Non ho una vita sociale
Riferimento alla lettera:
Sono un ragazzo di 26 anni e non ho amici, non è che non ho veri amici, io non ho proprio nessuno, tanto meno la ragazza. Ho sempre avuto un carattere un po' timido e solitario e questo sommato al fatto che gli "amici" che ho avuto in passato si...
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Data di pubblicazione: 14 Marzo 2010
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@ willy n.300: perché a parole è sempre facile dire le cose giuste, dire “vai nel mondo” e simili. Ma la realtà, è molto diversa, e non sempre è così facile come si pensa, passare in casi come questi, dalle parole ai fatti.
sara n°301 parlo per esperienza personale ci sto ancora passando ma credimi con le parole son bravi tutti ma non io se vi dico questo è perchè proviate per credere
Buonasera. Ho 24 anni e mi rispecchio anch’io in alcune vostre descrizioni.
Sono ragazzo molto timido che non ha uno straccio di vita sociale!
Ero molto estrevorso, simpatico e giocherellone, però un giorno una mia compagna di scuola (in 2 media) mi prese in giro a squarciagola davanti a tutti per mio problema fisico (purtroppo fisibile tutt’ora).
Finii la 3 media senza farmi troppi problemi, ma poi per scelte diverse persi i miei unici due amici che scelsero altre scuole superiori. I nuovi compagni di liceo hanno passato i primi 3 anni a prendermi in giro sempre per lo stesso problema. Dal quarto liceo in poi hanno smesso di prendermi in giro (i più maliziosi furono bocciati nel tempo) ma da allora fatico ancora oggi a relazionarmi con le persone. Ormai nella società di oggi siamo buoni solo a mettere giudizio a tutti e tutto.
Se poi i primi a non darti una mano sono i genitori allora il mondo ti corlla adesso. Esordiscono con frasi del tipo: possibile che non hai amici? ma da che pianeta vieni? ma esci…fatti degli amici!
Vuoi perchè sin da piccolo sono stato deriso da tutti e vuoi perchè non trovo interessi con altri non riesco proprio a relazionarmi. 5 anni fa mi iscrissi ad ingegneria fisica sperando che tutto potesse cambiare ma nulla. Resto sempre nel mio angolino chiuso in me stesso aspettando che il tempo passi. Alcune persone hanno provato a venirmi a parlare ma io ormai vedo in tutti solo malizia. Penso che mi sfruttino per la mia bravura nelle materie scientiche così come facevano già da ragazzino e fatico ad aprirmi e a relazionarmi. Non ho amici ma solo un compagno di studi con cui lavoro ogni tanto nella biblioteca dell’ università e nelle poche sere in cui esco (saranno 4/5 all’anno) mi sento sempre a disagio.
Mesi fa presi una cotta che studiava in biblioteca. La osservai per giorni e giorni e nonostante notai che fosse una ragazza semplice pensato che io sia andato da lei? Beh, no! La timidezza e la paura di sentirmi deriso dominano in…
Caro Alex, ho 31 anni, mi sembra di leggere una parte della mia storia nella tua, con la differenza che, secondo quanto mi pare di capire, tu hai un lavoro, io no. Anch’io passo la maggior parte del mio tempo rinchiuso in una stanza, è come se fossi arrivato a un punto della mia esistenza in cui sento che posso fare a meno della presenza degli altri esseri umani, anzi, che il loro “chiacchierare” e il loro vocìo mi disturba il pensiero. Vorrei solo rimanere rinchiuso in una stanza a dormire e anche masturbarmi da solo – sono gay e dico questo probabilmente anche perché certe esperienze mi hanno devastato.
La mia famiglia si regge su dinamiche relazionali altamente malate, io, come hanno anche detto vari psicologi che abbiamo frequentato, svolgerei il ruolo di “capro espiatorio”, di “paziente” designato a reggere tutta una serie di rapporti malati, dove probabilmente a essere depressi sono i miei genitori e NON io. Fatto sta che sono in questo sistema ci sono immerso DENTRO fino al COLLO. E andarmene da casa non mi porterebbe a niente, dato che non dispongo neanche di mezzi finanziari o economici adatti a poterlo fare. Mi tocca rimanere qua e basta, pian piano ho cercato di vedere il positivo in ogni cosa e mi sono “raccolto” in me stesso chiudendomi al mondo. E’ come se sentissi di averci già rinunciato. E vedi bene, Alex, che qui scrive un ragazzo che come te è timidissimo, che ha subito mobbing sul lavoro (in passato) e bullismo a livelli assurdi da compagni di scuole elementari e medie..con la conseguenza di essermi ripiegato su me stesso e chiuso sempre più a riccio.
