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È l’unica soluzione

Lettere scritte dall'autore  

Stasera ho bucato le ruote della bici di mia sorella di 25 anni. Sono stanca e ho sonno ma voglio sentire pareri e proverò a scrivere il più lucidamente possibile. Ho sofferto di profonda depressione per alcuni mesi con tentato suicidio con prontosoccorso ma ho nascosto tutto ai miei in un qualche modo, ora, a volte, mi riprendono quegli attacchi e mi risento piombare nel buio. Il mio è un male per la vita in generale, sono giovane, ma già la disgusto, mi viene da piangere a pensare che viene valutate più il corpo che la testa, a vedere quella tv spazzatura, sentire i miei coetanei che se ne fregano di tutto e vogliono solo “sballare”, insomma molte cose mi fanno schifo, non lo nego e non riesco a trovarne di belle, quelle belle che avevo se ne sono andate anche se sono giovanissima. L’ultimo attacco grave l’ho avuto 3 mesi fa e sono andata dalla dottoressa che mi ha detto che effettivamente soffrivo di depressione e che la causa principale è la mia famiglia. Non sto qui a farla per le lunghe ma non riesco a sopportare i miei, so che sembra ovvio che tutti alla mia età lo dicano ma io non riesco ad amalgamarmi con le loro teste. A volte sono razzisti, soprattutto mio padre, non posso parlare loro di cultura, l’unico argomento è l’odio che provano per i nostri vicini di casa, se la prendono pure con il mio coniglio dicendo che è una disgrazia quando mi fa tanta compagnia, sono iper protettivi non mi fanno uscire mai e vogliono sapere con chi a volte mio padre mi pedina, insomma, siamo due mondi diversi per tante altre cose e la cosa più brutta è che non si accorgono di quanto io stia male spicologicamente, pensano che con una seduta dal dottore tutto si sia risolto, ma non è così. Per domani avevo organizzato una bella gita con un mio amico e per andare avevo bisogno anche della bici di mia sorella. Avremmo fatto anche i compiti e finalmente mi sarei portata avanti e con il suo aiuto sarei riuscita a fare anche quelli in cui sono negata. Non ho chiesto il permesso a mia sorella perchè sapevo come mi avrebbe risposto mandando all’aria tutto. Ah sì non vi ho detto di mia sorella, da anni sopporto il suo caratteraccio, ogni volta che torno da scuola, stanca, distrutta perchè la mia è una scuola difficilissima, devo fare i suoi mestieri in casa perchè lei è sempre stanca. A volte capita che dopo mangiato mi addormenti sul divano per una mezz’ora e mi sveglia perchè devo pulire cucina. Non posso parlare con lei, è isterica, mi aggredisce verbalmente per ogni cosa, non parlo normalmente con lei da non so quanti mesi. Di mattina si alza tari esce torna per pranzo la maggior parte delle volte cucino io che ho 7 anni in meno poi pulisco e lei esce ritorna poi per cena esce ancora e ritorna il mattino dopo, non parla mai con me o i miei genitori e anche mia madre si sente frustrata da questo, è un hotel questa casa con me che pulisco e non ho tempo neppure più per fare le mie cose. mia madre le ha detto tutto, che volevo prendere la sua bici, si è messa ad urlare a ridermi in faccia, non ci ho visto più, sono andata in garage e le ho tagliato con un coltello una ruota della bici. I miei l’hanno pure difesa e io sono stata vista come la cattivona di turno quando mi stanno ammazzando e non so cosa devo fare quando ora non mi sembra così male provare ad andarmene di nuovo per sempre.

L'autore ha scritto 7 lettere, clicca per elenco e date di pubblicazione.

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5 commenti

  1. 1
    colam's -

    Il tempo e’ dalla tua parte, al posto tuo inizierei con essere più egoista (siete due figlie percio’ anche tua sorella deve aiutare, e se non lo fa fregatene, a te spetta solo la tua parte).

    Poi mi concentrerei su un piano a medio termine per raggiungere la liberta’. Studia, per trovare un lavoro e renderti indipendente dalla tua famiglia. Il giorno in cui potrai dire “io guadagno i miei soldi lavorando e posso farne quello che voglio, percio’ da oggi grazie di tutto io me ne vado”, respirerai un’aria nuova. Il tempo passa, anche io ho avuto 18 anni..

  2. 2
    obiuan -

    Non è la soluuzione andare via per sempre, non pensare che sia l’uscita di sicurezza. qualcuno nasce per correre in salita, ma ti abitui a farlo e quello che ora ti sembra terribile lo rileggerai col sorriso fra qualche anno.

  3. 3
    alaska -

    Cara Aveline,

    il tuo sfogo è un fiume in piena, avvolgente e maestoso.
    Il mio consiglio è di non fermarlo, di non metterci una diga.
    Mettici bensì dei solidi argini ai lati, e canalizza questa tua esondazione in qualche cosa di positivo.

    Mi spiego: adeso vedi tutto nero e ti sembra che la salita che stai affrontando sia troppo alta. Non vedi un po’ di riposo…ed anzi, trovi più affascinante abbandonarti al baratro che hai a fianco. Ma questa invece è SOLO la soluzione più comoda.
    Poniti dei piccoli obiettivi, raggiungibili in poche settimane. Obiettivi semplici, ma che una volta raggiunti ti consentiranno una maggiore fiducia e controllo di te stessa. E poi man mano sposta i tuoi obiettivi sempre un po’ più in là, chiaramente sforzandoti di più.

    Costruisci un solido cerchio attorno a te. Non importa quanto inizialmente piccolo sia, l’importante è avere attorno a sé la sicurezza della circonferenza: al cui interno metterai tutto quello che vuoi o puoi fare. Man mano che sarai più sicura, allargherai il cerchio e così via.

    Non darti per vinta, sei troppo importante. Ricordati sempre che ti vogliono bene

  4. 4
    Gioinlove -

    Ciao…dovresti lasciarli parlare finché non finisco e poi andare via,perché loro ti dicono dietro solo xk non hanno nessun’altro con qui parlare…non dovresti piangere ecc ma fargli sfogare e poi dire frasi del tipo_bene finito?io vado_una cosa così,devi ribellarti così non ti romperanno più…tua sorella…cavolo hai fatto bene a bucargli la ruota io avrei fatto anche di peggio:)

  5. 5
    Giadatempo -

    Ho diciotto anni anche io,soffro di frequenti ricadute di depressione e ultimamente attacchi di panico spesso immotovati. l unica cosa che posso dirti è che capisco la tua rabbia e attendo anche io giorni migliori come fossero ossigeno. ti abbraccio…

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