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Tegnue di Chioggia, un “parco naturale sommerso”

Lettere scritte dall'autore  

Gentile Direttore, sono una guida subacqua PADI di Treviso dal 2005 e da due anni, grazie all’iniziativa di formazione proposta annualmente già dal 2006 dall’Associazione TEGNUE DI CHIOGGIA ONLUS, sono anche una guida esperta delle Tegnùe di Chioggia.
Su segnalazione di alcuni amici dell’Associazione di cui sopra ho avuto modo di leggere l’articolo apparso in data 26/10/2009 sulla testata IL GAZZETTINO, intitolato “ALTA TENSIONE FRA COMUNE E TEGNUE” a firma di Marco Biolcati.
Sinceramente sono rimasta sbalordita dal contenuto dell’articolo stesso, soprattutto nelle parti che riportano le dichiarazioni dell’assessore Marangon, perchè sembra non conoscere l’organizzazione dell’associazione Tegnùe di Chioggia, sia a livello amministrativo, che operativo, visto che a me risulta che uno dei gruppi più attivi nella gestione del progetto di Zona di Tutela Biologioca, sia proprio il Club Sommozzatori Chioggia, cui è stata affidata la manutenzione di una delle più frequentate e apprezzate Boe d’immersione! Per quanto riguarda poi il commento sul Presidente dell’Associazione Tegnùe di Chioggia Onlus, Piero Mescalchin, sono oltremodo stupefatta di quanto leggo, visto che a me non risulta affatto che il Presidente consideri una sua proprietà le Tegnùe chioggiotte, anzi, Piero ha sempre cercato con ogni mezzo di divulgare la conoscenza del meravoglioso habitat che caratterizza lo “speciale” tratto di Nord Adriatico di fronte a Chioggia, con le sue splendide foto e con i video realizzati grazie ad un numero infinito di tuffi in mare e quindi grande dispendio di energie e risorse personali sia economiche che fisiche! E tutto questo non in pochi anni di attività, bensì in più di trent’anni, per quanto ne so io, che posso considerarmi l’ultima arrivata, dal momento che conosco Piero solo da qualche anno ed ho avuto l’onore di immergermi più spesso in sua compagnia soltanto quest’estate! Piero Mescalchin considera le Tegnùe di Chioggia il “suo mondo”, ma questa affermazione non va interpretata come una dichiarazione di possesso, bensì come il riconoscimento della sincera passione che anima da sempre l’attività subacquea di quest’uomo, che non si stanca mai di trascorrere buona parte del suo tempo libero e non, immerso proprio al largo di Chioggia, a caccia di emozioni subacquee da immortare con la fotocamera o la videocamera, inseparabili compagne d’immerisoni da sempre per lui! E tutto questo per documentare, valorizzare e divulgare più possibile lo stato del mare al largo di Chioggia, con conseguente interesse mediatico ed arricchimento del bacino d’utenza sportivo e turistico della cittadina stessa! Ne sono testimone in primo luogo personalmente, provenendo da Treviso (80 km) ed in secondo luogo come guida esperta della Tegnùe, avendo avuto recentemente occasione di accompagnare alla scoperta del fondale della Zona di Tutela Biologica un gruppo di subacquei provenienti addirittura da Como, Lecco e dintorni, che per trascorrere una giornata a Chioggia e farsi due immerisoni, si sono svegliati alle 4 del mattino e sono rincasati entusiasti dell’esperienza a notte fonda! Non credo che l’esperienza sarebbe stata altrettanto entusiasmante per queste persone se non avessero potuto usufruire delle strutture fortemente volute e realizzate dall’Associzione Tegnùe e dal suo Presidente che in questi anni ha dedicato davvero l’anima per portare avanti il progetto Z.T.B., coinvolgendo numerosi Club subacquei della zona e non, oltre ai pescatori e all’Amministrazione Comunale, senz’altro nell’intento di valorizzare non soltanto l’elemento naturale sottomarino, ma anche la città! Scopo, a mio avviso, assolutamente raggiunto! Ma per mantere efficiente l’iniziativa, migliorarla e consentire una sempre maggiore, sicura e consapevole fruizione della Zona di Tutela Biologica, è necessario poter contare sulla reciproca collaborazione con le istituzioni, a cui arrivano le sovvenzioni Statali e che dovrebbero probabilmente dimostrare maggiore attenzione e sollecitudine nella “gestione” dei finanziamenti ricevuti grazie al valido progetto Z.T.B. della Tegnue di Chioggia. Credo quindi che l’assessore Marangon, qualora non fosse ancora in possesso di un brevetto sub, dovrebbe quanto meno “provare” l’emozione di respirare sott’acqua e magari farsi accompagnare alla scoperta del meraviglioso mondo sommerso della Z.T.B., proprio da Piero Mescalchin che lo conosce così bene e senz’altro saprebbe far emozionare chiunque con l’indicazione di un organismo marino poi prontamente immortalato con una fotografia! In questo modo probabilmente l’Assessore comprenderebbe meglio la passione che anima il Presidente dell’Associazione ed il fervore che lo porta a volte ad insistere affinché i dovuti finanziamenti vengano adeguatamente impiegati per conservare e valorizzare ulteriormente le Tegnùe. Personalmente mi auguro che i dissapori tra l’Assessore Comunale, Marangon ed il Presidente dell’Associazione Tegnùe, Mescalchin, possano essere superati quanto prima e che tutto si risolva a breve nel migliore dei modi, per consentire ad un sempre crescente numero di appassionati del mare, di poter visitare Chioggia ed il suo affascinante fondale! silvia sartori.

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