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Lui è sposato ed io sono un’amante

di chillido44

Riferimento alla lettera: Davanti me ho una tela..... dipingo un urlo.. chillido... io..AMANTE.... sono due giorni che vivo congelata ... vuota ... senza sentire nessuna piccola sensazione dentro di me..... oggi ho bisogno piu aiuto come ieri... perche.. io.. una donna ho ucciso dentro di me piu bello sentimento del universo... amore... un...
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Categorie: - Amore - Famiglia

2.507 commenti

Pagine: 1 34 35 36 37 38 51

  • 1751
    skifata -

    Ma cosa c…o dici???????????????????????? ma poi voi ke esprimete solidarietà…ma a ki??ad una ke poteva essere felice se nn si fosse interessata ad un uomo sposato ed invece và a rompere le scatole alle famiglie???una come te, ke piange nn so di cosa ha rovinato la mia di famiglia e mi kiedo se voi amanti ce l’avete un cervello!!!!!!! andate con i single nn con quelli sposati e poi nn lamentatevi!!!

  • 1752
    vivi -

    Era separato(mai andato da un avvocato), una sera di dicembre del 2010 ha fatto l’amore con la sua ex moglie,lei rimane incinta e nn gli dice nulla…con lei nn và si rimollano….a marzo 2011 ci conosciamo ci innamoriamo, una mattina scopre che lei incinta di più di tre mesi xchè quando era andato a prende il loro bambino come tutte le settimane la trova che stava male gli kiede spiegazioni e lei isponde:”ho tutto quello che ha una donna incinta” da lì un incubo……siamo insieme ma sempre con tensioni e liti…ora lui si ammala di una malattia rara e gli sto stando vicino, ma i farmaci lo rendono nervoso e io dopo tanto sto cedendo lo amo immensamente e il pensiero di perderlo mi fà morire….a giorni nascerà il bambino……gli kiedo che voglio ke si separi ma lo metto in crisi ancora di più…….io voglio delle certezze…..e se vado avanti e nn la lascerà?.ora lei si è trasferita a casa di lui…….datemi una mano e un consiglio che devo fare? come? cosa?………grazie vorrei che qualcuno mi leggesse le carte io ci credo……grazie mille…….

  • 1753
    sisley-68 -

    xdebby…se ami cosi tanto perche c’hai permesso al tuo amato vivere in macchina?! il tuo amore solo a parole…tu scrivi”Hai ragione te,bisogna rimboccarsi le maniche e darci forza l un con l atra,solo cosi riusciremo a uscire da quest inferno..pero’ tu intanto stai qui nel forum impegnata a raccontare il tuo amore invece dovresti aiutare che psicologicamente e se ce bisogno anche econimicamente! inevce aspetti che lui rimbocchi le maniche anche per te!!!e ci sono imbeccili come tuo “mammo’” che nn ha saputo tenersi la sua famiglia e anche l’amante! che scemo! hahahaha…

  • 1754
    nessuno -

    vivi la tua situazione e molto complessa , e difficile dare un consiglio in un momento cosi delicato , sono due le cose che puoi fare ..1 aspettare , attendere gli eventi ,2 puoi allontanarti tu per schiarirti le idee , in tutti e due i casi soffrirai sempre , quando si ama e cosi , solo il tempo ci darà le risposte che cerchiamo auguri.

  • 1755
    debby -

    Per sisley,se leggessi attentamente forse non avresti risposto cosi.
    Ti spiego:io abito a 500 km di distanza,ho un lavoro,una figlia da mandarea scuola,abito sola e non ho nessuno che mi possa aiutare.Credi che se potessi avere la possibiltà non sarei andata?
    E che vado a fare?a peggiorare la situazione?con il rischio che se mi vede la moglie il figlio se lo scorda?
    Ricordatevi una cosa tutte quelle che vengono su qusto forume puntano il dito verso di noi,non abbiamo di certo un libro gia scritto con la nostra vita,magari ce l avessimo,purtroppo al cuore non si comanda,e quello che è successo a me o a noi,puo succedere a qualsiasi persona,piu o meno ricca di valori!
    Io credo che non si possa giudicare se non ci si passa,ed è facile dire che abbiamo rovinato una famiglia.
    Non vi auguro minimamente come si sta!

  • 1756
    debby -

    Ma poi sisley parli di aiuto psicologico?
    e chi ti ha detto che non lo faccio???
    se ho scritto qui forse è perche mi serviva anche a me un pochino dato che tutta la forza che ho la esaurisco per dargli coraggio a lui…e se sto qui è solo perche avevo bisogno di uno sfogo,di certo con lui evito i piagnisdei o menate varie…di certo non servirebbe.
    L’aiuto economico?ehehh ma che dici?lui ha un ottimo lavoro,non gli serve un aiuto economico!!!ma non scendiamo in ridicolo poi..ma leggi bene prima di rispondere però la prossima volta!!

  • 1757
    LUNA -

    Debby: ciao, scusami se mi rivolgo direttamente a te in particolare, per delle riflessioni che sono anche generali. ok, io capisco il concetto mai dire mai e che nelle situazioni bisogna trovarsi, e che vale in generale nella vita (anche io mi sono trovata, anche se in una situazione diversa dalla tua, alle prese con dei mai dire mai), non solo per questa situazione specifica, e fermo restando che il tradimento causa sempre sofferenza (in chi lo subisce innanzitutto, e permettimi di solito soprattutto, perché appunto, come minimo si sente tradito, imbrogliato, sostituito, in chi lo agisce, per altre ragioni, emotive e psicologiche e comunque in chi è coinvolto ancora per altre ragioni) passiamo oltre il concetto del giudizio, che non è mia intenzione. E’ vero che alle volte c’è chi semplicemente giudica, ma è anche vero che a volte quando si scrive in un forum parlando nella posizione dell’amante si finisce a volte però per fare un confronto chiuso. Intendo dire che (il che mi sembra anche naturale) persone che vivono le situazioni di amante (magari peraltro anche diverse tra loro, le situazioni intendo) giustamente si sostengono tra loro in modo empatico, però se arrivano delle voci che comunque ascoltano e commentano, ma non sono nella situazione, e osservano delle cose, spesso scatta l’autodifesa automatica come se per forza dietro ci fosse sempre semplicemente un giudizio morale. O appunto: non ci stai dentro quindi non puoi capire.
    Perché dico ciò? perché sto per fare delle riflessioni non stando io nel ruolo dell’amante, ma neanche puntando il dito, cosa che non mi interessa.
    La cosa che colpisce alle volte, però, quando si leggono questi post è che è vero che mai dire mai, pare manchi a volte l’accettazione del fatto che comunque si sceglie di iniziare una relazione clandestina e anche di proseguirla, con tutte le difficoltà del caso, che non sempre solo solo dovute alla clandestinità del rapporto, come alcuni dei post ci dimostrano. Intendo dire che alle volte si ha a che fare con una persona che fa soffrire per il suo modo di essere al di là che sia già impegnato o no, mancanze di lealtà e rispetto nei rapporti uno a uno, che siano pure due rapporti uno a uno.
    Perché dico ok mai dire mai ma si sceglie? perché credo che sia di aiuto a noi stessi, sempre, in qualsiasi circostanza, ricordarci che comunque non è che una relazione ci cade in testa come una tegola. Ci sono dei passaggi, una successioni di scelte che ci portano a vivere una relazione, clandestina o non che sia. E se una relazione diventa una tegola in testa a quel punto ci troviamo comunque sempre nella facoltà di scegliere, e scegliamo di rimanere, o andare, in determinate circostanze, valutabili. Ciò mi pare valga per tutte le relazioni. Non dico che sia facile, e anch’io ho avuto la mia tegola in testa, caduta di colpo, in una relazione stabile (non la tegola di un tradimento subito, ma una situazione di malessere) e quella tegola me la sono tenuta a lungo. Quindi, ripeto

  • 1758
    LUNA -

    non dico che sia facile riconoscere il fatto che si è comunque protagonisti delle proprie scelte (anche quando l’essere protagonisti significa dire: “ho scelto di iniziare una relazione con una persona che sapevo impegnata, e che quindi avrei affrontato come minimo tutta una serie di difficoltà”, “esiste una precedente realtà che per varie, certo anche possibili umanissime ragioni, non è stata risolta prima del mio arrivo, al mio arrivo o comunque durante la mia presenza contingente sino a questo momento”, “la persona con cui mi relaziono ha intenzione di chiarire la sua posizione o no? in tempi brevi o no? intende cominciare una nuova vita con me, pur sapendo di dover affrontare tutta una serie di problemi e le sue responsabilità nel chiudere la storia precedente? mi tratta comunque con reale rispetto o no? sono in grado di sostenere il fatto di stare in clandestinità finché si chiarisce le idee?” o anche semplicemente “in questa relazione sto male”), ma di fatto lo siamo.
    Riguardo la storia specifica che tu racconti (e di cui ovviamente in un forum potrai esprimere solo la parte di una parte della parte) immagino sì che l’uomo di cui parli stia vivendo un momento terribile. In cui, appunto, molti di noi potrebbero trovarsi un giorno, anche pur pensando “a me non capiterà mai”. Potrebbe capitarci anche semplicemente chiudendo una relazione, pur non avendo un’altra storia, se la persona con cui stiamo reagisse con violenza ad una rottura. Ma al di là di ciò: non sappiamo se sua moglie avrebbe reagito in modo più civile e conciliante se lui le avesse chiesto una separazione al di là di un tradimento, cioè le avesse parlato con franchezza del fatto che lui non la amava più o che tra loro c’erano comunque dei problemi, se le avesse chiesto aiuto diretto (anche segnalando delle mancanze) invece di cominciare a poco a poco a seminare il terreno per un’altra relazione, o se le avesse comunicato disagio e che pensava di andarsene, comunque, dimostrando come il rispetto di parlarle con franchezza, di una sua crisi e delle sue intenzioni. Molto spesso ciò non lo si fa, perché?
    Non so se lui lo abbia fatto, mi pare di avere capito di no e che lei ha scoperto che c’era un’altra relazione e di una certa importanza in atto. Una relazione che era iniziata tempo addietro e di cui ha saputo l’esistenza non attraverso una confessione diretta, ma appunto scoprendo lei stessa di essere stata tradita, quindi imbrogliata, oltre che abbandonata sentimentalmente.
    Immagino la confusione del tuo uomo, la paura nell’affrontare l’idea di una separazione e quindi anche un rapporto diverso nella gestione attiva della paternità visto un diverso quadro famigliare. Ma questa esplosione così estrema di conflitto (un conflitto prima o poi inevitabile se era presente la volontà di continuare la vostra relazione) secondo te era evitabile, almeno in parte facendo passi diversi? Non è una domanda polemica. E’ una riflessione. Mi interessa, se vuoi, la tua opinione. ciao 🙂

