Università giurisprudenza e lavoro di avvocato
Buongiorno a tutti,
sono una ragazza che ormai si trova a dover affrontare, tra poche settimane, la maturità. Quindi, risulta imminente anche la scelta di una facoltà che si avvicini sempre più ai miei interessi. Dopo aver pensato ad ingegneria ed averla scartata perchè, dal mio punto di vista, ripetitiva e senza molta possibilità di creatività e di aiuto del prossimo, i miei interessi si sono rivolti a economia e giurisprudenza. Mi sono così recatà ad un open day di facoltà e, probabilmente grazie alle testimonianze appassionate di avvocati e magistrati, sono rimasta colpita in positivo da questa facoltà, seppur io provenga da un liceo scientifico il che non mi ha permesso di avvicinarmi allos tudio di materie quali il diritto. Mi sento, quindi, di propendere verso giurisprudenza, incentivata dal mio carattere che mi porta a scontrarmi per ciò in cui credo e a battermi per difendere le mie idee.
Tuttavia, mi rivolgo in particolar modo a studenti di giurispudenza e a avvocati, come posso capire se il diritto è una materia che mi affascina?
Inoltre, amici e conoscenti sono abbastanza scettici riguardo questa possibile mia scelta, in quanto sostengono essere difficile l’avvio di una professione di avvocato senza uno studio già avviato in famiglia e senza alcuna conoscenza. Non mi lascerò certo intimorire da queste loro affermazioni, se capirò essere giurisprudenza il mio futuro, percorrerç questa strada senza esitazioni, certo è che queste affermazioni mi danno molto da pensare. E’ così difficile affermarsi, per coloro senza avvocati in famiglia, in questo lavora? Inoltre,è un mondo colpito dalla crisi economica? Come sono realmente gli sbocchi lavorativi?
Lettere che potrebbero interessarti
23 commenti
Lascia un commento
Max 2 commenti per lettera alla volta. Max 3 links per commento.
Se non vedi i tuoi ultimi commenti leggi qui.
▸ Mostra regolamento
Leggi l'informativa sulla privacy. Usa toni moderati e non inserire testi offensivi, futili, di propaganda (religiosa, politica ...) o eccessivamente ripetitivi nel contenuto. Non riportare articoli presi da altri siti e testi di canzoni o poesie. Usa un solo nome e non andare "Fuori Tema", per temi non specifici utilizza la Chat.
Puoi inserire fino a 2 commenti "in attesa di pubblicazione" per lettera.
La modifica di un commento è possibile solo prima della pubblicazione e solo dallo stesso browser (da qualsiasi browser e dispositivo se hai fatto il Login).

Lascia perdere legge, ci sono avvocati ogni 100 mt ,farai la fame come me che esercito da 10 anni-
Ingegneria da ben altri sbocchi ma anche ben altro impegno oltre che una preparazione molto più forte.
Per sapere se ti affascina, ci sono moltissimi modi per scoprirlo: riviste, giornali, libri, convegni, ecc. E comunque ci sono moltissimi settori (dal penale al tributario, dal societario al lavoro, ecc) per cui è molto difficile sapere se e cosa ti piacerà o meno. Per quanto riguarda gli sbocchi lavorativi, non è vero che fai la fame. Dipende da molti fattori: a) dove vivi (se sei a Milano è ben diverso che essere a Foggia), b) quanto sei disposta a lavorare ed ai sacrifici che sei disposta a sopportare. Puoi guadagnare anche 2.000 euro già da praticante, ma devi essere disposta a lavorare anche 15 ore al giorno, weekend compresi (ed il voto di laurea 😉 ), c) lo studio dove riesci ad entrare (è ben diverso se sei in una realtà internazionale o dall’avv.Rossi), d) il settore che scegli.
Scordati la cd “libera professione”, non sei altro che un dipendente senza quelle tutele tanto “pretese” (contratto, contributi, ferie, tfr, ecc). Ma se non sei scema di strada ne fai e non ne hai bisogno di quelle cose. C’è ancora meritocrazia a volte.
PS E ti dirò, non è per niente un vantaggio avere un avvocato in famiglia, soprattutto se è di quelli che fanno quelle praticucce tipo liti tra condomini, i cd “parafanghisti” o quelle liti da giudice di pace… loro si che fanno veramente la fame.
Vi ringrazio per avermi risposto.Ho trovato due visioni ben differenti del mondo degli avvocati. ewdewd, quindi lei pensa che ingegneria dia una formazione più completa rispetto a giurisprudenza?
MikyPV, lei è nel mondo degli avvocati, o in genere in quello del diritto? ho sentito parlare delle “law firm”, si riferiva a quelle quando nominava retribuzioni da praticanti anche sui 2000 euro? É vero, il diritto è ampio, sono però certa di non volermi interessare a liti di condominioo quant’altro. Mi piacerebbe invece concentrarmi sul diritto che si occupa della libertà,dei diritti. Questo si capirà meglio durante il corso di studi no? Inoltre,perché non l’avvocato è un lavoro senza la tutela di ferie,contratto e contributi? Per ultimo, mi fa molto pensare quando afferma “c’é ancora meritocrazia a volte”. Mi dà speranza, anche se quell’ “a volte” fa capire che non sempre sia così. Grazie per la disponibilità.
