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Animatore gay e nessuno sa che lo sei

Caro direttore,

Se tu fossi un animatore gay in una chiesa in cui nessuno sa che lo sei, affezionato ai ragazzi che educhi, ma che allo stesso tempo non sta bene con i coetanei di quell’ambiente.

Tu che faresti?

L'autore ha scritto 8 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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7 commenti a

Animatore gay e nessuno sa che lo sei

  1. 1
    Rossella -

    Tempo fa, dietro invito di un’amica, mi sono recata in una parrocchia… al termine di questo incontro si sarebbe dovuta tenere una festa, ma quando il sacerdote ha finito di rispondere alle domande mi sono alzata e sono andata via. Ti consiglio di portare qualcuno con te… Gesu’, non a caso, inviava gli apostoli in coppia. Quando arrivi in un posto hai la sensazione di trovarti in un mondo sommerso perche’ le persone sono sprofondate nelle loro abitudini e tu ti senti solo e incompreso. Si tratta di una sensazione che viene amplificata dalla loro curiosita’ del momento… ti guardano per poi girarsi e tornare alle loro cose. In questi casi e’ fondamentale la parola di un fratello/amico fraterno che giustifica la tua presenza. Quando pensano che hai bisogno di una compagnia non ti trovano “attraente”, resti in un angolo a fare tappezzeria. Questo discorso non vale nelle amicizie… si tratta di una regola generale per prendere parte alla vita comunitaria. Devi imparare a credere nella reciprocita’ dell’amore per distinguerlo dalla filantropia divina. Quando due persone si scelgono l’amicizia diventa un legame stabile e duraturo. Le cose che capitano e vanno avanti per inerzia non garantiscono il nostro equilibrio. La scelta a senso unico resta comunque un onore, ma apre ad un’amicizia tanto distaccata quanto cordiale. I ragazzi che hai citato, se lo desideri, possono diventare degli amici. Basta sceglierli e sopportarli senza dipendere ne’ dal loro pensiero ne’ dal loro umore. Ti abbraccio ;)

  2. 2
    kylie10 -

    Bè che non ti trovi bene immagino significhi che da fervidi credenti non accetterebbero la tua omosessualità, nemmeno se la cosa non li dovesse riguardare mai più di tanto (nel senso di mantenere un rapporto “lavorativo” e non affettivo). Non lo so…di certo ho sempre abbandonato gli ambienti dove non mi sentivo accettata per la mia introversione o per altro.
    E devo anche dire che spesso, e molti me l’hanno confermato, proprio in questi ambienti più vicini alla fede i giovani crescono con abitudini molto sfrenate. Una specie di amica raccontava che un giorno andarono a fare animazione in parrocchia completamente ubriache.

    A parte questo, se hai necessità di lavorare bada al lato economico ovviamente, resta lì e mantieni un rapporto cordiale. Ma se puoi andartene, cerca ambienti più aperti. Potresti entrare in uno di quei gruppi che fanno volontariato, ad esempio. Penso che alla tua età sia importantissimo trovare coetanei che ti apprezzano, perchè hai bisogno di provare tutte le esperienze, di capire chi sei. Devi avere amici, amiche, con alcuni di questi proverai l’amore. E’ fondamentale, è tappa imperdibile.

  3. 3
    Filipp -

    Alla prima lettura avevo capito che eri un animatore gay nel senso che animavi le serate in qualche locale gay come ballerino o ragazzo immagine. Poi grazie ai commenti sotto ho capito che si trattava di altro. Guarda la chiesa non è cambiata in duemila anni, non la puoi cambiare di certo tu nè puoi cambiare la testa di quelli che sono cresciuti pane e vangelo tutta la vita. Se il contesto ti fa sentire a disagio io cambierei attività. Chissà forse il mio fraintendimento iniziale può suggerirti una strada, alla fine sempre di animazione si tratta :)

  4. 4
    Yog -

    Ma fare l’animatore nella locale sezione del PD? Potrebbe essere un’alternativa, la Chiesa non è eccessivamente entusiasta di certe posizioni.

  5. 5
    Lux79 -

    Cambia posto di lavoro. Non stai bene e quindi se puoi, cambia. É deleterio perseverare, per te stesso

  6. 6
    Clara -

    Ciao!

    Se vuoi bene ai bambini stai con i bambini, non capirebbero la tua scelta e la vivrebbero come un abbandono. Nessuno ti obbliga a frequentare i tuoi coetanei in Parrocchia. E come hanno consigliato gli altri, se proprio devi per esigenze di “formazione”, limitati ai soli incontri necessari.

    Ciao!

    Clara

  7. 7
    Sofia -

    Ti ha risposto il direttore?..
    Ancora non avete capito che qua non c’è nessun direttore!!!!!!!!!
    Io non so se sono piu’allergica a voi o a quelli che scrivono a Berlusconi!!!

    Innanzitutto se vuoi essere aiutato devi sviluppare meglio la lettera e non puoi scrivere a malapena due righe!
    Non stai bene con i coetanei di quell’_ambiente…perché?
    Per quale motivo..?
    Hanno scoperto che sei gay? Perché la cosa peggiore che possa capitare è questa!
    Vedi come i genitori vanno subito a pensare male e ritirano i figli dalla parrocchia! Anche se è più probabile che facciano andare via te..

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