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Un pene piccolo fa godere lo stesso?

di ciabattina

Riferimento alla lettera: Bè tanto x incominciare son sempre stata una che diceva che la lunghezza e grossezza di un pene non contasse niente, fino a quando non ho trovato il mio ragazzo che non raggiunge i 10 cm. All’inizio quando sono asciutta anche se è un pene piccolo mi fa piacere perché...
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Data di pubblicazione: 8 Gennaio 2006

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Categorie: - Sesso

18.809 commenti

  • 8201
    Robin -

    Mi troverò una fidanzata, e guai a lei se non mi manda il messaggio della buonanotte,sarei capace di lasciarla!

  • 8202
    maracuja -

    x RAGAZZA
    premetto che se avessi letto i tuoi 2 commenti che sono usciti insieme al mio forse avrei scritto qualcosaltro anche se certe cose le penso lo stesso
    a leggere quelle cose che hai scritto mi hai toccato dentro ho rivissuto certi momenti gia rivisti e ti posso dire che mi sento molto confuso ora
    ti posso dire che sento che far pace con me stesso significa stare solo non riesco a impostare e vedere le cose nel modo in cui stai cercando di imprimerle qui, ci ho provato credimi ma per quello che sono le mie esperienze personali non hanno dato risultati quindi per questo ripeto capisco che è meglio cosi per me

  • 8203
    alberto2006 -

    per Ragazza
    Molto bello il tuo post,appassionato coerente e per certi versi provocatorio.Curioso il caso al contrario(i casi della vita).
    D’accordo sulla mia difficolta’”a fissare”il problema,a fermarmi a certe cose.E’ piu’ difficile di quanto non si possa pensare.
    Per lunghi mesi mi sono quasi dimenticato di questo thread,poi per un periodo breve riprendevo a scrivere e poi per lunghi mesi me ne dimenticavo o per scelta non scrivevo.E’ una pensiero che a seconda dei momenti o a seconda di frasi o allusioni esce fuori in maniera diversa.
    Razionalmente ci convivo:ho un posto di responsabilita’sul lavoro,ho mille interessi,una laurea.Emotivamente e’ differente perche’ la mente e il resto seguono altre strade che non la semplice logica..

    La logica maschile a livello emotivo segue un criterio QUANTITATIVO.
    Macchina di lusso,soldi,carriera,donne affascinanti al fianco,un fisico palestrato sono causa ed effetto nello stesso tempo.
    La maggior parte degli uomini invidia(non io)l’uomo con la macchina sportiva,non l’uomo con un cervello raffinato e capace di intrigare il cervello e l’animo di una donna.
    L’applicazione della logica”quantitativa”si applica anche al sesso.
    E’ un ragionamento che un uomo fa d’istinto.Se una donna ha avuto una storia con un uomo di un certo tipo(come te e la mia lei),chi viene dopo fa qualche tipo di pensiero e di associazione(magari impropria) la fa.Perche’ pensa che sempre e comunque le sensazioni fisiche erano differenti e che nell’immaginario della donna con cui stai ci sia qualche angolo in cui il ricordo dell’altro rimane vivo.Ci si interroga su come poteva essere con l’altro e di come puo’ esserlo con te…e la tua normale dotazione ti sembra in qualche modo insufficiente..

    E’ curioso il fatto di dirlo al partner.Potrebbe non essere necessario ma viene fatto.Perche?Tu lo hai fatto per “testare il partner”(e hai fatto una mossa intelligente ma azzardata perche’ andavi a toccare un punto comunque sensibile per l’uomo).
    Io credo che ci sia anche una volonta’ tra le righe di creare una qualche forma di potere all’interno della coppia(se si vuole essere maliziosi)La mia lei ha un carattere forte e questo puo’ avere una sua logica .Se si vuole dare un’interpretazione piu’ semplicistica e’ una semplice vanteria come esibire la borsa griffata o altro..
    Resta il fatto che e’ un argomento “a rischio”.Se una donna ti critica perche’ hai un po’ di pancetta e ti consiglia una dieta emotivamente non ti crea problemi, ma se tocca altri tipi di tasti allora e’ diverso..

