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Amore e sicurezza

di toroseduto

Views: 2 - Views e voti dal 14 agosto 2026.

Come valuti questa lettera?

Ogni giorno sentiamo la parola “sicurezza”. Sicurezza finanziaria, sicurezza sociale, sicurezza nazionale… sono tutte cose importanti. Ma ciò di cui vorrei parlare adesso è una sicurezza più profonda, la sicurezza del Sé: sicurezza emotiva, sicurezza psichica, la sicurezza che ci rende capaci di interagire pienamente con le nostre famiglie, con i nostri compagni, con i nostri amici, con la nostra società e con la nostra civiltà. Questa sicurezza scaturisce dall’amore per noi stessi, dalla consapevolezza di avere un’anima, di aver conosciuto altre vite e viverne molte altre ancora. La vera sicurezza deriva dalla consapevolezza dell’immortalità dell’anima, concetto molto radicato nel mondo orientale, scarsamente diffuso in occidente, per ragioni religiose,culturali e storico-politiche. Nell’era definita post-industriale, viviamo una crisi di valori, il falso benessere generato dalla convinzione che saremmo diventati tutti ricchi, ha provocato la paralisi dei sentimenti e degli ideali più alti.
Ho conosciuto persone molto ricche che però sono infelici e totalmente insicure, a dispetto di tutti i loro soldi. La sicurezza non deriva dai beni materiali. Non possiamo portare i nostri averi nella prossima vita, ma potremo portarci le nostre azioni, i nostri passi avanti: ciò che avremo imparato e i progressi che avremo fatto in quanto esseri umani spirituali. E’ anche possibile portare con noi alcuni dei nostri talenti. Ritengo che Mozart fosse stato un abile musicista in una vita precedente, il che spiegherebbe la sua precocità di bambino prodigio nel diciottesimo secolo. La sicurezza e l’autostima sono direttamente correlate, e l’autostima talvolta è difficile da raggiungere; tuttavia, senza di essa non è possibile conseguire l’amore per se stessi. Molti di noi recepiscono l’immagine trasmessaci ( di solito inconsciamente) dai nostri genitori, dai nostri amici e dalla nostra comunità: l’idea che in qualche modo non siamo abbastanza bravi, non siamo all’altezza. Se riusciamo a liberarci dalle negatività, possiamo imparare ad amare noi stessi. Le tradizioni religiose che dicono: “Ama il prossimo tuo” non colgono pienamente nel segno. L’amore per se stessi è il fondamento dell’amore per gli altri, la fonte da cui sgorga la vera carità. Quando amiamo noi stessi, l’amore trabocca; quando non ci amiamo, consciamente o inconsciamente concentriamo la nostra energia nella ricerca di questo amore e non troviamo più tempo per nessun altro.
L’amore per se stessi non è una forma di egoismo: è una forma salutare di autostima. L’egoista, il presuntuoso, la diva e l’imbonitore di piazza – coloro che danno l’impressione di amare se stessi al solo scopo di trovare un compratore per sé o per i loro prodotti – spesso sono degli insicuri. Un uomo che ritenevo “tutto di un pezzo”, la quintessenza della persona sicura di sé, mi confidò che era solito giocare a “schiva l’autobus”: si metteva in un punto della strada particolarmente pericoloso per vedere fino a che punto poteva ripetere l’atto di schivare gli automezzi in arrivo. “E se ti investissero davvero?” gli domandai esterrefatto. “Allora il mondo si libererebbe di una cosa inutile” rispose.
Il vero amore per se stessi non ha bisogno di essere proclamato ai quattro venti o di essere ostentato. È uno stato interiore, una sensazione, una forza, una gioia: è sicurezza. Abbiamo tutti un’anima. Siamo sempre amati. Possiamo amare a nostra volta. T.S.

Data di pubblicazione: 20 Maggio 2010

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Categorie: - Attualità

38 commenti

  • 1
    silvana_1980 -

    eh il vero problema però è che quando ami te stesso, quando sei sicuro di te stesso e perciò non ti conformi agli altri caproni che seguono il gregge perchè non ne senti proprio l’esigenza, passi per presuntuoso e stronzo anche se non lo sei
    per essere se stessi, per restare se stessi amandosi ci vuole una buona dose di resistenza e coraggio
    io ce l’ho (per foortuna e in certe situazioni…purtroppo), e passo un pò da eremita, nel senso di quella che vive solo per se stessa
    fregandosene dell’opinione altrui…in sostanza…vivo bene anche senza che gli altri mi lodino, mi cerchino…e non sento l’esigenza di mettermi in mostra. Per chi scusa dovrei mettermi in mostra? Per quella gente lì?
    [ la vedi-immagini la smorifia sul mio viso?…hihihi ]
    in realtà non tengono conto di piccoli gesti quotidiani che ci sono, nei confronti della mia famiglia, dei confronti del mio capo, anche se non li pubblicizzo perchè mi sembra doveroso farli, li do come una cosa compresa in me stessa ciò che sono realmente. Starei male se non lo facessi.
    invece c’è gente capace di fare un marketing di se stessa incredibile, facendo un quarto di quel che faccio io
    e alla fine hanno più di me. Così è. Che schifo.

