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Università a 30 anni, richiesta di opinioni per favore

di leon83 (ex user)

Ciao a tutti già ho postato una lettera in cui descrvevo il mio desiderio di riprendere gli studi per abbandono dato da difficolta famigliari e problemi pratici con successivo scoraggiamento, ora le situazioni sono leggermente cambiate vorrei riprovare.

Avevo detto che archeologia e sempre stata la mia passione ma sono spoaventato dal fatto che prendere archeologia a 31 anni sia un po’ troppo… da sognatore di un sogno che ormai sarebbe da abbandonare.

Ho pochi giorni per decidere e pensavo per attenermi un po’ di più un po’ alle mie passioni ma anche un po’ a cio che potrebbe essere più pragmatico, a una materia come LINGUE E CULTURE STRANIERE.

Innanzitutti mi piaciono molto anche le lingue e poi ho sempre di mostrato di esserne abbastanza portato.. non so come la vedete voi come materia… da prendere in relazione al fatto che ho 31 anni….
Idee consigli opinioni sia negativi che positivi.

L'autore ha condiviso 7 testi sul nostro sito. Per esplorarli, visita la sua pagina autore leon83 (ex user).

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Categorie: - Scuola

19 commenti

  • 1
    nevealsole -

    Ciao

  • 2
    Bibo -

    nel 94 mi sono laureato in ingegneria e nella mia sessione di laurea si sono laureati anche una donna di 65 ed un uomo di oltre 50…
    Non è mai troppo tardi per realizzare i propri sogni se DAVVERO lo vuoi

  • 3
    Rossella -

    Non te lo consiglio. Hai l’età giusta per cercati un lavoro e per farti una famiglia. Bisogna essere molto pratici nella vita! Guarda: non ti sosterrei neanche se ti capitasse un concorso pubblico per le mani… la sola idea di veder circolare libri per casa mi farebbe perdere i sentimenti! L’importante è avere le idee chiare… se vuoi far carriera devi trovare una donna che la pensa come te!

  • 4
    idra40 -

    ..non tutti i percorsi di vita sono identici.
    Le fasi in giusta sequenza dovrebbero essere :
    università -laurea-lavoro -matrimonio -figli.
    Il tutto prima dei 40 anni.

    L’umana vita ci insegna che questi fattori molto spesso vengono rimescolati più volte,
    e molto spesso, nostro malgrado.

    Durante l’università,l’immagine che non dimenticherò mai è quella di una donna sui 32/35 anni , incinta, coi tomi di diritto penale ,pronta per l’esame.

    Ho avuto una ammirazione totale per quella donna.
    Ha simboleggiato coraggio e forza di volontà.

    Il mio è uno sprone nei tuoi confronti a perseguire , se realmente lo vuoi,
    i tuoi desideri e portare avanti i tuoi studi.

    L’impegno sarà ovviamente maggiore da ogni punto di vista.Dopo i 30 anni, non si ha
    la leggerezza e la libertà dei 20 anni.
    Vi sono obblighi, impegni di lavoro,
    proccupazioni d’altro genere che si mescoleranno alla preparazione di ogni esame etc.

    Ma se riuscirai, io credo che la gratificazione sarà massima.
    In bocca al lupo.

  • 5
    nevealsole -

    Scusa se è uscito solo “ciao”, il mio commento era un po’ più articolato… Ho 22 anni e studio scienze politiche non per passione ma per dovere, effettivamente mi sento ingrata leggendo la tua lettera, e capricciosa. L’età non è un problema se hai deciso di investire almeno tre anni nello studio, anni che inevitabilmente ti sottrarranno tempo alla costruzione di una eventuale famiglia. È un po’ difficile avere tempo per tutto, a mio avviso, soprattutto se lavori anche. Ti consiglierei, piuttosto che le solite inglese-francese-tedesco il russo, o il cinese o l’arabo, lingue che adesso stanno iniziando ad insegnare anche al liceo. Almeno avrai competenze più “di nicchia” rispetto alle migliaia di persone che conoscono molto bene le solite 3-4 lingue europee… Certo è una bella sfida ma mi sembri sicuro di te, con le lingue oltre al settore commerciale si potrebbe entrare anche nel turistico che mi sembra molto interessante.

  • 6
    Gaudente -

    l’universita’ e’ assolutamente inutile gia’ a vent’anni, figuriamoci a trenta….

  • 7
    rossana -

    Leon,
    d’istinto ti risponderei come Bibo ma, siccome ci si deve sempre sforzare di restare con i piedi per terra, opto per le Lingue e Culture Straniere.