  • 8204
    Robin -

    X Ragazza,
    Le donne o gli uommini che hanno una indole femminile tendono a distinguere il sesso dall’amore.
    In realtà bisognerebbe capire perchè le sedi anatomiche profondamente coinvolte nel sesso vengono chiamate “zone erogene”.
    Tu prova a dare al tuo uomo il consenso di andare a letto con una bonazza incontrata per strada e vedrai come le sensazioni erotiche si trasformeranno in “amore” e ci saranno altissime probabilità che tu possa essere abbandonata.
    Bene lo sanno le donne racchie quando per accalappiare il cocco di mamma gli danno tutte le soddisfazioni sessuali possibili, porcate a più non posso che adoperano tutte le sedi anatomiche possibili e tutte le fantasie che si presentano nella mente.
    L’uomo diventa “schiavo” di dinamiche erotiche che vengono interpretate come “amore”.
    Quindi sbagli,secondo me,quando dici che è solo un momento del quale bisogna fregarsene e che tutto dipende dalla soggettività della reazione del partner leso in quel momento.
    Dunque la tua posizione è quella classica adoperata nelle psicoterapie quando si attribuisce al soggetto la causa di tutti i disagi lamentati,essendo problematico rincorrere le fenomenologìe induttive che ci sono nell’ambiente(casa,lavoro,società).
    Dunque alberto2006,del quale ho molta stima, ha ragione quando focalizza la sua attenzione su quelle frasi che stimolano ed evocano disagi.
    Fregarsene è come fare gli struzzi che mettono la testa sotto la sabbia.
    Non capirò mai perchè si focalizza sempre l’attenzione sul complesso o sul complessato,ma mai sul complessante,termine questo che è alquanto raro.

  • 8205
    alberto2006 -

    Robin
    Ti ringrazio per i complimenti che contraccambio perche’ i tuoi interventi non sono mai banali e denotano intelligenza e sensibilita’ non comuni.In queste discussioni a volte banali e risibili e’ fondamentale porre l’accento sui tanti meccanismi psicologici che sono alla base di piccole e grandi problematiche.
    Analoghi apprezzamenti li faccio a Ragazza pur con un diverso approccio al tema.
    La conclusione del tuo post mi trova perfettamente d’accordo.
    Se emergono disagi o altro,questi non frutto di masochismo o di un atteggiamento vittimistico nel quale ci si crogiola.Credo che invece ci sia alla base una sensibilita’ di fondo,che puo’ essere anche fragilita’ a volte,per cui certe esternazioni hanno il potere di far emergere un disagio che a volte e’ piu’ profondo e in cui il pene e’ la punta di un iceberg e che a volte diventa(a torto)una cartina di tornasole nel bene e nel male.

    E’ come se attraverso il pene ci fosse una verifica della nostra mascolinita’.Se c’e’ della ironia sul tema o discriminazioni,a volte il resto puo’ traballare.E la nostra parte maschile diventa debole.E’ li’ il punto.
    Non e’ un caso che io mi sia sempre innamorato di donne dalla personalita’ forti(e che sul tema mi hanno creato volenti o nolenti problemi).E’ come se cercassi in loro una mia parte maschile a volte monca.Li puo’ essere un mio problema e un’analisi introspettiva puo’ aiutare a tirar fuori con maggior vigore una mia parte virile un po’ addormentata.
    Questo pero’ non puo’ fare dimenticare,come dice Robin,la figura del”complessante” perche’ sono convinto che l’imput venga da li’.
    Fregarsene puo’ essere una soluzione ma non e’ la soluzione perche’ ogni tanto certe convinzioni riemergerebbero.
    Mandare a quel paese le “complessanti”puo’ essere un’altra soluzione ma sbagliata almeno per 2 motivi:il primo e’ perche’ c’e’ il restante 99% che determina le scelte e il secondo perche’ sarebbe una pretesa infantile cercarsi partners”ad hoc” e cioe’ donne all’apparenza poco navigate e piu’ rassicuranti.

