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L’abbandono (2)

di

Buongiorno,

sono una trentenne, sposata e sto soffrendo molto per una situazione che si è creata. La mia famiglia è lontana ma abbiamo sempre avuto rapporti difficili. Mio padre è sempre stato molto assente, è sempre stata una persona aggressiva verbalmente che bestemmiava e gridava tutto il tempo in casa. Le mie sorelle sono come lui. Mia madre ha problemi di salute che lui non ha curato per anni. A lui interessava solo l’apparenza, non gli piaceva che la gente parlasse e per anni l’ha trascurata. Ha sempre detto troppi si ai capricci di una mia sorella sperperando migliaia di euro per lei. Io venivo sempre abbandonata perché tanto in qualche modo me la cavavo. Quando ho annunciato il mio matrimonio ho scoperto che mia sorella aveva già’ fissato la data ed era nel periodo in cui volevo sposarmi io. Ho dovuto cambiare anno perché lei aveva fatto tutto di nascosto. Lei è sempre stata molto invidiosa di me infatti ha organizzato il matrimonio dopo che io e mio marito siamo andati a vivere insieme. Ha sempre cercato di infilarsi nelle mie amicizie per mettere zizzania, mi offendeva continuamente e mi ha anche rubato delle cose. Mio padre l’ha sempre difesa. Non mi è stato vicino per il mio matrimonio, mi ha promesso aiuto per poi negarmelo, non aveva il minimo entusiasmo ed era sempre scocciato. Mi aveva promesso aiuto economico che mi ha fatto patire per mesi per poi darmelo solo perché lo prendevo più al telefono e sarebbe stato uno scandalo se avessi disdetto tutto. Al mio matrimonio mi ha fatto vergognare e mia sorella è venuta vestita di bianco con le perle. Poco dopo il matrimonio io e mio marito non veniamo più pagati e finiamo in un baratro senza fine. Per anni sono stata indipendente e i miei genitori non mi hanno mai dovuto dare un centesimo, ho chiesto aiuto per poter almeno fare la spesa. Saltavo l’affitto e le bollette. Le mie sorelle se ne sono fregate e mio padre mi disse che dovevo arrangiarmi. Poi sono spariti, non mi chiamavano più. Mi sono arrabbiata così tanto che decisi di chiudere con loro. Dopo mesi parlo solo con mia madre ma mi fa spesso arrabbiare. Le avevo chiesto un po’ di aiuto, anche poco, invece dice che mi aiuta e poi non lo fa. Quando lo fa è per ricattarmi e dirmi che devo andare da sola da loro. So che sono persone completamente fuori che piuttosto che ammettere che si sono comportati male preferiscono inventarsi che sono un’idiota che ha sposato uno stronzo che mi ha plagiata. Invece mio marito sta cercando di fare da mediatore, sono io che non me la sento di vederli. Ho crisi di rabbia fortissime e improvvise che mi sfiniscono e mi fanno star male. Ho anche dei problemi di salute che mi costringono a stare a letto per parecchie ore e ancora non ho una diagnosi precisa. Loro non hanno mai accettato il fatto che me ne sono andata di casa. Io ero quella che faceva da pacere, quella su cui tutti si sfogavano, quella che doveva risolvere i problemi di tutti, anche da lontano. Quando io ho avuto bisogno mi hanno voltato le spalle. Li odio profondamente. Mio padre ha problemi di salute da anni ma non ha mai pensato di fare una vita più salutare e ora danno la colpa a me che lui sta male. Sono incazzata nera, sto soffrendo moltissimo e non riesco a trovare un modo per non pensare più a loro. Io li odio, mi hanno rovinato la vita.

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15 commenti a

L’abbandono (2)

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  1. 1
    OggiNO -

    Lavinia sei lontano da loro: festeggia solo per questo!
    Ora che sei in un ambiente migliore le crisi di rabbia e i mal di testa dovrebbero diradarsi per poi sparire. Se il medico ha dei consigli efficaci facci sapere che anche noi abbiamo le nostre croci da portare.