  • 2
    key -

    Sacrosanto.

  • 3
    ultimo -

    Gesù dice: “ama il tuo prossimo COME TE STESSO”. Gesù dice anche: “chi ha orecchie per intendere intenda”… Hai inteso bene ed hai semplicemente tradotto le parole del Maestro. Che tu lo sappia o no. Che tu lo voglia o no.

  • 4
    toroseduto -

    Ciao silvana.
    Capisco che il discorso ha un valore da “obbiettivo raggiunto”
    e va di pari passo con l’età, la maturità e la consapevolezza.
    Conosci la mia età, e proponendo questa riflessione, ho cercato di dare uno sguardo dall’alto, non potrei fare diversamente, mi dispiace che a tratti tu senta la tua ricchezza interiore come un handicap. Sei a metà cammino,riferendomi all’età, rispetto a me. Però so bene che non cambieresti mai.
    Ho visto la smorfia sul viso. C’è stato un’applauso…

  • 5
    toroseduto -

    @ ultimo
    Mio caro amico, il punto è che troppi, NON SI AMANO. Questo forum è lo specchio della realtà in cui viviamo nel 2010. La mia intenzione non è far nascere una bagarre religiosa-filosofica.
    Non è il luogo adatto. Prova ad andare nella lettera del suicidio.
    La leggo da tre anni, e non sono mai intervenuto. Lo faccio in privato con alcune persone. E’ molto difficile trovare le parole giuste che vadano bene per tutti.
    Molti potrebbero confondere un consiglio come saccenza. Invece nel privato si riesce a creare il clima giusto.
    Pensando a questo ho voluto postare la lettera, il mio cammino, all’ombra dei 60 anni, mi ha portato a conoscere qualcosa da poter condividere, cercando il giusto equilibrio.
    Chi non ama se stesso, come può amare gli altri? A questo non so
    rispondere nel forum, in privato ci riesco. E ho avuto riscontro dalle
    mail private, nessuno di loro se la sentiva di commentare sulla lettera. Purtroppo!

  • 6
    silvana_1980 -

    grazie dell’applauso…
    saluti toro, con la mia visione dal basso

    sguardo dal basso che quando sente certe cose di propaganda dall’alto (o dal basso apparente manovrato dall’alto) del tipo:
    ” e si sai, perchè io ho fatto questo ”
    ” eh si sai perchè io sono andato qua ”
    ” eh si sai perchè io ho questa cosa qui ”
    ti dice (senza parlare)
    ” embè…ti sembra na roba tanto unica e speciale? pensi di essere il solo? ”
    Come sgonfiare un pallone in due secondi: facendo spallucce.
    E questo mi capita al lavoro, e mi capita quando tentano di appiopparmi qualche ragazzo referenziato dalle mie amiche che ahimè non hanno molto occhio come carino-buono-bravo (in realtà tanta apparenza e poca sostanza)
    Si lo so, non sto simpatica a sti tipi qua. Faccio sempre la figura dell’antipatica di turno, quella che rovina tutto, alla fine.
    Ma certe cose nella vita non hanno prezzo (tipo la faccia che fa l’altro alla mia reazione).
    Per tutto il resto c’è mastercard.

  • 7
    ultimo -

    Non vi sono sfumature, chi non ama se stesso non può amare gli altri. Quale altra risposta? Non è una legge, un comandamento, una regola che si può scegliere di infrangere. E’un “ordine” al quale non ci si ribella e non si scende a compromessi, mai. Religiosità e Fede da parte.

  • 8
    sabrina -

    l’amore per se stessi non è egoismo se si capisce bene cos’è AMORE. non dobbiamo confondere l’amore con l’egoismo perchè tutto ha una logica. anche l’amore a mio parere ha una logica. chi vive bene con se stesso, vive bene anche con gli altri. non so se rendo il concetto perchè non è semplice: vivere bene è una cosa….ma vivere bene con se stessi è ben diverso, anche se si vive male.ho fatto un pò di confusione vero? chissà se si è capito ciò che intendo.

    ciao toroseduto ci sentiamo presto.

  • 9
    Eagle -

    Finalmente una voce fuori dal coro… Finalmente qualcuno che inneggia alla vita… Finalmente mi è spuntato un link positivo fra tutte queste lettere di angoscia e lamentele.

    Probabilmente è un po’ tardi per commentare questa lettera, sono passati dei mesi dalla sua pubblicazione. Nonostante tutto, ci tenevo a regalare una nota di merito ad un pensiero che condivido in pieno. Del resto, la data in cui è stata scritta una bella pagina non conta; altrimenti non leggeremmo più né l’Odissea, né la Divina Commedia.

    “L’amore per se stessi non è una forma di egoismo: è una forma salutare di autostima.” è quel che spesso cerco di dire nei miei commenti, a gente che si annulla, a gente che si autocommisera. Siamo tutti fragili… Ma c’è anche chi, tra i fragili, non è debole. Forza non necessariamente vuol dire resistenza. E penso che valga di più.

    Grazie toroseduto, ci eravamo già incontrati in una mia lettera; non ne avevo mai letta una tua. Sono contento di esserci riuscito.