    Il messaggio poi che personalmente “filtro” dalle complessanti e’ molto piu’ sfumato ed e’ un sottile gioco di comando all’interno della coppia che e’ quasi una sfida.Faccio un esempio molto personale.La mia donna e’ una che piace e anche parecchio.Ha un posto importante di lavoro e non avrebbe problemi a rimpiazzarmi.Si cura molto,e’ attenta ai dettagli ed e’ molto attenta alle tendenze al contrario mio che me ne frego altamente.Ha(meglio aveva)una sessualita’ molto aperta (della donna che sa il fatto suo).L’immagine che io percepisco e sottilineo percepisco e’ del tipo”io sono una bella donna,ho corteggiatori e in passato ho avuto un compagno x.Quindi stare con me per te rappresenta un privilegio”.
    Questa percezione (che e’ tutta mia)e che in un certo senso”mi svirilizza”(in modo simbolico),viene compensata dal lasciarmi a letto padrone della situazione.dove lei gioca a fare la femmina tradizionale.E’una matassa che ha un suo perche’..

  • 8206
    Michele1991 -

    @Robin
    Perchè su di una persona cosiddetta “sicura”, il complessante fa la stessa fine dell’acqua della doccia.
    Scivola addosso.

  • 8207
    Dimensionato -

    mah…..spero di non averci capito nulla e aver frainteso tutto…

    Ragazza scusa, ma tu per vedere se un uomo è sicuro di sè nei confronti della vita e per capire come la affronta, usi riferimenti ai 23 cm del tuo ex ex???

    Se è così, rimango un stranito, innanzitutto perchè allora la prima a far girare tutto intorno ad un uccello sei tu e poi trovi assurdo che unomo che ha questo disagio, ne soffra…poi è un criterio che non sta in cielo e manco in terra.

    Io vivo questo disagio da sempre, eppure nella vita mi son trovato davanto ostacoli enormi, gravissimi, che per le mie conoscienze erano giganti, mi son trovato costretto ad affrontarli e lo dovevo fare dando anche l’impressione di una mia sicurezza, altrimenti sarei stato inghiottito….ho mangiato merda a palate, ancora oggi sono in drammi che neppure immagini…ho affrontato tutto, lo sto facendo ancora e senza batter ciglio….soffro, come farebbe chiunque, ma vado avanti e lotto……ma che cacchio c’entrano le misure?…io la vita l’ho affrontata di petto e con ottimismo mille volte, tante altre son caduto e mi son fatto malissimo, ma….

    bo…assurdo…e mancanza di sensibilità enorme…

  • 8208
    Ragazza -

    @maracuja:
    Ok… io capisco tutto quello che dici !
    Un giorno potresti cambiare idea, quel giorno non rifiutare quell’idea… La vita è una clessidra che non si ferma mai e prima o poi si svuota. Vale la pena rinunciare a qualcosa in un tempo di per sé già contato?

    @alberto2006:
    Scusami allora è la donna attuale che parla dell’ex? Comunque lascia che il suo ex sia un problema suo… se lei è fissata con l’ex… azzi suoi! lasciala seppellire le sue memorie. Non fartene un problema tuo… lascia che le cose vadano, scivolino, non crear loro risonanza in te, non crear risonanza e reazione al suo problema in te. Lascia che parli di tutti gli uccelli che vuole, 20cm? 23? 25? 30? vuole un uccello che va da nord a sud, dal polo nord al polo sud? che sia un problema suo. E non crearti sofferenza. Ma scusa! ma che sei meno uomo? non sei un uomo? Non accettare la sofferenza che la gente, gli eventi, vorrebbero importi. Cerca anche di capire che ..quando lei tira fuori queste cose, è proprio come hai detto tu, è come per farsi forte, quindi capisci che …anche lei ha qualcosa là dentro che andrebbe guardato … come ogni essere umano… tutto è risonanza, e reazione. Bisogna rompere la catena!