Questi sono i prezzi che pagano le anime più sensibili. Però c’è una cosa che vorrei sottolineare a suffragio del discorso di Alex riguardo ai genitori (“Quando i genitori neanche aiutano, crolla il mondo addosso”): la famiglia è l’istituzione più violenta che io in questa società abbia mai conosciuto. Questa è la MIA esperienza. Ciao a tutti
Ciao simone. No putroppo non lavoro. Sto terminando la mia laurea in ingneria fisica. Se tutto va bene avrò una soddisfazione a fine luglio.
Concordo pienamente sul fatto che quando i genitori non ti aiutano ti crolla il mondo addosso.
Come possiamo uscire da queste situazioni? cosa abbiamo fatto per meritarci ciò? Anche stasera me ne starò solo in cameretta ad ascoltare la musica che almeno quella non mi aiuta ma mi libera momentaneamente di tutti i pensieri negativi.
Ciao,
ho letto un pò delle vostre storie e delle vostre considerazioni.
Vi scrivo da ragazza anch’io quasi completamente sola.
Non ho mai avuto amici nemmeno io. Credo per il mio carattere timido, introverso, per il mio essere poco interessante, per il mio sentirmi spesso a disagio in mezzo alla gente. Passo le mie giornate chiusa in una stanza. Certi giorni riesco a pensare un pò meno degli altri, altri invece… sono davvero insostenibili. Ieri, ad esempio, ho passato il pomeriggio piangendo.
E sono accomunata a voi dalla scarsa considerazione da parte dei genitori dai quali, però, non posso permettermi di distaccarmene perchè dipendo economicamente. Sembra che la difficoltà a trovare un lavoro sia una specie di ricatto alla libertà. Mi sento spesso in gabbia, in preda all’ansia e allo smarrimento, buttando via interi giorni, uno dopo l’altro, tra persone che percepisco distanti anni luce da me, e sola. In certi momenti rabbrividisco al pensiero di quanto sono sola e quanto mi spaventa tutto, dal futuro a quelle che per molti sono delle banalità quotidiane, scontentezze.
Il punto è che non mi trovo con la gente, la maggioranza. Non mi ci riconosco, non sento affinità con la mia persona. Me ne sento estranea, e per certi versi non vedo l’ora di chiudermi in camera. Eppure la solitudine è una condizione di sofferenza. E mi manca la presenza umana.
Purtroppo vi capisco, credo. Mi dispiace per quello che state vivendo. Un essere umano non dovrebbe provare mai certi vissuti. Non siete gli unici.
Ciao a tutti mi chiamo ale e ho 24 anni… Vita sociale? 0… Niente macchina… Niente lavoro…niente ragazza… Pochi amici sparsi x l italia e un sacco di tempo libero… Ah si, sono un ragazzo timido… La vita mi ha colpito fin da piccolo quando mi hanno strappato ai miei genitori x mandarmi in una famiglia affidataria ke si e rivelata violenta (sfortunatamente ci hanno messo 12 anni a capirlo!) mi hanno spostato in una casa famiglia dove ho trascorso 6 anni… Ma ormai il danno era fatto… Il dolore provato e le delusioni hanno fatto si ke io mi rinchiudessi in me stesso… Nn ho legato molto nemmeno a scuola… Fortunatamente sono un bel ragazzo e qualche ragazza qua e la mi ha letteralmente abbordato… La mia ultima relazione sentimentale risale a un anni fa dove lei ha deciso di lasciarmi x vivere la vita… Giustamente nn ce bella ragazza ke voglia rinchiudersi in casa… A 18 sn stato letteralmente buttato x strada… E tutt ora cerco di andare avanti … Xche vi ho raccontato questo? Xche in qualche modo ce la sto facendo … Una vita sociale e IMPORTANTE!! Nn e vero ke si puo star bene da soli… Utopia… Serve sempre qualcuno con cui parlare e confidarsi! Con cui andare a bersi una birra e fare il co......! Ma nn e facile partire da 0… E io lo so bene… Partite dal presupposto ke nessuno x quanto ben intenzionato verra con la bacchetta magica ad aiutarvi! Quindi… Cosa fare? Uscite… Entrate in un bar… E parlate con la barista… Continuate a farlo tutti i giorni … Pian piano vi verra naturale e inizierete a guardarvi attorno e parlare con i clienti fissi che di solito sono quelli piu aperti … Un passo alla volta… Magari nn troverete il miglior amico del mondo … Ma e un passo avanti! Nessuno verra mai a bussare a casa vostra e a dirvi:”ehy, vuoi essere mio amico?” (A meno che nn fate amicizia con i testimoni di geova!!) io nn sono nessuno e nn voglio essere nessuno ma il mio sorriso e bello ed e ingiusto chiuderlo dentro 2 pareti!!