  • 10
    toroseduto -

    Ciao Eagle. Ricordo che ci siamo incontrati su qualche altro argomento, e che hai molta positività nelle tue esternazioni.
    Al momento che postai questa lettera,ero angosciato dalle tante
    lettere e post vari, in cui c’erano (e ci sono ancora) tanti che si piangono addosso, tanti che fanno fatica a trovare il già citato centro di gravità permanente. Il limite imposto dalle regole del sito, molte volte non ti lasciano esternare completamente una riflessione, una certezza da “obiettivo raggiunto” come dico in una replica a Silvana 1980. La costrizione di racchiudere in poche parole concetti che meriterebbero una analisi e un dibattito più approfondito, cosa che io mi sarei aspettato quando ho postato la lettera. Invece diventa tutto molto dispersivo, molti invece di leggere e riconoscersi in una situazione come quella da me descritta. Scrivono una lettera che sembra la fotocopia di quella precedente o successiva. Vedo passare a decine lettere senza risposta, e questo fa si che nel breve periodo la lettera finisce nel dimenticatoio. Non ti nascondo che spesso sono scoraggiato, non ricevendo risposte adeguate,
    si sveglia un tarlo malefico che fa sentire inutile il mio sforzo di avere una discussione che potrebbe servire a molti che vivono un disagio.
    Per questo motivo (non c’è assolutamente autocompiacimento) ti sono grato di aver commentato questa lettera a distanza di diversi mesi.
    So per altri canali, che molti hanno letto e mi hanno candidamente messo al corrente di non aver trovato le parole giuste per un commento
    riconoscendo la validità dell’argomento, e a volte sono queste le cose che ti fanno cadere le braccia. Io sono portato per le analisi costruttive, ho 62 anni, come sai…ecco quello che una volta era un valore aggiunto, oggi è un handicap, per molti (e qui mi piacerebbe far nascere un nuovo dibattito)la gente della mia età dovrebbe tacere, la mia generazione ha prodotto molti danni dicono. Invece io mi sento di gridare a voce alta e fiera che avevamo degli ideali nobili e di alte vedute, abbiamo lottato contro il potere politico, se oggi ci troviamo a poter scrivere liberamente il nostro pensiero, è anche grazie alle nostre battaglie. Cito un caso. Mina, forse la più grande cantante del dopoguerra, ebbe il figlio che vediamo nella trasmissione della Clerici “Ti lascio una canzone”, fu censurata dalla RAI, unica emittente dell’epoca. Per diversi anni ha dovuto pagare lo scotto di avere un figlio illegittimo. Fu esclusa dai palinsesti. TS

  • 11
    Eagle -

    Toroseduto, è la stessa cosa che è capitata a me. Ho provato il tuo stesso sconforto nel notare il silenzio quasi imbarazzato che segue certe affermazioni… adoro lottare, forse non in modo chiassoso, ma le conquiste tendo a volerle fare lo stesso. Mi sono iscritto qui pochi mesi fa, in un momento di debolezza, lo ammetto… ma mi interessava sapere, curiosamente, cosa ne pensasse la gente sulle mie questioni. Ho visto code di commenti allungarsi su drammi esistenziali, depressione, dolore. Neanche un minimo accenno a delle piccoli grandi domandine che ponevo io… Mi son detto, non importa a nessuno una persona che dal suo dolore riesce a riemergere. Viviamo un nuovo Romanticismo a metà, per tutti l’eroe romantico ormai è solo la Vittima. Il Titano non importa più a nessuno.
    Con questo non voglio dire che mi sento frustrato perché ai miei post non ha commentato quasi nessuno… Tanto più che spesso mi sono accodato con calore umano accesissimo e tanta passione alle lettere di gente che soffriva… e mi è piaciuto farlo. Ma a un certo punto mi è presa un po’ una specie di rabbia, sembra una strana processione senza fine, tutti lì che portano questa croce e nessuno che canta!!! Mi si passi l’esempio religioso, so che a volte sono troppo critico a riguardo. Ecco perché proprio oggi, di getto, ho pubblicato una lettera proprio qui, rivolta a tutti quanti. Se ti interessa esprimere un’opinione simile, credo la troverai sicuramente fra le ultime lettere.
    Anche a 42 anni di differenza, condivido la tua vocazione per le analisi costruttive. Ho passato ben troppo tempo a distruggermi, ciò non ha portato a niente di buono. All’inizio della depressione si avverte quasi un torpore, non vuoi essere svegliato… Non vuoi essere preso per mano… Quasi ti autocompiaci della tua miseria. Ma NON può andare avanti!!! Non sono assolutamente d’accordo sulle classificazioni generazionali: e non vedo come ti si possa incolpare (neanche fossi stato tu!) di aver prodotto molti danni. A questo punto, vuol dire che noi giovani d’oggi siamo una generazione di depressi e smidollati? Non voglio crederci. Questo ragionamento rientra perfettamente nell’autocompiacimento tipico della fase pre-depressiva. Non va. Non va.
    Quello di cui abbiamo bisogno è un po’ di umiltà. Siamo presi da noi stessi e dal nostro futuro, non ci accorgiamo che a volte chi ci parla dal seggio dell’esperienza (ed a 62 anni sono certo tu ne abbia!) lo fa senza interesse. Cos’ha da guadagnarci? Facile, zittire

  • 12
    Eagle -

    il grillo parlante. Poi si scopre che aveva ragione.