Non ti voglio fuorviare quando ti parlo di quei compensi per i praticanti. Non li so esattamente, ma ti posso dire che ci sono realtà che ti pagano molto bene (considera che la retribuzione varia anche da città a città) ma quei soldi te li sudi eccome e se non ti piace quello che fai è meglio non prenderli neppure. Probabilmente “all’ora” guadagneresti di più se andassi a fare la baby-sitter. I cd. “partner” possono anche guadagnare come un calciatore. Ma non è tutt’oro quello che luccica, fidati. Io lavoro in uno studio della lista sottostante (e di quelli in cima alla classifica), ma considera una cosa: sono le 7? Bene, prima di due ore non uscirò, se non mi arrivano ulteriori lavori. Il mese scorso ho fatto le 3 di notte e la mattina alle 9 ero di nuovo qui. Quanti giovani (considera che non ho manco 30 anni) sono disposti a farlo oggi? Pochi, fidati. Lavoro ce n’è per essere… E’ solo che molti non ne hanno voglia.
Per quanto riguarda il discorso tutele & co è presto detto: col fatto che quasi sicuramente entri con partita iva, hai tanta facilità ad entrare quanto ad uscire. Non avrai mai un contratto a tempo indeterminato. Non avrebbe senso del resto.
La meritocrazia? Certo, ce n’è ancora. Ci sono anche le raccomandazioni, ma non vedrai mai quelle cose orribili che vedi nel settore pubblico o in altre realtà. Qui se non sei laureato con almeno 105-110 in un’università prestigiosa (e dico prestigiosa) non entri, se non sai l’inglese come l’italiano neppure, se non sei disposta a lavorare 60-70 ore a settimana ti fanno capire qual è la porta, ecc. Certo, impari tantissimo.
Per quanto riguarda l’argomento “libertà e diritti” significa poco e niente.
Ti consiglio di farti le idee più chiare sulla materia e capire soprattutto come sei fatta tu.
Comunque qui sotto c’è una lista di studi presso i quali fare l’avvocato può ancora essere una bella prospettiva.
http://www.toplegalinternational.com/upload/banner/tl100-2012.pdf
Nessuno può conoscere il suo futuro , quindi si può benissimo iniziare con poco e , in corso d’opera , fare il salto di qualità , anche con i propri mezzi o incontri fortunati .
Seppur sarà sempre più difficile.
Infatti quella legale è ( per la maggior parte di coloro che non hanno alle spalle uno studio già avviato e che stà resistendo alla crisi , cosa che anche importanti studi legali non riescono così facilmente a fare) una professione economicamente svalutata , difficile da fare perchè si agisce all’interno di un apparato poco efficiente , sicuramente poco tutelata e , più che di meritocrazia , si dovrebbe parlare di mestiere che si fonda sulle conoscenze!
La meritocrazia al 90% non esiste :L’Italia si fonda su altro e la professione legale non fà eccezione .
Le delusioni sono all’ordine del giorno per chi è capace e si trova in certi contesti in cui c’è anche qualche figlio/a di papà che si vede passare avanti emeriti e tronfi asini, fin dall’università!
Tutte cose giuste quelle dette da chi mi ha preceduto , nel bene e nel male , ma aggiungerei altro .
Salvo che non si lavori in uno studio internazionale, avresti una professionalità non spendibile se non in Italia ( Che è bella che cotta!), quindi di fatto inutile (carta straccia), qualora non salissi sul treno giusto ,semmai passasse: L’Architetto o l’ingegnere o il medico se mancasse il lavoro in Italia , possono essere apprezzati e ben pagati anche all’estero , senza raccomandazioni di sorta. L’avvocato no..al massimo all’estero và a fare il turista , cosa ci fà con il diritto italiano all’estero? Gli altri tre che ti ho detto non sono solo professioni ma anche quelli che definiremmo “mestieri”.
Pensaci bene..il contesto non è già la metropoli italiana ma è il mondo , oggi! Orizzonti larghi ……..
Ps: Io in uno Studio che mi dà 2000 euro al mese per 15 ore al giorno , non ci lavorerei. E’ una cifra bassa alla quale si può ambire anche lavorando in proprio , se non fosse per i mancati pagamenti.
Forse , intorno ai 5000 a salire , non meno per 15 ore al giorno+weekend. Ovviamente dovresti produrre almeno per 500.000 per averne 5000 cosa credi? …e magari col tempo scopri che lo Studio ne fattura 500.000 ogni 15 giorni..hehehee.
