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Adolescenza, i semplici dubbi di un ragazzo

Lettere scritte dall'autore  

Non saprei da dove cominciare, forse è bene partire da uno stato sobrio per poi, magari per concludere, passare ad una disastrosa fine. Non dovrei neanche preoccuparmi per l’eleganza di questa domanda, in fondo, pensandoci, è la prima volta che invio qualcosa contando il fatto di potermi esprimere al meglio come se stessi parlando con uno psicologo, o un amico che sappia di conoscermi meglio di me stesso, e che magari abbia qualche dote particolare in ambito psichiatrico e che abbia già un futuro conservato. Sono stanco di parlare con me stesso, e questa sta partendo come una lettera, una epistola o un messaggio dedicato a non so chi, e non come una domanda. Mi spiace, sono stupido.

Tra un po’ di tempo compirò sedici anni, sono ancora un po’ piccolo e ingenuo per parlare di quel che mi sta succedendo mettendo una maschera vittimistica in primo luogo, ma so che questa domanda suonerà di per sé come vittimismo, e me ne dispiaccio. Non vado più a scuola, e forse questo è l’unico modo per variare un po’ la mia giornata e magari interagire con qualcuno che sia passato sopra i sedici anni con un palmo sopra terra. Non ho molti amici, contandoli saranno sì e no tre, tre dei cui mando spesso via quando si presentano sotto casa. Però sono il primo a cercarli quando… non saprei, li cerco quando penso a loro.

Ho una vita serena, non andare a scuola sarebbe il sogno di un qualsiasi adolescente, e soprattutto un qualsiasi adolescente sognerebbe di avere la sicurezza di non vedere più una classe per il resto della propria vita, e non sono affatto triste. Ho un problema di balbuzia, ma non mi ha mai causato un blocco permanente in ambito sociale. Al massimo qualche presa in giro, ma è normalissimo. Quindi, per concludere la filippica, dove sta la domanda?

Ho letto di molte persone, di molti miei coetanei che stanno davvero male. Persone con una grande intelligenza, persone meravigliose, che hanno poco e che da quel poco riescono a far uscire tutto. Quando leggo certe cose, quando, anche per caso, mi metto in contatto con certe persone, nasce quella piccola forma di gelosia, gelosia primitiva che mi rende furioso per un motivo inesistente.

Quando capisco che ci sia qualcun altro più triste di me, o qualcun altro che abbia un pubblico più vasto del mio e che riesca facilmente ad esibire la parte più strana e quasi interessante di sé io vorrei sotterrarmi e sotterrare la persona assieme a me. La gelosia nasce da cosa? Periodicamente mi ripeto: “è normale, fa parte dell’adolescenza. ” Tutto quel che faccio è un fattore scaturito dal mio periodo adolescenziale, no?

Molte persone mi hanno spesso ripetuto di ambire a qualcosa e che, come consuetudine, senza un foglio di carta non si va da nessuna parte. Non posso che assecondare le loro richieste, perché so che nel momento in cui ambisca a qualcosa, o che mi appassioni a qualcosa o che, anche per un solo momento, mi innamori di una passione, il tutto scomparirà perché sono un ragazzino.

Sono ossessivo, ma non sono triste. Mi ossessiono a tante cose, fingo di non interessarmi per mostrare la parte stronza -perdonate il termine- e interessante di me, la parte che spesso funziona ma che alla fine di ogni giornata mi rende vuoto. E mi ripeto, quindi: “fa parte dell’adolescenza. ” In più ho tre fratelli, uno dei quali è un diciottenne che avvalora quel che dico raccontandomi di quel che era lui alla mia età.

Giornalmente faccio congetture, pensieri e mi pongo domande inutili su argomenti inutili e su cose che si rendono man mano delle tattiche sociali per impressionare qualcuno. Mi piace molto stare da solo, ma nel momento in cui mi metto d’accordo con un amico di uscire viene quella sorta di ansia che ti divora tutto. Non dormo la notte perché penso all’indomani. So stare da solo molto tempo, a patto che non pensi a nessuno. Un giorno qualsiasi, se mi arriva la telefonata di qualcuno ho la paura che il giorno seguente possa richiamarmi. E mi ripeto, ancora una volta, “fa parte dell’adolescenza. ” Ma non è tutto parte di un periodo… così mi domando se io stia impazzendo, ma il mio inconscio non la pensa così. “Sei soltanto confuso”, dice. Ho gli ormoni a mille, non ho mai avuto una ragazza né ho mai baciato qualcuno, il che rende il mio organismo vulnerabile a qualsiasi forma di vita che sia femminile. (Questo è adolescenziale, però. )

Ho anche il terrore di andare in un ospedale psichiatrico, anche se non c’è alcun motivo di pensare di andarci, non sono pazzo né tanto meno fuori di testa, sono soltanto confuso. Ma il terrore si trasforma in emozione perché sarebbe tutto a scopo esibizionistico.

