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Mi sento solo (4)

di

Sono un ragazzo di 19 anni quasi 20 oramai e non ho nessun amico con cui sfogarmi, quindi ho pensato di scrivere qui dove magari forse qualcuno leggerà queste righe riuscendo a cogliere il forte disagio che ho.
Non ho mai conosciuto mio padre perché è morto quando avevo appena 4 mesi, sono cresciuto senza una figura paterna e non è stato assolutamente facile.
Guardavo gli altri bambini con le loro famiglie divertirsi, invece per me non c’era mai nessuno mia madre era troppo impegnata a lavorare e mio fratello aveva i suoi amici ignorandomi.
Così mi sentivo diverso, non riuscivo a socializzare con nessuno. Ero sempre diffidente di chiunque avevo paura che questa persona andasse via lasciandomi di nuovo solo.
Andando alle scuole superiori grazie a pochissimi compagni riuscì a trovare un po’ di fiducia in me, così incominciai ad uscire e conobbi ragazza
Il destino non è dalla mia parte, lei vive a 900 km da me e anche se stiamo insieme da due anni circa ci vediamo pochissimo.
Con lei dimostro di essere sempre allegro e forte, in realtà sto morendo dentro.
Non riesco a trovare lavoro, passo le mie giornate da solo al pc o davanti alla tv oppure con le cuffie ad ascoltare musica e fantasticare sulla vita che vorrei avere.
Vorrei tanto un amico con cui parlare, di cui potersi fidare e raccontare tutto.
Vorrei tanto che mi fosse stato dato l’affetto dei genitori o della famiglia.
Vorrei che l’unica persona che amo possa essermi accanto e non a km di distanza.
Vorrei… soltanto essere felice, come una persona normale.

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1 commento a

Mi sento solo (4)

  1. 1
    Rossella -

    La tua storia personale non rappresenta un problema, nella vita dobbiamo farci forti… una persona che si sente forte non è una bella persona! Non ti scoraggiare e fatti valere… questa è una ragione che mi porta a diffidare dai programmi televisivi incentrati sulla psicoanalisi; una persona con una bassa autostima sarà un soggetto più malleabile; sociologia, psicoanalisi e compagnia bella rappresentano un pericolo per le masse… sono affascinati per gli addetti ai lavori ma non debbono diventare uno strumento. Ti faccio un esempio… prendiamo la gravidanza: ebbene sono una giovane donna e penso di avere il diritto di viverla serenamente senza pensare a quanto sarà difficile educare mio figlio. Che dire? Negli anni che furono l’analfabetismo non ha impedito a tanta gente di cambiare il mondo… contano i valori nella vita! Sii tenace.

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