Alex, per rispondere alle tue domande, io non so cosa noi abbiamo fatto per meritarci tutto ciò. Credo niente, se non, come dici appunto anche tu, un po’ di timidezza che ci ha penalizzato. Credo che una “colpa”, se così si può dire, sia da vedere nelle dinamiche relazionali MARCE della famiglia..che non è detto siano da attribuire alla cattiveria o malignità dei genitori, ma possono anche essere un retaggio “transgenerazionale” di dinamiche familiare che erano malate (in pratica i genitori avrebbero “ereditato” questi modi di fare dai loro vissuti nelle LORO famiglie quando erano piccoli o giovani).
Forse ha davvero ragione Alexx23, che dovremmo uscire e conoscere gente, sforzarsi di farlo, ma non è facile: quando il carico di dolore che ci tocca sopportare è troppo pesante pare che il mondo crolli addosso. Io mi rispecchio anche nella situazione descritta da VM, che ha ragione, secondo me, quando dice che la difficoltà a trovare un lavoro pare sia diventata un ricatto alla libertà. Niente di più SCELLERATO!! A me sembra di vivere in un barattolo di melassa d’ipocrisia, dove tutti ancora, specie nei paesini piccoli come quello in cui vivo io, non fanno che INNEGGIARE alla famiglia, quando invece la famiglia può diventare il peggior luogo di tortura e ingabbiamento possibile. Neanch’io mi trovo con la gente, con la maggioranza perché non mi ci rispecchio e automaticamente stando troppo tempo insieme alla gente mi sento a disagio. Passo anch’io, come voi, la maggior parte del tempo in casa: fumare sigarette, dormire, computer OGNI TANTO (dato che non avendo molti contatti non ne ho neanche lì) e in balia dei miei. Alla fine mi sembra di essere un fantasma: mia sorella più piccola ha appena avuto un bambino e sta insieme al suo partner sotto di noi. Io vivo “schiacciato” tra il mondo dei MIEI genitori e quello di mia SORELLA..ma il mio dov’è?! A volte mi sembra che mi abbiano pure sottratto il DIRITTO di averne uno. Mah.
ragazzi/e… sembra che gran parte di voi non abbia abbastanza contatti con il mondo… capisco che stare nella propria zona di comfort sia bello… il nostro mondo… le nostre regole… stare con gli altri e difficile , bisogna accettare a volte di fare cose che proprio non ci piacciono (tipo andare a ballare che a me non piace proprio!!)
capisco anche chi dice che non si sente a suo agio in mezzo alla gente!! ma vi svelo un segreto… e solo che nn ci siamo abituati!! proprio cosi! a furia di stare nel nostro mondo ci siamo imposti delle regole di comportamento standard e quando siamo tra la folla e vediamo gente intorno a noi infrangerle ci sentiamo a disagio.. ma poi ci chiediamo.. xche io nn posso essere cosi?!… e parte la sega mentale … ma.. la gente intorno a noi nemmeno ci vede!! questa e la verita! e non xche siamo invisibili!! ma solo xche ognuno e troppo occupato a pensare ai c.... suoi! al giorno d oggi sono tutti cosi superficiali che noi che abbiamo un animo sensibile ci sentiamo a disagio! non preoccupatevi! tutto passa… basta volerlo… l importante nn e uscire spesso ma bensi parlare quando lo facciamo.. vi assicuro che pian piano la gente intorno a voi restera di stucco nel conoscervi! xche noi siamo rari e speciali!! lo dico veramente!! chi ci conosce nn ci scorda piu!! lo so x certo! forza nn abbattevi xche il mondo e buio! ma fate del vostro meglio x essere voi la vostra luce … e intorno a voi tutto cambiera!! questa e la mia email x chi volesse un amico in piu: alessandro_2013@outlook.it
e nel frattempo sorridete!! la vita e bella e il meglio deve ancora venire ve l assicuro!! avanti tuttaaa!!!! 🙂
Simone, da come ti esprimi sembri un tipo con un’intelligenza particolare, con delle visioni molto personali (e questo è un complimento)!