    @Robin:
    il complessante non c’entra niente, il complessante è in realtà il maestro, quello che tira fuori ciò che in noi non va, quello che ci permette di superare determinate dinamiche. Se non ci fossero complessanti, non miglioreremmo mai! il complessante è lì per smuovere la melma che c’è dentro … perché se esce rabbia da noi, o sofferenza, è perché era lì nascosta non perché il complessante l’ha creata, il complessante è solo un mezzo affinché esca fuori, perché possiamo vederla in faccia e prendere provvedimenti: “questa è la mia rabbia!” “questa è la mia debolezza!” “questa è la mia paura!”… quello è il momento in cui, dal profondo di noi, le vediamo in faccia, siamo confrontati ad esse… se non ci fosse il complessante, vivrebbero latenti in noi fino alla tomba. Anche il pene è un complessante.

    @Dimensionato:
    Sì non hai capito nulla… per fortuna gli altri han capito.

    X TUTTI
    Io capisco che i miei interventi sembrino semplicistici. Ma non posso entrare in un botta e risposta inutile … non inutile perché scrivete cose insensate , ci mancherebbe , ma perché entreremmo in un’energia di lamentela, un’energia/vibrazione bassa. Questa energia non mi appartiene. Infine, vi segnalo un sito che potrebbe interessarvi (ma stavolta non risponderò alle critiche come ho fatto per il video dovendomi anche giustificare e spiegare, chi vuole andare a vedere vada), un sito dove uomini di tutte le misure possono in libertà postare foto con riferimento alle misure, e sono classificate: misura con righello, rotolo di carta igienica, ecc… un sito molto bello, è un po’ come questo forum solo che in foto: ….

  • 8209
    dddodici -

    dimensionato

    stai a parlà co una che a messo il link su quelli che ce l’hanno piccolo e si fanno deridere…non sè accorta che quelli so casi umani che spopolano sul web e che tutti ci ridono sopra. Vorrei vede a lei a fa la sfilata co tutti che ridono e le danno i voti e si ammazzano dalle risate.
    a messo quel video per dirci che siamo in tanti e non è un problema.
    na cosa assurda.
    sensibilità?ma stai fuori?ma che ci parli ancora tu?

  • 8210
    Robin -

    X Michele1991
    Supponiamo che tu sia un energumeno forte fisicamente.
    Se qualcuno ti tira un pugno in faccia, potresti non sentire nulla poichè sei molto robusto;tanto meglio.
    Questo non vuol dire che sia lecito tirare pugni.
    Se invece tu hai una certa fragilità e si rompe qualcosa, non mi sembra corretto focalizzare l’attenzione sulla tua fragilità e omettere completamente il fatto che i pugni non si possono tirare.
    Senza il pugno tu continui a stare benissimo nonostante la tua fragilità.
    Lo stesso discorso vale nel caso della psicologia.
    Avere un pene piccolo nella nostra società non può in alcun modo
    consentirci di stare comodamente tra la gente senza subire aggressioni e ferite psicologiche che si manifestano in tanti modi e che creano complessi.Il livello di sofferenza può variare da soggetto a soggetto in quanto sono in ballo tante variabili,ma il discorso in linea di massima è quello.
    Se prendiamo il caso di alberto2006,è difficile evidenziare la componente induttiva del problema poichè bisognerebbe dapprima descrivere tutto il contesto,poi focalizzare l’attenzione sulle parole e frasi dette dalla sua donna,i toni,gli atteggiamenti,non per ultima anche la psicologia della sua donna abbisognabile di “scaricare” sull’uomo un bisogno proveniente dalla sua psiche.
    Le variabili sono così tante e complesse e di difficile dimostrazione che spesso gli psicologi o psichiatri ti bollano grossolanamente come paranoico e ti suggeriscono in taluni casi, farmaci per renderti più “disponibile”. Ma disponibile a che? Alla violenza psicologica? All’umiliazione? Quì il soggetto,spesso si tira indietro e può venir meno per sempre la fiducia e rimanere intrappolato nei suoi disagi.