Bell’affare direi……
E comunque lo farei al massimo per 10 anni . Stop.
Perchè i soldi devono compensare la vita , il tempo che non torna più e 2000 euro al mese non sono niente ,anzi sono una offesa, davanti a questo “insignificante” particolare.
Gli avvocati veri han fatto i soldi anni fà quando i versamenti alla cassa forense si facevano gli ultimi 10 anni di professione , arrivavano clienti con valigette con decine di milioni , che ovviamente non venivano fatturati ………
E pensi che fossero tutti dei geni del diritto, visto che tantissimi studi facevano tutto : civile , penale , amministrativo , lavoro etc ?
Ma quali geni?
Delegavano ad un collega più esperto nella materia in altro studio che ovviamente veniva a sua volta ripagato al nero .
Giurisprudenza è una facoltà inflazionatissima e priva di sbocchi.
Se eccelli, ovvero se ti laurei nei tempi giusti e col massimo dei voti, e se sei predisposta alla schiavitù, nel migliore dei casi, finisci col far pratica, per decenni, in qualche studio guadagnando la metà di una donna delle pulizie + l’elemosina extra a Natale e Pasqua.
Fuori dall’eccellenza ti restano i concorsi da vigile urbano…
Ovviamente il discorso cambia sei hai qualche contatto, qualche parente che può prenderti nel suo studio…
Quindi se dovessi decidere per questo lavoro mi aspetterebbe un praticantato a livelli di “schivitù” oppure una retribuzione piú alta ma con orari molto faticosi, che comunque non compensano lo stipendio più elevato. Non sapendo neanche se mi piaccia il diritto forse farei meglio a cambiare idea?
Personalmente pensavo che giurisprudenza fosse spendibile anche all’estero presso istituzioni internazionali, ad esempio come rappresentante dell’Italia. Non é così?
Pensa che un tempo si pagava per fare pratica in uno studio. Non si deve guardare al valore venale in questi casi, ma bisogna vedere anche quello che si impara, la propria crescita professionale e la formazione ricevuta, invece di parlare di vittimismo e schiavitù come nel tipico stile italiano. Ma questo valga per qualsiasi mestiere o professione. Considera che ci sarà sempre chi è disposto a fare il tuo lavoro per uno stipendio inferiore e chi è disposto a vendersi l’anima fregarti il posto…e poi sento che c’è chi dice che non si muove per meno di 5000 euro al mese… mah… c’è crisi, ma non c’è neanche voglia di fare un “bip” mi pare.
Per quanto riguarda la tua domanda: non capisco cosa tu abbia in mente con “rappresentante dell’Italia all’estero”… è più o meno una di quelle cose che vuol dire tutto e niente, una di quelle ambizioni “giovanili”, stimabili ma con poco significato. Cosa intendi? Lavorare all’OCSE, alla BCE o in un’ambasciata? Per quello forse è meglio economia, ma soprattutto ti conviene andartene all’estero fin da subito ed impararti almeno 3/4 lingue. Le lingue sono la cosa più importante oggigiorno, qualunque cosa tu vada a fare.
Ed aggiungo un’ultima cosa: non è così importante alla fine l’università che si sceglie, l’importante è capire come sei fatta tu e capire cosa sei disposta a fare ed ai sacrifici che sei disposta a sopportare. Alla fine non cambia molto se sei avvocato, commercialista, ingegnere o altro. Bene o male stai sempre davanti ad un computer (è un’iperbole, ma spero di aver reso l’idea). Quello che conta di più è capire cosa e quanto sei disposta a fare e l’ambiente di lavoro. Potrai fare un lavoro che non sognavi ma andare in ufficio col sorriso o fare la cosa più bella al mondo part-time ed entrare con l’ansia e lo scazzo.
Sicuramente siamo molto più fortunati rispetto ad altri, la mia non é una lamentela, ma solo il tentativo di capire cosa mi aspetta. Quindi il lavoro c’é, solo o che manca la voglia o che non c’é possibilità di fare praticantato. Perciò, visto che il lavoro, da come ho capito, sembra non mancare, se si riuscisse a superare questo ostacolo, una volta aperto uno studio in proprio la strada non sarebbe in discesa,ma un po’ di problemi si sistemerebbero?
Per lavoro all’estero, so che il paragone è azzardato ma è tanto per capirci, avevo pensato alla Boldrini che con una laurea in giurisprudenza é stata portavoce dell’Alto. commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati. Inoltre ha cominciato la sua carriera all’ONU lavorando per quattro anni alla FAO, dove si occupava della produzione video e radio. Poi ha anche lavorato presso il Programma alimentare mondiale (WFP) come portavoce per l’Italia.
Il mio intento non era quello di denigrare uno stipendio da 2000 euro al mese ma di rapportarlo alla realtà delle cose.
Mettiamo anche che si lavori per 4000 euro al mese(non già 2000 facciamo così) , ma 6/7 giorni a settimana per 15 ore al giorno .