  • 1759
    LUNA -

    EMA: ciao cara 😀 ti ringrazio per avermi scritto e per la possibilità di questo confronto, molto utile per me. Scusami tanto se ti rispondo solo oggi. Ho avuto giornate pienissime, sono stata anche poco bene di salute (ora ok), ma c’è anche il fatto che non volevo risponderti in fretta. E che, dopo aver letto cose che in parte erano molto molto molto speculari, volevo anche lasciar girare liberamente un po’ di mie riflessioni – su me stessa – a riguardo. E’ chiaro che le tue domande su te stessa mi coinvolgono molto, perché molte sono domande che mi sono fatta (e mi faccio). Quando mi faccio quelle domande mi sento esattamente (se così si può dire, non potendo ovviamente entrare in ciò che senti, ma spero si capisca il senso) come te.
    Conosco cosa sia quello che potrei chiamare un disturbo da shock post traumatico. forse il termine non sarà corretto a definire i flash, stati d’animo, pensieri che si fanno dopo le esperienze a cui facciamo riferimento, di violenza morale, ma mi sembra che possa rendere l’idea. Capisco peraltro anche quando parli di una relazione che è cominciata così in giovane età e che è proseguita a lungo in anni importanti per la “formazione” della propria identità, della conoscenza del mondo e dei rapporti, e anche di educazione sentimentale. In realtà di buono c’è che comunque non si finisce, secondo me, mai di “formarsi” e di imparare e anche di scoprirsi, in senso buono. Tanto più se per varie ragioni, personali e contingenti, false idee su se stessi presenti o indotte, o entrambe le cose, si è vissuto se stessi in modo parziale, tappato, fuorviante ecc.
    Capisco, anche se le nostre esperienze sono diverse, anche il concetto di poter vivere altre esperienze non soddisfacenti o comunque non ascoltando a sufficienza le proprie esigenze, magari anche a causa dell’onda lunga di un’esperienza negativa precedente o del fatto comunque di non averla rielaborata del tutto o se stessi in rapporto all’esperienza. Comprendo l’importanza di un percorso che, invece, porta a conoscersi, riconoscersi, ma nel quale oltre ad avere magnifiche illuminazioni si incontrano anche nodi, cadute, ecc.
    Capisco l’emozione fortissima di conoscere diverse possibilità dentro di sè, e di sentire o recuperare la capacità di ampliare i propri orizzonti, di riconoscere un concetto diverso di scelta/responsabilità e al contempo analizzare i propri errori di valutazione/ascolto/ricerca passati che al tempo non erano consapevoli. mettiamola così: ogni persona vede e non vede, ma nel momento in cui affronta esperienze vissute come più estreme si ritrova a riflettere su cose, dinamiche, aspetti sui quali magari non si sarebbe mai interrogato. Si trova per esempio a chiedersi anche la differenza tra dipendenza affettiva e piacere di stare insieme e condivisione. (scusa se forse mi esprimo in modo ingarbugliato, ma sono le cinque del mattino), temendo di cascare nella dipendenza anche quando istintivamente invece è in grado di sentire la differenza.

  • 1760
    LUNA -

    Tornerò a scriverti, più sveglia e più in forma, perché veramente considero un regalo il confronto che mi hai chiesto. Intanto, sperando di non ingarbugliarmi troppo, mentre crollo dal sonno 😛 (ma ti ho pensata in tutti questi giorni, e non volevo rimandare ancora, e farti credere che non ti avessi letta) posso dirti questo: credo che tutti noi, ma proprio tutti, viviamo sempre dei percorsi paralleli e intersecati, noi stessi e noi stessi in rapporto a. E’ chiaro che in certi momenti particolari del nostro percorso possiamo avvertire questi due aspetti in modo ancora più forte, e persino come se fossero in contrasto, proprio per un nostro bisogno forte, anche, credo, di risolvere delle questioni tra noi e noi. Anche per una sorta di elogio interiore alla lentezza. Non solo per la paura di non riuscire, di non essere al meglio, ma forse, intendo, anche per un’esigenza interiore di un proprio angolo, giardino segreto, in cui poter curare piantine e togliere erbacce, cambiare la disposizione dei vasi, vedere che tempo fa, scoprire il giardino stesso camminandoci dentro, e non solo per valutare l’entità di danni passati… per ritrovare invece un contatto con se stessi nel presente, senza enfatizzare anche il proprio stesso passato, seppure doloroso e difficile.
    e, oltre ad aver paura di non riuscire a dare il meglio in una relazione perché siamo impegnati a “cercarci”, oltre che perché a volte stiamo male o siamo confusi o umorali o abbiamo degli odiosi flash, forse possiamo anche avere un altro timore: che passare del tempo liberamente nel nostro giardino, senza guardare l’orologio, sia inconciliabile con l’avere una relazione intensa. Cioè, non temiamo soltanto di poter essere al momento inadeguati, ma anche che il tuffarci in una relazione (che pure ci fa star bene) al cento per cento ci possa distogliere d nuovo da noi stessi. E persino non perché l’altro ce lo chiede, di distoglierci, ma perché ci domandiamo se noi siamo pronti per ricordarci che non è egoismo curare il proprio giardino, o temere di dare troppo o diventare dipendenti, anche senza che ci venga chiesto. Non ci fidiamo dei confini esterni perché stiamo imparando (o imparando di nuovo) a fidarci di noi? della nostra capacità di modulare le nostre distanze e vicinanze? Assaporiamo per la prima volta (o di nuovo) una sensazione di libertà interiore (ascoltarsi, scegliere, anche semplicemente vivere emozioni e situazioni), non importa se ancora a flash, ma impariamo a sentirla, e ci viene voglia di dire che è così, a voce interiore sempre più alta. Se ci siamo sentiti eccessivamente responsabili possiamo provare il bisogno di non sentirci responsabili per un’altra persona, per un rapporto, quando attraversiamo diversi stati d’animo o stiamo sciogliendo un nodo… quasi che se lo facciamo solo tra noi e noi a volte dei passaggi ci sembrino più gestibili… Ok, zzzzz, non si capisce un tubo? domani mi traduco 😛 scusami, tanto sonno ora :/ un abbraccio grande grande

  • 1761
    nessuno -

    Debby un consiglio , ascolta il tuo cuore , il resto verrà da se , tifo per te .

  • 1762
    nessuno -

    Per Luna , HO RIFLETTUTTO sulle tue domande anchio me le sono poste molto spesso , e che credo che quando si parli d’amore molto spesso ci si comporti come degli adolescenti si e vero ma e una delle cose belle dell’amore , si diventa un po egoisti , si vive tutto a mille insomma si vive una vita a se , senza pensare al domani a chi abbiamo intorno o a chi si può ferire e come tutte le cose belle si arriva un bel giorno che arrivi il conto da pagare , spesso assai salato e allora arrivano le decisioni le responsabilità da prendersi , arrivano le paure le ansie i dilemmi ..che fare ?
    Una cosa che ho capito leggendo e vivendole sulla mia pelle che noi donne anche quando si tratta di amore siamo delle fortezze, la donna quando ama veramente mette in discussione tutto , decide e agisce in tempi brevi …l’uomo no , c’e nulla da fare e debole per natura , prende tempo credendo cosi di trovare qualche magia che faccia scomparire tutto , ragiona e si abbatte per ogni pensiero o decisione da prendere insomma alla fine trova sempre il modo per scegliere la via facile , poi ogni storia e diversa dalle altre ma leggo che una somiglianza c’e l’hanno tutte ed e questa la vigliaccheria del maschio.Per quanto riguarda “tu sapevi che era sposato ecc..” si e vero ma e vero anche che nessuno di noi sceglie di chi innamorarsi , se fosse cosi tutte noi sceglieremmo uomini perfetti che sanno venerarci come vorremmo o sbaglio?
    Un ultima considerazioni a quelle che scrivono vergognatevi ecc..
    ricordate che le cose si fanno sempre in due e se le cose succedono forse e perche manca qualcosa !

  • 1763
    debby -

    Ciao Luna,
    vorrei risponderti sinteticamente ma non si capirebbe poi.
    Ti premetto che sono stata sposata per 10 anni,e mio marito mi ha tradita,e non lo faceva per amore ma solo perche era un porco,e ogni volta che l ho scoperto me ne sono andata di casa e ritornata solo per mia figlia,ma alla fine per amore di mia figlia per non farla crescere in una famiglia piena di ipocrisia ho preso le mie cose e quelle di mia figlia e me ne sono andata.
    La nostra relazione è cominciata per gioco,un po per volta,ogni giorno sentivamo l esigenza dell altro,per parlare,scherzare,ridere,e per sfogo!
    Non c è stato nulla di premeditato,anzi,ti dirò,quando abbiamo capito che c era di piu di una simpatia,abbiamo deciso di smettere di sentirci,per rispetto di tutti.
    Ma non è durato molto,abbiamo ricominciato e ci sentivamo piu affiatati,poi di nuovo ci siamo lasciati(e vi premetto che prima di vederci sono passati 2 mesi)e ripresi e poi ancora fino al punto di incontrarci e parlarci di persona.
    Mi scuso se non riesco ad esprimermi bene,o meglio ci vorrebbe un giorno a scrivere tutto quello che ci gira intorno.
    Io voglio sapere invece da voi,perche io posso (e lo accetterei ve lo giuro anche se mi farebbe soffrire)accettare che lui mi lasci per amore del figlio e la moglie invece non puo accettare che il marito non la ama piu e lo ricatta di non fargli neanche vedere il figlio?Non si chiama egoismo?Con questa domanda Luna ti ho risposta alla domanda che mi hai fatto,ossia “la persona con cui mi relaziono ha intenzione di chiarire la sua posizione o no? in tempi brevi o no? intende cominciare una nuova vita con me, pur sapendo di dover affrontare tutta una serie di problemi e le sue responsabilità nel chiudere la storia precedente? mi tratta comunque con reale rispetto o no? sono in grado di sostenere il fatto di stare in clandestinità finché si chiarisce le idee?”
    Lui vorrebbe fare tutte le cose che fanno due persone normali,vivere la quotidianita con me,ma se viene ricattato come puo decidere liberamente?
    Abbiamo cercato in ogni modo di stare separati,ma siamo due calamite,non possiamo stare l uno senza l altro.
    Non è un infatuazione,o soltanto una relazione a sfondo sessuale,siamo stati anche un mese senza vederci eppure ogni giorno ci facevamo forza l un con l altra.
    ah Luna,quando ho scritto che non volevo essere giudicata,mno l ho scritto perche io sono piu bella delle altre,solo perche lo faccio da sola,e non c è di peggio!

  • 1764
    debby -

    Non capisco perche mi arrivano solo alcune risposte,e dopo qualche volta che apro il sito mi pubblica tutto.
    per Nessuno:grazie ancora per il sostegno che mi dai.
    Avrei preferito amare un uomo non impegnato,sarebbe stato tutto piu facile,ma non si sceglie chi amare.