  • 8211
    Robin -

    X Ragazza,
    Mi stai dicendo che il complessante è lì per tirare fuori la “melma” che è in noi? E chi glielo ha dato questo compito “psicoterapeutico”?
    Perchè dobbiamo essere obbligati a tirare fuori la “melma” con le modalità decise dai complessanti? E se il risultato di tutto ciò fosse peggiore che tenersi la “melma”?
    E se io volessi liberarmi della “melma” tirandola fuori riciclandola in chiave di intellettualizzazione o sublimandola artisticamente?
    Denoto uno spirito di contraddizione in te poichè è assurdo pensare che quando si viene rigettati o presi in giro o in qualche modo stuzzicati a causa del pene piccolo ciò avviene perchè il complessante fa un azione quasi misericordiosa verso di noi per aiutarci,non mi sembra proprio, anche perchè il risultato è assai disastroso molto più della “melma” stessa come la chiami tu.
    Oltretutto se qualcuno pensa di agire così farebbe bene prima a
    indagare all’interno di se stesso liberandosi prima della propria “melma”,altrimenti si rischia di attribuirla,col meccanismo della proiezione,all’altra persona che in tal caso sarebbe davvero nella “melma”.

  • 8212
    Ragazza -

    @Robin:
    il complessante non sa di essere complessante! la vita ci butta a puzzle perché possiamo incontrare situazioni e persone che ci facciano risolvere conflitti interni … domanda? ti sei mai chiesto perché sei nato? e perché hai il pene corto? ti sei dato qualche risposta? quando sei arrabbiato, di chi è la rabbia? è la tua… non c’è un’eternità per lavorarci sopra, i tempi sono corti, certo sarebbe bello smuoverla un pochetto per volta come ci pare a noi, una dose oggi, una domani, senza dolori, come il bambino a cui si dà la medicina amara “aspetta ancora mamma, aspetta un attimo!”
    La vita è un gioco, a tempo contato, quando caleranno i sipari sul tuo teatro, avrai recitato bene la tua parte, giocato al massimo la tua partita?

  • 8213
    alberto2006 -

    Il complessante ha un ruolo di “risolvere i conflitti interni” quando dice di essere insoddisfatta per le dimensioni del pene??
    Secondo quest’ottica la risoluzione e’ quella di farsi una protesi o farsi allungare il pene (non vedo altre soluzioni)..
    Il complessante puo’avere un ruolo utile nel far emergere complessi interni mai emersi e che sono rimasti dentro di te
    sui quali ci si puo’ lavorare(parlo di disagi psicologici quali claustrofobia)ma ha comunque un ruolo limitato perche’ non ti puo’ dare soluzioni.La persona utile e’ quella che te lo risolve(un analista).
    Il problema della percezione di una dimensione del pene inadeguata e’ diversa.E’ come essere complessati per la bassa statura.Li’ bisogna accettarsi compensando al meglio con il resto..

  • 8214
    Ragazza -

    @alberto2006: Nessuno risolve i problemi per noi naturalmente, il complessante, cioè la “causa del nostro soffrire” è un mezzo , che tira fuori qualcosa che abbiamo nel profondo, ma non risolve, né tira fuori apposta (non si ferisce apposta, a volte lo si fa senza saperlo), ma è comunque uno strumento che la vita pone lì, in un determinato momento di una determinata vita, per smuovere delle cose dentro. Quando la cosa dentro è uscita, siamo noi, e noi soltanto (l’analista, lo psicologo ecc servono per aiutare non per risolvere) a risolvere quello che è uscito alla luce. Comunque il problema alla radice è sempre la paura … quello che esce fuori dal profondo nella quasi totalità dei casi è la paura.

  • 8215
    Dimensionato -

    Per fortuna…..