Il resto della vita è azzerato (e questo non ha prezzo), intanto non ti è concesso il tempo per la tua vita privata: Il lavoro viene prima di tutto e non è più una passione ma una missione.
Una vita non ce l’hai più. E la vita è prima di tutto la gioventù e non quello che farai a 60 anni nella villa , con una delle 5 fuoriserie o con la barca a Montecarlo , se poi non ci arrivi o a 61 ti salta una coronaria per lo stress pregresso.
Poi sei sfruttato lo stesso perchè se ci si facessero due conti 4000(euro)/360 ( 15h*6giorni*4 settimane)=11,11 euro l’ora lordi!!!!
2000 euro= 5,55 euro l’ora!
In proporzione la segretaria guadagna di più ( Un meccanico ne prende 30 all’ora + Iva).
E non mi si faccia il discorso che però l’ufficio ( o meglio la postazione non la paghi ) perchè neppure la segretaria la paga visto che le serve per lavorare .
Il datore di lavoro deve mettere i mezzi e lo stipendio . Il praticante dovrebbe essere retribuito in proporzione al suo apporto ,eppure come all’attore in erba di teatro lo si mette in condizione di lavorare per la gloria perchè lavora a fianco del maestro . Ma se c’è una cosa in cui siamo maestri in Italia è proprio lo sfruttamento
altrui.
Uno studio che fattura anche 2/3 milioni di euro al mese potrebbe ,giustamente, pretendere, entro orari umani , senza appropriarsi della vita dei suoi “impiegati” (con la sola logica del know how) corrispondeRre uno stipendio adeguato al praticante o avvocato in erba. Il discorso, o meglio la baracca , stà in piedi solo con la logica dell’investimento , del giro buono del futuro guadagno , ma come hai ben detto non hai garanzie , non potrai mai alzare la testa , se qualcosa non ti stà bene la porta è quella. Ovviamente nelle vita di un avvocato medio mai vedrai certi contratti , mai conoscerai certe persone e sarai in contatto con determinate companies o avere un giorno un conto in banca da calciatore ma potresti guadagnare comunque discretamente , dipende dai casi . Tuttavia se si paragonasse la situazione Italiana con quella negli States o in Uk certo è le retribuzioni degli studi top list sarebbero ben diverse.
Un mio grande amico ha mollato dopo 9 anni un famosissimo Studio, e con grande sacrificio nel mentre ha svolto anche il dottorato e adesso ha una cattedra universitaria e non è pentito della scelta fatta.
Più volte mi ha detto che avrei le capacità intrinseche per lavorare in certi ambienti e che con una telefonata sua mi fisserebbero un colloquio, ma preferisco essere libero (seppur anch’io lavori a ritmi serrati, ma non 15 ore*7, con una clientela diversa facendo, da poco, consulenza, e non solo, riguardo certi investimenti), riportarmi in tasca il 100% e avere un pò di tempo per me stesso .
Ti ripeto , è un mestiere che si fonda sulle conoscenze , la meritocrazia , tranne rari casi (per avallare l’amico che è intervenuto quà sopra ,che sicuramente sarà una persona preparata, andrà incontro ad una ottima carriera ed al quale auguro le migliori fortune) , non risiede in Italia.
La bravura è al 80% questa . Pensi che la Bongiorno abbia fatto la differenza nel processo ad Andreotti (malgrado lei esultasse fino all’estasi )oppure la differenza l’ha fatta la prescrizione ? Eh , i casi della vita …c’è chi gli si prescrivono i reati e a chi no:D
Poi che la Bongiorno sia una stakanovista nel lavoro nessuno lo può negare . Ma a Perugia difendendo la Sollecito ha perso! Taormina , non riuscì a convincere la Franzoni a farsi la perizia psichiatrica e ha rinunciato al mandato ed ora sono in causa per le spese legali(quasi un milione di Euro:D). 1 Milione di Euro : Condanna a 30 anni e prove di dubbia origine tanto da essere indagati per calunnia e frode processuale!?
Eppoi , credimi , ce n’è di gente competente e preparata , quindi , non puoi stabilire adesso se tu raggiungerai certi livelli.
Forse la laurea che intendi prendere vuol essere propedeutica a certe carriere , però ti dico che potresti raggiungere lo stesso l’obiettivo con una laurea in scienze politiche, perchè la laurea in se è soltanto un aspetto che potrebbe essere fondamentale come irrilevante .
In Italia ridipende sempre dalle conoscenze e dal giro che hai!
Sicuramente la Boldrini è stata più aiutata più l’abilitazione in giornalismo che le ha permesso di stare in Rai (etc etc etc… )che dalla laurea in legge . Visto che ha fatto la giornalista , magari era nella redazione di qualche programma , magari era politicamente tesserata..