  • 1765
    LUNA -

    Ciao a NESSUNO e DEBBY e grazie per avermi risposto.
    NESSUNO, quando dico “scelta” e “sapere che era sposato” non intendo dirlo in modo giudicante, moralistico, ma “realistico”, che non significa neanche smaccatamente razionale rispetto al fatto emotivo e complesso dell’innamoramento. La nostra emotività è in gioco anche nel momento in cui sentiamo che una persona e una situazione ci fanno male, o comunque c’è qualcosa che a noi non quadra o non fa proprio per noi, e ci ascoltiamo e valutiamo che non la reggiamo, e sentiamo una spinta interiore a scegliere per un no, non posso, non voglio, non solo quando ne reggiamo di tutti i colori in nome di un amore, una passione. E’ vero che non si sceglie verso chi provare un trasporto emotivo, o attrazione, ma è pure vero che attribuiamo per esempio anche delle idealizazioni ed aspettative nei confronti di una persona o di una situazione (per dirla in modo semplicistico, chiaro che le cose sono più complicate di così). Ed è anche vero che le relazioni sono dinamiche. Quindi dopo un incontro che ci colpisce, e anche dopo una serie di esperienze che favoriscono l’attaccamento, l’aspettativa, anche la dipendenza affettiva a volte, continuano comunque a presentarsi elementi positivi o negativi che influiscono sul nostro benessere e malessere. Possiamo iniziare una relazione adulterina e scegliere di iniziarla e questa può evolvere in positivo o negativo. Anche se siamo innamorati il nostro equilibrio lo sa in che gioco siamo.
    e anche comunque, anche se è bello vivere il presente, a volte bisogna anche stare attenti a non entrare nel “gioco” di edulcorare un pessimo presente (una persona che di fatto, nonostante le nostre aspettative non corrisponde assolutamente alla nostra visione della vita e al nostro stare bene) in nome di un domani migliore, stile chi visse sperando morì non si può dire. Perché a volte “i conti da pagare” arrivano non solo o perché si è fatto soffrire altri, ma perché si è fatto soffrire se stessi. In una situazione di cui non si osservava abbastanza cosa stava succedendo davvero. Io tendenzialmente non ho una visione moralistica-cattolica dei nodi che arrivano al pettine, anche se ho i miei valori e credo alla lealtà. O forse avrò pure quella, visto che non ne siamo anche culturalmente immuni, ma la mia è più una visione “dinamica”, per cui cercare di osservare la realtà, la propria idea di cosa è giusto o sbagliato, con chi ci si rapporta e come ci si sente, non significa chiedersi, tra sensi di colpa, se c’è Dio lassù che lancerà un dardo infuocato perché facciamo scelte da esseri umani, più o meno funzionali che siano, o ci darà una medaglia se siamo integerrimi, ma partire anche dal presupposto che per esempio le situazioni di crisi prima o poi esplodono (anche quelle interiori), e che se metto una mano sul fuoco fisiologicamente mi brucio.
    Nessuno, vorrei che si capisse che non la faccio più razionale di quello che è, solo che proprio le crisi che ho vissuto mi hanno portato

  • 1766
    LUNA -

    – fermo restando che quando operiamo una scelta in quel momento è chiaro ci pare la migliore o quella possibile – a domandarmi quando è onestamente che mi sono andata verso e quando contro, quando le aspettative o le false idee rispetto alla realtà contingente o me stessa, o anche il tentativo di bilanciare uno stato di malessere e crisi attraverso la compensazione, mi hanno spinto ad andarmi contro, non ascoltarmi veramente, anche a snaturarmi. Scambiare per sacrificio d’amore ovvio e naturale ciò che invece era altro. O forse era anche sacrificio d’amore ma in quel momento preciso comunque mal riposto. Discorso complesso, certo. Comunque sia siamo umani, fra passioni, debolezze, dubbi, paure, bisogni… ma cerchiamo di non farci (fare) troppo male nella convinzione che sia anche per ineluttabile destino se arrivano le tegole e quando arrivano non ci schiviamo. Ci sono tegole inevitabili nella vita, ma alcune sono evitabili. O perlomeno gestibili magari in più modi di quelli che per qualche ragione in quel momento ci sembrano scontati. Non dico che sia così sempre, ovvio, ma a volte è così.

    DEBBY: è chiaro che il ricatto non è mai una strategia positiva. Soprattutto non devono andarci di mezzo i figli. Tuttavia stiamo probabilmente parlando di una persona che in questo momento è sconvolta, delusa, incazzata nera, spaventata e che si ritrova ad elaborare non solo il fatto che lui non la ami più o intenda interrompere una promessa oltre che una relazione, ma anche il tradimento. “Come può lui decidere liberamente in queste condizioni?”. Sì, sono d’accordo che non sono le condizioni ideali e che, anche strategicamente, forse lei in teoria farebbe meglio a dire “certo, caro, pensa serenamente quello che vuoi fare” e magari vederlo tornare a casa di sua spontanea volontà o no e scoprire domani che è stato meglio anche per lei che se ne sia andato. Ma quello che intendevo dire è: quando lei, la moglie, ha avuto gli elementi per poter poter a sua volta scegliere liberamente e senza venir scioccata dallo scoprire invece (e non in modo diretto) che lui aveva un’altra relazione, già in atto, e che si stava pensando ad nuova situazione, anche per lei, senza che lei ne sapesse nulla? Secondo me non sono dettagli. Fermo restando che lei avrebbe potuto avere la stessa reazione di adesso, comunque, e che siamo tutti umani, e ho capito quello che mi scrivi su come sono andate le cose, comprenderei anche tu che voi avete in atto la vostra “rivoluzione a due”, la spinta e la voglia di cominciare una nuova vita, ma che è anche abbastanza naturale che se la cosa è esplosa in questa maniera lei abbia tanto più un carico di frustrazione altissimo. Le tue considerazioni sull’ascoltarsi in libertà e che comunque il ricatto non porta alla chiarezza in generale ci stanno tutte. Ma in sintesi lei si sente tradita da una persona in cui aveva anche risposto fiducia, ieri, per l’oggi e il domani, shock in cui si sente improvvisamente sola mentre voi cmq vi sentite in 2?

  • 1767
    nessuno -

    Cara luna condivido alcuni tuoi pensieri , io sono una di quelle che pretende sempre molto dalle persone ma solo perchè do molto ma ho sempre ricevuto poco , si molto probabilmente le mie aspettative sono state alte e infatti adesso mi ritrovo allontanata , comunque se potessi avere la bacchetta magica e tornare indietro di 2 anni fa …be rifarei tutto tranne dare cosi tanto e sopratutto cercherei di togliermi dagli occhi i paraocchi ….ma anche sapendo ora questo , il dolore rimane e come avere una voragine nel cuore ..mi auguro che col tempo quella voragine si chiuda , buona serata ragazze .

  • 1768
    debby -

    Allora,lui sono 4 mesi che le ha detto che non l ama piu,lei ha cominciato con la storia dello psicologo,l ha voluto portare per forz e anche li,ha messo di mezzo il figlio,”se non lo vuoi far per me fallo per…”e allora è andato,ma senza ottener risultato,poi ha comiciato con la storia delle gocce,che gli sarebbero servite(ma a cosa=solo lui sa cosa aveva,il motivo della sua depressione)parlare con un muro non è il massimo,ha cercato di dirglielo prima che venisse a scoprirlo da sola,ma lei non l ha voluto capire,poi le sono nati i sospetti,i dubbi,e ha scoperto tutto.
    Ti ripeto la paura di lui è solo che non gli faccia piu vedere il figlio.
    Io anche ho una figlia,mio marito si è davvvero comportato male,ma io anche dopo aver subito di tutto,non ho mai negato alla mia ragione di vita di avere un padre vicino,non si fa,i bambini non c entrano nulla,e non devono andarci in mezzo.
    A me da fastidio questo,lei quando il figlio cresceva dove stava?a lavoro…ed ora?Vuol fare la madre chioccia!!sono queste le cose che mi fanno rimanere basita!
    Cmq scusate per lo sfogo!

  • 1769
    LUNA -

    NESSUNO: certo, comprendo che il dolore in questo momento rimane e va rielaborato.

    EMA: forse ecco la metterei così: darsi il tempo, per rielaborare, ascoltarsi, non avere fretta di tirare il motore. Io, parlo per me, penso che questo sia fondamentale. Tuttavia non per questo smettere di vivere, o chiudersi in un eremitaggio a mangiare radici, e chiudere i contatti, se non è ciò che veramente si sente, e se appunto si ha voglia di vita. Perché, al di là del percorso in atto, e al di là delle ferite del passato, è nel presente che si vive, e del presente si ha bisogno.
    E’ chiaro che non si può pretendere che gli altri ci aspettino o siano in grado di farlo se non riusciamo a fare la maratona di new york perché ci fa ancora male un piede o stiamo imparando a sentire, risentire i nostri muscoli e le nostre energie. E’ chiaro che non sempre gli altri possono comprendere perché abbiamo bisogno di momenti con noi stessi di cui magari in un altro momento non avremmo necessità, o di darci delle risposte. Non possiamo controllare gli altri. Tuttavia se non siamo sinceri innanzitutto almeno con noi stessi non facciamo un favore a nessuno, nè a noi nè agli altri. E possiamo anche scoprire che in realtà gli altri non vedono con l’enfasi che crediamo dei nostri bisogni. non li vedono così “contro”.
    A volte quando ci facciamo molte domande e tutte insieme ci possiamo anche sentire o mettere più sotto pressione di quanto in effetti siamo. Spesso le risposte arrivano vivendo e ascoltandoci. Arrivano nel fatto di essere presenti nei propri gesti, anche banali.
    Io ti parlo per me, EMA. Un tempo ero molto più capace con naturalezza di prendermi i miei spazi interiori, e anche per il “cosa voglio veramente io?” “come mi sento?” “cosa è giusto per me?”. E questo mi ha permesso anche di fare delle scelte che potevano essere anche apparentemente controcorrente, e con coraggio, ma che erano pro-me (che non significa egoismo, ma proprio aderenza con il proprio modo di sentire, essere, desiderare), poi per una serie di ragioni ho dovuto combattere tanto per queste cose, anche per sentire in modo più pulito, senza interferenze, quel contatto con me. Non è successo in un giorno. Ma quando me ne sono accorta ho sentito chiaramente gli effetti di quella mancanza di contatto. Poi mi sono anche messa da sola, o perché avevo le difese basse, nelle condizioni di sbilanciare ulteriormente il mio spazio interiore a favore delle necessità, tempi, priorità degli altri. Mi dicevo: perché non posso darmi lo spazio il tempo di darmi le mie risposte, di vivere i miei stati d’animo, di rielaborare delle cose che per me sono importanti, perché sento che fa un’enorme differenza per me darmi il tempo? Non scendo nei dettagli e poiché parlo di sensazioni, poi, è anche difficile spiegarle fino in fondo (infatti mi incasino, vedi? le ho superpresenti ma non riesco bene a decodificarle a parole tanto sono state intense)