Alexx23,
da parte mia vorrei dirti che sono d’accordo con la maggior parte di quello che scrivi. Teorizzare non porta ad alcun risvolto pratico, ma dipende dagli approcci del quotidiano. E anch’io credo che un’abitudine si possa anche cambiare, non è impossibile anche se a volte lo sembra.
Però credo anche che molto dipenda dalle “risposte” che riceviamo dagli altri, anzi da come le interpretiamo.
Ad esempio, io sono timida, di quella timidezza che fa abbassare lo sguardo, chiedere una semplice informazione in modo fin troppo gentile quasi fosse chissà che favore. E la gente generalmente non mi piace. Perchè? La trovo fredda, arrogante, opportunista e/o narcisista. Nella mia vita ho conosciuto tanta cattiveria e ho dovuto imparare a difendermi da me, così rizzo le antenne della rigidità appena qualcosa non mi quadra, è vero. E ho molti difetti. So di essere una disadattata. Però al contempo so anche che qualcuno mi piace e a qualcuno piace il mio modo di essere. Ad esempio, ci sono in 2/3 bar diversi che frequentavo (adesso meno) delle cameriere che mi hanno presa in simpatia e spesso quando mi portano il caffè si fermano un pochino a dire due cose, di circostanza ok ma a me fa piacere, e parlo con loro volentieri, sorrido molto, sono sorridente, ho un debole per le persone carine. Però sono persone rare a trovarsi. Quindi non è solo una questione di timidezza, o a sentirsi a disagio in quanto “In difetto” (anche quello) ma sentirsi alieni è anche una questione di incompatibilità.
Ci sono dei giorni in cui ce l’ho con il mondo intero, ma di fronte ad una di quelle cameriere (per esempio) mi spunta un sorriso, naturale, mica forzato. Sono contenta con poco. Ci sono altri giorni in cui tutto sommato non ho troppi problemi con me stessa, incontro certe persone e mi maledico di non essermene stata a letto…..
… Come dicevo, anch’io credo che sia un bene forzarsi a fare qualcosa per cambiare le proprie abitudini. Però lo è fintanto si tratta di provare -e non è nemmeno detto riuscirci- a superare una paura, un blocco, un pregiudizio verso noi stessi al fine di ottenere qualcosa di desiderato (o forse l’idea che ce ne siamo fatta). Altro discorso, che invece non condivido, è forzarsi di fare qualcosa che già sappiamo non piacerci. Perchè dovrei andare in discoteca se, dopo averla provata, so già che non mi piace? Ballare e tutto il contesto intorno? Che senso ha?
Ci avete pensato? Io si… Se fossi stati dello stesso quartiere / paese forse ogni tanto al posto di restare chiusi in camera avremmo potuto chiacchierare su una panchina in un parco. E così tante solitudini sparpagliate per qualche ora si sarebbero incontrate, non per moltiplicarsi, bensì per dimenticarsi per un pò, di esistere..