Ci sono casi ed opportunità nella vita : Il meritevole può non ottenere nulla e Rosi Mauro , ragioniera ( e brava a contare visto poi com’è finita) era vicepresidente vicario del senato della Repubblica!!!!!!! ….Eccoti servita l’italia!
Un bravo medico , un bravo ingegnere o architetto posso benissimo lavorare all’estero se han voglia di sacrificarsi e fare il salto nel vuoto, perché sono professioni spendibili a differenza di quella legale ed essere così liberi, senza dover ricorrere ad amicizie e legami chissà con chi , essendo molto più gratificati professionalmente che lavorando nel Paese delle meraviglie !!!
Infatti quello che suggerisco ai giovani è quello di fare giusto il meccanico o di impararsi un bel mestiere. Guadagni di più, lavori di meno, diventi indipendente prima e probabilmente non ti viene un infarto a 61 anni. Non è “obbligatorio” fare l’università, anzi…soprattutto quelle università che possono essere fatte più per “hobby” che per prospettive lavorative. L’ho detto anche prima che una babysitter ne prende di più di un praticante in una law firm. Ma li sono tutte scelte.
Di certo se fossi il socio in uno studio che guadagna milioni e vedo che se offro 500 euro ho la fila davanti di (validi) collaboratori, non vedo perché dovrei offrirne di più. E’ il mercato: domanda/offerta. Semplice. Sarei io il primo a farlo, senza ipocrisia.
Il problema è alla fonte al limite: perché tutti vogliono fare giursprudenza? Perché (solo tra amici e parenti e non attraverso il lavoro) conoscerò almeno 20 avvocati (che se avessi bisogno oltretutto manco pagherei)? Se dovessi aggiungere quelli conosciuti per questioni lavorative supererei ampiamente i 50. E manco faccio l’avvocato! Lo Stato cerca poi di “arginare” il problema mettendo paletti (ridicoli, ma necessari) come l’esame di Stato, bocciandone (più o meno come “regola non scritta”) sempre il 70% circa ad ogni sessione… ogni anno si presentano in più di 40.000 e ce ne sono già abilitati circa 250.000 (praticamente come se tutta Venezia fosse popolata solo da avvocati ed ogni anno si presentasse tutta Siena per provare a diventarlo, per dare un’idea)
Per quanto riguarda la Boldrini o chicchessia, ce n’è 1 come lei e 100 che vorrebbero esserlo.
Mah vedi , la domanda/offerta la fà il mercato ma ci si dimentica , anzi è lo stesso mercato che dimentica , di essere composto da persone e dalle loro scelte .
Se nessuno accettasse per 500,00 Euro dovrebbero offrire di più .
Ma l’occasione fà gola (ed è bello compiacersi nel comparire nella carta intestata dello studio “x”) ma purtroppo non si comprende che quella più che una occasione ( E con occasione intendo una prospettiva concreta e futura)è un meccanismo che agisce sulla logica del bisogno per la maggior parte di chi ci finisce. Certo qualcuno tra 50/100 praticanti rimarrà ma solo per motivi di rapporti/legami personali , pochi per merito ( E in ogni caso saranno spremuti come limoni). Quanti avvocati conosci che fanno poco o nulla , c’hanno le spalle coperte , poi delegano i sottoposti (i limoni da spremere) e principalmente fanno pubbliche relazioni,cene , meeting etc?
Tutto in Italia funziona non già col mercato ma con la logica del bisogno, che abbiam creato noi , perchè , purtroppo , l’italiano è individualista e non pensa mai come categoria e collettivo .
Basta che può vantarsi di avere qualcosa più degli altri , anche un pugno di mosche però “dorate” , ed è felice e bastonato:D
Riesce ad improntare un pensiero collettivo soltanto quando non ne può più (in termini monetari e basta , intendo), e allora si associa , aderisce , sbraita nei blog , nelle associazioni , nei movimenti ma sempre per ottenere qualcosa per se stesso . La maggior parte non agisce secondo una logica di principio ma di guadagno personale , pertanto anche quando si associa (mandando sempre avanti qualcun altro per poi criticarlo se non ottiene quanto sperato) e sempre pronto a dissociarsi da un minuto all’altro . La debolezza vera del nostro popolo è proprio in questo e tale aspetto si riverbera in tutti i campi , compreso quello del lavoro in cui principalmente subisce in silenzio . Forte coi deboli e debole coi forti , arroganza , presunzione e mancanza di preparazione ( basti pensare che un polacco spesso conosce , non voglio dire correttamente , 4 lingue di cui 3 importanti : polacco , russo , qualcosa di tedesco ed inglese e magari non è neppure laureato:D). Noi ci crediamo i più furbi di tutti solo perchè siam abili nell’intrallazzo e nel fare i nostri interessi , pensiamo . Io mi stò orientando verso un altro mercato , con gli Italiani non ci voglio più lavorare ,perchè la maggior parte non sanno apprezzare , vogliono sempre scroccare il più possibile e non son seri nel corrispondere i pagamenti dovuti , inventandosi mille scuse e anzi dandoti contro pretestuosamente quando gli hai anche reso un servizio perfetto che dovrebbero solo baciare dove cammini.
