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Cosa c’è dopo?

Ciao ragazzi. Vi siete mai chiesti, seriamente e più o meno “scientificamente”, cosa c’è dopo? Non intendo campi di nuvole con angioletti che suonano la lira o voragini piene di fiamme, visto che sono ateo. Per anni ho creduto (volendo è così tuttora) nell’annullamento, nella non-esistenza. Però più ci penso e più non riesco ad immaginarlo (comprensibile dopotutto). Questo stato potrebbe somigliare ad una pesante anestesia totale (ovvero assenza di sogni), quindi tipo un blackout? L’anestesia dura relativamente poco quindi la mancata percezione di questo stato potrebbe essere dovuta a questo. Ma nel blackout post-mortem ,presumibilmente infinito , sarà pure così? Non è che dopo un tempo indefinito cominciamo a percepire di essere nel vuoto più totale? In un limbo senza uscita? Ovviamente non mi aspetto delle risposte, visto che dubito che qualcuno sia morto per un bel po’ di tempo e poi tornato, ma delle opinioni, il vostro punto di vista. So che sembra tutto così sconclusionato, ma è un tema difficile e ho difficoltà ad esprimerlo a parole.

Dopo la morte, ci sarà davvero la non-esistenza oppure saremo come bloccati nel vuoto? Ultimamente me lo chiedo sempre più spesso.

 

Una volta lessi di una teoria, la teoria di Gaia (se non erro), dove si afferma che il pianeta Terra e le vite che vi abitano sono un’unica cosa, fanno parte dello stesso nucleo di energia. Quando un essere muore la sua energia torna nel nucleo energetico del pianeta e, dopo un po’, questa energia da vita ad un altro essere vivente. È un po’ come la teoria della reincarnazione, ma la fonte da cui appresi della teoria di Gaia cercava di legare questa con concetti scientifici, spiegandola in termini molto più realistici e plausibili. Diceva che ogni essere vivente è carico di energia elettrica (o simile) e ipotizzava che, dopo la morte, questa energia si disperdesse (nulla si distrugge) per poi dare vita ad uno o più esseri viventi e che uno di questi potrebbe ancora conservare parte dell’energia originale, il che sarebbe come una reincarnazione parziale. Non è che creda in questa teoria, ma devo dire che la trovo affascinante (ovviamente io l’ho esposta in modo pessimo).

Prima non mi preoccupavo affatto di queste cose, ma vi confesso che in questi mesi mi son posto tante domande in merito.  Una su tutte: il “dopo” potrà mai essere peggiore di questa vita?

L'autore ha scritto 4 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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77 commenti a

Cosa c’è dopo?

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  1. 1
    Rossella -

    Penso che dopo ci sia la luce. Si tratta di una supposizione, ovviamente. I racconti di chi è uscito dal coma sembrano abbastanza chiari da questo punto di vista. In aggiunta ci sono i sogni. In due circostanze mi è capitato di sognare un paesaggio naturale (tipo collina illuminata) che mi ha lasciato una sensazione di grande beatitudine. I sogni spostano i confini della realtà, non hanno quasi mai un carattere profetico. Il terrore va combattuto perché nessun uomo può condannare un altro uomo ad una forma di castigo alla quale si condanna l’uomo stesso facendo il male. La Divina Commedia potrebbe essere molto aderente alla realtà della vita oltre la morte. E’ pur vero che esiste la psicoanalisi che riconduce tutti i motivi dei sogni alla storia personale. Però penso che ciascuno di noi sia in grado di distinguere tre realtà distinte e separate. La paura, l’angustia e il senso di beatitudine entrano nei sogni di tutti gli esseri umani. Questo progredire verso la luce è un fatto abbastanza evidente. Lo stato predominante è quello dell’angustia e se ci facciamo caso si lega alla città. Già guardare ad un palazzo ti dà una prospettiva. L’oro dei mosaici, i giardini, le balaustre, ecc, sono immagini che rappresentano il nostro desiderio di andare incontro alla luce. La città metafisica di De Chirico si sviluppa intorno a questo desiderio che accompagna l’uomo dall’antichità. Infatti c’è sempre una parte rialzata nella città. Una città che si sviluppa su un piano solo non ha prospettive. Credenti e non credenti hanno bisogno di questa luce. Infatti se ci fai caso l’anticlericalismo viene neutralizzato da una serie di ammodernamenti che tolgono spessore ad un intervento. Ti dirò che non sono del tutto d’accordo. Ciascuno dovrebbe avere la possibilità di portare avanti il suo pensiero. Infatti è assolutamente legittimo pensare che questa nostra fede sia una favola. Se fossi ateo non potrei mai credere sulla base di un procedimento razionale analitico.