VM… non 6 disadattata… anzi…penso che tu sia molto dolce e che questa dolcezza ti si sia ritorta contro… in ogni caso nessuno vi obbliga ad andare e fare qualcosa che nn vi piace… ci mancherebbe.. io ho bruciato un sacco di occasioni solo xche stare al bar a bere tutta sera o giocare alla play tutto il giorno mi annoia!! quindi mi sn isolato da solo… e vero che bisogna trovare le persone giuste e c.... e difficile! ora… se tu in quel bar hai trovato qualcuno che ti sta simpatico il passo e semplice ( x modo di dire) … devi solo chiedere se qualche volta gli va di accompagnarti a fare shopping/ a bere qualcosa ecccecc… prova a chiedergli se ha visto l ultimo film di… e poi invitala… e via cosi… io ho fatto cosi con buoni risulati…
io nn so di dove siete voi.. io sn di como…
iscrivetevi a un corso di qualcosa! io vi consigli arti marziali morbide… cosi da aumentare il senso di benessere verso voi stessi… ma e una vostra scelta… che sia canto, ballo, recitazione,sci,nuoto,pallavolo , tennis,calcio eccc….qualunque cosa vi porti fuori dal vostro mondo anche solo x un attimo e oro colato…
guardate film comici,zelig,colorado ecc.. imparate a ridere … se riuscite a ridere da soli riuscirete a ridere anche con gli altri…ed e vero che un sorriso vale piu di mille parole … un ragazzo che sa ridere e capace anche di far ridere! una ragazza che ride e sempre stupenda! immaginatevi di uscire con i vostri amici e tra di loro ci sia qualcuno sempre in silenzio con il muso…ora, vi verrebbe voglia di invitarla ancora? no..
inoltre se nn fate nulla nn avrete mai niente da dire e da li l imbarazzante silenzio… quindi attivatevi!
io parlo di vita vissuta! di quello che ho fatto io e faccio tutt ora x svoltare la mia vita … vi dico solo ciò che funziona davvero tra 3000 tentativi! sorridete il piu possibile e pensate che la vita e bella..forza! e la nostra vita! e questi anni nn ce li ridara nessuno!! godiamoceli! XD
Alexx23, grazie mille dei tuoi contributi, concordo su molte delle cose che scrivi, che bisognerebbe essere ottimisti e non perdere mai la speranza. Ma dopo varie vicissitudini, se la vita ti si ritorce contro, è difficile rialzare la testa. Io sono sempre stato un tipo che non si è mai pianto addosso, almeno di fronte agli altri (ho sempre pianto molto in solitudine), mi sono sempre rimboccato le maniche, ho vissuto mesi e anni all’estero, sono fuggito da una famiglia oppressiva e invadente che mi ha reso per troppo AMORE e controllo la vita impossibile. Il risultato? Diagnosi di disturbo borderline di personalità – con tanto di stupore che ancora sia tutto integro e non abbia mai tentato un suicidio (perché di pensieri suicidari me ne sono passati eccome per la testa). A oggi, mi ritrovo, per tutta una serie di motivi tra cui forse debolezza di carattere, amor del quieto viver ecc., di nuovo a casa, “in balia” di una famiglia che a me sembra un “orco” impossibile da affrontare: in ogni minima cosa, a 31 anni, un controllo, dove vado, con chi esco, non posso gestire i miei soldi in modo autonomo perché i miei hanno il controllo del mio conto. E io sono schiacciato intanto letteralmente nelle gabbie della dipendenza, per me un vero soffocamento. Scusate se i miei discorsi ormai assumono più i toni dello SFOGO patetico, ma quando si è agli sgoccioli non ci si può far niente..Io continuo a non perdere la speranza, come dici tu Alexx23, ma non è facile. Perché per me un PRIMO passo nel superare questa situazione è ANDARSENE – e poi affrontare la depressione che l’abbandono della casa comporta. In più aggiungici la timidezza di cui parla VM ed è fatta..perché pure io sono gentile, timido, abbasso lo sguardo se mi parlano, volgo il ciglio alle persone carine e sensibili, ma è difficile trovarne e soprattutto, secondo la mia esperienza, è difficile esser capiti fino in fondo. Ragazzi, scusate per lo sfogo un po’ eccessivamente patetico, ma davvero l’orlo è…
Alexx,
se posso chiedertelo: ma come vivi?
Cioè, scusa se sono indiscreta, puoi anche non rispondere ma mi è sorta la curiosità.
A 18 anni, quando ti hanno “buttato fuori di casa” .. cosa hai fatto? Se non hai una famiglia che ti appoggia (se ho ben capito), se non hai un lavoro, se non hai amici.. come fai? Te lo chiedo perchè per me le cose a casa sono sempre più difficili e sto provando ad ascoltare gli altri per capire come fare.Ho una sola persona al mondo di cui mi posso fidare, e sfortunatamente è in una condizione forse ancora peggio della mia. Sempre se ti và, capisco che sono domande personali, scusa se inopportune.