E’ normale e giusto che funzioni così. Se io porto il cliente è ovvio che io vada più avanti di chi, magari, è più competente di me ma non conosce nessuno. Se io domani portassi una multinazionale come cliente nel mio studio, sta’ tranquillo che me ne posso andare al mare con l’ad della società e lascio al pirla di turno tutto il lavoro. E sarebbe assolutamente insensato se fosse il contrario: lascio il praticante libero di godersi la vita ed io che ho un valore aggiunto non lo posso sfruttare?!?!
Le conoscenze fanno tutto. Sono molto più importanti di qualsiasi competenza. Me lo disse anche un professore di una delle più prestigiose facoltà italiane quando stavo per iscrivermi: se nel tuo corso ci sono 20 persone, 10 di queste sono figli di “potenti”, 5 lo diventeranno e gli altri 5 conosceranno questi 15. Anche lo stesso politico famoso o giornalista di grido avrà avuto i “giri” giusti, ovviamente. Come si fanno? Frequenta l’università “giusta” (meglio frequentare l’università a Montecarlo senza nemmeno laurearti su vuoi, che magari una più formativa nel Sud Italia e prendere 110 e lode) frequenta l’ambiente e gli amici “giusti” (è ben diverso se abiti in un paesino di montagna o nel quadrilatero a Milano). E’ un discorso tremendo? Da pelle d’oca, lo ammetto, ma è più che altro per far capire alla ragazza che scrive che, bene o male, funziona così, per chi brama la carriera come unico obiettivo di vita. In Italia sicuramente di più, ma anche altrove non ti credere. Spero di averti dato un’idea di come, purtroppo, funziona il mondo lavorativo.
Quindi quello che serve, per tutti i lavori, non sono tanto le raccomandazioni,ma conoscenze giuste. Perciò,in specifico per il lavoro di avvocato, una volta superato il praticantato il lavoro c’é? Inoltre,tra le facoltà prestigiose rientrano la statale e la bicocca di Milano?
Lasciamo stare le raccomandazioni : dal Liceo , università , esame di stato ,ne ho viste di cose con una spudoratezza , davanti a tutti , che rimani basito . Es in università:La figlia di un prof di Scienze Politiche venne bocciata la mattina in Dir.Civile dagli
assistenti(Preparata sì, finchè ripeteva a pappagallo ma quando le sono state rivolte delle domande , un poì più di ragionamento , ne ha dette di castronerie. La materia proprio non l’aveva capita solo imparata a memoria) .
Il pomeriggio senza battere ciglio , si ripresenta all’esame, e stavolta la interroga il titolare (che in pausa pranzo vidi interloquire col padre di lei , il prof di scienze politiche ) e si alzò con 30!!!
A me questi onori non erano concessi , anzi pur avendo una media alta , e non ho mai avuto spinte di sorta ne le avrei volute in quel momento (adesso se tornassi indietro forse ne usufruirei per bruciare i tempi , perchè la sola laurea vale zero , e poco anche l’abilitazione )quando prendevo 30 con l’assistente, il prof mi torchiava per una oretta , tanto per farmi cadere ed abbassarmi il voto! Se non ci riuscivano , come una volta mi è capitato , il Prof si mise a darmi dell’arrogante e del presuntuoso , minacciando di non farmi più passare l’esame e buttarmi il libretto dalla finestra, perchè riflettevo (con il morale sotto i piedi) sull’accettare o meno il voto , molto ma molto più basso che voleva rifilarmi, avendo già preso 30 e stretta di mano dal Prof associato che si alzò in piedi per farmi i complimenti .
Altre volte , ho dovuto “minacciare” di rivolgermi al Preside di facoltà perchè agli esami mi stavano facendo domande totalmente avulse dai testi e dalla materia , pretendendo di essere interrogato sul testo e sul programma .
Insomma ho dovuto imparare a difendermi quando capisci che la bocciatura te la vogliono rifilare per forza. Gli esami più tosti sono condotti per segare i figli di nessuno (prima domanda , neppure ti ascoltano , ti guardano e ti dicono “Non và bene , torni la prossima volta!” . Durata dell’esame 30 secondi netti! E così a catena di montaggio, con gente che si siede e si alza da quella sedia , di continuo)! Cosicchè da mandare avanti , con interrogazioni al limite del ridicolo (La classica domanda “Le è piaciuta la materia? Bene mi parli di cosa le è piaciuto di più! Tempo 10 minuti ed il candidato figlio di qualcuno che conta se ne và con 30 e lode a festeggiare al bar con gli amici)oppure tipo confessionale che da due metri non senti nulla, perchè in realtà il candidato non dice nulla o poco , ma giusto che muove le labbra e il Prof è bravissimo a leggerle!!!!!