    “Io sia al mio ragazzo attuale, che all’altro prima di lui, ho fatto esattamente come la tua ex: cioè ho parlato del 23 cm! quindi dicevo tutte queste cose tipo “mah, una cosa esagerata!” ecc. Lo sai perché l’ho fatto? perché VOLEVO METTERE ALLA PROVA LA TEMPRA del ragazzo con cui mi frequentavo! volevo provocarlo, per vedere come reagiva, perché da lì avrei visto come reagiva alle sfide della vita, ai paragoni, se è uno che si piange addosso o se è uno che affronta le cose, uno che vede tutto nero o sa vedere a colori, uno che ai nostri figli insegnerà la lotta e non la resa, uno FORTE, che della vita prende il meglio e cerca di migliorare il “meno meglio”! uno che con quello che ha crea delle basi. E sì: con una provocazione sulle misure del pene si scoprono tutte le carte.”

    …ho già risposto….e l’accendo….assurdo.

    Se conoscerò uno strabico, farò riferimenti a Igor (..o Aigor) per vederne la tempra…..magari scopro qualche carta che neppure il pene riesce a scovare……chissà…

  • 8216
    Robin -

    X Ragazza,
    Il complessante spesso sa di essere complessante ed esercita la sua azione per ferirti,a meno che non si tratti della sapiente azione terapeutica di uno psichiatra con gli attributi professionali a posto.
    Quel complessante che è inconsapevole di esserlo dovrebbe riflettere la caratteristica della casuale sporadicità.
    Rispondo alle tue domande:
    1)Sono nato perchè mio padre e mia madre si sono accoppiati sessualmente e mia madre è rimasta incinta.
    2)Non ho il pene corto,viene ritenuto tale da persone che non hanno autorità di decisione in materia,gli andrologi dicono che è normale, pertanto io vivo il mio problema come un problema psico-sociale e non come psico-sessuale.
    3)Quando sono arrabiato,la rabbia è mia,ma da solo non mi arrabbio mai,presumo quindi che la rabbia venga indotta da qualcuno che stimola qualcosa in me.
    Dici:”la vita ci butta a puzzle perchè…ecc..” beata/to te che hai capito cosa sia la vita e le sue finalità,nemmeno i grandi filosofi del passato han saputo capirlo.
    Dici anche:”la vita è un gioco…avrai recitato bene …ecc”
    Dunque sappiamo anche che la vita è un gioco…boh…io non ne sono certo e in questo dubbio pretendo che venga riconosciuta la mia onestà intellettuale. E’ meglio dire :”non lo so” piuttosto che spiegare tutto,ciò nonostante mi fa piacere confrontarmi con le tue vedute.

  • 8217
    Robin -

    alberto2006,
    Che il complessante possa di fatto essere molto utile per evidenziare ciò che è dentro di noi,questo si,ma che le finalità siano quelle di aiutare a risolvere mi sembra estremamente improbabile,a meno che come dici tu,non si tratti di una figura professionale che dirige un certo iter terapeutico.
    Questo mi fa ricordare un vecchio collega di lavoro che in passato vessava in continuazione un ragazzo più giovane perseguitandolo con scherzi e molestie varie pretendendo che ciò avveniva per “svegliare” il ragazzo.
    In realtà la mansuetudine del ragazzo svegliava nella persona più grande una forma di vile sadismo vessatorio.

  • 8218
    alberto2006 -

    Ragazza
    Il problema secondo me e’ che il complessante,volente o no,va a smuovere un tasto che per il “complessato” non esisteva del tutto o quasi o di cui poteva tutt’al piu’ avere una vaga percezione.
    Uno ha la coscienza di essere storpio ma puo’ per tutta la vita non avere mai la percezione di avere un pene sotto la norma perche’ nessuna glielo ha mai fatto notare.
    Se uno sposa una donna poco esperta,e’ probabile che la cosa non venga mai fuori p.es.
    Un conto poi e’ che la percezione venga fuori da supposizioni tutte maschili di stampo adolescenziale,un conto e’ che vemga fatta dalla tua donna e non da una donna qualsiasi.
    Non vedo un’azione benevola del destino da questo punto di vista.
    Vedo un’azione positiva quando il destino ti fa incontrare una persona che ti arricchisce dentro o al contrario quando ti fa vedere dei limiti ma ti indica anche dei suggerimenti per migliorarti o quando fa emergere delle paure che tenevi nascoste con l’obiettivo di fortificarti dentro.
    Sollevare il tema mi sembra una cosa gratuita e inutile