    Non ritengo del tutto errato nemmeno il suggerimento di Rossella, anche se propendo per il tuo interesse allo studio.

    Sei giovanissimo: non hai che la difficoltà della scelta, e questa già sarà per te una mezza soluzione, se ti lasci andare a quanto ti sembra meglio per te. Sfrutta tutto quello che puoi della tua gioventù!

  • 8
    Golem -

    Mi sono iscritto a 39 e laureato a 45 in architettura con 98/100. Vedi tu.
    Laurearsi in lingue non serve a niente. Oggi saperle lo di dá per scontato. Non ci lavori SOLO con le lingue.

  • 9
    Bibo -

    @quelli che ritengono inutile una laurea…e senza dove pensate di arrivare oggi?
    Sicuramente offre meno garanzie di quella di 20 anni fa..e poi c’è laurea e laurea…certo che se uno si iscrive a quella di Ruba Mazzetto…sicuramente lavorativamente parlando sono d’accordo con Gaudente…ma se uno ne sceglie una un po più prestigiosavi vi assicuro che conta eccome avere una laurea nel curriculum…faccio colloqui di assunzione tutte le settimane…e ne so qualcosa.
    Rossella…scusami…ma il 90% dei tuoi commenti faccio una fatica tremenda a capirne il senso..(senza offesa…ma sei un po troppo contorta e Pindarica….una donna risolve i suoi problemi?…ahahahah…forse oggi alla lunga gliene crea)

  • 10
    nevealsole -

    Non dovrebbe passare il messaggio che la laurea non conta niente, se non altro per rispetto nei confronti di chi ha speso anni a studiare. Anche se è una scelta e non un’imposizione, dire che una laurea non conta niente è come dire che hai studiato perché avevi paura di lavorare. Mi sembra un tantino offensivo. Nel mondo servono contadini, meccanici, falegnami ma anche ingegneri, medici, avvocati; ciò non toglie che un contadino possa essere laureato o che un ingegnere coltivi mele per passione. Dietro ad un percorso o ad un mestiere c’è, oltre alla necessità di “fare qualcosa nella vita”, anche la passione. E il meglio sarebbe fare il lavoro che ci appassiona di più, sia coltivare o progettare macchine. Quindi tanto di cappello ai sognatori, perché comunque vada non avranno perso tempo ma costruito qualcosa per se stessi senza nulla togliere agli altri.

  • 11
    maria grazia -

    fate una ricerca di marketing e sull’ attuale mondo del lavoro, e verificate in modo fattuale quali sono le professioni che saranno più richieste nei prossimi anni. poi scegliete il vostro corso di laurea sopratutto in base alla richiesta del mercato. semplice, no ?

  • 12
    ets -

    “Il rimedio migliore quando si è tristi” replicò Merlino, cominciando ad aspirare e mandar fuori boccate di fumo, “è imparare qualcosa. È l’unico che sia sempre efficace.

    Invecchi e ti tremolano le mani e le gambe, non dormi alla notte per ascoltare il subbuglio che hai nelle vene, hai nostalgia del tuo unico amore, vedi il mondo che ti circonda devastato da pazzi malvagi, oppure sai che nelle chiaviche mentali di gente ignobile il tuo onore viene calpestato.

    In tutti questi casi, vi è una sola cosa da fare: imparare.

    Imparare perché la gente parla tanto e che cosa la fa parlare. È l’unica cosa che la mente non riesca mai a esaurire, mai ad alienare, mai ad esserne torturata, mai a temere e diffidarne, mai a sognarsi di essersene pentita.

    Imparare è il rimedio per te.

    Guarda quante cose ci sono da imparare!

  • 13
    Bibo -

    @Nevealsole e Ets….meno male che qualcuno di sensato ancora esiste….avete espresso perfettamente il mio pensiero…BRAVI!!!!!