    Sai, mi sento onorato che proprio tu abbia commentato per primo la mia prima lettera. Proprio onorato. Allora non sospettavo minimamente di avere di fronte una persona tanto simile, sebbene lo intuissi, nonostante la differenza di età. Ciò prova che la distanza generazionale non significa niente.
    Tanto più evidente se pensiamo al caso di Mina, che non posso per ovvie ragioni ricordare, ma che sento spesso raccontare da mia mamma che la adora… è un po’ la stessa cosa che è accaduta al cantante Morgan, dopo le sue dichiarazioni che gli sono costate l’esclusione da Sanremo. A prescindere dal mio parere o meno, quanta ipocrisia c’è dietro? La stessa che aveva cacciato via una grande artista come lei.

    Spendo sempre molte parole nei commenti… Ops, quasi non me ne accorgo. Spero di non averti tediato. Per me, è stato molto interessante, finalmente!, trovare qualcuno per un confronto. Se ti va, leggi anche qui: http://www.letterealdirettore.it/aquila-eagle/. Stranamente, a differenza di anni, chilometri e parole, i concetti sono gli stessi.
    A presto!

  • 13
    ventolibero -

    Mio caro amico,
    mi permetti di dire due parole? Se intervengo è perche mi sento coinvolto dalle tue parole quando parli dei molti che accusano la tua generazione di aver causato lo stato presente di menefreghismo e decadenza morale,ideale,emozionale e di ogni altro genere.Ecco:forse mi sono intrufolato arbitrariamente ma vorrei dire che,per quanto mi riguarda,io non intendevo,con le mie affermazioni poco lusinghere del ’68,esprimere disprezzo per la persona che in quel clima di euforia e entusiasmo collettivo si è sentita trascinata da un trasporto che,e non dubito della buona fede,lo portava in piazza a vivere il proprio impegno nei modi che riteneva più giusti.Ognuno si impegna e si espone come può e io mi inginocchio davanti a coloro che per essere andati avanti fieri e sicuri sulle strade della non accettazione di cio che si presenta a tutti gli effetti come inaccettabile hanno pagato,pagano e pagheranno la loro cambiale dell’esclusione sociale.Perchè questo sarà l’epilogo!Ma quegli ideali,quell’impegno,quelle grida,quelle urla,quelle chitarre,quelle voci,quei canti,quei sorrisi,quelle bestemmie,quelle pietre oggi,per i più (e non sarà il tuo caso),le vedo riciclate in una scelta di comodo,di opportunismo,di sopraffazione.E’ questo il menefreghismo di cui ho tentato di parlare:non il vostro,non il tuo ma quello che è stato generato dall’incoerenza di certe scelte e condotte (e non parlo della positiva capacità di poter cambiare idea).Io,senza accusare voi e i vostri ideali e passioni cercavo di fare questo discorso più ampio e mi spiace di non esserci riuscito!
    ora mi scopro meravigliato di stare parlando di politica quando a me ha sempre ripugnato (e lo dico a mia vergogna)ma proprio per le ragioni di cui sopra.Nella mia miseria,cerco di impegnarmi in altri campi,su altri aspetti.Come meglio mi è possibile!Risultati garantiti non ne ho ma ci provo,semplicemente ci provo.
    Perdonami se sono stato inopportuno,
    Alessandro

  • 14
    toroseduto -

    Ciao Alessandro, ma che scherzi? Tu inopportuno…magari abbondassero i “suchende” e i capatosta come te! In fondo stai facendo una scoperta
    ,se tu ripudi la politica, prima o poi lei si prenderà “cura” di te e ti userà a suo piacimento. Il passaggio successivo sarà la scelta, lo schierarsi da qualche parte, magari turandoti il naso…e forse rimpiangerai qualcosa. Mi è venuto in mente che da qualche parte sono stato preso di mira anche per il mio nick, quando dico qualcosa che ha
    attraversato la mia vita,il mio toroseduto diventa un’ostentazione di saggezza, un voler passare da gran saggio. Allora confondo ancora di più le acque e spiego perchè scelsi questo nome. Credo nella reicarnazione e ho sempre avuto una visione da indiano, mi sono stranamente familiari tutti i disegni la forma delle tende, sento perfino l’odore dei calumet, che come saprai venivano scelti in occasione di riti o in prossimità diavvenimenti particolare, un mio antenato fumava spesso il “calumet della pace” e io quell’odore lo percepisco come si percepisce dai segni premonitori l’apprestarsi di una tempesta, un uragano. Quando ho letto la “STORIA DEGLI STATI UNITI D’AMERICA”, non ero un semplice lettore, ero ben presente con tutti i sensi agli avvenimenti e ai mille tradimenti dei bianchi, che con astuzia ed accanimento distruggevano interi villaggi, bambini compresi. Questa storia a molti non piace, nessuno oggi direbbe che gli europei si sono comportati come i nazisti, quando attaccavano un villaggio,riducevano tutto in cenere.
    Scusa se ho divagato, ma se siamo qui per arricchirci è giusto che ognuno racconti le proprie esperienze, letterarie o di vita vissuta.
    Io credo fermamente che la prevaricazione c’è sempre stata, ora ha altre forme, ma la brama di possedere oltre l’immaginabile è presente in gran parte delle persone, oggi come migliaia di anni fa. Anche se fa male ammetterlo, non sono molto cambiate le cose, la politica e la religione, sono i due poteri assoluti che hanno manipolato,ammazzato, narcotizzato le coscienze fin dalla comparsa dell’uomo sulla terra. Come si può tirarsi fuori da tutto questo come se non ci riguardasse?
    I miei primi anni, a guerra finita, erano infarciti di reminescenze fasciste, se tu fossi nato in quell’epoca, sulla tessera alla voce paternità ci sarebbe un N. N. (non noto) niente concorsi nel pubblico impiego, esclusioni dalle principali attività della vita sociale. E difficilmente saresti potuto arrivare alla laurea. Continuerò… TS