  • 1770
    LUNA -

    Quello che posso dire è che ad un certo punto… ho fatto il botto. Nel senso che la persona di cui maggiormente sentivo la mancanza, anche se certo non ero l’unica di cui sentivo la mancanza, ero io. Mi mancava anche la mia capacità di ricentrarmi prendendo i miei spazi e andando a vedere le papere al laghetto. Mi mancava una mia libertà di pensiero e ascolto che per un motivo o l’altro avevo perduto. C’è stato veramente un momento in cui le istanze degli altri erano sempre più forti delle mie, i loro tempi, i loro modi, i loro umori, in cui è ovvio che alcuni di quegli altri di cui parlo io stessa li avevo voluti nella mia vita, e forse anche fatti in un certo modo, in parte anche oppressivi e fagocintanti, o con delle dinamiche particolari, per la mia parte che aveva bisogno di attenzione o di dare attenzione fuori da me, dopo un periodo in cui mi ero chiusa in un eccesso di eremitaggio e di autoderminazione e indipendenza emotiva tirata all’eccesso (ma conseguente al fatto di sentirmi in realtà abbandonata in un momento difficilissimo della mia vita, quindi era anche un’eremitaggio indipendente della serie: “non fa male non fa male” “dagli altri non mi aspetto nulla di nulla così non posso restare ferita” e cose così). Tuttavia mi sentivo fagocitata, tirata da tutte le parti, anche ricattata (volens e nolens), e al contempo la mia voce, anche quando avevo ragione, pareva senza audio. Assorbivo i nervosismi del circostante ma mi sentivo in colpa se avevo i miei che, tutto sommato però, in quel momento ci stavano pure. Ripeto, un tale casino globale, emotivo, pratico, di salute, di circostanze che dovrei scrivere un romanzo epico per riassumere… ma insomma, ad un certo punto mi sono spostata. In poche ore. Senza averlo premeditato. Mi sono spostata e ho tagliato i contatti con tutti per un po’, poi li ho ripresi ma con la priorità ME. Intorno c’è chi si è incazzato, chi non ha capito, chi ne ha dato la sua versione. Non ti sto dicendo che sia stato facile. Per inciso è lì in quel momento che probabilmente è esplosa veramente la mia depressione, che il dolore è diventato insopportabile. Ma non perché ero sola. Forse piuttosto perché mi sono tolta dalla confusione. A volte la confusione ci stressa, ci fa malissimo, ma la usiamo anche inconsciamente per distrarci? o salta fuori in un effetto valanga di compensazioni. E per me era così, quella che c’era, e che avevo subito (e che non avevo assolutamente cercato) era già stata, salata, era con conti in sospeso, ma c’era anche quella che io stessa avevo contribuito a creare. Un surplus. Così in mezzo ad un dolore però ho sentito anche la NECESSITA’ di mettere ordine. Dentro, prima ancora che fuori. Anche perché l’ordine fuori il più delle volte è conseguenza. Io quella necessità la sento ancora. Di ascoltarmi bene. Di darmi il mio modo e il mio tempo. E ho persino l’impressione che quando non mi metto una scadenza per arrivare dall’altra parte scopro che ho fatto più strada di quando mi dico DEVI

  • 1771
    silvia -

    BRAVA LUNA hai scritto una bella lettera, lo stesso percorso che hai fatto tu e che stai ancora facendo l’ho fatto anche io.

    si puo’ sempre SCEGLIERE,e sta a noi farlo, se gli altri non ne hanno il coraggio. riferito a tutti i casini che ho visto scritto qui sopra. c’e troppa confusione, troppo stress, troppi sensi di colpa,troppi egoismi,troppi squilibri mentali e organici, nei racconti delle ragazze, che non riescono a trovare una via d’uscita.

    si. va bene che scrivono, per sfogarsi, per trovare una strada che li porti ad una soluzione finale, ma sento che sono ancora in una fase che c’e molta confusione,e quando si da’ loro un consiglio come lo stai dando tu LUNA, loro non sono ancora in grado di ascoltarlo, perche’ VOGLIONO SOLTANTO DIRSI DIRE CHE ESISTE UNA SOLUZIONE PLAUSIBILE PERCHE’ LE COSE TORNINO PIU BELLE DI PRIMA, CHE IL RAPPORTO SI AGGIUSTI. non e’ cosi’ bisogna guardare in FACCIA ALLA REALTA’, e quella fa’ male, molto male, hanno paura di darsi le risposte, quelle che sono giuste. ci siamo passate , sappiamo come andra’ a finire .

    vi racconto la mia storia: io e lui sposati tutti e due,nessuno dei due aveva figli, siamo distanti ma non troppo,depressi tutti e due, ognuno dei due, ha passato momenti poco belli, a causa di cose che la vita ci riserva. ci conosciamo, ci troviamo in sintonia,io divento l’aria che respiro per lui, e’ lui per me, con la differenza che lui diventa sempre piu paranoico e oppressivo, ed io mi tengo un po’ per non essere troppo invadente.lui sposato da ventanni io da pochi anni, abbiamo quasi la stessa eta’ pero’.la nostra depressione, era diventata un problema, per il semplice fatto che eravamo arrivati ad un punto che io non ero piu un aiuto per lui e lui non lo era per me.
    prima solo amici credevamo che l’amicizia esistesse tra uomo e donna, ed invece poui abbiamo scoperto che era diventata pericolosa, non per il fatto che avevamo ognuno i nostri coniugi, ma per il fatto che quando nasce un’AMORE e’ la fine, ci si trova davanti ad un bivio, e non sai che cosa scegliere, lasciare le nostre famiglie, non vedersi piu, o vedersi di nascosto??? non e che non amassi piu i nostri coniugi, ma era un ‘amore diverso piu passionale.
    lui crolla piu del solito e va nel panico piu totale, volano gli insulti, io le dico cio che penso, ma slo per spronarlo un po, per rianimarlo, e lui comprende che l’ho fatto per lui ma non riesce ad essere razionale, e mi chiede un po di tempo per restare solo. passano 4 giorni, e in una discussione lui mi offende passa alle parole che ti pugnalano dentro , e che ti lacerano l’anima, e ti chiedi ma perche’?tutti quei perche’ ti lacerano la mente, ti portano in confusione, ho retto un mese e mezzo ,poi mi sono ammalata. poi lui mi ha ricercata, ci siamo sentiti ancora per un po’ poi dinuovo la stessa tiritera della depressione, io ne volevo uscire, e lui che continuava a buttarmi i suoi casini addosso, invece di trasalire verco la guarigione, stavo ritornando indietro,

  • 1772
    silvia -

    e li ho preso una decisione drastica, di non sentirci piu, in quel momento non pensai che avrei retto, ma sapevo gia inconsciamente che c’e l’avrei fatta. mi sentivo come un’acolizzata, e contavo i giorni che riuscivo a non sentirlo e mentre mi allontanavo sempre piu, lui mi ha cercata indirettamente, per non farsi accorgere che era lui, ma io ho sempre ignorato i suoi segnali.e passava altro tempo tra un po’ e’ un anno.lui e’ ancora dentro al mio cuore, ed io nel suo.lui e’ anni che non fa nulla per riprendersi, ed uscirne, ma io sentivo proprio il dovere sacro santo di salvarmi, sapevo che c’e’ l’avrei fatta, e che il cammino ra lungo.
    riesco a comprendere tutti i vostri stati d’animo, perche ci sono passata, se non venivo ammalata piu di quanto gia stavo passando con la depressione, non sarebbe mai scattato il salva vita. a malincuore ho mollato la presa, ma non fa parte di egoismo, al contrario di lui ho usato piu tatto, quel tatto che non ha usato lui la prima volta io lo sto ancora pagando adesso, perche lui sa essere distruttivo non solo con se stesso, ma anche con gli altri, ed qusto modo a me non piace, perche metti a rischio anche la vita degli altri.
    mi sono resa conto che non era piu il caso che ci sentissimo, io ho ripreso in mano la mia vita, e spero che anche lui l’abbia fatto. io sto imparando a stare sola senza la mia dipendenza.
    a lui questo da molto fastidio ormai lo conosco piu di quanto non si conosca lui, le da fastidio che lui non e’ piu al centro dei miei pensieri, perche lo sto ignorando,cosi facendo salvo la mia vita e anche la sua spero!!!!!
    SI PUO’ SEMPRE SCEGLIERE, SOLO SE NON SI VUOLE NON SI PUO’.
    SALUTO TUTTI SILVIA

  • 1773
    nessuno -

    Ti capisco benissimo luna e per questo che e un periodo che ho staccato la spina con tutti amici , parenti ne sentivo il bisogno , non avevo voglia di recitare una parte , fare finta con tutti che vada bene o sorridere quando invece ho solo voglia di piangere , molto probabilmente ne pagherò le conseguenze ma sento anzi la mia anima sente che ora vuole solitudine e il resta verrà da se ..si spera sempre in meglio .

  • 1774
    LUNA -

    DEBBY: ciao. a me non interessa perorare le cause di qualcuno nè lapidare qualcun altro. credo nel valore della famiglia, dei sentimenti e della coppia. Una relazione infelice però non fa bene a nessuno e può avere, nel nome del “tenere unita la famiglia”, dei costi ben più alti di quelli di una separazione. E per quanto la separazione dei genitori per i figli sia sempre un dolore ci sono sicuramente dei figli di genitori che stanno insieme a tutti i costi più infelici di figli sereni di separati. Però non parliamo – e certo lo sai bene anche tu, per la tua stessa esperienza personale e ora per essere emotivamente e sentimentalmente coivolta in questa situazione – di formule algebriche, ma appunto di sentimenti, aspettative, emotività, crisi e valori personali. Esistono separazioni più o meno civili, certo. A volte bisogna anche riassorbire la botta per riuscire ad essere più civili, c’è anche chi civile non diventa o ridiventa mai, anche per il suo modo di essere. Conosco coniugi che hanno fatto la guerra all’ex in sede di separazione e divorzio anche se erano stati loro a lasciare. Da entrambe le parti si può essere molto egoisti o cercare soluzioni empatiche e armoniche. E tutti, forse, in una situazione come la vostra, si sentono gli anelli deboli della catena. La legge sull’affido condiviso esiste, non so poi quanto venga di fatto rispettata. Poco, pare. Sia quando uno dei due genitori diventa assente mentre dovrebbe essere presente (e non solo a livello economico), sia quando uno dei due fa la guerra cercando di ridurre al massimo la possibilità dell’ex coniuge o compagno/a di essere REALMENTE presente nella vita dei figli. Ho un amico che a distanza di anni (e non ha lasciato l’ex compagna per un’altra persona, che a tutt’oggi non ha ancora, ma per incompatibilità di carattere anche che si era evidenziata 15 anni prima ancora che lasciasse) fa i salti mortali per vedere suo figlio (con cui è riuscito faticosamente a mantenere un rapporto, pur essendo dipinto come il colpevole menefreghista) e a tutt’oggi anche se non riesce economicamente ad avere un appartamento suo quando ha difficoltà economiche oggettive si sente dire che è uno stronzo che non vuole dare i soldi al figlio (e li dà). Un altro mio amico, lasciato dalla moglie che a 50 anni gli ha detto ciao non ti amo più, ha accettato con filosofia il fatto che per i prossimi vent’anni pagherà mutui per tenersi la casa che lui ama, e che lei esigeva vendesse, visto che lei lo ha spennato letteralmente. Ed è anche civile con lei e dice: non siamo più insieme, spero che sappia quello che ha fatto, ma comunque è una buona madre. – I figli maggiori, peraltro, hanno deciso di loro spontanea volontà di vivere con lui.
    Quindi non è che io non capisca quello che dici, su come se la passa lui, anche al di là della tua posizione nella vicenda.
    Però quello che racconti sui tentativi di lei di risolvere la crisi all’interno del matrimonio e del nucleo famigliare mi pare naturale. Non conosco

