maestro superiore a noi, se non lo fosse, non avrebbe nulla da insegnarci e noi non avremmo alcun bisogno di presenziare al suo cospetto.
Inoltre considero l’umiltà un dono e non un vizio, saper riconoscere il tuo maestro.
“Non bisogna delegare il proprio cervello a nessuno, queste persone si impadroniscono della tua mente perché sei tu a permetterglielo. E poi ti comandano a bacchetta, non puoi contraddirli.”
Immagino tu faccia riferimento sempre alla tua esperienza con un maestro buddhista, quando nomini “queste persone”, in tal caso mi dispiace tu ti sia sentito tradito dalle intenzioni di questo signore.
Ma non ha senso puntare sulla convinzione che un’esperienza negativa possa considerarsi universalmente valida, ogni maestro è una coscienza a se.
“come ho detto è la tua mente che vogliono è qualcosa di ben peggiore, finisci per diventare un invasato, vuoi stare solo con quelli della “setta””
Come ho detto, hai avuto una brutta esperienza e hai fatto bene ad andartene, ma non tutti i maestri sono così…
Alterego,
forse sarò fuori tema. PER ME, superata le scuole elementari, i maestri sono più d’uno, via via scelti dalla mia percezione per qualche loro speciale qualità, quando ho avuto la fortuna d’incontrarli, spesso nei momenti in cui mi sentivo più carente in questo o in quel aspetto evolutivo.
sono stati, e sono tutt’ora, maestri in carne ed ossa o maestri di carta, ma SOLO se riconosciuti come tali, e apprezzati per quel tanto che considero buono e utile alla mia crescita o a qualche particolare approfondimento.
Gesù è l’unico Maestro, il resto sono chiacchiere che non riempiono la pancia.
rossana
in sedicesimo oltre che maestri ci possono essere persone ispiratrici su alcune cose.
x Pax:
“Perchè dici che la frase non è tua? O almeno che non la fai tua?”
Il mio nickname è la risposta.
Io sono il mezzo, lo strumento con cui scrivere, il mio alterego è la mente del pensiero originale.
x Rossana:
Non sei fuori tema, io vi ho chiesto il significato che per voi rappresenta quella frase, dunque sei perfettamente in tema.
Credo di aver capito cosa intendi per maestri, ma puoi citarmene qualcuno per chiarezza?
x Stella78:
Non intendevo iniziare una discussione religiosa, sei libera di credere e professare ciò che ti pare, ma se ti è possibile evita di ripetere lo stesso concetto, sia io che tutti gli altri abbiamo capito perfettamente la tua posizione dal primo post che hai scritto, grazie della collaborazione, ma se non hai nulla di nuovo da aggiungere non ha senso continuare.
Alterego,
sono tanti, e forse nessuno in particolare. piccoli sprazzi di aspetti di personalità, comportamenti o reazioni colti al volo, percepiti come utili e magari poi solo in parte assimilati, o anche, in alcuni casi, osservazioni su intere vite, che al loro termine hanno riservato singolari sorprese.
l’esempio meno eclatante: un uomo di successo, in posizione di grande evidenza, al culmine della sua carriera, che, quando era molto arrabbiato per qualcosa con qualcuno, anziché alzare la voce e accigliarsi, l’abbassava e, mantenendosi immobile, sintetizzava il suo disappunto al destinatario del rimprovero con una breve frase tagliente, quasi un sibilo, che feriva e restava impressa enormemente di più di una sfuriata.
poiché quando perdo la testa o la pazienza, divento una belva e fatico moltissimo a misurare le parole, ancor oggi, che sono passati tanti anni, ricordo spesso il suo esempio, nell’imminenza di momenti in cui ho maggior bisogno di autocontrollo.
un altro, invece, più fondante, quand’ero poco più che adolescente, mi venne da una donna di mezza età, che aveva il figlio in galera per un reato abbastanza grave. il paese la isolò totalmente, come se lei fosse più colpevole del figlio. andando e tornando dal lavoro, percorreva spesso la statale davanti a casa in bicicletta, senza salutare, con le braccia incrociate sul petto e il busto ben eretto.
al di là dell’ammirazione per la sua capacità di procedere senza toccare il manubrio, credo di aver appreso anche dal suo volto chiuso, segnato dal dolore ma orgoglioso, di non tener mai troppo in conto l’opinione di chi non aveva alcun diritto di ergersi a giudice della vita e degli errori altrui.
niente di particolare: credo che questa modalità di assorbire insegnamenti dal contatto con il prossimo sia più che comune…
Pax,
perchè in particolare “in sedicesimo”?
Repetita iuvant: senza Dio, disperdi tutto quello che fai. Sono tutte chiacchiere le tue/ vostre. Non hanno nessun fondamento di vera vita. Che ti piaccia o no.
E ti ricordo che è un forum pubblico, perciò intervengo esprimendomi come credo, quando mi aggrada.
Benedetta, a me sinceramente del tuo dio non importa nulla, sono ateo nel campo religioso e aperto mentalmente dal punto di vista spirituale.
Il forum è pubblico, ma ti invito a leggere il regolamento, non è la bibbia ma appare ogni qual volta stai per scrivere un commento, è una sorta di repetita iuvant, ma a quanto vedo non sembra ancora ben appresa.
Te la riporto:
“Leggi l’Informativa sulla Privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica etc) o promozionali. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare “Fuori Tema”: per temi non specifici utilizza la Chat.”
Ciò che state ripostando tu e stella78 è propaganda religiosa, se fosse stato detto 1-2 volte per esprimere un parere personale riguardo al tema allora avrebbe avuto senso e l’ho accettato, ma continuando a ripostare la stessa posizione, già espressa e ribattuta e soprattutto in termini non esattamente moderati, ovvero non lasciando spazio ad un’eventuale dialogo, ma sbarrando ogni possibilità di dare un proprio parere agli altri, mi sembra decisamente poco garbato.
Per concludere il tema della discussione è “Serve un maestro”, una citazione mooolto vaga, che non è incentrata su dio e la religione, ma lascia spazio a molteplici(non la stessa ripetuta 100 volte) interpretazioni e sono queste che io ho chiesto di esprimermi.
Puoi considerarci ciò che ti pare, eretici o ciò che senti più opportuno, ma credo tu sappia meglio di me come il libero arbitrio non sia sempre la cosa migliore (vedi Adamo ed Eva), quindi se ci sono delle regole, prova a metterti nella condizione di rispettarle.
Grazie
rossana
in piccola misura