  • 15
    Eagle -

    toroseduto, di ringrazio del commento alla mia lettera, che ancora non era stato pubblicato prima della mia risposta… ho trovato molta forza nascosta tra le tue parole, la forza della rivoluzione più efficace e più difficile, quella del silenzio, del non detto, della maturità. Concordo con ventolibero (a proposito, bel nome!) quando dice di trovare alcuni della nostra generazione un’eco sbiadita dei famosi sessantottini… Devo aver frainteso quello che diceva toroseduto riguardo all’incolpare: perdonatemi, ammetto di non aver letto tutti i commenti! Io la vedrò ora dalla mia prospettiva, quella di un ragazzo di quasi 20 anni che si trova a vivere con i suoi coetanei – che ben facilmente parlano di ebbrezza, di libertà, di rivoluzione senza saperne cogliere il senso… ovviamente ci sono le rare e dovutissime eccezioni, non dico di no – non sfocio nel campo politico perché sarebbe lungo e complesso da spiegare, lo farò eventualmente poi… ma il clima che noi ragazzi viviamo oggi è di confusione, cliché, sbandamento e monotonia. Al primo anno di università, io non ci sto capendo niente, si rimandano lezioni, esoneri, esami. Per protesta. Credo che siamo in una di quelle epoche di passaggio di cui tanto parlavamo a scuola, abbiamo già passato una sorta di rinascimento da un buio medioevo, ancora non sappiamo bene cosa fare. Così ci diamo ai manierismi, imitiamo un po’ quello che succedeva prima. Copiamo qua e là, perché nel periodo che culmina nel 68 vediamo la chiave di volta e la vogliamo anche noi… boh, è come se in quell’epoca vedessimo il Peter Pan che sconfigge Capitan Uncino, però se proviamo noi a metterci i suoi panni verdi facciamo una magra figura, perché non sappiamo più volare. Lui è leggenda e storia, noi oggi saremmo uno stupido manierismo fuori contesto. Ci serve un’altra figura nuova, perché il Capitan Uncino è già stato sconfitto. La storia purtroppo va avanti, molte cose sono cambiate.
    (Oh, ma perché ho scritto “purtroppo”? Ben venga! L’unica cosa immutabile che c’è in questo universo è proprio il cambiamento!)

    Per farvi vedere QUANTO i vostri interventi non siano stati inopportuni, e quanto non possiate MAI battermi in quanto a Cose-Che-Non-C’entrano-Un-Tubo, aggiungo un PS che (dovrete riconoscere): è veramente fuori luogo.
    PS: i nostri nomi se notate sono un po’ collegati. Toroseduto, capo indiano. Eagle (Aquila) era un simbolo per tante tribù. Nel Ventolibero, Toroseduto respira, e l’Aquila vola. Ciaooo, a presto!

  • 16
    ventolibero -

    Carissimo amico,
    certo che la politica,la religione e tutte le istituzioni di potere in genere hanno da sempre ammazzato,prevaricato,narcotizzato,manipolato gli uomini e le loro coscienze.Ti sono grato per l’aver usato nei miei confronti il termine “suchende” di hesseniano (si dice così?)rimando.Dobbiamo farlo,dobbiamo provare a cercare una nuova strada per un nuovo cielo.E ognuno segue i suoi percorsi! Nei miei,in tutti questi anni,almeno da quando ho cominciato a far uso di senno (poco,molto poco credimi che sennò…a quest’ora)non c’è mai stata la politica.Ho le mie idee,certamente,i miei orientamenti,le scelte e le condotte civiche che maggiormente apprezzo e alla quali di più mi sento vicino.Le vogliamo definire idee di sinistra?E cosa significa?Mi guardo dentro e dico:ma quello che credo,quello che penso appartenga alla Sinistra è praticato da chi si dice di Sinistra?Ecco il malumore,ecco il MIO menefreghismo che però è indotto.Dò una risposta e di fatto emetto un giudizio(facile e riduttivo)e mi vedo biasimato per averlo fatto. Come uscire da questo equivoco logico che di logico ha poco? Sono anni che non vado a votare perchè mi ripugna (e preoccupa) questa volontà di potenza dei tanti che si accalcano al banchetto dell’avidità.E allora mi allontano e mi illudo di non contaminarmi con la follia del mondo. Ma nel mondo ci sono,inestricabilmente appartengo ad esso,ne faccio parte e forse,come molti,come tanti,ne sono vittima. NON GIGLIO MA FIGLIO VITTIMA DI QUESTO MONDO direbbe lui,il mio Faber. Però,per non scadere nell’accettazione passiva e nel facile giudizio di condanna per ciò che si ritiene causa di questo stato presente di pura follia e delirio di onnipotenza collettivo nel campo che abbiamo scelto,nelle scelte che abbiamo decise bisogna trovare il coraggio di andare oltre. Preti,politici (meglio politicanti)maestri e istruttori vari: a nessuno di loro io attribuisco la guida del mio andare,del mio peregrinare. E SE NON AMI SEGUIRE IL GREGGE PRENDI UN SENTIERO DA SOLO E DA QUALCHE PARTE ARRIVERAI.Questo è diverso dal credere che tutti si viva nel buio e che ognuno pratica la sua dancing in the dark. NESSUNO CI CONOSCE E NOI NON CONOSCIAMO NESSUNO! Ecco le parole d’ordinanza di tutti questi “profondi depressi” che sentiamo lamentarsi in giro.Lesti,pronti e capaci al giudizio e alla condanna,sempre,ovunque,comunque e con chiunque. Ma il loro impegno? No,non possono…sono “depressi”! Ecco,mio caro amico:siamo dei cercatori di senso