    Semmai si puo’ discutere della valenza del messaggio che “il complessante”vuol fare e del significato che viene dato da chi lo riceve.Nel tuo messaggio i 23 cm del tuo ex diventavano una provocazione per testare la reazione del tuo uomo:ma che valenza ne davi?Lo presentavi come un piacevole ricordo o come un problema?
    Perche’ l’interpretazione che si puo’ ricevere cambia per come si ricorda la cosa.Io personalmente ne ho ricavato un significato ambiguo e che cambiava a seconda di come veniva impostata la questione e di come reagivo io.E allora sul tema sorvolo e non chiedo.

  • 8219
    paolo -

    si poc

  • 8220
    disagiato -

    Me lo vedo corto ma è incredibile…come un pene possa essere motivo di disagio per tante persone ? serve alla riproduzione e 25 cm non assicurano certo la non sterilità.
    Molti qui vorrebbero essere attori porno, invece di desiderare dimensioni normali.
    Ragazza ha vissuto tanto ma è evidente che ama il sesso e le piacciono le dimensioni e poi selezioni i pregi in un uomo che più le aggradano ma è chiaro che a dimensioni inferiori a certi standard non è indifferente.

    In mezzo a tanti commenti non avevo letto le tue domande, perdonami
    “@disagiato: in sostanza quanto vorresti averlo lungo? e tu quanto sei alto? Io non mi riferivo a una misura particolare nel mio commento 8164, dicevo che baratterei volentieri sensibilità per cm (poi il pene può essere 12, 14, ecc). ”

    Vorrei fosse lungo 15 o 16 o 17 cm, sono alto 1,75 m e il mio non penso superi gli 11 o i 12, non l’ho misurato correttamente.

    Baratteresti tanti cm in eccesso non quelli che non ci sono !
    Il contrario Equivarrebbe a dire non mi piace il sesso e vivo con i sentimenti, e quale donna non desidererebbe un uomo sessualmente ? e l’appagamento sessuale nell’immaginario è il pene di Siffredi, quando la normalità è la proporzione.

    Mio parere.

  • 8221
    maximum -

    aahahha ragazza mia ragazza….

    allora alla prossima mia tipa gli diró del seno, del culo e delle gambe perfette della mia ex e della sua bocca incandescente e indimenticabile….e di come scopava bene !

    ahahhah !!!

    questo..giusto per vedere la sua reazione…..

    ahahhahah !!!!

    comunque raga…ci sono le assatanate e ci sono quelle piú modeste diciamo…

    tentate di approcciare quella che fa piú per voi…

    anche se poi a volte l’apparenza inganna !

    ahahahah….

  • 8222
    Robin -

    X paolo,
    Estremamente illuminante il tuo intervento,
    ti ringraziamo infinitamente.

  • 8223
    disagiato -

    Sono vergine ma penso che se davvero ci fossero delle donne che parlano di cm e pretendono un grande pene sarebbero attrici hard.
    Il problema deve essere maschile, basato sulla propria visione di sè, il resto sono pretesti inutili pur di trovare un motivo per ridere tra donne comari, se non fosse il pene sarebbe altro, tra amiche si ride.
    Tra maschi non si deride nessuna donna e dalle vostre relazioni vi chiedo dov’è il gentil sesso ?

    Non ho in mente nessun tipo di relazione ma se una si dovesse lamentare le risponderei che dovrebbe recitare in un film porno e non vivere relazioni normali.