  • 1775
    LUNA -

    ovviamente nè loro, nè voi, non ho idea delle loro dinamiche famigliari, cioè se per esempio vi sia stato comunque un patto, seppure sbilanciato, concertato tra loro, per cui lui faceva di più il mammo e lei lavorava fuori casa, e se quel patto con l’andare del tempo è caduto o ha causato malcontento. Ho amici che alternativamente si sono sostenuti, pur avendo 4 figli, mentre lei o lui facevano master o avanzamenti di carriera, e non per questo il matrimonio è scoppiato o sono stati e sono genitori assenti. Non ho quindi idea di quali siano le responsabilità, le mancanze all’interno della loro coppia, i problemi che sono emersi nel corso del tempo. Ed esiste anche il fatto che lui abbia semplicemente incontrato l’amore della sua vita, anche senza bisogno di una crisi preesistente e più o meno risolvibile, l’amore che ti fa dire: cambio vita, me ne vado.
    Sono anche d’accordo che spesso è inutile chiudere il cancello quando i buoi sono già scappati. Però onestamente il fatto che una donna dica al suo compagno: cerchiamo di fare qualcosa per salvare questa relazione, andiamo dallo psicologo, divisi o insieme, così capiamo dove stanno i problemi e se sono risolvibili, e che si faccia anche prendere dal panico oltre che dallo sconforto di fronte ad una crisi che presuppone una separazione ed un compagno/marito che non le è più… riconoscibile non mi sembra una cosa strana, nè solo un tentativo di controllo. Tanto più se lui “ha cercato di dirglielo” ma di fatto non glielo ha detto. “C’è un’altra donna”. Ho capito che ha cercato di dirle che non l’amava più e lui era in crisi, ma una persona che ama tenta di capire quanto grande sia la crisi, se sia personale o di coppia, forse anche si mette in discussione all’esplosione della “bomba” e vede cosa può fare per rimediare. Perché ci sono casi in cui, esplosa una crisi, il fatto di riportare l’attenzione sulla coppia e affrontare i problemi può servire eccome.
    Ci sono casi in cui uno si perde, tradisce, ma desidera in realtà lanciare un segnale ed essere riportato “a casa”.
    Non sto naturalmente dicendo che questo sia il caso di lui, che, mi dici, è molto sicuro di voler separarsi, cambiare vita, stare con te, e si preoccupa solo del fatto che l’affidamento sia effettivamente paritario e del benessere del bambino.
    Debby, non credere che io non capisca la posizione in cu ti trovi, di angoscia e anche non potendo di fatto che offrire appoggio emotivo ma stando a guardare il loro scontro finale. Peraltro, anche se non sono mai stata nel ruolo dell’amante sono stata in quello di chi lascia e cambia vita, e affronta le sue responsabilità nel lasciare, e in quello, come te con il tuo ex, di chi tenta di risolvere una crisi profonda, sentendosi sola nel farlo. Quello che dico è che comprendo anche che questa donna sia sconvolta. E a pezzi. Tanto più perché essere lasciati per un’altra persona fa più male che essere lasciati a basta. E’ indubbio. Auguro anche a lei di trovare una sua pace.

  • 1776
    LUNA -

    Scusate l’ennesimo post, ma ho visto ora quelli di Silvia e Nessuno.
    NESSUNO: queste sono esigenze importanti. Perché dici che la pagherai? Per il fatto di non interpretare in questo momento il ruolo di chi è sempre presente? Si può staccare la spina ma non per questo abbandonare le persone. A volte bastano piccoli segnali di presenza anche. Il dire: mi riposo, ma comunque vi penso, vi voglio bene. Ma se ricentrarsi diventa vitale lo si sente. E non si può farne a meno, come dice Silvia.
    Il bisogno di piangere è sacrosanto. Se dobbiamo spurgare il dolore dobbiamo poterlo fare. Le lacrime sono un segnale, come il sorriso, quello vero, come la risata che parte dalla pancia o il viso sereno o teso con cui possiamo dormire la notte. Non possiamo fingere con noi stessi di non essere. Sia quando piangiamo sempre perché ci teniamo incastrati in una situazione che non ci fa stare bene o in un circolo vizioso, sia quando abbiamo un dolore da sfogare. Piangi e datti il tempo, prendendoti però anche cura di te. Mangia, dormi, cerca di fare piccole cose utili al tuo benessere. Anche se le fai mentre ti soffi il naso o con due occhi cerchiati come un panda. Anche se le fai per pochi minuti al giorno. Se ad un certo punto ti pare che il tuo dolore ti imploda troppo cerca comunque di stare un po’ tra la gente. Non che sia una recita, una maratona, un obbligo, un dover dimostrare di, un dover essere al massimo pur con la febbre a 40. No, questo no. Però se hai sofferto forse ti manca anche un po’ di normalità, quella più banale. Vedere che il mondo va avanti, non senza di te, anzi, anche CON te. Vedere che le persone non sono immuni da dolori, ma anche da gioie, anche piccole cose banali che però non solo distraggono ma anch’esse fanno parte della vita. Un abbraccio.

    SILVIA: ciao, grazie per la tua testimonianza. Capisco il concetto anche di… mutuo soccorso (passami l’espressione) e di empatia condividendo, tu e lui, in quel periodo stati d’animo simili. Capisco quanto ciò possa anche favorire l’attaccamento (è umano). E quindi il concetto però di sentire che qualcosa non va, di percepire un malessere da cui si ha voglia ma soprattutto bisogno di uscire. Che appunto no, non è egoismo, rimettendo al centro la propria vita, se stessi, e con la volontà di farlo in modo sano. Anche perché non “salviamo” nessuno facendo da pungiball (che lo faccia apposta o no) delle sue frustrazioni o cose irrisolte, e non salviamo nessuno tanto più mettendo a repentaglio la nostra salute e il nostro equilibrio psicofisico. Anche se comprendo che questa relazione affettiva tra voi possa sicuramente essere stata importante, aver avuto un valore e anche una sua “funzione” e uno scambio. Quello che racconti sulla dinamica della cosa (un preesistente stato di crisi, o anche no, ma comunque un incontro, un’empatia, un rapporto che però si rivela nel tempo causa più di malessere che di benessere, attivando anche un adattamento interiore vissuto con disagio

  • 1777
    LUNA -

    emotivo e psicosomatico, la sensazione di allontanarsi dal proprio equilibrio sempre di più, di essere in una posizione di disagio, il sentir scattare il salvavita e prenderne atto, ecc) sono tutte cose che possono esistere sia in una relazione cosiddetta alla luce del sole che in una relazione da amanti. Peraltro possono persino esistere in relazioni non di tipo sessuale, ma affettivo e persino platonico. E anche in una sbilanciata relazione solo amicale, anche se ovviamente l’investimento emotivo non è lo stesso.

    “Ogni forma di intossicazione fa male, non importa se sia di alcol, morfina o idealismo” (Jung).

    Perché lo sottolineo e non è la prima volta che lo dico? Perché se è vero che la condizione dell’amante di per sè è di disagio (salvo i casi in cui effettivamente una persona scelga di vivere relazioni di questo tipo con vera necessità e volontà di disimpegno, caso in cui il fatto che l’altra persona o più persone siano impegnate può rappresentare persino un vantaggio, una rassicurazione di poter mantenere una posizione di disimpegno) spesso in questa lettera si leggono testimonianze in cui il problema non sta solo nel fatto di soffrire nello stare in un certo ruolo (cosa sicuramente pesante e con tutta una serie di stati d’animo e problemi anche concreti connessi), ma comunque e in ogni caso nel fatto di soffrire. Perdere di vista il proprio benessere, emotivo, psicologico, spesso anche fisico, i propri reali desideri, valori, o comunque l’aver perso di vista ciò che realmente significa, per sè: sto bene. Ciò che significa: condividere con una persona un rapporto di reale scambio affettivo, ecc.

    “la saggezza è (anche) solitudine, ma un percorso solitario non conduce alla saggezza. L’isolamento è morte, e la saggezza non la si trova nel ritrarsi dalla vita” (krishnamurti).

    Questa frase mi ha colpito perché credo sia fondamentale saper stare anche da soli, e riuscire ad apprezzare anche la propria capacità di solitudine, dei propri spazi, del “proprio giardino”, del proprio sentire, cioè non sentire il bisogno ossessivo di riempire attraverso la dipendenza affettiva la mancanza di contatto reale con se stessi, cercando la conferma del proprio valore negli altri. Però al contempo molto spesso le storie disfunzionali a cui si chiede di “riempire” e “confermare” e “sostenere” e a cui si finisce con l’attribuire in senso estremo che va anche al di là della propria esistenza, creano invece un altro tipo di solitudine, molto più profonda, un isolamento che è quello del ritirarsi da se stessi e dalla vita, che è fatta di tante cose. Ma se le relazioni ci implodono ci si chiude sempre di più. Ci si isola in una specie di scatola chiusa, pensando che quello sia il mondo, e che si possa solo camminare a schiena curva per stare sotto il coperchio e con gli occhi non più abituati a vedere la luce. Un giorno moriremo e lo si sa, ma la vita, fatta di ore, giorni, non solo di anni, non è fatta per sentirsi già morti durante il suo corso.

  • 1778
    nessuno -

    Un giorno moriremo e lo si sa, ma la vita, fatta di ore, giorni, non solo di anni, non è fatta per sentirsi già morti durante il suo corso.
    VERISSIMO MA ..per ora so un po in coma diciamo ahahha ..spero di riprendere vita al più presto , e stavolta col sorriso sulle labbra .

  • 1779
    debby -

    Sai che c è cara Luna,che è troppo poco lo spazio per poterfar capire la situazione,e cmq come dice Silvia,forse cerchiamo qui qualche parola di sostegno e non guardiamo in faccia la realtà,forse è come dici te,magari ha lanciato un segnale alla moglie e domani tornerà a casa e mi ringrazierà per avergli fatto capire quanto ama la moglie..io questo non lo so,non so piu nulla,so solo come sto io.
    Mi scuso se ho disturbato in questo forum,tanto non è qui che trovo una soluzione,devo solo guardare in faccia la realtà ed affrontarla.
    Vi ringrazio a tutte Nessuno e Luna nello specifico,vi auguro tutta la gioa di questo mondo,un saluto Debby!

  • 1780
    nessuno -

    debby non ai disturbato nessuno , continua a scrivere se questo ti da conforto , spesso leggere altri pareri(sensati e educati) aiutano e fanno riflettere, a presto .