  • 17
    ventolibero -

    che si muovono in un “lebbrosario dell’anima”. Agostino dice:”cammina per le strade dell’uomo,è lì che troverai Dio”.
    Sperando di non averti annoiato,con amicizia,
    Alessandro

    P.S Avrei una proposta da farti,se ti va,possiamo parlarne…E’ da un pò che ci penso

  • 18
    toroseduto -

    Dai Alessandro, tira fuori questa proposta. Ci stiamo un po’ impantanando,siamo rimasti in tre, come ha sottolineato bene Eagle, e questo mi dispiace. Noi non facciamo audience, almeno proviamo con la variazione sul tema, potrebbe saltar fuori qualche voce nuova. Cari Grandi Fratelli! L’italia non si è desta, vuoi vedere che è già in atto la guerra chimica? Si giustificherebbe questa calma piatta, questo torpore che ci inibisce, il peso dell’elmo di Scipio (si è poi saputo chi era costui?) da solo non basta. Pensatela come volete, io mi sento una ragnatela addosso. Devo decidermi, qui si parla tanto di elezioni anticipate…ci pensate? Il più solido governo della storia della Repubblica si sta sfaldando…il mondo ci ride alle spalle. Spero che se proprio si debbano fare, le facciano di notte, così nessuno mi riconoscerà. Ho una sola certezza: so bene chi non voterò.
    ‘notte ragazzi TS

  • 19
    toroseduto -

    Allora Alessandro,la proposta la scrivi qua sul sito o in privato?
    Sappi che ho chiuso la casella in cui ci siamo scritti. Mi arrivavano oltre 100 inutili mail al giorno, perché avevo registrato il sintetizzatore che per LORO accordi commerciali dovevano passare per quel server. Metti che NON ho l’adsl, puoi immaginare il tempo sprecato ogni giorno per cancellare tutti i messaggi inutili di principianti che hanno avuto i soldi per comprare il synt e poi non riescono ad avere le sofisticate combinazioni. il manuale è di 400 pagine, io avevo il modello precedente, quindi il 90 % delle funzioni
    mi erano già familiari. Se vuoi scrivermi in privato usa frattinima@gmail.com Ciao mario

  • 20
    ventolibero -

    Ciao Mario,
    perdonami se non sono stato “tempestivo” nel risponderti.Dunque,da dove cominciamo? La prendo dal principio,abbi un pò di pazienza dai, Saggio Toroseduto.Sono un pò imbarazzato a dire il vero,è una mia peculiarità caratteriale,anche se non si direbbe (forse).
    OK,bando alle cose serie,passiamo a quelle importanti (e che cavolo,una rigenerante risata ogni tanto,maaamma mia oh).
    Nell’ultimo ottobre,ho partecipato,ad Agrigento,ad un incontro di giovani psichiatri e psicopatologi di orientamento fenomenologico.E’ stata un’occasione per rivedere dei compagni della scuola di specializzazione in Psichiatria di Bologna coi quali condivido gli stessi orientamenti.Il più grande tra noi aveva l’età di 37 anni,mentre la media si attestava intorno ai 29.Abbiamo parlato a lungo,ci siamo confrontati sulle dinamiche lavorative che viviamo negli ambienti nei quali ci troviamo ad agire
    e come queste ci interessano come medici e come uomini.Ed essendo “psichiatri fenomenologici”,principalmente come uomini.
    Non sono mancate,tra noi,parole di comprensione e vicinanza quando ognuno non nascondeva quel senso di impotenza,angoscia e inutilità allo stesso tempo,che ti prende di fronte ad un dolore che non sai come alleviare,sostenere,come fare per stargli accanto. Parlando,abbiamo anche discusso dei tanti stigmi (fasulli, ipocriti e comodi),degli infiniti preconcetti che ingabbiano e imprigionano la vita del disagiato psichico.Abbiamo convenuto che qualcosa va fatta,che occorre “contaminare” la società e le sue menti sane e savie
    col loro “pensiero” che viaggia sulle lineari e rassicuranti strade del pregiudizio e del diniego (e questa è già follia per ovvie ragioni LOGICHE),per consentirgli di uscire contromano,di deragliare sulle più difficili strade del dubbio e delle perplessità che ti vengono imposte dall’osservazione attenta e onesta (di noi stessi prima di tutto).Ecco:abbiamo pensato di organizzare un evento,da svolgersi nelle piazze,per le strade,sui luoghi di aggregazione urbana per dare occasione,a chiunque,di guardarsi dentro e scoprirsi più fragili di quanto in realtà non si creda ma,anche e soprattutto,per sapersi più vicini,più legati al prossimo,più capaci di tendere la mano a realtà che pensavamo distanti,estranee,lontane.
    Non si tratta delle solite “manifestazioni” tipiche delle comunità “terapeutiche” che poi ad altro non approdano che a far apparire lui,il MATTO,il PAZZO,il FOLLE,lo SCHIZZATO,il MALATO MENTALE