  2. 2
    Rossella -

    Volevo aggiungere che apprezzo veramente tanto le catechesi e tutti i discorsi del santo padre perchè hanno un respiro molto ampio. Questo significa che da parte della Chiesa c’è grande apertura verso la libertà della persona umana.

  3. 3
    Sofia -

    Vai nel forum ” il suicidio”…e leggi gli ultimi 100 commenti..da dove inizio a parlare io…
    Ma se sei ateo…dubito tu possa capire e accettare…
    Se vuoi saperne qualcosa vai li comunque.
    Ciao.
    Per Rossella..la divina commedia è una interpretazione demenziale assurda e totalmente fuori di testa di cosa c’è dopo!
    È frutto di pura fantasia di Dante..
    Non esiste una sola cosa di quel che dice OK?

  4. 4
    Golem -

    Dopo, per ognuno di noi ci sarà probabilmente quello che c’era prima di nascere. Nulla.
    È la conseguenza più logica che il nostro comprensibile istinto di sopravvivenza peró non vuole accettare.
    L’unica “nostra” vita dopo la morte sono i nostri figli se li abbiamo fatti. Sennò ciccia. La chance l’abbiamo avuta.

  5. 5
    maria grazia -

    per quella che è LA MIA esperienza ci possono essere solo due cose: l’ approdo a un’ altra dimensione ( quella NON-FISICA ), oppure la reincarnazione in un nuovo essere e quindi l’ unizio di una nuova vita. semplici deduzioni che ovviamente non pretendono di valere come regola universale.

  6. 6
    michelle -

    E` una cosa difficile a cui pensare, la maggior parte della gente preferisce non pensarci affatto. Sinceramente se penso al momento della morte, soprattutto prematuro, mi viene l’ansia pensando a tutto ció che perderei e che non sarei riuscita a fare, a tutto cio` che ancora avrei potuto provare ecc.. Ma poi mi ricordo che la morte e` un processo naturale, e che e` il nostro forte legame alla vita e istinto di sopravvivenza a farci vivere il suo pensiero con ansia e in modo negativo.
    Da un punto di vista naturale, penso alla morte come ad un contributo alla vita, nel senso che se ci pensi un corpo in decomposizione dona sostanze nutrienti alla terra, quindi poi a cio` che nasce dalla terra, che a sua volta nutre gli esseri viventi, che ne nutrono altri e cosí via.. Questa per me e` la vera reincarnazione.
    Che l’energia rimanga non so, che rimaniamo sospesi mmh.. non mi convince. Purtroppo la mente umana ha molti limiti e molti concetti non li possiamo fisicamente concepire..Da un lato vedo l’infinito della vita, noi ce ne andiamo ma tutto il resto rimane, e dall’altro invece la nostra di vita se ne puo` andare in un secondo..

  7. 7
    Shandel -

    @sandro82

    che bella lettera! Anche come hai spiegato e posto la domanda mi è piaciuto.

    Quando mi viene l’ansia perché mi chiedo cosa diamine succederà “DOPO” mi fermo un secondo e rileggo il mio pezzo preferito del Vangelo di Giovanni

    “Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l’avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. ”

    Ecco, forse sta li la fiducia, la forza, il tutto… Altrove non saprei :-)

  8. 8
    Almost-Imperfect -

    Io la penso come golem, per me dopo non c’è assolutamente niente. Le persone restano vive nel ricordo di chi le ha amate e la sepoltura ha il solo scopo di far si che si possa far rivivere chi non c’è più, in una sfera “reale” per poterlo piangere ed accudire ancora.
    Io, che succeda fra mille anni, voglio essere cremata e sparsa in alta montagna, voglio pensare di restare libera

  9. 9
    Golem -

    A me piacerebbe essere “cromato” invece, ma come il risultato di un errore di battitura delle mie ultime volontá capace di creare una serie di equivoci pirandelliani tra i sopravvissuti che devono ottemperare al desiderio del defunto. Sarebbe come continuare da morto a relazionarmi con lo stesso stile che avevo da vivo.
    Cromato. Ma ve l’immaginate? Se lo viene a sapere Jeff Koons lo fa fare a sua nonna e la espone. In vendita a 20 milioni di dollari.

  10. 10
    maria grazia -

    Almost, proprio ieri sera dicevo a mia madre che se dovesse succedermi qualcosa non voglio tombe nè funerali ossequiosi dopo che me ne sarò “andata”. una veloce crematura ( meglio sarebbe se sulle note dei Led Zeppelin o dei Doors ) per poi essere “sparsa” nel vento e nel mare. Le SOLE cose a cui appartengo VERAMENTE. Ovviamente lei da donna tradizionale e cattolica osservante qual’è, farebbe a modo suo. e così poi mi tocca occupare inutilmente spazio in qualche campo santo.

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