  • 1781
    Ema -

    Ciao ragazze, grazie ALEBA, grazie a tutte per le vostre risposte ed un grazie speciale a LUNA… vi ho letto con gratitudine e continuo a farlo, ma in questi giorni non riesco a rispondere, non riesco a ordinare i pensieri e metterli nero su bianco… forse perchè ora la situazione è più complessa, perchè ho capito che siamo in due a dover mettere nella posizione giusta i tasselli del nostro passato, e l’errore è stato non farlo prima di dedicarci alla nostra storia… avremmo dovuto capire che i mattoni dovevano essere messi uno ad uno, ed il primo doveva essere risolvere ciò che ci ha portato a commettere errori nel passato, anche a costo di camminare vicina ma su due strade parallele, anziche sulla stessa.
    Adesso sembra tutto più difficile e fa più paura… ma adesso è il momento di farlo, ora che le cose “irrisolte” iniziano a creare malessere, dobbiamo farlo per forza se non vogliamo rovinare il nostro rapporto e ce lo dobbiamo reciprocamente se teniamo così tanto uno all’altra.
    Un abbraccio…

  • 1782
    LUNA -

    EMA: capisco, ma mi sembra una consapevolezza attiva e positiva, anche se comprendo le difficoltà. un bacio grande

    NESSUNO: quando si sta male si sta male, non dicevo che devi ballare tipo il carnevale di rio 😉 Con il morire ogni giorno mi riferivo allo stare dentro situazioni che ci fanno morire ogni giorno. Situazioni sterili o infelici ecc.

    DEBBY: è ovvio che non hai disturbato nessuno e mi dispiace se hai pensato che io ti andassi “contro”. Non era mia intenzione. Mi rendo conto che in questo momento sai solo come ti senti tu, e probabilmente neanche abbastanza… E il mio invito era semmai proprio ad ascoltarti anche di più. Io non ho detto che il tuo lui stia cercando di lanciare un segnale a lei, ovviamente comunque non potrei saperlo e in ogni caso non sono gli elementi che dai. Quello che dicevo è che mi sembra naturale che loro debbano chiudere la loro questione, in un modo o nell’altro. E che l’emotività sia a palla.
    Ovvio che lo saprai anche tu mentre comunque ti tocca stare nella posizione in cui sei ora.
    E’ ovvio che lui sia nella posizione di rivolere la sua libertà, e con i minori costi emotivi possibili, e con tutte le “lacerazioni” interiori del caso.
    Quello che dicevo però è che lui con lei aveva in atto un impegno, a più livelli che va al di là del fatto di aver concepito un figlio insieme.
    Ciò non significa che questo impegno non possa essere sciolto. La legge stessa lo permette. Però mi pare anche naturale che lei abbia presente e gli faccia presente che lui ha preso una serie di impegni, anche emotivi, e che nessuno gli ha puntato un revolver in testa, all’epoca. Siamo responsabili delle nostre azioni quando stiamo ma anche quando decidiamo di andarcene. Questo intendevo dire.
    Comunque è lui la persona impegnata e lui deve ora chiarire la sua posizione. Tu la tua posizione con il tuo ex l’hai chiarita, tempo fa.

  • 1783
    debby -

    ma no cara,mi dispiace che pensi cosi..ho solo capito che non è che stando qui a piagnucolare che possa risolvere qualcosa,purtroppo ho le mani legate,non POSSO FARE NULLA
    Vi dico ance questa cosa poi non vi angoscio piu giuro:)
    Lo psicologo alla fine non era uno psicologo ma uno psichiatra che lei le ha spacciato per psicologo gli ha segnato medicine per sedarlo…
    Questa secondo me è scorrettezza.
    Hai ragion e cara,ha tutte le ragioni per provare a recuperare un matrimonio,una famiglia,e non ti parlo da parte coinvolta,solo che non capisco come si fa a stare con una persona e sai che non ti ama..cos è che ti gratifica?Non è sentirsi amato che ti gratifica?o è solo una voglia di possesso?
    scusate ma sono talmente arrivata al punto di non ragionare piu…

  • 1784
    Ema -

    Già LUNA, una consapevolezza attiva e positiva… ma la soluzione??? C’è? Ci sarà? O mi ritroverò a dire “ho sbagliato qualcosa…”?

    Sai la qual’è la mia reale difficoltà?
    Stare ferma, stare a guardare… ho sempre vissuto in movimento, ho sempre esposto la mia testa a continui ragionamenti, ricerca di risposte, di soluzioni, per capire, per giustificare…e adesso mi ritrovo a 31 anni a non saper stare ferma, a non sapere far fluire le cose, a guardarle, e vedere come mi ci sento dentro…spesso penso di sentirmici male senza averlo neppure testato…

    Durante un incontro con lo psciologo, ho chiesto “ma io cosa devo fare adesso? non so cosa fare, non so come muovermi” – risposta: “perchè non sta semplicemente ferma?”

    Ferma… ma io non so neppure cosa voglia dire… e il cervello continua a macinare… che angoscia 🙁

  • 1785
    FELICE -

    ciao.. anche io ho vissuto una situazione simile… un ragazzo bellissimo sposato che prima di me ne ha avute tante di storielle extra (lui dice di no) e dopo di me idem… aspettare il momento in cui lui poteva, rubare quei brevi attimi di vita… le risposte “oggi non posso vederti, io ci tengo a te, non mi era mai capitato, ecc ecc”… sn esperienze che ti segnano la vita, ti buttano giù e ti fanno soffrire… ti chiedi.. perchè??? ti dici… ma lasciami stare, vai dalla tua famiglia non mi cercare… e invece no… il diavolo ti tenta e tu come una cretina ci credi e ti illudi… trascorri giorni stupendi… ma poi cadi nel baratro più profondo… la realtà… TU NN SEI NESSUNO…SE NON LA NOVITA’… basta stare male… lui la sua scelta di vita l’ha fatta, troppo comodo avere una famiglia perfetta e la ragazzetta che ti dà fresche emozioni… così saremmo bravi tutto a sposarci. io voglio essere felice, avere un uomo tutto per me, che mi faccia le sorprese, con cui posso evdere l’alba, che posso sentire tutte le volte che voglio, che posso essre l’unica donna o per lo meno la più importante… so che dopo di me ne avrà altre perchè questi uomini ricercano nuove emozioni..ma mi dico “passo la sfiga a qualcun’altra…io non mi perdo nulla perchè IO GLI HO DATO TUTTA ME STESSA E LUI MI HA SCELTA COME SECONDA” basta piangere, basta soffrire… arriverà il giorno in cui mi sveglierò e vedrò che la mia vita a differenza della sua è libera, libera da vincoli, libera da mensogne, da sotterfugi, da umiliazioni, da pentimenti… nessuno merita il mio dolore, perchè una storia con un uomo sposato è solo dolore… amiamoci di più e cerchiamo di pretendere il massimo da un uomo, non ci accontentiamo delle briciole…

  • 1786
    nessuno -

    Parole sagge felice , complimenti.

  • 1787
    LUNA -

    Vado di supercorsa (quindi per vostra fortuna sarò momentaneamente dotata di dono della sintesi :PPPPP):

    EMA: capisco… La mia striz diceva: “Osserva”, che immagino sia la stessa cosa. E posso dire che quando lo si fa funziona molto di più – insieme all’ascolto – della superelucubrazione. Dà anche un senso di serenità maggiore, di libertà interiore… non so spiegare bene ora.
    Comunque sia capisco anche l’elucubrazione, perché tra l’altro è figlia dell’ansia, molto spesso. Tuttavia penso sia vero che spesso le vere intuizioni arrivano quando osserviamo e ascoltiamo, molto di più che attraverso il pensiero, soprattutto quando è fagocitante.
    Tuttavia, ripeto: capisco il concetto.

    DEBBY: non ci angosci manco un po’ e se ti serve sfogarti e proprio perché ti senti le mani legati a maggior ragione non vedo perché no.
    Di medici poco seri ne esistono, tuttavia mi sembra strano che uno psichiatra prescriva farmaci (di cui esistono milioni di tipi, tra l’altro) perché una moglie gli dice di prescriverli e quali. Certo, tutto può essere. A parte che non esistono farmaci che sono elisir e misture d’amore, ma al limite che servono ad aiutare in uno stato di malessere. Intendo dire che forse lo psichiatra ha magari riscontrato uno stato d’ansia (che ne so).
    Sedarlo mi sembra una parola grossa, nel senso che sembra che gli ha sparato il cloroformio a pallettoni. Dare un ansiolitico riscontrando uno stato di stress acuto e ansia o attacchi d’ansia o panico è diverso.
    E’ difficile spacciare uno psichiatra per uno psicologo, visto che lo psicologo non può prescrivere farmaci, Non ti sto dicendo che lei non possa anche essere una che tenta di giocare la carta che lui è infermo mentale per fargli dare il cloroformio… dico che comunque mi pare strano che un medico serio prescriva farmaci su richiesta di una moglie, che fa le diagnosi al posto suo. A meno che uno non sia veramente imbottito e con la camicia di forza comunque sia sentire quello che vuole sotto uno stato d’ansia può giovargli pure. Non sto dicendo w i farmaci, sto dicendo che se sta più tranquillo magari ragiona anche meglio.
    Per il fatto di stare con chi non ti ama: bisogna anche realizzare il fatto che l’altra persona non ti ama e non è solo in crisi esistenziale.
    Non sto dicendo che non sia vero che non ama, dico che per chi se lo sente dire non è così’ i mmediato accettare che quello sia il fatto centrale e il quel che è.

    scusa la fretta, spero che si capisca ciò che volevo dire. baci

  • 1788
    debby -

    Luna e nessuno mi piacerebbe avervi come amiche ehehhe mi fate sorriere ed è una bella cosa vi giuro:)
    grazie per le parole,siete delle persone squisite!!

  • 1789
    LUNA -

    DEBBY: 🙂

    EMA: dicevo (a proposito di muoversi sempre sono le 2.30 ma giuro che adesso vado a nannaaaaaaa :PPPP), capisco il fatto della continua movida.