  • 21
    ventolibero -

    semplicemente uno che vive una dimensione tutta sua,totalmente altra da noi.Il nostro intento è proprio l’esatto opposto:è dare consapevolezza di aspetti caratteristici della vita umana e sociale che sono la partecipazione e l’accoglienza.E’ cercare di far capire che a nulla serve,magari dopo una personale storia di odio,astio,rancore,aspettative tradite e vendetta affidarsi alla mediocrità dei propri istinti di egoismo e indifferenza o,al contrario,mostrare insofferenza,incamminarsi alla ricerca di un proprio “rifugio felice” per riscattare la propria personalissima fatica di vivere.Il nostro intento è mostrare con forza e decisione che,quella che noi chiamiamo anormalità e follia,si lega profondamente alla nostra storia “normale” di uomini e donne che come loro,come i “pazzi” soffrono,sognano,sperano,si illudono,faticano,si impegnano,cadono e si rialzano.
    Ho divagato già troppo e vengo al dunque!Ho avuto modo di apprezzare le tue testimonienze in merito alle esperienze che ti hanno visto impegnato in comunità di recupero dal disagio e dalla devianza.
    Di questo nostro progetto ne stiamo ancora discutendo,cercando di far interessare ad esso gli enti locali e in particolare i Servizi Sociali comunali e provinciali.Vorremmo realizzarlo qui dalle mie parti (sebbene io sia genovese.Ci tengo a dirlo) a Lecce. Per ora però,nessun segno concreto di sostegno e appoggio,solo generico (e inutile e ipocrita)apprezzamento verbale.Noi,dal canto nostro,stiamo abbozzando idee,testi,e progetti.
    A te andrebbe,col mio impegno di fornirti costanti informazioni e materiale,comporre delle basi musicali per questo evento (se mai diventerà tale)? Sulla base della tua sensibilità e della tua esperienza in merito?
    Ovviamente,se tutto questo dovesse vernire a realizzarsi,tu sei comunque “invitato”!
    Ecco:io te l’ho detto.Sii saggio nella risposta mio caro Toroseduto!
    Alessandro

    P.S Grazie a te,Eagle,per l’apprezzamento del nome e dell’accostamento che ne fai.
    Buona serata a entrambi

  • 22
    toroseduto -

    Ciao Alessandro,
    Aderisco in pieno sull’iniziativa. ho molto materiale inedito musicalmente parlando, e tirerò fuori anche gli scarabocchi che poi tali non sono, ne accennai ad Eagle (che stranamente continua a nasonderci il nome,si sarà montato la testa, vista la sua giovane età, proporrei una terapia di riavvicinamento alla terra, con tonfo finale e col poco fiato che gli rimane,nell’ ultimo sussurro ci svela il suo nome vero).
    Scherzo naturalmente. per le musiche di sottofondo mi atterrò alle vostre indicazioni. Fammi sapere per tempo notizie più dettagliate sulla manifestazione, ho capito benissimo che siamo allo stato embrionale, mi auguro che troviate la strada spianata, conosco un po’ l’ambiente e so contro quanti mostri avrete da lottare, ma ho già messo da parte una cornice dove metterò la foto con tanto di coccarda di Alessandro, Mario e…Eagle, invitiamo pure lui, no?
    A presto allora, ciao Mario

    P.S. A giorni ti manderò una mail privata. Mi interessa il tuo parere su un’esperienza che mi sta molto a cuore.