  • 8224
    Ragazza -

    @Robin & @alberto2006:
    Il complessante non è per forza una persona che parla, né tanto meno una persona che parla di pene … il complessante può essere una situazione, o una caratteristica fisica.
    Nel caso in cui il complessante sia una persona, che “complessa” con la parola, o con l’atto, in realtà diventa complessante non in quanto tale ma perché la sua parola si è sommata al complessante – caratteristica fisica.
    Voi adesso vi riferite al complessante come a una donna che offende. Io invece mi riferisco al complessante come una componente generica che “urta” qualcosa in noi, e questa componente può vestirsi di un corpo , o essere semplicemente una situazione o , ancora, semplicemente una caratteristica fisica. E’ quel qualcosa che “urta”, ma se urta è perché urta con qualcosa. Quel qualcosa con cui urta è presente in noi. Non si tratta del fatto che il complessante abbia il diritto o meno di urtare, prendiamo ad esempio il complessante-caratteristica fisica (es. la persona storpia) : il complessato non ha nessuno con cui prendersela, eppure è “urtato” dentro, deve far fronte a tutti i sentimenti che vengono fuori … credo che voi non dobbiate soffermarvi su cosa ha detto o fatto una data persona nei vostri confronti, quanto sulla presenza della cosa in voi: la rabbia? l’orgoglio? la vanità?

    Per quanto riguarda il discorso sulla verità, naturalmente la verità ultima ce l’ha solo la Fonte, creatrice del nostro multiverso, sempre che ci sia una verità ultima statica. Io ho una mia verità, che cambierà domani perché avrò vedute più ampie, e la espongo, ho sbagliato nell’omettere le forme personali “io credo” “penso che”, ma è naturale che quanto io scrivo sia una mia visione della vita. Tale relatività, che tu evochi, è sacrosanta. Quando non si hanno alcune risposte, è meglio avere uno sguardo relativo su tutto … pene corto? pene lungo? disgrazia? teniamo uno sguardo relativo. Comunque non avevo chiesto “come sei stato concepito” ma PERCHE’ sei nato… Per quanto riguarda il pene corto che è un problema psico-sociale, sei dunque d’accordo con me che fa godere? Infine… da solo non ti arrabbi mai … eh direi!!! altrimenti avresti un altro problema 😉

    @disagiato:
    Ma infatti! io sono dell’idea che parlare in generale di “donne”, o anche di “uomini” sia errato. Già bisognerebbe parlare infatti di “un tipo di donna”, o meglio ancora di una determinata donna in particolare… nella vita noi non abbiamo a che fare con metà del genere umano, con tre miliardi di persone, ma ci imbattiamo prima in una, e poi in un’altra. Nel mentre ci imbattiamo, la cosa più errata che possiamo fare è quella di classificarla : “tanto questa è un’altra che sarà come le altre”… i dna sono diversi per ognuno dei miliardi di terrestri, come dicevo già qua… l’unica cosa che invece è bene fare, è dare il meglio di noi stessi: essere cioè felici e rendere felici, apportare la gioia e la serenità, quella che abbiamo dentro.

  • 8225
    Robin -

    X Ragazza,
    Il complessante inteso come semplice caratteristica fisica,secondo il mio parere,non esiste.Non esiste un complesso autogeno.
    Il complesso si forma sempre come conseguenza di un azione induttiva dall’esterno,anche nell’esempio della persona storpia che tu hai citato.
    La persona storpia impara da subito dagli sguardi altrui,dal loro comportamento,da una gentilezza di facciata che maschera i sentimenti più veri di rigetto,freddezza,ribrezzo,distacco o disinteresse e viene condizionata dal relativo imprinting che potrà essere in seguito proiettato dal soggetto su persone o situazioni ambientali che non sono per nulla ostili,ma solo vagamente somiglianti alle situazioni che in precedenza hanno creato l’imprinting specifico.Ed è proprio questa mancanza di ostilità che potrebbe esserci nell’ambiente che farà dare per scontata l’esistenza del complesso inteso come fatto autogeno nella persona complessata.
    Infine,non solo sono d’accordo che un pene di taglia piccola possa far godere,ma addirittura ritengo che in molti casi è particolarmente adatto 😉

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