    Sai, io poi per ragioni che non ti sto a riassumere sennò facciamo notte (quella di domani, visto che quella di oggi è già…) non mi sono ritrovata a muovermi a lungo solo di capoccia ma pure fisicamente e appunto anche bella autodoppata di adrenalina. Ma non sto parlando di una cosa tipo “lavori sempre e non ti fermi mai”, parlo del fatto che non avendo più una classica fissa dimora, o perlomeno non “controversa”, ho perso per esempio la naturalezza di dire: mo’ mi metto qua sul divano e non faccio assolutamente niente. Allungo una mano e mi prendo uno dei miei libri e me lo leggo.
    Le ragioni erano varie: la mancanza di tempo, e vabbè, ma quello se senti che abbisogni di relax anche lo trovi in condizioni normali.
    ma la principale è che io non avevo i miei libri a un metro.
    se ero dove avevo i miei libri ad un metro c’era sempre qualche casino per cui la mia testa era impegnata a risolvere i casini o a pensare troppo per forza.
    se ero altrove, anche nel posto più bello del mondo in cui in teoria potevo fare tutto quello che mi pare, comunque è difficile “entrare” veramente in un posto che non è tuo e stanziale come faresti a casa tua e comunque sei teso a ricordarti dove sei e anche dov’è il bagno o dove sta la caffettiera. Inoltre le cose tue intorno non le hai. O se ne hai una parte comunque manca la naturalezza istintiva di quando sei a casa tua.
    Ad un certo punto, dopo un bel po’ di questa vita, questa vita mi ha condizionato, per quanto io non volevo che fosse così. Ma in parte ti condiziona, è inevitabile. Così ero sempre in movimento.
    Andavo a casa di amici ed ero comunque in movimento. Ho smesso di vivermi veramente il presente. ripeto, anche per i pensieri che ero comunque costretta ad avere sempre.
    Non so per quali ragioni tu sia sempre in corsa o ti senta sempre in corsa, ma capisco quello che ti ha detto il tuo striz.
    Ti ha detto di non fare niente. Potresti provare. Immagino che all’inizio potrà risultare difficile, quasi insopportabile persino… ma se poi scoprissi che invece è solo il fatto che non ti ricordi più come si fa?
    So che non parli di movimento fisico, ma mentale. Però credo che possa valere idem.

    Posso farti una domanda (ma se non vuoi non rispondermi): ma le volte che ti è capitato di stare ferma e di stare nel presente e basta, con le sensazioni e basta, con la persona di cui parli, come sei stata?

    vado a nanna, bacini

  • 1790
    Ema -

    Ciao LUNA,
    allora, partiamo dal fondo… mi chiedi come sono stata nello stare ferma, con lui, nel presente, con le sensazioni, ed il problema è proprio il fatto che sono stata “semplicemente” bene… e non un “così cosà”, “più o meno bene”, e neppure “follemente strabenissimo” (come quando sei mossa dall’entusiasmo dei primi tempi in cui non pensi e ti lasci solo trascinare dalle emozioni)… sono stata bene nel fermarmi, nel pensare e non pensare, nell’averlo di fianco a parlare o a stare semplicemente in silenzio a guardare un film o a leggere ciascuno il proprio libro sul divano toccandoci semplicemente coi piedi…
    sono stata bene in tutto questo e ti dico che è questo il problema proprio perchè ora che sento un malessere faccio fatica a dire “vabbè senti, se non sto bene me ne vado” (e diciamo che per ora non voglio neppure dirlo nè farlo)…
    Il problema è che adesso mi ritrovo a fare i conti con il suo problema irrisolto, e con il mio che ancora sto affrontando…
    Il discorso è il solito…a volte ci si lascia trascinare dalle cose che accadono, a volte stralunati, a volte scombussolati da ciò che non hai mai vissuto (da parte di entrambe), e ti scordi (o metti da parte) di risolvere i problemi precedenti (per entrambi la dipendenza da una storia, seppur in maniera e per motivi diversi).
    E ora mi ritrovo qui, con le mie insicurezze (soprattutto in me stessa) che ancora non ho risolto e con un malessere causato dal suo problema non risolto (che a sua volta mi trasmette insicurezza).
    E a questo punto?
    La cosa giusta è allontanarsi, perchè sento la spinta di non voler nè poter più accettare un qualcosa che mi crea disturbo, ma lo sto facendo mantenendo sempre un malessere, perchè mi manca, perchè non vorrei rinunciare a come mi fa stare bene quella persona al di là del suo problema (che però purtroppo c’è), perchè in questa situazione non ho la serenità di fermarmi e dedicarmi al mio di problema anche se in realtà la ia reazione di allontanarmi è già un prendermi cura di me…cosa che in passato non ho fatto per 12 anni)…

    Bo LUNA, forse per farti capire dovrei anche spiegarti qual’è il problema di cui parlo, e magari ci provo…si tratta della dipendenza da una ex compagna che in realtà ha sempre raffigurato per 10 anni una figura materna (lui a suo tempo 20enne, lei 26), la sicurezza, l’appoggio, la figura solida che non l’avrebbe mai fatto soffrire, la rassicurazione, ma purtroppo solo e semplicemente quello, e non l’amore sullo stesso piano tra compagni di vita (e ciò ha portato spesso a tradimenti)…
    è riuscito a staccarsi e a chiudere quella storia all’inizio in modo anche brusco e rapido, attraversando poi tutto ciò che un allontanamento ed una chiusura comportano, quindi litigi, dubbi, discussioni, chiarimenti, ma sempre portando avanti la sua scelta, come dice lui “partendo dal punto A e arrivando al punto B”, sino alla firma della separazione…perchè conscio che tornare in quella situazione avrebbe significato

  • 1791
    Ema -

    “rimettermi in una storia esente da sentimento, in cui avrei continuato a tradire una persona che non amavo e con cui stavo solo perchè mi dava protezione e sicurezza… e non è ciò che voglio nella mia vitae poi nel frattempo l’essermi innamorato di te, che sicuramente mi ha dato forza nel prendere e portare avanti quella decisione”.
    Il problema LUNA è che adesso, pur essendosi esauriti i contatti e tutto ciò che ha comportato la separazione, lui sente ancora psicologicamente una sorta di cordone ombelicale verso quella persona…è onesto nel dirmi che non è più come in passato, ma che non è neppure del tutto scomparso, e nei momenti di insicurezza un po’ ancora gli manca quella rassicurazione che riceveva da lei, perchè non c’è più lei (la “mamma”) a prendersi cura di lui e a dare la rassicurazione per la quale, in caso di problemi, lei li avrebbe risolti.

    In tutto questo mi sono mille volte domandata perchè non fossi diventata io quella figura per lui, perchè non fossi riuscita a prendere il posto di lei, perchè in me non vedesse quella certezze e tranquillità…ma col tempo ho capito che sono felice di non esserlo, perchè altrimenti avrebbe ricommesso lo stesso errore anche con me, mi avrebbe visto solo come l’ala protettrice, e avrebbe impostato di nuovo un rapporto su quelle basi.

    Ma cmq quel “cordone ombelicale” non lo riesco ad accettare…sono sincera, lui non mi togli qlcs, ma ho cmq la sensazione che non ci sia al 100%, la sensazione di vivere con un ombra accanto a noi mi destabilizza, mi trasmette paura e tira fuori da me insicurezze (già ben radicate in me da anni e anni) che ovviamente rigiro sul ns rapporto…(e probabilmente anche questo lo porta a ricordare quanto lei al contrario fosse sicura e gli trasmettesse rassicurazione).

    Insomma, è un casino LUNA… di fondo il fatto è che avrebbe prima dovuto risolvere il suo problema di ricercare sicurezze in lei e imparare a trovarle in se stesso… solo a quel punto sarebbe stato pronto per il nostro rapporto… e la stessa cosa vale per me…

    E quindi adesso?
    Bo, siamo due persone che si amano, che stanno bene assieme, che hanno “le potenzialità” di mettere su una bella storia, ma che momentaneamente non sono pronti per portare avanti la costruzione di quel rapporto… è come essere le persone giuste al momento sbagliato… e quindi? Rinunciare? Aspettare? Stare fermi? Che fare???

    Scusa LUNA se è stato difficoltoso da leggere, è che o tirato fuori tutto a raffica e spesso quando è così so di non essere scorrevole e facile da capire…

    Ti abbraccio…a presto

  • 1792
    nessuno -

    debby piacerebbe anche a me , chiaccherare di tutto e di più ma non saprei come darti una emailsenza che la leggano tutti …luna dacci un consiglio !! eheheh

  • 1793
    LUNA -

    NESSUNO: 🙂 😛
    in realtà io non uso mai l’email nei confronti del forum, ho fatto de “panza” questa scelta anni fa, cioè di dialogare “in chiaro”, anche perché ho visto l’utilità di uno scambio aperto, con interventi a più voci ecc e della condivisione delle esperienze in modo più ampio. E’ vero che ogni tanto arriva anche chi ha un atteggiamento negativo o aggressivo o proietta cose sue, e può risultare molesto. Tuttavia persino ciò a volte si rivela utile. Nel senso che si ha anche la possibilità di “spostarsi” da ciò che risulta sgradevole, di “sperimentare” cioè anche la propria capacità di dire NO a un atteggiamento che si considera sgradevole, di scegliere se continuare a discutere o mollare il colpo, ma anche di ascoltare opinioni apparentemente oppositive ma che in qualche maniera arricchiscono, ecc ecc.
    Ciò per quanto mi riguarda. Capisco invece che ci sia chi “de panza” ha voglia di approndire o confrontarsi su una dimensione diversa, 1 a 1, in privato. Anche perché magari riesce ad aprirsi di più. O semplicemente perché così gli viene. Temo però che una di voi due, se questa è l’intenzione, non possa fare altro che mettere il suo indirizzo in chiaro, almeno una delle due 😛 c’è chi lo fa con molta naturalezza, chi si fa più scrupoli, chi teme di essere invaso. Anche questa è “panza” :))) bacini

    EMA: sei stata chiarissima. Provo a riflettere con te, se vuoi, anche se non vorrei però crearti maggiore confusione. Ovviamente nella storia, e dentro voi stessi, ci siete voi!

    @sono stata bene nel fermarmi, nel pensare e non pensare, nell’averlo di fianco a parlare o a stare semplicemente in silenzio a guardare un film o a leggere ciascuno il proprio libro sul divano toccandoci semplicemente coi piedi…

    :)))))

    @ma col tempo ho capito che sono felice di non esserlo, perchè altrimenti avrebbe ricommesso lo stesso errore anche con me, mi avrebbe visto solo come l’ala protettrice, e avrebbe impostato di nuovo un rapporto su quelle basi.