    °**°**°**°**°Felice matrimonio**°**°**°*°*°*°*°

  2. 2
    CRISTINA -

    Ma smettila!!! Sei un’immatura perche’ arrivi ad odiare la tua famiglia ma poi per cosa?.. pensa quando non ci saranno piu’ allora si che ti pentirai di aver provato rabbia anche per un solo giorno. “al mio matrimonio mi ha fatto vergognare e mia sorella è venuta vestita di bianco con le perle” se queste sono una delle futili motivazioni del vostro disaccordo allora ancora una volta ti dico “immatura”. Mi pare di capire che il tuo e’ un problema di soldi perche’ non riesci ad ottenere aiuto economico da loro.. forse forse anche loro hanno problemi di soldi. Nella vita bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare sodo anziche fare sempre affidamento sugli altri.
    Se potessimo sentire anche la loro versioni dei fatti, altra campana, ne scopriremmo delle belle perche’ la verita’ sta sempre nel mezzo.
    Il vostro problema e’ la mancanza di dialogo totale perche se ti arrabbi quando parli con loro non risolverai mai nulla.
    Dovresti invece vergognarti di aver scritto di provare odio verso chi ti ha messo al mondo e verso i tuoi fratelli. Cerca di maturare perche’ sei proprio piccola

  3. 3
    michelle -

    Ciao Lavinia,
    Da un lato ti capisco. Io sulla mia famiglia non ho mai potuto contarci, né da piccola dal punto di vista affettivo, né crescendo dal punto di vista pratico. Non ho nessun punto di riferimento e supporto, perché e` quello che di solito una famiglia rappresenta.
    Ora ho 28 anni, mi sento totalmente sola a volte perché se ho bisogno di qualsiasi cosa, la verita` e` che non ho nessuno a cui rivolgermi. Mia madre neanche sa dove vivo o cosa faccio per lavoro. Quando si fa sentire e` solo per raccontarmi delle sue uscite con amici, di cui non me ne puo` fregar di meno.
    L’unico consiglio che ho da darti e` di metterti l’anima in pace. Purtroppo gente come noi non ha avuto la fortuna di avere una famiglia serena che rappresentasse il nostro punto sicuro. Non puoi farci niente, se non accettare la situazione e cavartela da sola nella vita. Hai un marito, e` gia` una bella cosa. Hai qualcuno che ti sostiene e che sta al tuo fianco. Non lasciare che questa cosa ti rovini la vita, la vita e` tua e solo tua, non puoi permettere a te stessa di farti travolgere dalla rabbia e dalla frustrazione per una cosa che non puoi cambiare

  4. 4
    Lavinia -

    Cristina non hai capito nulla, se dovessi scrivere tutto mi ci vorrebbe una vita intera. Inoltre il titolo della lettera non l’ho scritto io, il mio era diverso e parlava di abbandono. Sono l’unica figlia che è andata via di casa a lavorare, mi sono sempre rimboccata le maniche e quando la mia famiglia aveva bisogno c’ero eccome. Mio padre ha sperperato soldi per cose futili ma i soldi li hanno eccome, il problema è che non li sanno gestire. Mi hanno solo preso in giro e delusa mille volte. Non hai idea di quello che ho passato. Violenze psicologiche continue per anni e anni. Il dialogo l’ho affrontato per tutta la mia vita ma è stato tutto inutile. Non mi vergogno di essere arrabbiata. Mio padre ha sempre detto che non avrebbe dovuto farsi una famiglia solo perché mia madre, per la sua malattia, piangeva e lui bestemmiava e se ne andava. Ero in difficoltà’ e loro mi hanno abbandonato, non mi sono stati vicini e si sono dileguati, non ho chiesto migliaia di euro per andarmi a divertire, mi bastava poco alla volta per mangiare. Ho fatto dei giorni in cui mangiavo una volta al giorno. Ma cosa ne sai tu della vita che manco sai leggere le storie che vengono raccontate!