Detto questo, se volete possiamo tenerci un pò tutti in contatto, a volte anche semplicemente chiedere a qualcuno come sta può essere una gentilezza che abbellisce una giornata. Che ne dite? Un saluto 🙂
Simone,
capisco il bisogno di sfogo. Molte volte si scrive per questo. Anzi, lo trovo un bisogno primario, come di “disintossicazione”: solo dopo si riesce a raccogliere l’energia per ascoltare e provare a mettere in atto, concreto e reale, i suggerimenti che ci sembrano validi e attendibili per noi stessi.
Anch’io sento la NECESSITA’ di andarmene da casa. Non credo che andandomene sarei automaticamente felice, però sicuramente potendolo fare con una minima serenità economica alleggerirei i brutti pensieri. Il punto è che non ho un lavoro, ho terminato recentemente un periodo lavorativo, e percepivo solo un rimborso spese. Come voi, negli anni che sono susseguiti alla scuola, a parte alcune parentesi di sconforto totale, non ho mai smesso di cercare, continuamente, di cambiare la mia vita, lavoro come priorità. I miei sono molto chiusi. Ma non parlo di una chiusura “comune e accettabile”, parlo di una chiusura che impedisce all’individuo (genitori inclusi) di esprimersi. Si sono fissati, fin da quando ero piccola, che io avessi “un brutto carattere”, che fossi “un’incapace”, e “insopportabile”, pregiudizio che hanno trasmesso a me medesima e agli altri. Mi hanno cresciuta con costanti “NO” per ogni cosa, e non so come siano riusciti a mettermi dentro un’alta dose di senso di colpa. E’ come se mi sentissi in colpa per il fatto che esisto. Anche se non si direbbe, sono ribelle, di conseguenza combattiva, ma loro travisano e così da “quella con il brutto carattere” sono diventata “una stronza”, scusate la parolaccia, questo mi ripetono, con un odio che non auguro a nessun figlio, perchè cerco di mostrarmi inattaccabile alle loro piccole crudeltà domestiche. Ma anch’io ho sempre pianto tanto, fin da bambina, tantissimo, in solitudine. Un inferno che ha seppellito la mia natura dolce sotto cumuli di cieco dolore, paura, a volte rabbia. Sono convinta che se fossi nata in una famiglia un pò più serena, “normale” sarei stata una brava ragazza.
Non capirò mai perchè sia successo tutto questo proprio a me. E sto lottando con tutta me stessa per restituire un pò di DIGNITA’ alla mia persona, a non abbandonarmi alla disperazione. Ma non posso nemmeno ignorare che mi sento molto sola e impaurita, ad affrontare una vita troppo difficile.
simo, non ti nascondere dietro un dito! so che la vita e dura e colpisce spesso chi non ha la forza di reagire! ma e tutta una reazione a catena!! quindi smetti di pensare a una vita perfetta nel tuo mondo ed esci a creartene uno imperfetto! un passo alla volta vai davvero lontano! never back down!! mai! mai! mai! mai arrendersi xche nn riusciamo a fare qualcosa! ma tentiamo e ritentiamo e prima o poi tutto si aggiusta!!! ma devi crederci! 6 vivo! 6 in forma!( e se non lo 6 vai in palestra e tornaci! ) riempi la tua vita di qualcosa e tutto cambierà!
VM, x rispondere alle tue domande.. mi sono sempre fatto il culo! ho raccolto ogni occasione di lavoro (anche cio ke nn mi piaceva!) e lo sfruttata il piu possibile! sn arrivato fino in germania solo x un lavoro! ora sn tornato in italia e… nn so che cazz fare! ma qualcosa salta fuori… io non mollo! sorrido nonostante tutto e vado avanti!
x quanto riguarda il tenersi in contatto .. vi ho lasciato la mia email! scrivetemi.. ovviamente nn posso lasciare il mio n di telefono on-line si sa mai chi lo prende! e cosi possiamo parlare senza dover aspettare ore e ore.. vi pare?
se da soli nn ci riusciamo… xche nn provarci tutti assieme? 😉
ps. nn fatevi problemi con me! siate solo voi stessi… 🙂
alexx23 probabilmente hai ragione tu. Siamo noi che dovremo uscire dai nostri “schemi” (se così si possono chiamare).