Tuttavia , seppur con i tempi biblici delle correzioni ed ammissioni agli orali , il “sangue” che mi han fatto sputare mi ha permesso si passare alla prima botta l’esame di stato . Ma anche là c’era gente, parecchia , figli , parenti o amici di qualcuno , con le prove scritte già in tasca , con un cell introdotto da qualcuno che gli dettava etc Meritocracy?:D
Raccomandazioni/conoscenze sono più o meno la stessa cosa. Nelle raccomandazioni c’è solo un terzo soggetto che si interpone, ma il risultato non cambia. Poi le raccomandazioni/conoscenze possono avere un’accezione sia “positiva” che “negativa”: posso raccomandarti un buon medico, assumere un amico perché in gamba e così via, oppure dare un lavoro ad un tizio incompetente perché “figlio di” o “amico di” oppure “fare l’amico di” perché…
Comunque, tralasciando questi discorsi poco importanti, non so per giurisprudenza quali siano le migliori, ma direi che sono la Bocconi, l’Università di Genova, di Milano, di Napoli, la Luiss e qualcun’altra…non lo so con esattezza, ad essere sincero. Dovresti informarti. Considera anche la “localizzazione”: a Genova e Napoli, ad esempio, non ci sono le stesse possibilità lavorative e “visibilità” che potresti avere a Roma o Milano.
Ho capito. Un’ultima domanda, una volta effettuato il raticantato, nel caso si volesse aprire uno studio di proprietà il lavoro ci sarebbe o è anche questo un settore colpito dalla crisi?
Sul lavoro ti ha risposto sia l’amico sopra che io . Dipende dalla zona o dagli agganci che hai .Il problema alla fine non è il lavoro, ma i soldi! Causa la tempistica impressionante dei tribunali; con l’accorpamento è ancora peggio! eppoi molti colleghi lavorano anche senza anticipo da parte del cliente e così distruggono il mercato.
Università pubblica : Paghi una retta media di 2000 euro all’anno , orari delle lezioni (ci sono frequenze obbligatorie ) a macchia di leopardo ( tipo buco di 4/6 ore) tra una lezione e l’altra , perchè i professori spesso son anche avvocati , bolgia agli esami con bocciature a tappeto per scremare, poco criterio nella valutazione oggettiva della preparazione del candidato, volume dei testi spesso esagerato per le capacità medie , possibilità di cancellazione o spostamento degli esami da un giorno all’altro ,assegnazione tesi almeno da 1 a due anni prima , zero contatti col mondo del lavoro (Al max se emergi un prof ti può offrire un posto da assistente) , allungamento dei tempi per giungere alla laurea .
Università private: Test ammissione , retta annuale molto salata , intorno ai 10.000 a salire , lezioni più accorpate , esami voluminosi spesso spezzati in due o tre parti , difficile che boccino all’esame (devi proprio fare pena), ambiente con colleghi più motivati col vantaggio di aumentare la preparazione media , calendari degli esami rispettati , seminari con varie personalità e professionisti , contatti col mondo del lavoro , più facilità di inserimento in Studi importanti , tempi di laurea abbreviati , esami di lingue .
Alla fine se devi risiedere fuori e ti laurei in una università privata in 4/ 5 anni e nella pubblica in 7/8 (questa è grossomodo la media della pubblica) io ti consiglio di fare un sacrificio e scegliere la privata .
Io ho fatto la pubblica ma tornassi indietro non lo rifarei . A 24 anni c’avevo rimasto 5 esami alla laurea , 3 fondamentali e 2 complementari!bene uno di questi 3 fondamentali erano 6/7 testi con una percentuale di promossi del 10/20% (dopo vari tentativi) !Beh mi ha portato via un 1 anno e 8 mesi di studio (Passato però alla prima botta) + 1 anno e mezzo per fare gli altri 4 e un anno per farmi discutere la tesi = Più di 4 anni buttati nel cesso, che potevano essere 2 al massimo !!!!
Questo per dirti che l’intoppo in una università pubblica può avvenire in qualsiasi momento .
Nella privata se sei preparato passi al 100% , non trovi il cane che ti vuol bloccare , come le storie che ti ho raccontato sopra! Alla fine per stare fuori e pagare la casa a conti fatti ho speso quanto se avessi fatto la luiss per esempio !
Anche in sede di laurea sti figli di xxxx ci han messo del loro: Per la media che avevo e per l’ottima tesi sperimentale fatta potevo tranquillamente ambire ad un voto di laurea a partire da 105 ma alla fine mi dettero esattamente 104/110 e non è stato un caso!
Con 105 puoi fare tante + cose e ti si apron tante più porte .
Nella privata questo non succede!
La crisi c’è comunque al Centro Nord soprattutto . Il fatturato di molti studi buoni era composto sostanzialmente dallo stragiudiziale con contratti di collaborazione con tante aziende che per la crisi han chiuso o han ridotto di molto i corrispettivi. Addirittura vengon mandate via le segretarie , oltre che Studi associati che si spaccano da un giorno all’altro . Al Sud principalmente si lavora col Diritto Penale se parliamo di guadagni più sostanziosi!