    Michelle è dura, sto lavorando molto ma quando hai passato 30 anni di dolore non può passare tutto dopo pochi mesi. Restano le cicatrici e vuoi o non vuoi ci devi convivere.
    Grazie anche a OggiNO. Almeno voi due avete compreso quello che volevo dire. Ovvio che non posso raccontare tutto, questa è solo la punta dell’iceberg.

  5. 5
    rossana -

    Lavinia,
    concordo con Michelle.

    quando in una famiglia c’è più di un figlio, i genitori saggi si sforzano di non far trapelare le loro preferenze, che ci sono sempre, mentre gli altri, meno sensibili, non ci provano neanche. alcuni, poi, riescono persino a cancellare dalla loro esistenza i figli che non li soddisfano o che fanno parte di vissuti che vorrebbero dimenticare, o dei quali preferiscono non far cenno, per non appannare la loro vittoria a tutto tondo sulle difficoltà sia amorose che esistenziali. umane fragilità!

    in ogni caso, dall’adolescenza in poi, è impossibile non vedere da che parte pende l’ago della simpatia di mamma o di papà. non si può che prenderne atto e tenersi i genitori che la sorte ci ha assegnato.

    ho conquistato una madre naturale intorno ai 35 anni, che, in vecchiaia, mi ha gratificata dell’appellativo “amica”. nemmeno oltraottantenne è riuscita a rivolgersi a me come a una figlia!

  6. 6
    Golem -

    Il bisogno del “Capro espiatorio” come soluzione per scaricare i propri problemi su “altro”, risale all’Antico Testamento.
    É uno dei tanti lati oscuri dell’umanità. Tu sei stata scelta come uno dei tanti “capri” odierni. Ma basta non sentircisi tali per far svanire questo ruolo.

  7. 7
    Lavinia -

    Rossana mi rendo conto che sia difficile essere genitori ma non è facile neanche essere figli.

    Golem hai ragione. Io non mi sento un caprio espiatorio ma soffro ugualmente. Inoltre ho una malattia invalidante e a loro non frega nulla. Mio padre una volta, dopo un litigio con mia sorella, richiamò me dicendomi che con lei non si poteva parlare perché gridava quindi mi rompeva le scatole perché almeno io ascoltavo.
    Ricordo una volta che un mio istruttore di guida mi picchiava sulle mani e mi gridava addosso tutto il tempo. Io tornavo a casa terrorizzata e volevo cambiare scuola guida, mio padre non me lo permise perché dove andavo gli facevano lo sconto. Lui permise ad un uomo di picchiarmi solo per denaro.

  8. 8
    Rossella -

    Hai paura perché c’è d’aver paura. Negli ultimi tempi ho visto sparire tantissime fedi e questo significa che non ti puoi fidare veramente di nessuno.

  9. 9
    SAM -

    Cristina seco do me é tua sorella travestita :D

    Allora… Il mio consiglio é il seguente:

    Abbassa la testa, strisciali, dai loro ragione su questo e su quello, prometti questo o quello…o che divorzi o che ne so…fatti dare qualche soldo e mandali a fare in culo, e di a tuo marito che se vengono a casa vostra, li prenda a calci in culo rimandandoli da dove sono venuti.

  10. 10
    rossana -

    Lavinia,
    mai asserito che essere figli sia sempre facile! purtroppo, però, i genitori sono qualcosa che non si può cambiare: o si accettano come sono, o ci si stacca da loro, appena possibile, per conformare a nostro gusto la vita che ci hanno donato.

    non dico che sia facile ma l’unica altra alternativa, forse la meno edificante per un proprio autonomo futuro, sarebbe quella di sforzarsi di conquistare nel tempo la loro stima e il loro affetto.

    forse potresti lasciarli da parte per un po’, e vedere come te la cavi senza sentirti sotto la loro cappa di piombo. provaci! non sperare, però, che volere sia potere in quattro e quattr’otto. non basta volersi trasferire sulla luna per sentirsi improvvisamente lassù! c’è tutta una serie di passaggi da desiderare e da attuare per arrivarci, ammesso che si riesca…

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