Ma il problema è a chi verrebbe la voglia di andare magari in un bar da SOLI e sedersi al bancone? Abbiamo abbastanza problemi così se poi dobbiamo essere visti agli occhi di tutti come lo sfigato che esce solo allora mi passa la voglia solo al pensiero.
Certo se tutti ragionassero come me ci troveremo sempre nella stessa situazione. Sarebbe come cadere in una buca senza fondo!
Anch’io come te ho 24 anni e vivo in provincia di torino.
A differenza vostra ho un problema in meno rispetto a voi. Nonostante con i miei c’è una situazione dificile; sostengono i miei studi economicamente anche se non vedono l’ora che finisco.
Simone hai fatto bene a sfogarti. Personalmente penso siamo qui apposta. Scriviamo cose che probabilmete non avremo mai detto a nessuno ma questo serve a liberare un po’ la mente. Vedrai che dopo lo sfogo ti sentirai meglio.
Va bene Alexx23, allora ti contatterò, grazie!
Simone, Alex, e se c’è qualcun altro nella nostra situazione, se volete possiamo provarci tutti insieme come suggerisce Alexx23! una sorta di “gruppo di auto aiuto” virtuale, almeno per motivarci un pò a vicenda! Proviamo?!
alex… io esco tutti i giorni da solo! e nn mi sento sfigato x niente! il problema e che TU ti senti uno sfigato.. ma.. nn abbiamo niente di diverso dagli altri! penso che ci manchi solo l occasione di farci valere… ed e difficile crearla , ma non impossibile! io faccio progressi ogni giorno con impegno e fatica…
oggi ho ricevuto un email da VM… un altro passo avanti! spero vogliate farlo anche voi xche un amico di penna e meglio di niente… 😉
alexx23 io sono come te e dico che uscendo anche se non tutti i giorni mi sono creato degli amici con qui esco spesso uno in particolare ci facciamo dei gran sabati sera quindi il mio consiglio è uscite anche se vi sentite inutili o svogliati o sfigati uscite fate nuove conoscenze la gente vi apprezzerà per quello che siete veramente e credetemi che facendo ciò vi sentirete meglio anche con voi stessi
Un saluto a tutti.
Io mi chiamo Luca, ho 35 anni, abito in un piccolo paese nella provincia di Varese.
Ho sempre vissuto, seppure a fasi alterne, ed attualmente vivo, una condizione molto simile a quella che vivono molti di coloro che hanno pubblicato commenti a questo articolo.
Prima di dire qualcosa sulla mia situazione vorrei dire che penso che tutti voi (che avete pubblicato commenti) siate persone speciali, sopra le righe e da ammirare per la forza e il coraggio che manifestate ogni giorno, fronteggiando una situazione la cui durezza può essere compresa solo da chi l’ha vissuta.
Vi assicuro, anche per esperienza diretta, che nessuna delle persone che hanno un mare di “amici”, occasioni di socializzazione, aspetto e vestiti adeguati alla situazione, che nei locali alla moda (dove si passa il tempo a fumare sigarette fuori dalla porta del locale con un drink in mano e sfoggiando pettinature tanto alla moda quanto, a mio avviso, imbarazzanti) sopravviverebbe (nel senso letterale della parola) se dovesse affrontare la solitudine anche per un solo giorno.
Questo per dire che le persone “escluse” come me e molti di coloro che hanno scritto, sono persone speciali, che nulla hanno da invidiare alle persone “normali”.
Detto questo, descrivo, in breve la mia situazione.
Ho dedicato, in passato, durante l’adolescenza principalmente, molti pensieri al suicidio, proprio a causa del fatto di non avere amici e/o persone con cui condividere i momenti della vita.
Ho, poi, vissuto un periodo “intermedio” abbastanza sereno, durante il quale avevo una ragazza.
Questa ragazza è poi diventata la mia convivente, mia moglie e, infine, la mia ex moglie; per essere precisi ed onesti, è lei che mi ha lasciato (dopo che si era trovata un altro uomo ovviamente) alla fine di un lungo periodo durante il quale ho manifestato “turbe comportamentali” provocate dalla profonda infelicità interiore che provavo a causa della solitudine e di delusioni vissute durante questo periodo.