    Questo mi pare ottimo 🙂 aver capito/ascoltato di non volere un rapporto di dipendenza o con questo tipo di “assetto”. Lo trovo importante non solo perché hai forse anche riconosciuto il fatto che anche tu hai bisogno di essere sostenuta e protetta in un rapporto più paritario (ti sei cioè riconosciuta dei bisogni, che sono molto naturali… perché non stiamo parlando di dipendenza, ma di condivisione, quando pensiamo che è bello sentire che qualcuno c’è, anche se non per questo gli chiediamo di legarci le scarpe o di essere al posto nostro. E anche se possiamo fare da soli, essere indipendenti), ma che il fatto di poter in qualche modo “controllare” il rapporto incarnando un certo ruolo “mammesco” ha anche dei costi – cioè hai riconosciuto dei costi per te – che nel corso del tempo non avresti voluto sostenere.
    Non so se la persona a cui ti riferisci (lei, intendo) sia una persona così sicura di sè. Cioè, capisco che dici che ha incarnato un ruolo “sicuro” e “forte” nei confronti di lui e della relazione,

  • 1794
    LUNA -

    uttavia se una persona incarna un ruolo di un certo tipo, in un rapporto così sbilanciato, in qualche modo comunque a sua volta partecipa ad una danza di dipendenza perché ne ha bisogno, pure se il dipendente “palese” è chi (passami l’espressione) si fa legare le scarpe. Molte sono le ragioni per cui si può essere portati a incarnare un ruolo come quello di lei (e la sua storia e le motivazioni di lei ovviamente le ignoro, e saranno sue e complesse) e può persino capitare che si incarni un ruolo in modo seriale ma anche con una persona specifica. Intendo dire che per poter agire il ruolo di madre devi trovare qualcuno che voglia (per sue dinamiche, motivazioni, momento storico ecc) incarnare quello del figlio. Insomma, la loro danza, danzata in un certo modo, con delle regole tacite o chiare, comunque l’hanno coreografata insieme. Tanto è vero che a volte in rapporti di cordone ombelicale dipendenza come quello che citi un giorno il “figlio” (o la figlia, ovviamente) esplode, desiderando cambiare ruolo. A volte anche dando tutta la colpa a chi ha incarnato il ruolo forte. anche se un certo tipo di equilibrio/squlibrio era stato gestito in due.
    Capisco, per quello che posso (non essendo in te) il fatto che senti muoversi spinte contrastanti, in realtà anche tra ascolto reale e elucubrazione. In fondo stai manifestando quello che senti vero per te e giusto per te, innanzitutto con te stessa, e mi sembra una cosa fondamentale, ma rimane forse un retaggio di una paura (perché per forza insicurezza?) che ascoltando i propri bisogni (non egoisticamente, ma ascoltandosi, che è un’altra cosa) l’altro possa trovarci inadeguati a sostenere i suoi. Però, visto che prima o poi, se violentiamo noi stessi per compiacere l’altro (qualsiasi siano le ragioni) prima o poi i nodi vengono al pettine, a me sembra positivo che tu stia mettendo le tue carte in tavola, e che abbia il coraggio di farlo. A me sembra una prova di sicurezza molto più reale che incarnare il ruolo di “protezione civile” per un’altra persona o di non aver coraggio, a propria volta, di sperimentare un tipo di rapporto maggiormente paritario. Perché lui abbia ancora bisogno del cordone ombelicale lo sa lui. E potrebbe smettere domani o averne bisogno per sempre. Ma tu hai scelto la via della sincerità (con te stessa in primis) piuttosto di quella dell’adattamento. Qualcuno potrebbe accettare anche l’esistenza del cordone senza battere ciglio o perché ci vede un equilibrio delle parti. Esistono anche famiglie a tre, quindi non esiste un giusto e sbagliato assoluto. Un equilibrio funziona finché non lo avvertiamo come uno squilibrio. Ma tu senti cosa non va bene per te e non puoi fingere diversamente. A me, ripeto, sembra una cosa importante, che tu sia in grado di ascoltare questo (continua)

  • 1795
    LUNA -

    @la sicurezza, l’appoggio, la figura solida che non l’avrebbe mai fatto soffrire, la rassicurazione, ma purtroppo solo e semplicemente quello, e non l’amore sullo stesso piano tra compagni di vita (e ciò ha portato spesso a tradimenti)…

    ma esiste davvero qualcuno “che non ci farà mai soffrire”? intendo dire in senso assoluto. Credo di no. Non intendo dire che dobbiamo passare la vita a pensare che chiunque può farci soffrire e ci sono persone che in effetti si comportano in modo corretto giorno dopo giorno. Ma “non mi farà MAI soffrire” è un’idea astratta.

    @è come essere le persone giuste al momento sbagliato
    sei sicura? voglio dire, chiaro che sarebbe stato bello incontrarvi una volta risolte una serie di cose dentro di voi. Ma di solito la gente anche vive e si confronta con l’esterno e le emozioni anche quando “è in cantiere” (anche perché, da un certo punto di vista, poi, in cantiere ci stiamo tutta la vita). non scegliamo le persone a volte anche perché c’è qualcosa in loro che ci porta a riflettere su di noi, ci fa da specchio, tira fuori dei nostri lati? non scegliamo le persone a volte per tappare dei bisogni altre volte invece proprio per riconoscere dei nostri bisogni? E non vediamo/accogliamo qualcuno anche proprio per il momento del viaggio in cui siamo? Magari non potendo sapere se sarà per sempre, però in quel momento la cosa un senso ce l’ha. Avreste potuto fare come gli ubriachi che si sostengono a vicenda nel mantenere le dipendenze. Invece mi pare che entrambi consideriate il fatto che esistono altri modi di relazionarsi, al di fuori degli automatismi. In fondo tu, dicendo che il suo cordone ombelicale ti dà fastidio e che non vuoi essere un suo cordone, ammetti con te stessa delle cose importanti per te, rifletti sul fatto che non vuoi essere figlia, madre di un uomo ma donna con lui, e donna come sei, e stai scoprendo di essere. Pregi e difetti. Ciò che di te puoi/vuoi cambiare e cosa no. E nel momento in cui manifesti chi sei realmente in questo momento forse aiuti anche un uomo a riflettere sul fatto che non vuole essere figlio o padre, ma uomo. Non lo so… capisco quello che dici sul momento sbagliato, cosa intendi, tuttavia cerca di non fissarti con il momento sbagliato. Questi siete ora, e anche pensare che per forza sareste diversi o migliori o che non esisterebbero frustrazioni in un altro tempo è un’idea astratta. La vita comunque si fa nel presente, anche quando ascolti una sensazione di piacere o disagio e dici sì o no. Mentre lui si interroga sui suoi cordoni ombelicali e la loro funzione e se è in grado di rinunciarci anche perché tu sei entrata nella sua vita. Ascoltati, anche il disagio. E’ importante. Però non fissarti sulla tempistica. Capisco il senso di frustrazione per il punto del percorso in cui siete. Ma è quello che è, e in movimento, comunque sia. Mentre i “se” sono astratti e quindi immobili. baciooooooo

  • 1796
    Ema -

    LUNA ho letto tutto con la gratitudine di sempre, perchè cmq non sono regole ma spunti di pensiero e a volte un momento in cui “stare fermi” ed ascoltare gli altri parlare, anziche se stessi…

    Per quanto riguarda il fatto che lei abbia trovato qualcuno che con cui incarnare un ruolo mammesco, la vedo forse più al contrario, cioè che sia stato lui a cercare una figura materna (ed è sempre stato così anche nelle poche storie precedenti, sempre con donne più grandi, persino di 14 anni più vecchie, quando lui ne aveva solo 18/19) e che abbia trovato la persona che ha accettato di voler essere tale… poi sicuramente col tempo anche lei si sarà trovata bene in quella figura, tanto da sperare e cercare di non uscirne neppure quando, dopo la rottura, lui le ha spiegato il motivo della scelta presa e la “piega” che aveva avuto la loro relazione…
    quindi è vero che alla fine, come hai detto tu, l’hanno coreografata insieme.

    Quello che è certo è che io non voglio occupare quel posto, probabilmente anche perchè non sono nelle condizioni di poterlo fare, perchè al momento non ho ancora imparato a dare rassicurazioni a me stessa, quindi figuriamoci se sono in grado di darle ad una persona esterna (e forse è stato anche per questo motivo che lui non ha trasferito quella figura da lei a me…perchè in me non ha visto quella sicurezza)… e cmq non mi ha mai chiesto di farlo, nè cercato di mettermi in quella posizione, neppure inconsciamente… per lo meno io non l’ho percepito…

    so però che non mi da serenità il fatto che in lui ci sia ancora quella persona che, seppur ormai la cosa vada a diminuire, incarni quella figura…

    e se giustamente tu LUNA dici che noi siamo questi ORA, allora forse la conclusione è che ORA così non mi piacciamo più, e non posso sapere se un domani, diversi, torneremmo a piacerci…
    cioè, ora mi viene naturale pensare di si perchè so quello che siamo insieme, ma quello che siamo insieme ADESSO è anche questo malessere, quindi…
    forse è sbagliato pensare al futoro “SE domani avrai tagliato il tuo cordone psicologico allora mi piacerai di più”… perchè ORA (in movimento) non è così e domani (immobile) non lo posso sapere…
    quindi in conlusione dovrei cambiare la mia frase e farla diventare “due persone sbagliate al momento giusto”…

    Bo… lo vedi come macino mentalmente???
    Non so neppure se ho percepito correttamente quello che hai voluto dirmi…

  • 1797
    nessuno -

    per debby unaveranessuno@hotmail.it

    contattami li , ciaoo .

  • 1798
    LUNA -

    NESSUNO: scusa, ma mi fai tenerezza con questo link e questa email.
    Unaveranessuno???
    Stellina, spero che veramente darti questi nick ti sia “catartico”.
    Se ti fa bene non discuto. Se così ti viene non discuto. Davvero non giudico, credimi. Ti mando un grande abbraccio. Comunque “egoisticamente” il giorno che avrai una email: mivogliobeneesonosupergnoccaeguardachebelpostoconfortevolenelmondomimerito sarò contenta per te :)))

    EMA: spero di non averti incasinato di più…
    Non sono nei tuoi benesseri e nei tuoi malesseri, ovviamente sei tu. Se tu capitassi dentro ai miei iperpensieri quando scattano portati un macete per farti largo tra le liane e scarpe buone per non inciampare, quindi… 😉
    però ammetto che “cosa voglio io?” mi serve.
    Prima di poter “contrattare” con gli altri è veramente tanto importante penso centrarsi (non in generale, anche su uno stato d’animo preciso, intendo), concedersi di pensare anche ho paura, mi sento fragile, questo mi piace/non mi piace, questo mi ricorda quando mia zia Pina…

    io ti parlo per me, e ovviamente non è universale: io vedo che quando mi concedo questo spesso, anche se mi sento ingabbiata in una successione di 200 pensieri al secondo, e son già che viaggio verso il 2450 o nel 1970, spesso capisco dove stava il nocciolo, e anche i pensieri calano. Devo dire che – ma ripeto che parlo per me – le intuizioni raramente mi vengono dal pensiero (anche se il ragionamento ovviamente mette anche gli elementi in fila e decodifica lo stato d’animo), quando piuttosto veramente dalla panza.
    E quando mi fermo.
    Ci si può fermare anche nell’occhio del proprio ciclone eh, non per forza su una spiaggia mentre splende il sole.

    EMA, immagino che non si capisce una cippa di quello che voglio dire :/

    Ti chiedo; ma non è che ultimamente parlate molto/troppo di questa cosa? Di questa tipa e del cordone tanto che avete poco tempo/spazio per voi? Non è che l’astratto vi toglie spazio nel presente? che anche per questo hai la sensazione di non riuscire a fermarti e ricavarti uno spazio per te?
    – non sto dicendo di far finta che la cosa non esista. Mi domandavo se il discorso stesso è diventato tanto invadente

    (che freddo oggi, brrrrrr brrrrr)

  • 1799
    nessuno -

    Ti prometto luna che al più presto mi trovo un nick super fichissimo ahahahhaha

  • 1800
    LUNA -

    mivogliobeneesonosupergnoccaeguardachebelpostoconfortevolenelmondomimerito: 😉 un grande bacio 😀
    (mi sei simpatica :D)

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