  • 14
    ets -

    E’ un piacere Bibo, questa frase è la mia filosofia di vita da tanti anni 🙂

    un salut

  • 15
    torminapassion97 -

    Studia che non è mai tardi per apprendere cose nuove e soprattutto insegui i tuoi sogni
    Sii colto e sarai libero mi dicevano a scuola

  • 16
    dante -

    Ciao leon83, hai barato, altro che 30 anni, siamo a 32, io però li faccio a dicembre, e pensa che a ottobre si scongela il mio percorso di laurea, l’ho congelato 3 anni fa, quando purtroppo ebbi un brutto periodo della mia vita, avevo appena chiesto la tesi al prof e mi mancava qualche esame, poi andò tutto a p…e per un problema di vita abbastanza serio. Nel frattempo ho cambiato città, e svolgo un lavoro che non mi soddisfa x niente, il sogno di prendere la laura è sempre rimasto nel cassetto, e poi magari iniziare un master in tecnologie birraie, avevo in mente di fare birra artigianale, sono ad un bivio anche io, riprendere gli studi oppure no, mi frullano mille cose per la testa, da una parte ho un’attività in proprio che mi sta logorando dentro, vuoi perchè è un lavoro pesante, vuoi perchè non era il sogno della mia vita, poi fai i conti con la realtà, e credi di essere addirittura “vecchio” per ricominciare, sinceramente me ne frego dei numeri, la famiglia a 30 i figli a 35 tutto non dopo i 40 ecc ecc, per me non è vero niente, io forse riprenderò, e nel frattempo continuerò il mio lavoro ove sarà possibile conciliare le due cose, poi si vedrà, tu che hai deciso???? ciao

  • 17
    rossana -

    Dante,
    in passato una persona che mi è cara si è trovata al bivio fra famiglia d’origine, suo piccolo nucleo famigliare, primo figlio incluso, e i suoi sogni. Dopo un adeguato periodo di crisi e di riflessione, ha avuto il coraggio di seguire, almeno in parte, i sogni.

    Avrebbe voluto essere un pittore e si ritrovava a fare il rappresentante di materiale ferroso, lavoro sicuro e ben retribuito. Con grandi sacrifici iniziali ha messo su un’agenzia pubblicitaria, dando a poco a poco lavoro alla moglie, al fratello e alla cognata.

    Ora patiscono tutti quanti, duramente, i contraccolpi della crisi, ma il promotore dell’iniziativa non ha mai rimpianto la scelta che l’ha portato su un’attività di mediazione fra quello che avrebbe desiderato e quello che è stato in grado di concretizzare. Il suo animo è rimasto libero e, pur abitando fra i monti ed essendo ormai abbastanza avanti con gli anni, non rinuncia a esprimere il suo estro con quanto gli è consentito fare, come ad esempio prendere una patente nautica e accompagnare ogni tanto turisti per mare.

    Realizzare quanto più possibile se stessi e i propri sogni, vivere il più possibile la vita che si sarebbe desiderato avere, compatibilmente con la propria sorte, i propri talenti e le proprie necessità, è per me l’unico vero successo a cui si può ambire su questa terra.

  • 18
    Alchimista -

    Una laurea oggi, anche in buone università e in corsi di laurea “tosti”, NON SERVE A NULLA IN ITALIA.Se volete sfruttare ciò che avete appreso nel vostro corso di studi,scappate all’estero, non perchè l’estero sia l’Eden, ma perchè all’estero un barlume di ragione è rimasto. Io non consiglierei a nessuno, indipendentemente dall’età e dalle sue capacità, di laurearsi in Italia, perchè il nostro è un Paese in forte deindustrializzazione.Vuoi studiare per imparare?Trova in rete i libri che ti occorrono e intanto lavora come panettiere, idraulico…ti fai una cultura e intanto vivi dignitosamente. Le università dovrebbero essere chiuse e vengono lasciate aperte per finanziare gli stipendi di chi ci lavora…ditemi voi come può funzionare un ente dove il fine non è produrre un vantaggio per se stessi e per gli altri, ma solo per se stessi.Alla lunga fallisce!!!!

  • 19
    rossana -

    Alchimista,
    non ti si può di certo dare del tutto torto, soprattutto se uno è in grado di orientarsi da solo nelle materie che gli interessano. Ora la rete può dare un grande aiuto ma, se non si è geni, una cultura deve avere fondamenta minime, difficili da mettere insieme senza macroscopiche falle se non si ha una guida, almeno inizialmente.

    Per quanto possa essere poco utile ai fini di trovare un lavoro di proprio gradimento, l’iter universitario resta un modo di aprire la mente e di abituarla a procedere nella formazione delle idee e dei concetti in un percorso convalidato dall’esperienza, su cui si può poi spaziare liberamente, a proprio piacere ma sempre seguendo un certo metodo e una certa logica.

    Lo scibile umano è talmente vasto che ci si perde o s’impiega il doppio del tempo solo per scartare quello che non è essenziale, senza forse mai riuscirci poi del tutto…

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