Questo periodo intermedio è finito quando mi sono separato dalla mia ex moglie; questo è successo quando avevo 32 anni: mi sono ritrovato senza amici, senza donna e, soprattutto, sono stato costretto ad affrontare nuovamente il problema della solitudine.
Attualmente, dopo 2 anni dalla separazione, pur essendo sostanzialmente solo (non ho amici, conosco diverse persone, che però non frequento, ma, per fortuna, ho una ragazza che mi sta accanto, mi vuole bene e mi rispetta, con la quale passo tutto il mio tempo libero e le vacanze), ho superato le mie insicurezze, abbandonato propositi suicidi, non nutro rancore verso nessuno e accetto la vita che vivo (anche se, a volte, lo ammetto, è dura convivere con la solitudine, con il passato e, soprattutto, con se stessi).
Mi rendo conto che la mia esperienza potrebbe non essere di aiuto a coloro i quali soffrono a causa della solitudine.
Tuttavia, vorrei dare un contributo positivo.
Innanzi tutto, consiglio di evitare di abbandonarsi allo sconforto, all’autocommiserazione e di perdere sicurezza in se stessi; così facendo si rischia di perdere ciò che si ha (io per questo ho perso un grande amore e la felicità che avevo trovato ma non vedevo appieno).
Concludo ciò che ho scritto nei miei precedenti commenti (non ho potuto concludere perché si possono pubblicare solamente 2 commenti di fila).
Vorrei poi consigliare di acquisire sicurezza in se stessi, consapevolezza del fatto di essere persone uniche, speciali e sopra le righe; nessuno di noi ha nulla di meno delle persone “normali” (è vero, semmai, il contrario). Consiglio anche di impiegare crescente impegno nel cercare di essere persone rispettose, misericordiose e caritatevoli, perché questi sono i sentimenti che connotano e distinguono in senso positivo le persone come noi rispetto alle persone “normali”. Infine, propongo di organizzare delle serate insieme (per fare conoscenza, divertirsi e stringere amicizia). Se volete contattarmi, la mia e-mail è lucaxxx1980@gmail.com. Saluti a tutti.
Caro Luca, è molto bello quello scrivi. Purtroppo, però, le situazioni di ciascuno di noi sono completamente diverse, è difficile seguire consigli identici dati a persone che portano con sé vissuti diversi. Sicuramente è importante essere caritatevoli e misericordiosi, ma è altrettanto importante e giusto esserlo con le persone GIUSTE. Non si può di certo essere magnanimi con coloro da cui siamo stati feriti o siamo stati trattati ingiustamente. A quel punto, occorre fare una selezione e allontanarsi da quelli che ci fanno male, per esempio. Io personalmente ho un’emotività devastata, tanto che gli psicologi, con tutte le mie riserve che ho per le etichette diagnostiche che rifilano alle persone per “incasellarle”, mi hanno chiamato “borderline”. Vivo in un costante inferno ogni giorno, spesso sul punto d’impazzire, a causa di una famiglia che mi ha rovinato emotivamente (tralascio i dettagli perché occorrerebbe troppo spazio per questi) e ad avermi fatto male sono anche le esperienze con il mondo esterno. Adesso sono in un momento di “stand-by”, in cui sto riflettendo su alcune cose prima di compiere il prossimo passo, che sarebbe quello di andarmene e chiudere con le persone che hanno fatto parte di un mio passato INFELICE. Ci tengo inoltre a sottolineare la mia profonda convinzione che i momenti di sconforto, disperazione e depressione SERVONO. Sì, servono a qualcosa – si tende sempre a categorizzare la depressione come qualcosa che non ci DOVREBBE essere, di negativo e scomodo. Certo che è scomoda! A tutti piacerebbe stare bene. Ma se ci capitiamo dentro, diventa una spia di un problema che c’è e che va risolto o comunque su cui dobbiamo lavorare. Il mio, per esempio, è la bassissima autostima, come pure il narcisismo o la forte timidezza. In ogni caso, io ti ringrazio per aver confermato che le persone considerate “escluse” sono persone speciali. Scritto da Simone (31 anni, provincia di Pisa). Mi farà piacere contattarti privatamente, ciao, buona…
Ciao Simone. Mi farebbe molto piacere sentirti in privato. Hai ragione sul fatto che è impossibile dare consigli universali; le situazioni che ci interessano, seppur simili, sono profondamente differenti.