Non fraintendete, non sono una persona cupa, sono molto sorridente, rido spesso. Ma prima di andare a letto sono costretto a creare tattiche per l’indomani affinché qualcuno pensi che io stia male così da vedermi come persona intrigante.

E anche adesso… l’idea di inviarvi tutto questo è strana, sarebbe meraviglioso sentirmi dire, come è già successo “sei soltanto confuso… crescerai. ” Ma sarebbe anche stupendo leggere da qualcuno di voi: “vai da un buon analista. ”

So che confonderò anche voi e so che il 98% delle persone che vedranno quant’è lunga questa domanda non leggerà, ma poco importa… le risposte saranno uguali in qualsiasi caso.

Mi dispiace davvero se vi farò perdere tempo, sono i semplici dubbi di un ragazzo.

L'autore ha scritto 2 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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2 commenti

  1. 1
    MOM -

    Ciao EI,
    trovo la tua domanda molto intrigante. Io ho 10 anni più di te e dire che non ho mai sentito parlare un ragazzo di 16 anni in questo modo è dire poco. Si sei confuso ma solo in parte è dovuto all’adolescenza, infatti sono d’accordo con la tua ipotesi di vedere un buon analista e ti spiego anche il perché. Da come scrivi sei un ragazzo molto intelligente, colto e molto curioso, sei confuso soprattutto perchè essendo molto intelligente sai perfettamente cosa ti sta succedendo in questo periodo così particolare (cosa che invece non sa la maggior parte dei ragazzi della tua età). Riuscendo a capire tutti i cambiamenti che l’adolescenza di porta non ti senti nè grande nè piccolo e non sai quindi quali dei tuoi pensieri siano adatti a te e quali no. Non vai a scuola perchè è difficile rapportarti con gli altri che vedono il mondo sotto la soglia dell’intelligenza media e non riesci ad avere tanti amici perché non tutti sono disposti ad accettare il tuo mondo. Inoltre sei geloso della sofferenza altrui perchè sei sicuro che la sofferenza è un linguaggio globale, anche chi non ha idea di cosa tu stia parlando se soffri tutti sono pronti a darti una spalla su cui piangere. Il mio consglio? Vivi le cose per come vengono non programmare per il giorno dopo; se ti senti confuso accettalo non pensarci troppo su e chiedi ai tuoi genitori di portarti da un analista dicendo loro che ne hai bisogno per capire alcuni aspetti di te che non ti permettono di vivere spensieratamente la tua adolescenza; la tua gelosia è solo dovuta al fatto che hai bisogno di qualcuno che sappia di cosa tu stia parlando quindi magari se provi già a parlare con i tuoi amici di quello che ti succede senza aver paura di sembrare pazzo andrà già molto meglio, infine, non vergognarti mai di quello che sei e di ciò che pensi!!!!!!!

  2. 2
    chikita -

    quello che senti è parte dell’adolescenza…io ho 17 anni per questo te l’ho dico con tranquillità…anch’io mi metto a pensare cose asurde…vivo in un mondo completamente diverso dagli altri interrogandomi miglioni di domande…sinceramente non so cosa dirti…sono periodi che capitano…un minuto pensi questo,un’altro minuto pensi quello…la confusione forma parte della vita…perche piano piano arriverà la chiarezza su tutto…non fa niente quando potrebbe arrivare forse in un mese,un anno ecc…dopo la chiarezza vedrai il mondo con altri occhi e ti renderai conto di tante cose…in questo percorso crescerai molto di più…io non sono nessuno per giudicare…però hai detto che ti senti vuoto…secondo me…ti senti cosi perche non hai un obbiettivo da raggiungere…vivi isolato dalla società pur crudele che sia…io penso che lo studio sia importante se vuoi creare la tua personalità,cosi potrai giudicare qualsiasi cosa con la tua testa…neanche a me piace studiare però se non mi metto a fare tipo i compiti ecc…dopo mi viene quel senso di colpa..mi sento una fallita se non faccio quel tipo di cose…chiariamo che non sono un genio…ho molta difficoltà a studiare però mi impegno perchè voglio raggiungere un obbiattivo…voglio diventare una poliziotta antidroga…la vita è piena di difficoltà devi solo togliere la pietra che ti da fastidio piano piano con volontà e la volontà è molto importante l’ho imparato dopo essere caduta una volta però mi sono rialzata a “fatica” cercando di dare il meglio di me…non so se ti ho aiutato con il mio ragionamento…però ho voluto dirti i miei pensieri di questo momento…ciao spero ti passino quei pensieri cosi brutti che ogni giorno ti mangiano…ah…non posso consigliarti di andare da un analista..perche sinceramente a me non piacciono…e dell’nvidia che senti credemi passerà anche questo…io sono quasi come te…abbiamo tante cose in comune…quando si tratta di pensieri strani… il cervello umano è veramente misterioso al massimo…

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