  • 23
    ventolibero -

    Ciao Mario,
    il fatto che tu abbia dimostrato disponibilità e interesse per questo nostro intento mi lusinga davvero,credimi.Mi da forza il fatto che sono compreso nella mia follia da una persona che conosce certe dinamiche di vita,certi ambienti,certe storie.E ti sono enormemente grato per l’impegno che vorrai metterci!E’ importante per noi (questi noi li conoscerai),che di fatto siamo ignorati dalle istituzioi,a cominciare da quelle a noi più vicine e familiari,come l’Ordine dei medici.Di quelle politiche poi…bocca mia taci,come si dice.
    Ma non ci fermiamo.Il fatto è che non intendiamo far “esibire” il “pazzo” come spesso si vede fare.Penso ai CSM (centri di salute mentale)con le loro iniziative alquanto ambigue e a tutto l’enorme giro di denaro che la fa da padrone.Noi pensiamo proprio ad un qualcosa che destabilizzi e disorienti le nostre facili certezze e convinzioni che assumono una dimensione enorme nelle condotte sociali,quando poi,nella propria interiorità,si ha piena consapevolezza della dissociazione totale da quello che si è e che il mondo è da quello che si fa.Basta,basta altrimenti appaio come un maldestro filosofastro.
    Hai colto perfettamente:siamo proprio allo stato iniziale e,devo dirti,la strada si presenta prfondamente in salta.Vedi,la politica:in un modo o nell’altro ci sto avendo a che fare.Dici bene tu:altro non sono che dei mostri:avidi,aridi,sensibili solo al trillo del denaro.Guarda,ti confesso che,per mio carattere,dopo un pò,schifato e nauseato dal parlare con loro mi verrebbe spesso di congedarmi (in anticipo)da loro con un roboante VAFF…Perdonami,caro amico,se mi esprimo in questi termini,però capisci che davvero uno ne ha le tasche piene di tutta questa accozzaglia meschina e vile.Il contrasto che percepisco tra quello che cerco di essere e fare e questa realtà che mi limita e ostacola spesso mi fa venir voglia di cedere.Ma sii,mi capita di pensare,lascia stare tutto,vai da un medico di famiglia prossimo alla pensione,continua la sua attività e vivi la tua piccola vita felice.Farei contenta mia madre!
    Vede Mario,io ho sempre voluto diventare medico ma la psichiatria è venuta dopo,e oggi vivo la mia professione con estremo tormento interiore.Non so se questo sia un bene,sia per me che per coloro che da me aspettano qualcosa.Contrariamente ad altre specializzazioni mediche,si può essere psichiatra in tanti modi,gli uni completamente opposti agli altri.Si può essere lo psichiatra dell’organo,dell’encefalo

  • 24
    ventolibero -

    della “malattia mentale come malattia del cervello”.Questo psichiatra trascura il sentimento,deve essere freddo e distaccato.C’è lo psichiatra della mente e delle sue dinamiche inconsce,pensiamo a Freud.Il suo è un’educare a liberarsi dal patologico.Agisce con le sue certezze aride e teoriche e non di vita vissuta e condivisa.
    E poi,perdonami se sembrerò scontato o ripetitivo ma credo profondamente in quello che dico,c’è lo psichiatra del dolore,che conosce la sua sofferenza,che l’ha vissuta e ora la offre e la dona in un incontro con un altro sofferente che si fa incontro di dolore e sofferenza.Una terapia di condivisione della sofferenza,un malessere che si racconta,si confronta,si relaziona e non si isola.
    Un mio professore sosteneva che per essere questo tipo di psichiatra sono necessari i libri,che ti donano un nuovo sguardo sulla vita.E’ necessaria la grande letteratura,la poesia,la filosofia.E la musica!E’ indispensabile tutto ciò che parla dell’uomo e della sua interiorità.
    Detto questo (ho divagato e chiedo scusa),quanto prima ti manderò del materiale,ma tu sentiti libero e agisci secondo la tua sensibilità.Ti mandero storie di TSO e delle famiglie del coercizzato,l’emarginazione,la solitudine,i pregiudizi che devono affrontare.Ma anche altro,storie dall’epilogo non felice ma accettabile,che ha il sapore del compromesso.
    Quanto ad Eagle,mi è simpatico questo ragazzo,un ragazzo pulito,sereno,che ha voglia di volare alto.Ho lasciato un commento alla sua lettera.
    Ci sono luoghi interiori dove ogni avventura umana è ancora possibile,dove il vento vola e se ne va,lontano.Ma chiedo:ci sono ancora ali che vogliono volare?3 ali ci sono di sicuro (anzi 6,per sicurezza,non si sa mai).Cambiare il mondo non si può,ma ogni uomo può migliorare l’uomo che è.Forse così il mondo può cambiare!
    E dai Aquila,facci conoscere il tuo cielo,svelaci il tuo nome!
    A entrambi,un caloroso abbraccio,
    Alessandro

  • 25
    Eagle -

    ahahahahahahahahahahahaha!! posso ridere?! (ok, l’ho già fatto e lo farò ancora! ahahahahahahahahahahahahah). Basta.
    Contegno.
    Rieccomi a volare, ero sceso a terra per questioni di forza maggiore (benedetta ADSL.) Se ci tenete tanto a saperlo, sotto le piume mi chiamo Fabio! Mi diverte tanto quello che toroseduto (ops, Mario) pensa di me, sono montato quasi quanto la panna: data la mia veneranda età di vent’anni (arrotondiamo pure, và). Certamente Alessandro, vivere la tua professione con tormento interiore è nota di grande interesse: se smetti di farti delle domande, allora lì bisogna preoccuparsi. Mi affascina la tua professione, così come sono curioso di ascoltare le “note scarabocchiate” di Mario! Che non ho certo dimenticato!
    Scusate ancora il ritardo!
    Un saluto a tutti voi…
    augh!

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