Però non si può sapere cosa succedere tra oggi e il giorno in cui ti sarai abilitata , per questo se vuoi proprio fare legge scegli almeno l’università privata che puoi integrare con qualche master dopo e cercare lavoro all’estero da subito . Esempio Inghilterra , sempre che anch’essa reggerà alla crisi .
Io lavoro in Italia , ma principalmente mi stò occupando, da poco, e vorrei incrementare questo settore di gestire affari immobiliari di investitori stranieri. Andare in In Tribunale per gli Italiani?…hehehe ci mando i miei due colleghi, anche se il cliente è mio e smezziamo i guadagni ! Quella è una vita devastante, dai tempi morti allucinanti ,e si combatte con una mentalità italiana che voglion spender meno del dovuto e ottenere il massimo, nonchè con un sistema giudiziario totalmente intasato burocraticamente parlando!
Sennò se ti piacciono fai Medicina o Ingegneria che teoricamente ti apron porte da subito anche all’estero .
Ahahahahaha… Scusa la risata, ma dimostri proprio i tuoi 18 anni… Sarebbe un’autentica follia. Per aprirti uno studio in proprio (o anche solo affittarti una stanza per te in uno studio -ipotesi già meno irreale-) ci vuole 1) esperienza, 2) clienti, 3) conoscenze, ed avresti un sacco di costi in più da sopportare che non avresti nel caso, ad esempio, fossi associato. Senza contare la quantità di menate in più che hai da gestire tu e con tutti i rischi che comporta essere da soli. Lascia perdere il discorso crisi (cosa che non fa altro che avvalorare la mia risposta), perché anche fossi un neo-commercialista e ti mettessi a fare il curatore fallimentare non avresti il minimo lavoro (nonostante quel settore ora vada per la maggiore).
Perché? Perché per essere in proprio devi avere così tanta esperienza da poter affrontare qualsiasi tipo di problema (prova solo ad immaginare se un cliente o, ancora peggio, se per caso hai un incarico ed un giudice o un CdA ti pongono una domanda a cui non sai rispondere o dici una cazzata cosa succede?!), devi essere conosciuto e conoscere a tua volta, devi sapere così tanto bene la materia di cui ti occupi poiché, finché si tratta di una figuraccia passi, ma poi ci sono dei rischi ben ben più grossi se fai determinati errori. “Ignorantia legis non excusat”, figurati per un avvocato! E poi, poniti sempre la domanda: perché un cliente dovrebbe venire da me e non andare da Tizio o da Caio? Cosa gli offro di più io? Questi sono solo “alcuni” dei motivi per cui, da quel minimo di esperienza che possa avere e dall’immaturità dei miei 29 anni, reputo che sia un discorso del tutto insensato.
Quindi scordati uno studio in proprio prima dei 40 anni, ma anche allora l’associazione sarebbe sicuramente la forma più auspicabile. Lo capirai da sola comunque.
Ps Scordati la professione di avvocato come la intendi. Punta solo a quelle law firm che ti ho elencato se vuoi fare la professione. Ok, ti farai un mazzo che manco immagini, ma imparerai tantissimo, guadagnerai anche qualcosina, ti farai un curriculum e delle conoscenze pazzesche e non ti “fossilizzerai” (avrai sempre tempo per farlo piu avanti). Io ricevo spesso offerte di lavoro anche clamorose (l’ultima 2 gg fa) a cui ci si puo tranquillamente permettere di rinunciare (pensa un po!), e’ mooolto piu facile trovare lavoro (la partita iva ha anche alcuni vantaggi), se volessi traserirmi in un’altra citta non sarebbe cosi difficile come se fossi un dipendente e se magari sai anche bene le lingue e scegli un settore “giusto” puoi trovare lavoro anche all’estero (molti di quegli studi non sono italiani e/o hanno sedi sparse per il mondo). Punta all’eccellenza, a partire dall’universita (come dice l’amico sopra, solo universita privata: Bocconi/Cattolica/Luiss, chissenefrega se alla Federico II impari di piu), punta a quelle realta (tappati il naso un paio d’anni) e poi potrai scegliere veramente quello che vuoi. Tantissimi politici, uomini d’affari e dirigenti hanno mosso i primi passi li (e.g. Marchionne, Tremonti -che e’ il socio fondatore di uno dei piu prestigiosi di quella lista-, svariati ministri e politici in giro per il mondo, vari CEO, ecc). Poi a te le scelte.
Quindi l’unico modo per avere agganci già dall’università è farne una privata. Tuttavia questa scelta comporta anche costi considerevoli se si pensa che si sarà portati anche trasferirsi in un’altra città! Valuterò la situazione, nel frattempo vi ringrazio!